di  -  mercoledì 16 dicembre 2009

Messo in questi termini richiama alla mente un film che da bambino mi ha regalato tante emozioni (sebbene, a posteriori, abbia gridato allo scandalo per lo scempio), con uno scontro epico fra due mostri sacri dell’animazione giapponese di quel genio che risponde al nome di Go Nagai.

Sembra, infatti, che il rapporto idialliaco che aveva legato Mozilla e Google negli ultimi anni sia giunto al capolinea, e tra l’altro destinato a consumarsi nel peggiore dei modi, con accuse particolarmente pesanti.

Il la è partito dalle dichiarazioni di Asa Dozler, direttore dello sviluppo di Mozilla, che ha messo in guardia da possibili violazioni della privacy derivanti dall’uso dei motori di ricerca, citando esplicitamente Google e invitando a passare al concorrente di Microsoft, Bing, suggerendo l’uso di un’apposita estensione per FireFox.

Che Google sia nel mirino riguardo alla privacy è cosa arcinota, com’è anche noto che le stesse accuse siano da tempo immemore rivolte a Microsoft, per cui lascia un po’ interdetti questa presa di posizione a favore di quello che, inutile negarlo, per tanta gente ha rappresentato e rappresenta il male assoluto (che sia giunto il momento di cambiare?).

Evil Google

Finora Google e Mozilla sono andate d’amore e d’accordo, accomunate da una lotta contro il gigante di Redmont sul terreno dei browser, col colosso di Mountain View impegnato in sostanziosi finanziamenti al progetto del panda rosso e con l’obiettivo di erodere consistenti quote di mercato al famigerato Internet Explorer.

Il colpo assestato da Dozler al principale business di Google, quello della ricerca online che le ha permesso di diventare il rivale numero uno di Gates e soci, rimane poco comprensibile nell’ottica della sola privacy perché, come ho già scritto, si tratta di un tema di cui si parla da tempo e suona strano che sia repentinamente diventato così importante per questo personaggio, tanto da portarlo a un gesto decisamente eclatante.

A mio avviso le cause non riguardano la riservatezza, che rappresenta più che altro un comodo appiglio per tirare la stoccata, ma sono da ricercarsi altrove, in particolare in Chrome, browser realizzato proprio da Google e che, per ovvie ragioni, si pone in diretta concorrenza col prodotto che per diversi anni ha rappresentato la punta di diamante di Mozilla.

Giunto di recente alla versione 4 (è in fase di test, ma non durerà molto), da pochi giorni è stata finalmente rilasciata una versione beta anche per Linux (ma non per Mac), di così buona fattura da aver già fatto proseliti. Un mio collega, dichiaratamente Google-dipendente, ha abbandonato FireFox per il nuovo arrivato: troppo comodo utilizzarlo per tutti i servizi online che BigG mette a disposizione (come dargli torto?).

Che questo progetto stia particolarmente a cuore a Google (operando nel settore delle ricerche online, per forza di cose ha a che fare principalmente coi browser) risulta evidente dal fatto che in poco tempo siamo passati dalla prima e farraginosa versione, alla quarta; non che i browser si “misurino” col numero di versione, sia chiaro, ma dimostra l’impegno profuso.

D’altra parte Chrome è, a sua volta, il cuore di Chromium OS, sistema operativo totalmente web-oriented sviluppato dalla stessa casa, destinato a sua volta a scontrarsi col dominatore finora incontrastato (Windows), anche se con risultati tutti da verificare.

Chrome 4 porta con sé, oltre a una maggior velocità di rendering (che non guasta mai anche nell’era delle ADSL), una delle caratteristiche che ha sempre contraddistinto, nel bene e nel male, FireFox e che l’ha reso così famoso e apprezzato: il supporto alle estensioni, che è decisamente maturato e ne sono già disponibili un buon numero.

Non che il concetto sia nato con questo browser, ma per come è stato realizzato certamente è il più noto e apprezzato dagli sviluppatori (spesso improvvisati, purtroppo), che si sono prodigati fornendone centinaia a coprire gli interessi più disparati, permettendo d’integrare funzionalità assenti o scarsamente coperte alla nuda installazione.

Da programmatore sarà interessante analizzare il loro modello di programmazione. Perché non è sufficiente permettere di scriverne, ma anche il come ciò avviene: buona documentazione, esempi e semplicità implementativa sono caratteristiche che possono favorirne l’adozione e orientare le preferenze di chi, alla fine, deve pur sempre scrivere il loro codice.

