di  -  martedì 22 dicembre 2009

In occasione dell’Intel Developer Forum dell’agosto dello scorso anno ho avuto modo di assistere, assieme al collega Alessandro, ad un interessante e visionario keynote incentrato sul concetto di singolarità tecnologica.

Lo riassumo brevemente, rimandando tutti gli interessati alla lettura dell’articolo scritto allora e che, sebbene pubblicato più di un anno fa, è comunque molto attuale.

Con i termini singolarità tecnologica si indica un momento nello sviluppo della civiltà umana in cui si verifica un’anomalia nel progresso tecnologico che ha come risultato una direzione imprevedibile e financo incomprensibile dalla civiltà che l’ha prodotta.

Un facile esempio per semplificare cosa sia un momento di singolarità tecnologica è un tema caro a moltissimi filoni letterari e cinematografici: l’avvento di un’intelligenza artificiale con capacità superiori a quelle del suo creatore. Banalizzando: una macchina senziente creata dall’uomo e ad esso superiore.

Intel sostiene che arriveremo al punto di singolarità tecnologica fra 40 anni. Nel campo della tecnologia tutte le previsioni lasciano il tempo che trovano e attualmente è difficile se non impossibile poter sentenziare se la singolarità sia un punto effettivamente raggiungibile o una retta cui si tende asintoticamente.

Gli argomenti trattati allora in quell’articolo mi tornano spesso alla mente, soprattutto quando nella vita di tutti i giorni mi capita di assistere ad episodi per lo più simpatici, ma che rappresentano una delle numerose sfaccettature del rapporto che l’uomo ha con la tecnologia.

Ad esempio, l’uso che viene fatto dei navigatori GPS: è un dispositivo che scherzosamente bollo come “tecnologia che disabitua a pensare”. Esagero ovviamente, poiché i navigatori satellitari spesso permettono realmente di cavarsi d’impaccio ed evitare chilometri di code o di strade “non segnate sulla cartina”, giungendo alla destinazione voluta senza alcun intoppo.

Tuttavia non posso fare a meno di sorridere quando vedo amici che normalmente sarebbero in grado trovare l’uscita del labirinto di dedalo anche bendati, ma che dinnanzi ad un navigatore satellitare perdono ogni traccia di assennatezza, pendendo incondizionatamente dalle labbra della fredda voce sintetizzata dopo aver girato su “OFF” l’interruttore della materia grigia: si butterebbero addirittura in un fossato perché “eh ma lo dice il GPS!”. La supremazia della macchina sull’uomo.

Le conseguenze del progresso si compongono anche di questi simpatici episodi. Progresso che ha come scopo ultimo quello di semplificare le condizioni di vita dell’uomo, attraverso varie strade. Pensiamo ad esempio all’invenzione della macchina a vapore e alla successiva rivoluzione industriale. Estremizzando (ho detto: estremizzando) si può dire che se qualche secolo fa l’uomo si sottoponeva a fatica fisica era senz’altro per necessità, oggi lo fa più per virtù: ne è un segnale il sovraffollamento di qualunque palestra o centro fitness.

Nelle conclusioni dell’articolo citato in apertura scrivevamo:

“Diversi studi hanno dimostrato come la necessità di aguzzare l’ingegno ha portato l’uomo a sviluppare il cervello in maniera considerevole, con un apice in termine di dimensioni nel periodo rinascimentale, tra fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Da allora, la diffusione della comunicazione, che ha permesso la condivisione delle idee di pochi alla portata di tutti, ha avuto come conseguenza da una parte il miglioramento della qualità della vita grazie ad invenzioni e scoperte, ma dall’altra una lenta ma provata riduzione della massa cerebrale, perdendo circa uno o due etti in media.”

Quanto riportato è un fatto scientificamente provato, non una congettura. Se il progresso ha portato, come dicevo prima, a usare la forza fisica più per virtù che per reale necessità, non corriamo il rischio che lo stesso progresso ci porti ad utilizzare l’intelletto alla stessa maniera? Non si corre il rischio di assuefarsi alle “tecnologie che disabituano a pensare”? Non si corre il rischio di avvicinarsi concretamente al punto di singolarità tecnologica?

