di  -  lunedì 19 ottobre 2009

Lo scorso venerdì 16 ottobre su Rai Tre è andata in onda la trasmissione Blu Notte , condotta da Carlo Lucarelli, che con il suo ormai inconfondibile stile di narrazione, e le immancabili sagome di cartone in studio, ha ricostruito il caso Ilaria Alpi, giornalista del TG3 uccisa con l’operatore Miran Hrovatin nel 20 marzo 1994 nei pressi di Mogadiscio, in Somalia.

ilaria e miran

Nonostante la commissione  parlamentare di inchiesta presieduta dall’avvocato Carlo Taormina sia giunta alla conclusione che l’assassinio dei due giornalisti sia frutto di un “atto banditesco” il cui unico scopo era quello di rapire Ilaria e Miran per ottenere un riscatto, molti sono in punti oscuri e le incongruenze evidenziate dalla trasmissione, che lasciano forti perplessità.A cominciare dall’incongruenza logica del fatto che siano stati uccisi i due giornalisti disarmati, che il commando di rapitori avrebbe dovuto tenere in vita per sperare di ottenere il riscatto, e siano invece stati fatti salvi i due somali di scorta che erano armati, i primi che, in teoria, avrebbero dovuto essere neutralizzati, se si fosse trattato di un rapimento.

Ma questa incongruenza logica è poca cosa, rispetto alla ripetuta e misteriosa scomparsa di documenti incredibilmente non custoditi o custoditi male, rispetto al coinvolgimento e all’interesse mostrato da parte della malavita organizzata rispetto a questo episodio, e rispetto all’ombra dei servizi segreti, che aleggia (è un eufemismo) su tutto il caso.

Perché parliamo di questa trasmissione, e di questo caso, pur sapendo di non disporre dei mezzi e della competenza giornalistica della redazione di Blu Notte?

Perché nel 1994 Internet non era ancora un media così capillarmente diffuso, e così potente. La sua forza sta nella capacità di ricordare, alimentata dal desiderio di persone come Luciana Alpi, la madre di Ilaria di arrivare a conoscere la verità.

Internet e tutte le persone che parleranno della storia di Ilaria e Miran contribuiranno a fare in modo che non ci si dimentichi di loro, degli interessi occulti che la commissione parlamentare ha ritenuto non rilevanti, preferendo piuttosto accusare alcuni giornalisti di ordire un “complotto di depistaggio”, arrivando anche a perquisire la casa di quei giornalisti, salvo poi vedersi archiviare il caso perché nessuna evidenza è stata trovata.

Allora, se non era vero che quei giornalisti ordivano trame di depistaggio, non potrebbe essere invece vero il contrario, ovvero che qualcos’altro si nasconda dietro la morte di Ilaria e Miran?

E’ così inverosimile pensare che la pista emersa, è proprio il caso di dire, nelle ultime settimane, legata alle navi cariche di rifiuti tossici fatte affondare nella costa calabrese, sia un possibile movente di quella che a tutti gli effetti si presenta come l’esecuzione di una condanna a morte?

Ilaria e Miran non saranno dimenticati, grazie anche al lavoro di giornalisti veri, come Carlo Lucarelli, la redazione di Blu Notte e quella di IlariaAlpi.it,  grazie alla dignitosa ostinazione dei genitori di Ilaria, e con il piccolo contributo di chi non farà finta di niente, ma seguirà questa storia e testimonierà la propria presenza: aspettiamo che sia fatta chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda.

[Per chi se la fosse persa, è possibile rivedere online la puntata di Blu Notte]

12 Commenti »

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  • # 1
    donata
     scrive: 

    purtroppo in italia spesso la realtà ha superato tristemente la fantasia…devo dire che non mi sarei aspettata un post del genere nel vostro blog. visto che condivido con voi il ruolo centrale del web nella diffusione della cultura, semplicemente grazie per averlo fatto

  • # 2
    Giullo
     scrive: 

    ben vengano post come questi anche se esulano dagli argomenti classici del blog.

