di  -  giovedì 22 ottobre 2009

Oggi non mi occuperò di ciò che normalmente tratto, cioè di “Multimedia & D’intorni”, ma di una riflessione che è da qualche tempo che mi preoccupa e della quale vorrei rendervi partecipi: la diffusione dei rapporti sociali virtuali.

Parto immediatamente con una premessa. Io sono classe 1983 e posso dire di aver vissuto in prima persona da appassionato di informatica e tecnologia quale sono, l’evoluzione dei rapporti sociali scaturita dalla diffusione di internet.

Ho sempre osservato con entusiasmo tutte le novità che si sono susseguite man mano più velocemente nel corso degli anni senza mai badare più di tanto alle conseguenze che tali innovazioni comportano, ma concentrandomi prevalentemente sul capire in cosa si è innovato.

Quando iniziai a navigare in internet, parliamo del 1996, il popolo di cui entrai a far parte era abbastanza esclusivo, almeno in Italia. Del resto la diffusione della connettività era molto limitata sia a causa della ridotta velocità, che dei prezzi piuttosto esosi, specie in relazione ai ridottissimi servizi a cui si aveva accesso.

Mi ricordo che all’epoca se escludiamo la classica navigata sul sito di 3dfx per scaricare gli ultimissimi driver della nuovissima Voodoo Graphics, le prime notizie ricercate in anteprima (rispetto alle riviste mensili di cui mi circondavo letteralmente) e qualche chattata con i client IRC, ben poco rimaneva da fare, almeno al sottoscritto. Chiaramente in questa situazione parlare di impatto sociale di internet è poco più di una barzelletta visto l’esiguo numero dei partecipanti.

Gli anni sono trascorsi e la diffusione della banda larga, così come il crescere delle opportunità che internet offre, hanno portato alla situazione attuale in cui non solo si ha accesso a tantissimi servizi e comodità, ma essere online ha profondamente cambiato soprattutto il modo di comunicare di molte persone.

Non è, infatti, la possibilità di prenotare rapidamente un aereo oppure pagare le bollette o eseguire un bonifico che, a mio parere, ha un forte impatto sulla socialità (benché anche in questi casi si rinuncia ad incontri fortuiti all’ufficio postale o in banca), ma l’aver introdotto una forma di comunicazione radicalmente diversa rispetto a quanto possibile fino a pochi anni fa.

L’elemento scatenante di questa mia presa di coscienza è stato una serata passata con quattro amici in un pub durante la quale, in un determinato istante, ognuno era online su Facebook, MSN et simila attraverso il suo iPhone, Windows Phone, ecc…, scrivendo al mondo quello che stava facendo, cioè bevendo una birra in compagnia.

Immaginatevi la scena: quattro ragazzi in un pub seduti attorno al tavolo senza parlarsi, tutti intenti a comunicare con l’esterno e non con chi avevano di fronte. Chiaramente la situazione può sembrare comica, ma in quel momento, quando alzai gli occhi e mi resi conto di quello che stava accadendo, vi garantisco che non ne ero felice ma stupito, quasi preoccupato, al punto che inviai i presenti a piantarla.

Non è mia intenzione essere retrogrado ed avverso alle novità, anzi la mia passione per l’informatica e la tecnologia da sempre mi hanno spronato ad accogliere tutte le evoluzioni del mio tempo, ma di fronte alla rivoluzione nella comunicazione ed alla diffusione dei rapporti virtuali, mi chiedo se qualcuno si sia mai posto un interrogativo sulle conseguenze a cui tutto ciò ci porterà e se forse non è il caso, non dico di regolamentare l’evoluzione della comunicazione, ma almeno di studiarne l’impatto al fine di arginare i risvolti più preoccupanti.

21 Commenti »

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  • # 1
    Tonisca
     scrive: 

    Per la serie 4 amici al bar..

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Le rare volte che esco (avendo famiglia) le voglio passare disconnesso dalla rete.

  • # 3
    dragon bolzon
     scrive: 

    Io non ho mai considerato internet come uno strumento utile per scopi sociali, come conoscere gente, parlare e intrattenersi… al massimo frequento dei formun specifici su un argomento dove discutere con altri appassionati che difficilmente si trovano in giro.

  • # 4
    Benedetto
     scrive: 

    Quando non lavoro (in agenzia o a casa) sicuramente non voglio comunicare attraverso uno schermo, anche il telefono è troppo impersonale. E ciò che mi scoccia è che amici e conoscenti non capiscono perché sia fuori dai vari facebook, msn e copagnia. È una triste realtà.

  • # 5
    banryu
     scrive: 

    Quoto l’utente dragon bolzon e l’utente Benedetto.
    Non ho un acount Facebook o similia e non intendo averne uno (a meno che io non venga costretto in futuro, ad esempio per motivi professionali).

