di  -  mercoledì 9 gennaio 2008

SIAEA breve sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale una legge che dà nuovo fiato a SIAE e dimostra, ancora una volta, non solo l’arretratezza del nostro paese a fronteggiare il cambiamento, ma addirittura la volontà di navigare contro corrente e di creare attrito.

La legge (approvata tra le 20 e le 21 del 21 dicembre, così da passare in sordina), tra poco efficace, sancisce, tra le altre cose, all’articolo 1 bis:

È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

Secondo SIAE e l’industria ad essa collegata si tratta di una vittoria, di un momento storico, di un compromesso ideale e così via. Secondo me si tratta di un testo pessimo per due ordini di motivi.

In primis le parole “bassa risoluzione o degradate” lasciano ampio spazio all’interpretazione personale e al dubbio, in quando non definisicono con chiarezza la volontà del legislatore. In pratica, cosa bisognerebbe fare ad un’immagine per diffonderla gratis sul web? Sporcarla in Photoshop? Sfocarala? Ridimensionarla? Stesso discorso per la musica, che faccio per diffondere gratis un brano? Aggiungo fruscii? Abbasso il bitrate? Introduco rumori di fondo?

Insomma, è evidente che si scende nel grottesco e nei mesi a venire qualche altra amministrazione dovrà specificare meglio il lato pratico del dispositivo, causando probabilmente contrasti con altri autorevoli enti e iniziando l’ennesima lotta interpretativa che vede tutti sconfitti.

In secundis la legge è errata concettualmente. Tutto il mondo sta capendo che il modo di diffondere contenuti moltimediali non sta cambiando, è già cambiato. La fase del “vediamo cosa posso fare per evitarlo” è finita da un pezzo, ora siamo nella fase della presa di coscienza di un cambiamento avvenuto e di riflessione su come modificare il propri modelli di business perchè siano lucrativi anche in questa nuova era.

In Italia, invece, ci si muove in direzione opposta, ribadendo modelli arcaici già inefficienti qualche anno fa ed oggi manifestamente inadeguati. Basti pensare al fatto che in Italia SIAE detiene il monopolio ed è impossibile per altre aziende affacciarsi sul mercato. Buffo rilevare che questo elemento di distorsione del mercato è salutato da SIAE con entusiasmo, rivendicando l’importanza di una “italianità” che, però, a mio avviso in questi anni ha portato molto poco di buono. Spesso sono infatti gli stessi artisti a parlar male della SIAE, segno che evidentemente non svolge appieno il compito al quale è preposta.

Personalmente sono convinto che queste vecchie strutture saranno a breve spazzate via da un mercato che è cambiato e che continuerà a cambiare sempre più (basti pensare al fatto che i supporti fisici tra qualche tempo saranno quasi del tutto scomparsi). E’ però un peccato essere sempre ultimi, dover attendere di toccare il fondo con un sistema pessimo per decidere di cambiare qualcosa. Sarebbe bene che il nostro Stato comprendesse che prevenire, non solo in questo settore, è meglio che curare.

Update: Il Presidente della Commissione Cultura della Camera, on. Pietro Folena, ha precisato che resta inalterata la precedente disciplina (ovvero la possibilità di riprodurre frammenti di un opera), mentre questa legge innova dando la possibilità a siti non a scopo di lucro di riprodurre contenuti protetti da copyright. Per degradazione, dunque, si intenderà un brano audio di qualità non paragonabile a CD e per un’immagine sarà degradata quella buona per la visualizzazione su internet, ma non adatta alla stampa.

Folena si meraviglia delle polemiche suscitate dalla legge, in realtà non è stata tanto la legge a suscitare polemiche (per quanto mal redatta e suscettibile di interpredazioni ondivaghe), quanto è l’intero sistema del diritto d’autore (e della SIAE), che suscita da tempo in Italia critiche e malcontenti.

11 Commenti »

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  • # 1
    rubberick
     scrive: 

    Che vergogna in un mondo full hd leggi del genere..

  • # 2
    Tudhalyas
     scrive: 

    Sono pienamente d’accordo con Francesco, questa legge altro non fa che creare maggiore confusione sulla questione del diritto d’autore.

    Sono d’accordo sul fatto che questo vada tutelato (se il creatore di una data opera lo desidera), ma per farlo di certo non servirebbe un’organizzazione come la SIAE. Servono prezzi bassi (o meglio, giusti) e la certezza che i soldi ricavati dalle vendite vadano soprattutto a chi l’opera l’ha ideata, e non a chi si limita a pubblicarla. Punto. E’ così che la “pirateria” va sconfitta, con la sua stessa arma, non certo con leggi di questo tipo.