E’ fin troppo chiaro, quindi, che Chrome, da esperimento di qualche sviluppatore interno, stia diventando ormai un temibile avversario non soltanto per IE, ma per lo stesso FireFox, per cui le lamentele di Dozler appaiono fondate… se lette in questo modo.

Non è difficile pensare che, con l’enorme potenza di fuoco rappresentata dai suoi servizi online, Google possa velocemente imporre il suo gioiello, e a farne le spese dopo IE sarebbe sicuramente FF, che occupa saldamente la seconda posizione (e in Europa la prima, a quanto pare).

Singolare è, però, il comportamento di BigG, che sponsorizza apertamente e in bella vista Chrome su YouTube, ma non fa altrettanto sul suo portale principale (quello delle ricerche), dove al momento appare, ogni tanto, un piccolo riferimento a Google Earth. Eppure, essendo il sito più visitato al mondo, un po’ di pubblicità proprio in questo posto sarebbe utilissima per favorirne la diffusione.

Sarà forse perché pubblicamente continua ancora a finanziare FireFox, sarà perché (se la memoria non m’inganna) fino a poco tempo fa sulla stessa pagina pubblicizzava FireFox, ma se, come sembra, BigG ha deciso di puntare sul suo progetto per la navigazione su internet, dovrebbe dare un segno chiaro e di discontinuità col passato piazzando un avviso a favore di Chrome sul sito principale.

Nel film d’animazione lo scontro fra il Grande Mazinga e Goldrake si chiudeva coi robottoni che incrociavano le celeberrime spada diabolica e alabarda spaziale, e la voce del narratore che ricordava che nessuno era sopravvissuto alla prima. In realtà, e andando a visionare le caratteristiche tecniche, il secondo era superiore rispetto al primo. E nella nostra, di realtà, Mozilla è paragonabile a un moscerino rispetto al colosso che è diventato ormai da tempo Google…

28 Commenti »

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  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    Un solo piccolo appunto all’articolo (ben strutturato come al solito): ho appena provato ad accedere al portale google.it ed in alto a destra appare il link per scaricare Chrome…

  • # 2
    n0v0
     scrive: 

    e comunque io preferivo Goldrake ;-)

  • # 3
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Alberto: strano. Fino a ieri sera ho controllato (ovviamente, altrimenti avrei preso un granchio colossale :D).

    Adesso ho notato che alcune volte appare, altre no, e solo con Internet Explorer 32/64 bit (con Opera e FireFox no).

    @n0v0: idem. :-P

  • # 4
    Alberto
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Ho provato solo perché avevo notato il link di sfuggita negli ultimi giorni e volevo un ulteriore conforma che le mie non fossero traveggole. Ora che ci penso, uso Snow Leopard (con Safari), Google ha appena rilasciato Chrome Beta per MacOS…1+1=2?
    Ad ogni modo l’articolo è valido, pure se indebolito nella conclusione. :-D

    @n0v0 e Cesare Di Mauro

    E allora siamo in tre! ;-)

  • # 5
    Cristian
     scrive: 

    Non è “volpe rossa”, ma un’altro nome per indicare il panda rosso:

    http://www.mozilla.org/projects/firefox/firefox-name-faq.html

  • # 6
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @Alberto: io ho usato Windows. Con la beta per OS X, Google dimostra di portarsi avanti molto velocemente con questo prodotto; come previsto.

    Per quanto riguarda la conclusione (Goldrake è sicuramente superiore e non si discute :D), considera che usando FireFox tuttora non viene visualizzato nessun invito a scaricare Chrome, per cui ancora non c’è quella discontinuità di cui parlavo.

    @Cristian: vero. Sistematicamente li confondo. Correggo subito. Grazie per la segnalazione.

  • # 7
    pol
     scrive: 

    Mah… sono stato ad Hannover allo zoo… ho visto con i miei occhi un Firefox… ed era un Panda piccolo e rossiccio… non una volpe :)

    Per il resto mi risulta difficile commentare l’articolo essendo un utilizzatore di Opera :P Di google posso dire solo che effettivamente sto notando (idea mia personalissima) una certa “aggressività”, vedi books vedi navigatore, cellulare, so, ecc ecc. Non mi soprenderei se tra un decennio fosse visto come il “nuovo diavolo” al posto “dell’attuale diavolo” MS. Imho sono aziende che più si fanno la guerra tra di loro e più io ho scelta :)

    (peccato che come dici tu mozilla sia un po’ piccolina per combattere ad armi pari)

  • # 8
    Federico
     scrive: 

    Il link verso Chrome appare con FF3.6b4, non appare con Opera10.

