di  -  giovedì 29 ottobre 2009

Bonk’s AdventureNei nostri appuntamenti settimanali ci siamo occupati anche di PC Engine, brand videoludico legato a NEC, purtroppo non sufficientemente conosciuto in Occidente.
Relegato quasi esclusivamente al solo mercato nipponico e mancando di forti distributori ufficiali al di fuori del Sol Levante, solo quei pochi che hanno potuto recarsi in Giappone o i cultori del “mercato parallelo” hanno potuto accaparrarsi questa straordinaria console ricca di altrettanto ben realizzati videogiochi.

I possessori e ancora oggi collezionisti del PCE sanno perfettamente che la sua vera vocazione è legata agli shoot’em up, genere assolutamente inflazionato ed in voga tra la fine degli anni ’80 e l’inizio ’90, basti pensare ai vari Thunder Force, Axelay e Raiden di cui abbiamo avuto modo di parlare nei mesi scorsi.

Bonk’s Adventure

NEC uguale sparatutto dunque? Se si pensa a capolavori come Gate of Thunder, Ginga Fukei Densetsu Sapphire (o semplicemente “Sapphire”, attualmente uno dei giochi più costosi e ricercati della soft-teca Nec), Gradius, Cyber Core, l’immenso R-Type o il demenziale Twin Bee, una sorta di alter ego del già trattato Parodius la risposta sarebbe piuttosto spontanea e scontata.
Non bisogna però dimenticare il resto della flotta in particolare platform. Bomberman non ha bisogno di presentazioni ma è un altro gioco ad aver suscitato la mia curiosità dopo la soffiata di un caro amico anch’egli appassionato di retrogaming (grazie Ioz ;)).

Oggi parleremo di Bonk una serie di videogiochi con protagonista un piccolo e calvo cavernicolo ma dal grande avvenire.
Tutte le piattaforme hanno una sorta di mascotte che diventa il fulcro del marketing e merchandising e finisce per rappresentare, agli occhi del mercato, il buon lavoro svolto per quanto riguarda la parte software.
Super Mario per il NES, Sonic per il Mega Drive, Rayman per l’Amiga e…Bonk per il PC Engine.
Come spesso succede, il meglio capita quasi per caso.
Il lavoro di Miyamoto seppur su commissione era approdato “accidentalmente” sul baffuto idraulico e così per la dirigenza NEC quando si sono imbattuti nel non preventivato successo di questo personaggio.
Le sue prime apparizioni infatti risalgono alla pubblicazione di strisce fumettistiche in uno dei periodici dedicati proprio alla console nipponica. Il pubblico, soprattutto quello più giovane, composto da bambini ed adolescenti, dimostrò di gradire talmente tanto PC-Genjin (questo il suo nome originale) che NEC di concerto con Hudson Soft, compagnia first party e sviluppatrice di buona parte dei maggiori successi targati PCE, nel 1990 rilasciarono il primo videogioco di una lunga serie a venire.
La Hudson si occupò della veste di publisher in questo caso mentre lo sviluppo tecnico venne delegato ai team di Red Company e Atlus.

L’inizio fu di quelli col botto e l’accoglienza della critica, in particolare fuori dai confini nazionali, assolutamente positiva.
Gioco dell’anno per Turbografx-16 (la sfortunata console a 16 bit NEC) secondo Game Player’s Magazine e votato “Most Exciting New Theme” dal famoso Electronic Gaming Monthly sono solo alcuni dei premi ricevuti e che testimoniano la riuscita della trasformazione, mai così semplice, di un cartone animato in personaggio video ludico.
Purtroppo il triste destino e prematura dipartita della piattaforma PC Engine frenarono forse il successo di Bonk anche se lo sviluppo di altri capitoli legati al curioso character design proseguì in particolare sulle macchine Nintendo (NES e Game Boy e molti anni più tardi Game Cube) che dapprima ospitarono il porting del primo episodio, successivamente, con Super Bonk 1 e 2 per SuperFamicom videro il rilascio di prodotti sviluppati quasi esclusivamente ad hoc per la grande N.

C’è un dibattito su quale sia il capitolo più riuscito tra tutti e c’è chi sostiene, un po’ controcorrente, sia in realtà il terzo e non il pluripremiato capostipite della saga.
Quel che è certo è che tutti gli elementi che hanno contraddistinto questa serie sono sempre stati presenti: la capocciata (il cui onomatopeico “bonk” è il marchio di fabbrica del personaggio), il sistema di power up, le ambientazioni sgargianti e lussureggianti di un’epoca lontana milioni di anni e quel tratto ironico-demenziale ma dannatamente divertente proprio della cultura “cartoon esca” giapponese.
Cosa sarebbe successo se il piccolo cavernicolo fosse esploso sui ben più diffusi SNES o Mega Drive non è dato saperlo ma ora, se avrete occasione di rivedere Chuck Rock, vi tornerà in mente quest’altro cavernicolo, meno famoso della controparte Sega ma vero antesignano dei cavernicoli di successo sugli schermi dei salotti di tutto il mondo.

16 Commenti »

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  • # 1
    Benedetto
     scrive: 

    Per la mascotte di Amiga, ho sempre pensato a Superfrog.

