di  -  venerdì 4 dicembre 2009

Verso la metà del 1995, una campagna marketing da 300 milioni di dollari si prepara a investire il mondo intero dichiarando, in modo più netto che mai, l’apertura di quel cammino che porterà il computer a far parte della vita quotidiana di una consistente fetta del genere umano.

Il fulcro di questa rivoluzione è un’azienda statunitense basata a Redmond, fondata circa vent’anni prima da un manipolo di giovani imprenditori fra cui un certo Bill Gates – il geniale nerd con la mania del poker.

Fino al 1995 l’importanza di Microsoft sul mercato è rilevante ma non dominante: molti altri player si contendono il primato, chi provenendo dal mondo hardware, chi da quello del software, chi – come Apple ed IBM – da entrambi.

Col lancio di Windows 95, un OS grafico di nuova generazione destinato al PC IBM compatibile, per Microsoft si apre un percorso che porta al dominio non solo del mercato software, ma del mondo PC in generale, laddove il PC rappresenta oggi il perno dell’intero mercato informatico in quanto a volumi e valore aggiunto.

A quali fattori è dovuto il folgorante successo di Windows 95? Fattori legati al prodotto, alla sua promozione, o piuttosto alla commistione fra l’evoluzione dello scenario e la prontezza di Microsoft a intuire i trend di mercato? Scopriamolo insieme in questa nuova puntata dell’appuntamento settimanale dedicato alla paleontologia tecnologica.

windows95

Come avrete intuito, il successo di Windows 95 è fondato, più che sulla bontà del prodotto o sulla sua martellante promozione, sul terzo fattore indicato: l’evoluzione dello scenario informatico e la capacità di Microsoft di interpretare i bisogni del mercato.

Windows 95 inizia il suo percorso di sviluppo nel 1992, in piena epoca Windows 3.x – il primo OS della famiglia Windows a valicare la soglia della decenza. Dovrebbe debuttare sul mercato un anno dopo, chiamarsi Windows 93, offrire molti aggiornamenti “sotto il cofano” ma una sostanziale continuità sul fronte della GUI.

Lo sviluppo si protrae oltre i tempi previsti, la nuova GUI diventa parte integrante del progetto – verrà integrata anche nel successivo Windows NT 4 (1996) – e, dopo un elevato numero di versioni beta, Windows 93 diventa Windows 95, e debutta sugli scaffali nell’agosto del 1995, come aggiornamento dei sistemi basati su Windows 3.11 e in bundle con i nuovi PC.

Come accennato, la campagna di lancio di Windows 95 è a dir poco titanica, probabilmente la più grande che la storia informatica abbia conosciuto.

Per il mondo occidentale non c’è praticamente verso di scampare alla colossale ondata di hype che dirama da Redmond, ma è nel Nord America che hanno luogo le azioni più eclatanti: affissioni formato gigante, una decorazione luminosa dell’Empire State Building di Manhattan, enormi scatole che invadono i punti vendita, e una canzone dei Rolling Stones a fare da colonna sonora al famoso spot del lancio – forse il più azzeccato della storia di Microsoft.

Come dicevamo, il successo di Windows 95 – che sul mercato spopolerà – arriva da molto più lontano della munifica campagna di lancio. Per colpo di genio o di fortuna, Windows 95 debutta a un anno di distanza dalla nascita del World Wide Web di Tim Berners-Lee e cavalca, oltre che il boom del PC, anche la crescente rilevanza sociale e culturale del Web.

L’interfaccia semplificata di Windows 95 è una risposta convincente e dall’ottimo tempismo, alla crescita del mercato PC al di fuori degli ambiti di applicazione tipicamente business che ne hanno contraddistinto i primi passi.

Non è azzardato affermare che, se con l’accordo con IBM per la vendita in bundle di MS-DOS, Microsoft ha messo un sigillo sul mercato business, con Windows 95 ha posto sotto il proprio segno il mercato consumer, mettendo a pieno frutto la sua storica pressione a favore della piattaforma aperta PC IBM compatibile (qui un approfondimento sul tema).

Oltre che sigillare il dominio di Microsoft sul mercato informatico, Windows 95 segna dunque l’apertura di una seconda età dell’oro del personal computer.

Dal punto di vista tecnico tuttavia, l’OS lascia molto a desiderare, particolarmente sul fronte della stabilità. Ricordo con un mal di pancia che supera di gran lunga la spinta nostalgica, le proverbiali schermate blu, le frequentissime reinstallazioni con relativa perdita di dati, il fattore “cu” richiesto nell’aggiornamento di qualsivoglia driver di periferica, il rapporto di amore-odio con l’interfaccia MS-DOS integrata.

Windows 95, capostipite di una famiglia di OS consumer che vedrà presto la nascita dei più fortunati eredi – perlomeno dal punto di vista tecnico – Windows 98 ed SE, è in effetti preso fra due esigenze di segno opposto: da una parte il bisogno di creare un OS moderno per il crescente mercato consumer (dopo soli 10 anni dal debutto dell’Amiga, il pre-emptive multitasking arriva agli utenti finali MS), capace di sfruttare al meglio le innovazioni nella gestione della memoria introdotte dall’architettura Intel 386 (1984!) e successive, dall’altra l’urgenza di mantenere aperto un fronte di retrocompatibilità con il mondo MS-DOS.

Dal conflitto di queste due esigenze risulta inevitabilmente un OS tecnicamente mediocre – un vecchio adagio recita che Windows 95 sia la versione beta del 98, tesi che rifiuto dopo aver sacrificato innumerevoli ore di sonno anche per recuperare i crash del 98 – che solo una quasi completa riscrittura, avvenuta col succedersi delle release, riesce a migliorare.

Non a caso Microsoft, dopo aver tenuto separata la famiglia consumer (9X) da quella destinata al business (NT), riunificherà sotto il segno di NT la sua intera offerta OS, raggiungendo così un livello di stabilità impossibile per la famiglia 9X.

Dopo quasi quindici anni tuttavia, con le notti passate a formattare ormai a distanza di sicurezza,  anche a Windows 95 possiamo dedicare un po’ di nostalgia: dopotutto destreggiandosi fra i suoi proverbiali crash, un’intera generazione di smanettoni si è fatta le ossa.

65 Commenti »

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  • # 1
    goldorak
     scrive: 

    Quanto tempo e’ passato ^_^ .
    Per me Windows 95 (versione oem con un pc a base di pentium 75) ha rappresentato l’ingresso in quel mondo delle interfacce grafiche che gli Apple avevano gia’ da tempo.
    Fu un upgrade strepitoso passare da un pc con sistema GEM in multiboot con svariate versioni del dos (uno della digital research, e un’altro della ibm) a windows 95.
    Che poi windows 95 risultasse instabile, pieno di schermate blu, drivers a dir poco scandolosi, un so che di 32 bit aveva soltanto il nome beh glielo possiamo pure scusare lol.

  • # 2
    Giulio
     scrive: 

    Windows 95 nonostante i suoi difetti ha lanciato l’interfaccia grafica basata su taskbar + start button…

    Non a caso molti dei desktop manager esistenti si basano su di essa.

    E di rivoluzioni secondo me, ce ne sono state poche da allora.

  • # 3
    RSV4
     scrive: 

    Sarebbe stato bello se Microsoft nel 1993 avesse rilasciato una versione di Windows per il mercato consumer basata sull’appena Windows NT 3.1 anziche evolvere la serie di sistemi basata su DOS (Win 95/98/ME).

    Ho letto di alcuni autori che pensano che questo fosse stato il piano desiderato della Microsoft, ma che hanno abbandonato l’idea di portare un moderno OS a 32 bit sui PC per il fatto che era piu pesante, avido di memoria e che la maggior parte degli utenti sarebbe stata riluttante a passare dal vecchio DOS a 16 bit che conoscevano da decenni a uno completamente diverso.
    Per questo NT è stato inizialmente relegato al mercato business mentre per il mercato consumer hanno creato Windows 95.

