di  -  lunedì 28 dicembre 2009

Quest’oggi per la nostra consueta rubrica del lunedì mattina Energia e Futuro andiamo ad affrontare una valutazione energetica di un sito eolico, in modo da comprendere meglio alcune problematiche e caratteristiche di questo tipo di impianti.

Tale valutazione non rappresenta un progetto vero e proprio di un impianto, quanto parte di uno studio preliminare volto a valutare l’energia producibile mediante diversi tipi di turbine eoliche ad asse orizzontale in un determinato sito.

RILEVAZIONI ANEMOLOGICHE

Il sito in esame si trova in Sardegna e, attraverso misurazioni anemologiche a due differenti quote (15m e 30m dal suolo) è possibile mediante la relazione che lega le velocità del vento con le quote e la rugosità del terreno individuare il valore della rugosità stessa α, che nel caso in esame vale 0.15.

E’ stata inoltre valutata la direzione del vento in modo da individuare le percentuali di predominanza dei vari venti:

direzione_vento

Per il sito in esame si volevano comparare due diverse turbine, in particolare la  Vestas V52 capace di una potenza massima di 850kW ed altezza del mozzo di 50m, e la Vestas V47 capace di una potenza massima di 660kW ed altezza del mozzo di 45m, pertanto è importante valutare la frequenza relativa del vento alle due quote 45 e 50 metri:

VALUTAZIONE DELLE TURBINE

freq_rel

Dai dati a disposizione e dalle curve di potenza delle due turbine si valuta la produzione annua di energia elettrica nei due casi in esame:

P_el

Ovviamente l’impianto eolico non sarà caratterizzato da una sola turbina, pertanto bisognerà moltiplicare la produzione elettrica della singola turbina per il numero di turbine e per un opportuno coefficiente riduttivo (in questo caso considerato unitario per semplicità) che permette di tenere conto delle interferenze che le turbine si creano a vicenda.

Nel caso in esame la scelta permessa è tra 10 turbine V52 e 12 V47, pertanto al fine di valutare i costi relativi all’investimento e la redditività dell’impianto si considereranno tali numeri, ottenendo una produzione globale di energia elettrica pari a:

  • 10 turbine V52: 36.15 GWh/anno;
  • 12 turbine V47: 33.62 GWh/anno ;

I costi complessivi dell’investimento erano di circa 12 M€ per entrambi gli impianti, ed il ritorno economico si aveva nell’arco di circa 5 anni.

Questa breve esposizione è lontana dall’essere un vero e proprio studio di fattibilità, ma spero permetta ai lettori di “farsi un’idea” realistica della produzione di energia che un impianto eolico permette e dei costi ad esso correlati, inoltre è importante tenere in considerazione le superfici occupate da un sito di 10 – 12 turbine che risulta comunque non esiguo e strettamente correlato alla direzione del vento, in quanto una direzione predominante permette di allineare le turbine riducendo le interferenze reciproche, mentre la presenza di diverse direzioni predominanti richiede l’uso di maggiori spazi per permettere alle turbine di ruotare senza mascherarsi reciprocamente.

22 Commenti »

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  • # 1
    Nikobeta
     scrive: 

    Molto interessante in confronto ai 8-10 anni di break even di un impianto FotoVoltaico. Leggevo che ormai l’eolico ha costi di produzione (o meglio trasformazione) di energia nell’ordine dei 5-6 cent€ contro gli 8-9 delle future (speriamo di no) centrali atomiche a fissione.
    quindi ……

  • # 2
    StefanoA
     scrive: 

    E poi si tratta di impianti che possono essere costruiti in tempi brevi. Il nucleare richiede almeno 5 anni (facciamo 10 in Italia).

  • # 3
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ Nikobeta e StefanoA
    Sui costi non mi esprimo per il momento in quanto entrano in gioco incentivi senza i quali non ci sarebbe una grande convenienza economica… vorrei invece fare notare che l’energia che un impianto del genere produce in un anno è piuttosto esigua rispetto ad un impianto tradizionale termoelettrico/nucleare, quindi, come ho evidenziato anche nei precedenti post sul solare (in particolare termodinamico) teniamo sempre presente che tali impianti non permettono di coprire un reale fabbisogno di energia.
    Chi fa i conti spesso confonde la potenza della turbina con la reale produttività di un impianto, ma impianti del genere presentano un numero di ore/anno equivalenti molto inferiore (come si può vedere dal diagramma presentato in questo post) rispetto ad impianti tradizionali, pertanto l’energia che producono effettivamente è molto bassa.

