di  -  giovedì 17 dicembre 2009

Ogni tanto questo lavoro mi offre una piccola soddisfazione. È questo il caso dell’hardware made in Google, la cui esistenza ipotizzavo qualche tempo fa. Il 17 luglio 2009, giorno del mio onomastico, scrivevo:

Nulla vieterebbe poi a un colosso come Google (o MS, altro protagonista del mondo SAAS) di entrare nel mondo hardware, rivolgersi direttamente a colossi del settore ODM come Compal e Quanta, e produrre apparati personalizzati. Di fronte a questa eventualità, vedremmo tutti gli OEM correre in fila indiana verso il Googleplex per stilare un accordo esclusivo, a qualunque condizione (con una mano in tasca a fare scongiuri perché l’intero piano fallisca).

Queste prospettive, invero piuttosto fosche per una bella fetta di economia ICT, non compromettono, anzi avvalorano, la partnership Google/Intel. Al restringersi dei dispositivi, come ha ottimamente spiegato Cesare Di Mauro, l’architettura x86 vede infatti aumentare la sua impasse rispetto a chi realizza architetture più efficienti, ARM in testa. Questo mette Intel nell’urgenza di presidiare da vicino ogni mutamento di scenario per Chrome OS.

Ecco quindi il succo della notizia, offerta da TechCrunch proprio oggi:

That may explain why Google has, according to multiple sources, been talking to at least one hardware manufacturer about building a netbook for Google directly. As in Google gave the company a RFP with quite detailed technical specifications and has begun discussions on building it.

Resterà da vedere se il dispositivo sarà effettivamente motorizzato Intel, o se piuttosto arriverà con ARM. A Chrome OS basta ARM, un’architettura che vanta costi inferiori e migliori performance energetiche.

Concludo chiedendomi (di nuovo): non sarà anche per Microsoft il momento di valutare un un ingresso nel mondo hardware?

7 Commenti »

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  • # 1
    ilruz
     scrive: 

    Visto che tutti i maggiori produttori si fanno costruire i notebook da terze parti cinesi – chiunque puo’ diventare “produttore”, tanto Google quanto Microsoft.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Solo che MS, per ora, non lo fa…

  • # 3
    PhirePhil
     scrive: 

    Microft credo lo farà solo se gli OEM iniziassero a mettere seriamente a catalogo OS differenti.
    Fino a che Dell, HP, Lenovo, Acer ecc ecc forniranno praticamente solo HW con Windows e fino a che il giro d’affari sarà considerato sufficientemente remunerativo per MS allora non credo andrà a dare fastidio ai suoi principali clienti.
    Tuttavia se questi iniziassero a guardarsi attorno (e non scendo nel merito sulla presenza o meno sul mercato di valide alternative effettive PER IL TARGET DI CLIENTI DEI GRANDI OEM) allora MS avrebbe tutto il suo interessa a scendere in campo con una sua linea HW per controbilanciare gli introiti persi oppure per addirittura incrementarli.
    Credo che il non vendere HW sia un’ “arma” che MS ha in mano nei confronti dei vendor anche perché la maggiore stabilità sbandierata da OSX (ad esempio) è principalmente frutto dell’ottimizzazione del software in funzione dell’hw sul quale viene eseguito, quindi allo stesso modo MS potrebbe sfornare un windows meno “generico” e più ottimizzato per le macchine di casa (propria) e quindi mettere in difficoltà tutte le soluzioni concorrenti (ma anche Apple, a questo punto).
    Diversa è la posizione di Google in quanto diverso è l’obiettivo di Chrome OS, questo infatti non vuole soppiantare Windows sulla base già installata ma vuole indirizzarsi verso una nuova generazione di macchine; quindi, viste le peculiarità tecniche necessarie alla sua esecuzione, è abbastanza normale che G in primis voglia produrre il ferro per il proprio pargolo, anche per evitare che l’inesperienza di produttori terzi stronchi sul nascerà la bontà (da dimostrare) del SO di Google…

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ PhirePhil
    La tua analisi mi sembra molto valida e fondata, la condivido pienamente.
    Mi sorge un quesito: quanto Chrome OS è operator-friendly? Temo non granché. Me lo domando perché un mezzo per far esplodere la quota di mercato del netbook Chrome OS sarebbe quella di venderlo, a un prezzo decisamente inferiore ad € 200 in caso di architettura ARM, tramite operatori di telefonia mobile, come già molti altri netbook.

    OT: Mi viene un po’ da sorridere pensando a chi sostiene che non svincolare OSX dal Mac per Apple sia stata un’occasione persa.

  • # 5
    Federico
     scrive: 

    OT: Microsoft produce GIÀ hardware. Non sono dei PC ma entrambe le Xbox sono praticamente dei computer con “xbox os” preinstallato. CPU, GPU, hard disk, ram. Che manca?

  • # 6
    Andrea
     scrive: 

    Tempi duri per linux (quello vero)… perchè una distro piena zeppa di software proprietari non è più linux (e questo me lo sono sentito dire milioni di volte). Adesso siamo alla resa dei conti… voglio vedere se molte persone saranno ancora coerenti o cambieranno idea solo perchè è Google.

  • # 7
    Al
     scrive: 

    Microsoft potrebbe benissimo scendere in campo hardware, cosa che d’altra parte fa già ora (Xbox, Zune e periferiche) e non mi stupirei che i prototipi li abbia già nei laboratori.
    Se non l’ha ancora fatto è in parte perchè in questo momento M$ non ha una strategia chiara e (penso io) non ha da tempo un management in grado di stabilirne una (cosa che invece Google ed Apple hanno) limitandosi a correre dietro ora ad Apple ora a Google.

    Quanto a Google non dimentichiamoci che la fonte di reddito è la pubblicità. Google vuole arrivare all’utente non importa con quale sistema operativo o con quale terminale, l’importante è raccogliere più clik possibili!
    Chrome o Android sono quindi strumenti che servono da una parte a contrastare la creazione di sistemi proprietari in concorrernza ai servizi di Google (vedi Bing, Live etc..) e dall’altra a stimolare il mercato ad aumentare il numero delle persone ‘connesse’ ai propri servizi.

    E se per ottenere ciò Google deve scendere in campo direttamente con un suo hardware lo fà e basta, ma il sistema sarà comunque aperto e di tipo economico, in modo da massimizzarne la diffusione. L’importante è che tutti usino i servizi Google.

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