di  -  lunedì 26 ottobre 2009

Quando si parla di nucleare o di sorgenti radioattive più o meno tutta la popolazione si spaventa e teme gli effetti che queste possono avere sul loro corpo. Un esempio è il muro che hanno alzato le regioni contro il governo e la sua proposta di riprendere l’energia nucleare in Italia.

Venir sottoposti a dosi elevate di radiazione è senz’altro negativo, quindi in questo senso la paura della popolazione è più che giustificata. Resto sempre dell’idea, però, che è bene per tutti, non solo per gli addetti ai lavori, capire bene di che cosa si sta parlando, soprattutto se queste cose riguardano la nostra salute.

Per questa ragione ho pensato che possa essere interessante spiegare quali siano effettivamente gli effetti della radioattività sul nostro corpo, e per quali ragioni questo accada. Questo è importante soprattutto perché, in un modo o nell’altro, siamo tutti sottoposti ad una certa dose di radiazione, una radiazione di fondo presente nella Terra, che ha origine dalla Terra stessa, e in parte proviene dallo spazio, e da cui non possiamo ripararci.

Conoscere l’origine e i rischi che sono associati alla radiazione ci permette di capire come proteggerci e come convivere con il nostro pianeta. Le ricerche sugli effetti della radioattività su corpo umano sono avanzate moltissimo nell’ultimo secolo, avvalendosi soprattutto di casi drammatici come il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki o il disastro di Chernobyl.

Questo perché è molto facile studiare gli effetti della radiazione su corpi unicellulari o comunque semplici, ma è difficile capirne gli effetti in un sistema complesso come il corpo umano, soprattutto senza fare esperimenti che sarebbero ovviamente alquanto immorali. Purtroppo questi esperimenti sul corpo umano, però, sono avvenuti a prescindere dagli studiosi, e quindi è stato possibile capire la reazione del corpo.

Resta ancora impossibile, attualmente, capire se esiste una dose minima a cui il corpo umano può essere sottoposto senza subire alcuna conseguenza.

Come ho accennato prima, infatti, siamo sottoposti in continuazione a una radiazione di fondo . Questa può essere di origine terrestre, come per esempio il Radon presente nel materiali di costruzione, il potassio presente nel mare, catene come quelle del Torio o dell’Uranio che, seppur rari, sono altamente radioattivi.

C’è però anche una componente esterna, visto che siamo costantemente sottoposti ad una pioggia di particelle chiamata “raggi cosmici”, che sono sosanzilmente protoni e una certa percentuale di nuclei pesanti che sono stati sparati con altissima energia da stelle lontane ed entrano a tutta velocità nella nostra atmosfera.

Queste particelle possono interagire con i materiali che ci circondano, creando una, seppur bassissima, radioattività. La vita, però, è sempre continuata nonostante la presenza di questa radioattività di fondo. C’è addirittura chi dice che magari è proprio a causa di queste modificazioni indotte dalla radioattività che si è formata la vita in primo luogo.  Attualmente è impossibile rispondere a questa affermazione, come è impossibile dire se questa radiazione ha degli effetti nella nostra vita, poiché non abbiamo i mezzi per fare confronti statistici validi.

Cerchiamo di capire cosa sia questa famosa radiazione e cosa comporti. Quando si parla di materiale radioattivo si intende che  questo materiale emette una radiazione ionizzante. La radiazione ionizzante altro non è che una serie di particelle o onde elettromagnetiche che hanno un’energia sufficiente da poter staccare gli elettroni da un atomo o da una molecola, ovvero di ionizzarli.

Se l’energia in gioco è sufficientemente alta, la radiazione è in grado di eccitare anche il nucleo dell’atomo, non solo gli elettroni, e addirittura disintegrarlo. Esistono però anche radiazioni con energia così bassa da non essere ionizzanti, ma che possono solo trasferire un po’ di energia alla molecola, causandone per esempio la vibrazione e la conseguente produzione di calore. È il caso della radiazione ultravioletta (UV), a cui siamo sottoposti tramite il Sole e che, per esempio, aiuta il nostro corpo a produrre vitamina D.

Si dice radiazione Alfa (α) quando si parla di un nucleo di elio, ovvero una “palla” composta di 2 neutroni e 2 protoni. In genere la radiazione alpha, a causa della grande massa della particella in questione, può viaggiare per uno spazio molto limitato prima di perdere tutta la sua energia e venir fermata.

Per capirci, se siete di fronte ad un materiale radioattivo alfa, come l’Americio 241 o il Polonio 210, basterà proteggervi con uno schermo composto da un foglio di carta per essere al sicuro dalla radiazione. La radiazione alfa coinvolge in genere elementi molto pesanti, cioè con tanti protoni e nucleoni, cosicché possono privarsi di 4 particelle senza denaturarsi troppo.

Il rischio della radiazione alpha si ha quando si ingerisce il materiale radioattivo, quando per esempio si respira il Radon (gas radioattivo alpha) o si ingerisce l’uranio impoverito che si polverizza in acqua o nei cibi. A quel punto la particella alpha può facilmente fare danni all’interno del nostro corpo, anche se il suo cammino è molto breve.

Un altro tipo di radiazione è la radiazione Beta (β), che altro non è che un elettrone. L’esempio più semplice di radiazione beta è il decadimento del neutrone in un protone più un (anti)neutrino, con emissione beta negativa, ovvero un elettrone. La radiazione beta ha una capacità di penetrazione media, ovvero per fermarla completamente è necessario utilizzare un foglio di alluminio, invece che di carta. Ha anche una capacità media di ionizzazione.

Questo vuol dire che se ci sottoponiamo ad una sorgente di radiazione beta questa è in grado di penetrare in alcuni tassuti umani e distruggere alcune cellule. Per questa ragione la radiazione beta ha una grande applicazione nella cura contro i tumori.

