di  -  venerdì 18 dicembre 2009

Come potrete ben intuire dall’affollarsi di post a tema fotografico da parte di più autori della redazione di Hardware Upgrade, la fotografia è un tema che ci appassiona un po’ tutti: francamente non so dirvi se siamo qui per la nostra passione per la fotografia o il fatto di essere tutti i giorni in mezzo alla tecnologia ci ha portato ad acuire la suddetta passione.

In ogni caso sui temi già trattati da Alessandro e Andrea sorgono spesso discussioni in ufficio, nella pausa pranzo o durante una pausa caffé. Butto in pentola anche il mio contributo, una sorta di commento lungo che potrebbe anche trovare posto in calce al post di Andrea, nato in principio da pensieri e riflessioni sulle tecniche HDR, in cui ogni tanto mi diletto e che ho scoperto anche automatiche e funzionali sulla Sony Alfa 550 attualmente in prova in redazione.

Parto dicendo che condivido molte delle opinioni postate dagli utenti nei commenti, ma mi spingo ulteriormente a monte.

La riflessione che la fotografia digitale sia meno naturale di quella analogica e soprattutto del meccanismo che sovraintende alla visione umana mi  ha sempre lasciato un po’ perplesso. Dopotutto noi vediamo perché alcuni elementi sensibili della nostra retina (coni e bastoncelli) stimolati dalla luce producono uno stimolo elettrico, che viaggia fino quel magnifico motore di elaborazione che è il nostro cervello: un sensore digitale (con hardware ben diverso!) lavora allo stesso modo.

Per di più il nostro cervello elabora le informazioni in arrivo in aree diverse dell’encefalo (le forme, i colori e via dicendo) e poi le mette insieme per fornire alla nostra mente una rappresentazione della realtà che è entrata nel nostro occhio attraverso la luce emessa e riflessa dall’ambiente intorno a noi. A questo punto nella mia testa si inserisce un pensiero sulle possibili differenti percezioni e rappresentazioni della stessa realtà in differenti soggetti, ma ci porterebbe fuori tema.

Scendendo a valle di un gradino arriviamo alla pellicola. Anche qui le analogie con il digitale, sebbene con mezzi e procedure ben differenti, sono molte e sono state messe ben in evidenza nei vostri commenti: postproduzioni erano possibili (e molto utilizzate) anche nello sviluppo delle pellicole, richiedevano solo molto più tempo, attrezzature dedicate e conoscenze ben superiori a quelle che permettono di sposare un cursore con il mouse.

Anche qui mi spingo oltre: il comune mortale come me, nella sua completa ignoranza dei processi di sviluppo e stampa, sapeva già ai tempi dell’analogico che le sue foto venivano “trattate”, a volte in modo molto differente.

Io, ad esempio, sapevo che i rullini con paesaggi dovevo portarli a un certo laboratorio per ottenere blu intensi, colori saturi e luminosi, anche se quel laboratorio mi costava qualche lira di più.

Spingendomi ancora oltre, gli amatori evoluti e i professionisti sapevano benissimo quale precisa pellicola utilizzare nelle differenti situazioni d’uso: non è la stessa cosa che impostare un certo profilo colore in macchina oppure bilanciare il bianco in maniera particolare. Certo oggi scattando in RAW si ha l’indubbio vantaggio di poter scegliere la “pellicola” giusta per ogni scatto in postproduzione, ma lo stesso discorso vale in fase di acquisizione per gli ISO di sensibilità.

Tirando una prima conclusione il digitale ha portato a una forte semplificazione e democratizzazione degli strumenti prima a disposizione di una cerchia (ristretta o meno) di appassionati e professionisti: forse lo scandalo sta proprio qui.

Ma è stato scandalo anche quando nel 1888 George Eastman (fondatore della Kodak) se ne è venuto fuori con il mottoVoi premete il pulsante, noi facciamo il resto“, portando la fotografia ai comuni mortali e facendola uscire da quella stretta cerchia di alchimisti (artisti, chimici e fisici allo stesso istante), i soli in grado di mettere insieme legno, ferro, vetro, solventi, sali e supporti per catturare la luce.