  • # 4
    eema
     scrive: 

    se quello vi fa venir nostalgia ve la faccio passar subito :P
    http://www.youtube.com/watch?v=ghBB3LmNqh0

  • # 5
    RSV4
     scrive: 

    Windows 95, fra crash e leggenda

    l’ho notato solo ora, è proprio azzeccato il titolo!

  • # 6
    io
     scrive: 

    ho un buon ricordo di windows 95, preinstallato su un notebook Oyster, pagato all’eopca quasi 7 milioni di lirozze…
    l’ho usato per lavoro, sviluppando in delphi, c e clipper, e per gioco, fino all’uscita di win98
    Su quella macchina il sistema era stabile e affidabile e mi ha permesso di guadagnarmi una degna pagnotta negli anni in cui l’ho utilizzato. Mi dispiace per chi ha avuto un’esperienza negativa

  • # 7
    The3D
     scrive: 

    La cosa + bella che ricordo di windows 95 era lo stupendo video di happy days incluso nel CD :D. Per il resto ho solo brutti ricordi

  • # 8
    sam
     scrive: 

    @eema
    già dalla presentazione si era capito che il principale problema erano i driver delle periferiche.
    Io sono nato informaticamente su Win95 su Pentium75 (credo fosse un classico per chi era alle prime armi) e ricordo ancora che ogni volta che reinstallavo i driver della scheda grafica (dopo format) non sapevo mai come sarebbe finita. 1 volta su 3 mi troovavo a dover combattere con la famosa schermata blu. Il fatto è che a volte bisognava installare i driver in un ordine preciso.
    Ricordo inoltre la progressiva perdita di stabilità del sistema a causa dell’installazione di programmi scritti male, che costringevano l’utente a progressivi formattazioni. Mi chiedo come in quel periodo Microsoft non avesse perso di credibilità presso i propri clienti. Forse perchè era l’unica azienda sul mercato che offriva un sistema operativo user-friendly che non costasse un occhio nella testa. O forse perchè era un sistema facilmente piratabile…

  • # 9
    Gurzo2007
     scrive: 

    quanti ricordi..cmq concordo con sam….molti dei problemi di windows ancora oggi sono dovuti a driver e programmi scritti alla pene di seguggio da parte di terzi…

    o come le ultime inutiliti dei vari oem…

  • # 10
    luca
     scrive: 

    Grandioso il 3d movie maker!
    Lo vorrei proprio riprovare…
    Se non erro era parte della serie MS for kids, insieme a Creative Writer e Fine Artist.

  • # 11
    Giovanni
     scrive: 

    L’ho usato soprattutto per giocare

  • # 12
    erasmusjam
     scrive: 

    Il negozietto di informatica sotto casa riuscì a procurarmi la versione Beta di Windows 95, si chiamava Chicago, e la installai con successo sul mio 486 dx4…Ricordo come se fosse ieri il mio entusiasmo di dodicenne e la sensazione di assistere ad una vera e propria rivoluzione. Poi arrivò Internet Explorer 4 e l’integrazione (forzata) con il desktop, la guerra con Netscape, le prime connessioni ad internet (al liceo avevamo una dial-up condivisa da 20 computer!) e Windows 98, che in particolare nella seconda edizione rappresentò il punto massimo raggiunto nel mercato consumer da MS nell’era pre-NT. Certo oggi è facile dire che quei sistemi operativi erano dei colabrodo…ed effettivamente è così. Ma tutto sommato con 32 MB di RAM si lavorava alla grande, e se andiamo ad indagare, con una skin un po’ più moderna molti non si accorgerebbero della differenza rispetto ad un XP o Vista.

  • # 13
    simon71
     scrive: 

    ricordo ancora il passaggio in ditta da Windows 3xxx a 95, quasi immediato..
    La nascita degli OS moderni, e questo è incontrovertibile, graficamente e non superiore al System di Apple..
    Si dovrà attendere lo sviluppo di Linux (Gnome e Kde) e OSX per raggiungere e superare (Imho) Windows..Certo che però NT (che ho avuto in verie versioni) era un altro pianeta…Ma all’epoca solo pochi lo avevano sulla scrivania di casa….

  • # 14
    noobslayer
     scrive: 

    Lavoro da 20 anni nell’IT, sia come tecnico che come commerciale,e vorrei spezzare una (piccola) lancia in favore di 95.
    Ok era tutt’altro che perfetto, ma almeno il 50% dei problemi di stabilità che dava durante la sua onorata carriera, erano dovuti alla pessima qualità media dell’hardware del tempo.
    Schede madri di qualità ridicola, le ram del tempo con una incidenza guasti imbarazzante, i driver stessi delle periferiche spesso testati alla meno peggio.
    Windows 95 era semplicemente molto più sensibile alle problematiche hardware, semplicemente perchè aveva esigenze (e funzinalità aggiungo) molto superiori a quelle dell’accoppiata dos+win3xx, ecco quindi che problemi comunque esistenti venivano esacerbati, mentre con il dos tutto filava molto più liscio.ù
    Un pò come se overclockiamo un pc di oggi al limite, è molto diverso quello che possiamo spremere se lo vogliamo rock solid o se ci facciamo un giro di super Pi solo per un record, ecco il dos + win3 era un pò come cpu-z, girava senza grosse esigenze di stabilità hardware, mentre il win 95 era per dire un prime 95, con esigenze ben diverse.
    Io ai tempi, lavorando già da che mò nel campo, potevo permettermi di testare tutta la varietà che volevo, e scegliendo l’hardware giusto, win 95 era tutto sommato stabile e funzionale.

  • # 15
    lore
     scrive: 

    Io al passaggio da win 3.1 e dos a win 95 lasciai il mondo dell’informatica per almeno un lustro.
    Ci tornai nel 2000 con un mac.
    Ora uso linux.

  • # 16
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Windows ’95 era comunque un s.o. a 32 bit, e non era basato sul DOS (come molti credono).

    Il DOS c’è proprio per una questione di retrocompatibilità, ma il kernel è a 32 bit e gira in modalità protetta 386.

    Detto ciò è un s.o. che, sebbene non fosse un’opera d’arte, inquadrato nel suo tempo ha saputo portare alle masse concetti come protezione delle applicazioni e memoria virtuale.
    Roba che, purtroppo, era assente dai concorrenti tecnologicamente più avanzati (AmigaOS in primis; al Mac mancava il multitasking preemptive, che sarebbe arrivato soltanto con OS X), ma che hanno perso troppo tempo a cullarsi sugli allori.

  • # 17
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Beh se l’Amiga avesse continuato linearmente il suo sviluppo, nel 1995 non avrebbe probabilmente avuto rivali su nessun fronte tecnologico. Magra consolazione, visto come è andata a finire…

    Apple e Commodore, hanno fatto molto peggio che cullarsi sugli allori: hanno cannato completamente le strategie industriali e di mercato. La prima però ha avuto la fortuna di ritrovare in extremis il suo “caudillo”; la seconda ha invece avuto al timone più o meno un branco di cialtronazzi, che l’hanno portata contro il muro.

  • # 18
    droid
     scrive: 

    il segreto erano gli irq. se assegnati in modo errato la stabilita diventava una chimera.

