di  -  venerdì 6 novembre 2009

HandcuffsQualche tempo fa si è parlato di portabilità della mail – ovverosia la possibilità di trasferire il proprio alias e i propri dati personali presso altri fornitori, senza incorrere in perdite di dati – presso la Commissione Europea e la FCC americana. Non è un argomento a cui ho prestato molta attenzione, essendo un accolito della “religione” Gmail fin dal 2005.

Nella giornata di ieri, in seguito a un disservizio – sono stato disconnesso da IMAP per aver ecceduto un tetto di banda (!?) – ed essendo totalmente dipendente dalla mail nel lavoro, ho deciso di valutare gratuitamente un servizio a pagamento con garanzie formali di servizio e assistenza tecnica.

Attivato l’account, mi sono trovato davanti delle fiammanti nuove mailbox, pronte a contenere tonnellate di GB, ma ahimè prive di tutti quei preziosi dati che dal 2005 in poi affollano la casella attivata con uno dei primi inviti, presso i server di Google.

Oltre e più che dell’alias, il problema è infatti legato al trasferimento di una mole rilevante di dati, nel mio caso circa 27000 messaggi. Vi annuncio già da ora che alla fine ho dovuto desistere.

Come accennato, fruisco della mia mailbox non via web ma da client – tramite IMAP, affinché ci sia sempre totale coerenza fra i dati a cui accedo. L’integrazione del client con l’OS è infatti per me cruciale nella produttività quotidiana.

Dopo aver preso un po’ d’informazioni in rete ho concluso che il metodo migliore per trasferire l’enorme volume di mail, consistesse nel creare il nuovo account a fianco del vecchio, quindi procedere a spostare a mano i messaggi dalla casella “Entrata” e poi da quella “Inviata”.

Dal momento che anche la nuova mailbox è IMAP, comandare il trasferimento da una mailbox all’altra, significa effettivamente comandare la movimentazione di migliaia di file da pochi KB, per un totale esorbitante, fra due server, con il proprio client a fare da semaforo. Una situazione già dal punto di vista “estetico” orribile.

Contribuisce ad innalzare il livello di frustrazione, la ridicola banda in upload della mia ADSL da 8 mega, che conferisce all’operazione una velocità ancor più letargica.

Chiaramente le mail vanno copiate a piccoli blocchi per evitare che un errore possa costringere a ricominciare da capo (già, perché la copia non segue necessariamente un ordine cronologico).

Mi imbarco nell’operazione, perdo tre ore del mio tempo a fare verifiche incrociate fra webmail, casella IMAP di origine e di destinazione. Iniziano a saltar fuori le prime discrepanze, e con esse i timori di aver perso qualcosa. Mentre controllo affannosamente, arriva il colpo di grazia: errore del server, 82 messaggi (di 400) non copiati.

Morale della favola, resto con Gmail, sperando che il fantomatico tetto di banda non salti di nuovo fuori a farmi perdere mezza giornata di lavoro. Come ho personalmente verificato, si tratta peraltro di un problema comune anche agli utenti premium di Gmail.

Voglio precisare che ho valutato anche le varie opzioni di inoltro automatico da vecchia a nuova casella, di lettura automatica da nuova su vecchia via POP. Nessuna di queste opzioni mi garantisce dei tempi di reazione accettabili (al tempo di sincronizzazione IMAP, si aggiunge infatti un’altro tempo X di inoltro-scaricamento), e coerenza dei dati.

La soluzione più semplice e meno onerosa in termini di tempo, specie quando la posta elettronica è uno strumento di lavoro, mi pare quella di appoggiarsi a un solo provider. Peccato che l’assenza di strumenti tecnici funzionali e disposizioni legali che vincolino ciascun fornitore di servizi ad offrire pieno supporto alla portabilità, trasformi anche la banale necessità di una mailbox con tanto di storico, in un ennesimo lock-in.

