di  -  martedì 3 novembre 2009

new_fiat_trazione_posteriore_alfa_romeo_lancia_spy.jpg Per la conferma ufficiale dovremo attendere ancora qualche giorno, fino al 4 novembre, data in cui Fiat presenterà il piano industriale quinquennale, ma dalle scarne dichiarazioni diffuse fin’ora, sembra che le voci e le speranze maturate tra gli amanti dell’Alfa Romeo dopo l’acquisizione di Chrysler siano destinate a concretizzarsi.

L’erede della Chrysler 300 C, “berlinone” fortemente Hummer style, con linee tese e proporzioni massicce, ma che per un periodo ha goduto di una certa popolarità anche in Italia, è ormai alla fine del suo sviluppo. Secondo Alfredo Altavilla, presidente di Fiat Powertrain (divisione che progetta e produce i motori per tutti i mezzi del gruppo Fiat) ha fatto sapere che dal nuovo pianale saranno derivati anche due modelli con blasoni italiani installati sul cofano.

Quali saranno i marchi che beneficeranno della nuova base di origine statunitense ancora non si sa, ma sembra impossibile che Fiat possa decidere di deludere le aspettative degli “alfisti” dopo un decennio di (se pur vaghe) promesse.

In arrivo anche unità a benzina di grossa cilindrata (anche se il mercato predilige sempre di più unità compatte turbocompresse), un V6 progettato e prodotto da Chrysler, che andrebbe a sostituire l’attuale 3.2 che equipaggia i modelli di punta di Brera, Spider e 159, che pur con una pesante rivisitazione delle teste da parte dei motoristi Fiat, è un motore di proprietà di GM, prodotto in uno stabilimento australiano (sì, dall’altra parte del globo) che rappresenta l’ultima eredità non ancora cancellata della travagliata e breve love story tra il gruppo italiano e quello statunitense.

Le future grandi berline destinate al mercato europeo saranno fabbricate in Italia, negli stabilimenti Bertone, recentemente acquisita da Fiat. La produzione non inizierà prima del 2011.

Alcune indiscrezioni però sarebbero ancora propense a lasciare fuori il marchio Alfa Romeo, predestinando i due modelli previsti a Lancia e Maserati.

27 Commenti »

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  • # 1
    zander
     scrive: 

    Prendiamola con filosofia. Alfa Romeo è ai minimi termini dopo oltre 20 anni di mala gestione Fiat. Peggio di così non può andare. O forse sì se fanno una 169 con un muso da tapiro come la Mito. Un’incubo. :-(

  • # 2
    none required
     scrive: 

    Ma non si doveva puntare sui nuovi propulsori, piccoli, risparmiosi e performanti? Ora si riesumano i 3,2/V6… progetto americano pietoso, consumo elevato e performance ridicole. Altro che incubo!

  • # 3
    Sandman
     scrive: 

    io da alfista convinto attendo con ansia un vero modello coupè sportivo con trazione posteriore, ora ho una gt che di alfa ha solo la linea mozzafiato ma come meccanica…e qualità costruttiva…lasciano un pò a desiderare se paragonata a pari coupè di altre marche…è proprio una fiat altro che alfa! un 3.2? ma si può anche fare ma servono solo motori + potenti per portarsi alla pari delle altre marche, meno consumi perchè sono strassetate, meno peso perchè prendi la brera è un rinoceronte, più qualità negli assemblaggi perchè la mia come altri lamentano mille rumorini e maniglie o volante che si spellano precocemente insomma rivogliamo le alfa dominare nel mercato delle auto con carattere sportivo!!!

  • # 4
    Sandman
     scrive: 

    e che diamine poi hanno rialzato la fiat con ottimi modelli vedi grande punto, 500, bravo, con nuovi motori che promettono bene (multiair), hanno rilanciato pure lancia con la ottima delta e non rilanciano l’alfa?? (la mito nn la considero nemmeno la metterei tra le auto fiat nn alfa)

  • # 5
    Riky
     scrive: 

    il muso della Mito è ispirato a quello della 8C Competizione… non proprio un incubo!
    appena si disegnano linee fuori dai soliti schemi non piace mai all’inizio.. col tempo poi si apprezza!
    meglio che le solite forme delle utilitarie tutte uguali e scopiazzate le une con le altre..

