di  -  mercoledì 26 settembre 2007

Più volte annunciato negli ultimi mesi, dovrebbe finalmente essere arrivato il momento del bando per l’assegnazione delle frequenze per il Wimax [Worldwide Interoperability for Microwave Access].

Da Wikipedia:

Wimax è una tecnologia che consente l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili (BWA – Broadband Wireless Access)

Il Wimax ha la capacità di coprire aree fino a circa 50 km di raggio, ad una velocità di connessione di 70 Mbit/s. Purtroppo non è tutto così bello, perché difficilmente questa tecnologia radio è in grado di fare entrambe le cose contemporaneamente; bisogna tenere presente anche che la capacità di banda dovrà essere ripartita tra tutte le connessioni attive, ed inoltre in aree urbane, i molti ostacoli presenti ridurrebbero sensibilmente raggio d’azione e disponibilità di banda.

senza cavi

Perché nonostante questo il Wimax è tanto atteso e potrebbe essere estremamente importante per il superamento, o quantomeno la riduzione del digital divide?

E’ presto detto, il Wimax può sopperire alla mancanza di connessione ad internet a banda larga, soprattutto nelle aree rurali e per i circa 5.800 comuni con meno di 5.000 abitanti sparsi soprattutto nell’arco Appenninico e tra le Alpi.
Tutte queste aree, dove sono presenti imprese, famiglie, associazioni, sono vittime del “fossato tecnologico“, ovvero quel divario che separa le zone, che si avvantaggiano di connessioni ad alta velocità alla Rete, e quelle aree in cui tali infrastrutture non sono disponibili. Queste aree fanno comunque parte del macrosistema Italia, e non possono essere abbandonate, nell’interesse di tutti.

Chi si aggiudicherà le frequenze per la gestione del Wimax sul territorio?

Le frequenze saranno assegnate sulla base di un’asta al rialzo, da qui il timore che alla fine la spuntino i soliti noti, le grandi società di telecomunicazioni, limitando i possibili benefici derivanti dalla concorrenza.
Proprio per questa ragione un gruppo di società avrebbe impugnato il regolamento emanato dall’AgCom per l’assegnazione delle frequenze, rilevando alcuni “profili di illegittimità“.

Con ogni probabilità dunque siamo alla vigilia di un ulteriore rinvio del tanto atteso bando, staremo a vedere, l’importante sarebbe che il caro prezzo di un ulteriore ritardo che grava anche sull’economia della nazione, sia alla fine ripagato da una equa distribuzione delle risorse, a tutto vantaggio degli utenti, come dovrebbe essere in un mercato realmente libero e aperto alla competizione.

4 Commenti »

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  • # 1
    Giulio
     scrive: 

    Vorrei dire qualcosa di intelligente… Ma con lasituazione che ci ritroviamo, non c’è proprio molto da dire… Investimenti pochi (la svizzera, che non è proprio un paese in pianura) copre a banda larga il 98-99% della popolazione, incongruenze tante… E a rimetterci è sempre il consumatore (già un collegamento edge di buona qualità, per chi ha conosciuto solo il 56k, sarebbe molto, provare per credere)…

  • # 2
    Sig. Stroboscopico
     scrive: 

    La Svizzera sta lavorando per arrivare a quella copertura, non c’è ancora arrivata ma se non altro si è data delle scadeze (e vicine pure) a differenza dell’Italia.

    Il nostro problema è che non abbiamo aziende grandi forti e nazionalistiche.
    L’unico atto di nazionalismo (intendo nel senso positivo del vocabolo) della Telecom Italia è quello di avere il monopolio e di non permettere la creazione di concorrenza.

    Poi abbiamo il solito e sempre purtroppo ricorrente problema politico e sindacale… i veri programmatori della vita pubblica che in Italia pensano ad arrivare a domani e che alla progettazione di cosa fare tra 5 o 10 anni non fanno mai se non come atti di frustrazione psicopatica…

    Tornando al lato tecnico, io penso che sia ancora presto per dire che il Wimax possa essere effettivamente utile… la portata dei dati è molto limitata, la copertura è limitata.
    Perfino con i ponti radio per i cellulari si è passato dai grandi ponti alle micro-celle… come e dove pensano di mettere su questi ripetitori?
    Un ripetitore quanta gente serve? L’Italia è un paese ad alta densità… quindi o tieni le tariffe alte o non riesci a servire nessuno…

    Perchè molti altri paesi investono in Wi-Fi e stanno abbandonando i progetti sul WiMax?

    Altra nota… se il progetto TAV pè saltato, il Ponte di messina pure, la Salerno-Reggio Calabria è ancora una strada provinciale… come pensiamo di mettere su una nuova dorsale di telecomunicazione in Italia?

    Ciao!

  • # 3
    Redazione PoloICT FVG
     scrive: 

    Soluzioni Wireless: le Antenne Innovative.

    A partire dalle ore 15.10 di venerdì 28 settembre 2007, la PoloICTv trasmetterà lo streaming in diretta del convegno dalla Sala Multimediale del Centro di Innovazione Tecnologica di Agemont SpA – Amaro (UD).

    Si prevede, oltre alla presentazione delle prestazione di apparati wireless, la testimonianza di come una PMI italiana stia affrontando tale processo di innovazione nei sistemi di comunicazione, con l’obiettivo di produrre antenne tecnologicamente avanzate da immettere sul mercato, favorendone il processo di diffusione.

    Saranno presentate, inoltre, anche iniziative supportate da nuovi operatori di servizi di telecomunicazione, pubblici o privati, nella direzione del superamento del Digital Divide Territoriale, proprio con soluzioni wireless.

    Il tutto in diretta su PoloICTv a partire dalle ore 15.10: http://www.poloict.fvg.it/webtv.asp

  • # 4
    Gorilah - Web for you… » Wimax.. forse sì, forse no…
     scrive: 

    […] Fonte: Appunti digitali  […]

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