35 Commenti »

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  • # 1
    ilruz
     scrive: 

    Sono anche io convinto che ci sara’ presto o tardi un sorpasso delle macchine – nel senso che una macchina sara’ in grado di progettare un’altra macchina, piu’ complessa della prima.

    Forse non vivro’ abbastanza per vederla, ma alcuni interrogativi possiamo farceli gia’ adesso: mettiamo che in un futuro piu’ o meno lontano, qualcuno sia in grado di costruire una macchina senziente con pensieri propri e opinioni – sarebbe corretto pensare di “spegnerla” o di “non ripararla” se si guastasse?

  • # 2
    Unrealizer
     scrive: 

    @ilruz
    credo che una macchina del genere sia in grado di autoripararsi, o almeno farsi riparare da altre macchine XD

    seriamente, credo che sia un problema da non sottovalutare, perchè è arrivato al livello che molti ragazzi non sanno nemmeno fare 2+2!

    Esperienza diretta: un mesetto fa, un mio compagno di classe (quinto anno di ITIS in elettronica e telecomunicazioni) doveva fare alla lavagna un calcolo banalissimo, 5 – 1,2. Ebbene, senza calcolatrice non è riuscito a farlo, insisteva nel dire che il risultato fosse 3,2.

    La mia ragazza non riesce a fare calcoli ancora più semplici, anche lei schiava della calcolatrice!

    La situazione è decisamente preoccupante

  • # 3
    Enorme Vigenti
     scrive: 

    Anzitutto vorrei far presente che l’intelligenza non ha un unità di misura, ma è composta da tanti fattori: Memoria, velocità di elaborazione, creatività etc etc…
    Può darsi che presto esisterà una macchina in grado di pensare meglio di un essere umano, ma non tanto a causa dell’evoluzione tecnologica, quanto per la nostra involuzione intellettiva!

  • # 4
    Magilvia
     scrive: 

    Io trovo MOLTO più preoccupanti le trasmissioni lobotomizzanti tipo grande fratello, amici e compagnia varia. Quelle si che creano danni incalcolabili, sopratutto tra i giovanissimi!

  • # 5
    trollasdro
     scrive: 

    la situazione è davvero preoccupante nel 1915 molte masse di contadini analfabeti vennero fortunatamente scremate dalla prima guerra mondiale.
    oggi purtroppo il potentato non attua più questa selezione, preferendo mettere sotto controllo i sindacati e anestetizzando la popolazione con beni di evasione come musica, cinema, tv, attività sportiva e simili.
    già mussolini instauro’ il sabato fascista proprio a questo scopo, successivamente hitler idealizzo’ il weekend tedesco, giornata di svago che avrebbe dovuto dare una illusione di libertà.
    oggi l’anestetizzazione è quotidiana tramite droghe tecnologie sempre più accattivanti.

  • # 6
    fox
     scrive: 

    Lavoro nell’IT da diversi anni e non posso che confermare i contenuti di questo articolo. Porto un esempio tra i tanti che mi son capitati, chi si occupa della fatturazione nella mia azienda (un ragioniere che fa da 15 anni) in massa crea 150 fatture, le fa stampare e le fa spedire ai clienti (per posta cartacea ed elettronica) senza controllarne nemmeno una; avevano tutte importi sballati anche di qualche 0.
    I clienti ci hanno messo dai 5 minuti alle 24h ad accorgersene e mandare i fax di contestazione. Alla domanda posta al responsabile che non ha eseguito nemmeno un controllo a campione sul perché si sia creata questa situazione la risposta è stata: non sono mica io che sbaglio è il programma (purtroppo lavora ancora qui!!!).
    Concludo citando il mio professore di Analisi all’Università che diceva: "Il computer vi darà sempre una risposta, sta a voi capire se è giusta o sbagliata". Parlavamo della ricerca di massimi e minimi nello studio di funzioni, ma penso possa essere estesa ad altro.” />
    Il codice di sicurezza è errato ma il tuo commento è stato conservato

  • # 7
    andres
     scrive: 

    “Diversi studi hanno dimostrato come la necessità di aguzzare l’ingegno ha portato l’uomo a sviluppare il cervello in maniera considerevole, con un apice in termine di dimensioni nel periodo rinascimentale, tra fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Da allora, la diffusione della comunicazione, che ha permesso la condivisione delle idee di pochi alla portata di tutti, ha avuto come conseguenza da una parte il miglioramento della qualità della vita grazie ad invenzioni e scoperte, ma dall’altra una lenta ma provata riduzione della massa cerebrale, perdendo circa uno o due etti in media.”