31 Commenti »

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  • # 1
    goldorak
     scrive: 

    Forse non capisco il problema, ma e’ proprio necessario avere 27000 messaggi perennemente a disposizione su googlemail ?
    Arrivera’ un punto spero io, in cui ha senso archiviare in locale, sul proprio pc di casa una parte di questi messaggi (oppure riversarli su cd/dvd/blu-ray/etc…)
    e il restante magari tenerli su google.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Il punto è che più cresce il volume di email, più diventa difficile distinguere quelle utili da quelle inutili (il motto di gmail è in effetti “search, don’t sort”). Motivo per cui se io oggi decidessi di mettere in locale le mail diciamo del 2007, mi potrei ritrovare domani ad averne bisogno di una mail mandata in un periodo a cavallo fra i due anni e doverle cercare in due posti diversi.
    Se poi mi si schiantasse l’hd, me ne ritroverei senza tout court…

  • # 3
    BrightSoul
     scrive: 

    Io spero che Google Wave diventi di uso comune. La metà delle e-mail che scambio con i clienti contengono al massimo 2 righe di messaggio e ben 20 di firma + disclaimer.
    Lasciare i messaggi sul server ti dà la possibilità di centralizzare il backup per tutti gli utenti. Ha più senso ora che il costo al MB è basso.

  • # 4
    holden
     scrive: 

    Mi sembra risolvibile solo in pop e con il client.

    Accedi in pop a Gmail, scarichi tutto, e usi “reindirizza” e ti rimandi tutti i messaggi in arrivo sul nuovo provider (se proprio vuoi continuare ad usare IMAP).

    Per i messaggi inviati, fai un filtro con Gmail e li inoltri nel nuovo indirizzo, dove, con un altro filtro, li sposti in posta inviata (pop per forza mi sa).

    Suggerisco The Bat: ho usato quasi tutti i client e quando i numeri si fanno grossi è quello che gestisce meglio.
    Oltretutto è personalizzabile in tutto, ha filtri mostruosi, è veloce, permette “giochini” con le intestazioni (io tengo sincronizzate le cartelle di posta inviata in due pc diversi entrambi in pop).

    Quanto all’IMAP, non capisco il vantaggio nel suo utilizzo; a meno di avere parecchie postazioni di accesso alla mail, certo.

    Io uso pop con “lascia i messaggi sul server” e il “giochino” di prima per sincronizzare la posta inviata.

  • # 5
    Anonimo Codardo
     scrive: 

    offlineimap e imapsync.

    Io spero che il punto in cui converrà non avere copia dei propri dati in locale non arrivi mai.

  • # 6
    Diego
     scrive: 

    Basta usare un software che si chiama Gmail Backup… scarica tutto in IMAP e poi dando i nuovi dati di accesso Ripristina sulla nuova casella google… è facile e veloce (se hai abbastanza banda in upload)

  • # 7
    Matteo
     scrive: 

    Oppure potresti usare un programma per la protocolloazione dei dati tipo questo:
    http://www.infoperativa.it/news/leggi_area.asp?ART_ID=1649&MEC_ID=130&ARE_ID=32
    in questo modo sotto ogni contatto non archivi solo la singola mail ma altri file e conversazioni.

  • # 8
    Valerio
     scrive: 

    Scusa non ho capito una cosa, tu usi gmail via imap ed in locale hai una copia totale di tutto quanto? O_o

  • # 9
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ tutti
    Ragazzi, grazie dei suggerimenti, ho valutato molte alternative e nessuna mi restituisce praticità e affidabilità tale da pensare alla migrazione. È per questo che proponevo la cosa anche sotto un versante normativo: dopotutto la mail è parte della mia identità digitale, ed è difficile da mandar giù un lock in di fatto, che tale è per me, e ancora più grave è per le masse di persone inesperte che ogni giorno entrano per la prima volta in rete.