  • # 4
    joe.vanni
     scrive: 

    Visto che vogliamo fare chiarezza sui veri costi facciamola.
    Il costo dell`eolico (ma anche quello dei solari termodinamico e fotovoltaico) essendo una tecnologia meno complessa rispetto al nucleare è più affidabile. Lo stesso vale per i tempi di realizzazione, molto più brevi.
    Come fa il Governo a dire che una centrale nucleare di terza generazione di potenza 1,6 GW costerà 4,5 Miliardi di € quando la stessa centrale, costruita in Finlandia (Olkiluoto) dalla stessa Ditta la AREVA, preventivata per 3,6 MLD € ne costa già 6 MLD €, quando mancano tre anni alla fine dei lavori?
    Quindi, come in passato è successo per tutte le grandi opere pubbliche (stadi, grande velocità ecc.) aspettiamoci un raddoppio dei costi: la nostra centrale nucleare costerà 9 MLD €, sempre che venga costruita e resa operativa entro 12 anni.
    In Italia è molto facile che ci metteranno 20 anni per fare un opera del genere (sempre che la portino a termine..), per cui i costi a tal punto saranno lievitati ulteriormente. Senza contare che l`uranio a quel punto comincerà a scarseggiare…
    E non contiamo i costi e i pericoli per le scorie radioattive che graveranno per sempre sulle future generazioni, quando ancora non abbiamo risolto i problemi delle scorie delle vecchie centrali (ancora adesso i siti di stoccaggio delle scorie delle vecchie centrali sono siti provvisori e sono dei colabrodi – vedi inchieste di Report riprese su You-Tube). E le scorie sono un costo ulteriore non quantificabile.
    Senza voler irridere chi crede che il nucleare costi meno spero che almeno la matematica chiarisca un po` di cose, più di tanta propaganda.
    Torniamo all`eolico: se divido la produzione annua calcolata dall’autore in 36,15 GWh/anno per 365 giorni e per 24 ore/giorno ottengo una potenza media equivalente della centrale eolica di 4,1 MW, cioè un costo di costruzione pari a 12/4,1= 3 €/W, riferito alla potenza media
    Idem costo di costruzione centrale nucleare Olkiluoto(fattore di utilizzo=0,8): 6G€/1,6GW/0,8= 4,7€/W, ma non è realistico perché la nostra centrale costerà il almeno il doppio di quanto dichiarato
    Confrontiamo con alternative reali: in California la BrightSource sta installando con capitali privati una potenza di 4,2 GW di solare termico. Costo installazione di 2,5 Billion $=1,8 MLD € per un lotto di di 900 MW (potenza massima). Se consideriamo una potenza media pari al 45% della massima otteniamo un costo di 4,4€/W.
    Nel campo fotovoltaico, in tumultuoso progresso, primeggiano Nanosolar e First Solar, che installano grossi impianti al costo di 2$/Wpicco, cifra equivalente ad un costo di 8,3€/W; che tra quattro anno arriveranno a 6 €/W, cioè meno della energia da fonti fossili e della energia nucleare…inoltre non hanno costi di combustibile o di trattamento delle scorie; e il solare si può costruire nel giro di uno o due anni.
    Ricapitolando il costo di impianto vari tipi centrale di grossa taglia riferite a una potenza media (come se la centrale funzionasse a tutte le ore) e alla potenza massima:
    Centrale eolica costo impianto 3 €/W pari a 1,5 €/Wmax
    Centrale nucleare Olkiluoto costo impianto 4,7 €/W pari a 3,8 €/Wmax
    Centrale nucleare Italiana costo impianto 7 €/W pari a 5,6 €/Wmax
    Centrale solare termica costo impianto 4,4 €/W pari a 2 €/Wmax
    Centrale fotovoltaica costo impianto 8,3 €/W pari a 1,4 €/Wpicco
    Centrale fotov.(tra 4 anni ) costo impianto 6 €/W pari a 1,1 €/Wpicco
    NB la centrale nucleare ha in più costo di uranio e trattamento scorie;mentre vento e sole son gratis.
    Già esistono in USA impianti che producono senza sovvenzioni biocarburante da alghe o da scarti di biomasse. Altre considerazioni: la miglior fonte energetica è il risparmio: con pochi interventi si potrebbe risparmiare almeno il 30% di energia e chiudere le centrali più inquinanti. Coi soldi risparmiati del nucleare (4 centrali costano come una manovra finanziaria da 36 MLD €) si potrebbe fare tanta ricerca (seria e meritocratica, come in Telethon) nelle rinnovabili e nella protezione del territorio- in Germania così hanno creato 2 milioni di posti di lavoro-; evitare fuga di cervelli e di dover comprare all`estero tecnologie create dai nostri cervelli.
    Ultima chicca: il prezzo in Italia della energia elettrica costa dal 22% al 45% in più rispetto al prezzo negli altri paesi senza nucleare(vedi link**): gli italiani se fossero informati sarebbero al 90% contro il nucleare!