    Quest’affermazione non ha nessun senso scientifico. I tempi evolutivi del cervello umano si misurano in centinaia di migliaia o milioni di anni, non certo in secoli.
    Oltretutto l’utilizzo o meno non ha nulla a che fare con l’evoluzione, a meno che non si torni a una visione lamarckiana…

  • # 8
    Dreadnought
     scrive: 

    La speranza è l’ultima a morire!

    Posso dire che il fisico scultoreo di un altea che si allena per “virtù” è decisamente meglio del fisico del minatore costretto 12 ore a picconare per estrarre carbone.
    Di conseguenza potrebbe essere che l’uomo, privato del pensiero affannoso e caotico del quotidiano, dandoai alla scienza per passione potrebbe anche diventare più intelligente e saggio di come lo è ora.

    Forse.
    Mi viene in mente la società di StarTrek :D

    @andres: non è una evoluzione solo riguardante l’aspetto biologico ma anche in senso sociale.

  • # 9
    andres
     scrive: 

    @Dreadnought
    L’articolo parla di variazioni delle dimensioni cerebrali dovute a fattori evolutivi in pochi secoli, si citano aspetti biologici, non sociali. Il cervello umano è cambiato in tempi molto più lunghi, non secoli.

    Chiariamo una cosa: i cambiamenti evolutivi non avvengono a causa di un maggiore o minore utilizzo di un certo organo, perchè queste variazioni non si ereditano.
    I cambiamenti evolutivi avvengono a causa di casuali variazioni genetiche che esprimono in una popolazione un nuovo fenotipo che, in quel contesto ambientale, presenta dei vantaggi in termini di adattamento.

  • # 10
    manublade
     scrive: 

    @trollasdro
    Scusa, puoi spiegare meglio questa frase?

    “la situazione è davvero preoccupante nel 1915 molte masse di contadini analfabeti vennero fortunatamente scremate dalla prima guerra mondiale.”

  • # 11
    Santander
     scrive: 

    Tristissima la cosa sulla “scremazione” della prima guerra…
    Quanto all’evoluzione il cervello non si evolve così come non cambia il nostro corpo. Al di là di ciò che è preprogrammato nel DNA l’uomo non si scosta di una virgola, e chi crede il contrario è, a parer mio, un ingenuo. Non ci vuol molto a rendersi conto che siamo stati progettati a tavolino con caratteristiche ben precise ed relativi limiti.
    Sono d’accordo sul fatto che le nuove tecnologie mal applicate contribuiscano a “spegnere” parte del cervello, fosse per me vieterei l’uso delle calcolatrici a scuola e lo dico dopo essere passato attraverso il cambiamento negli anni 70 da “tutto a mano e cervello” a “tutto a calcolatrice”, anche se riconoscevo l’ausilio dello strumento elettronico mi accorgevo al tempo stesso che disabituava a pensare.
    Si potrebbe arrivare alla macchina deputata a ragionare al posto nostro e questo non mi piacerebbe affatto, ma gradualmente sta già accadendo.

  • # 12
    Cipo
     scrive: 

    questa della perdita di massa celebrale non l’avevo mai sentita… mi mette i brividi pensare che saremo sempre più belli e sempre più stupidi..

  • # 13
    P@0
     scrive: 

    Molta parte dell’intelligenza, secondo me, deriva dal poter andare contro logica, senza logica. Molte, moltissime idee e invenzioni sono derivate da qualcuno che nei secoli scorsi ha pensato “diverso” da come tutti pensavano. Questo ci rende umani. Questo le macchine difficilmente riusciranno a fare. Possono, con un alto grado di complessità degli algoritmi, imitare comportamenti illogici (emozionali?), simulare comportamenti alternativi a quello logico puro, ma sempre per via di una serie di (complessissime) leggi date loro.
    Una macchina, comunque la si metta, segue la Legge… noi siamo il Caos.

