di  -  venerdì 9 ottobre 2009

Win 3.0 boot

La storia del Personal Computer non è costruita sulla sola innovazione. La linfa vitale dei primi vagiti del mondo informatico, è andata infatti perdendosi mano a mano che giovani capelloni o occhialuti nerd con la mania del poker, hanno cambiato la t-shirt con la cravatta, le infradito con scarpe di cuoio da centinaia di dollari, e la tuta da ginnastica col doppiopetto.

Ecco che quindi un nuovo elemento è entrato a regolare l’evoluzione di un mercato per anni governato dal solo estro: la tutela legale delle invenzioni, un elemento senza il quale diventa impossibile comprendere la lunga e tortuosa storia della GUI.

In attesa di dedicare un venerdì ad una ricapitolazione generale dell’evoluzione della GUI, procediamo oggi a mettere un altro tassello nel puzzle, per questa nuova puntata della rubrica settimanale dedicata alla nostalgia informatica.

Parleremo di Windows 3.0, il sistema operativo con GUI di Microsoft che ha aperto la strada dell’olimpo all’azienda di Redmond.

Program ManagerPer molti appassionati trenta/quarantenni Windows 3.0 ha aperto le porte dell’interfaccia grafica su PC. Tenuti a distanza dai prezzi faraonici del Mac, spaventati dalla progressiva marginalizzazione dell’Amiga nella nicchia videoludica, beatamente inconsapevoli delle alternative GEOS e GEM, lontani dal pubblico target di OS/2, molti utenti hanno affrontato per la prima volta una GUI proprio attraverso Windows 3, a cui, come molti altri OS Microsoft, va riconosciuto il merito di essere stato il prodotto giusto al momento giusto.

Che fosse venduto in bundle con un PC, o piuttosto disponibile nella sua enorme confezione retail presso il negozio d’informatica sotto casa, o magari copiato illegalmente dall’amico smanettone, Windows 3 è entrato sul mercato con eccezionale tempismo: in un momento in cui il mercato PC era in pieno boom, quello delle piattaforme chiuse mostrava dove più dove meno segni di difficoltà, e le masse al comando di PC sempre più potenti, necessitavano urgentemente di una killer app.

Se da punto di vista dell’usabilità Windows 3 rappresentò un importante salto in avanti rispetto alle precedenti release 1.0 e 2.0, le sue fondamenta tecniche non fecero gridare al miracolo. La gestione della memoria si avvaleva di tre modalità, rispettivamente per CPU 8086/88, 286 o 386 (unico processore ad abilitare l’uso di memoria virtuale), con relativi grattacapi per i programmatori, e un rapporto ancora profondo con MS-DOS, tranne che nella modalità enhanced per 386. Il multitasking era inoltre di tipo cooperativo, non pre-emptive come quello consentito dalla migliore concorrenza (Amiga, la “macchina da gioco”).

Attraverso l’interfaccia di Windows, era possibile impostare i parametri vitali del sistema e l’apparenza, ma anche lanciare applicazioni con requisiti di memoria non direttamente gestibili da MS-DOS – ma sempre a 16 bit, anche su CPU 32 bit, come i386 e i suoi cloni.

Qualche dettaglio storico: il debutto di Windows 3.0, risalente a maggio 1990, è concomitante con il clou della diatriba legale fra Apple e Microsoft, con la prima che accusava la seconda di aver copiato elementi costitutivi dell’interfaccia del Macintosh, in questo ledendo a una proprietà intellettuale appartenente alla stessa Apple. Un dibattito cruciale come ricorderete, che riporta al grande tema della brevettabilità del software, ancora molto in voga a un ventennio di distanza.

A questo si aggiunge il fatto che la nuova release di Windows rappresentò un grande hit in termini di vendite, fin dal debutto, spianando la strada alle successive versioni 3.1 e 3.11 for Workgroups, e, a qualche anno di distanza, al trionfo commerciale di Windows 95. Un “sorpasso” quello di Windows ai danni del Mac sul terreno della GUI, che bruciò particolarmente ad Apple, inducendola a tenere il punto sul fronte legale fino al 1994, anno in cui fu negato all’azienda fondata da Jobs, il ricorso alla Corte Suprema in seguito alla sconfitta in appello.