    BIBLIOGRAFIA:
    http://www.aspoitalia.it/images/stories/coiante/coiantecostonucleare.pdf
    http://earth2tech.com/2009/02/11/so-cal-edison-and-brightsource-sign-huge-13gw-solar-deal/
    http://www.pv-tech.org/news/_a/first_solar_first_to_us1_per_watt_manufacturing_cost/
    http://www.pv-tech.org/news/_a/printed_pv_nanosolar_unveils_640mw_utility-scale_panel_fab_high-efficiency_/
    http://www.pv-tech.org/news/_a/first_solar_first_to_us1_per_watt_manufacturing_cost/
    (**) http://www.confartigianatotorino.it/documenti/servizi/Energia elettrica_Confartigianato_Comunicato _2_.pdf

  • # 5
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni
    Di nucleare su queste pagine se ne parlerà così come ho fatto per tutte le altre fonti energetiche, dai principi di funzionamento alle tecnologie ai costi, quindi per ora non entro nel merito perché non amo le cose a metà.
    Sul confronto dei costi ci sarà un capitolo a parte, così come sul confronto della produzione.
    Vorrei solo fare un appunto, l’energia che consumiamo è molto elevata, un impianto solare (sia esso fotovoltaico o termodinamico) richiede superfici enormi a fronte di un soddisfacimento minimo del bisogno, per non dilungarmi in questo commento ti invito a leggere i post precedenti sul solare, soprattutto il termodinamico, sono presenti numeri reali sulla reale produzione, avere necessità di una superficie di pannelli grande quanto la città che si deve servire mi sembra piuttosto limitante

  • # 6
    bruno943
     scrive: 

    sono totalmente concorde con Simone.senza contare lo scempio territoriale dovuto all’installazione dei campi eolici o fotovoltaici e opere connesse, su estensioni a dir poco inumane .inoltre questi impianti come tutti i prodotti hanno necessità di manutenzioni per mantenere l’efficieza iniziale che grava sui costi di generazione.il fotovoltaico lo vedo bene come energia aggiuntiva se installato su coperture esistenti (centri commerciali,capannoni industriali, pensiline per parcheggi o integrate negli stabili di nuova costruzione.

  • # 7
    francesco
     scrive: 

    alla fine fortunatamente sara’ la necessita’ a creare l’innovazione, il petrolio sta’ per finire, l’uranio finira’ piu’ o meno allo stesso tempo. se gli stati o le aziende investissero in produzione di impianti di energia rinnovabile lo stesso numero di soldi impiegati per sviluppare e produrre cose inutili (telefonini, televisori sempre piu’ grossi, Automobili!) l’efficienza aumenterebbe subito di molto.
    un’esempio se la toyota utilizzasse la meta’ dei propri impianti per produrre (e studiare) auto elettriche e l’altra meta’ per produrre impianti eolici i costi di entrambi crollerebbero (qualcuno magari dice che fallirebbe pure ;) ).
    il fatto e che come internet che “promuove” l’anarchia nel settore informativo, e di intrattenimento. anche gli impianti eolici e solari e tutti gli altri rinnovabili promuovono l’anarchia nel settore energetico. e questo e’ inaccettabile per i BIG del settore energetico, che guarda caso controllano la politica.
    quindi siamo da capo. aspettiamo che finiscano il petrolio e l’uranio e finalmente si reagira’.
    e grazie alla cina assetata di energia succedera’ molto presto.

