di  -  martedì 27 ottobre 2009

Palm Pre in BeerDi questi tempi, il pubblico utente di smartphone di fascia alta, da € 500 e più, si trova forse ai massimi storici. La diffusione di questi terminali è elevatissima, fonti insider nella GDS mi dicono che uno dei più costosi fra questi, con un prezzo che va ben oltre gli € 500, è oggi il modello più venduto in Italia (!!!).

Eppure questi piccoli “tesori”, che valgono spessissimo la metà se non più dello stipendio di chi li acquista, sono custoditi in tasca o in borsa, in balia di furti, danni accidentali, smarrimenti e altre simili amenità.

Dal generale al particolare, mi sono trovato a riflettere su questo problema proprio ieri, immaginando quante gocce di tranquillante mi servirebbero per non produrmi in escandescenze da trattamento sanitario obbligatorio, in uno di questi sfortunati casi.

In un’ora di ricerca ho trovato una sola offerta che rispondeva alla mia esigenza ma, termini e condizioni alla mano, la trovo estremamente deludente. I costi rimborsati sono di varia natura, dal valore del telefono ai costi derivanti dall’uso fraudolento (entro due ore dal furto!) che se ne può fare.

Purtroppo, quello che a me in prima istanza interessa – il rimborso del costo del telefono – ha un tetto massimo di € 250 entro i primi dodici mesi di vita del telefono, decurtato del 40 e 60% rispettivamente dopo 12 e 24 mesi. Un’inezia rispetto ai prezzi odierni, che non mi scamperebbe certo dal ricovero coatto causa escandescenza.

I danni accidentali, altro requisito per me fondamentale, non sono compresi nel premio, che l’offerta da me analizzata fissa in € 42 all’anno.

Torniamo dunque alla domanda del titolo: ha senso assicurare uno smartphone? Penso di sì. In generale una polizza kasko, all inclusive, la pagherei anche 100 € l’anno (fatta salva una svalutazione ragionevole e un calo del premio proporzionale).

Alle condizioni che ho trovato tuttavia, non ci penso neppure. Con la sola parte del furto, coperta per di più parzialmente, e i danni accidentali esclusi, preferisco usare i 42 euro per comprare una custodia, che magari me lo salva in caso di caduta, e usare quel che resta per accendere un cero al santo protettore degli smartphone.

27 Commenti »

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  • # 1
    ilruz
     scrive: 

    I portatili della mia azienda, del costo di circa 1000 euro, son protetti da furto per 11 euro l’anno, e danni anche accidentali (max 3 volte in tre anni) per 23 euro l’anno, con una polizza fornita dal produttore, pagamento anticipato per tre anni.

    Non sai quante volte abbiamo cambiato i cabinet perche’ “frantumati” dagli utenti.

    Per restare in topic; il bb aziendale ci costa di noleggio circa 12 euro al mese, tutto incluso: se me lo rubano o finisce in mare, me ne danno un’altro … e alla fine dei due anni di noleggio me lo cambiano, lasciando quello vecchio per mi pare un’euro.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Il problema è che gli smartphone ultracostosi non son più relegati al segmento business – dove esistono queste forme di garanzia – ma finiscono in mano a utenti finali, che per adesso hanno come sola alternativa il famoso cero, o quella ciofeca di polizza.

  • # 3
    Massive
     scrive: 

    Premesso che non ho mai trovato conveniente assicurare qualcosa, ma piuttosto correre statisticamente il rischio, non capisco quale utilità ha un’assicurazione che non copre i danni accidentali quando quelli non accidentali sono coperti per almeno 2 anni dalla garanzia.

    L’unica cosa utile sarebbe coprire il telefono oltre i 24 mesi al 100% e non al 40% per un massimo di 100 euro… tre anni di questa polizza poi costano 126 euro, quindi nel caso dopo 24 mesi accadesse qualcosa di rimborsabile comunque saresti in passivo di un telefono e 26 euro, veramente assurdo!