La release 3.0, prima della famiglia 3.x di cui ci occuperemo ancora, lanciò un rinnovato look&feel che incontrò il favore del pubblico, dopo la mediocre apparenza delle precedenti versioni. A un anno dal lancio arrivarono inoltre le Multimedia Extensions per il supporto di schede audio e lettori CD-ROM.

Al successo dela GUI di Windows 3.0 contribuì anche la progressiva diffusione di schede grafiche VGA, in grado di gestire risoluzioni di 640×400 punti o più, con un numero di colori sufficiente per una buona resa degli effetti visuali.

Anche lo sforzo congiunto Microsoft/IBM su OS/2, terminò nell’anno del lancio di Windows 3.0, a testimonianza dell’ormai acclarata fiducia di Microsoft di poter fare a meno anche del colosso di Armonk per cavalcare il boom del PC (che nel 1990 era già per buona parte al di fuori del controllo, e della quota di mercato, di IBM).

Il ruolo centrale di Windows 3.0 nella storia dell’informatica è dunque meritato, poiché frutto di tempismo, comprensione del mercato, capacità commerciale: abilità che raramente nella storia dell’informatica, hanno ceduto il passo al puro merito tecnico, in barba ai sogni psichedelici dei pionieri.

30 Commenti »

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  • # 1
    Worth
     scrive: 

    instabile e pieno di virus, ma erano solo effetti collaterali delle innovazioni che portava e della smisurata disponibilità di software. ci sono affezionato a windows 3 (anzi 3.11), era un ambiente di lavoro intuitivo e potente in anni in cui l’informatica era molto più a misura d’uomo. con due finestre, qualche comando nel prompt di dos e un file batch si poteva fare di tutto.

  • # 2
    floc
     scrive: 

    notti intere a litigare con i file .ini… ah che ricordi :)

  • # 3
    io
     scrive: 

    ho ancora i floppy originali, assieme a quelli del dos 6.22
    la versione 3.11 la uso tuttora su un notebook TI extensa con pentium 200equalcosa…la mia retrogaming box :)

  • # 4
    lakar
     scrive: 

    Windows 3.1 è stata la prima versione di Windows che ho usato. Girava bene con 2 mega di ram…Inimmaginabile.
    Non so come fosse la 3.0 ma con la 3.1 non ho mai avuto problemi di stabilità. E poi, pieno di virus nel 1990? Dai, non scherziamo, a quei tempi i pochi virus esistenti non erano certo diffusi.

  • # 5
    Cael
     scrive: 

    @lakar

    fortunato…io andavo di 3.1 su un 286 con ben 1mb di ram e 20 mb di HD…e quante cose si potevano fare!!! bei tempi.

  • # 6
    andres
     scrive: 

    Indubbio il successo commerciale…
    Ma il prodotto scopiazzava spudoratamente Mac e Amiga, quest’ultimo su ben altri livelli, quanto ad OS…

  • # 7
    serzio
     scrive: 

    Windows 3.11 for workgroup, 11 floppy. E chi se lo dimentica?!

  • # 8
    Andrea
     scrive: 

    Virus? E come cavolo li hai presi…

  • # 9
    Francesco Cuccuini
     scrive: 

    Mamma che tempi.

    I comandi DOS format a: oppure dir c: oppure dir c:*.exe e via…

    @ Andrea

    come faceva a prendere i virus?
    Con i dischetti passati da un PC ad un altro.

    Ricordi lontani

    :-)

  • # 10
    AlessioF
     scrive: 

    Dai floppy, io ne avevo una collezione per amiga, quasi tutti erano nel boot

  • # 11
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    @andres: e i Mac e gli Amiga che hanno scopiazzato dai progetti della Xerox di Palo Alto, che è stata l’ideatrice delle GUI. ;)

  • # 12
    lakar
     scrive: 

    Che si potessero prendere virus scambiandosi dischetti è cosa nota ma che nel 1990 windows fosse pieno di virus è un’assurdità. I virus hanno cominciato a diffondersi in maniera esponenziale con la diffusione di internet a fine anni novanta poiché da allora tutti i computer sono collegati tra loro e lo scambio/scaricamento files è aumentato moltissimo. Ma nel 1990 il problema era quasi trascurabile.