La radiazione Gamma  (γ) sono fotoni di altissima energia, cioè onde elettromagnetiche di altissima frequenza, e sono altamente penetranti, Possono superare schermature molto grosse, per cui in genere si utilizzano materiali pesanti, come cemento armato, granite, e soprattutto piombo. Portano con se tantissima energia e sono quindi altamente ionizzanti.

Può anche accadere, in genere in situazioni create dall’uomo, di avere neutroni liberi, come per esempio all’interno del tunnel di un acceleratore di particelle. I neutroni possono venir fermati molto facilmente anche da materiali leggeri, come elio o idrogeno.

Gli effetti ionizzanti della radiazione sono misurati in unità di esposizione. Per esempio l’unità standard di esposizione alla radiazione ionizzante è il coulomb per kilogrammo (C/Kg) e misura la quantità di radiazione necessaria per creare un coulomb di carica in un kilo di materiale.

Quando si parla di materiale vivente, come i tessuti del nostro corpo, ci interessa però maggiormente sapere quanta energia è stata depositata nel tessuto a causa della radiazione, e non ci interessa molto della carica elettrica. Questa quantità viene chiamata “dose assorbita” e si misura in gray, (Gy) ovvero joule per kilogrammo. Bisogna stare attenti al fatto che la stessa dose di una radiazione di tipo diverso può depositare una quantità di energia diversa nella materia.

Per esempio la radiazione alpha può depositare 20 volte di più della stessa dose di radiazione X (sempre radiazione elettromagnetica, come la Gamma, ma molto meno energetica). Per questa ragione si parla in genere di “dose equivalente”, che rappresenta la dose assorbita moltiplicata per un fattore che tiene conto del tipo di radiazione in questione. La dose equivalente viene misurata in sievert (Sv) e ha come unità joule per kilogrammo (J/kg). Al contrario del gray, però, tiene conto del tipo di radiazione, e misura la dose di radiazione che ha lo stesso effetto biologico di 1 Gy di radiazione X.

Come questa ionizzazione può influenzare il nostro corpo? Se veniamo sottoposti ad una dose troppo alta di radiazione, questa può “attivare” le molecole e gli atomi presenti nel nostro corpo. Questo può modificarne la struttura e la situazione energetica in condizioni di stabilità, rendendo impossibile realizzare i compiti standard delle molecole nel nostro corpo.

Per esempio le molecole che compongono il nostro DNA potrebbero venir danneggiate al punto di non essere più in grado di effettuare la copia di se stesse. Quando questo avviene, la cellula contenente il DNA mal funzionante potrebbe venir danneggiata o morire.

Come ho accennato in precedenza, è impossibile al momento quantificare l’effetti di basse dosi di radiazione, poiché non è possibile fare esperimenti in questo senso. Quello che sappiamo ci è arrivato dagli studi sulla popolazione di Hiroshima nei giorni e negli anni successivi al bombardamento.

Sono ovviamente di grande interesse per quanto riguarda la radioprotezione e lo studio degli effetti sul corpo umano, ma danno poche informazioni sugli effetti della radiazione a cui siamo sottoposti o potremmo essere sottoposti a causa di rifiuti radioattivi o radiazione naturale, trattandosi di dosi infinitamente inferiori a quelle a cui, purtroppo, hanno dovuto sottoporsi i cittadini di Hiroshima e Nagasaki.

Il danno dovuto alla sottoposizione di alte dosi radioattive si divide in due categorie: somatico e genetico. Il danno somatico descrive gli effetti sul funzionamente fisiologico del corpo umano. Il danno genetico, invece, si riferisce al danno alle cellule in fase di riproduzione e che può portare anche a malfunzionamenti ereditari, come malformazioni o cromosomi danneggiati.

I cromosomi sono le strutture all’interno delle cellule che contengono il DNA, e racchiudono in sé tutte le informazioni sul nostro organismo. Se danneggiati, quindi, possono rendere l’organismo mal funzionante o con problemi di sopravvivenza.  Le mutazioni genetiche sono generalmente sempre molto dannose e pericolose per il nostro corpo, e quelle dovute alla radiazione ionizzante non differiscono da tutte le altre mutazioni che possono avvenire nel corpo umano, dovute per esempio a inquinamento chimico o semplicemente al caso.

Se sottoposti ad un’elevata dose di radiazione ionizzante si incorre anche in danni di tipo somatico, come accadde per esempio durante il bombardamento di Hiroshima. Questo tipo di danneggiamento si manifesta come bruciature e sintomi quali nausea, vomito e diarrea. Effetti a lungo termine possono includere cancro e leucemia.

Se la dose a cui si viene sottoposti è molto alta, le cellule vengono uccise immediatamente, e gli effetti si manifestano nel giro di qualche ora. Se la dose non è così alta, però, si può avere un effetto latente, e incorrere in malattie di tipo tumorale anche dopo anni di distanza. Anche la radiazione elettromagnetica, se di altissima energia (come la radiazione Gamma) può essere estremamente pericolosa.

Per esempio può portare a cataratta, danneggiamento degli organi e perdita dell’udito.I dati a disposizione della comunità scientifica, però, non permettono allo stato delle cose di quantificare il danneggiamento dovuto a bassi dosi di radiazione elettromagnetica, soprattutto se di bassa energia come le onde radio o microonde.

42 Commenti »

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  • # 1
    quelo
     scrive: 

    Non mi sembra detto chiaramente per cui ribadisco: i “danni ai cromosomi” o alle cellule sono proprio il tipo di danno che determina il manifestarsi di forme tumorali.
    Ne consegue che l’esposizione prolungata anche a piccole dosi può sfociare in cancri, leucemie ecc ecc.