  • # 4
    Marco
     scrive: 

    ho letto un bell’articolo su come “trovare” il tuo iphone durante un trasloco – potrebbe essere una soluzione brillante al tuo problema!

    http://ephermata.livejournal.com/204026.html

  • # 5
    D
     scrive: 

    Finisce come con i suv venduti in marocco e finta denuncia di furto in spagna

  • # 6
    goldorak
     scrive: 

    Alla domanda “Ha senso assicurare uno smartphone?” rispondo di no, non per l’utente comune.
    Non ha alcun senso perche’ questi oggetti il cui costo va da 500 € in su’ non sono indirizzati all’utenza consumer.
    Hanno senso unicamente in ambito aziendale e quindi e’ quest’ultima che decide se vale la pena pagare per assicurare tali oggetti.
    L’utente consumer che compra tali oggetti perche’ sono status symbol e’ tanto sprovveduto come quello che compra un mac pro da 3000 € perche’ e’ bello dimenticandosi pero’ che una volta scaduta la garanzia il costo di riparazione (tutti i computer prima o poi si guastano) e’ tutt’altro che consumer oriented. ^_^

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ goldorak
    Sono finiti i tempi del nokia 9000 communicator… oggi i terminali da € 500 sono consumer eccome, come posizionamento e come ricezione di mercato. Vuoi dirmi che l’iPhone, N97, Omnia… – potrei andare avanti per mezz’ora – non sono prodotti destinati al mercato consumer e acquistati da utenti finali? :-)

  • # 8
    goldorak
     scrive: 

    @Alessio di Domizio : ecco qui tocchi un punto interessante. I terminali da 500 € in su’ oggettivamente non sono indirizzati all’utenza consumer come ho gia’ spiegato.
    Il problema semmai e’ che il marketing e’ tale che spinge questi oggetti nelle mani dei consumatori vuoi perche’ sono status symbol, vuoi perche’ e’ trendy etc…
    Sappiamo benissimo come nel mercato consumer valga “l’usa e getta” con grande piacere delle aziende produttrici di smartphone che possono rinnovare continuamente la gamma dei prodotti senza grandi sforzi.
    Con il mercato aziendale non potrebbero attuare una politica del genere visto che li’ si bada alla sostanza.
    Chi compra un tale smartphone, poi deve sobbarcarsi tutta una serie di costi che SECONDO ME non hanno alcun senso per l’utente comune.
    Ma come sempre il marketing la fa da padrone, e quindi via a vendere questi terminali a prezzi alti ad una utenza che sempre secondo me viene presa in giro.
    Detto questo, cosi’ come ci sara’ da qualche parte un utente normale che per sfizio si compra un mac pro da 3000 € consapevole di tutti i costi che eventualmente dovra’ sobbarcarsi, cosi’ ci sono utenti informati che per desiderio si comprano uno smartphone consci del fatto che non e’ un telefono da 30 € e non puo’ essere trattato come tale.
    Ma il 99% delle persone che compra uno smartphone da 500 €-600-700 € e poi lo tratta come tratterebbe un telefonino da 50 € beh si meritano di perderlo o di farseli fregare.

  • # 9
    Cael
     scrive: 

    Leggendo l’articolo mi è venuto da sorridere quando si resta sorprese che l’assicurazione copra solo fino a 250€ e con maggiori decurtazioni dopo 12 e 24 mesi. E questo perchè è ovvio, trattandosi di prodotti elettronici sono soggetti a rapidissima obsolescenza (nel momento stesso in cui si presenta al pubblico un prodotto lo si può già definire vecchio). Quindi perchè scandalizzarsi per questa polizza? Aggiungo anche, come giustamente fatto notare da Goldorak, che queste polizze hanno senso per chi ci lavora, non per chi vuole sfoggiare l’ultimo aggeggio tecnologico solo per fare il figo di turno, anzi a questi se lo rubano interessa poco, perchè molto probabilmente c’è già mammina pronta a comprarne un altro.