    Non credo nelle relazioni occasionali dal vero con gli altri, ma preferisco invece poche ma srette/profonde/intime amicizie. Figuratevi quanto possano interessarmi quelle virtuali.

    La parte di “socialità” che mi può interessare del web è rappresentata dalla possibilità di contattare altri appassionati di argomenti specifici per avere confronti sugli stessi.

  • # 6
    Claudio
     scrive: 

    “Mi ricordo che all’epoca se escludiamo la classica navigata sul sito di 3dfx per scaricare gli ultimissimi driver della nuovissima Voodoo Graphics, le prime notizie ricercate in anteprima (rispetto alle riviste mensili di cui mi circondavo letteralmente) e qualche chattata con i client IRC, ben poco rimaneva da fare”

    Anche io sono classe 83 e anche io nel 96 (13 anni) ero tra i pochi internauti… E oltre ai siti sopracitati non dimentichiamo i primissimi con le “donnine nude” ;-)

  • # 7
    DosFX
     scrive: 

    Ho chattato poche volte in vita mia, anni fa con MIRC oggi forse una volta al mese con Skype.. di solito preferisco telefonare tramite Voip o ancora meglio fare qualche km e vedermi in faccia con le persone, forse sono i miei gusti diversi o il mio stile di vita non urbano che mi hanno influenzato a non usare le chat.. so di sicuro che non mi iscrivero’ mai a Facebook non perche’ lo odi ma sinceramente posso farne a meno.

  • # 8
    Arunax
     scrive: 

    Secondo me ogni cosa va messa nella giusta prospettiva. Non ha senso demonizzare quello che è solo un mezzo (Facebook, MSN, IRC, e chi più ne ha più ne metta), è l’uso che sempre più spesso secondo me si configura come un [b]ab[/b]uso, un uso oltre misura: la rete va considerata per quello che è, una (comoda) estensione della vita reale, ma pur sempre solo un’estensione. Così avere tanti “amici” su Facebook non vuol dire avere tanti amici nella realtà, ma questo non implica che Facebook non possa servire per tenere i contatti con amici che abitano lontani (io ne ho parecchi, ad esempio, e fa piacere leggere qualcosa della loro vita: è pur sempre una comunicazione).

    Allo stesso modo, la mia ragazza abita in un’altra città e per comunicare durante la settimana facciamo ampio uso di praticamente tutti i moderni mezzi di comunicazione (telefono, SMS, Skype, Facebook, MSN) ma personalmente non ho nessun dubbio sull’enorme differenza che intercorre fra il vedersi dal vivo e il comunicare per mezzo della rete.

    Questo per rispondere a quelli che dicono “non mi iscriverò mai a Facebook, per carità!” et similia: pare quasi che (forse a forza di ragionare in binario :D ) esistano per voi solo due possibilità – o iscriversi a Facebook (e compagnia bella) e diventarne schiavi, oppure non iscriversi affatto. Boh, faccio fatica a capirvi: dopotutto sono iscritto a Facebook, ma non ne sono schiavo. Quando esco con gli amici, lungi da me è l’idea di attaccarmi per dire che sto facendo… quello semmai lo farò a casa, da solo, se non ho niente di meglio da fare!

  • # 9
    Simon71
     scrive: 

    Sono perfettamente d’accordo e vorrei incalzare…
    Ciò che mi ha lascito interdetto lungo un mese di chattate notturne di ogni sorta è che pare esista “un’altra società”, fatta di uomimi e donne che vivono ormai per la Chat, sia essa IRC, AIM, MSN, oppure Java…spesso queste ultime sono legate a siti…Signori la situazione non è preoccupante, è drammatica!!
    Sono entrato in contatto con “esseri umani” di ogni età, sesso, classe sociale, che spendono ormai le loro giornate per ore e ore nelle chat…Oggi, poi con le Webcam ovunque anche sui portatili da 200 euro è allucinante…
    “Ho visto cose che voi umani…” tanto per citare Dick…
    Ho visto ragazze giovanissime presentarsi davanti alla Cam come se fossero al provino di Mediaset per entrare dalla “de Filippi”, molte anche carine, sexy…eppure spendono ogni giorno, serata dopo serata, per mltissime ore davanti ad una Cam…
    Uomini che si masturbano in diretta….
    Ho visto dei postriboli mediatici, senza alcun controllo….
    Ho visto gente ormai priva di una vita sociale, e che la sostituisce col Web….
    Tutto ciò, ripeto, è preoccupante…
    Specie perché il numero di “minori” è elevatissimo….Minori, senza controllo, senza niente a dire il vero…
    Saluti

  • # 10
    TheFoggy
     scrive: 