  • # 2
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Le cellule umane hanno una certa capacità di rigenerazione, per cui se esposti a basse dosi non c’è danno. Non si sa se l’esposizione a basse dosi per un periodo prolungato di tempo è additiva. Non si è mai riusciti a fare studi in questo senso, per cui semplicemente non si sa.

  • # 3
    Banjo
     scrive: 

    Beh dài, se divento fosforescente, non dovrò più accendere la luce sul comodino per leggere a letto.

  • # 4
    Sandra
     scrive: 

    Trovo il post molto chiaro e ben spiegato anche per un profano, come me.
    Domanda da profano: Ai tempi di chernobyl, ricordo che si parlava di “microcurie”, per stabilire la soglia della pericolosità di acqua o latte contaminati. Questa unità cosa misura? a che tipo di radiazione è riferita?

  • # 5
    ser
     scrive: 

    Esiste un terzo tipo di esposizione di tipo “interno” dovuto agli isotopi radioattivi del carbonio, tanto per fare un esempio.
    Quanto al discorso sull’esposizione siccome il danno provocato da esposizione è di tipo statistico (c’è una probabilità più o meno alta che una radiazione ionizzante modifichi il DNA causando la morte della cellula o una mutazione)il tempo di esposizione conta più del livello di radiazione (entro certi limiti).
    Infine, non è la cellula che ha capacità rigeneranti ma il DNA che ha meccanismi di contrasto agli errori di replicazione. Tale meccanismo (piuttosto complesso e di vario genere) decresce in efficienza con l’avanzare dell’età dell’individuo.

  • # 6
    nemo
     scrive: 

    Presani dixit

    “Le cellule umane hanno una certa capacità di rigenerazione, per cui se esposti a basse dosi non c’è danno.”

    Il danno indotto da radiazione può essere di due tipi:

    1- “one shot” o tipo “alfa” : la radiazione è sufficiente ad uccidere la cellula e questo porta alla necrosi diretta di tessuti/organi

    2- “a lungo termine” o tipo “beta” : la radiazione non è sufficiente a uccidere la cellula ma procura danni che la cellula tenta di riparare e questo spesso porta a degenerazione tumorale.

    Nel corpo umano sono presenti molti tipi di cellule sensibili al danno “a lungo termine” quindi la prolungata esposizione a basse dosi è dannosa.

    Inoltre esistono molti studi in materia, anzi esiste una vera e propria specialità medica, la Radioterapia, che cura alcuni tumori proprio sottoponendo le cellule tumorali a cicli di basse dosi prolungati nel tempo sfuttando proprio quell’effetto additivo che secondo la Presani non si sa se esista.

    Consultate un manuale di radiobiologia o Fisica per radioterapisti e trovere tutte le informazioni al riguardo.

  • # 7
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Io gradirei che chi fa i commenti sui pos prima abbia il buon gusto di leggerli.
    Ho citato infatti come vengano usati certi tipi di radiazioni per curare i tumori.
    Ciò non di meno, la comunità scientifica è ancora divisa nel sostenere se c’è una soglia al di sotto della quale l’uomo è del tutto immune alla radiazione oppure se questa soglia non esiste. Se non esistesse vorrebbe dire che la radiazione prodotta dalla Terra,, proveniente dallo spazio, presente nell’acqua e nel nostro corpo ci danneggia in continuazione. Questo può essere, ma non è assolutamente provato. Se nemo ha la dimostrazione in mano di tale affermazione gli consiglio di pubblicarla in una rivista scientifica, sarebbe il primo. Le dosi a cui si viene sottoposti durante le cure non sono così basse, tanto è vero che il personale medico si protegge.

  • # 8
    ser
     scrive: 

    @eleonora

    La risposta ad una parte del tuo ultimo post qui sopra viene dall’evoluzionismo: è ovvio che radiazioni pari alla soglia della radiazione di fondo siano da considerarsi innocui altrimenti non staremmo certo qui a parlarne….

  • # 9
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ nemo
    Ogni tanto salti fuori con delle lezioni ex cathedra. Qui cerchiamo di confrontarci usando toni educati e rispettosi del lavoro e della persona, tanto più che nessuno può vantare di possedere la verità, specialmente se nasconde titoli ed onorificenze dietro a un nick.

  • # 10
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Beh, non è detto…
    L’età media fino a poco più di un secolo fa era nettamente più bassa, per problemi di igiene e di cure mediche ancora poco evolute. Ora che si è alzata, e con essa sono aumentate anche le nostre capacità di diagnosi, notiamo come siano aumentate anche le incidenze di tumori e malattie autoimmuni. Questo può essere probabilmente dovuto al nostro nuovo stile di vita, con l’inquinamento atmosferico, i pesticidi, i rifiuti radioattivi e quant’altro. Ma potrebbe anche essere che non riusciamo a sopravvivere più di un certo numero di decadi sottoposti alla radiazione di fondo che è presente sulla Terra….

  • # 11
    ser
     scrive: 

    Può darsi ma non credo sia dimostrabile. Io, per esser chiari, non credo affatto che la radiazione di fondo non possa far danni, dico che la radiazione di fondo (e con essa la nostra radiazione interna dovuta ad esempio agli isotopi del carbonio) è compatibile con lo sviluppo della vita quale noi la conosciamo cioè procura danni “gestibili” da sistemi di riparazione che si sono evoluti nel tempo e che sono in grado di mantenere un organismo vivo per un lasso di tempo minimo (leggasi età riproduttiva) sufficiente.
    Se le cose stanno così la radiazione di fondo fa molti meno danni di quanto tu dici.
    Difficile valutare invece le immissioni dovute ad attività antropiche; queste immissioni, essenzialmente dovuti agli esperimenti atomici del dopoguerra e all’utilizzo del nucleare e del carbone come fonte di energia sono misurabili attraverso le concentrazioni di Cs137 nei sedimenti a mare e nei bacini fluviali. Tali concentrazioni sono un extra rispetto a quelle di fondo ma è davvero difficile valutarne la reale pericolosità in senso generale.