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @Alessio di Domizio : ecco qui tocchi un punto interessante. I terminali da 500 € in su’ oggettivamente non sono indirizzati all’utenza consumer come ho gia’ spiegato.
    Il problema semmai e’ che il marketing e’ tale che spinge questi oggetti nelle mani dei consumatori vuoi perche’ sono status symbol, vuoi perche’ e’ trendy etc…

    Non capisco cosa intendi: dal punto di vista delle feature, molti terminali di fascia alta sono posizionati sul mercato con caratteristiche destinate al mercato consumer, e quindi esplicitamente indirizzati a quell’utenza.

    Il passaggio dal 9000 Communicator ad N97 è esemplificativo. Chiaramente la possibilità di funzionare in ambito business non è preclusa, ma il focus dei produttori è sul consumer, con qualche eccezione per Blackberry (non tutti però, laddove fino a qualche anno fa il marchio era sinonimo di business) ed alcuni terminali Windows Mobile.
    Il lavoro del marketing è generare vendite, se oggi il grosso dei volumi si costruisce sul marcato consumer, con funzionalità orientate alla mobilità, non mi pare abbia molto significato dire che i telefoni di fascia alta “non sono indirizzati pubblico consumer”.

  • # 11
    goldorak
     scrive: 

    @Alessio di Domizio : tu trascuri un punto fondamentale il prezzo. Non si puo’ prescindere da questo per capire come si posizionano nel mercato tali terminali.
    E vero quando dici che molte features degli smartphone sono presenti per far leva sul mercato consumer ma dimentichi che per prezzo questi smartphone trovano la loro naturale collocazione in ambienti lavorativi.

    Se parliamo di prezzi che vanno dai 500-1000 €, non stiamo piu’ parlando di oggetti consumer “usa e getta”.

  • # 12
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ goldorak
    L’incremento di prezzo col boom degli smartphone, è in ottima parte proporzionale ad un incremento di funzionalità. Con un cellulare da meno di 100 euro hai a malapena il bluetooth. Attorno ai terminali di fascia alta, va maturando un ecosistema software sempre più vasto, i quali ne fanno a tutti gli effetti oggetti diverso da quanto abbiamo visto finora, ma di certo più vicini al computer di quanto un telefono non sia mai stato prima.

    L’utenza è diversa da quella del semplice telefonino, cerca applicazioni avanzate – business o consumer, anche a seconda della piattaforma scelta – e paga un premium di prezzo rispetto a un terminale che costa un quinto, per avere delle funzionalità del tutto differenti.
    Per quanto sembri strano, tanto più in tempi di crisi, questi terminali ipercostosi finiscono sempre più nelle mani di utenti che vogliono “salire sul treno” della rivoluzione mobile, una rivoluzione che sta attraversando il mercato mondiale, anche lato produzione di contenuti dedicati, e che non può certo essere liquidata con la storiella trita e ritrita dei fighetti.

    Potrai trovare interessante questa presentazione di Morgan Stanley al riguardo (lascia stare il titolo):
    http://www.techcrunch.com/2009/10/20/mary-meeker-economy-is-recovering-mobile-is-exploding-and-the-iphone-is-awesome/

  • # 13
    carlo
     scrive: 

    Ha senso assicurare uno smartphone?
    No.
    Ha senso comprare uno smartphone a 600 euro?
    No.

    L’acquisto è già stupido di per sé.

    Per limitare i rischi di cadute accidentali, furto, e altro, basta semplicemente comprare usato… Un po’ come con le macchine.
    Te la prendi a km 0, risparmi il 20% di IVA e stai felice uguale.

  • # 14
    Samue dG
     scrive: 

    data la grande diffusione degli smartphone e alla porpensione delle persone(italiani in particolare) a compiere truffe ai danni di compagnie assicurative, facilitate in questo caso anche dal fatto che forze dell’ordine e compagnie telefoniche non forniscono nessun aiuto nel reperimento del telefono rubato/perso(cosa possibilissima, a livello mondiale, grazie al codice IMEI) ‘be’, non c’è da stupirsi del fatto che non esistano polizze vantaggiose xD

  • # 15
    Samue dG
     scrive: 

    Vorrei quindi aggiungere questa domanda: Ha senso offrire un assicurazione per gli smartphone?