  • # 8
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ francesco

    Premesso che non ho nessun “paletto” verso le rinnovabili, ma il mio continuo evidenziare alcuni limiti di queste è proprio per evitare “credulonerie” come personaggi celebri e meno celebri vorrebbero, e lo evidenziano le “sparate” su superfici da coprire con questa o quella tecnologia… i limiti non sono semplicemente di rendimento e di costo… l’energia che consumiamo va prodotta, ed il consumo non conosce ostacoli ed è in costante aumento… e certe cose tipo “se l’azienda X investisse su questo anziché su altro” vanno bene sino ad un certo punto… il rinnovabile è un settore nel quale si fanno moltissimi investimenti, ed i più grossi li fanno spesso aziende che operano anche in settori tradizionali (come Siemens ad esempio) proprio perché le grandi aziende non lasciano scoperti settori interessanti economicamente… ma noi prima di tutto abbiamo bisogno di energia, secondariamente possiamo discutere del costo… e se per fornire l’energia di una città continuerò ad avere bisogno di “una città” per l’impianto di produzione è evidente che non si tratta di una soluzione fattibile su larga scala, ma solo in contesti adatti…

  • # 9
    pleg
     scrive: 

    Aggiungerei anche che al momento non possiamo usare fonti come eolico o solare in modo massiccio, perche’ la rete di trasmissione e distribuzione di elettricita’ non e’ progettata per supportarle: il problema e’ che sono fonti intermittenti e non regolabili, e quindi perderesti la regolabilita’ della griglia. La conseguenza sarebbero blackout continui dati dal collasso della rete di distribuzione (e qualcosa ne sanno nel nord della Germania / Danimarca, dove hanno avuto di questi problemi).

    E la tecnologia per costruire una griglia che supporti quelle fonti in modo massiccio ancora non esiste, quindi discorsi come “tutto eolico invece che nucleare” sono completamente campati in aria. Potresti anche costruire mille GW di generatori eolici, ma poi non potresti collegarli in rete.

  • # 10
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ pleg

    Assolutamente corretto ciò che dici, anche se ne ho accennato più volte nei commenti ad altri post…

    Parleremo anche di reti di trasmissione in futuro, proprio per fornire un quadro completo sul sistema di produzione (e distribuzione) dell’energia.

    Invito tutti i lettori a leggere i primi 3 post della rubrica Energia e Futuro (intitolati “Capire l’Energia”) in quanto spiego i principi di funzionamento del sistema di produzione, il quale deve fornire “istantaneamente” l’energia richiesta dalla rete.

  • # 11
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Simone (author) e bruno943