  • # 12
    nemo
     scrive: 

    @ Presani
    Ho letto prima di postare.Le mie rimostranze non riguardano la radiazione di fondo, e nemmeno la sua affermazione:

    “Resta ancora impossibile, attualmente, capire se esiste una dose minima a cui il corpo umano può essere sottoposto senza subire alcuna conseguenza.”

    Io ho contestato il concetto di “basse dosi=non c’è danno” ed il concetto “non sono dimostrati effetti additivi”.

    I medici si proteggono anche in caso di basse dosi PROPRIO perchè ci lavorano TUTTI I GIORNI (effetto additivo).

    Sono dosi molto inferiori a quelle che in diversi casi si sono misurate a seguito di molti incidenti in centrali nucleari. Fanno bene le regioni ad avere paura. Fa bene il presidente Obama a parlare di energie alternative a petrolio e nucleare.

    @ Di domizio
    Non conta se uso un nick o se paleso onori accademici.
    Conta se sto dicendo stupidaggini o meno.

    Credo poi di non aver offeso nessuno nè di aver preteso ragione: ho solo corretto ciò che mi sembra inesatto in base a quanto so. Felice di essere smentito.

    Consiglio, a chi volesse approfondire il tema delle interazioni radiazioni-tessuto biologico, di leggere un ottimo testo:

    Clinical Radiotherapy Physics – vol I Basic Physics and Dosimetry – S.Jayaraman L.Lanzl (A.Eistein medical center, pennsylvania – Rush University Chicago) CRC Press 1996.

  • # 13
    Bellaz
     scrive: 

    X Nemo
    Che io sappia i medici si proteggono perchè le radiazioni a cui verrebbero sottoposti sono tutt’altro che trascurabili, in particolare le radiazioni prodotte dalle macchine per le radiografie (tant’è vero che tempo fa ci fu un caso in sud america di persone morte perchè avevano rinvenuto delle sorgenti sotterrate) In questo caso l’additività c’è eccome. Mi lascia perplesso in particolare “Sono dosi molto inferiori a quelle che in diversi casi si sono misurate a seguito di molti incidenti in centrali nucleari…” Perchè è risaputo che da qualche anno a questa parte gli incidenti più gravi sono a strutture mediche(>2), mentre quelli più lievi si hanno a impianti elettronucleari(0-2), almeno guardando le classificazioni ines…

  • # 14
    Arunax
     scrive: 

    Articolo interessante. Però quello che forse interesserebbe di più, specie in un blog di carattere tecnologico, è leggere dell’effetto delle radiazioni NON ionizzanti, quelle cioè dovute a onde delle porzioni dello spettro elettromagnetico cui siamo sottoposti più spesso: onde radio, microonde, ultravioletti, luce visibile…

    Per quello che so io (ma non è la mia materia quindi smentitemi pure), si sa per certo che queste onde possono provocare danni se assunte con elevata intensità (principalmente perché riscaldano i tessuti umani per irraggiamento, ed in tal modo li danneggiano), ma non si sa esattamente dei loro effetti a bassa intensità. Guardando la cosa da un punto di vista fisico, sicuramente le onde radio (lunghezza d’onda dell’ordine del metro o più) e le microonde (fino a 10^-3 m) sono ENORMEMENTE meno energetiche dei raggi X e gamma citati nelle discussioni precedenti e che, rispettivamente, si trovano nei sistemi di cura medici e nelle armi/centrali nucleari. Poiché la capacità di ionizzare delle onde elettromagnetiche non dipende dal numero di fotoni ma dall’energia del singolo fotone, emissioni di questo tipo non possono provocare danni da ionizzazione, nè a basse nè ad alte intensità. Sarebbe quindi interessante leggere degli ultimi sviluppi della ricerca: non sappiamo ancora se queste onde possano provocare altri tipi di danni né se cose come l'”elettrosensibilità” siano malattie serie o semplici suggestioni. Magari è un buono spunto per un altro post!

  • # 15
    dtm
     scrive: 

    Noto qualche imprecisione nell’articolo e molte sciocchezze nei commenti.

    Comunque, mi preme chiarire quella più grossa: le radiazioni dei classici raggi X non sono affatto paragonabili a quelle delle radiazioni elettromagnetiche di cellulari, televisori e compagnia cantante perchè son quantitativamente molto diverse e le seconde non dovrebbero causare nè ionzzazione nè promozione elettronica, cosa non si puà affermare per quanto riguarda i raggi X.
    L’effetto additivo non è sulla quantità di radiazioni bensì sul numero di mutazioni accumulate dalle cellule: una persona che fa una “lastra” ripara i propri danni e vive felice e contenta, un radiologo che non si protegge, a lungo andare, sviluppa un tumore, per pura magia statistica.

    Sarebbe interessante conoscere gli studi relativi agli effetti sul SNC delle radiazioni wireless, visto che, sebbene in teoria non possano far danni, pare ci siano persone predisposte a malori (mal di testa e nausea) se esposti a tali radiazioni (qualche studio è stato effettuato in Svezia).

    Per quanto riguarda le ipotesi sui danni da radiazione di fondo:
    1. è probabile che sia ampiamente compatibile con la vita, essendosi essa sviluppata in concomitanza con la radiazione;
    2. l’aumentata incidenza di tumori è spiegabilissima con l’aumento della vita media: più vita = più replicazioni = più errori che sfuggono ai meccanismi di riparo = più tumori.

    Infine, è importante ricordare che, assieme ai danni al DNA, la ionizzazione molecolare porta alla formazione di ROS (specie reattive dell’ossigeno) a loro volta causa di stress cellulare e danni al DNA. Non c’è solo la radiazione diretta, dunque.

