di  -  martedì 8 dicembre 2009

Ci sono alcuni casi di cronaca che immediatamente attirano l’attenzione vagamente macabra dell’opinione pubblica, fenomeno che non si capisce bene se sia la causa o l’effetto di altrettanto perverso interesse da parte dei media, con la televisione in prima fila.

Porta a Porta con i suoi plastici passati alla storia, e Matrix, ed il codazzo di trasmissioni pomeridiane di pseudo-informazione rovistano tra le pieghe delle indagini, danno voce ad esperti criminologi, e più o meno lontani parenti dei protagonisti delle viende giudiziarie.

Informazione appunto, ricostruzione della realtà. Sicuri che sia tutto qui, e che gli effetti siano proprio quelli attesi?
Porta a Porta è stata definita “la terza Camera”, per la rilevanza che assume nello svolgimento del pubblico dibattito politico. Allo stesso modo non sarebbe sbagliato definire come un ulteriore grado di giudizio, quello che viene rappresentato dai media, rispetto alle aule di tribunale.

amanda_knox

Twitter, in questo caso funge da cartina al tornasole, essendo uno canale su cui la conversazione ed il dibattito si costruisce collettivamente. Un caso come quello dell’omicidio di Meredith Kercher si presta in maniera particolare a questa analisi, poiché vede coinvolte tre diversi Paesi, con altrettante prospettive e sistemi dei media.

“Amanda Knox” infatti è stato un trending topic, la settimana scorsa, ovvero uno dei termini più twittati, anche perché non se ne è parlato solo in Italia, ma come è facile immaginare, anche in UK ed USA.

Non può passare inosservato il fatto che puntualmente l’opinione pubblica delle tre nazioni abbia preso le posizioni corrispondenti a quelle dei propri concittadini coinvolti: l’Italia si è divisa tra innocentisti e coloro che ritengono i due imputati colpevoli, gli inglesi considerano per lo più Amanda colpevole, ma non mancano di criticare l’ambiente universitario perugino, e la maniera in cui sono state condotte le indagini, negli Stati Uniti, ritengono Amanda innocente, tanto che persino Hillary Clinton si sta mobilitando.

Possibile che una rappresentazione del medesimo caso che si presuppone sia avvenuta senza pregiudizi, abbia prodotto effetti così diametralmente opposti? La spiegazione di questo fenomeno, è da ricercare nella maniera in cui il caso è stato raccontato, oppure nell’orientamento di partenza dell’opinione pubblica dei tre Paesi, comprensibilmente più inclini ad immedesimarsi e quindi simpatizzare per il proprio concittadino?

Domande a cui dare una risposta non è così semplice come potrebbe apparire, ma personalmente credo che i giornalisti dovrebbero parlare dei casi giudiziari con molta attenzione e senza drammatizzazioni (nel senso di rappresentazioni drammatiche), invece i programmi di intrattenimento farebbero bene ad evitare del tutto l’argomento, se non altro per rispetto delle persone coinvolte. D’altronde, fino a quando l’Auditel darà loro ragione, continueremo a vedere plastici, e a sentir parlare opinionisti di casi giuridici in corso, così come la domenica sera guardiamo la moviola delle partite di calcio.

6 Commenti »

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  • # 1
    mede
     scrive: 

    il giornalismo era una nobile arte, quando le società hanno perso il significato della parola “lealtà” come valore, abbiamo perso anche la figura del giornalista, come un qualcuno che ha una reputazione e un’onestà intellettuale da difendere, piuttosto che una posizione, o un posto di lavoro.
    Ci sono certi articoli sui giornali italiani… basta farsi un giro delle maggiori testate su internet… agghiaccianti. I telegiornali sono ancora peggio da anni e anni.

    quando i giornalisti incominciano a schierarsi è la fine dell’informazione. se vi guardate la BBC c’è da mettersi a piangere per come sono fatti i nostri telegiornali.

  • # 2
    Roberto
     scrive: 

    Perchè, la BBC sarebbe neutrale?

    Il giornalista non può essere neutrale, può solo essere intellettualmente onesto, riportare i fatti… ma quando esprime un giudizio, esso è per definizione non neutrale.

  • # 3
    flic
     scrive: 

    Il problema non è solo la neutralità. Qui in italia stiamo assistendo a deliberati “attacchi” fatti di chiacchiere spesso non verificate o palesemente false e lesive dei minimi diritti alla privacy. La battaglia politica si è spostata sulle testate giornalistiche in un modo che ritengo vergognosamente pericoloso. Ritengo altrettanto vergognoso “aiutare” la pluralità delle testate con i soldi pubblici se queste devono svolgere il loro lavoro come stanno facendo in questi ultimi tempi.

  • # 4
    ambro91
     scrive: 

    Un giornalista dovrebbe riportare i fatti, può dare anche una propria interpreatazione alla vicenda, premesso però che questa resti confinata a “opinione” e non diventi la parte principale dell’articolo rispetto alla mera rappresentazione dei fatti.

    Inotlre bisognerebbe evitare di spettacolarizzare i fatti di cronata, ricordo ancora le immagini delle file davanti al tribunale durante il processo della Franzoni, per il delitto di Cogne. Li Vespa si era sbizzarrito con i plastici, sabot e mestoli.

    Non è una questione di “neutralità”, ma come ha giustamente detto roberto, deve essere intellettualmente onesto. Purtroppo il pubblico non “gradisce” quel tipo di informazione, allora “giustamente” il giornalista si adatta.

  • # 5
    tmx
     scrive: 

    Solo a me pare che questo accanimento verso vicende particolarmente morbose (cogne, garlasco, meredith…) servano soprattutto a distrarre le masse dai problemi “reali”?

    O, più semplicemente, tutto ciò che si avvicina o abbassa il minimo comun denominatore delle azioni e dei sentimenti umani (che siano volgarità, violenza, o atrocità come in questo caso) fa “sentire meglio” le persone con sè stesse in quanto possono sentirsi superiori e riderne, o fortunate perchè non sta capitando a loro; o ancora ammicca a una qualche loro recondita frustrazione che vorrebbero sfogare, magari senza saperlo (vedi violenza).

    E così il minimo comun denominatore fa audience, e l’audience vende spazi pubblicitari, e la tv in fondo non è molto più di questo…

  • # 6
    mede
     scrive: 

    ma infatti non ho mai detto che la bbc sia neutrale, non c’è bisogno di essere neutrali per essere onesti e leali. è proprio questo il problema. qui in italia si pensa che bisogna mantenere la propria posizione politica, non fornire notizie, dunque inventare e costruire ad hoc per creare finte notizie per plasmare l’opinione pubblica è la norma.
    Alla BBC ti spiegano per qualche minuto quello che cavolo succede nel mondo, vedi afghanistan, africa, iraq. qui ce ne ricordiamo solo quando muore qualche italiano. per il resto c’è solo un accenno senza alcun approfondimento. è semplicemente ridicolo. un giornale deve dare le notizie non seguire l’auditel.

    qui ci concentriamo sui fatti di cronaca per non parlare di quello che succede all’umanità.

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