  • # 19
    droid
     scrive: 

    io di crash ne ricordo pochi alla fine. sicuramente meno di un pc di un mio amico con win98 e scheda madre aladdin. :lol:

  • # 20
    Kress
     scrive: 

    Il mio primo PC è stato un Epson con CPU Pentium 166 con 32MB di RAM e Windows 95 OEM. Con l’esperienza di oggi mi rendo conto che (e condordo con voi) buona parte dei problemi era da attribuirsi alla “rudimentale” gestione automatica degli IRQ, a driver proprietari scritti con i piedi (quando andava bene) e sopratutto all’incapacità del sistema (e/o dei software) di rimuovere l’immondizia dal registro di sistema che dopo un po’ faceva diventare lento ed instabile il sistema (costringendo praticamente a formattare). Secondo me comunque le due più grandi doti di Windows 95 sono state la GUI che finalmente permetteva ad un utente “sveglio” (quindi escludiamo il 90% della popolazione occidentale, dati oggettivi raccolti con anni di esperienza lavorativa in campo IT) di orientarsi senza diventare scemo (bastava leggere i nomi delle icone ed accendere il cervello); la seconda “feature” era il “Plug & Play” (Pray per la maggior parte) che è oggi alla basa della possibilità di utilizzo del PC da parte di quel 90% della popolazione: vorrei vedere la gente a doversi installare i driver per ogni pendrive e a girare con il portafoglio il mini-CD con i driver. Certamente il P&P non poteva funzionare decentemente con i driver e l’hardware dell’epoca ma non ricordo di alcun prodotto informatico che abbia funzionato alla sua prima release e che, sopratutto, abbia ricevuto l’adeguato supporto alla sua prima uscita; basti pensare che i 64-bit sono ancora relegati a poche applicazioni professionali e a qualche giochino e di anni e S.O. ne sono passati tanti (2003 si per AMD che per i powerPC).
    Cmq devo dire che lato utente complessivamente Windows 95 ha rappresentato un salto epocale per l’utente medio.

    P.S. non posso che essere contento di tutte le imprecazioni lanciate verso Windows 95 a causa dei suoi troppo frequenti crash: ora ci lavoro grazie a questo.

  • # 21
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Anche alla luce dei difetti esterni a MS che hanno contribuito alla cattiva reputazione di certi suoi OS, è da un po’ di tempo che vado chiedendomi se abbia senso per MS entrare nel mondo HW, con specifiche “chiuse”…

    http://www.appuntidigitali.it/5040/ha-senso-per-microsoft-entrare-nel-mondo-hardware-pc/

  • # 22
    TheFoggy
     scrive: 

    @eema: quello, però, era windows ’98! :P
    Con win’95 (su un 486 DX2 e 8Mb di RAM!) sono nato informaticamente parlando (avevo solo qualche esperienza col DOS su un 286). Grazie a lui e ai suoi crash, mi sono appassionato all’informatica e a come risolvere gli stessi errori. Oggi sono un Ingegnere Informatico..credo che lo debba quasi totalmente a lui!! Bello..accendevi, dopo ave spento correttamente e..BSOD all’infinito.. Solo che all’epoca c’era il “tentativo di ripristino” del sistema (le BSOD avevano “Annulla/Riprova/Tralascia” come il DOS! Solo che il riprova non funzionava mai..e ritornava alla BSOD..mentre l’annulla/tralascia, bloccavano tutto davvero.. -_-).
    Però..lo ricordo sempre con piacere. Quasi quasi..avvio VMWare.. :P

  • # 23
    MCMXC
     scrive: 

    Ricordo le dichiarazioni di Gates…

    1995 “Windows95 e’ bugfree!”

    1998 “Abbiamo scoperto oltre 5000 bug in Windows95…”

  • # 24
    goldorak
     scrive: 

    Per Alessio di Domizio :

    Microsoft avra’ pur avuto una cattiva reputazione dei suoi OS (in parte giustificata e in parte no) ma resta il fatto che mentre Apple andava in bancarotta e fu salvata all’ultimo momento da Jobs; Microsoft, complice gli oem ed il ciclo di aggiornamento frenetico andava crescendo la sua quota di mercato incurante di tutto e tutti fino a detenerne oltre il 90%.
    E oggi la cose stanno sempre cosi’, Apple meno del 5% a livello mondiale, Microsoft attorno al 95%, e 1% per linux e altri *nix vari.
    Nel mercato pc la politica di Microsoft e’ stata un successo su tutta la linea ed e’ per questo che non vedremo mai un pc chiuso Microsoft.
    In altri campi si, il primo esempio che viene alla mente e’ Zune con tutto il suo ecosistema proprietario.

  • # 25
    Redvex
     scrive: 

    Mi piacciono sempre le tue rubriche. Non vedo l’ora di leggere qualcosa su MSDOS e Windows 3.1

  • # 26
    Qualcuno
     scrive: 

    Secondo me erann Bill Gates e Paul Allen, non Steve Ballmer

  • # 27
    MenageZero
     scrive: 

    per quello che intendeva alessio, non penso sarebbe necessario a ms introdurre un pc “chiuso” nel senso di specifiche che introducano una qualche incompatiboilità tra quello che è attualmnte l’ “ecosistema” hw pc + win e l’ipotetico pc a marchio ms:

    semplicemente si tratterebbe di individuare n configurazioni hw precise che verrebbero testate con win più di quanto possibile nel testing complessivo orientato teoricamente a qualunque combinazione di hw possibile, in modo da ridurre, statisticamente parlando, l’ordine di grandezza del num di eventuali problemi potenziali al combinarsi di questo, quello e quell’altro fattore etc

    e vendere quindi queste configurazioni sotto forma di pc a marchio ms o semplicemente pc fatti da terzi come ora ma con bollino del tipo “referemce design by ms fo win*” invece di un semplice bollino di compatibilità, cosa su cui poi il marketing ovviamente si sbizzarrirebbe.

    tecnicamente in pratica quello che fa ora apple, a prescindere dal fatto che ms vendesse tali pc in prima persona o meno, con la differenza che win sarebbe cmq usabile su qualunque pc così come ora.

    (eventualmente, suppongo sperebbero i potenziali acquirenti di tali pc partiolarmente certificati, con un maggior numero di opzioni per ogni singolo componente e aggiornamenti del parco hw più frequenti)

    ps: con pc intendo sempre l’accezione più generica (posto il vincolo che ci possa girare sopra win, in questo contesto), quindi anche portatili e sottocategorie varie

  • # 28
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Alessio: purtroppo per rendere AmigaOS solido come una roccia (tipo NT & co) sarebbe servito davvero molto tempo. Soltanto di recente, con la versione 4.0, sono state introdotte alcune caratteristiche.

  • # 29
    Francesco Porro
     scrive: 

    Se facessi dei periodi più brevi, ne guadagneresti in scorrevolezza e quindi sarebbe anche più piacevole leggerti (il quartultimo paragrafo, ho dovuto rileggerlo 4 volte prima di capirlo per intero!)

    Comunque bell’articolo! Ho dei bei ricordi di quel periodo… erano i primi esperimenti con l’informatica, nonostante i casini assurdi con Windows 95!

  • # 30
    freesailor
     scrive: 

    Crash? Quali crash? Ok, sto scherzando, ma fino ad un certo punto …
    Sarà fattore “cu”, sarà che non sono mai stato un gamer e forse non stressavo tutte le componenti al limite, ma io tutta questa propensione del 95 ai blue screen non me la ricordo proprio. E, preciso, l’ho utilizzato per anni dal punto di vista professionale, come sviluppatore e tester, caricandoci programmi su programmi.
    Anzi, ricordo con chiarezza un caso clamoroso: ufficio di una grande multinazionale italiana dove stavo lavorando, otto Windows 95 al lavoro più un “solido” server Windows NT 3.51 … I 95 fanno di tutto, il server NT fa solo il print server e non sta neppure stampando quando un mega blackout aziendale, che mette fuori gioco anche i gruppi di continuità, ci lascia tutti “al buio”.
    Dopo venti minuti torna l’alimentazione e nove PC ripartono. Meglio: ne ripartono otto, uno no. Indovinate chi: il “solido” NT. Che abbiamo addirittura dovuto reinstallare, perchè dopo un’ora di tentativi (da parte di gente esperta) non c’era verso di fargli terminare con successo il boot. Gli otto 95? Vispi e pimpanti, sono ripartiti tutti da soli …
    Windows 95 sistema mediocre? Tecnicamente può essere, ma secondo in realtà è uno dei più riusciti OS di Microsoft, considerando la sua VOLUTA natura di sistema ibrido che doveva conservare la compatibilità con quella ciofeca del DOS.
    Non avrei scommesso un soldo bucato che Microsoft, al suo primo tentativo autonomo di OS con vero multitasking preemptive (NT viene prima ma glie lo scrisse il gruppo di Cutler che veniva da Digital), dovendo inoltre mantenere la compatibilità con il DOS, riuscisse a tirare fuori qualcosa di così valido ed utilizzabile.
    Tutto quello che è venuto fuori subito dopo (Windows 98, Windows Me), prima di XP, non è stato altro che un rimaneggiamento del 95, che ha avuto qualche senso per il bilancio di M$ ma ben poco per gli utenti (si, il supporto USB … e poi?).
    Onore a Windows 95, la “ciofeca” che … funzionava!