    Saluti :)

  • # 16
    alejet
     scrive: 

    confermo i dubbi di Bellaz a proposito della questione sollevata da nemo: se la radioattività ambientale a Chernobyl dopo l incidente fosse stata di intensità paragonabile a quella di una radiografia, in poche ore saremmo morti tutti; e in modo piuttosto violento, ovvero per ionizzazione degli atomi dei nostri tessuti. se per caso spiegasse cosa intendeva, gliene saremmo tutti grati; così magari potremmo imparare cose nuove. cmq ti anticipo che, se sfogli il libro che hai consigliato, per basse dosi si intende, ad esempio, la quantità di radiazioni assorbita quando prendi l’ aereo e fai un viaggio medio lungo. ma sono pronto a rimettere in discussione queste definizioni: non si sa mai, magari noi e il resto del mondo stiamo tutti clamorosamente sbagliando.

  • # 17
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Grazie a dtm e agli altri per le precisazioni.
    Rispondo solo per dire che in effetti era nei miei piani fare un secondo post sulle radiazioni non ionizzanti, visto che se ne fa sempre un gran parlare, può essere un argomento interessante.
    Se qualcuno di voi è il mio professore di radioprotezione, che non mi ha lasciato un buon ricordo, me lo dica in anticipo! ;-)

  • # 18
    Bellaz
     scrive: 

    X dtm

    Non so se sciocchezze era riferito a me, comunque converrai anche tu che la radiazione che produce una macchina per le radiografie(come intensità) è tutt’altro che trascurabile e che non si può paragonare questo ai rilasci dovuti a guasti a impianti elettronucleari, perchè se così fosse, come dice alejet, ci sarebbe terrra bruciata attorno alle centrali per KM

  • # 19
    arkanoid
     scrive: 

    Per lavoro mi capita di avere a che fare con acceleratori lineari e locali di applicazione ai pazienti delle cure basate sia sul bombardamento, sia sul rilevamento a seguito di iniezione di un mezzo di contrasto radioattivo.
    I bunker destinati a contendere gli acceleratori veri e propri e i locali di bombardmento sono normalmente realizzati calcestruzzo armato, di spessore notevole, un metro e più.
    I locali dove invece si sottopongono i pazienti all’infusione del mezzo di contrasto invece non hanno nessun accorgimento particolare, se non per gli scarichi dei servizi igienici che devono essere trattati a parte.
    Questo dal punto di vista medico è corretto? Il mezzo di contrasto utilizzato è talmente debola da potersi sedere accanto ad un’altra persona senza alcun rischio?

    Inoltre mi sono sempre chiesto se un materiale esposto permanentemente ad una radiazione ionizzante non diventi radioattivo anch’esso.
    Se il bunker per anni viene bombardato, non può divenire anch’esso radioattivo e irraggiare a sua volta?

  • # 20
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    x arkanoid
    Non sono esperta di radio terapia, ma come è stato accennato il problema principale per i radiologi è venir sottoposti a dosi relativamente elevate per un periodo continuato di tempo. Per i pazienti in genere si tratta di qualche seduta, mentre i medici, seppur in modo laterale, sono nei dintorni per tutta la vita. Però le radiazioni in gioco sono ovviamente molto basse, non è che spari una bomba atomica in faccia al paziente, per cui bastano accorgimenti blandi, entro le norme di sicureza vigenti.

    Per la seconda domanda: in genere si, un materiale, se sottoposto a radiazione, diventa anch’esso radioattivo. Solo che è una radioattività indotta, di solito si liberano alcuni neutroni, che come ho detto nel post viaggiano per pochissimo e portano poca energia. Inoltre se il materiale viene allontanato dalla sorgente, si stabilizza dopo un certo tempo, che dipende dall’energia della radiazione e dal tipo di materiale stesso. Il cemento è molto stabile di per se, per cui oltre a qualche neutrone qui e la non emette nessuna radiazione. Essendo il muro così spesso, i neutroni non escono nemmeno dalla superficie.

  • # 21
    rascal
     scrive: 

    @arkanoid
    Se un paziente fa una scintigrafia è ritenuto pericoloso: per es. gli è fatto divieto assoluto di accostare donne in gravidanza ed i bambini per almeno 24 ore.
    Emette radiazioni molto basse ma comunque da evitare.

    Io comunque vicino ad una centrale non ci andrei a vivere, e per quel che ricordo da un documentario visto a report su chernobyl mi sembra che di terra bruciata per chilometri ce ne sia stata abbastanza.

  • # 22
    antonio
     scrive: 

    Interessante

    Ho studiato queste cose al liceo, mi pare sia tutto corretto :)

    Premesso che sono CONTRO le centrali nucleari, preciso – almeno mi pare non sia chiarissimo dall’articolo – che non è che la centrale nucleare di per sé emetta radiazioni pericolose (credo che non ne emetta punte), bensì
    1. Il rischio in caso di problemi è di avere queste radiazioni che sono pericolosissime
    2. Non siamo ancora riusciti a smaltire i materiali radioattivi del 1986, e vogliamo aprire altre centrali nucleari. Qui sta il problema e – secondo me – la grande pericolosità delle centrali.

    Ciao
    A

  • # 23
    Erfiaschi
     scrive: 

    Ricordatevi che chi dorme esposto a radiazioni non ionizzanti a bassa intensità NON produce melatonina e rischia di sviluppare stress, malattie neurologiche e leucemie.

  • # 24
    ser
     scrive: 

    @Erfiaschi

    Eviterei queste sparate estemporanee.
    la melatonina regola il ciclo sonno veglia: che c’entra con la leucemia? di quali radiazioni parli? Malattie neurologiche di che tipo?
    Le scie chimiche e la luna cava?

