di  -  venerdì 4 dicembre 2009

Ricordate uSocial, l’azienda che vendeva amici, “fan”, follower etc. in Facebook o Twitter a pochi centesimi l’uno?

Pochi giorni fa è emerso un dato piuttosto allucinante: uSocial ha dichiarato di controllare ben 60 milioni di utenti Facebook, ovverosia un 17% abbondante dell’intera base utente del più famoso social network.

Quel che più interessa, la stessa Facebook, lungi dal bannare l’agenzia e tutti gli utenti che, per un paio di centesimi di euro, si prestano al suo gioco, ha assunto una posizione accomodante: dopo una iniziale notifica di cease & desist, secondo l’articolo linkato, pare si sia arrivati di un accordo fra le parti.

La questione conferma un trend corrosivo in atto da tempo, quello determinato dalla progressiva irrilevanza dei dati contenuti nel sito, e prova che Facebook non può o non vuole far nulla per contrastarlo.

L’inquinamento derivante dalla massa di questi “human bot”, rende irrilevanti le opinioni e le posizioni espresse dagli utenti attivi di Facebook, falsa le già deboli metriche di misurazione delle campagne pubblicitarie o pseudo-pubblicitarie legate al social, ma soprattutto rende la vita difficile a chi voglia utilizzare i dati presenti sul sito per ricostruire abitudini, stili di consumo, preferenze, a vantaggio di vere intenzioni di business.

L’irrilevanza di Facebook è una buona o una cattiva notizia, a seconda del proprio ruolo nella “catena alimentare” della privacy. Di certo una base utente inquinata da una ricca percentuale di “human bot”, non è il miglior asset su cui Facebook può poggiare le sue speranze di profitto.

9 Commenti »

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  • # 1
    Mirko
     scrive: 

    Visto che l’articolo si conclude parlando dei possibili profitti per Facebook… vorrei proporre la mia idea dell’advertising su Internet.
    Come il telespettatore cambia canale quando arriva il momento della pubblicità durante la visione del suo programma preferito, così l’utente di un sito web “interessante”… non è intenzionato a cliccare su pubblicità che lo portino altrove!
    Più il sito web è “inutile” più il pay per click rende, più il sito web ha contenuti interessanti meno click ci saranno.
    Anche sui video online… per esempio, quelli che propongono il pre-roll, io attendo momento di inizio del video non sorbendomi la pubblicità, ma approfittandone per cercare i video da vedere subito dopo. Li apro in schede nascoste e mentre mi guardo il primo video negli altri la pubblicità in pre-roll è già finita!

    Concludendo… sarò controcorrente ma… la pubblicità su internet è per gli utenti alle prime armi (che per fortuna di Google e company ancora sono in molti) … ma per l’utente esperto, che sa dove andare e cosa cercare… e’ solo una perdita
    di tempo e di banda!

  • # 2
    marco
     scrive: 

    veramente la pubblicità si paga anche per ogni visita quindi anche tu superattento che non clicchi sul banner…fai guadagnare soldi lo stesso

  • # 3
    Mirko
     scrive: 

    Il pay per impression dici? Ce ne sono veramente pochi di inserzionisti che usano questo sistema!

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    Io peno veramente a comprendere fenomeni come Facebook, Myspace ed altri social websites. Quei siti non sono altro che enormi riserve per l’advertising mirato, la cosidetta comunicazione tra utenti e’ solo un prodotto di scarto se mi consentite l’espressione.
    Ecco perche’ trovo esperimenti come Opera Unite molto piu’ interessante di quanto non possano essere i social sites.
    Rimette una buona parte del controllo sotto l’individuo che decide cosa con chi e con quali modalita’ condividere i suoi assets.
    Senza per questo dipendere da un grande fratello.
    ^_^

  • # 5
    simon71
     scrive: 