  • # 14
    ElBizio
     scrive: 

    La diminuzione della massa celebrale è cosa certa e scentificamente provata,
    ed è stata una rapida diminuzione, forse anche troppo rapida come qualcuno precedentemente precedentemente notava

    Quello che c’è da dire, però, è che è anche significativamente cambiata la struttra del cervello;
    la diminuzione di massa riguarda solamente la materia bianca (quella interna, la gran massa del cervello)
    ma non la materia grigia che è la corteccia celebrale,
    questa è la parte capace di darci la capacità di astrazione, il senso artistico e creativo,
    quella responsabile/meritevole della nostra evoluzione,
    la parte superiore dell’intelletto, sede delle attività sensoriali ed emotive (e si potrebbe continuare così…)

    La variazione negativa della totalità massa celebrale ha quindi portato ad un incremento percentuale
    delle nostre atrtività superiori, una plausibile teoria – credo – sia che noi/il nostro cervello
    si è liberato di parti “non più necessarie” alla nostra attuale condizione perchè,
    non dimentichiamoci, l’evoluzione biologica è un processo continuo (a lungo termine) ma con dei “balzi” evolutivi

    ciao
    Fabrizio

  • # 15
    Manu
     scrive: 

    Esistono già le teste pigre. Se non sanno qualcosa la chiedono a Google e se non funziona internet vanno in panico. :D

  • # 16
    May81
     scrive: 

    Il computer e le nuove tecnologie non ci sgravano dal ragionare, semplicemente facilitano tutte quelle operazioni meccaniche che un processore può svolgere in ns anziche in s.
    Nel saper fare 5 – 1,2 non vi è nulla di intelligente così come fare 345862679643312 x 2689748769876454386 che nessuno si sognerebbe di fare a mente.

    Il mezzo tecnologico sgrava il nostro cervello dal fare calcoli o ricordare nozioni mnemoniche, sta a noi sfruttare il tempo che risparmiamo nel ragionare e a interpretare i risultati dando un valore aggiunto a queste informazioni.

    Concordo che se il tempo risparmiato lo dedichiamo a vedere il grande fratello allora si che andremo sempre più verso una società lobotomizzata!

  • # 17
    andres
     scrive: 

    @Fabrizio

    “La diminuzione della massa celebrale è cosa certa e scentificamente provata, ed è stata una rapida diminuzione, forse anche troppo rapida come qualcuno precedentemente precedentemente notava…”

    Premesso che su questo specifico argomento ho lavorato più di un anno, avendoci scritto una tesi, e che pensare a variazioni evolutive di “etti cerebrali” in qualche secolo è pura fantascienza anche solo per questioni matematiche (grandezza della popolazione e tempi riproduttivi), vorrei capire dove e come avrebbero trovato dei dati statisticamente significativi per sostenere una tesi del genere.
    Avete idea delle tecniche (complesse) per studiare le dimensioni cerebrali di una popolazione attuale (tecniche che peraltro spesso hanno portato a dati errati o comunque controversi)?
    Avete idea dei numeri richiesti per una validazione statistica?
    Una stima su una popolazione di qualche secolo fa (basata quindi su numeri desunti da un pò di ossa, amesso che ci siano in quantità e qualità -rappresentative di una popolazione- adeguata), semplicemente non è realistica, perchè queste differenze supposte sarebbero troppo piccole per essere ripulite da fattori individuali e di condizioni di vita.
    E, appunto, tutt’altro discorso sono le condizioni di vita e di nutrizione che, specie in età precoce, possono significativamente influire su alcuni aspetti cognitivi e anche sulle dimensioni cerebrali.
    Ma quest’ultime variazioni, plausibili in via teorica, non hanno NULLA a che fare con aspetti evolutivi, perchè non riguardano il DNA.
    E oltretutto va sottolineato come la correlazione fra peso cerebrale e QI sia un concetto decisamente discutibile…

  • # 18
    biffuz
     scrive: 

    Non sono le macchine più intelligenti dell’uomo quelle di cui ci dovremo preoccupare, bensì quelle meno stupide dell’uomo!

