di  -  mercoledì 11 novembre 2009

diamond_disc.jpgUn DVD commerciale, “stampato”, ha un’aspettativa di vita superiore ai 10 anni, mentre i supporti vergini che possiamo acquistare per pochi centesimi vanno da un massimo di 10 anni per scendere fino a 2 o 3 mesi per i più scadenti.

Cranberry ha presentato una tecnologia, denominata Diamond Disc , che rispetto ai supporti vergini “tradizionali” utilizzano materiali di memorizzazione differenti, permettendo di masterizzare comuni DVD, che però manterranno intatto il loro contenuto per un millennio.

Ogni supporto costa 30 dollari e per essere scritto necessita di un masterizzatore appositamente concepito. Naturalmente i principali clienti non saranno i privati, ma in tutti quegli ambiti in cui la documentazione storica può essere importante.

Al di là del senso di una garanzia millenaria, resta comunque il problema della possibilità di continuare a decodificare le informazioni registrate oggi dopo secoli. Se si pensa all’evoluzione dell’informatica e dei mezzi di comunicazione che si è vista negli ultimi due decenni e quanto i cambiamenti abbiano reso impraticabile l’uso di supporti e formati che solo qualche hanno fa era diffusissimi.

Nella guerra degli standard, che poi non sono altro che aggressive strategie di marketing a scapito della compatibilità, bisognerebbe estrarre formati da prendere come riferimento per l’archiviazione di dati di valore, specialmente se di alto valore storico e istituzionale.
Ad ogni modo, per quanti sforzi si possano fare, la carta rimarrà imbattuta ancora per tanto tempo.

18 Commenti »

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  • # 1
    errore
     scrive: 

    che solo qualche hanno fa era diffusissimi.

  • # 2
    Mirko
     scrive: 

    Non vorrei dire una castroneria ma se non ricordo male il tempo di vita stimato di un dvd stampato va da in minimo di 30 ad un max di 100 anni e non 10.
    10 anni sempre se non ricordo male è il tempo di vita minimo dei DVD-r che invece arrivano ad un tempo massimo di “soli” 30 anni.
    Per quanto mi riguarda posso dire che alcuni cd che avevo masterizzato circa 16 anni fa ancora funzionano perfettamente.

  • # 3
    v1
     scrive: 

    i miei dvd verbatim cominciano a morire ora, dopo 3 anni. sempre trattati con i guanti, se non fosse per la custodia trasparente anzichè nera.
    mai più cd o dvd. d’ora in poi solo HD.
    per che vita hanno i dati in un HD se non vengono mai rinfrescati? (cioè se il disco non viene usato)

  • # 4
    goldorak
     scrive: 

    Chi si ricorda dei cd masterizzabili Kodak Gold ? Quelli si che erano di qualita’, materiale masterizzato su supporti kodak gold quasi a 10 anni di distanza vengono ancora letti senza alcun problema sul mio pc.
    Una scatola da 10 veniva sulle 15 000 lire. ^_^
    Peccato che la corsa al risparmio ci abbia da un lato eliminato attori quali Kodak, mentre d’altra ci troviamo supporti costosi che di qualita’ hanno soltanto il nome.
    I consumatori hanno perso su tutta la linea.

  • # 5
    Ciano
     scrive: 

    Confermo i Kodak Gold erano i migliori.

  • # 6
    Cael
     scrive: 

    Il problema è che la durata dei dischi ottici è inversamente proporzionale alla loro capienza, e questo per colpa delle tracce sempre più sottili.

  • # 7
    Mike
     scrive: 

    Ma la durata di un dvd/cd non è variabile anche in base alla quantità di letture/scritture che subisce o è solo in base a fattori di deterioramento naturale dei materiali che lo compongono?

  • # 8
    mede
     scrive: 

    il supporto influiva per la maggior parte, ma anche la qualità del masterizzatore influiva anche quello per una piccola percentuale.

    comunque cd, dvd e Bluray sono tutti supporti ridicoli, sinceramente li detesto. il problema è che in campo informatico non c’è una soluzione per salvarsi se non riversare continuamente i dati, visto che ogni tecnologia viene rimpiazzata e non più supportata… o semplicemente diventa scomoda all’inverosimile

  • # 9
    goldorak
     scrive: 

    Tecnologie affidabili per il backup ci sono : i nastri magnetici. Ma il costo del hardware li rende oggetti soltanto per il mercato aziendale.
    Noi consumatori dobbiamo accontentari di materiali “scadenti” inteso nel senso che non servono per il backup a lunga durata dei dati.
    I dischi fissi e’ grasso che cola se dopo 5 anni sono ancora vivi, gli ssd non ne parliamo. Quelli a tecnologia MLC hanno tanti di quei problemi che comprarli adesso al posto degli hard disk meccanici significa passare dalla padella alla brace.
    Quelli invece a tecnologia SLC hanno tutte le carte in regola per costituire una soluzione affidabile nel tempo, il prezzo come nel caso dei nastri li rende possibili soltanto per le aziende.