    Ragazzi, è inutile che ci giriamo intorno: milioni di persone utilizzano i Social Network/Forum per COMUNICARE…Poi, possiamo pure stare qui a scomodare sociologia, psicanalisi, Freud e Kant, ma questo è. Punto. Dopo anni di riluttanza mi sono iscritto su facebook, e ho ritrovato decine e decine di vecchi amici, conoscenti, persi nelle nebbie del tempo…No, non abbiamo recuperato il tempo perduto, ma FB offre l’illusione di farlo, offre l’illusione che in una serata di pioggia e foschia, anche se sei a casa tua a scolarti l’ultima bottiglia da solo pensando al passato, beh, dai una sbicrciatina alle foto del tuo “vecchio amico”, della tua ex-fiamma che 20 anni fa non ti guardava neanche perché eri timido e impacciato….Per scoprire magari che è diventata una racchia zitella…Oppure che ha 2 figli che le si sono disegnati sul volto ormai spento e sbiadito….
    E’ un modo come un altro per sentirsi parte di questo mondo, restandosene in pantofole e vestaglia, senza dover per forza sorridere e sfoggiare il capo alla moda come nel mondo là fuori…Tanto chi ti vede? E’ un’occasione magari per una dichiarazione di amicizia o amore tardiva, che sempre quel ragazzino di 15 o 20 anni non riusciva a fare…Un modo anche voyeuristico di dialogare con chi conoscevi o conosci poco, spiarlo un po’…
    Inutile demonizzare, combattere o sfuggire…Il Grande Fratello è e sarà questo, non certo l’ormai sciapo e demodè “Format televisivo”…
    “Do ut Des”….Loro ci regalano magari emozioni, meno solitudine in cambio di un piccolo controllo per vendere poi prodotti…
    Sta poi a ciascuno di noi valutare se il prezzo per mezz’ora al giorno di “amarcord” è equo o meno…
    Saluti

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Se un social network di questo livello è falsato, perde il suo stesso motivo di esistere.

  • # 7
    melassassina
     scrive: 

    facebook è uno schifo! Io sono stato bannato, senza possibilità di appello, per aver fatto troppe richieste di amicizia in un giorno (erano persone che conoscevo davvero, perchè facenti parte di un gruppo di lavoro) e poi permettono cose come questa o come i gruppi xenofobi…

  • # 8
    Giovanni
     scrive: 

    cito Simon: “No, non abbiamo recuperato il tempo perduto, ma FB offre l’illusione di farlo, offre l’illusione che in una serata di pioggia e foschia, anche se sei a casa tua a scolarti l’ultima bottiglia da solo pensando al passato, beh, dai una sbicrciatina alle foto del tuo “vecchio amico” […]. E’ un modo come un altro per sentirsi parte di questo mondo, restandosene in pantofole e vestaglia, senza dover per forza sorridere e sfoggiare il capo alla moda come nel mondo là fuori…Tanto chi ti vede?”

    Esatto, è proprio questo il punto: l’illusione di poter vivere una vita autentica rimanendo nel buio della tua stanza con la porta chiusa. Peccato che tanto la solitudine quanto i fallimenti (in amore/lavoro/studio etc) fanno parte della vita vera, quella che c’è fuori da quella porta, e sono proprio quelli che ti permettono di crescere e migliorarti.
    Ora, non sto dicendo che siamo giunti a questo punto, ma trovo che la direzione marcata dall’iceberg del “mondo cibernetico” in toto (di cui FB è solo la punta emersa) sia il graduale assopimento della persona e il rimpicciolimento dei suoi orizzonti. Certo una persona adulta sarà generalmente più immune, ma pensate a quanta insulsaggine può riversare FB in un 13/14enne, riempiendo di quello e solo quello la sua vita. Come crescerà? Come una persona con delle idee e convinzioni, una persona in grado di compiere scelte, o diventerà un pupazzetto che vive in funzione di cosa scrivere nel suo “stato” di FB?
    Non credo che chiunque usi FB sia un rinco…nito sociopatico e fortunatamente ne ho numerose conferme, voglio solo porre l’accento sulla necessità per “l’uomo moderno” dell’esercizio costante di capacità critica e, soprattutto, autocritica, capacità che si sviluppano solo affrontando la realtà, tanto nel bello che nel brutto; mi pare però evidente che la direzione in cui si sta andando è quella di una sempre maggior inerzia intellettuale e soprattutto umana, sempre più alla ricerca di emozioni e situazioni che “quando vuoi le chiudi”.

  • # 9
    Sam
     scrive: 

    è ovvio che ci siano tanti utenti fasulli, dato che senza una registrazione non si può vedere nulla. Secondo me le pagine dovrebbero essere visibili a tutti.

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