  • # 19
    TheFoggy
     scrive: 

    Io ho 26anni e devo dire di essere sempre stato fortunato in matematica (non mi hanno mai lasciato usare la calcolatrice..quindi i conti a mente non mi danno troppi problemi! ^^)! Devo dire, però, che mi lascia perplesso il cambiamento di 1-2 etti in così poco tempo..e anche i metodi di misurazione.. Devo, quindi, quotare Andres, in questo..
    Però non concordo con chi dice che “siamo fatti così e non cambiamo di una virgola”. Forse ti sfugge che Adamo ed Eva non esistono e che deriviamo dalle scimmie (salvo smentite (alcuni dicono maiali..)) e quindi..qualcosa è cambiato! E continua a cambiare! (siamo cresciuti in altezza, negli ultimi anni..anche questa è evoluzione!) Sarebbe anche triste desumere che siamo così punto e fine. tutte le teorie evoluzionistiche, dove le mettiamo?
    Poi che programmi come Amici (nelle ultime incarnazioni..ancora ancora aveva un senso quando era un incontro psicologico..), GF, isola degli ex-famosi, ecc ecc, rovinino la psiche dei giovani..è indubbio! (ho una maglietta con scritto “2+2=5 per valori molto grandi di due”. E’ una nerdata da ingegnere – mi ha fatto riderissimo, non potevo non prenderla – ma..ho perso una mezza giornata per spiegare quella cosa stupidissma ad una mia amica tutta grande fratello ed hello kitty..la quale ha prntamente commentato “la scritta, però, l’avrei fatta rosa..”…..)

  • # 20
    TheFoggy
     scrive: 

    ps: come si mette l’avatar? O_o

  • # 21
    andreax
     scrive: 

    Usare la macchina calcolatrice non è detto che sia deleterio, quando si tratta di fare un calcolo banale come l’area di un rettangolo è chiaro che la macchina fa i conti al posto nostro, ma quando si tratta di un problema matematico complesso, ad esempio il calcolo di un integrale, l’essere umano deve concentrarsi sull’aspetto concettuale del problema, il risultato finale è solo il calcolo aritmetico che viene fatto alla fine dalla macchina calcolatrice.
    Quindi dipende da noi utilizzare il mezzi tecnologici nel modo giusto. Tornando all’esempio della fatica fisica grazie alle macchine non serve più faticare, chi è furbo sfrutta la cosa a proprio vantaggio andando in palestra a tenersi in forma mentre chi furbo non lo è si ingozza davanti al televisore, ed ingrassa.

  • # 22
    Francesco Baldacchini
     scrive: 

    Quoto Andres in toto. E soprattutto non basta credere all’evoluzionismo, bisogna anche informarsi un pò sul suo funzionamento. Affermare che il cervello diminuisca di dimensioni nel giro di due secoli è gravissimo, gente non informata viente così deviata dal vero funzionamento dell’evoluzionismo.

    @TheFoggy:

    hai mai studiato genetica ed evoluzionismo? L’uomo ha praticamente interrotto il suo percorso evolutivo perchè con la sanità moderna ha praticamente annullato qualsiasi pressione selettiva che avrebbe spinto i “migliori” a riprodursi di più. Oggi tutti hanno la stessa probabilità di riprodursi quanto vogliono, e con questo finisce ogni percorso evolutivo, in quanto sia il più forte sia il più debole proseguono e diffondono il loro DNA.
    La storia dell’aumento dell’altezza sarebbe quasi da non commentare, ti dice niente l’aumento del benessere, il progresso della medicina, e di conseguenza una corretta alimentazione? I nostri non non erano alti come noi semplicemente perchè da piccoli erano mal nutriti e spesso subivano le conseguenze di gravci malattie oggi facilmente curabili.