  • # 9
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Ho fatto parecchie prove con FF 3.5.2 e non mi è mai apparso.

    Molto strano questo comportamento…

    @pol : felicissimo utente di Opera anch’io. ;)

  • # 10
    Antigoriu Masudda
     scrive: 

    E’ verissimo… non dimentichiamo però che anche un moscerino, se pizzica nel punto giusto, è in grado di mettere in fuga un elefante…

    Ottimo articolo (come sempre).

    Ciao!

    :-)

  • # 11
    densou
     scrive: 

    sempre tutti a dire ‘panda rosso’ o ‘volpe rossa’ quando esiste anche l’opzione C (mai sentito parlare di un certo libro chiamato “Firefox”, forse i più si ricorderanno la trasposizione su grande schermo da parte di C.Eastwood) :D

  • # 12
    goldorak
     scrive: 

    Mozilla e’ in una situazione alquanto precaria perche’ buona parte del suo finanziamento viene da Google. Detto questo, non penso che Chrome possa costituire una valida alternativa a Mozilla o a qualunque altro browser serio.
    Chrome e’ talmente ridotto all’osso che e’ si veloce nell’esecuzione di codice javascript ma per il resto lasciamolo li’ dov’e’.
    Poi Google potra’ pure essere il diavolo, ma e’ un diavolo che cerca di imporre standard aperti e quindi a mio modo di vedere una scelta di gran lunga piu’ accettabile di Microsoft e il suo web/tecnologia proprietarie.
    Andando piu’ in la’ se a uno non piace piace google, puo’ sempre cambiare motre di ricerca e browser. E il tutto continuera’ a funzionare senza problemi. ^_^

    Ps: Tutti sanno che Goldrake e’ di gran lunga migliore dei vari Mazinga e Mazinga Z lol.

  • # 13
    zephyr83
     scrive: 

    Anche io preferivo goldrake :D
    Cmq il pericolo maggiore per mozilla è che google smetta di finanziarla (o riduca di mooooooolto il proprio apporto). Però nn capisco che senso abbia appoggiare microsoft!!! è un contro senso!!!! a meno che stiano preparando qualche accordo particolare cn microsoft!!

  • # 14
    RSV4
     scrive: 

    Il problema dunque è che senza i soldi di Google Mozilla non riuscirebbe a sviluppare Firefox?
    Mi sembra la stessa lamentela che ho sentito su MySQL, che non potrebbe sopravvivere senza i soldi di Sun o Oracle.
    Questi casi fanno riflettere sulla sostenibilità del free software.
    Ricordo intere discussioni su hwupgrade in cui i sostenitori dell’open source proclamavano che è un metodo di sviluppo superiore, che grazie ai milioni di programmatori che ci lavorano permette di avere software migliori e innovativi, che evolvono piu velocemente e i cui bug vengono risolti in tempi fulminei.
    Queste fantasie sono smentite clamorosamente dai fatti ora che queste stesse persone implorano il sostegno economico di qualche colosso perche altrimenti non sono capaci di andare avanti da soli, mentre Opera se la passa egregiamente con un fatturato di 500 milioni all’anno.

  • # 15
    Fabio S.
     scrive: 

    Personalmente non credo che Firefox voglia contrastare Chrome, in quanto lo stesso discorso si potrebbe fare all’opposto con Microsoft ed Explorer, dove oltretutto si concentra la maggior parte di utenti. Comunque vedo più problemi di privacy con il nuovo servizio DNS di Google rispetto al “semplice” servizio di ricerca.

    Riguardo alla “lentezza” di Firefox, credo sia un problema di estensioni o qualcosa del genere perché uso IceCat ed è (a mio avviso) decisamente più reattivo, nonostante partano dalla stessa base.

  • # 16
    zephyr83
     scrive: 

    @ RSV4

    scusa in cosa sarebbero clamorosamente smentite dai fatti? anzi tutto il contrario! Il metodo di sviluppo è superiore eccome! Ma questo che c’entra cn la sostenibilità di un’azienda? Mozilla punta tutto su quello, microsoft e google no! cmq ci sn anche tante aziende fallite nella storia che però nn hanno mai fatto ricorso all’open source!

