di  -  mercoledì 26 settembre 2007

USB Flash DriveL’Italia, tra le altre cose, è uno dei paesi dove forse più ci facciamo colonizzare da inglesismi di vario genere.
Oramai è tutto un “briefing”, “brain storming”, “cool”, “fashion”, e tutta quella roba lì.
Il mondo dell’informatica è stato uno forse dei primi dove non solo la contaminazione è stata devastante, ma ha prodotto dei neologismi mica male tipo “scrollami il monitor” o “sendamelo come attachment”, ed il limite è solo il cielo.
Anche il Comune Volgo Informatico (e mi riferisco ad esempio agli utenti “normali” di una rete aziendale) non dirà MAI “lo salvo sul mio disco rigido” ma utilizzerà un molto più affascinate “ard disc”, senza magari saperne la corretta traduzione.
Lungi da inneggiare al nazionalismo dei francese – con i famosi “ordinateur” – o degli spagnoli – che chiamano il mouse “el ratòn”, che vuol dire proprio “il topo”; come se da noi in ufficio si sentisse dire “clicca [argh, altro termine] con il topo su quell’icona lì” – succedono a volte dei “misunderstanding” (ollè :P) davvero buffi.

“Scusa hai una [Chiave/Chiavetta/Chiavina/Penna/Pennetta] USB ? “

É incredibile come una semplice USB Flash Drive abbia assunto nella nostra peraltro amatissima lingua dei nomignoli così carini. Mi chiedo il perchè: è vero che ha una forma che potrebbe ricordare una penna, e che in effetti si inserisce come fosse una chiave. Ma tant’è..
Addirittura se cerchiamo la voce su Wikipedia scopriamo che nella versione inglese viene chiamata con il suo corretto nome, mentre nella versione italiana troviamo addirittura la frase “Una chiave USB (erroneamente chiamata pendrive e penna USB) è …”.

Ma come mai il nome USB Flash Drive non è stato adottato dai più ? Forse perchè è troppo lungo ? Inoltre ha un’inequivocabile pronuncia “cool”…

Facciamo che non mi interrogo, se non ridermela di brutto quando un qualche collega che recentemente ha scoperto uno dei tanti siti che vendono prodotti per geek mi commenta:

“Ha visto ? Hanno fatto un orologio con una [Chiave/Chiavetta/Chiavina/Penna/Pennetta] USB dentro ??? Ma non è troppo fashion ?”

12 Commenti »

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  • # 1
    Paolo Corsini
     scrive: 

    Mi viene immediatamente alla mente l’abusato, da me
    killare
    pessimo porting dell’inglese to kill, per indicare finestre e/o processi da chiudere ;)

  • # 2
    Moreno
     scrive: 

    Mi è capitato di parlare con persone giovani, molto giovani. Dovevano fare dei compiti di inglese, anzi di italiano… dovevano provare a mettere in italiano termini in inglese. Alla voce “fashion”: “Beh ma fashion è fashion, è uguale”. COOOOSA? “Fashion vuol dire moda”, dico io. “Ah. Davvero?”.

    — M

  • # 3
    Mauro
     scrive: 

    Beh in fin dei conti è la lingua che si evolve. Se si prende un dizionario della lingua italiana di oggi e uno di anche solo 20 anni fa, si scopre che tanti termini nuovi sono stati inseriti ed ora fanno parte della lingua italiana a tutti gli effetti.
    Che lo vogliano o no tutte le lingue subiscono delle contaminazioni, soprattutto oggi che il mondo è sempre più un interscambio culturale. Anche i francesi (ultra nazionalisti) vedono mutare la loro lingua, vedi i vari immigrati..
    Detto questo però, credo sia anche giusto preservare le radici della propria lingua e cercare di impararla al meglio nella sua versione, diciamo, classica e pulita. Capisco anche il professionista di IT o il manager in carriera che per risultare maggiormente professionali devono avvalersi di neologismi anglosassoni (esperienza personale).

  • # 4
    Max Della Torre
     scrive: 

    Andando a ritroso nel tempo… i primi termini informatici italianizzati quali sono stati? Io ho iniziato con i “foppidisc”, ma prima? Mi viene in mente il “mainfreim” installato in azienda alla fine degli anni ’70 che però veniva comunemente chiamato “il cervellone”.

  • # 5
    Daniele
     scrive: 

    Per quanto riguarda il significato di chiave USB mi ricordo che diversi programmi, sopratutto di contabilità, utilizzavano delle chiavi USB come protezione, chiamate appunto Key, forse il termine è nato da lì. Prima ancora se non sbaglio queste chiavi andavano sulla porta parallela…

  • # 6
    Sententia
     scrive: 

    Bhe, le contaminazioni non sono sempre tali in senso proprio.
    A volte qualcuno le usa per ignoranza, altre volte perchè fa figo.
    Comunque sono rari i casi (rispetto all’abuso che ne viene fatto) nei quali vengono inserite nell’uso comune (e quindi nei dizionari).

