di  -  venerdì 9 ottobre 2009

Cortex A9Internet gira su x86 è il mantra con cui da qualche anno a questa parte, Intel risponde a chi solleva dubbi sull’idoneità di un’architettura evolutasi in maniera incrementale a partire dai lontani anni ’70, a rappresentare la risposta migliore alle esigenze computazionali del ventunesimo secolo.

Si tratta di un’affermazione di sicuro impatto, che va decodificata su più livelli. In prima istanza, fin da quando Internet esiste, x86 è l’architettura più diffusa in ambito client: un dato non trascurabile. Secondariamente, fin dall’alba di Internet, x86 cresce anche in ambito server, un territorio fino a qualche lustro fa saldamente presidiato da sistemi RISC.

Se le prime due interpretazioni corroborano la visione x86-centrica che Intel ha, e sta sempre più imponendo, al mercato hardware, esiste un corollario da non sottovalutare: alcuni dei software chiave per l’accesso a Internet, hanno in x86 la piattaforma di riferimento.

In particolare Flash è il software leader per l’erogazione e fruizione di contenuti ricchi e dinamici, lo standard de facto per la veicolazione di video sulla rete, ed è stato finora sviluppato primariamente su architettura x86.

La presa su Flash, ha rappresentato per Intel un baluardo di difesa, anche per le prospettive del suo impegno in ambito mobile – un campo in cui x86 paga dazio ad architetture più agili come ARM, sviluppate da anni in direzione mobile.  Non che i contenuti Flash, molto esosi in termini di risorse di calcolo, abbiano finora spadroneggiato su smartphone e PDA: ad Intel avrebbe tuttavia fatto molto comodo poter contare su un supporto preferenziale di Flash (non il già visto Flash Lite), mutuato dal mondo PC x86, per la sua linea di prodotti ultramobile.

Così non sarà: la prossima release di Flash, la 10.1, prepara infatti lo sbarco su piattaforma ARM.

Dal punto di vista di Adobe, un approccio al mercato mobile non avrebbe potuto prescindere da quella che, allo stato attuale e per buoni motivi, rappresenta l’architettura dominante nel mercato, con un numero di processori venduti per anno neppure lontanamente paragonabile al numero complessivo di CPU consegnate da Intel, men che meno di Atom.

Dal punto di vista di ARM, la compatibilità con Flash rappresenta un fattore abilitante per il consolidamento della propria posizione nel mondo mobile ed ulteriori ambizioni: non è un mistero che l’azienda fabless nata da una costola di Acorn, abbia preso in esame l’idea di scalare su dispositivi più grandi di uno smartphone evoluto. A partire dai netbook, fino, si è detto, a quella nicchia del segmento server in cui l’efficienza energetica diventa un fattore più cruciale del puro number crunching.

È chiaramente uno “sbarco” in massa sul settore dei subnotebook e dei notebook, ma anche dei desktop all-in-one, dei set-top-box e di altri dispositivi analoghi per uso domestico, che l’arrivo di Flash su ARM catalizza.

Il che per Intel potrebbe rappresentare un bel grattacapo. Sul fronte architetturale infatti, l’imminente introduzione dell’architettura superscalare e out of order Cortex A9, potrebbe rendere necessaria una revisione della roadmap di Atom in direzione prestazionale oltre che di contenimento dei requisiti energetici.

Sul fronte produttivo, come sostiene Jon Stokes di ArsTechnica, l’accordo fra ARM e GlobalFoundries per la produzione dei Cortex A9 con tecnologia a 28nm half-node, apre per l’azienda inglese interessanti prospettive di mercato.

Con una ARM sempre più competitiva nel mondo mobile, e una Intel che sta affilando la propria tecnologia per calarla in nuovi ambiti di applicazione, azione e colpi di scena non mancheranno nel segmento mobile per almeno qualche anno. La domanda è: ci sarà spazio per due vincitori?

14 Commenti »

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  • # 1
    RyaN
     scrive: 

    L’accordo con Globalfoundries visti i legami stanti tra quest’ultima e AMD (una joint-venture) sembra decisamente interessante…

    AMD infatti non è riuscita ancora a dare una valida risposta ad Atom
    se il mercato mobile virasse maggiormente su architettura ARM, sarebbe auspicabile per AMD o non cambierebbe nulla?

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Ryan
    Una risposta argomentata al tuo quesito la trovi proprio nell’articolo di Stokes sulla questione Globalfoundries.

    La mia personale risposta, fondata anche su pareri di gente che ne sa più di men, è no. AMD una cosa finora ha fatto, e l’ha fatta piuttosto bene: i processori x86.

    Diventare il centesimo licenziatario della tecnologia ARM, senza avere a priori delle solidissime commesse da parte di OEM, potrebbe risultare un magro affare.

    Credo che per AMD la strada maestra sia quella di lavorare sulla miniaturizzazione di soluzioni x86, rispondendo ai bisogni che Atom lascia insoddisfatti.