  • # 2
    phabio76
     scrive: 

    Grande Bonk, me lo ricordo recensito sulle pagine di Zzap! (o era già TGM?) quando ancora ospitava le console…

    @Benedetto
    in effetti Rayman non me lo ricordo proprio su Amiga…
    Anche Superfrog, però, è uscito un po’ tardi, quando l’Amiga era già in declino.
    Forse è un po’ improprio chiamarla mascotte ma questo ruolo dovrebbe spettare a Shadow of the Beast

  • # 3
    jpx
     scrive: 

    Rayman su Amiga?!?!?! MA QUANDO MAIII!!!! ;)

    Superfrog uscì in un momento magico per l’Amiga…e quando uscì nessuno poteva immaginare che quello era effettivamente il canto del cigno della piattaforma (beata ignoranza, beata mancanza di Internet!).
    Come mascotte, l’Amiga ne ha sempre avute anche troppe! ;)
    (Turrican, Lionheart, Superfrog, Beast, …)

    In topic: questo PCKid venne convertito su Amiga (dalla ora defunta Factor5) con il nome di BCKid, iirc.

  • # 4
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Bonk è un gioco eccezionale: divertimento all’n-esima potenza, e consiglio di giocarci perché rimane ancora un capolavoro assoluto.

    Su Amiga anch’io ritengo che non ci sia una mascotte vera e propria: sono decisamente troppi i capolavori che hanno fatto storia per questa meravigliosa macchina.

    Chuck Rock diciamo che è quello che più avvicinerebbe a Bonk, ma io mi diverto ancora a giocare a Robocod, ogni tanto. :D

  • # 5
    Don Luca
     scrive: 

    bello! :D

    Cavolo quand’ero piccolo ci andavo pazzo per questi platoform, questo è davvero carino.
    Ad ogni modo su PC Engine degni di nota sono anche Castlevania: Rondo of Blood e Wonderboy 3: Dragon’s Trap (conosciuto su PCE semplicemente come Dragon’s Curse se non erro).

    Rayman la mascotta dell’amga? O_o mi pare un pò strano…

  • # 6
    Tony73
     scrive: 

    Infatti Rayman con L’amiga non ha nulla a che fare; usci’ nel’95 ^^ piu’probabili invece i titoli citati da jpx con l’aggiunta da parte mia di Zool.

    Tornando IT… a me Bonk non ha mai detto nulla, il PC engine (io avevo il DUO)lo ricordo piu per gli spara e fuggi.

  • # 7
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    aehrm scusate il refuso ma ho scritto una cosa e stavo pensando ad un’altra…intendevo Superfrog per Amiga anche se effettivamente era dura scegliere, mentre Rayman per l’Atari Jaguar. Ho fatto una fusion stile DB :D (o un merge per gli informatici).
    Sarà l’età…

    in aggiunta all’articolo, oltre alle varie conversioni sia Amiga (BCKid come giustamente riportato nei commenti) sia Nintendo, vale la pena ricordare che rivive tutt’oggi con il servizio Virtua Console disponibile per Wii

  • # 8
    Fabio
     scrive: 

    Superfrog era tutta apparenza e poca sostanza come molti giochi del troppo osannato team 17, Pc Kid gli era mille volte sopra come gioco.

  • # 9
    Luigi
     scrive: 

    La mascotte di Amiga è sicuramente Zool, diverse riviste dicevano fosse il diretto concorrente di Sonic. Zool all’epoca era il simbolo dell’amiga. Poi c’è stato superfrog, robocod…. Ah che bei ricordi….

  • # 10
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Robocod è arrivato prima di Zool, e lo ritengo migliore come platform (sicuramente meno confusionario rispetto a Zool). ;)

  • # 11
    Benedetto
     scrive: 

    In realtà è difficile parlare di mascotte per l’Amiga. La mascotte è uno strumento di marketing che deve essere promosso dalla casa madre. Cosa che, stupidamente, Commodore non fece.
    Per quanto riguarda Zool, inoltre, non si può parlare di mascotte perché io, ad esempio, ci giocavo su Pc (pessimo gioco e pessimo level design).

    Povera Commodore. Tra l’altro neanche il buon C=64 aveva una mascotte (Creatures?)

  • # 12
    Benedetto
     scrive: 

    @ Luigi

    Ricordo anch’io che le riviste di settore paragonavo Zool a Sonic (Tgm e Cvg) ma era solo per dare un “contentino” ai possessori di Amiga e Pc, carenti di un platform con la P maiuscola come le console. Il paragone con Sonic è impietoso. Sonic è decisamente su un altro pianeta.

  • # 13
    iva
     scrive: 

    Eheh, nella mia collezione di console delle passate generazioni solo il PC-Engine con Bonk ed i suoi 3 capitoli trova spazio regolarmente in salotto, veramente dei capolavori!

    E se vi capita di fare un viaggio in Giappone vi consiglio di cercare un PC Engine usato, si trovano facilmente e costano una cretinata (non mi ricordo il prezzo esatto ma sicuramente meno di 30 euro).

  • # 14
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Su Amiga i platform non mancavano di certo, e ce n’erano tanti di ottima qualità.

  • # 15
    Luigi
     scrive: 

    @Benedetto sicuramente hai ragione, il confronto non regge, ma c’è da sottolineare il fatto che per amiga non è esistito un titolo che possiamo definire “leader” ma ci sono stati tantissimi giochi validi esclusivi.

  • # 16
    Benedetto
     scrive: 

    @ Cesare

    Completamente d’accordo. Ma si trattava di platform realizzati in occidente mentre allora il mondo videoludico (almeno di una certa fascia di età) impazziva per i platform giapponesi (Mario, Sonic, Bonk). Relativamente diversi rispetto a Zool, Robocod e compagnia (a parte Giana Sister : )

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