Ogni passaggio di democratizzazione ha fatto, a suo modo, gridare allo scandalo, ma dopotutto siamo ancora qui a fotografare e gli scenari apocalittici successivi alla volgarizzazione della fotografia non si sono poi verificati. Chi è artista e innovatore può sempre trovare il suo spazio lontano dalla massa, soltanto che se una volta erano i chimici a carpire i segreti della luce, ora sono quelli che si occupano di elettronica e informatica, tecnici, programmatori, ingegneri.

Ora dovrei riprendere il filo iniziale e parlare dell’High Dynamic Range, ma penso che per il momento la carne al fuoco sia sufficiente (anche se il buon Bai avrebbe da ridire su questa affermazione culinaria) e mi fermo qui, rimettendomi alle vostre opinioni e rimandando il tema della fusione degli scatti.

13 Commenti »

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  • # 1
    Dreadnought
     scrive: 

    Tempo fa ricordo alcuni articoli che parlavano delle comparative tra pellicola e DSRL, ho trovato solo il più recente del 2004.
    “Tempo fa” è d’obbligo perchè già prima di quell’articolo (in un altro che non trovo più) che la canon D30 -no, non è un typo, ma la DSRL del 2002 da 3Mpixel!- fosse arrivata a pareggiare la qualità delle pellicole migliori come la Provia o la Velvia.

    Link: http://www.sphoto.com/techinfo/dslrvsfilm.htm
    Sul fondo ulteriori collegamenti con immagini comparative.

    Rispetto a quell’articolo si scaturirono commenti su come le scansioni della pellicola fossero “digitalizate” e facessero perdere la qualità, come un ultimo tentativo degli amanti dell’analogico di screditare il demonio digitale.
    Nell’evolversi della discussione però, l’arrivo di esponenti fotografi moderati puntualizzarono che anche i grani delle pellicole sono “discreti” e di conseguenza un buon scanner che avesse una risoluzione almeno tripla rispetto alla grandezza dei singoli grani (bastano 2400dpi sul negativo) riproducesse la foto in maniera ottimale.

    Rigurdo al colore venne poi fuori il discorso della “soggettività” che mise la pietra tombale sopra ai discorsi dei fanatici dell’analogico.

  • # 2
    KChristian27
     scrive: 

    Dreadnought

    Grazie per l’info (simpatica diatriba di “novelli” del digitale :-)
    e per il link.

  • # 3
    Morpheus
     scrive: 

    Che vuol dire reale?
    Dammi una definizione di reale.
    Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.

  • # 4
    manublade
     scrive: 

    @Dreadnought
    Il link che segnali non vuol dir poco. Mi spiego.
    Cosa hanno comparato? le digitali con uno scanner per vedere con cosa è inserire le immagini sul pc per vederle meglio su un monitor?

    Magari un confronto poteva essere fatto stampando (in vari formati) la pellicola e la foto digitale e confrontando quelle!

    A questo proposito se qualcuno di voi è di verona o catania, ed ha una reflex digitale canon, sono disponibile ad un confronto di questo tipo. Stesse impostazioni (messa a fuoco, tempi, diaframmi, obiettivo) due foto e poi si va in laboratorio. Sarei curioso di vedere i risultati.

  • # 5
    manublade
     scrive: 

    @Dreadnought
    Il link che segnali vuol dir poco. Mi spiego.
    Cosa hanno comparato? le digitali con uno scanner per vedere con cosa è inserire le immagini sul pc per vederle meglio su un monitor?

    Magari un confronto poteva essere fatto stampando (in vari formati) la pellicola e la foto digitale e confrontando quelle!

    A questo proposito se qualcuno di voi è di verona o catania, ed ha una reflex digitale canon, sono disponibile ad un confronto di questo tipo. Stesse impostazioni (messa a fuoco, tempi, diaframmi, obiettivo) due foto e poi si va in laboratorio. Sarei curioso di vedere i risultati.

  • # 6
    manublade
     scrive: 

    Scusate…. vale il post numero 5….

  • # 7
    Dreadnought
     scrive: 

    Come non detto -.-‘
    E si che quando ho scritto il commento ho pensato: sarà abbastanza chiaro?! Forse no… :D

  • # 8
    manublade
     scrive: 

    @Dreadnought

    Mi era chiaro il fatto che non volevi portare quel link ad esempio della superiorità del digitale (almeno l’ho inteso così). Volevo solo dire come agli albori di una tecnologia (la canon che segnali ho avuto modo di provarla all’epoca) si tenta di tutto per far confronti che vogliono dire poco ma si danno per assoluti.