  • # 17
    D
     scrive: 

    “Il metodo di sviluppo è superiore eccome!”

    Ma se rischia di non sopravvivere non appena la grossa multinazionale stacca la spina, sicuramente c’è qualcosa che non va. A casa mia, una cosa “superiore” è in grado di superare di slancio problemi di questo tipo.
    Effettivamente non appena viene a mancare l’ossigeno, ci si attacca ai gadget promozionali che pagano a malappena la banda per il server.

  • # 18
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @densou: se bisogna “pensare in russo” allora siamo sulla stessa linea. :D

    @goldorak: però con le estensioni, può integrare tutto ciò che gli manca.

    @zephyr83: Dozler ne fa un problema di privacy, e da questo punto di vista ha le sue ragioni. Ecco perché “appoggia” MS.

    Ma la privacy, come dicevo nell’articolo, a mio avviso è soltanto un paravento dietro il quale si nascondono i forti mal di mancia causati dalla presenza di Chrome, che si fa sempre più agguerrito.

    @RSV4, zephyr83 e D: premetto che l’articolo NON voleva assolutamente porre la questione sul piano “modello di sviluppo open source & sostenibilità”. Anche perché Chrome è pur sempre un progetto open source, per cui si tratterebbero di uno scontro fra “fratelli”. :P

    Sull’argomento che avete citato ho avuto modo di pronunciarmi, parzialmente (perché non ho fatto nessun confronto sul piano “modello di sviluppo superiore”), in questo http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2098404 thread (i messaggi sono ovviamente dell’utente cdimauro) del forum di Hardware Upgrade.

    In tutta onestà avevo pensato di realizzare un articolo in proposito, in modo da aprire un dibattito pubblico, ma non so se il sia il caso, visto che le mie tesi le trovate già scritte e non so se si potrebbe aggiungere altro.

    A ogni modo si tratta di un argomento che NON riguarda il pezzo che ho scritto adesso, e per cui preferirei che non si uscisse fuori da tema. ;)

  • # 19
    zephyr83
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Scusa ma questo cosa c’entra con il metodo di sviluppo???? Proprio niente!! Il programma può essere superiore ma se l’azienda nn riesce a reperire i fondi (o nn è in grado) è un altro conto! quante software house sn fallite o assorbite da altre anche cn prodotti validi? Tra l’altro chrome è basato su webkit che è OPEN SOURCE….altra dimostrazione che il metodo di sviluppo funziona e può anche essere superiore.
    Nn mi vorrai dire che sul mercato si è sempre imposto il prodotto migliore……la storia è piena di casi dove è avvenuto proprio il contrario!

  • # 20
    goldorak
     scrive: 

    Cesare di Mauro ha scritto :

    “@goldorak: però con le estensioni, può integrare tutto ciò che gli manca.”

    Vero, ma se copia dev’essere mi spieghi perche’ uno che usa Firefox dovrebbe abbandonare la nave per usare un browser che ne’ piu’ ne’ meno sarebbe uguale al panda rosso ?

    Tra l’altro io non ho mai capito questa insistenza “patologica” sulle estensioni. A sentire tutti quelli che usano Firefox lo fanno perche’ ci sono le estensioni. Poi scavi un po’ in profondita’ e ti accorgi che sono soltanto 2 le estensioni piu’ usate (noscript e adblock). Quindi come vedi anche tutta questa scelta nelle decine, centinaia di estensioni e’ molto fumo e poco arrosto.

    Personalmente credo che la maggioranza di quelli che usano Firefox (e che da tempo non sono piu’ i geeks) e’ gente che ne ha le @@ di IE e di tutti i problemi annessi e connessi.
    E per questo target e’ difficile farli cambiare browser solo perche’ ce’ un nuovo in dirittura di arrivo.

  • # 21
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    @zephyr83: mi sa che a questo punto lo farò l’articolo, così almeno ne parliamo in un contesto appropriato e lasciamo in pace questo. :D

    Solo un appunto: WebKit è, sì, open source, è vero che deriva da KHTML, ma è nato e stato portato avanti da un’azienda privata che ha messo i soldini per fallo diventare quello che è. E sai benissimo che Apple tutto è, fuorché contenta di realizzare progetti open source: è il simbolo della casa chiusa su tutti i fronti (hardware e software).