  • # 4
    andres
     scrive: 

    bellissimo articolo

  • # 5
    Luca
     scrive: 

    bravo

  • # 6
    Diego
     scrive: 

    Credo che il fatto che il certificato di morte in originale di Ilaria Alpi sia stato trovato a casa di un ingegnere che gestiva un giro di smaltimento di rifiuti tossici per la mafia parli da solo. È la chiara prova che Taormina ha ragione: Ilaria era in vacanza in Somalia. Chi non la pensa così è in malafede.

  • # 7
    Valerio
     scrive: 

    Quoto Diego,
    sembra quasi assurdo che Taormina abbia ritenuto irrilevanti certi fatti.
    La teoria della vacanza poi…credo che in quelle condizioni sia normale che un figlio tenti di non far preoccupare i propri genitori e parlare appunto di “vacanza”.

    Complimenti ad Appunti Digitali per l’articolo, e soprattutto a Lucarelli e Blu Notte per lo splendido programma.

  • # 8
    Max64
     scrive: 

    Concordo, Taormina ha sempre avuto ruoli “foschi” in questa vicenda. Blu Notte grande trasmissione e bravo Lucarelli. Insieme a Report una delle migliori trasmissioni televisive.

  • # 9
    piper
     scrive: 

    Non capisco il senso di questo articolo in questo blog.
    O meglio non capisco perche’ il sig. Markingegno non apre un suo blog politico, visto che propone immancabilmente articoli che con la tecnologia poco hanno a che fare, a differenza dei suoi colleghi.
    Ci sono mille posti in rete dove fare e parlare di politica, personaggi politici o questioni ad essa attinenti.E parlo di politica, non di cronaca, perche’ l’articolo ha un taglio (come abitudine dell’autore) politico.
    Non ammorbiamo anche questo ottimo blog.Indipendentemente dalle idee di ognuno.

    “Perché parliamo di questa trasmissione, e di questo caso, pur sapendo di non disporre dei mezzi e della competenza giornalistica della redazione di Blu Notte?
    Perché nel 1994 Internet non era ancora un media così capillarmente diffuso, e così potente.”

    E questo cappello dovrebbe essere sufficiente a giustificare la presenza di un tale articolo qui?
    Potremmo allora scriverne uno tutti i giorni per ricordare le vittime degli anni di piombo. Anche allora non c’era internet…ma e’ questa la sede?

  • # 10
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Piper, la tua opinione è rispettabile, ma:
    la mia rubrica settimanale su AD si chiama “medium e messaggio” probabilmente la meno *tecnica* in senso stretto, e quella più aperta a contaminazioni, a trattare argomenti border line rispetto alla tecnologia.

    Personalmente non vedo nessun intento politico nel parlare di un caso di cronaca, che è un pretesto per un discorso più ampio sull’evoluzione del mondo dei media (medium e messaggio, appunto).

    Su questo punto non dobbiamo essere necessariamente tutti d’accordo, chi non ha interesse a leggere la mia rubrica può continuare a leggere gli altri autori di Appunti Digitali; è il bello dei blog multi-autore.

    Ah, il mio blog ce l’ho, e neppure lì la politica è il primo dei miei interessi, anzi.

    Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che invece hanno apprezzato il post. Arrivederci a lunedì prossimo.

  • # 11
    Banjo
     scrive: 

    In Veneto diciamo: l’intelligente sa poco, il saggio sa niente, il “mona” sa tutto.

  • # 12
    Diego
     scrive: 

    Non vi è nulla (o almeno non vi dovrebbe essere) che impedisca all’autore di parlare di quello che vuole se la linea editoriale approva. Chi non apprezza, anche se ha il diritto di esprimerlo garbatamente, può solo scegliere tra ignorare tali articoli o ignorare il blog in toto.

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