  • # 13
    kp!
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro
    in realta’ apple ha scopiazzato ben poco… xerox praticamente gli ha mostrato e quasi regalato la tecnologia, credendola senza futuro.
    Apple ha poi assunto gran parte del team che realizzo la “gui”

  • # 14
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Apple ha concordato con Xerox la visita al PARC, ha migliorato l’interfaccia di Alto e ha effettivamente assunto molti ingegneri di Xerox.

    Ne abbiamo parlato qui:
    http://www.appuntidigitali.it/3669/xerox-alto-quando-copiare-e-meglio-che-inventare/

    I miglioramenti apportati da Apple alla UI e ripresi da Microsoft, non sono stati un elemento sufficiente per farle avere ragione nella causa relativa alla GUI, per motivi che attengono anche alla brevettabilità stessa di funzioni generiche.

    Questa è in estrema sintesi la storia, che ha tuttavia visto Microsoft – con un atteggiamento del tutto analogo a quello di Apple che prima prende ispirazione, poi pretende di brevettare – passare fra le fila dei sostenitori della brevettabilità del software, a fianco di Apple. Il che appare come una posizione totalmente opportunistica, volta a nient’altro che il tentativo di cristallizzare lo status quo e i rapporti di potere consolidati.

  • # 15
    Jo.li.
     scrive: 

    xKP

    Già i dirigenti della Xerox gli risero in faccia quando videro il mouse.

  • # 16
    Al
     scrive: 

    Ma come Alessio ??? non inizi da Windows 1 e 2 ?
    Io (che sono vecchio) li ho avuti entrambi; è vero che sono stati ignorati dai più ma c’era una applicazione fondamentale per questi S.O. ed era Aldus Page Maker.
    Inoltre con essi era possibile utilizzare scanners e stampanti laser.
    Windows 1 non aveva finestre mobili (o tutta ingrandita o icona) mantre con il 2.0 le finestre erano mobili e ridimensionabili ed in più arrivò una seconda applicazione fondamentale, EXCEL (che prima era disponibile solo per MAC.

    Quanto alla 3.0 non è che ebbe poi quel gran successo; questo arrivò più che altro l’anno successivo con la 3.1 la cui principale variante erano i caratteri scalabili True Type (e qui ci fu una disputa che vide Apple+M& contro Adobe) che potevano essere stampati sulle laser senza dover acquistare le eprom dei fonts. Fu la 3.1 che costrinse tutti anche al cambio di hardware alla CPU 80386 DX/SX perchè il solo calcolo dei caratteri scalabili metteva in crisi gli 8086 e gli 80286 da 10-12 Mhz.

  • # 17
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Al
    Diciamo che fino ad ora ho seguito le milestone della storia della GUI, e mi pare che difficilmente le prime due versioni di Windows, totalmente irrilevanti sotto il profilo del mercato, meritino tanto onore.
    Detto questo hanno un interesse retro-informatico e quindi me ne occuperò di certo.
    Il successo commerciale della 3.0 non va misurato rispetto a quello sicuramente maggiore delle release successive, ma piuttosto in base a quello delle precedenti, e in generale comparato al mondo degli OS con GUI nel 1990, ancora piuttosto ristretto.
    Windows 3.0 ha posto delle basi credibili (al contrario di 1 e 2) per le successive release e in ultima analisi per il predominio di MS.
    Giuste le considerazioni conclusive, che non mancherò di riprendere nei prossimi appuntamenti.

  • # 18
    Davide
     scrive: 

    @11)
    Il progetto della Xerox era poco più di un prototipo che sarebbe rimasto morto e sepolto in quei labs se non fosse stato per Jobs, che intuì subito le potenzialità di quell’interfaccia.

