di  -  lunedì 17 dicembre 2007

PrimofoninoIl Corriere della Sera ha pubblicato un articolo nel quale lancia l’ennesimo allarme sociale: alle elementari 8 ragazzi su 10 hanno il cellulare.Appena ho letto il titolo ho avuto il sospetto che si trattasse dell’ennesimo articolo scritto da qualche troglodita, ma ho voluto sfrozarmi di leggerlo senza pregiudizi cercando un approccio obiettivo.Effettivamente un messaggio mandato dall’articolo è corretto: molti genitori vedono nel cellulare lo strumento grazie al quale riescono a far pesare meno (o almeno così credono) la propria assenza. E’ vero che, un tempo, un genitore fisicamente lontano dal bambino era assente, oggi grazie alla tecnologia può essere “parzialmente presente”, una presenza però di qualità decisamente peggiore del calore di una presenza concreta.Il resto dei messaggi mandati dall’articolo sono invece fuorvianti e negativi. Poco si dice, infatti, della funzione estremamente positiva che può avere il cellulare. Innanzitutto abituare fin da piccolo il bambino ad un uso corretto e responsabile del cellulare può fare solo bene, in quanto può rappresentare uno strumento utile per gestire i legami sociali e gestire eventuali situazioni di emergenza. Si preferisce invece snocciolare dati, che senza opportuno commento sono poco rilevanti, che sottolineano una fortissima penetrazione dello strumento nelle fasce più giovani della società, il che non è necessariamente un male.Inoltre va considerato che, se è certamente vero che il cellulare non può (e non deve) essere un surrogato della presenza concreta, è altrettanto vero che rende possibili occasioni di interazione prima impossibile. Ricordo una chiaccherata con Denise Calos, ex collaboratrice di Tim O’Reilly, durante la quale mi ha raccontato come il cellulare e Skype la fa sentire vicinissima alla figlia quando in viaggio, consentendole di vederla, di condividere in tempo reale immagini e video che, in fondo, significa anche condividere emozioni e sentimenti.Troppo spesso ci si dimentica inoltre che il cellulare può essere uno strumento in certi casi salvavita: spostare sempre il discorso criminalizzando l’oggetto anziché l’uso improprio di esso, è una mania che gli “old media” hanno da tempo. Discorsi simili si sentono da sempre, ad esempio, riguardo la televisione, medium che, se correttamente usato, è invece utilissima fonte di apprendimento, divertimento e informazione.Insomma, come al solito si è persa una bella occasione per comunicare con obiettività da un lato i rischi legati all’uso scorretto di uno strumento come il cellulare e, dall’altro, l’utile funzione che esso può ricoprire. Il giornalista, ad esempio, ha dimenticato di citare (forse perchè neppure al corrente) il fatto che esitono cellulari specificatamente pensati per i bambini, che possono chiamare solo numeri preimpostati dai genitori.Come al solito non è la tecnologia in sé ad essere buona o cattiva, ma l’uso che se ne fa. Se il bimbo di 10 anni spende 50 euro al mese in SMS, la colpa non è del cellulare precocemente consegnato al pargolo, ma del genitore che l’ha formato male e che gli paga le ricariche ad oltranza, anzichè stabilire rigide soglie prefissate.Mi rivolgo quindi ai lettori di questo post che magari, in parte, sono madri e padri di bambini e giovani ragazzi: avete regalato loro un cellulare? Che policy avete adottato per quanto riguarda frequenza e importo delle ricariche? Secondo voi vostra figlia, vostro figlio, sarebbe più educato senza cellulare?

9 Commenti »

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  • # 1
    Edoardo
     scrive: 

    Ciao,

    Vorrei commentare perchè dissento da quanto scritto in questo blog e trovo anche l’articolo offensivo per il termine “troglodita” attributio a chi non la pensa come l’autore.. Non mi ritengo affatto tale, nonostante sia laureando in ingegneria, informatico e tecnofilo…
    Nessuno se la prende con lo “strumento” ma con l’uso che se ne fa. Trovo che l’allarme dato dall’articolo del Corriere possa definirsi tale perchè in mano di minori il cellulare rischia di essere diseducativo per vari motivi:

    – Parlare di “uso consapevole” per ragazzi di 4-5 anni significa non rendersi conto che a quell’età la consapevolezza è ben lungi dall’essere raggiunta.. Per legge la maturità si consegue a 18 anni, di fatto può essere raggiunta prima o dopo a seconda dei casi, ma di certo non alle elementari o alle medie. E anzi a quell’età i ragazzi tendono per natura stessa dell’adolescenza a ricercare la “violazione” della regola… E da qui l’uso in classe, con ovvia distrazione dai propri doveri, il disturbo e la disattenzione.
    – I ragazzi (anzi, bambini) ancora non conoscono la lingua italiana e già imparano a storpiarla con sms “compressi”..
    – La spesa, dato che è sostenuta spesso dai genitori, rischia di non permettere ai giovani di rendersi conto del valore di questo servizio.
    – I videofonini (che ho spesso visto in mano a ragazzini) e il video sharing portano all’emulazione di gesti e azioni viste su internet o in tv e che, seppur sempre accadute anche nel passato, prima erano sporadiche e non connesse tra loro mentre adesso è più che mai vivo il fenomeno di emulazione (mi riferisco ai sempre più frequenti casi distruzione di arredi scolastici, bullismo, furti e talvolta anche stupri e violenze, il tutto ripreso e diffuso).
    – Infine non vedo in quale modo il cellulare possa ritenersi educativo, dato che le notizie di attualità a quella età non interessano (o vengono lette con superficialità, senza la mediazione costruttiva di un adulto) e i giochi o la tv fornita via telefonino sono al più repliche di giochi o tv disponibili in altre forme.

    Trovo che l’uso “salvavita” sia solo una scusa dei genitori per tenere al guinzaglio i figli che invece dovrebbero essere sempre sotto il controllo diretto di un adulto per fronteggiare qualunque emergenza.

    Saluti,

    Edoardo

  • # 2
    righe90
     scrive: 

    quote:
    “E da qui l’uso in classe, con ovvia distrazione dai propri doveri, il disturbo e la disattenzione.”

    sono in assoluto disaccordo con questo!

    secondo me questa è solo una scusa per limitare l’uso scorretto dei cellulari in classe perchè fidatevi che un bambino-ragazzo non ha bisogno di un cellulare per distrarsi in classe, gli è sufficiente la fantasia (ed io lo so bene perchè sono uno studente di 4a superiore).

    IMHO bisognerebbe responsabilizzare i ragazzi sull’uso del telefonino così come si fa con l’alcol e col correre a tutta velocità sulle strade.

  • # 3
    Edoardo
     scrive: 

    quote:
    “IMHO bisognerebbe responsabilizzare i ragazzi sull’uso del telefonino così come si fa con l’alcol e col correre a tutta velocità sulle strade.”

    Certo!
    E secondo te perchè la patente non la danno prima dei 18 anni (e certe volte non dovrebbero darla nemmeno a quell’età..) e in quasi tutto il mondo gli alcolici sono vietati ai minori di 16 anni??

    Sono d’accordo sul fatto che ci siano molte altre fonti di distrazione in classe oltre al cellulare, ma non vedo per quale motivo consentirne un altro…

  • # 4
    Gustavo
     scrive: 

    Il cellulare come oggetto in sè è utilissimo, e lo può essere anche per un ragazzino purchè lo sappia usare bene e fin qui non c’è dubbio.

    Ma un po’ di colpa io la darei anche ai gestori e alle case prodruttrici di cellulari:
    -il nuovo lg disney della 3 è un agglomerato di teconologia che non serve a niente
    -se si parla di ragazzini fino a 12/13 anni….il cellulare dovrebbe avere le esclusive funzioni di inviare e ricevere chiamate e sms. STOP

    Voi vedete cellulari nuovi in questa ottica???

    io no….e di certo non tutti regalano un cellulare vecchio….ma se si farebbe uno nuovo magari col design che so io identico all’n95 ma di fatto con le funzioni base…..venderebbe lo stesso, solo che vogliono indirizzararci verso strade diverse…

  • # 5
    David
     scrive: 

    Sul discorso della distrazione in classe: pienamente in accordo con Righe90, io in classe mi distraevo disegnando scarabocchi, guardando fuori dalla finestra, facendo il sudoku, giocando con la psp, facendo video col cellulare (mai nulla di bullismo o vandalismo), guardando una compagna di classe, fantasticando, chiacchierando con il vicino di banco. Una volta che ti distrai nn importa che lo fai col cellulare o con una pallina di carta, tanto alla fine non segui la lezione comunque.
    Per quanto riguarda i video di vandalismo: quanti fatti “eclatanti” avrete visto? 1000? quanti studenti quest’anno hanno dato l’esame di maturità(quindi solo il quinto anno delle superiori)? 550.000 (cinquecentocinquantamila). Direi che sono non una minoranza, ma un eccezione.