    Concordo con voi che debba essere tutelato il paesaggio e il territorio, che dell`Italia è il bene più importante – per quel che ancora è rimasto.
    Per questo è importante affrontare in modo obbiettivo il problema dei costi, dei benefici, dei rischi e dell`impatto ambientale. Cosa che l`autore -gliene siamo grati- affronterà in modo più dettagliato più avanti.
    Punto di partenza, dunque: bisogna rispettare al massimo territorio e paesaggio.
    Quindi -ad esempio- non solo sono da smantellare le pale eoliche nella Valle dei Templi- insieme a altre costruzioni abusive adiacenti, ma non vanno permesse installazioni eoliche in prossimità delle coste e delle zone di interesse paesaggistico. Nel dubbio evitiamo: il turismo se valorizzato rende di più delle pale eoliche.
    Idem il solare, non deve deturpare o compromettere troppo territorio: ma va bene nei tetti di capannoni, palazzi, e centri commerciali; va vietato nei centri storici e resa obbligatoria per le case l`integrazione architettonica.
    Parliamo di cifre, parliamo di tecnologie disponibili e di quanto di meglio si sta facendo all`estero.
    Eolico: sono poche le zone ventose di terra in Italia dove c`è spazio per l`eolico senza deturpare bellezze storiche, paesaggio o creare altri problemi. Il vero futuro è l`eolico off-shore, distante dalla costa, in mare aperto; anche se costasse il doppio dell`eolico di terra, sarebbe comunque competitivo col petrolio. Come stanno facendo ad esempio Danimarca e Norvegia, USA e CINA. Bisognerebbe obbligare chi in Italia ha i capitali e le tecnologie (che sono le stesse delle piattaforme petrolifere off-shore) di farsi carico di questo, come ad esempio fa molto bene in Norvegia la compagnia di stato StatOil. Basterebbe dire ai manager dell`ENI : entro 10 anni l`Italia deve avere almeno il 20% di energia elettrica da eolica off-shore, come fanno all` estero, cioè il 2% all`anno, se non siete capaci, pedalare, non possiamo continuare a bruciare solo petrolio e respirare CO2; e se i politici non sanno organizzare la cosa licenziamo i … La Danimarca già ora ha il 25% di energia da eolico e punta al 75% (*). Pensate quanto lavoro si darebbe all` industria metal meccanica e ai cantieri navali ora in crisi, pensate alle belle tecnologie che potremmo sviluppare e vendere all`estero. Ed in dieci anni costruiremmo l`equivalente di 5 centrali nucleari, Quanto allo spazio occupato 1 km2 darebbe 48GWh/anno, cioè una potenza elettrica media continua di 5,5 MW. Quindi dieci parchi eolici di potenza media ciascuno 800 MW che occuperebbero un quadrato di 12 km di lato in mare aperto darebbero 8 GW pari al 20% del fabbisogno nazionale.
    Dati Istat 2001 abbiamo in Italia 40000 km2 tra terreni incolti e tetti di capannoni ed edifici industriali di cui al centro sud 20000 km2 (dati CNR) di terreni abbandonati.
    Sia il fotovoltaico economico per grossi impianti (es. First Solar, resa10.9%) sia il termodinamico (ad esempio la centrale Andasol citata dall`autore) rendono circa 90 GWh di energia elettrica per ogni km2 all`anno, cioè una potenza media equivalente di circa 10 MW/Km2. Per il fotovoltaico basterà sfruttare i tetti di capannoni e centri commerciali: con soli 830 km2 di tetti copriremmo il 20% fabbisogno elettrico nazionale. Con la stessa superficie di terreni incolti al Sud (4% del totale disponibile) destinata al solare termodinamico e avremmo un altro 20% di fabbisogno nazionale coperto.
    Per ultimo cito il bioetanolo da alghe che dà rese strepitose su cui stanno investendo pesantemente le grosse compagnie petrolifere (non l`ENI). Da un ettaro di terreno incolto si possono produrre 100 mila litri di etanolo, come dire che se applicato su 7500 Km2 di terreni incolti (o anche la metà se come sembra le rese potrebbero raddoppiare), produrremmo abbastanza benzina per tutti i veicoli in Italia (forse stiamo colpendo degli interessi troppo forti..), cioè elimineremo 50 milioni di tonnellate di CO2 trasformandole
    in 80 mila milioni di litri di ottimo carburante..La cosa affascinante è che questa CO2 la possiamo prelevare anche dai camini delle nostre centrali e potremmo, ove esistesse un po` di spazio vicino alle centrali, azzerare le emissioni inquinanti, come ad esempio sta facendo la Dow Chemical, che trasforma un emissione nociva -la CO2- in etanolo, materia prima per produzione di materie plastiche.
    A chi dice che queste tecnologie rinnovabili sono troppo estensive dico che l `Italia viene cementificata al ritmo di 250 mila ettari all`anno. Per avere 20+20+20=60% rinnovabile occuperemmo un territorio pari a metà di quello che viene cementificato in un anno. Però questo non scandalizza, neanche quando si edifica o si condona in modo obbrobrioso. Il bioetanolo da alghe occuperebbe spazi inutilizzati pari a quello che viene cementificato in tre anni, e ci farebbe respirare aria pulita, potrebbe, ove possibile, creare zone di rispetto intorno alle centrali e agli impianti inquinanti, oltre a eliminarne i fumi. Ohps, dimenticavo le vecchie centrali e le raffinerie a questo punto potrebbero non servire più..Altre 167 Mton di CO2 in meno(***)..
    Ormai le tecnologie rinnovabili sono giunte o stanno per giungere a dei livelli di costo competitivo con le fonti fossili e continuano a migliorare; è una gara tecnologica in cui altre tecnologie promettenti arriveranno; gara disputata fuori confine in cui l`Italia è solo spettatrice e in cui non ci sarà da chiedersi se installarle, ma bensì come installarle al meglio e quanto tempo vogliamo impiegarci. USA e Svezia tra dieci anni non importeranno più petrolio: potremmo anche noi unirci a questo club.
    Mi fermo qui ma sono altrettanto importanti campi come bioedilizia e geotermico (che sono il futuro dell`edilizia).

    http://www.aspoitalia.it/attachments/248_Coiante_FER_may2009.pdf
    (*)http://www.nannimagazine.it/articolo/Eolico-offshore-in-Danimarca-l-impianto-piu-grande-in-Norvegia-la-turbina-galleggiante
    (**) http://www.algenolbiofuels.com/Algenol%20101%20Sept%202009.pdf
    (***) http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/classifica-grandi-inquinatori

  • # 12
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni
    Nessuno dice che non bisogna guardare anche alle rinnovabili, ma semplificare il tutto con un paio di cifre non rende tutto improvvisamente fattibile, ed anche i proclami dei vari stati lasciano il tempo che trovano.