  • # 6
    none required
     scrive: 

    Non è una questione di muso. E’ una questione di tecnologia e qualità. La Mito alla fine è un rebrand della Grande Punto (che è una macchina economica onesta, niente di più).

    Le Alfa di oggi scricchiolano, non brillano per design (Giugiaro non è un mostro, la 147 originale di De Silva sembra ormai lontanissima), invecchiano precocemente, sono soggette all’effetto “zingaro” nel mercato dell’usato. Sottolineo come nel nuovo non sono certo regalate.

    Ben venga il MultiAir ma serve di più. Molto di più.

  • # 7
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Riky

    appunto ispirata alla 8c…ma realizzata da cani…fa pena come estetica la mito…troppo schiacciata come linea…già sulla 149 o la prossima 169 il design 8c starebbe meglio…

  • # 8
    Luk
     scrive: 

    Alcune informazioni non mi tornano.

    La Chrysler 300 deriva dalla mercedes classe e di 2 generazioni fa, motore compreso.
    Dubito fortemente che un motore così vecchio possa essere resuscitato e aggiornato ad EURO5.

    Una berlina necessita di un motore di sostanza e voluminoso ( l’occhio vuole ancora la sua parte) quindi escluderei motori sotto il 1.8 turbo da circa 200cv.

    Fosse la volta che tirano fuori un bel ibrido ..

  • # 9
    arkanoid
     scrive: 

    Ibrido su un’alfa sportiva? nooo pesa troppo. Telaio leggero, un bel V6 stretto turbo anteriore, 250-300 cavalli, torsen e via.

  • # 10
    none required
     scrive: 

    Un 4 cilindri in alluminio è più leggero. Il 1750 turbo in realtà è in grando di tirare un bel peso, consumando meno di un 3,2L. Capisco l’amore tutto americano per i V8 che sputacchiano benzina incombusta ma ormai sono fuori dalla realtà. Serve per forza un sistema di recupero dell’energia: o ibrido o simile all’ED di BMW (servo elettrico, …). Facciamo capire a questa gente che un moderno ed europeo 2,4L turbo diesel non è neccessariamente un motore fiacco e puzzolente e che per portare a spasso i loro catorci a stelle e strisce va più che bene senza fare i 3 con un litro.

    Se invece vogliono rincorrere la prestazione pura… beh… l’approccio è diverso e ad oggi Alfa non è competitiva, ne contro i tedeschi ne contro i giapponesi.

  • # 11
    zander
     scrive: 

    @ Riky
    Il muso della 8C sta bene sulla 8C e basta. Sulla Mito è venuta fuori una schifezza. Sulla Milano (le cui foto rubate sono già uscite) il muso sarà un po’ meno peggio ma ancora non ci siamo. Dove sono finite i musi e le linee sportive e aggressive 147/159? E le sospensioni? Prima della Mito ci sono quadrilatero e McPherson. Sulla 147 e GT pure il differenziale meccanico Torsen. Sulla Mito invece McPherson e ponte torcente. Sulla Milano McPherson e Bi-Link simil Ducato!
    Com’è possibile che fino alla 147 e 159 si hanno bei design e ottime meccaniche nelle sospensioni ma con motori/cambi vecchi e qualità di assemblaggi insufficienti e ora con Mito/Milano si rischia l’opposto? A quando un’Alfa completa?
    Senza contare la TP che manca da più di 20 anni!
    E’ incredibile come il potenziale di Alfa Romeo sia stato così poco sfruttato in questi ultimi decenni!

  • # 12
    Ominaru
     scrive: 

    @zander
    Quoto, parole sante!!!

  • # 13
    zephyr83
     scrive: 

    Scusate ma volete dire che le alfa come estetica sn brutte? Linea che invecchia subito? la 147 e la GT sn vecchissime eppure come linea tengono ancora! la 159 come berlina è una delle più belle e trovatemi una spider più bella di quella dell’alfa!!
    Per me la mito è davvero bella e si vocifera che la prossima mini sarà basato proprio sulla mito (dopo l’accordo cn BMW), quindi tanto pessimo come progetto nn mi sembra! E poi a me sembra davvero bella, cos’ha che nn va?
    Che per il resto fiat si stia occupando poco di alfa (e anche di lancia) è verissimo! Se nn sbaglio alfa è anche meno presente nelle competizioni sportive, cosa davvero assurda!