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ samue dg
    A giudicare dall’offerta di servizi analoghi nel mercato USA, ha senso eccome. D’altronde alcuni utenti hanno già spiegato che il servizio esiste per in mercato business, si tratterebbe solo di renderlo disponibile al pubblico.

  • # 17
    Cael
     scrive: 

    @Alessio

    Il problema è come sempre di tipo fiscale. Il settore business della polizza ha un ritorno elevato, perchè tra scarico IVA e spesa di gestione, ha il vantaggio di trovarsi a pagare meno tasse, cose che evidentemente il segmento consumer non puà fare. Quindi quei 42€ alla fine diventano un vantaggio piuttosto che un costo per l’utenza business.

  • # 18
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Cael
    È vero, sicuramente i costi sarebbero più alti, ma in ultima analisi credo che dall’utenza potrebbe arrivare una domanda forte per questo tipo di servizi. Se si spendono 4/500€/anno per assicurare motorini del valore di 3000 euro contro il furto, probabilmente anche un investimento di 5/600 euro merita qualche tutela. Con la differenza che un motorino rubato ha mercato perché può circolare (anche se non legalmente), in un telefono puoi inserire un “kill switch” che rende il lavoro di furbi e ladri molto più difficile.

  • # 19
    mattia
     scrive: 

    scusa goldorak, ma di preciso chi ha detto che, citandoti:
    “Se parliamo di prezzi che vanno dai 500-1000 €, non stiamo piu’ parlando di oggetti consumer “usa e getta”.”
    il concetto di consumer debba andare a braccetto con “usa e getta”? Perché non è assolutamente vero, anche nel campo della tecnologia!
    Anzi, ci sono moltissimi prodotti tecnologici che hanno un sistema molto diverso: guarda le TV che uno compra per tenere per anni; gli iPod, le macchine fotografiche o anche i PC.
    Idem i telefoni: è vero che il ragazzino tende a cambiare in fretta, ma la maggior parte delle persone che oggi comprano smartphone sono tra i 25 e i 40 e lo fanno con l’intento di sfruttarlo e di usarlo a lungo.
    Sostenere poi che iPhone sia un oggetto nato e sviluppato per uso aziendale è a dir poco folle IMO (mentre sarei d’accordo se si parla dei BB). Basta usarlo un po’ per vedere che in Apple avevano in mente ANCHE le aziende ma non solo. Lo si capisce per la presenza di supporto a Exchange ma anche per l’assenza di ogni applicativo Office.
    E guarda poi l’App store. Le cose che vendono di più sono i giochi, che da soli si mangiano quasi tutti i posti della Top 10 dei software più venduti.
    iPhone è un prodotto di massa che oggi negli USA hanno milioni di persone, di ogni estrazione sociale o lavoro. E non perché fa figo, ma perché è oggettivamente utile in molti casi.
    Dai tempo agli italiani per scoprirlo e vedrai che succederà anche qui. Io lo vedo con i miei amici: nessuno ce l’aveva e ora siamo già in 5. E abbiamo dai 33 anni in su, non siamo ventenni. :)

  • # 20
    Samue dG
     scrive: 

    @ Alessio Di Domizio
    ribadisco il concetto:
    le aziende hanno(o devono avere) un minimo di serietà/onestà, serietà e onestà che mancano a gran parte del pubblico. In certe città italiane, non faccio nomi, in cui i concetti di intelligenza e onore sono rapportati al concetto di “arraffo tutto ciò che è arraffabile”, una proposta di polizza come quella che vorresti avere tu offrirebbe alla compagnia assicurativa gli stessi vantaggi economici di usare banconote come combustibile.
    non siamo negli USA, dove se per strada chiedi ad un’estraneo di farti fare una telefona col suo cellulare, te la fa fare senza troppi problemi, in italia se lo chiedi ad un amico ti risponde: non ho credito…

  • # 21
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Samue dG
    Il concetto era chiaro già prima che lo ribadissi: stai parlando dei tuoi stereotipi, non credo di poter fare molto per farti cambiare idea. :-)