    @ Valerio
    No, non ho alcuna copia locale.

  • # 10
    Mirko
     scrive: 

    Io ho la mia casella di posta sul mio server. Così che se devo cambiare fornitore di hosting il trasferimento dei dati lo faccio dalla console del server a velocità molto elevata. E in più evito che qualcun altro possa giocare con la mia posta!

  • # 11
    Valerio
     scrive: 

    Scusa, allora proprio non capisco che motivo ci sia di usare imap “Come accennato, fruisco della mia mailbox non via web ma da client – tramite IMAP, affinché ci sia sempre totale coerenza fra i dati a cui accedo”
    Se la usi da web per definizione vi è sempre totale coerenza, usare l’imap con gmail mi pare un controsenso.
    Credo mi sfugga qualcosa.

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Valerio
    Uso l’imap con gmail perché mi dà più coerenza con la ui dell’OS e s’interfaccia meglio con le applicazioni locali che uso quotidianamente. A quel fine il POP non è adeguato perché ho necessità che tutte le operazioni di posta, ivi comprese cancellazioni e le relazioni fra un messaggio e la sua risposta, siano coerenti con quel che vedo da smartphone.

  • # 13
    Valerio
     scrive: 

    Di integrazione con OS, grafica a parte mi vien in mente solo i contatti (per cui ci sono mille soluzioni) e la posta firmata che non hai citato servirti.
    Quindi tutto questo articolo è incentrato sul problema di non voler abbandonare un client mail (fammi indovinale,Apple Mail?) per usare uno strumento web che offre moltissime feature in più e molti problemi in meno :D

  • # 14
    mede
     scrive: 

    evidentemente non comprendo il problema, se usassi un client semplicemente conficurerei in imap con il nuovo account, tanto le mail rimangono anche sul client no? uno incomuncia a lavorare col client su entrambi gli account, dopodichè col tempo quello google dovrebbe andare in disuso, allora o si cancellano anche le mail e si evita l’imap che crea problemi, oppure comunque lo tieni così… tanto l’indirizzo lo devi cambiare uguale…

    bho mi sa che non ho capito bene

  • # 15
    Lorenzo
     scrive: 

    se hai davvero necessità di avere tutte quelle email ti consiglio di spendere 2 lire, comprarti un pc anche con un atom, una scheda raid esterna 2 dischi (raid1), installi una distribuzione minimale su cui fai andare fetchmail in POP3(che lo imposti per scricarsi TUTTA la posta e liberare il tuo account Gmail) ed il client fai in modo che si colleghi al tuo serverino (anche in IMAP a questo punto)…ti serve accesso da remoto? no problem ti abboni ad un servizio come dyndns, forwardi sul tuo router di casa la porta su cui c’è il demone ssh del server in ascolto poi con putty apri un tunnel e ci forwardi la porta su cui è in “ascolto” il tuo server di posta (magari blindi la cosa forzando l’accesso con chiavi asincrone: roba da mezza giornata di ricerca su internet se non lo hai mai fatto)…un domani vuoi cambiare provider? non perdi più dei 2 minuti necessari per reimpostare il fetch.

  • # 16
    Valerio
     scrive: 

    Non vedo i benefici di un serve mail casalingo, in quel caso hai sicuramente più downtime di google, downtime di corrente elettrica, malfunzionamenti hw ed adsl, un costo in bolletta, un costo di hw, necessita di avere un pc acceso, sottoposto ai limiti di banda delle nostre adsl quando non sei in casa. Insomma tutte cose che i servizi online ti garantiscono gratuitamente.

  • # 17
    Lorenzo
     scrive: 

    se hai 27000 mail a crescere…usi un client di posta per accedere alle email…e vuoi svegliarti ogni mattina con la piacevole convinzione “se domani mi rompo le balle cambio provider e tanti saluti” non hai molte altre scelte.