  • # 10
    TheDarkAngel
     scrive: 

    Si vede che ti intendi di ssd, non hai detto una cosa che sia giusta e continui a farlo a spron battuto in ogni angolo del web e ogni volta che ne hai occasione. Se la smetti fai un favore a tutti.

  • # 11
    goldorak
     scrive: 

    TheDarkAngel : sturati il cervello se ci riesci.
    Si parla di backup non di prestazioni.
    E ad oggi gli ssd MLC come soluzioni di backup sono inesistenti.
    Per gli ssd SLC il discorso e’ gia’ diverso, ma sono sempre penalizzati da una capienza limitata e prezzo considerevole.
    Questi fatti evidenti li capisci o ti devo fare il disegnino come ai bambini di 5 anni ? ^_^

  • # 12
    yamamuri
     scrive: 

    Da quando i nastri magnetici sono una tecnologia affidabile per lo storage a lunga scandenza? Sono i più inaffidabili, di sicuro, col tempo i dati si perdono proprio a causa della natura delle particelle magnetizzate e del magnetismo, si autodistruggono in pratica. Lentamente ma inesorabilmente, i dominii magnetici si attenueranno fino a rendere illeggibili i dati, non esiste un rimedio che renda affidabile la memorizzazione a tempo indefinito o comunque lungo su nastro magnetico.

  • # 13
    Mirko
     scrive: 

    a dire il vero i miei cd preistorici non sono dei kodac gold ma “semplici” Princo e Tdk ed entrambe le marche funzionano perfettamente pur avendo abbondantemente superato i 10 anni.

  • # 14
    goldorak
     scrive: 

    @yamamuri : E vero quello che dici. Ma se uno vuole un supporto che duri millenni ce’ la carta. ^_^ E stata testa attraverso le varie epoche storiche e non credo che verra’ surclassata nell’immediato da altre soluzioni tecnologiche (ai fini dell’archivizione per eccellenza).
    Primo perche’ tutte le tecnologie informatiche per l’archiviazione hanno meno di 1 secolo (e chissa’ dove saremo tra 900 anni…), e secondo perche’ come fai giustamente notare ce’ un problema fisico di fondo. E cioe’ che il materiale magnetico col passare del tempo si smagnetizza e porta ovviamente alla corruzione/perdita di dati. Da notare che lo stesso problema affligge gli ssd, questa volta pero’ l’origne e’ da ricercare nella carica elettrica residua. Gli ssd sia MLC che SLC per mantenere i dati integri hanno ovviamente bisogno di una carica elettrica residua che “rinfreschi” le celle. Quindi se uno mette dei dati su un ssd e poi lo stacca dalla corrente per archiviarlo, non e’ detto che tra 10-15 anni i dati siano ancora leggibili.
    Detto questo, nel caso dei nastri, anche se il materiale magnetico si smagnetizza questo non avviene tutto d’un colpo. E un processo molto lente, e finche’ non viene superata una certa soglia ci sono apparecchiature specializzate che consentono di leggere l’informazione sul nastro.
    E la stessa tecnica per cui e’ possibile leggere i dati di un hard disk anche se questo e’ stato preventivamente cancellato soprascrivendo con dati casuali tutta la superficie del disco anche svariate volte. Rimane sempre una magnetizzazione residua del vecchio dato che e’ possibile sotto determinate condizioni leggere. Ma ovviamente non e’ una procedura come dire che si trova nei negozi dietro l’angolo.

  • # 15
    mede
     scrive: 

    è curioso pensare che lo strumento tecnologicamente più avanzato sia proprio la carta… non siamo in grado di leggere uno dei primi floppini degli anni ’80 ma non abbiamo grossi problemi con pergamene e libri antichi. addirittura i libri durano più della lingua stessa.

    e se la corrente va via esistono ancora. gli e-book, e i dati informatici no.

    la nostra attuale tecnologia è assolutamente inutile e ci rende anche molto vulnerabili. un supporto che invece è in grado di durare millenni è una cosa positiva, peccato che tra 20 anni potremmo a malapena ricordarci che usavamo dei dischi ottici. anzi lo speriamo tutti.

  • # 16
    michele
     scrive: 

    la carta è magnifica, sono d’accordo

    se poi qualcuno riesce ad archiviare il filmato delle vacanze di natale su un foglio di carta, gli faccio una statua in scala 100:1

  • # 17
    Marco
     scrive: 

    Ma quale carta? Io ho dei vecchi fumetti ingialliti, anche i miei vecchi quaderni di scuola non sono in buone condizioni.
    Sicuramente la carta di oggi non dura tanto come quella che producevano secoli fa.

  • # 18
    mede
     scrive: 

    ….
    ma perchè parlo?

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