  • # 23
    TheFoggy
     scrive: 

    Purtroppo no, in quanto ingegnere informatico..
    Ci sta la medicina che aiuta e salva tutti (anche quelli che, lasciando l’etica da parte, aiutano solo a peggiorare il nostro corredo genetico), ma proprio questo, non porta ad un’evoluzione il nostro DNA? Evoluzione non significa per forza qualcosa di positivo e migliore.. Tutti questi salvataggi (e lo dice uno che sarebbe dovuto morire, quindi uno degli elementi “dannosi”), non porteranno ad una modifica del nostro dna, rendendoci più deboli? Apparentemente, in questi ultimi anni, il numero di malati è aumentato considerevolmente.. E’ proprio solo frutto delle nuove tecniche diagnostiche? Siamo veramente ad uno stallo evolutivo? (chiedo in quanto ignorante in materia..non sono in modalità provocatoria, eh!)

  • # 24
    densou
     scrive: 

    Pensare ? Perché qualcuno già lo fa ancora oggi ?

  • # 25
    Koji
     scrive: 

    “Diversi studi hanno dimostrato come la necessità di aguzzare l’ingegno ha portato l’uomo a sviluppare il cervello in maniera considerevole, con un apice in termine di dimensioni nel periodo rinascimentale, tra fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Da allora, la diffusione della comunicazione, che ha permesso la condivisione delle idee di pochi alla portata di tutti, ha avuto come conseguenza da una parte il miglioramento della qualità della vita grazie ad invenzioni e scoperte, ma dall’altra una lenta ma provata riduzione della massa cerebrale, perdendo circa uno o due etti in media.”

    ahahah. che studi inutili. L’unica massa che si è persa nel corso dei secoli è la massa muscolare. prima eravamo piu bassi e tozzi per svolgere meglio i lavori pesanti (tipo i Nani di LOR)….
    ora a parte qualche truzzo palestrato siamo fiacchi e non sappiamo trasportare 20-30 kg senza farci venire la scoliosi.

  • # 26
    CHON
     scrive: 

    I GGGggiovani d’oggi sanno usare le cose ma non sanno COME funzionano.

    Dico che se oggi a scuola (elementari e medie) si facessero lezioni di cose pratiche e creative non ci sarebbero grandi ascolti per grandefratello & co.

    Ad esempio informatica non è saper cliccare sul sito, ma conoscere come è fatto dentro un pc.
    Materie come pittura, musica, ma anche meccanica e architettura, insomma qualcosa che unisca creatività e logica, sono l’unica speranza per non avere uomoni/robot lobotomizzati dalle pubblicità.

  • # 27
    TheFoggy
     scrive: 

    @CHON: quoto in pieno! Oggi la gente si definisce “informatico” perchè sa “andare IN (notare “IN”..) internet”, usare word e fare qualcosa con Excel.. Ma la cosa vale per tutto..in quanti sanno come funziona basilarmente, un motore 4tempi? Eppure tutti usiamo la macchina.. A scuola guida, questa parte è stata abolita.. Forse sarà deformazione da ingegnere, ma mi piace sapere come funzionano le cose che uso..almeno basilarmente (impossibile sapere tutto di tutto..). Invece..tendo sempre più una mera indifferenza per quanto riguarda questo aspetto..insomma..chissenefrega COME lo fa e PERCHE’ lo fa..lo fa, punto.

  • # 28
    eraser85
     scrive: 

    CHON da informatico potrei sentirmi offeso dalla tua sommaria classificazione.. l’informatico è ben altro che un tecnico che sa com’è fatto un pc, se permetti..

    tornando IT, trovo certi “studi” alquanto sommari, tant’è che cercando qua e la ho anche trovato uno studio in cui si afferma l’esatto contrario, ovvero che la massa cerebrale negli ultimi secoli sta pian piano aumentando dello 0.5% (vi basta andare su wikipedia e cercare brain size, il 10° riferimento è quello di cui parlo). Non voglio dire che il nostro cervello aumenta, semplicemente che c’è chi dice una cosa e chi dice un’altra.. se l’argomento fosse di facile trattazione non si avrebbero certe “discrepanze” ;)

  • # 29
    CHON
     scrive: 

    eraser85: non parlavo dell’ Informatica con la I maiuscola, ma della lezione che chiamano tale nelle scuole (elementari/medie) italiane. Mi arrabbio sulla qualità e sugli argomenti trattati in quel contesto.