  • # 22
    Samue dG
     scrive: 

    bello nascondersi dietro una parola o chiudere gli occhi per non vedere quella che è la realtà, ma intanto l’assicurazione conveniente per l’iphone non ce l’hai, e la causa di ciò ignorando i “miei stereotipi” non la puoi spiegare : )
    non sto qui a difendere le assicurazioni, ma un minimo di obbiettività ci vuole

  • # 23
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Samue dg
    Non ci crederai ma non ho alcun bisogno di nascondermi: una volta tanto che volevo dare qualche soldo in più all’assicurazione, se non hanno un prodotto adatto alle mie esigenze, sono solo problemi loro. Mi resta il dubbio che l’assenza di questa offerta sia semplicemente dovuta all’incapacità dei gruppi dominanti, di comprendere il mercato.

    Detto questo non ho una cultura del settore sufficiente da poter trarre conclusioni del genere di quelle che tu proponi sul business delle assicurazioni in Italia. Quello che so è che le frodi dei furbi le assicurazioni le hanno sempre scaricate sui prezzi delle polizze, i quali hanno continuato a salire in barba a qualunque tentativo di incentivare la concorrenza e all’andamento del numero di sinistri. Inoltre su uno smartphone, come dicevo qualche commento fa, è molto più semplice inserire kill switch che rendano, se non altro, la truffa non alla portata di qualunque furbastro.

  • # 24
    Samue dG
     scrive: 

    Mi fai il discorso dell’uva acerba? Dato che non hanno un offerta adatta a te allora non ti serve più un assicurazione per i fragili 500€ e passa che ti porti in tasca?
    Lo scrivi tu stesso “che le frodi dei furbi le assicurazioni le hanno sempre scaricate sui prezzi delle polizze”, infatti il prezzi da te visionati sono eccessivi in modo da fungere come deterrente all’idea di frodare, non rendendola abbastanza conveniente, cmq dubito che la percentuale dei sinistri in media sia scesa, io sento sempre e solo parlare di criminalità in crescita, e spesso la vedo pure.
    L’idea del “kill switch” rimane per me solo un “accessorio”, una magra rivincita contro un furto subito, la verita è che le compagnie telefoniche possono addirittura geo-localizzare il terminale rubato, ma non lo fanno per interessi personali, sanno che molto probabilmente ne comprerai uno nuovo presso uno dei loro negozi o affiliati, quindi perchè sbattersi? Ancor di più perchè sbattersi se non è il cliente a pagare di nuovo, ma un assicurazione?

  • # 25
    goldorak
     scrive: 

    @ mattia : sfortunatamente ti stai contraddicendo quando citi le nuove tv lcd, gli ipod, le macchine fotografiche e anche i pc come esempio di beni “durevoli”.
    Ti dico io il significato di durevole, calcolatrici HP che durano 20 anni senza fiatare (non come i nuovi modelli), ho una macchina fotografica analogica che funziona da quasi 30 anni, l’ho fatto revisionare di recente ma continua tranquillamente per la sua strada. Oggetti consumer (Sony e di altre marche) che mio padre compro’ negli anni 70 e 80 che funzionano ancora.
    Lo stesso dicasi per le mitiche TV sony trinitron.
    Si compravano e duravano letteralmente una vita.

    Oggi compri un ipod (con batteria non sostituibile) e nel giro di 1 anno esce il nuovo modello e tutti a rinnovare il proprio acquisto. Idem per il mercato delle macchine fotografiche consumer per non parlare poi delle tv lcd che come qualita’ sono un passo indietro rispetto alle tv trinitron anche nella qualita’.

    Forse sei troppo giovane, ma ce’ stato un periodo un cui comprare un oggetto consumer non significava raschiare il fondo del barile al prezzo piu’ basso con conseguente calo sulla qualita’. Aziende come Sony, Panasonic etc… facevano uscire prodotti consumer di QUALITA’. Se ci fai attenzione ti renderai conto come a parita’ di “soldi”, gli oggetti che uno comprava negli anni 70-80 e inizio 90 sono di qualita’ superiore a quelli che oggi trovi nella fascia cosidetta consumer. La vera qualita’ si e’ spostata nel mercato high end.