  • # 14
    Daniele
     scrive: 

    @ zephyr83
    non credo intendano che e’ la linea ad invecchiare, ma bensi’ quello che c’e’ dentro. posseggo da 3 anni una 159 che reputo una delle migliori macchine come linea a tutt’oggi ma, aime’, e’ stata portata almeno una ventina di volte a spasso nelle officine e sto ancora tribulando. Dovrebbe fare da 0 a 100 in poco più di 9 secondi ma non riesco piu a scendere sotto i 10.
    Per riassumere: e’ una bellissima alfa finche’ non ci sali o apri il cofano. Le sconsiglio a tutti

  • # 15
    AndreaG.
     scrive: 

    Caspita porti una macchina dal meccanico perchè non fai da 0 a 100 in 9 come dichiarato ma in 10? pensavo di essere un rimpicoglioni io perchè dopo i 100.000 il mio 1.5dci comincia a vibrare leggermente….

  • # 16
    Luca
     scrive: 

    Ma nella 149/Milano non ci sarà più il quadrilatero alto davanti?
    ma caxxo le sospensioni, la precisione/feeling dello sterzo assieme alla linea erano proprio i punti di forza di 147 e 156…

    se così fosse, a questo punto per me l’Alfa può pure mettersi a fare trattori, poi non lamentiamoci però se tutti comprano le tedesche…

    già eravamo indietro: telai troppo pesanti, assemblaggi non ancora a livello teutonico, nessun sistema di recupero energia, aerodinamica inferiore (come diavolo fanno i tedeschi a fare macchine belle con un ottima aerodinamica???), mancanza di un cambio automatico/sequenziale a livello del DSG Vw ad esempio, e se ci penso qualcos’altro mi verrebbe in mente…

    sono anni che aspetto un riscatto delle Alfa/Lancia perchè possano finalmente tornare dov’erano qualche decennio fa ma così non si va da nessuna parte, e me ne frego sinceramente se poi un 149 costa 3/4 mila euro meno di una serie1 BMW o di un’Audi A3

    possibile che pensano sempre e solo a ridurre i costi, al profitto massimo sempre e cmq?
    il Multiair sul 1.4 Fire ottimo, ma dico già che c’erano costava tanto metterci pure l’iniezione diretta? passare quel monoblocco all’ alluminio per ridurre il peso invece della solita ghisa no eh? troppo costoso ovviamente…
    Vw è già due anni che sul suo 1.4 ha la diretta e pure la doppia sovralimetazione volumetrico/turbo

    mia madre ha preso qualche mese fa una 500 Pop, complessivamente siamo contenti, la Fiat le piccole auto le sa fare bene
    però ad esempio apri il portellone dietro e scopri che nella versione Pop (la base appunto) non hanno messo la luce nel bagagliao
    sapete cosa costa una misera lucetta del genere??? queste sono le piccole cose che però ti fanno capire come si ragiona nel gruppo Fiat

  • # 17
    Luca
     scrive: 

    Un’altra cosa mi è venuta alla mente: riguardo il discorso fatto sopra sul peso quanti sanno che i sedili della 156 erano in magnesio e ora sulla 159 sono in acciaio?

    che tristezza

  • # 18
    dinigio63
     scrive: 

    Secondo me,e dico solo secondo la mia opinione, l’utima vera Alfa è stata la 75,ponte de Dion, barre di torsione anteriori, trazione posteriore con cambio dietro per l’equilibrio dei pesi, finiture e meccanica pari o meglio delle auto tedesche, per i tempi, se queste “chicche” tecnologiche costose (ma che guida!!),
    potessero tornare all’Alfa, forse avrebbe più estimatori di quelli attuali, che la comprano solo in nome di vecchi ricordi e basta…

  • # 19
    Luca
     scrive: 

    Mio zio aveva una 75, grandissima macchina con soluzioni tecniche all’avanguardia

    come sono distanti quei tempi, chi ha inventato la doppia sovralimentazione volumetrico/turbo?

    ora siamo sempre noi a rincorrere gli altri

  • # 20
    Simone
     scrive: 