  • # 25
    Hannibal
     scrive: 

    Spero che l’autrice del post mi scuserà se vado un poco OT ma mi preme esprimere un parere, spero non troppo banale.

    Siamo nel 2009 e nella nostra Italietta paghiamo le conseguenze delle scelte scellerate delle passate classi dirigenti. Abbiamo un debito pubblico che fa paura e che grava sulle nostre spalle e su quelle dei nostri figli, impedendo importanti investimenti pubblici e manovre che possano aiutare la nostra economia perennemente in affanno.
    Sempre ora, anno 2009, si iniziano ad avere i primi sentori e le prime avvisaglie su un cambiamento climatico globale prodotto dalle emissioni di gas serra, con cui avremo a che fare per le prossime decine di anni a venire.
    E ce ne sarebbero altre, molte altre di scelte del passato che hanno e avranno ricadute in un futuro che pare non toccarci.
    Ora, a questo punto una nuova questione pare riaprirsi nella nostra solita Italietta. Il famigerato nucleare. Tralasciando tutte le questioni relative alla sicurezza dei reattori (che peraltro, dalle conoscenze in mio possesso rimangono in larga parte irrisolte), mi chiedo, e vi chiedo, come si possa pensare di voler ricominciare a produrre tonnellate di scorie altamente pericolose, da accollare non ad una o due generazioni, ma a centinaia, migliaia di generazioni future, in nome di un progresso ben poco lungimirante. Avendo ben presente le questioni in gioco, avendo chiare le tempistiche di esaurimento delle pericolosità dei materiali, mi chiedo come si possa non essere profondamente sconcertati di fronte alla sfrontatezza di chi, con coscienza, porta avanti la bandiera del nucleare.

  • # 26
    dtm
     scrive: 

    @ bellaz: no, non mi riferivo in particolare a te. Ci tenevo solo a precisare che “le radiazioni” non sono tutte uguali e non fanno sempre gli stessi danni, come tra l’altro fai notare anche tu.
    Le esposizione radiografiche odierne sono assolutamente innocue (in base a quanto detto prima); addirittura un viaggio intercontinentale espone alla quantità di radiazione pari a 5 radiografie (dico: cinque. D’un botto).

    @arkanoid: il mezzo di contrasto radioattivo decade molto in fretta, tanto che non sono mica sicuro che la regola delle 24 ore valga ancora. Di sicuro, invece, la radiazione non permane per il tempo sufficiente a far danni.
    Quanto alla questione di radioattività indotta, Eleonora Prestani ha detto bene (insomma: la storia che si diventa fosforescenti e si comincia ad irraggiare è un po’ ‘na favola).

    @eleonora: spero di leggere presto l’articolo, allora :)

    saluti!

  • # 27
    Luca
     scrive: 

    @Eleonora: il mio commento è decisamente più superficiale degli altri :) ma ti voglio far osservare questo quando parli delle schermature in grado di fermare i raggi gamma:

    ” … cemento armato, granite, e soprattutto piombo … ”

    Immagino intendessi “grafite” o “granito”, non credo che un gelato estivo sia particolarmente efficace contro un fascio di fotoni da qualche megaelettronvolt (ma magari mi sbaglio :) )

    Saluti!

  • # 28
    nemo
     scrive: 

    Partiamo da qui: (tra parentesi la fonte)

    The current philosophy of radiation protection is based on the assumption that any
    radiation dose, no matter how small, may result in human effects, such as cancer
    and hereditary genetic damage. (Health Physics Society, 2004. Radiation Risk in
    Perspective PS010-1)

    Uno dei principali modelli usati per orientare le indicazioni in radioprotezione è la
    ipotesi LNT:

    Ecco l’abstract di (ICRP PUBLICATION 99 LOW – DOSE EXTRAPOLATION OF RADIATION RELATED
    CANCER RISK, 99 Included in series International Commission on Radiological Protection, 99)

    This report considers the evidence relating to cancer risk associated with exposure to
    low doses of low-LET radiation, and particularly doses below current recommended limits
    for protection of radiation workers and the general public. It looks at the possibility
    of establishing a universal threshold dose below which there is no risk of radiation-related
    cancer. The focus is on evidence regarding linearity of dose response for all cancers
    considered as a group, but not necessarily individually, at low doses (the so-called
    linear, no-threshold (LNT) hypothesis). The report concludes that while existence of a
    low-dose threshold does not seem unlikely for radiation-related cancers, it does not favor
    the existence of a universal threshold. The LNT hypothesis, combined with an uncertain dose
    and dose rate effectiveness factor (DDREF) for extrapolation from high doses, remains a
    prudent basis for radiation protection at low doses and low dose rates.

    E ancora (wikipedia)

    The model allows any radiation release, like that from a dirty bomb, to be translated into a
    number of lives lost, while any reduction in radiation exposure, for example as a consequence
    of radon detection, can be immediately translated into a number of lives saved.
    When the doses are low, the model predicts new cancers only in a very small fraction of the
    population, but for a large population, the number of lives can easily reach hundreds or thousands,
    and this can sway public policy.

    A linear model has long been used in health physics to set maximum acceptable radiation exposures.
    The United States based National Council on Radiation Protection and Measurements (NCRP), a body
    commissioned by the United States Congress, recently released a report written by the national
    experts in the field which states that, radiation’s effects should be considered to be proportional
    to the dose an individual receives, regardless of how small the dose is.

