di  -  giovedì 17 dicembre 2009

L'iPhone 3G di Apple
Forse non tutti se lo aspettavano o forse si, ma personalmente sospettavo che prima o poi questa notizia sarebbe arrivata ed infatti così è stato. In base ad uno studio condotto da ADMOB, considerando il traffico generato da dispositivi mobile sul web e, in particolare, il mercato degli smartphone, Apple con il suo iPhone ha raggiunto il 50% del traffico a livello mondiale.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo se consideriamo la rapidità con la quale la casa di Cupertino ha raggiunto questo traguardo. ADMOB, infatti, esegue questa indagine con cadenza mensile e se andiamo a ritroso nel tempo e verifichiamo i dati appartenenti al medesimo studio condotto un anno fa, ci rendiamo conto che la situazione è radicalmente cambiata.

Mettendo sul piatto della bilancia i vari sistemi operativi utilizzati negli smartphone, ad ottobre 2008 Symbian deteneva ben il 59% del mercato, l’iPhone OS il 15%, RIM il 10%, mentre Windows Mobile il 9%. A distanza di 12 mesi la versione mobile di Mac OS conquista il 50% del traffico mobile, Symbian riduce a meno della metà la sua quota di mercato (25%), Android rosicchia l’11%, mentre Windows Mobile crolla letteralmente al 3%.

Ci sono almeno due considerazioni che, dati alla mano, vorrei sottoporre alla vostra attenzione. Innanzitutto è evidente che la deludente politica di sviluppo di Microsoft relativamente al suo Windows Mobile negli ultimi anni ha danneggiato sensibilmente la sua immagine.

L’iPhone OS da un lato, e Android dall’altro, hanno dimostrato, seppur adottando approcci commercialmente molto diversi, che un’elevata dose di dinamicità ed innovazione rappresentano caratteristiche basilari per la sopravvivenza nel mercato degli smartphone.

Apple è ormai alla sua terza revisione dell’iPhone OS e di innovazioni lo smartphone che lo adotta ne ha, nel bene o nel male, introdotte parecchie negli ultimi tre anni. Anche Android di Google è stato soggetto a molteplici revisioni ed oggi, a poco più di un anno dal suo sbarco, è riuscito a ritagliarsi una ragguardevole fetta di mercato.

Al contrario Windows Mobile sia nel passaggio della versione 5 alla 6, sia con il minor upgrade alla 6.1, non ha rappresentato per il mercato degli smartphone un’evoluzione significativa, probabilmente per motivi che vanno ben oltre la validità tecnica dell’OS in sé e che certamente vanno ricercati anche in un modello di distribuzione delle applicazioni troppo simile a quello dei PC e molto distante dal successo che l’Apple Store prima e l’Android Market più recentemente possono vantare.

A tal proposito non ci resta che attendere l’effetto che avrà la recente introduzione di Windows Mobile 6.5, anche se, personalmente, ritengo che sarà molto difficile vedere innovazioni degne di nota nei sistemi operativi mobile di Microsoft almeno fino a Windows Mobile 7.

La seconda riflessione riguarda Android. Si tratta senza ombra di dubbio di uno dei progetti più promettenti nell’ambito dei sistemi operativi mobile e una dimostrazione della sua validità non solo tecnica, ma anche commerciale, è rappresentata dall’aver conquistato ben l’11% del traffico mobile mondiale in un anno.

E’, tuttavia, recente la notizia secondo la quale diversi sviluppatori di software per Android siano preoccupati dall’eccessiva rapidità della sua crescita e dall’estrema varietà dei dispositivi hardware che lo propongono.

Questi fattori comportano notevoli difficoltà e tempi di sviluppo incerti perché un’applicazione fatta per Android che fa uso dell’accelerazione 3D, per esempio, potrebbe funzionare perfettamente su uno smartphone, ma non altrettanto bene su un altro modello o, addirittura, sullo stesso modello dopo avergli aggiornato il firmware.

Da questo punto di vista l’iPhone di Apple rappresenta un’isola felice in quanto l’evoluzione sia a livello di sistema operativo, che in termini di dotazione hardware, è controllata e sapientemente pesata da Apple stessa e questo garantisce agli sviluppatori la certezza che un’applicazione sviluppata per iPhone OS funzionerà su tutti i dispositivi che lo adottano.

Che la strada del closed source e del closed hardware tracciata da Apple sia la migliore nel mercato degli smartphone? Fino ad ora i dati dicono questo.