  • # 30
    Nicola
     scrive: 

    Direi che è d’obbligo una CITATION NEEDED per la parte sulla perdita della massa cerebrale nell’età moderna.. :D

  • # 31
    IRO
     scrive: 

    Vorrei umilmente fare notare alcune cose:

    Fenomeni simili di “Luddismo” verso macchine e nuove tecnologie non sono nuovi nella storia dell’uomo. Platone stesso si dichiarava contrario all’apprendimento mediante lettura (nel Fedro mi pare) perchè sosteneva che il vero sapere passasse mediante la parola parlata. Le cose sono andate così come sapete, ma è indubbio che una nuova forma tecnologica ha modificato il modo di vedere le cose della nostra specie. Anzi, a dar retta a molti studi scientifici, pare che proprio tramite la scrittura il pensiero simbolico si sia potuto realizzare pienamente. A comprova alcuni citano le differenze di ruoli delle divinità tra Iliade e Odissea: nella prima gli dei svolgono il ruolo di archetipi psicologici, di incarnazione dei sentimenti umani, di simboli, nella seconda ciò viene meno e divengono magiomente “attori” essi stessi. Altri studi aggiungono che la transizione completa sia poi avvenuta con l’invenzione della stampa a carattei mobili.
    Tornando IT io ritengo che sia inutile interrogarci se si stiadivennedo più o meno stupidi, credo che si dovrebbe guardare invece in quale direzione stia andando la nostra intelligenza a prescindere da considerazioni di merito di tale inevitabile mutamento

  • # 32
    CHON
     scrive: 

    IRO:
    Ti domandi in quale direzione stiamo andando, ti posso dire da dove veniamo e cosa abbiamo perso.
    Ad esempio l’uomo era in grado di percepire l’odore del sangue a distanza, come tutti i carnivori…o non diventava miope per ore di uso di computers…. oggi stiamo perdendo moltissima sensibilità nei 5 sensi.

  • # 33
    Dreadnought
     scrive: 

    Non penso serva una citazione per dimostrare che il cervello della stessa persona a 1, 30 e 95 anni è molto diverso se osservato in ognuno dei 3 casi.

    Non è questione di DNA ma di allenamento, di sicuro negli ultimi anni l’utilizzo delle tecnologie ha modificato il modo che ha il cervello di crescere e di conseguenza di come le sinapsi si connettono e in quali aree cerebrali si concentra più attività.
    I cervelli del 1200 sono diversi da quelli del 2000, così come sono diversi il cuore di un atleta e quello di un sedentario e il fegato di un occidentale rispetto a quello di un orientale.

    L’evoluzione in questo caso non è nemmeno da tenere in considerazione.

  • # 34
    mede
     scrive: 

    da un certo punto di vista, non considero un tabù il fatto che le macchine possano in teoria “surclassare” (qualsiasi cosa significhi) il funzionamento del cervello umano. come potenzialità o come efficienza… certo richiede anche uno sforzo notevole da parte di chi le progetta.
    comunque non sono convinto che ci arriveremo, a questo punto mi pare più probabile un nuovo medioevo nel quale la nostra epoca sembrerà un periodo d’oro, come lo era stato l’impero romano per il medioevo… non credo che raggiungeremo vette tanto alte, anzi dovremo imparare a sopravvivere regredendo. sempre che l’umanità abbia un qualche futuro. non voglio essere pessimista per forza ma credo che almeno un arresto è inevitabile

  • # 35
    Alberto
     scrive: 

    Fonte?

    “Diversi studi hanno dimostrato come la necessità di aguzzare l’ingegno ha portato l’uomo a sviluppare il cervello in maniera considerevole, con un apice in termine di dimensioni nel periodo rinascimentale, tra fine del Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna. Da allora, la diffusione della comunicazione, che ha permesso la condivisione delle idee di pochi alla portata di tutti, ha avuto come conseguenza da una parte il miglioramento della qualità della vita grazie ad invenzioni e scoperte, ma dall’altra una lenta ma provata riduzione della massa cerebrale, perdendo circa uno o due etti in media.”

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