    Al rapporto, un altro 83! :) Io navigo da circa 15anni su internet e..devo dire che le cose sono un pochino cambiate. una volta, solo il nerd, restava ore e ore sul pc e mirc alla ricerca di informazioni, mentre ora il bambino di 9anni, passa le giornate su facebook a chattare con l’amico di scuola che, magari, abita al piano di sopra. Studio ingegneria e sono un tech enthusiast, ma quando esco con gli amici, stacco tutto il resto. Voglio dire..gli amici sono lì..che senso ha c@cceggi@re su facebook, intanto che sei in un pub? Ok..divertente, scoprire che a rete wi-fi dei pub, (quella per le ordinazioni), ha una password sicurissima (5 caratteri..pub..facile arrivarci!! Vi do un altro consiglio..è gialla, ha la schiuma.. :P), ma è puro divertimento (la rete non permette la navigazione! però si potrebbe fare un’app che si interfacci col loro sistema.. :P), ma..fine qui! poi ci si parla, se no tanto vale!! Avevo un amico – ex moroso della mia attuale ragazza – che passava le serate a guardare video sul cellulare. Sempre i soliti. Dopo un po’ gli abbiamo chiesto se “gentilmente” la smetteva, perchè per uscire con noi in quel modo.. Sapete cosa fece? Smise di uscire con noi.. (e la sua morosa iniziò ad uscire con me! Almeno io non giocavo col cellulare! :P).
    La cosa brutta è che molti genitori non sono in grado di seguire i propri figli e oramai..facebook è pieno di “marpioni”, come si sente sempre più spesso anche in tv.
    Per concludere..mi trovo d’accordissimo con Simon71: “Minori, senza controllo, senza niente a dire il vero…”. Soprattutto, concordo sul “niente”.

  • # 11
    dtm
     scrive: 

    Il problema non è nella tecnologia, ma nelle persone che la usano. Come è insensato stare su Facebook mentre si è al pub, trovo altrettanto fastidioso scrivere sms mentre si è in compagnia.
    Di più: mi da fastidio che alla gente dia fastidio che non risponda immediatamente ad un sms se non posso-barra-voglio farlo (perchè sono fuori, perchè sto parlando, perchè sticazzimiei), oltre al fatto che mi dà fastidio dover rispondere mentre sto facendo altro, sicuro che col mio comportamento sto infastidendo il conversatore, aggiungendo così il suo fastidio al mio, senza contare che, ora, mi infastidisce riflettere su quanto sia stupida ‘sta cosa fastidiosa, e quanto poco basterebbe (un po’ di sano buon senso) per darci un taglio.
    Ah sì, mi infastidisce anche chi parte per la tangente mentre si parla d’un argomento: siccome m’infastidisco ad infastidirmi da solo, vi saluto.

  • # 12
    karplus
     scrive: 

    Si vabbè, ma se i quattro dell’Ave Maria di questa storia sono degli ULTRA-NERD mica é colpa della tecnologia!
    4/4 con probabile connessione semi-flat e cellulare all’altezza!

    A chi legge: non fate il tipico errore di hwupgradiano secondo cui una cosa in voga su hwup (es, una connessione semi-flat con annesso cell all’altezza) allora ce l’hanno tutti!
    Conosco realtà (toh la mia) che pur vivendo in grandi città e in una fascia d’età simile, non hanno questo alto concentrato di nerdaggine 4/4 dai!!!

  • # 13
    BrightSoul
     scrive: 

    “Quattro ragazzi in un pub seduti attorno al tavolo senza parlarsi”.

    Effettivamente si tratta di una scena inusuale… ma vorrei spezzare una lancia in loro favore. Anzi due.

    – Secondo me l’aggiornare il proprio “stato” serve più alla persona stessa che non agli altri. E’ l’equivalente moderno del classico diario. Ricordatevi che scripta manent, quindi coloro che mettono per iscritto le propie esperienze non vogliono far altro che fermare nella mente i ricordi piacevoli. Poi, ovviamente, esiste un limite a tutto. Se stanno tutta la sera a chattare c’è qualcosa che non va.

    – Secondo punto: sono convinto che i rapporti sociali virtuali, potenzialmente, agevolino discussioni qualitativamente migliori. Mentre sei al bar con i tuoi amici non puoi metterti a parlare di un libro di Freud che hai letto di recente e che hai trovato particolarmente interessante. Correresti il rischio di annoiarli. Allora, di solito si scende ai minimi termini con i discorsi sulle modelle e sul calcio, accompagnati da rutto libero.
    Invece, un rapporto sociale virtuale puoi instaurarlo con chi condivide le tue stesse passioni e a quel punto sai di poter scambiare libere opinioni su Freud fin quando ne hai voglia.

  • # 14
    superWarrior81
     scrive: 

    grande articolo.
    avete dimenticato gli utenti dei forum (hwup in primis) che passano tutto il giorno a scrivere, in realtà sono solo malati di protagonismo e il forum diventa come una chat. ma sta gente non dovrebbe lavorare o studiare ??