  • # 3
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Concordo. Comunque AMD ha pure una lunga tradizione per quanto riguarda le architetture RISC: sua è la serie 29000, che fino a un po’ di anni fa era presente su quasi tutte le stampanti.

    Inoltre ha acquisito un’azienda (di cui al momento non ricordo il nome) che sviluppava particolari versioni di RISC basati su architettura MIPS espressamente pensate per l’ambito mobile / embedded.

    Per cui passare ad ARM significherebbe buttare tanti soldi.

  • # 4
    Gianluca
     scrive: 

    a mio avviso invece AMD avrebbe solo da che guadagnarci se ARM vincesse la corsa del mercato mobile, intel avrebbe infatti un mercato in meno in cui espandersi, AMD eviterebbe di entrare in un mercato in cui avrebbe da fare solo investimenti senza essere sicura di ritagliarsi un suo spazio, inoltre la battaglia mobile tra intel ed ARM potrebbe distogliere intel dal mercato desktop permettendo ad AMD di espandere le proprie quote a costo 0

  • # 5
    Cael
     scrive: 

    @Gianluca

    il problema è che il mercato desktop sarà sempre più un mercato di nicchia. Basta fare un salto in un mediaworld qualsiasi per rendersi conto che la gente compra ormai solo ed esclusivamente notebook (giustamente a mio avviso visto che hanno ingombro zero e potenza a sufficienza per il 95% dell’utenza).

  • # 6
    sabbia
     scrive: 

    @Cael

    Concordo!

    Anzi il rischio è che AMD venga divorata da ARM, proprio perchè il mercato desktop ha già iniziato il suo declino inesorabile.
    Purtroppo per noi,

  • # 7
    ARM Teams With GlobalFoundries for 28nm « IT Hot News
     scrive: 

    […] Flash su ARM, la caduta di un dogma – Appunti Digitali […]

  • # 8
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    ARM è una piccola azienda: non avrà mai il potere di comprare AMD, il cui business è ramificato (non è legato esclusivamente ai processori x86).

    Potrebbe succedere il contrario al limite. :D

    Comunque l’azienda che aveva acquisito in passato e che produceva core MIPS si chiamava Alchemy, e sembra che di recente l’abbia ceduta a un’altra società.

  • # 9
    sabbia
     scrive: 

    @ 8

    Bè il fatturato di ARM nel 2008 mi pare sia stato 540-550 milioni di dollari contro 1,60 miliardi di AMD, la prima in utile, la seconda in perdita come tutti sanno.
    La prima in forte espansione, la seconda in forte difficoltà…

    secondo me è ARM l’astro nascente ed ha le carte giuste per fermare gli atom fuori dall’ambito pc e forse anche per entrare nelle nicchie dei subnotebook e – magari nei netpc. I desktop stanno diventando obsoleti, per la massa: ai più è sufficiente andare a vedere youtube, scaricarsi mp3 e scrivere qualche doc, seduti comodamente davanti al tv di casa.

    tutte cose per le quali un i7 è sprecato.

    Ed è la massa che fa fare i soldi – mi pare che intel su questo insegni.

    ^__^

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Dopo lo spinoff delle fonderie, AMD è un po’ più simile ad ARM. Detto questo un paragone fra ARM e AMD vede la prima leader nei maggiori mercati in cui opera, la seconda follower, a distanza più o meno abissale dalla prima.
    Non credo che ad ARM possano interessare gli asset di AMD, dal momento che tutte le tecnologie di cui può avere bisogno sono già sul mercato, e ad ARM interessa rimanere un’azienda fabless, ossia che non fa da fornitore e poi da concorrente alle stesse aziende, che a quel punto guarderebbero altrove.

    Dopodiché non vedo una ARM interessata ad investire nel mercato x86, nei mercati che ad ARM interessano sta già cercando di entrare con la sua ISA e non credo abbia intenzione di intraprendere una competizione sul segmento server quad socket…

  • # 11
    sabbia
     scrive: 

    Infatti la mia era una battuta per dire che ARM crescerà tantissimo, come ho ripetuto nel mio secondo intervento ed inoltre non penso neppure che un’eventuale acquisizione da parte di terzi di AMD permetterebbe a questi ultimi di avere le licenze x86, mi pare che qui o su HW se ne sia parlato ampiamente!

    ^____^

  • # 12
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Esattamente. AMD non può cedere a terzi la sua licenza x86, perché Intel le farebbe le scarpe.

    Per quanto riguarda il settore desktop, c’è da considerare i videogiochi: qui non ci sarà ARM che possa reggere il passo, perché gli x86 sono troppo avanti in termini prestazionali.

  • # 13
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Se c’è un’azienda a cui oggi potrebbe far comodo una licenza x86, si chiama nvidia…

  • # 14
    sabbia
     scrive: 

    Ma non può averla… ^___^
    immagino che AMD ed Intel, prima di avere un altro competitor nel loro mercato privilegiato faranno carte false!

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