  • # 31
    Giulio Severini
     scrive: 

    Microsoft è stata fondata da Bill Gates e Paul Allen: http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft

    Scimmia Ballmer non c’entra niente.

    Perchè l’errore non è stato ancora corretto?

  • # 32
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Corretto, grazie.

  • # 33
    Caterpillar
     scrive: 

    L’unicao motivo per cui ringrazio windows è che ho fatto discreti soldini aggiustando i pc degli altri :D :D :D

  • # 34
    Flare
     scrive: 

    All’epoca programmavo sotto DOS e i Win 3.x li consideravo poco più che una curiosità promettente. Da Windows 95 l’uso dei programmi DOS era un po’ meno doloroso.
    Già, il DOS, che ti salutava con la sua schermata in modo testo e un “prompt” col cursore lampeggiante. Voglio vedere ora se la gente si trovasse di fronte a quello!! :D Erano davvero altri tempi ed altri utenti…

    All’inizio parlavano di Windows 4.0 o lo indicavano col nome in codice “Chicago”. Anche il nome “Windows 95″ fu una novità, sebbene del marketing.
    È vero, di hype ce n’era a palate, ma in buona parte meritato: questa volta Windows mi convinse, anche il file manager era più funzionale. Crashava e scendeva a molti compromessi per la retrocompatibilità, che però era apprezzata. Neanche il DOS era una roccia, per la verità.
    Chi sviluppava finalmente si doveva preoccupare meno dei drivers e di tutto il casino della gestione della memoria del DOS.
    Per chi sviluppava giochi, all’inizio non era un gran che: potevi usare le WinG (usate anche da Civilization II), ma io ricordo che comunque i videogiochi erano più lenti e si è continuato per un po’ a distribuire giochi per DOS o per entrambi.
    Poi fra browser grafici, il multimedia… DirectX, le schede 3D accelerate… in pochi anni il DOS divenne un ricordo del passato.

  • # 35
    andres
     scrive: 

    Premesso che alcuni meriti, indubbiamente, Windows 95 li ha avuti,
    il suo lancio fu anche una grande operazione di marketing.
    Operazione il cui innegabile successo, contribuì non poco a creare le premesse della disastrosa situazione odierna: un OS monopolista con pochissime alternative realistiche sul mercato (MacOS e Linux) e il resto del mondo relegato in micronicchie dell’informatica alternativa (come AmigaOS).
    E ancora c’è che parla di mercato e libera concorrenza…

  • # 36
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    In un mercato monopolizzato l’azienda monopolista NON spende 300 milioni di dollari per pubblicizzare il suo prodotto.

    La situazione a cui siamo arrivati è merito del marketing di MS che ha saputo farci, e contemporaneamente demerito delle altre aziende che non sono state abbastanza capaci nel contrastarle.

    Parli di AmigaOS, ma evidentemente sconosci la storia di Commodore, di come sia arrivata a fallire e i limiti intrinseci di questo s.o. che, seppure “fantastico”, non era certo esente da difetti…

  • # 37
    Maruga
     scrive: 

    “dopotutto destreggiandosi fra i suoi proverbiali crash, un’intera generazione di smanettoni si è fatta le ossa.”

    Quanto è vera questa frase, che nostalgia le nottate passate a smanettare su quell’os! Se non fosse per quei crash, per quei drivers, per le porte che andavano in conflitto tra loro, per tutti quei pack e programmini da installare, per aver navigato a 28.8k ed aver imparato a gestire le risorse tcp ip e quant’altro pur di guadagnare 1k al secondo in più, adesso sarei un utonto qualunque. :°)

  • # 38
    Fede
     scrive: 

    Bei tempi quelli in cui c’è stato l’avvento di Windows 95 … In quel periodo avevo cominciato l’università e quante belle notti passate a reinstallare il sistema operativo per l’ennesima+1 volta tra pomiciate con ragazze che non capivano una mazza di PC, qualche bicchiere di troppo in compagnia di amici coinquilini, sigarette, tazzutelle de cafè, vassoi di dolci … insomma tarallucci e vino … le camere da letto erano farcite di PC Pentium, monitor da 15″ e 17″ e tutto sembravano meno che camerette da letto soprattutto per l’alta densità nottturna di presenze e per la vivace vita notturna … mmm :-p! cosa pagherei per rivivere quei bei momenti …
    Dal punto di vista tecnico Windows 95 è stato determinante per la diffusione di massa nell’uso del computer, grazie alla sua nuova interfaccia grafica tuttavia dentro al cofano del motore l’innovazione non è stata così rivoluzionaria; per esempio le prime versioni di Windows 95 non comprendevano le DirectX; i pregi del multitasking preemptive erano vanificati dallla condivisione di risorse delle applicazioni in esecuzione, si perché se un’applicazione andava in crash avendo essa condivise le risorse con le altre applicazioni inevitabilmente mandava in stallo le altre applicazioni in esecuzione e con loro il sistema operativo.
    Quanto ho scritto prima era la vera causa dell’instabilità di Windows 95 e i conseguenti blue screens.
    Allora Microsoft poteva offrire di meglio per l’uso di massa di Windows 95?
    Io ritengo di no per i seguenti motivi:

    1- In quel periodo Intel aveva l’assoluto monopolio sui processori e si faceva pagare a caro prezzo l’esigua manciata di MHertz incrementali mentre l’incremento prestazionale era pittosto esiguo (ricordo che a quei tempi persino l’uso di Word per battere le tesine era problematico perché era avido di risorse ed impegnava non poco il processore);

    2- I produttori concorrenti di processori si limitavano a clonare le CPU intel ma i cloni erano nettamente inferiori dal punto di vista prestazionale soprattutto le unità in virgola mobile nelle CPU stesse;

    3- I banchi di memorie RAM erano costosi;

    4- Le schede grafiche si basavano su chip grafici in cui la logica era semplicemente cablata e le possibilità di elaborazione e programmabilità erano scarse, infatti l’elaborazione grafica era ancora totalmente a carico della CPU

    per provare quanto detto prima basta guardare bene la storia informatica, Microsoft ha deciso di basare i propri sistemi operativi solo sulla tecnologia NT, dopo che AMD ha sferrato l’attacco decisivo ad Intel con i suoi primi Athlon accelerando la crescita esponenziale di potenza elaborativa e costringendo Intel a seguire questa corsa affannosa; dopo che le memorie RAM (ma anche i processori grazie alla concorrenza) hanno cominciato a scendere di prezzo permettendo il passaggio dall’installazione di decine di MByte all’installazione di centinaia di Mbyte, dopo che NVidia ed ATI hanno consolidato il concetto di elaborazione grafica e programmazione da parte delle GPU rendendo accessibili a tutti tali tecnologie

  • # 39
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    La condivisione delle risorse c’era fra le applicazioni DOS e quelle Win16 (Windows 3.x per intenderci), e potevano trascinare l’intero sistema nell’oblio (causa compatibilità con queste il kernel condivideva a sua volta alcune aree sensibili).