    Lo United States National Research Council (menmbro National Academy of Sciences) supporta
    la metodologia LNT (Health Risks from Exposure to Low Levels of Ionizing Radiation:
    BEIR VII Phase 2 – 2006)

    Anche UNSECEAR è dello stesso avviso (UNSCEAR 2000 REPORT Vol. II: Sources and Effects of Ionizing
    Radiation: Annex G: Biological effects at low radiation doses)

    Così come c’è critica questo modello:

    In recent years, the accuracy of the LNT model at low dosage has been questioned. Many believe
    that when radiation is distributed thinly enough, so that the levels are comparable to the n
    atural levels, it has no harmful health effects (wikipedia)

    The French Academy of Sciences (Académie des Sciences) and the National Academy of Medicine
    (Académie nationale de Médecine) published a report in 2005 (at the same time as BEIR VII report
    in the United States) that rejected the Linear no-threshold model in favor of a threshold dose
    response and a significantly reduced risk at low radiation exposure, they wrote:
    In conclusion, this report raises doubts on the validity of using LNT for evaluating the carcinogenic
    risk of low doses (

  • # 29
    nemo
     scrive: 

    In conclusion, this report raises doubts on the validity of using LNT for evaluating the carcinogenic
    risk of low doses (

  • # 30
    nemo
     scrive: 

    The LNT concept can be a useful pragmatic tool for assessing rules in radioprotection for doses above 10 mSv; however since it is not based on biological concepts of our current knowledge, it
    should not be used without precaution for assessing by extrapolation the risks associated with
    low and even more so, with very low doses (

  • # 31
    nemo
     scrive: 

    Concludendo: Negli stati uniti si adotta il modello lieare, perciò a basse dosi (e da quanto scritto
    prima credo sia chiaro cosa vuol dire basse) si hanno basse incidenze nelle conseguenze sugli esseri
    umani. Basse NON NULLE.

    In europa si critica il modello stabilendo che sotto una certa soglia ,meno di 10 mSv, quel modello
    è troppo conservativo e sovrastima l’effetto della radiazione.

    Quindi a quelli che facevano facile ironia sul fatto che il mondo non la pensa come me
    credo di aver almeno instillato il dubbio che buona parte delle organizzazioni
    scientifico-governative degli usa la pensano come me.

    A quanti pensano che il modello lnt sia troppo conservativo risopondo che è una loro rispettabile
    opinone, come però la mia:

    1- se facessi il radiologo/radioterapista mi proteggerei a dovere (come infatti
    fanno queste figure professionali: vi invito ad andare in un reparto di radiologia o medicina nucleare
    a chiedere se una radiogarfia o una tac sono una sciocchezza o se i radioistopi usati per le
    scintigrafie “non son nulla di che” come alcuni superficialmente qui dicono)

    2- se volessero installare una centrale vicino a dove vivo io NON sarei daccordo.

    Sarò forse conservativo ma non ho detto fesserie.
    Forse ho espresso le mie idee in modo rude, come del resto hanno fatto anche gli altri.

    Spero però che conveniate che quanto sostengo ha basi rispettabili e invito chi commenta
    a riflettere sul fatto che srcivendo “dai facci vedere ora come rispondi” ci si espone a brutte figure.

    Scusate ma tagliava il messaggio all’indicazione della dose: bassa meno di 100mSv e molto bassa meno di 10mSv

  • # 32
    Bellaz
     scrive: 

    X nemo

    Non mi sembra che nessuno abbia messo in dubbio il fatto che un radiologo si debba proteggere dalle radiazioni o che i radioisotopi usati in medicina nucleare siano innocui, anzi..

    comunque:

    Gli articoli che hai postato confermano il fatto che non esistono dati chiari sulla validità o meno della LNT ad ogni dose di radiazione, non che è impossibile che non ci siano effetti a basse dosi.
    Come infatti viene citato anche nell’ articolo americano la LNT a dosi contenute non vale più per particolari tipi di cancro, ma che non è possibile determinare un limite inferiore in cui gli effetti non ci sono più.Detto questo quello che dice l’articolo è che la LNT a basse doti non si considera come LEGGE sugli effetti sugli esseri umani, ma come CRITERIO ingegneristico e di radioprotezione. Questo perchè, come per ogni realizzazione ingegneristica, non solo la medicina nucleare o gli impianti nucleari, deve essere data una stima della pericolosità e sicurezza per stabilire se qualcosa è accettabile o no.
    Quando viene deciso che un qualcosa è accettabile vuol dire che gli effetti nocivi sono paragonabili o inferiori a quelli della normale attività umana(perchè anche bere, mangiare, respirare e in generale vivere espongono a rischi di cancro o comunque morte) o che comunque gli svantaggi sono maggiori degli svantaggi.

    Detto questo, se non vuoi abitare vicino ad impianti elettronucleari ( e sei liberissimo di farlo ) devi considerare che:

    A: Senza energia elettrica e senza prodotti e servizi possibili solo con questa si va a rischi(sanitari, ma anche economici e sociali) ben maggiori di quelli stimati come criterio di sicurezza per gli impianti.

    B: Utilizzando altre fonti energetiche ti esponi ad altri altri problemi(i quali sono anche questi stati valutati con criteri di sicurezza) i quali non sono estranei a niente, neanche alle famose ‘rinnovabili’. Sembra una sciocchezza , ma se nei conti viene che nella realtà ci sono più persone che cadono e muoiono a causa dell’ installazione di pannelli solari o pale eoliche(e questa e solo un caso), rispetto a quelli dati dalla vicinanza di una centrale nucleare, non vedo perchè si dovrebbero preferire le prime alla seconda(dal lato sicurezza intendo).

    Poi puoi sempre avere dubbi sulla gestione degli impianti, su come vengono trattati i materiali pericolosi, o sulla professionalità e correttezza dei tecnici, ma in generale , se un modello(che non comprende solo il grafico della LNT) serve per stabilire i criteri di sicurezza , a meno di non avere dubbi sulla validità dello stesso, non puoi utilizzare parte di esso per confutarlo.

  • # 33
    Bellaz
     scrive: 

    .. comunque i vantaggi sono maggiori degli svantaggi..
    ..si va incontro a rischi..