    Le superfici a cui ti riferisci devono tenere conto della direzioni dei venti, delle effettive ore equivalenti di ventosità, delle differenti condizioni marine (per quanto riguarda l’eolico offshore di cui parli), non dimentichiamo che i nostri mari non sono sempre pacifici come i mari del nord e che al di sopra dei 25 m/s (90km/h) di velocità del vento le turbine vanno fermate, ovunque esse si trovino, e dalle nostre parti 90 km/h non sono così rari… per quanto riguarda il solare si può fare un conto altrettanto semplice… ANDASOL produce 180 GWh/anno di energia elettrica (parliamo di energia e non di potenza in quanto noi consumiamo energia).
    Nel 2007 in Italia sono stati consumati 360TWh/anno di energia elettrica (ed i consumi sono sempre in aumento)… ANDASOL occupa 200 ettari… servirebbero per i fabbisogni nazionali quasi 1900 centrali ANDASOL (se usassimo solo quelle), una media di poco inferiore a 100 per ogni regione… quindi ok un mix di rinnovabili, solare, eolico ecc, ma l’ipotesi di una assoluta indipendenza da fonti tradizionali e nucleari appare piuttosto utopica per il momento…

  • # 13
    joe.vanni
     scrive: 

    Non riesco a mandare il commento..

  • # 14
    joe.vanni
     scrive: 

    — Se l`eolico off-shore è una sfida non è giusto per questo tirarsi indietro, se non lo facciamo noi , altri lo faranno. Ad esempio in USA la FloDesign Wind con fondi federali sta sviluppando una turbina simile a quelle dei jet con resa doppia, ingombri ridotti (una turbina sta in un tir) costi ridotti del 40% in grado di sopportare venti tempestosi. Turbina che necessiterebbe di un campo eolico di metà grandezza a parità di potenza; vedi video: http://www.alternative-energy-news.info/wind-turbine-concept-jet-engines/
    In ogni caso si può comunque cominciare a lavorare sulle tecnologie esistenti.
    Dicevo che la miglior fonte di energia è il risparmio energetico, ovviamente senza rinunciare alle prestazioni ed è attualmente in questo momento la risorsa più a portata di mano: è gratis (si paga da sola), non necessita di spazio, le tecnologie ci sono, darebbe tanto lavoro, si potrebbe sfruttare in breve tempo -ad esempio entro tre anni- e ridurrebbe importazioni di petrolio ed inquinamento.
    Solo alcuni esempi:
    – Obbligare i comuni a sostituire i lampioni con lampioni a LED (esistono! )
    – Sostituzione di fari e lampade nel settore commerciale , industriale e civile con LED di pari prestazione
    – Come per le auto far rottamare gli elettrodomestici che non sono di classe A.
    Ciò non dovrebbe costare nulla, ma dovrebbe finanziarsi con rate pari al risparmio conseguito in modo che agli utenti pubblici e privati le bollette rimarrebbero inalterate.
    Facilmente arriveremmo a risparmiare un 30%, cioè105 TWh annuali pari alla energia sviluppata da 8 centrali nucleari (di potenza totale 12 GW) in un anno.
    Già ora l`Italia produce circa il 20% di energia rinnovabile tra idroelettrico, biomasse, geotermico, poco eolico ecc.(dati GSE, nel 2008 era il 18,6%).
    Rimane da sostituire un 50%, Non si può fare con la bacchetta magica, ma bisogna pensare che sia graduale in tempi di circa 10-15 anni, con la tecnologia che continua man mano a migliorare. Potrebbe essere:
    -20% da Eolico off-Shore in mare aperto
    -20% da fotovoltaico su tetti di edifici industriali e commerciali (le rese aumentano di un punto ogni due anni)
    -10% da altre fonti rinnovabili,specialmente fotovoltaico a concentrazione o ad alta resa che entro cinque anni saranno divenuti convenienti e sono meno onerose di spazio.
    Sul solare termodinamico faccio ammenda: l`ltalia non ha grandi spazi, ma deve sviluppare comunque la tecnologia e soprattutto renderla competitiva come già ha fatto la Brightsource in California, per poterla vendere all`estero in quanto darebbe lavoro alla industria termo meccanica -al pari del nucleare- nonchè, a quella del vetro (specchi) e quella elettrica dei dispositivi di inseguimento del sole.