  • # 19
    lakar
     scrive: 

    @ Davide
    Lo Xerox Star con interfaccia grafica e mouse fu commercializzato nell’1981 mentre l’Apple Lisa solo nel 1983 quindi non si può certo dire che senza Jobs sarebbe rimasto sepolto. Infatti a fine 1982 fu pure presentato il Visi On della Visicorp con interfaccia grafica e mouse per ms-dos (e commercializzato a fine 1983).

  • # 20
    Alex del viero
     scrive: 

    Io l’ho saltato a pie’ pari.
    Molto rudimentale e spartano.
    Sui pc preferivo usare dos anche se os2 era
    gia un altro pianeta, purtroppo mal amministrato…
    Su amiga poi sembrava di essere 20 anni avanti
    rispetto win3.x , anche li colpa di alcune scelte
    scellerate e’ andato tutto a rotoli… forse volutamente…
    Sono amareggiato delle sorti di amigaos, se avessero messo un hd ide e una porta midi di serie oggi non si
    parlerebbe piu’ ne di windows ne di mac!
    Purtroppo non vollero capire e quando usci win95 e le
    schede acceleratrici 3D fu il collasso!
    La forza di MS e’ stata quella di non soffermarsi
    a far guerre ideologiche sui componenti HW ma a supportarli tutti (in ambito X86), quindi conquistare
    quote di mercato in modo freddo e senza scrupoli come
    vogliano le regole del mercato stesso.
    I sognatori fanno cose stupende ma vengono buttati
    fuori dal ring del mercato.

  • # 21
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Ha ragione Lakar, anche se va aggiunto per onore di cronaca che il Lisa (i cui stessi concetti sono poi stati migliorati nel Mac), ha rappresentato la più convincente incarnazione di computer con GUI, ed interfaccia WYSIWYG controllabile col mouse vista fino ad allora.

    Non va poi dimenticato il validissimo GEM, lanciato nel 1983 ma poi privato di funzioni in seguito alle minacce legali di Apple contro lo sviluppatore, la DRI di Gary Kildall.

    Dal punto di vista commerciale, ad Apple, con il Macintosh, va il merito di aver spinto più di ogni altra azienda su una visione user friendly del personal computer che è stata poi abbracciata dal resto dell’industria.

  • # 22
    lakar
     scrive: 

    @ Alex del viero
    Non credo che un “hd ide e una porta midi di serie” avrebbero cambiato le sorti di Amiga. Commodore si indebitò per scelte commerciali sbagliate e anche il ritardo accumulato dall’AAA chipset non fece bene dato che ormai i PC con SVGA avevano ridotto il divario e sfiguravano meno di prima nei confronti dei chipset Amiga. Anche mettere un 68020-14 MHz sul 1200 mi parve una scelta un po’ troppo economica. Infine la diffusione e l’evoluzione delle Sound Blaster aiutò il PC a recuperare terreno anche nell’audio.
    Infatti Commodore fallì nel 1994 cioè più di un anno prima l’arrivo di Windows 95 e oltre due anni prima dell’arrivo delle mirabolanti 3DFX. IMHO Commodore dormì e non lavoro abbastanza per evolvere la piattaforma Amiga e mantenerne l’enorme vantaggio che aveva negli anni precedenti.
    E’ curioso che nonostante Win 95 sia stato uno dei peggiori os di MS come stabilità, prestazioni, richieste hardware assurde, bug a gogo abbia consolidato il dominio MS. Del resto se la concorrenza si suicida (Amiga) o quasi (Apple, OS/2) allora l’unico corridore rimasto, per quanto spompato, vince.

  • # 23
    Don Luca
     scrive: 

    @Cael
    Beato te!! Io avevo un 286 con 512 Kb di ram e 10 Mb di hard disk e win3.1 non ci riusciva a girare… andavo avanti di dos e quella porcata assurda nota come MEMMAKER per riuscire a far girare Street Fighter 2 che puntualmente ad un certo punto crashava per mancanza di memoria xD

    Bei tempi veramente! :(

  • # 24
    Mouse
     scrive: 

    Windows3.11 e DOS6.1 Sono stati i miei primi SO
    Mamma mia giravano davvero con poco!