    Le applicazioni Win32, invece, non creavano di questi problemi, e il sistema in questo caso era molto solido.

  • # 40
    Fede
     scrive: 

    Vedo tra i commenti ancora le accuse contro Microsoft di essere monopolista dei sistemi operativi, l’accusa che a causa di Microsoft i sistemi MAC si sono poco diffusi e che Linux si è poco diffuso ….

    Mah! per me queste sono tutte chiacchiere basta fare un po di considerazioni:

    – Ai tempi di Windows 95 i computer MAC erano di fatto superiori ed erano effettivamente le uniche macchine con cui si poteva lavorare in modo professionale e senza le problematiche di instabilità soprattutto nel settore grafico e in quello del desktop publisching, tuttavia la Apple stessa non ha saputo sfruttare la situazione per diffondere i suoi prodotti sia per i prezzi che applicava e sia per la sua filosofia di piattaforma chiusa e scarsamente espandibile/compatibile, intanto la potenza dei PC andava crescendo ed oggi a dispetto di quanto si dice i PC sono superiori ai MAC in termini prestazionali (a tal proposito andate a leggere i miei commenti nell’articolo di AD “Apple, mancanze o feature?”)

    – Ai tempi di Windows 95 Linux era ai primi esordi in termini di diffusione di massa ma era carente di applicazioni professionali, carenza che ancora oggi è vistosamente presente e dunque dopo che uno ha installato Linux che ci fa se non ha le applicazioni specifiche con cui poterci lavorare? In questo cosa ci entra Microsoft?
    Per chi ci lavora con il computer non può accettare i pochi applicativi disponibili per Linux, sia perchè sono dei macinini lentissimi e sia perchè sono miseri di funzionalità … poi in settori professionali quali la grafica 3D e la grafica vettoriale Linux non offre nulla

  • # 41
    Fede
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    Premetto che è sempre un piacere conversare e confrontarsi con te (perché sei una persona che parla con cognizione e con professionalità) e che in molti tuoi articoli della sezione AD ho sempre commentato positivamente le tue opinioni (per esempio vai a rileggere i miei commenti relativi ai tuoi articoli sui subsystem), ma qui mi dispiace debbo contraddirti, se vuoi apri una nuova discussione più tecnica su Windows 95 dandomi la possibilità di scendere nel dettaglio e motivare le mie asserzioni qui inevitabilmente trascinerei la discussione off topic …

    Ad ogni modo qui mi limito a dire che la differenza sostanziale tra la famiglia Windows 9X + ME e la famiglia dei sistemi operativi basati su tecnologia NT (Windows NT, Windows 2000, XP, …) sta proprio nella condivisione
    In sistemi NT ogni applicazione viene eseguita in uno spazio di memoria isolato e ben separato e non vi sono risorse condivise (per questo motivo i sistemi NT sono più avidi di memoria) in questo modo se un’applicazione in esecuzione va in stallo non trascina in stallo le altre applicazioni ed il sistema operativo stesso

  • # 42
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Ne ho parlato in parte in questo:

    http://www.appuntidigitali.it/3547/problemi-e-incompatibilita-dei-subsystem-di-windows/

    articolo.

    Se vuoi possiamo continuare lì, che dovrebbe essere più indicato (AD è un blog e non si possono aprire nuovi “thread”, ma soltanto nuovi articoli).

  • # 43
    andres
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro

    “In un mercato monopolizzato l’azienda monopolista NON spende 300 milioni di dollari per pubblicizzare il suo prodotto.”

    Se non è monopolizzo un mercato dove il primo soggetto sfiora il 93% del totale, e il primo e il secondo assieme fanno il 98%, allora vorrei capire cosa è un monopolio…

    “La situazione a cui siamo arrivati è merito del marketing di MS che ha saputo farci, e contemporaneamente demerito delle altre aziende che non sono state abbastanza capaci nel contrastarle.”

    Sicuramente. Ma vero è che i cosidetti organi di controllo che, si dice esistano nel libero mercato americano ed europeo, avrebbero dovuto intervenire per impedire il crearsi di condizioni di monopolio fin dagli anni 90.
    E’ ridicolo che oggi impediscano a M$ di includere il browser che vuole (o il player multimediale che vuole, o qualsiasi altra cosa) nel proprio OS: il problema è a monte, ed è lì che va – andava – affrontato.
    Ed anche vero che il marketing di M$ non si è certo limitato a poderose campagne pubblicitarie… con molte piccole aziende, ha semplicemente usato la tecnica di acquistarle e chiuderle.
    E proprio in ambito Amiga, ci sarebbe da ricordare la vicenda Gateway di fine anni 90…

    “Parli di AmigaOS, ma evidentemente sconosci la storia di Commodore, di come sia arrivata a fallire e i limiti intrinseci di questo s.o. che, seppure “fantastico”, non era certo esente da difetti…”

    Hai ragione, Commodore, almeno dal 1990 in poi, ha sbagliato tutto lo sbagliabile nella gestione di Amiga, e in particolare in ambito marketing. Ed è anche vero che AmigaOS, anche allora, era tutt’altro che perfetto. Però alcune sue caratteristiche di leggerezza, di pulizia, di trasparenza all’utente, mancano decisamente a un sistema Windows.
    Fra le cose che davvero odio di Windows e reputo fra i suoi più profondi difetti, ci sono i suoi infiniti automatismi.

  • # 44
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @andres:

    Se non è monopolizzo un mercato dove il primo soggetto sfiora il 93% del totale, e il primo e il secondo assieme fanno il 98%, allora vorrei capire cosa è un monopolio…

    Si chiama posizione dominante. Ma non è quello il problema, e ripropongo la domanda: perché un’azienda monopolista dovrebbe spendere 300 milioni di dollari per promuovere il suo prodotto? Sulla carta non ne avrebbe assolutamente bisogno.

    Il punto è vedere da dove siamo partiti e come ci si è arrivati a questa situazione.

    Sicuramente. Ma vero è che i cosidetti organi di controllo che, si dice esistano nel libero mercato americano ed europeo, avrebbero dovuto intervenire per impedire il crearsi di condizioni di monopolio fin dagli anni 90.

    Non vedo come, visto che non siamo in una situazione di monopolio, e il mercato era libero.

    Chi è stato bravo, ne ha approfittato ed è diventato il dominatore del mercato. Merito suo e demerito/incapacità altrui. Perché dovrebbe essere punito per questo?

    E’ ridicolo che oggi impediscano a M$ di includere il browser che vuole (o il player multimediale che vuole, o qualsiasi altra cosa) nel proprio OS: il problema è a monte, ed è lì che va – andava – affrontato.

    Concordo sulla vicenda del browser, ma non sul resto, per quanto esposto sopra.

    Ed anche vero che il marketing di M$ non si è certo limitato a poderose campagne pubblicitarie… con molte piccole aziende, ha semplicemente usato la tecnica di acquistarle e chiuderle.

    Inglobarle più che altro. In entrambi i casi stiamo parlando di operazioni lecite. Non ha mica comprato Apple, giusto per intenderci.

    E proprio in ambito Amiga, ci sarebbe da ricordare la vicenda Gateway di fine anni 90…

    Conosco molto bene la storia dell’Amiga, ma non capisco cosa intendi con la videnza Gateway. Potresti essere più chiaro, cortesemente?

    Hai ragione, Commodore, almeno dal 1990 in poi, ha sbagliato tutto lo sbagliabile nella gestione di Amiga, e in particolare in ambito marketing. Ed è anche vero che AmigaOS, anche allora, era tutt’altro che perfetto. Però alcune sue caratteristiche di leggerezza, di pulizia, di trasparenza all’utente, mancano decisamente a un sistema Windows.

    Concordo, ma il discorso è un po’ complementare: ad AmigaOS manca la solidità di Windows e la protezione della memoria (con annessa virtualizzazione). Roba che non è di poco conto.