  • # 18
    Andrea R
     scrive: 

    @lorenzo, molti isp ti bloccano sulla porta 25 se hai ip dinamico.

  • # 19
    Davide
     scrive: 

    Non so che tipo di lavoro fai ma per me non ha senso tenere 27000 messaggi sulla mail ma dai!
    Ha già poco senso avere una sola mail, un po di ordine!
    Poi se uno vuole la portabilità può sempre tirarseli su su un pc dedicato.
    Odio le usanze di molte persone che lasciano dati ecc… in balia di terze persone.. non ha senso eppure molte aziende lo fanno previa diventare schiave di terze sociatà che gesticono la parte più importante delle loro cose.
    Qualunque impiegato che tu non conosci mentre fa manutenzione al server attirato dalla mole di dati potrebbe dare una sbirciata ai tuoi messaggi.
    Se son comunicazioni utili ha senso lasciarne la gestione a terzi?
    Poi non vedo troppo il problema, tiri su i dati chiedi la portabilità e gli rimetti giù se ti interessa o li tieni tu che sarebbe cosa più furba.
    In pratica quest’articolo fa capire come a molti piacia lasciare la loro roba a casa d’altri.
    Un po come se tu avessi un capannone ne affitti un altro mantenendo lo stesso indirizzo e vorresti che compreso nel pacchetto ci sia il trasferimento di quello che c’è dentro.

  • # 20
    Giacomo
     scrive: 

    Sono d’accordo con Davide, se si vuole l’assoluta certezza di poter disporre sempre e comunque delle proprie email non c’è miglior cosa che gestirsele in locale sulla propria macchina.

  • # 21
    Lorenzo
     scrive: 

    @andrea R

    e chi ha detto che il server personale lo devi utilizzare come server SMTP? l’SMPT server rimane sempre quello del tuo ISP …l’utilità di un server posta personale nei termini che accennavo è riferita alle richieste dell’autore del post sul Blog: ha 27000 messaggi a crescere, gestisce la posta via client e vorrebbe essere libero di spostarsi da un provider di posta all’altro senza perdere settimane per il “trasloco”.

  • # 22
    Lorenzo
     scrive: 

    @davide:

    dove lavoravo fino a poco tempo fa la posta era (ab)usata in modo assurdo…il backup di posta (2 volte al giorno) aveva una dimensione di circa 300GB (circa 50 account) e c’erano utenti con più di 10GB di posta personale…il buon Alessio Di Domizio con “solo” 27000 messaggi sarebbe stato dal mio punto di vista un utente modello :)

  • # 23
    Giovanni
     scrive: 

    Io ho ben più di 27000 messaggi (genero inoltre gigabyte di mail al mese), e mai mi sognerei di affidarmi a Gmail.

    Il tuo è un vizio di origine!

  • # 24
    Every
     scrive: 

    Scusa tanto, ma fare un backup in locale ogni anno? No?
    Dal 2005 ad ora non ci hai mai pensato ?
    Vabbè, tanto che ti frega: ti basta scrivere su un blog e postare inutili quesiti neofiti, causati da dilagante ignoranza informatica, che prontamente hai una schiera di persone pronte a darti una soluzione.
    Classico post da “need-odiens” digitale.

    Scusa dello sfogo, niente di personale, anzi, bypassate e andate oltre, come se non esistessi :D

    Buona giornata :)

  • # 25
    mede
     scrive: 

    scusate ma in locale hai comunque il rischio che un semplice problema al pc renda le mail inutilizzabili. il downtime per la corrente elettrica è uguale a mio avviso, tanto quando manca la corrente non funziona nemmeno il modem e il pc, anche se virtualmente le mail sono ancora accessibili. certo ci si risparmia i downtime di google ma tutto sommato è possibile come già detto il downtime anche del locale, magari un semplice aggiornamento dell’SO che non vuole andare, ecc. ecc. e perdi comunque una giornata. e non puoi semplicemente cambiare PC per accedere ai dati.

    quello che secondo me conviene comunque è affidarsi a servizi diversi contemporanemente (tutti con IMAP). è vero che aumenta la complessità della cosa ma alla fine si ha un po’ più di respiro in caso di problemi con un solo account….

    spero di non dire solo cavolate. comunque questo è il mio approccio da poco esperto.