    Io non ho mai detto che gli smartphone da 500-1000 € vengono comprati da ragazzini. Ho detto che per prezzo questi oggetti aldila’ delle features per attirare la fascia consumer, si collocano naturalmente nella fascia aziendale.

    L’iphone e’ un oggetto modaiolo, non che questo sia un male intendiamoci. Ma fare passare l’iphone come il non plus ultra delle soluzioni inidirizzate ai professionisti del work on the go fa ridere i polli.
    A livello di features non puo’ comptere con smartphone seri.
    Quindi un professionista che sfrutta il mobile computing non compra un iphone.

  • # 26
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Mi fai il discorso dell’uva acerba? Dato che non hanno un offerta adatta a te allora non ti serve più un assicurazione per i fragili 500€ e passa che ti porti in tasca?

    Che paragone… l’uva fino a prova contraria non c’è proprio.

    Lo scrivi tu stesso “che le frodi dei furbi le assicurazioni le hanno sempre scaricate sui prezzi delle polizze”, infatti il prezzi da te visionati sono eccessivi in modo da fungere come deterrente all’idea di frodare, non rendendola abbastanza conveniente, cmq dubito che la percentuale dei sinistri in media sia scesa, io sento sempre e solo parlare di criminalità in crescita, e spesso la vedo pure.

    Se hai letto bene non mi lamento affatto dei prezzi eccessivi, anzi, pagherei più del doppio per una polizza con condizioni soddisfacenti.

    L’idea del “kill switch” rimane per me solo un “accessorio”, una magra rivincita contro un furto subito, la verita è che le compagnie telefoniche possono addirittura geo-localizzare il terminale rubato, ma non lo fanno per interessi personali, sanno che molto probabilmente ne comprerai uno nuovo presso uno dei loro negozi o affiliati, quindi perchè sbattersi? Ancor di più perchè sbattersi se non è il cliente a pagare di nuovo, ma un assicurazione?

    Ma infatti è alle assicurazioni e non alle compagnie telefoniche che chiedo una polizza…

  • # 27
    mattia
     scrive: 

    @goldorak: mi piacerebbe essere “troppo giovane” ma visti i miei 34 anni direi che non rientro più in quella categoria ;)
    L’errore che secondo me tu fai, è associare l’evoluzione di un prodotto con la sua morte o la necessità di cambiamento. Con il mio iPod Mini io sono andato avanti per anni, cambiandolo con un Nano solo quando avevo voglia di una cosa più piccola da portarmi dietro. La mia ragazza ha fatto lo stesso. Idem per le macchine fotografiche: non la uso moltissimo, ma la mia Casio Exlim va avanti senza problemi da non so quanto. 3,2 megapixel mi bastano.

    Il succo del discorso è che non tutti seguono la moda o la folle corse tecnologica. Certo c’è chi cambia le sue due schede video di fascia altissima per prendere il modello nuovo che gli garantisce il 2% di frame in più, per fare un altro esempio, ma la stragrande maggioranza delle persone si limita alla fascia media/bassa e vive contenta.

    Poi io sono con te quando dici che iPhone non è il massimo per i professionisti (anche se fa molto più che bene il suo lavoro) e quindi se non è per i professionisti, è appunto per tutti.

    Il “problema” vero del costo dell’iPhone è che si tratta di un oggetto sviluppato e prezzato per il modello degli USA e che da noi si adatta poco. E’ cioè un telefono da comprare con contratto con tante cose comprese nel canone mensile, e che quindi si paga molto meno. In quest’ottica l’iPhone è conveniente per tutti, anche l’utente usa e getta.
    Da noi solo 3 ha capito davvero la cosa e sta replicando un modello simile a quello dell’AT&T. Così iPhone costa molto poco perché ti viene 199 euro (il 3GS 16GB) con canoni bassissimi (o ricariche mensili di 30 euro). Senza citare i 99 euro per il 3G che di base fa tutto quello del 3GS salvo alcune cose trascurabili per il 99% degli utenti.

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