    486-66Mhz e 8MB di RAM Scheda video con2MB!(+o- 3milioni di lire!)

    Adesso anche il più scarso dei cellulari ha più di 8MB!

    Poi Win95 Poi il 98 Poi il 2000 – XP L’ho saltato! e adesso Vista Ultimate, su un portatile dual core 2,5GHz 4GB di mem Nvidia 9500 con 512MB 16pollici da 1920*1080 ecc.. da 900Euri (meno di 2milioni de lire!)

    Molto meglio Oggi!

    Con Win3.11 L’unica cosa che ho imparato bene sono stati i COMANDI DOS!
    Win3.11 interfacciava il DOS e mi ha costretto a conoscere il funzionamento di qest’ultimo …

    All’epoca non si Navigava e.. allora ero sempre in edicola o in libreria a comprar manuali!

    Altra cosa… a me oltre che a WINDWS3.11 e DOS6.1 midettero anche due bei Tomi con tutto ben descritto..
    Oggi manco 20 pagne!… nulla… Menomale che avevo i vecchi manuali!… ancora oggi sono utili per funzioni base che ancora in Win2000-XP sono Validissime!

    Lunga vita a Windows! Infinita Gloria Al DOSsssss!

  • # 25
    Cael
     scrive: 

    @Mouse

    Direi per fortuna che hanno eliminato quei mega manuali, tanta carta in meno e tanti alberi in più. Tutto ciò che c’era in quei tomi li trovi nella guida di Windows premendo F1.

  • # 26
    Benedetto
     scrive: 

    A quei tempi, gli unici virus che infettavano il mio povero 386 erano il Topo e il Lamer. Tra l’altro, avevo il 3.11 ma preferivo smanettare col DOS.

  • # 27
    Paolo
     scrive: 

    Sono OT ovviamente ma…..

    BTX, chi è che fa un articolo su questo futuro standard che avrebbe dovuto spazzare via ATX e company?

  • # 28
    gennaro
     scrive: 

    Lo usavo (o meglio, l’avevo installato) su un IBM PS/1 286 da 10Mhz e 1Mb di RAM (poi portati a 3), il disco rigido se non sbaglio era da 20Mb.

    Ammetto che, quando non usavo il Mac, onestamente gli preferivo il DOS.

  • # 29
    simon71
     scrive: 

    Entrai in una grandissima multinazionale pubblicitaria nel 1992..
    C’erano una cinquantina di Mac, e un centinaio di PC, principalmente 286, poi 386…Con Windows 3.11..
    Prima di allora, avevo smanettato da adolescente col Basic e i vari C64 e cloni…Poi il nulla…Sentivo parlare di questo nuovo Commodore che faceva miracoli, ma per 5, 6 anni i miei Hobby diventarono altri e non gli prestai molta attenzione…Quando vedevo gli Amiga a casa di qualche amico, poi, erano usati come console di gioco, che quindi e ai tempi per me erano già “roba da bambini”..
    Poi vidi improvvisamente una fiera di Mac, e una fiera di PC, con questo sistema che chiamavano scherzosamente “finestre”…Ricordo le battute in ditta: “Simone apri per favore le finestre”, al posto di “accendi il computer”….
    Sta di fatto che Windows 3.11 catturò subito la mia attenzione, non il MAc…il cui System non riuscivo proprio a Digerire…E mai lo feci! E lì iniziò il mio percorso di sangue, sudore, lacrime, terminato all’inizio di quest’anno con la Beta di Windows 7…
    Ora, sembra paradossale, ma sono passato (dopo quasi 20 anni) a Mac e mai tornerei indietro…Ma Windows 3.11, così come lo straordinario 2000 (li cito perché per me hanno rappresentato le 2 tappe fondamentali nella storia di MS..insieme a 95) lo porterò sempre nel cuore….
    Saluti

  • # 30
    speriamo
     scrive: 

    …cavolo, nel boot è più veloce di vista…

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