di  -  giovedì 20 dicembre 2007

NAND ChipDa qualche mese a questa parte, la memoria flash e RAM è spinta sempre più insistentemente nel mondo dello storage di massa per ricoprire ruoli in cui i colli di bottiglia rappresentati dalla velocità e dal consumo dei tradizionali hard disk, sono particolarmente critici. Così da qualche tempo vediamo comparire soluzioni di caching avanzate, sia su piastra madre che su hard disk, gradino intermedio, e di ancora dubbia utilità – come il sottoscritto ipotizzava mesi fa, catalizzando il solito sciame di flame da parte delle migliori menti informatiche italiane – verso il momento in cui soluzioni interamente basate su memoria veloce, raggiungeranno costi accettabili.

Anche in questo campo, a rifletterci bene, ci sarebbe spazio per un’innovazione architetturale di qualche rilievo, a patto che i soliti ignoti riescano a mettersi d’accordo. Immaginiamo un computer, o anche un laptop, che rechi sulla scheda madre uno slot standard per memoria veloce. Immaginiamo che questo slot sia popolabile da schede di memoria di dimensione variabile, contenenti magari sistemi operativi preinstallati e pronti a girare, che nel momento dell’installazione creano una partizione nascosta sull’hard disk tradizionale – a cui comunque si riserva il ruolo di storage di massa – per situazioni di emergenza.Non sarebbe questo uno scenario evolutivo ottimale, in attesa di un calo massiccio dei costi per gigabyte di RAM/Flash? Non eliminerebbe alla radice il “tarlo” insito in soluzioni di caching avanzato, che legano gli aumenti più consistenti di prestazioni a circostanze d’uso molto specifiche e difficilmente riproducibili?

Una scheda da 5Gb sarebbe sufficiente per contenere una versione molto più che basilare di Linux, con un ragionevole spazio per lo swapping. Con una quindicina di giga si potrebbe ospitare praticamente qualunque OS oggi in circolazione, con benefici immediati sulla velocità operativa e sul consumo; con più memoria si potrebbe ricavare anche spazio per le applicazioni di uso più frequente.

A livello di industrializzazione questa piccola rivoluzione richiederebbe la creazione di un formato standard per lo slot e la scheda di memoria, ma renderebbe la transizione fra storage tradizionale e storage basato su memoria veloce, molto più soft: al raggiungimento della parità dei costi il primo andrebbe a sparire senza sconvolgimenti architetturali dell’ultimo momento.

5 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Andrea Demartini
     scrive: 

    L’idea è ottima, ma credo che i produttori stiano seguendo ognuno la sua strada per cercare di massimizzare i profitti. Probabilmente, quando una delle soluzioni di caching attualmente proposta avrà successo commerciale, che non vuol dire che sarò la più tecnologicamente valida, tutti i produttori si accoderanno ad essa e definiranno uno standard.

  • # 2
    Lanfi
     scrive: 

    A mio parere quello che dici nell’articolo è già in buona parte fattibile con un ssd. Certo…una specie di supermodulo ram avrebbe tempi di accesso e trasferimento minori…ma già un ssd con interfaccia sata secondo me potrebbe riservarci delle ottime prestazioni. E oltretutto è davvero facilmente installabile al posto degli hd tradizionali…gli hd tradizionali peraltro ancora possono sparare qualche cartuccia e nel mondo del grosso storage (da, non so, 300 gb in su?) avranno decisamente vita lunga.

  • # 3
    biffuz
     scrive: 

    Esistono già le Compact Flash a forma di porta IDE che si infilano dritte nel connettore. O gli adattatori IDE/CF della stessa forma. Ho visto anche degli adattatori con la forma di un HD 2,5″.
    Aspettando le CF SATA.

  • # 4
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Il punto è che un SSD costa un occhio della testa perché è calibrato su dimensioni utili per coprire tutto lo storage. Sempre per il discorso prezzi, SSD non può ancora offrire dimensioni comparabili a soluzioni tradizionali, il che IMHO rende il funzionamento parallelo di disco solido e disco tradizionale un ottimo compromesso.
    Il problema è che gli SSD in commercio hanno i form factor classici degli hard disk, con la conseguenza che o metti l’uno o metti l’altro. La soluzione che propongo invece consente di integrare (standardizzando) l’elemento a stato solido su MB e lasciare all’HD il compito di archiviare le informazioni.
    Sul discorso dell’interfaccia non ho elementi per dire se possa essere conveniente implementare questa soluzione attraverso un’interfaccia standard per lo storage come SATA o piuttosto usare soluzioni tipo Hypertransport…

  • # 5
    Figaro
     scrive: 

    Questa sembra pure una alternativa interessante, anche se si tratta di una soluzione poco economica per il momento (scusate se l’articolo è in francese):
    http://www.matbe.com/actualites/26791/hyperdrive-4/

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.