    Fra le cose che davvero odio di Windows e reputo fra i suoi più profondi difetti, ci sono i suoi infiniti automatismi.

    Parli di wizard et similia? Se sì, servono alla massa. Il computer deve facilitare la vita alla gente, non complicargliela.

    Comunque alcuni automatismi c’erano anche in AmigaOS (mi viene in mente l’installer), e in generale le applicazioni per questo s.o. era abbastanza / molto user friendly.

  • # 45
    andres
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    Sulla questione monopolio, abbiamo evidentemente opinioni diverse. Io continuo a pensare che quando un operatore controlla oltre il 90% del mercato (mondiale), siamo in una situazione di monopolio che limita fortemente lo sviluppo del settore stesso.

    Sulla questione Gateway, una delle ipotesi più accreditate sulla chiusura (e poi cessione) del progetto Power Amiga di fine anni novanta, è che M$ fece pressioni a Gateway stessa perchè agisse in questo senso: gli dissero che se voleva continuare a vendere sistemi con Windows, avrebbe dovuto rinunciare a sviluppare un sistema concorrente.
    Niente di illegittimo, ma ti da l’idea del fatto che quando un azienda diventa così predominante, ha il potere per limitare lo stesso sviluppo di soluzioni alternative sul mercato.

    Circa gli automatismi, non mi riferisco a una funzionalità specifica, parlo proprio in senso di filosofia dell’OS: Windows (uso il Mac solo sporadicamente, quindi non so giudicare MacOS) fa un’infinità di cose per conto proprio, e tante di queste finiscono con l’impastare l’OS, aggiungere funzionalità non volute, sporcare il registro, modificare alcuni comportamenti dell’OS stesso…
    Capisco che per l’utente qualsiasi alcune – alcune, certo non tante altre – di queste cose sono utili.
    Ma si torna ancora lì: il problema sono le poche alternative sul mercato, alternative che peraltro non hanno ovviamente la stessa scelta in termini di software…

  • # 46
    Cael
     scrive: 

    @Andres

    Quello che ritieni tu su cosa possa essere il monopolio ha poco valore. In economia si definisce monopolio la situazione di mercato in cui figura un unico venditore/produttore di un bene. E’ caratterizzato da forti barriere all’ingresso, comportamento da price maker, assenza di beni sostitutivi, e unico venditore. Mancando anche solo uno di questi presupposti non si ha monopolio.

    |||||||Circa gli automatismi, non mi riferisco a una funzionalità specifica, parlo proprio in senso di filosofia dell’OS: Windows (uso il Mac solo sporadicamente, quindi non so giudicare MacOS) fa un’infinità di cose per conto proprio, e tante di queste finiscono con l’impastare l’OS, aggiungere funzionalità non volute, sporcare il registro, modificare alcuni comportamenti dell’OS stesso…

    Per affermare ciò dovresti per lo meno dire qualcuno di questi automatismi che vanno a creare problemi all’OS, altrimenti si finisce come al solito a dire che Windows fa schifo perchè l’ha detto il cugino dell’amico della zia della cognata.

  • # 47
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @andres: su Gateway quelle che hai citato sono voci che conosco, ma del tutto irrealistiche. Primo perché alla fine degli anni ’90 MS aveva già conquistato una forte posizione dominante nel mercato dei PC. Secondo perché il mercato era dominato proprio dai PC. Terzo, perché Amiga/OS ha sempre rappresentato un mercato di nicchia elitario (anche se non come quello dei Mac) a sé stante e in quel periodo non poteva certo impensierire i PC.

    Se mi avessi parlato di BeOS, che girava anche sui PC, mi avresti trovato d’accordo (e infatti ci sono state anche della cause per concorrenza sleale), ma perché rappresentava un diretto concorrente di MS.

    Sul resto concordo con Cael.

  • # 48
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    perché un’azienda monopolista dovrebbe spendere 300 milioni di dollari per promuovere il suo prodotto?

    Credo che la domanda giusta sia questa?

    perché un’azienda monopolista dovrebbe spendere 300 milioni di dollari per promuovere il suo NUOVO prodotto?

    La concorrenza alla MS la fa solo la MS con i prodotti precedenti. In questo i 300 milioni servono a inculcare la necessità di cambiare sistema operativo anche a chi tutto sommato vedeva soddisfatti i propri bisogni con la versione precedente.
    Non che ci sia niente di negativo in questo ma dire che:

    SPESA PUBBLICITARIA –> MERCATO CONCORRENZIALE

    mi sembra un passaggio non scontato.

  • # 49
    andres
     scrive: 

    @Cesare
    Tali voci furono suggerite anche da alcune interviste di Tyschenko, allora presidente della filiale europea di Amiga.
    Gateway era uno dei principali produttori di computer (il primo o il secondo negli USA) in quegli anni, non si trattava di un marchio qualunque e non si trattava di numeri piccoli: per M$ la cosa avrebbe rappresentato un problema quantomeno d’immagine, e comunque un incomodo di cui non avevano nessun bisogno.
    Del resto, come già detto, non sono certo nuovi a pratiche simili: più volte hanno acquisito aziende anche molto piccole, ma con tecnologie potenzialmente concorrenti, per finire poi per chiuderle.

    @Cael
    “Quello che ritieni tu su cosa possa essere il monopolio ha poco valore. In economia si definisce monopolio la situazione di mercato in cui figura un unico venditore/produttore di un bene. E’ caratterizzato da forti barriere all’ingresso, comportamento da price maker, assenza di beni sostitutivi, e unico venditore. Mancando anche solo uno di questi presupposti non si ha monopolio.”

    Gli elementi che citi, a mio avviso ci sono tutti.
    Quanto agli automatismi, ne cito uno ad esempio: le procedure di installazione su Windows sono, secondo me, una vera schifezza.
    (su Mac, in questo caso, le cose vanno molto meglio).

    Mi sembra corretta anche la questione posta da Emanuele Rampichini.

  • # 50
    biffuz
     scrive: 

    Avrei un paio di critiche sull’articolo…

    E’ vero che nel ’95 il dominio della Microsoft non era assoluto, ma questo valeva solo nel mercato professionale; nel mercato consumer, o nei client aziendali, era già una macchina divoratrice che distruggeva ogni cosa dinanzi a sé, complice ovviamente il basso prezzo delle macchine. Con Windows 95 prima e con NT 4 poi ha fatto breccia nel mercato professionale e lo ha inondato.

    Per quanto riguarda Internet, Windows 95 non era affatto “proiettato” verso la Rete. Anzi, la prima versione non solo non aveva alcun browser, ma ti piazzava sul desktop una bella icona titolata “The Microsoft Network” con cui l’azienda di zio Bill intendeva fare concorrenza alla stessa Internet! (vedi Wikipedia)

    Un’ultima nota, sulle formattazioni e reinstallazioni… ho ancora un Thinkpad del ’96 con l’installazione di fabbrica di Windows 95, usato tutti i giorni fino al 2005. Meditate gente, meditate :-D

  • # 51
    D
     scrive: 

    “Se non è monopolizzo un mercato dove il primo soggetto sfiora il 93% del totale, e il primo e il secondo assieme fanno il 98%, allora vorrei capire cosa è un monopolio…”

    Vuoi sapere cos’è il monopolio ? Il monopolio è “tu compri questo, quando te lo dico io o ti spacco i diti” come dicevano a Fantozzi. E ancora, “se provi a scegliere diversamente, pregherai che ti spacchi solo i diti”.