  • # 34
    alejet
     scrive: 

    @nemo
    dovresti dunque riconoscere di aver detto una grossa bufala nel post 12, parlando della questione dei radiologi. Che, come ora hai ben detto, sono sottoposti a dosi molto elevate di radiazioni (anche se per poco tempo): in virtù di questo si proteggono dietro opportune schermature, e non per l’ additività di basse dosi, che è una sciocchezza al confronto. Se rileggi tutti i post, noterai come in realtà tu sia l’ unico che, superficialmente, ha sostenuto che le dosi in medicina siano basse. tutt’ altro. Se ti sei sentito attaccato, ti sbagli; ma forse hai reagito male perchè ti rendi conto di aver detto una stupidaggine.
    E poi, davvero, (per così poco) lascia perdere le brutte figure. Finchè si parla dell’ argomento OK; ma quando i discorsi virano sul personale, diventando fini a sé stessi, la brutta figura la fa solo chi accusa, dimostrando scarsa maturità. Anche perchè sbagliare è umano, è concesso se poi uno lo riconosce, come immagino farai.

    E comunque, per completare il discorso di Bellaz, aggiungo un osservazione: il concetto di dose è molto qualitativo, e come tale va preso. Non mi scandalizzerei quindi per il fatto che vi siano diverse opinioni e teorie sugli effetti biologici. Visto che forse non hai approfondito l’ argomento (o forse non se ne parla nei riferimenti che usi), ti dico che per basse dosi le statistiche sulle malattie cui si è esposti sono molto rumorose, nel senso che sono molto disturbate dalle naturali incidenze patologiche. Ad esempio: nella cantina di casa di sicuro ci sono più di 100 mSv (mannaggia ai costruttori che non mettono neppure una finestrella nelle cantine…); in una giornata limpida col sole a picco, magari in montagna, (mannaggia alla radiazione cosmica di fondo) pure peggio. Forse ora le centrali nucleari ti faranno meno paura che scendere in cantina. A parte gli scherzi, spero che ora hai capito come il discorso basse dosi-additività sia in realtà sfumato e meno semplice da trattare di quanto forse hai letto. Ti consiglierei qualche articolo a tal proposito, ma sono molto tecnici, infarciti di statistica (tosta) e di nozioni.

  • # 35
    Effetti della radiazione non ionizzante sull’uomo - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] settimana fa abbiamo parlato degli effetti delle emissioni radioattive sul corpo umano . Esistono però, anche altri tipi di radiazione. Se l’energia trasferita dalla radiaziona […]

  • # 36
    ali
     scrive: 

    però comunque io voglio ben capire quali sono gli effetti delle radiazioni sull’uomo! e non l’ho ancora capito bene!

  • # 37
    mario
     scrive: 

    ciao a tutti volevo sapere una piccola spiegazzione se era possibile sono un operaio che lavora nel porto di napoli con mezzi portuali che vengono chiamti ralle. ogni giorno svolgiamo una mansione di verifiche ai container che vengono sottoposti a verifiche scanner a raggi x, li portiamo con le ralle nell’area doganale dove c’e questo apposito macchinario scanner e quando il doganiere lo azziona ci passiamo sotto con tutta la ralla con noi dentro che la portiamo.diverse volte al giorno che conseguenze porta a noi operai e cosa dovremmo inddossare prima di passare sotto e se possiamo passare?. o saputo che in altri porti d’italia si sono atrezzati con macchinari automatici la ralla la posizioni su un nastro che cammina da solo senza che rimani tu dentro a portarla. grazie mille

  • # 38
    joe4th
     scrive: 

    Ciao eleonora, bell’articolo, potresti tuttavia chiarire alcune aspetti che riguardano la “contaminazione” radioattiva? Come propagazione, trasmissione, distanza di sicurezza, etc. Noto che ci sia molta disinformazione al riguardo. Alcuni ne parlano come se fosse una cosa simile all’esposizione a campi elettromagnetici (cessata la sorgente cessa il pericolo), altri come se si trattassero di virus che si propagano nell’aria…anche guardando chi dovrebbe proteggersi è strano, si va da scafandri di piombo in stile IronMan, a semplici tute che sembrano quelle sterili degli ospedali con calzari che sembrano di carta… Grazie.

  • # 39
    vanessa
     scrive: 

    nooo ma t deik

  • # 40
    anonimo
     scrive: 

    molto importante è essere informati sulla propria salute… molti disastri vengono dall’ignoranza, colpa di gente che guardando i bambini malati dice non è affar mio e che se ne frega di tutto ciò che la circonda e pensa solo al proprio confort, ora pensiamo al bene della terra che si sta distruggendo.
    spero di essere stata abbastanza chiara
    Ciao-ciao

  • # 41
    Lorenzo
     scrive: 

    ciao mi chiamo lorenzo e da un pò di tempo a questa parte sono preoccupato per la mia ragazza a causa delle radiografie che ha fatto.

    lei ora ha 20 anni ma in passato aveva fatto 20 radiografie (l’ultima a 18 anni) e ho il timore che un domani che avremo un figlio possa venire malato.

    non so di preciso quando le ha fatte e quante in un singolo anno ma volevo sapere se ci saranno rischi più avanti nella procreazione di una nuova vita.

    l’utilizzo dei raggi x è stato per problemi di ansia, di schiena, e altri di preciso non so per quale motivo. Tac non ne ha fatte.

    grazie in anticipo.

  • # 42
    sara
     scrive: 

    da diverso tempo sono sottoposta in casa a radiazione elettromagnetismo da alcune persone che mi vogliono male, alterano l’appartamento e ho gia’ cambato casa 2 volte, qualcuno puo’ aiutarmi,333 3929858 no anonimo, sara,

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