  • # 15
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni
    Il tuo commento è stato erroneamente riconosciuto come spam… ho appena controllato e lo ho trovato ed ho avvisato Alessio se può ripristinarlo (non si tratta di nessuna censura da parte di AD)

  • # 16
    Simone82
     scrive: 

    Basterebbe dire 2 parole: l’Italia non è un Paese ventoso, quindi l’eolico sarebbe l’ultima tecnologia utile. L’areale di copertura delle tecnologie rinnovabili, compreso il fotovoltaico, è disumano (e questo già di per sé è un vulnus grave al paesaggio): esse infatti devono garantire la richiesta energetica dello Stato anche qualora andassero al loro minimo sindacale (cioè assenza di vento e cielo nuvoloso).
    Infine, una centrale nucleare dura 50 anni, questi impianti molto meno: passare dal 30% di valore attuale di energie rinnovabili (arrotondato per eccesso, in pratica è quasi tutto idroelettrico) al 100% di produzione costerebbe in base a quanto detto sopra quanto l’intero PIL italiano, ed il parco di centrali andrebbe sostituito ogni 20 anni causa inevitabile decadimento prestazionale delle celle. Basterebbero questi 2 dati per capire come l’energia nucleare sia per il futuro della Terra di fatto irrinunciabile, e lo sarà tanto più quando tra pochi decenni sarà stata messa a punto la fusione per produzione su larga scala. Con buona pace di chi afferma il contrario.

    Infine l’Abruzzo dimostra che se si vogliono fare le cose per bene, si possono fare in tempi certi e previsti con costi certi e previsti: il terrorismo psicologico di chi vuole continuare a dipingere l’Italia come un Paese arretrato e di approfittatori è stucchevole.

  • # 17
    joe.vanni
     scrive: 

    @ Simone82
    Hai detto alcune cose non vere, altre incomplete in altre sei disinformato.
    Il nucleare, è stato dimostrato da enti indipendenti che non è economicamente conveniente. Senza pesanti sovvenzioni statali tutti i gestori di centrali fallirebbero in Francia, come in Gran Bretagna, come in USA, ecc.(1),(2)
    In USA che è il più libero dei mercati elettrici nessuno costruisce più centrali dal 1973, nonostante che Bush nel 2006 abbia introdotto un incentivo per l`energia nucleare di 1,8 $/Kwh! In Francia la corte dei conti nel gennaio 2005 ha scoperto che a fronte di 13 miliardi di euro di accantonamenti dichiarati da Electricité de France per lo smantellamento delle centrali nucleari e per la gestione delle scorie radioattive, esistono solo 2,3 miliardi di attivi effettivamente dedicati allo scopo.
    Le centrali fino ad ora hanno avuto vita media sui 30 anni. Studi indipendenti accettano una vita di 40 per centrali di terza generazione. 50 anni non sono credibili.
    I pannelli fotovoltaici sono garantiti 25 anni; ai costi che ho citato per grossi impianti si ammortizzano in meno di cinque anni e si sostituiscono con altri che nel frattempo hanno raggiunto maggiore resa. È da poco iniziata la commercializzazione (3) di pannelli fotovoltaici compatti a concentrazione di resa 37,5% ad un asse di rotazione (equivalenti a pannelli fissi di resa 48% !!!) con costo di produzione del Kwh pari 0,4 €/Kwh, cioè pari a quello First Solar, ma che necessitano di un quarto della superficie, cioè potremo fare un impianto domestico da 3 Kwpicco in soli 6 mq! Mentre discutiamo il progresso ci travolge e i comitati di affari che vogliono le centrali nucleari potranno andare a nascondersi..
    Il problema della discontinuità delle rinnovabili: in Italia abbiamo le risorse geotermiche più grandi di Europa(4). In più la crosta terrestre da noi è sottile solo 3 Km (5). In Toscana che si sfruttano solo quelle superficiali coprono ¾ del fabbisogno elettrico. Se cominciamo anche noi col geotermico di terza generazione (6) potremmo arrivare anche al 20% senza grossi sforzi. In USA, primo paese per potenza geotermica, con il contributo federale di soli 338 Mln$ arriveranno in quindici anni ad una potenza di 15 GW. In Australia, dopo un impianto pilota (7), stanno realizzando il più grande complesso geotermico del mondo che fornirà elettricità e calore alla città di Perth di 1,5 milioni di abitanti, a costi competitivi alle fonti fossili con pozzi geotermici tra 3,5 e 5 km di profondità. Anche in Svizzera, Francia, Gran Bretagna si stanno muovendo. Tra le tante, la zona vicino Roma, dove vorrebbero installare qualche centrale nucleare è molto adatta al geotermico, che non inquina, non ha bisogno di spazi, è economico, costante ed inesauribile.
    Ultimo appunto in cui dici che in Italia basta fare come in Abruzzo. Da Italiano è tristissimo vedere le malversazioni sistematiche (8) alla SOGIN, società pubblica che gestisce le scorie nucleari, in cui i soldi (che noi paghiamo attraverso le bollette ENEL) spariscono e i siti sono dei colabrodi, in cui la salute dei cittadini vale nulla, mentre contano le assunzioni clientelari, le spese inutili e le scorie sono abbandonate in pericolo continuo di incidente: da questa gente bisogna farsi costruire le centrali nucleari?
    (1) http://sistemielettorali.wordpress.com/2009/12/15/costi-di-costruzione-di-una-centrale-nucleare/
    (2) http://vistidalontano.blogosfere.it/2008/06/nucleare-in-italia-lo-scetticismo-del-wall-street-journal.html
    (3) http://www.genitronsviluppo.com/2008/07/17/%E2%96%BA-sunrgi-i-concentratori-solari-da-record-intervista-ad-una-delle-societa-piu-allavanguardia-promettenti-e-convenienti-del-panorama-dellenergia-solare-vantaggi-e-opportunita-per-la-riv/
    (4) http://www.agt.altervista.org/geotermia.htm
    (5) http://www.analistgroup.it/certificazione_energetica/Geotermia/GEOTERMIA_IN_ITALIA.pdf
    (6) http://it.wikipedia.org/wiki/Sistemi_geotermici_migliorati
    (7) http://thinkgeoenergy.com/archives/1402
    (8) http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Favori-atomici/1592767