  • # 26
    Luca Morrone
     scrive: 

    Ciao Alessio, bhe io avevo un problema simile quando ho dovuto “trasportare” tutte le email su “iol” a “gmail”… bhe ho risolto in questo modo:
    Con outlook ho configurato in pop iol (scaricando tutto in locale) e in imap gmail e poi da outlook ho fatto un semplice drag&drop… devo dire che ci ha messo un bel po di tempo infatti era lentissimo ma non è andato in timeout e alla fine avevo tutto su gmail ed ora continuo ad usarlo in imap… infatti son d’accordo con te q

  • # 27
    Luca Morrone
     scrive: 

    ..scusate mi è partito involontariamente “invio” correzioni:

    “..da iol a gmail..”

    e dicevo che: son d’accordo con te quando dici:” siano coerenti con quel che vedo da smartphone.” sacrosanta cosa… ;)

  • # 28
    Fede
     scrive: 

    Non voglio essere assolutamente conformista ma anche io non riesco a capire il problema della posta elettronica, ma forse il nostro Caro Domizio ha scritto l’articolo tanto per provocarci e far saltare fuori la discussione … chi lo sa !!!
    Ad ogni modo rimango stupito del fatto che si utilizzi il server di posta elettronica anche come archivio di e-mails, si è vero molte volte per lavoro capita di consultare le proprie emails on line direttamente nel server perché magari si utilizza non il proprio PC o il proprio portatile … ma comunque c’è sempre l’opzione di letto/non letto quindi prima di chiudere basta segnalere i messaggi come non letti per scaricarli tranquillamente nel proprio PC/portatile (quindi se si vuole salvare il cumulo enorme di posta si potrebbe fare cosi).
    Per la gestione sul proprio PC dell’archivio e-mail molti softwares di posta elettronica dispongono di sistemi di archiviazione ma stranamente outlook pur non disponendo di simili comodità le cose sono ancora più semplici e intuitive ….
    Per quanto riguarda l’ordinamento delle e-mails anche qui non vedo il problema le e-mails contengono la data e l’ora in cui sono state spedite dal mittente e basta usare questo come criterio di ordinamento crescente o se si vuole decrescente …

  • # 29
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Fede
    Pensa un po’ che, più che su soluzioni tecniche, io volevo stimolare una discussione sui risvolti legali della questione, ovverosia su quanto sia necessario rendere portabile la mail tanto quanto lo è il numero telefonico… :-)

  • # 30
    Fede
     scrive: 

    Supponendo che Di Domizio utilizzi Outlook Express per la gestione della propria posta elettronica, vi assicuro che le cose sono molto più semplici di quanto si possa pensare … basta usare due account di accesso al sistema dare una ritoccatina a due chiavi del registro di sistema e il gioco è fatto …

  • # 31
    Fede
     scrive: 

    … insomma …

    Si crea un nuovo utente per esempio chiamato Backup posta, si esegue outlook come questo nuovo utente lo si configura con il vecchio server di posta elettronica, si accede online al vecchio server mediante il browser e si segnano tutti i messagggi archiviati come non letti quindi si spostano nella cartella di posta in arrivo (sempre online), a questo punto connettendosi con outlook come utente “backup posta” i messagggi vengono tutti scaricati (senza invidia buon lavoro se ne sono molti…).
    A questo punto si copia la cartella “identità” nel proprio HD di backup esterno e si configura il registro di sistema per indicargli la nuova posizione.
    dunque per leggere la posta archiviata basta aprire outlook come utente “Backoup posta”

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