    @ Luca
    L’uso dell’iniezione diretta non equivale automaticamente ad avere un motore migliore su un benzina… ha i suoi pregi per questioni principalmente legate alla stratificazione della carica, ma vengono al 95% vanificati da chi guida… proprio l’alfa aveva i motori JTS… inizialmente pensati per operare a carica stratificata, ma vista la guida reale del comune automobilista i vantaggi di tale soluzione venivano completamente eliminati, pertanto hanno optato anche loro alla tradizionale carica omogenea… e l’iniezione diretta non è proprio il metodo migliore per ottenerla… l’unica cosa che garantisce è l’assenza di riflussi (eccezione fatta per fasature spinte, ma non sono i casi delle auto stradali, ne di alfa, ne di bmw ne degli altri) di combustibile verso il collettore di aspirazione… ma in una testata di un motore ad accensione comandata, tra candela (e se twin spark se ne hanno due) e valvole non è che ci sia un’infinità di spazio, e la posizione dell’iniettore sulla testa riduce ancora di più questo spazio richiedendo compromessi sulla posizione della/e candela/e.

    Un discorso valido in generale sui motori è che non basta “mettere qualcosa” perché il motore magicamente fornisca prestazioni particolari… è un equilibrio… anche la discussione sulla doppia sovralimentazione, se fatta in maniera tecnica richiederebbe molto spazio… di quel che si vede commercialmente c’è molto marketing, forse più che di tecnica… un esempio su tutti era la pubblicità del twin spark, apparentemente sembrava una soluzione geniale ed innovativa, nella realtà nasce per ridurre la dispersione ciclica del motore… così un pò su tutto…

    Per il resto concordo con tutti quelli che ritengono alfa un marchio che sta scadendo un pò troppo… ok il risparmio, ma è un marchio che non può e non deve badare solo ai costi… se si tolgono le sospensioni a quadrilatero si rovina irrimediabilmente la qualità di quell’auto ed anche la sua immagine…

  • # 21
    Lorenzo
     scrive: 

    @luca:

    “75” e “grandissima macchina” non possono stare nella stessa frase (parlo per -duplice- esperienza)…serve almeno un punto a separarle. Le alfa anni 80 erano arrivate ad un livello di inaffidabilità da guinness dei primati: tutto si può rinfacciare alla fiat (avrà snaturato il marchio, avrà fatto auto brutte etc etc) tranne il fatto che le alfa di oggi vadano peggio della alfa degli anni 80.

  • # 22
    Nip
     scrive: 

    La 75 e la 90 utilizzavano il pianale e le soluzioni meccaniche dell’Alfetta da cui derivavano, soluzioni che erano all’avanguardia nel 1972, ma abbondantemente obsolete già a metà degli anni ’80…

  • # 23
    francesco
     scrive: 

    @ 2

    i V6 a cui si fa riferimento sono i nuovissimi Pentastar, non ancora in commercio, motori totalmente in alluminio, DOHC, con potenze a partire da 280cv (aspirato, previste versioni turbo) equipaggiabili con il multiair.

    @ 8

    ovviamente il significato della parola pianale ti è ignoto… è la struttura di base del telaio (nemmeno il telaio completo) il motore non c’entra proprio una mazza

    @ 16

    le schifosissime McPherson della futura Milano sono esattamente le stesse che montano le tue avanzatissime, ipertecnologiche, sessualmente arrapanti BMW serie 1 e A3

    159 2.0 multijet 170 cv, 1535 Kg IN ORDINE DI MARCIA

    BMW serie 320d 170 cv, 1505 Kg A SECCO

    Ps: vuoi sapere un’altra cosa che mi è venuta in mente?