  • # 52
    D
     scrive: 

    “una delle ipotesi più accreditate sulla chiusura (e poi cessione) del progetto Power Amiga di fine anni novanta, è che M$ fece pressioni a Gateway”

    Ah siamo di nuovo al solito discorso che “Se si parla di Microsoft, allora quel che si dice dal lattaio è matematicamente vero”. Non credo neanche valga la pena di continuare a leggere certe cose…

  • # 53
    andres
     scrive: 

    Credo sia meglio chiudere qua. Abbiamo opinioni molto diverse, le abbiamo espresse, inutile continuare finendo in una polemica fine a sé stessa…

  • # 54
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ biffuz

    E’ vero che nel ‘95 il dominio della Microsoft non era assoluto, ma questo valeva solo nel mercato professionale; nel mercato consumer, o nei client aziendali, era già una macchina divoratrice che distruggeva ogni cosa dinanzi a sé, complice ovviamente il basso prezzo delle macchine. Con Windows 95 prima e con NT 4 poi ha fatto breccia nel mercato professionale e lo ha inondato.

    In effetti ho sostenuto il contrario: MS era già fortemente presente nel mercato aziendale, a partire dallo storico accordo con IBM. Windows 95, complici una serie di concause di scenario, ha contribuito a creare il boom del PC nel mercato consumer. Le successive release, tanto della famiglia business quanto di quella consumer, hanno rafforzato trend provenienti da lontano. Specificamente in ambito server e workstation, mi pare corretto affermare che NT 4 (e successivi) ha conquistato quote ai danni dei sistemi *nix.

    Per quanto riguarda Internet, Windows 95 non era affatto “proiettato” verso la Rete. Anzi, la prima versione non solo non aveva alcun browser, ma ti piazzava sul desktop una bella icona titolata “The Microsoft Network” con cui l’azienda di zio Bill intendeva fare concorrenza alla stessa Internet! (vedi Wikipedia)

    Non ho assolutamente voluto sostenere che Win95 fosse proiettato su Internet, ed è vero che MS è stata costretta a correre ai ripari: semplicemente credo che nella popolarità di Win95 e del pc in generale, il boom di Internet abbia contribuito significativamente.

  • # 55
    Cael
     scrive: 

    @Andres

    “Gli elementi che citi, a mio avviso ci sono tutti.”

    E’ proprio qui che sbagli perchè è vero esattamente il contrario:

    -E’ caratterizzato da forti barriere all’ingresso

    questo sarebbe riferito all’ingresso nel mercato di nuovi OS. Se fosse vero non ci sarebbero OSX, linux nelle sue varie incarnazioni, BSD etc. Quindi già questa è falsa.

    -Comportamento da price maker

    anche questo non c’è. Il costo degli OS MS è allineato a quelle che sono le spese sostenute in R&D + utili, niente di diverso da quello che fanno altri produttori di OS. Vedi i costi di una licenza RedHat o il costo di OSX (ovvero prendi un MAC togli il costo HW ed hai la licenza OSX, che non è 29€ ma molto di più). Quindi anche questa è falsa.

    -Assenza di beni sostitutivi

    Come già detto sopra, come spieghi OSX, Linux, BSD e simili? Quindi anche questa è falsa.

    -Unico venditore

    Anche qui, evidentemente falsa, visto che vi sono altre softwarehouse che producono altri OS in competizione.

    Come vedi il monopolio non c’è. Fattene una ragione.

    Quanto agli automatismi, ne cito uno ad esempio: le procedure di installazione su Windows sono, secondo me, una vera schifezza.
    (su Mac, in questo caso, le cose vanno molto meglio).

    Per ora non mi hai ancora dato alcun automatismo. Al termine di una installazione pulita di un OS windows (quindi niente porcate alla nLite/vLite/autopatcher) la macchina funziona male? No. Quindi di quali automatismi parli? Ho l’impressione che parli tanto per gettare fango.

  • # 56
    biffuz
     scrive: 

    @Alessio

    Non credo che il boom dei PC in ambito casalingo sia merito di Win95. Il boom era cominciato già prima, Win95 si è solo trovato in mezzo.
    Molto di più ha fatto Internet, ma solo qualche anno più avanti.

  • # 57
    MorrisOBrian
     scrive: 

    Mi ricordo benissimo della campagna pubblicitaria mostruosa di Win95.. fu una vera e propria rivoluzione! E non c’erano certo i mezzi attuali all’epoca.. Mi ricordi i negozi pieni di pubblicità cartonate del nuovo windows, e l’entusiasmo che c’era allora… Win95 e i nuovi processori pentium furono veramente una rivoluzione informatica e secondo me hanno iniziato una nuova epoca. Win95+pentium+Web.. che tempi!! Io avevo circa 14 anni e il mio primo computer è stato appunto un P133 16mb ram e Win95 oem… se lo confronto a quello che hanno a disposizione al giorno d’oggi i bambini di 10 anni sembra che sia passata una vita!
    VOGLIO ESAGERARE: secondo me è stato più rivoluzionario il passaggio da DOS/Win3.1 a WIN95 che in ogni successivo upgrade di win.. nella fattispecie diciamo da WinVista a Win7. Grandissimo merito alla microsoft per Win95, grandi colpe alla microsoft per essere intervenuta in maniera minimale a modificare l’architettura originale di windows nelle nuove versioni (Vista e 7): oggettivamente, nel 2010, ancora di Registro stiamo a parlare?? Deframmentazioni, formattazioni, antivirus, antimalware… termini entrati nel linguaggio comune in tempi da pionieri ma che al giorno d’oggi sinceramente ne farei volentieri a meno, considerando che ormai tutti devono poter usare facilmente un computer alla stregua di un normale elettrodomestico.

    @The3D: grandissimo ricordo anche io quel video contenuto nel cd di Win95, erano gli WEEZER, puoi farti scendere una lacrimuccia grazie a youtube: http://www.youtube.com/watch?v=EIYv9FFlixk
    Anche dal punto di vista multimediale sembra passata una vita..

  • # 58
    MorrisOBrian
     scrive: 

    Rileggendo il mio precedente commento mi rendo conto che è veramente scritto con i piedi… mi giustifico con il fatto che l’ho scritto di getto e super eccitato dall’argomento e dai ricordi :)

  • # 59
    andres
     scrive: 

    @Cael
    Circa le “procedure di installazione” mi riferivo all’installazione di software in Windows, non dell’OS…

    Su Windows, come ben sai, per installare un qualsiasi programma si lancia un applicazione di setup che effettua una serie di operazioni sconosciute all’utente (come spargere file un pò dappertutto, scrivere sul registro ecc…).
    Per poi eliminare l’applicazione bisognerà lanciare un altro programma che andrà ad effettuare le operazioni inverse.
    Un sistema complicato e decisamente poco pulito, per supplire al quale sono nati moltissimi software fatti appositamente per fare pulizia nel sistema.

    Su Mac, al contrario, moltissimi programmi si installano semplicemente copiando in un’apposita cartella il programma stesso, un solo file.
    Un’operazione trasparente e pulita, di una semplicità estrema.

    Non replico sul resto perchè, ti ripeto, abbiamo opinioni molto diverse e le abbiamo espresse, non mi sembra che questo sia il contesto adatto a portare avanti una discussione troppo lunga e un pò fuori tema…

  • # 60
    Cael
     scrive: 

    @Andres

    Già il fatto che affermi che “moltissimi” programmi facciano così, vuol dire complicare la vita, perchè non c’è una procedura standard per una determinata operazione, ma ce ne sono più di una. Quindi dove sta la differenza di complicazione?

    Sul resto non c’è molto da discutere, tu basi il tuo ragionamento su opinioni, io sulla scienza economica. Delle due una non è valida.