    Parlando della possibilità di accorciare le distanze: io studio fuori casa, vedo mia madre 3 giorni alla settimana. Vedo mio padre un mese si e uno no perchè lavora all’estero. Non potete capire se non ci siete passati quanto un cellulare (o Skype/Msn come si dice nell’articolo) possa farti sentire più vicino (e mio padre lavora per lo più fuori dall’Europa). Quando ero piccolo il cellulare non ce l’avevo (il primo è arrivato in primo superiore) e mio padre lo potevo sentire molto meno, con conseguente distaccamento.
    Inoltre studiando fuori casa posso vedere per 3 giorni la settimana anche la mia ragazza, quindi passiamo parecchio tempo (oddio…il mio coinquilino ci passa 3 ore a sera, con la sua) al telefono e questo è un modo per riavvicinarsi quando le distanze sono proibitive.

    Allora prima di aprire bocca e parlare provate a pensare non solo al vostro caso, ma anche ad altre situazioni in cui magari quello che viene detto può essere veramente corrispondente alle realtà!

    David, 19 anni

  • # 6
    Franco
     scrive: 

    Ciao,

    Sempre sullo stesso numero del Corriere citato da F.F. sono anche disponibili i risultati di un sondaggio sull’essere o meno d’accordo a concedere il cellulare a bambini delle elementari.
    Circa 85% delle persone ha risposto di NO!
    Quindi esattamente il contrario di ciò che poi avviene in realtà …
    Qualcuno ovviamente obbietterà che il ‘campione’ del sondaggio non era corretto, ma io penso che in realtà le ragioni di questa incoerenza siano ben più profonde: nel rispondere al sondaggio si è molto ‘razionali’ e si pensa ai figli … degli altri, poi si corre a comperare il telefonino alla propria ‘creatura’.

    Saluti

  • # 7
    michele
     scrive: 

    E’ evidente che chiunque a scuola è stato uno studente normale sa che non ha bisogno di nulla per distrarsi perchè fa già parte del suo bagaglio personale, resta comunque il fatto che, salvo casi particolari (vedi David) la stragrande maggioranza dei ragazzini che hanno il telefonino lo hanno voluto (e non sono stati i genitori apprensivi a volerglielo dare) perchè ci sono i giochi, i filmati, le musiche ect. Ora io non voglio stare qui a dire cosa è educativo e cosa non lo è, perchè credo di non essere in grado di dare una valutazione tanto difficile (al limite posso dire cosa io credo che possa essere educativo), counque ditemi, se a 10 anni comperiamo il cellualre ai nostri figli cosa gli dovremo comperare a 16 e poi a 18? badate bene di non tirare fuori seghe del tipo la lontanza… a 19 anni sono partito da casa per la Scuola Sottufficiali della Marina Militare e sono tornato per la prima volta a casa dopo 6 mesi… premetto che all’epoca i cellulari non c’erano (era il 1989).

  • # 8
    Francesco Federico
     scrive: 

    Edoardo, mi scuso se ti sei sentito offeso dal termine che ho usato, che voleva avere alcuna connotazione irrispettosa nei confronti di chi la pensa diversamente.

    Resto in ogni caso convinto che il cellulare sia uno strumento neutro, buono o cattivo può esserne solo l’uso che se ne fa. Parli di distrazione in classe, dov’è il professore? Io alle medie se giocavo a tris col compagno venivo rimproverato, lo stesso dovrebbe accadere oggi col cellulare.

    Insomma, ancora una volta, il compito di responsabilizzare il ragazzo sull’uso del cellulare, cosi come di altri strumenti, deve essere in primis della famiglia e in secondo luogo della scuola.

    Non condivido neppure chi dice che non ci sono cellulari moderni semplici. Ce ne sono eccome e vengono pure venduti a meno di 100 euro. Addirittura ci sono modelli pensati solo per bambini, come il Primofonino di Disney venduto da Vodafone che vedete come immagine dell’articolo.

  • # 9
    Stefano
     scrive: 

    Ma chi è il bamba che ha scritto l’articolo ?

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