  • # 18
    joe.vanni
     scrive: 

    Ho di nuovo problemi a mandare il commento di replica

  • # 19
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @joe.vanni

    Spesso l’antispam crea problemi, penso sia a causa dei link nel commento… devo andare a cercarlo nella coda antispam e farlo ripristinare da Alessio o quello precedente è identico?

    In caso di problemi con i commenti è opportuno segnalarlo alla redazione di AD (il link è in fondo a questa pagina)

  • # 20
    joe.vanni
     scrive: 

    @Simone (author)
    Grazie per la messa a punto.
    Il primi due miei commenti che ho fatto in questo articolo nonostante avessero dei link, sono filati lisci; i successivi due -anche essi con dei link- invece mi hanno dato problemi e non venivano accettati dall`antispam

  • # 21
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni
    Purtroppo l’antispam blocca anche i commenti di noi autori… in proporzione allo spam che blocca qualche falso positivo ci può stare… comunque nel caso vadano ripristinati dimmelo che li cerco…

  • # 22
    Simone (Autore del post)
     scrive: 

    @ joe.vanni

    Rispondo solo ora al tuo ultimo commento (tralasciando quelli sui problemi dell’antispam)… della turbina FlowDesign ne parlerò nel post di domani, per il resto non mi trovi completamente in accordo.
    Gli impianti fotovoltaici a concentrazione di cui parli ad esempio (ed il sito linkato non sembra ricco di altro che non sia una semplice pubblicità senza dati tecnici di reale utilità)hanno un piccolo grosso problema… la superficie disponibile… infatti l’essere a concentrazione necessita appunto del concentratore che occupa spazio, e non poco sul totale del sistema, inoltre l’essere orientabile richiede spazi vuoti tra un dispositivo ed il successivo per evitare ombreggiamenti… pertanto la cresce il rendimento ma cala la resa per superficie a terra… aggiungi la necessità di dissipare il calore dal retro della cella… se non dissipi il sistema non può funzionare come raccontano… sono tutte cose di cui bisogna tenere conto, altrimenti il modo mogliore è proprio quello di “provare”… si costruisce “un’isola energetica” disconnessa dal resto (o connessa ma con valutazioni del flusso di energia in entrambi i sensi), con superici a disposizione paragonabili a quelle di una comune città equivalente e poi si vede se si può autosostenere, almeno su base media… credo proprio che molti si dovrebbero quantomeno ricredere di tanti facili proclami che si sentono in giro…

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