9 Commenti »

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  • # 1
    lakar
     scrive: 

    Il titolo dell’articolo è un po’ fuorviante perché il “50% del mercato” è diverso dal dire il “50% del traffico”. Infatti bisogna considerare che in diversi paesi l’iphone è venduto solo con abbonamento mensile obbligatorio che comprende tot ore o GB di navigazione al mese. Addirittura fino all’iPhone 3G compreso (cioè fino a giugno 2009) quasi tutti i paesi lo vendevano solo con abbonamento mensile di due anni (l’Italia era una delle pochissime eccezioni dove lo potevi comprare con la ricaricabile).
    Quindi è ovvio che la quantità di traffico generato da iPhone sia drogato da come viene venduto (la gente ha già i GB a disposizione e li sfrutta anche se magari non ne ha bisogno) e dall’ottimo Safari e non solo dovuto alle sue vendite. L’iPhone ha sicuramente ottenuto un grande successo ma non fino a questo punto.
    Infatti la ricerca di ADMOB analizza solo la quota di traffico che non è necessariamente in relazione lineare con la quota di mercato. Sono due concetti diversi.

  • # 2
    Riccardo
     scrive: 

    Comunque va da se il risultato positivo di Android; non mi sembra che i dispostivi dove sia in esecuzione abbiano tutti un piano tariffario abbinato.

  • # 3
    HostFat
     scrive: 

    Vediamo se il titolo verrà corretto :)

  • # 4
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Riccardo

    semplice perchè a ruota sono stati creati piani tariffari o opzioni che ormai tutti quelli che ne hanno bisogno fanno

  • # 5
    Gas
     scrive: 

    “Mettendo sul piatto della bilancia i vari sistemi operativi utilizzati negli smartphone, ad ottobre 2008 Symbian deteneva ben il 59% del mercato, l’iPhone OS il 15%, RIM il 10%, mentre Windows Mobile il 9%. A distanza di 12 mesi la versione mobile di Mac OS conquista il 50% del traffico mobile, Symbian riduce a meno della metà la sua quota di mercato (25%), Android rosicchia l’11%, mentre Windows Mobile crolla letteralmente al 3%.”

    Mi sembra che mettiamo a confronto le classiche “mele con le pere” (dispositivi Vs traffico “12 mesi dopo”).
    O, per lo meno, la frase e’ ambigua.

  • # 6
    goldorak
     scrive: 

    Sono d’accordo con lakar. Il titolo trae in inganno.
    L’iphone e’ lungi dall’avere il 50% del mercato smartphone. Forse perche’ la maggioranza del mercato smartphone e’ fatto da utenti business che non hanno bisogno di visitare youtube e altri siti ad alto consumo di banda. ^_^

  • # 7
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Il traffico sviluppato da iPhone, in relazione ad una quota di mercato non direttamente equivalente, dimostra che il trattamento differenziale applicato dagli operatori per le tariffe dati iphone (e la mancanza del tethering di cui ho spesso parlato) ha avuto senso: l’iphone è un dispositivo fortemente orientato alla fruizione di dati, poiché è strutturato in modo da rendere estremamente opaco ed integrato l’accesso alla rete e quindi lo sviluppo di moli interessanti di traffico.

    Nella mia esperienza, ho visto la quota di traffico dati (diretto + tethering) crescere di almeno 10x su base mensile rispetto al precedente terminale symbian.

  • # 8
    EnricoG
     scrive: 

    Capisco che oggi come oggi “avere il 50% del traffico” possa sembrare una conquista… ma potrebbe celare aspetti di cui non andare proprio fieri.
    RIM ad esempio comprime tutto quello che trasmette tanto per iniziare.
    Poi siamo sicuri che il traffico generato dall’iPhone sia tutto traffico utile? Io non ci metterei la mano sul fuoco visto che ad esempio persino il banale POP3 su iPhone e’ implementato malamente (basta che proviate a fare un trace del traffico di rete per vedere cosa intendo).

  • # 9
    Riuzasan
     scrive: 

    Partendo dal fatto che Android deve sgomitare da solo sul mercato, senza piani tarriffari a lui dedicati o cellulari iperpubblicizzati come l’Iphone … penso che il risultato del team di Google sia eccellente e pienamente motivato dal connubio tra potenza, leggerezza del sistema, qualità del developer Kit e (non per ultimo) abbattimento dei costi per i produttori.

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