    Questo giusto per puntualizzare. Per il resto ne parleremo in un futuro articolo, che è meglio. ;)

    @goldorak: guarda, con me sfondi una porta aperta. Io non uso né FireFox né Chrome, perché non vedo in loro nessun valore aggiunto.

    Già dopo l’installazione con Opera ho un browser snello, veloce, e che ha tutto ciò che serve a un navigatore navigato (scusa la ripetizione :D) e non.

  • # 22
    zephyr83
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Aspetto l’articolo ma continuo a nn capire cosa c’entrano i soldi con il metodo di sviluppo open source! certo apple ci ha investito molto ma sempre di progetto open source parliamo! Netscape Communications è fallita lo stesso eppure il suo browser nn era open source ed era anche superiore alla concorrenza. Se mozilla nn riesce a sopravvivere senza google il problema è di mozilla nn dello sviluppo di firefox!

  • # 23
    Amdrea
     scrive: 

    C’è una piccola differenza tra la privacy di google e gli altri… google vive di pubblicità e ha bisogno di tonnellate di dati per i suoi tool pubblicitari (ricerche di mercato, statistiche, algoritmi ecc…).

  • # 24
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Nessuno lo mette in dubbio. Ma bisogna anche vedere cosa ci fa con quei dati, oltre ai casi che hai citato.

  • # 25
    Santiago
     scrive: 

    scusate interrompo un attimo per aggiungere CUPS, il programma che gestisce le stampanti anche su distro linux (vedi Ubuntu).
    CUPS sta per Common Unix Printing System, sviluppato dalla Apple Inc. con licenza GNU..

    Dico solo questa veloce ma la lista è lunga e suscita anche stupore, credo che non sia vero che apple non è contenta a scrivere progetti opensource.

    Un po’ di info non viene mai male ;)

  • # 26
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Questo lo fa esclusivamente se vede un ritorno. Rilascia CUPS, e i driver per le stampanti glieli scrivono gli altri.

    Ti risulta abbia mai rilasciato i sorgenti di Aqua, ad esempio?

  • # 27
    Santiago
     scrive: 

    E quindi il metodo open di sviluppo è meglio di quello closed, poi possiamo dire che apple cosi risparmia ma resta sempre il fatto che sia meglio da quello closed(in questo caso circoscritto di CUPS). E quindi i soldi centrano fino a un certo punto. Io concordo con zephyr83.
    Ma sinceramente sappiamo, o so, come la pensi al riguardo. Quindi un articolo in più ribadirebbe solo il concetto senza, forse, nessuna novità.

    Per tornare in topic io credo che la lamentela di firefox sia dovuta in gran parte al problema della privacy, e in maniera velata c’è anche una minima scocciatura per chrome. Diciamo che le questioni di fondono insieme.

    Io vedo nella privacy un argomento interessante, google dopotutto sta diventando sempre più potente e fa preoccupare. Anche perché, che lo vogliamo o no, in futuro il cloud computer prenderà il sopravento, per questo è necessario preoccuparsi della sicurezza dei nostri dati.

    E seguendo questo filo logico se ci pensate google prima indicizza, poi crea un browser, e poi se per caso non usi il suo browser e scrivi gli indirizzi direttamente nella barra di ricerca così che google non venga a sapere dove vai, ecco che compaiono i DNS di google.

    E quindi per chi vede un progetto machiavellico (che forse esiste forse no) nel quale google diventa un contenitore onnipotente del web, il suo browser è parte di questo progetto. Per questo credo che la questione privacy/Chrome siano fuse.

    A la prossima!

  • # 28
    Cesare Di Mauro (Autore del post)
     scrive: 

    Interessante e condivisibile prospettiva, ma Google non è da adesso che è accusata di attentare alla privacy.

    Le esternazioni di Dozler arrivano in un momento in cui Chrome ha acquisito una buona quota di mercato (eccellente, se consideriamo quanto poco tempo ha impiegato), è arrivato (anche se in beta) per Linux e qualche giorno fa anche per Mac, ed è stato presentato Chrominum OS, che non è certo basato su FireFox.

    Insomma, puzza un po’ questa drastica presa di posizione, per giunta a favore dell’odiato nemico…

    P.S. Su Apple risponderò prossimamente.

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