  • # 7
    Mauro
     scrive: 

    Prima che nuove parole vengano inserite nei dizionari classici ci vuole un bel pò di tempo, ma per far diventare un neologismo una parola di uso comune ci vuole molto meno tempo. E non sono solo i neologismi ad essere utilizzati correntemente in una lingua, ma anche vere e proprie parole di altre lingue. Vedi ad esempio il ‘foulard’. Conosci qualche italiano che lo chiamerebbe in altro modo ?
    Poi il discorso specifico delle nuove tecnologie è diverso. Spesso i giovani si riempiono la bocca di parole di derivazione anglosassone solo perchè fa ‘cool’ (appunto), ma spesso per i professionisti è una vera e propria esigenza. Ciò non toglie che prima di usare ‘nuove parole’ è buona cosa conoscere anche quelle ‘vecchie’, e spesso di questo ci si dimentica. Oggi i giovani conoscono molto poco la grammatica, a causa dei troppi neologismi (usati dai mass media, ma anche abusati negli SMS). Fa però riflettere, come detto, che parole come scooter o, come detto, foulard siano ormai accettate da tutti, ed entrambe sono contenute nei dizionari della lingua italiana. E ho fatto solo un esempio…

  • # 8
    righe90
     scrive: 

    imho, la maggior parte dei giovani sono utonti (ad esempio nella mia compagnia o nella mia classe) e loro associano un qualsiasi portable media player ad un iPod, addirittura (per abbreviazione o ignoranza) si sente dire: “mi presti il tuo mp3?” quando lo chiedono a me provo a spiegagli che mp3 è un formato e l’aggeggio si chiama pmp ma non capiscono la differenza e continuano a chiamarlo così…

    come dice Grillo è colpa della non-informazione.

  • # 9
    aohwsw
     scrive: 

    Ma come? una volta tanto che c’é un nome all’italiana emergono delle critiche?
    Dopo tutte le storpiature anglofone più o meno terribili che si sentono?
    Perché mai dovremmo chiamare questi “cosi” USB Flash Drive? Allora dovremmo parlare di “handled pointing device” quando ci riferiamo al mouse.
    A proposito, sono molto in disaccordo quando si citano “raton” o “souris” come esempi di nazionalismo: il nomignolo inglese è semplicemente stato tradotto. Hanno fatto così pure i tedeschi, al mondo tutti lo chiamano “topo” nella propria lingua … eccetto gli italiani! Per noi “mouse” è un oggetto tecnologico alla moda, “topo” è un volgare roditore parassita. Il nazionalismo esagerato invece è quando si creano nuovi nomi assurdi, come ad esempio MegaOctet che dovrebbe tradurre in francese il termine MegaByte. Neologismo inventato per sostituirne altro parimenti comprensibile.
    I neologismi esistono da quando esiste la parola. Però tempo fa quando per qualche nuova scoperta c’era bisogno di inventarne uno, si prendeva dal greco (che so: piro-grafo, tele-fono, tele-grafo). Sicuramente nel nostro vocabolario sono di gran lunga più numerose le parole importate nel corso dei secoli da lingue straniere di quelle nate sul suolo italiano.

    Secondo me occorre un po’ di logica e cioè: se il termine è facilmente traducibile usare quello in lingua nazionale (field = campo; personal handled device = palmare); se invece non c’è un termine adeguato e altrettanto immediato meglio tenere l’originale (guard-rail = ??). Se poi il termine di origine è lungo, complicato, suona male e un altro sorge spontaneo, pechè non cambiarlo? (USB Flash Drive = chiavetta).
    Del resto perché il mouse si chiama così?
    Chi ancora cerca la biada del cavallo nel “cruscotto” dell’auto? Chi accende le “candele” del motore con un cerino?

  • # 10
    battagliacom
     scrive: 

    beh, io sono abbastanza giovane ed ho cominciato dicendo “update” cosi come si scrive invece di “apdeit”. Il fatto è che lo leggo sui pc da quanda avevo 6-7-8 anni e nn sapevo leggere l’inglese e mi è rimasta questa cosa…

    P.S.:ma nn potevano scrivere aggionamenti di Windows, al posto di Windows Upgrade???!!!

  • # 11
    Negadrive
     scrive: 

    Per me la cosa peggiore sono i neologismi usati a sproposito, senza capire il significato della parola originaria. Andate su un forum dove si parla in inglese e provate a dire “I quote” (you) per dire “sono d’accordo” o “concordo” :D Citate che?

  • # 12
    Fantasy
     scrive: 

    P.S.:ma nn potevano scrivere aggionamenti di Windows, al posto di Windows Upgrade???!!!
    quoto!

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