  • # 15
    Nicola
     scrive: 

    come in ogni cosa la verità sta nel “mezzo”, non è lo strumento in sè ma l’uso che se ne fà. Il problema, come già evidenziato, è per i minori: ma lì la colpa è più dei genitori. Io ho sempre pensato una cosa: la colpa è del cambiamento nel modo di educare i figli. Se si è cresciuti educati in un certo modo, perchè stravolgere il tutto in nome della solita frase ” i tempi sono cambiati”…è più facile mollare i pargoli davanti ad uno schermo, piuttosto che assumersi le proprie responsabilità di genitori.

    La colpa della deriva della società non è dei “media”, nuovi o vecchi che siano, ma della generazione attuale di educatori(i genitori).

  • # 16
    Stefano
     scrive: 

    probabilmente la maggioranza degli internauti che sviluppano la loro vita su network sociali o comunità virtuali, non seguono altro sulla rete (quindi non leggono nemmeno questi eccezionali appunti digitali).

    purtroppo chi limita l’uso di internet a scopi personali da “social experience” (conoscere gente solo per chiacchierare e spettegolare come ragazzine, passando il tempo, o spesso, diciamolo, esclusivamente per rimorchiare..) non ha idea di cosa possa offrirgli internet nel suo complesso, ma nemmeno la vita d’altrocanto, altrimenti non si spiegherebbe il comportamento al limite dello psico-patologico.

  • # 17
    Stefano
     scrive: 

    e aggiungo che sono completamente d’accordo col post precedente di Nicola.
    se i genitori demandano la loro responsabilità educativa alla televisione (come 20 anni fa) o ad internet (oggi), al solo scopo di tenere i bimbi impegnati a non creare problemi fuori o dentro casa, il risultato non può che essere prendere tali mezzi di comunicazione come maestri.

  • # 18
    roberto
     scrive: 

    se i tuoi amici sono disadattati non è colpa di internet… sono ’81, faccio “parte” di internet dai tempi di iol con il 28k baud, poi diventato 56k flex poi isdn poi adsl, con amici altrettanto nerd di varie annate (’80 fino ad ’84) conosciuti a scuola perchè facenti parte del “club dei nerd” della scuola… orbene nessuno di noi sente il bisogno di scrivere cazzate su facebook o stare su msn o su skype o su jabber o quel che vuoi 24/7… al massimo uno prende il telefono nuovo e dice “guarda! posso fare questo!!!” e tutti facciamo “oooooohhh!!!” a prenderlo per il sedere. poi finisce in taschino e dimenticato :)
    trattasi di strumenti, il male sta nell’uso non nello strumento.

    ed adesso scusatemi, ma devo andare a fare una sessione di D&D 3.5 ;)

  • # 19
    Salvo.G.
     scrive: 

    be l’articolo coglie nel segno dati gli eventi degli ultimi tempi dove il “social network” diventa protagonista nella buona e nella cattiva sorte.
    La domanda da farsi é: “tutto quello che si fa, è proprio necessario?”
    A parte i pericoli, dato che non si può prevedere il futuro, tutto quello che l’uomo “fa” è proprio necessario?
    citazione: C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.
    Oggi potremmo dire che le automobili stanno distruggendo il pianeta però dobbiamo pensare che le cose di tutti i giorni sono assodate e per rimanere tali o le usi o per andare a comprare il pane ci metti 2 ore, 3 ore per andare alla posta, 1 ora per passare dall’edicola e poi vai al lavoro…. no forse a pranzo.
    Dicimola con un’altra citazione “il troppo storpia”.
    Io ho ordinato questo libro
    http://www.hoepli.it/libro/una-cosa-per-volta.asp?ib=9788820047559&pc=000005003022000
    vediamo cosa dice.
    UNA COSA PER VOLTA
    CRENSHAW DAVE
    quando fare tutto è come fare nulla
    BYE

  • # 20
    Aggiornare lo status anche se sei in compagnia (Dal “Galateo della realtà bucata”) « Sentimento digitale
     scrive: 

    […] Raffaele naviga da più di dieci anni, ma non è rimasto indifferente una sera, mentre era con quattro amici al pub attorno a un tavolo. Si sono messi ad aggiornare il proprio status ognuno con il proprio aggeggio fra le mani. E anche se Raffaele è cresciuto un po’ geek, alla fine ha chiesto ai quattro amici di piantarla. […]

  • # 21
    Ang
     scrive: 

    io credo che i social diano la possibilità a tutti quelli che si sentono soli, di isolarsi ulteriormente con la convinzione di non esserlo più. Non vi nascondo che a me è capitato anche di chattare con mio fratello nella stessa casa…..ho dett tutto.

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