    Resta il fatto che io una prova la farei, così per sfizio (per quello che devo fare io una o l’altra tecnologia non mi cambia la vita) e magari invece di stampare si protrebbero confrontare le immagini proiettate da dia con quelle di proiettore per pc :-)

  • # 9
    Dreadnought
     scrive: 

    Però il senso del post non penso sia molto incentrato sulla diatriba del “quale è meglio”, ma più che altro quale delle tecnologie è superiore in tutti i suoi aspetti, considerando quindi la versatilità, la praticità d’uso, la definizione, il rispecchiare la realtà.

    Come tu dici non è possibile fare una recensione online in cui si confronti la pellicola con una stampa da digitale, perchè c’è sempre quel passagio in più che snaturerebbe il confronto.
    Purtroppo non sono di Verona nè di Catania, ma so che in molti circoli di amanti di fotografia si fanno spesso confronti con sviluppi su carta fotografica di pellicole (da ingranditore) o di immagini digitali (proiezione laser).

  • # 10
    Roberto Colombo (Autore del post)
     scrive: 

    @Dreadnought

    Più che altro il post è orientato a sfatare un alcuni dei luoghi comuni sbandierati dai fan dell’una o dell’altra tecnologia, riportando al fatto che, almeno secondo me, non esista qualcosa che sia meglio in assoluto, ma che tutto dipende dalla sensibilità e dalle esigenze di ciascuno.

    Anche andare a confrontare semplicemente dal punto di vista tecnico i risultati ottenibili da digitale e pellicola potrebbe risultare fuorviante: certamente può dare un’idea delle potenzialità dei due sistemi e aiutare ad orientare alcune scelte in merito alla qualità ottenibile.

    Ma spesso il cuore di un fotografia è il processo creativo che porta il fotografo a scattare e tra pellicola e digitale possono esserci notevoli differenze e ognuno potrebbe trovarsi meglio con uno o l’altro.

    Io ad esempio ora in digitale faccio alcune foto che prima a pellicola non avrei mai fatto, soprattutto per la bassa possibilità di riuscita sulla bilancia coi costi di sviluppo: con il digitale puoi permetterti di andare per tentativi direttamente sul campo. D’altra parte gli scatti ora riesco meno a “meditarli”, per la stessa ragione, la mancanza della “ansia da risultato”. E poi è andato in gran parte perso il piacere dell’attesa, l’emozione di scoprire cosa sei riuscito ad impressionare sulla pellicola, nel momento in cui ritiravi le stampe.

    In conclusione posso dire che io sono molto democratico a riguardo: è giusto che ognuno trovi il processo e sistema di scatto che più gli è congeniale, senza che venga demonizzato per quella o quell’altra ragione tecnica. È bello discutere e confrontare le proprie idee con gli altri, non mi piacciono invece le crociate a difesa e distruzione di quel o quell’altro sistema (o tecnologia) che, purtroppo, si vedono fin troppo spesso su forum, blog e compagnia bella.

  • # 11
    Dreadnought
     scrive: 

    Ma c’è effettivamente un motivo per usare l’analogico rispetto al digitale?

  • # 12
    Roberto Colombo (Autore del post)
     scrive: 

    Dipende. A favore dell’analogico c’è soprattutto la passione di chi per anni ha scattato così e sente “più sua” la fotografia scattando a pellicola. Poi secondo me si vende ancora bene nel caso dei matrimonialisti, ho sentito alcuni fotografi che a fianco del servizio (ormai tutto digitale) proponevano la versione a pellicola (a prezzo maggiorato ;-) ).

    Per il resto, se uno ha investito in formazione, penso che il digitale possa risultare migliore, soprattutto per il workflow di post produzione, sia a livello di costi sia di possibilità creative a posteriori. Ma su questo sarebbe bello avere la voce di qualche professionista che ha fatto il passaggio o che invece ha scelto di rimanere all’analogico.

  • # 13
    Nikobeta
     scrive: 

    Un motivo per usare analogico ….
    bhè guarda qui cosa può fare una 6×6 con 45 compleanni ed una pellicola di 20 anni fà

    http://www.nikobeta.net/images/pietra_bis/PietraBismantova01_Velvia50+Rollei6x6.rar

    Io uso ormai quasi solo digitale per lavoro ed hobbie ma quando scatto sulla Rollei riprovo il piacere della foto come provavo ormai diversi lustri fà.

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