  • # 3
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    Mi chiedo se un sito come hwupgrade, tipo, abbia i permessi per riportare tutte le foto e i dati che include nei suoi servizi e nel forum.

    Per me a farvi un controllo ne uscite massacrati.

    La SIAE purtroppo ha una politica da camorra.

  • # 4
    n1
     scrive: 

    Il problema sono il DIRITTO D’AUTORE la PROPRIETA’ INTELLETTUALE ed i BREVETTI.
    E’ da rivedere completamente il concetto.
    Ma per tutelare il diritto d’autore ci vogliono sistemi anticopia che funzionino e probabilmente ci sarebbero se i costi di sprotezione non superassero quelli per l’acquisto legale.
    Per le proprietà intellettuali e i brevetti in ambito industriale e non, la cosa è ancora più complicata dato che anche piccolissime variazioni al concetto originale danno la possibilità ad altri di arrivare agli stessi risultati.
    E non potendo brevettare un “risultato” a priori dal metodo, inequivocabilmente le parti si ritroveranno in tribunale.
    Forse quindi le leggi che tutelino gli interessi personali non dovrebbero prevalicare quelle per il bene comune.
    Ridefinendo così il modo e i tempi per i quali si può garantire all’idea di essere vantaggiosa per chi l’ha ideata con un tetto massimo di distribuzione prima che sia di pubblico dominio.

  • # 5
    CereS
     scrive: 

    Un mp3 per definizione è degradato (non essendo lossless) quindi con questa legge posso tranquillamente pubblicare tutto quanto mi pare, precisando che lo faccio a scopo scientifico, senza infrangere il diritto d’autore…
    BULLSHIT!!!

    Stiamo degenerando, è mai possibile vivere in un paese dove chi legifera non ha la più pallida idea degli argomenti sui quali sta legiferando?

    E sopratutto perchè queste carognate le fanno sempre passare nei momenti in cui la gente ha la testa altrove e non se ne può accorgere? Ma tanto i telegiornali non ne parlano o ne parlano confondendo le idee…

  • # 6
    Max Della Torre
     scrive: 

    Società Italiana Autorizzata in Estorsioni

  • # 7
    Luca
     scrive: 

    Quoto in pieno CereS.
    A questo punto un normalissimo mp3 a 128kbs può tranquillamente circolare essendo ampiamente degradato (mai provato ad ascoltare ad es: musica classica in mp3 a 128kbs ?).
    Quindi possiamo gioire tutti… dall’entrata in vigore di questa legge, mi sento ampliamente autorizzato a scaricare e pubblicare mp3 di tale qualità in piena libertà.
    Avendo una piccola catena di negozi di informatica gioirò nel dare mandato di pubblicare a grandi caratteri il testo di legge e proporre quindi ancora di più strumenti per l’acquisizione di mp3 via internet e successivo storage su supporti fissi.
    GIOITE TUTTI.. L’ITALIA E’ ALLA AVANGUARDIA DELLA LIBERALIZZAZIONE… peccato che quei pirla che l’hanno creata non sapevano neppure cosa stavano creando. Buon per noi.!

  • # 8
    Alberto
     scrive: 

    a voler essere buoni si puo dire che: “la mamma del cretino è sempre incinta”. Diversamente:”pecunia non olet”

  • # 9
    Negadrive
     scrive: 

    Questo potrebbe risolvere i problemi nell’inserire immagini sotto copyright nella Wikipedia italiana, così come in siti amatoriali informativi o nei fansite. Tuttavia concordo sul fatto del testo equivocabile, che crea ambiguità su cosa è effettivamente legale e cosa no. Meglio che nulla, ma mi auguro una modifica più chiara e precisa.

  • # 10
    Mister24
     scrive: 

    Il termine “bassa risoluzione o degradate” è molto soggettivo. Quello che per me è una buona immagine o un buon mp3 per un fotografo o un audiofilo sono al limite della qualità. In pratica ora scaricare mp3/film/immagini da emule è diventato legale visto che non lo si fa a scopo di lucro e si può sempre dire che lo si fa per avere maggiore cultura cinematografica o musicale (scopo didattico).

  • # 11
    Marcello
     scrive: 

    vi pongo una domanda: se scarico da emule un intero film hard e poi lo pubblico sul mio sito in bassa qualità … faccio una cosa legale o no ?
    Ai posteri l’ardua sentenza …
    Marcello

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