    L’attuale serie 5 ha il telaio misto alluminio-acciaio, la prossima tornerà al solo acciaio, per contenere i costi (ma non i listini , ne sono sicuro… )

  • # 24
    andres
     scrive: 

    Verso metà anni novanta (con il progetto 156), consci degli errori compiuti con la 155, all’Alfa Romeo avevano compreso che la politica delle sinergie spinte (ovvero telaistica, parte della meccanica e componentistica Fiat su auto marchiate Alfa) non pagava: con la 156 si cominciò a voltare, almeno in parte, pagina, cercando di ridare un’identità alle automobili Alfa Romeo.
    Un lavoro difficile ridare identità a un marchio, ma che almeno in parte in questi anni era riuscito: c’era ancora molta strada da fare, ma la direzione era quella giusta.
    E pur con il compromesso della trazione anteriore (ma con la reintroduzione su qualche modello del sistema integrale Q4, o della posteriore in produzioni di nicchia quali la 8C), negli anni successivi sono nate delle belle auto: 156, 147, 159, Brera e Spider, 8C.
    Poi interviene Marchionne.
    E ripropone l’idea che, in fondo, per fare un Alfa Romeo o una Lancia, basta appiccicarci lo stemmino giusto sul cofano. Risparmiando un pò di soldi subito (e perdendone tanti di più a medio e lungo termine, dico io…).
    E’ il ritorno alle sinergie pesanti.
    Nasce così la MiTo, un mezza Punto (ottima automobile davvero l’utilitaria Fiat, ottima per tutto ma non per diventare un’Alfa).
    E così, più o meno, nascerà la 149/Milano, probabile erede poco degna di una bella macchina quale la 147.
    Fra 5 o 10 anni, quando avranno anacquato di nuovo il marchio, torneranno sui loro passi, rinnegando questo uso estremo delle sinergie (che van fatte, ma non in questo modo).
    E ci sarà una nuova 156, o qualcosa del genere.

    Detto ciò, pur da appassionato di Alfa, la prossima auto la compro solo se elettrica. Altrimenti in bicicletta.

  • # 25
    gilgob
     scrive: 

    x none required

    Ma non si doveva puntare sui nuovi propulsori, piccoli, risparmiosi e performanti? Ora si riesumano i 3,2/V6… progetto americano pietoso, consumo elevato e performance ridicole. Altro che incubo!

    Personalmente ho un Chevrolet Trailblazer LTX di 4.2cc.
    Considerando il CX che è circa 1, il cabio automatico a 4 rapporti e il peso dell’auto che non indifferente, posso affermare che nel complesso “consuma pochissimo”.
    Non lo dico io (lo confermo solaqmente), ma dalle prove effettuate (a suo tempo)in pista dalla rivista Quattroruote, è risultato che a 90Km/h, ci faceva 11,5Km con un litro.
    Fate le dovute proporzioni (CX filante, peso da berlina e cambio manuale a sei marce) e vedrete che il consumo sarà più basso di una media cilindrata.
    Concludendo:
    non bisogna mai prendere le cose “per partito preso”, ma vedere i dati effettivi relativi alle prestazioni, ai consumi, al tipo di veicolo, etc.
    Saluti

  • # 26
    Daniele
     scrive: 

    @ AndreaG

    in 10.4… è il 20% in più. La macchina ha solo 30 000 km e NON l’ho mai portata per le prestazioni molto deludenti e consumi eccessivi.
    La macchina e’ stata portata in officina per problemi alla accensione (mancata accensione e errori di tutti i dispositivi, ancora non risolto), per la sostituzione del cambio, per l’antifurto, per la chiusura di una portiera, per la perdita di acqua da una portiera (ora anche da altre 2) per la retifica della testata, per il cruis control… non sono un rompi… ma visto che l’auto e’ stata pagata con soldi buoni, pretendo anche che li valga.

  • # 27
    Valerio
     scrive: 

    Dopo aver posseduto una golf e due serie 3 tutte diesel sono passato ad Alfa Romeo prima con una 156 che anche con qualche scricchiolio di troppo rispetto alle tedesche e a qualche piccola pecca nell’assemblaggio e’ sempre risultata una gran macchina…ora guido da 4 anni una 147 JTD e ne sono pienamente soddisfatto, gran motore mai avuto problemi in 85000 Km, bella linea e anche gli interni non sono niente male…dopo anni ha ancora fascino e si da guardare oltre ad apprezzarla ogni volta che la su guida, consumi nella media e stabilita’ da categoria Premium, ottima auto…unici handicap la plastica delle maniglie interne che spellano al sole…tolte e rivestite per il resto niente da dire…oltre al fatto che nn la cambierei mai con una mito…che di Alfa ha poco al massimo passero’ a 159…

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