  • # 61
    lakar
     scrive: 

    Anch’io mi ricordo bene di Win95. Forse però il titolo andrebbe corretto in “Windows 95, fra crash e leggenda e lentezza” poiché oltre ai citati problemi di stabilità (anche se io sono stato fortunato e, a parte diversi BSOD, non ho mai dovuto reinstallare in 3 anni di uso) e bug vari, non si è molto parlato delle prestazioni e delle richieste hardware indecenti rispetto a win 3.1. Va bene che era un os molto più complesso però win 3.1 mi girava bene con il mio vecchio 386 e 4 mega di ram mentre per win 95 avevo bisogno di un pentium e 16 mega di ram per farlo andare bene. Neanche da Xp a Vista si è avuto un salto simile! E questo scatenava le risate degli utenti Amiga dell’epoca…
    Però d’altronde con Win95 arrivarono una gestione unica della memoria e non divisi in diversi tipi come nel DOS, i nomi lunghi dei files invece del 8+3 (nessuno se lo è ricordato?!?!), il menù contestuale con il tasto destro del mouse, la taskbar+start (che nella versione italiana fu tradotta con l’orribile “Avvio”, anche qui nessuno se lo è ricordato!!!), il plug&play e altre caratteristiche utili.
    Chi poi si ricorda che la prima versione di Win95 supportava cluster di dimensione *minima* di 32k con conseguente enorme spreco di spazio? Fu poi corretto in Win95-osr2 uscito a fine 1996.
    Win95 rispetto a Win3.1+Dos fu un netto enorme avanti come funzionalità e architettura dell’OS ma anche un netto passo indietro come prestazioni, stabilità e bug.
    Però che tempi! :-)

  • # 62
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @Emanuele Rampichini:

    La concorrenza alla MS la fa solo la MS con i prodotti precedenti. In questo i 300 milioni servono a inculcare la necessità di cambiare sistema operativo anche a chi tutto sommato vedeva soddisfatti i propri bisogni con la versione precedente.
    Non che ci sia niente di negativo in questo ma dire che:

    SPESA PUBBLICITARIA –> MERCATO CONCORRENZIALE

    mi sembra un passaggio non scontato.

    Permittimi: 300 milioni di dollari nel ’95 sono una cifra colossale che nessuno, specialmente se in una posizione dominante, si sognerebbe mai di spendere semplicemente per indurre la necessità di cambiare s.o..

    Tant’è che campagne di quella dimensione non ne abbiamo più viste, e questo con un mercato che è per il 90% in mano a MS ormai da tempo.

    La verità è che MS aveva bisogno di capitalizzare il sorprendente e inaspettato successo di Windows 3.0, rafforzando la sua posizione nel mercato. Da cui il ricorso all’incredibile campagna di marketing.

    Tra l’altro che la versione precedente (3.11 per l’esattezza) potesse continuare a coprire le esigenze dell’utenza, mi pare un’affermazione a dir poco azzardata. Windows ’95 di innovazioni ne ha portate, e parecchie, rispetto alla serie 3.x, con una produttività migliorata per l’utente medio e non.

    Con la logica del “tanto basta quello che ho adesso” non si va molto avanti…

    @andres:

    Tali voci furono suggerite anche da alcune interviste di Tyschenko, allora presidente della filiale europea di Amiga.
    Gateway era uno dei principali produttori di computer (il primo o il secondo negli USA) in quegli anni, non si trattava di un marchio qualunque e non si trattava di numeri piccoli: per M$ la cosa avrebbe rappresentato un problema quantomeno d’immagine, e comunque un incomodo di cui non avevano nessun bisogno.

    Sono soltanto voci sulla cui validità / consistenza mi sono già espresso prima. Commodore poteva essere un pericolo prima, a metà degli anni ’80, quando il mercato era molto aperto. Non in piena era Windows ’95, dove il PC aveva già largamente preso il sopravvento e divenuta la soluzione dominante sul mercato.

    Del resto, come già detto, non sono certo nuovi a pratiche simili: più volte hanno acquisito aziende anche molto piccole, ma con tecnologie potenzialmente concorrenti, per finire poi per chiuderle.

    In genere le aziende le rileva per acquisire il know-how, e integrare progetti e codice nelle sue piattaforme, non per chiuderle. Sarebbe da stupidi farlo.

    E si tratta di operazioni perfettamente lecite. Le pratiche “sleali” sono ben altra cosa.

    Su monopolio et similia sono perfettamente d’accordo con Cael: non ci sono proprio gli estremi, nemmeno lontanamente.

    Circa le “procedure di installazione” mi riferivo all’installazione di software in Windows, non dell’OS…

    Su Windows, come ben sai, per installare un qualsiasi programma si lancia un applicazione di setup che effettua una serie di operazioni sconosciute all’utente (come spargere file un pò dappertutto, scrivere sul registro ecc…).

    Questo è un problema del s.o. o del setup che installa l’applicazione? E poi, è un problema questo per l’utente medio (e anche non)?

    Per poi eliminare l’applicazione bisognerà lanciare un altro programma che andrà ad effettuare le operazioni inverse.
    Un sistema complicato e decisamente poco pulito, per supplire al quale sono nati moltissimi software fatti appositamente per fare pulizia nel sistema.

    Da un po’ di anni in Windows ci sono le API per gli installer, che ti permettono non soltanto di conoscere cosa viene fatto, ma anche di semplificare le operazioni di disinstallazione.

    Su Mac, al contrario, moltissimi programmi si installano semplicemente copiando in un’apposita cartella il programma stesso, un solo file.
    Un’operazione trasparente e pulita, di una semplicità estrema.

    Che si può fare benissimo anche in Windows. Basta che chi scrive l’applicazione faccia esattamente la stessa cosa.

    @MorrisOBrian:

    oggettivamente, nel 2010, ancora di Registro stiamo a parlare??

    Cosa ci sarebbe di “oggettivamente” sbagliato nel registro di sistema?

  • # 63
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    @Cesare
    Preso dalla discussione non so perchè credevo che il riferimento alla spesa in marketing riguardasse la situazione attuale e non quella del 95. Naturalmente in questo ambito il mio appunto non ha molto senso visto che in quel momento MS non era ancora in condizioni di posizione dominante e si muoveva per aggredire il mercato (prendendosi i propri rischi visto la mole di investimenti).
    Chiedo venia per aver frainteso l’intervento!

  • # 64
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    L’argomento della non equivalenza fra posizione dominante e spesa pubblicitaria mi trova pienamente concorde. Innanzitutto perché chi detiene una posizione dominante in assoluto ha più da perdere che da guadagnare e quindi deve sforzarsi per mantenere la sua posizione contro tutti gli altri. In secondo luogo perché, per definizione, chi detiene una posizione dominante, e dunque capitalizza la maggioranza assoluta dei guadagni prodotti da un mercato, ha necessariamente più risorse di tutti gli altri da investire.

    Questo è un grande problema insito nel concetto di posizione dominante, ed è uno dei principali motivi che rende qualsivoglia posizione dominante disfunzionale per la concorrenza: chi la detiene, detiene – più di ogni altro operatore interno al mercato – le maggiori risorse per conservarla ab aeternum.

    Ciò premesso, Windows 95 per MS fu un momento sintetizzabile col motto “o la va, o la spacca”. Non perché l’azienda fosse in cattive acque, anzi, ma perché con Win95 il momento storico era idoneo per introdurre nel boom del PC un “acceleratore”, quale per l’appunto fu Windows 95 assieme alla sua campagna di lancio. Ottenere una elevatissima risonanza per il lancio, valeva bene quell’investimento, che ha avuto un ruolo importante nel procurare a MS la posizione di cui gode oggi.

  • # 65
    JPage89
     scrive: 

    ah quanti ricordi
    un win95 con 32mb di ram e pentium100, ati pro mach64 e una scheda audio da far paura, ess 1688
    all’epoca una ricchezza
    e infatti mi stupiva ogni volta
    office97 che era un fulmine, oltre che perfettamente coerente graficamente col sistema (non quell’obbrobrio degli ultimi office)
    e mi si impallò solo quando per errore cancellai tutti i file .ini
    se mettevi mano bene, durava
    oltretutto perchè a parte la 1688, tutto lavorava out-of-the-box, quindi il problema driver non mi ha colpito più di tanto
    Ce l’ho ancora quel pc, che uso per giocare a giochi DOS o altre cosine come Fifa98 (DOSBox sarà utile, ma certe cose proprio non vanno)

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