di  -  mercoledì 12 dicembre 2007

Post di Stefano Odorico.

CMOSNatale si avvicina ed è tempo di regali. Come sempre, tra gli oggetti più richiesti ci sono le macchine fotografiche.

Per anni il prezzo ha coinciso con la resa qualitativa degli apparati fotografici: minore prezzo = minore qualità. Individuando inoltre, la qualità con il numero di megapixel indicati dalla casa produttrice, è nata la famosa domanda che da sempre domina il mercato: “Quanti megapixel ha?”

Purtroppo, in ferimento alle compatte e super-compatte, molte volte il sensore inserito al loro interno è dimensionalmente troppo piccolo (solitamente il 1/2,7″) per poter supportare un elevato numero di Megapixel e, per questo, si ha come risultato un “rumore” (immagini sgranate, puntini colorati…) e un conseguente abbassamento della resa qualitativa della fotografia finale. Perciò, non è da escludere che sia perfettamente inutile andare oltre i 10 Mega pixel, con una fotocamera compatta, perché il sensore di piccole dimensioni non è in grado di produrli.

Adesso le cose sono leggermente cambiate, i megapixel sono si aumentati vertiginosamente (in alcuni casi anche raddoppiati nel passaggio da un modello al successivo) ma non sono più uno degli elementi fondamentali per una buona qualità finale delle nostra foto.

Le case produttrici stanno focalizzando l’attenzione anche su componenti come:

– lo stabilizzatore d’immagine, fondamentale in condizioni di luce scarsa. Stabilizzatore che deve essere per forza ottico, altri tipi di stabilizzazione (digitale) possono anche peggiorare la situazione.
– Il sensore che anche nelle compatte, come nelle più costose e professionali Reflex sta cambiando da CCD a CMOS (definizione migliore e maggiore affinità con la pellicola tradizionale) anche se, per ora, non se ne trovano in commercio. Nulla di fatto invece per il Foveon della Sigma, fantastico ma incompreso sensore sandwich che viene montato solo sulle Reflex digitali prodotte dalla Sigma stessa.
– Il mirino ottico, molte volte indispensabile quando il sole riflette sul display non permettendo la visione della foto da scattare e, cosa non secondaria, permette di spegnere lo schermo e continuare a fotografare in caso di livello basso di batteria.
– Le ottiche. Lo zoom ottico sempre di migliore qualità (quello digitale possiamo anche dimenticarlo perché abbassa drasticamente la risoluzione delle foto). Un 4x ottico è da considerarsi già soddisfacente, per le ultracompatte è da preferirsi una ottica interna, non telescopica che non toglie nulla alla resa finale se si pensa che esistono anche obbiettivi “che non escono” con 12 lenti in 9 gruppi.
– I formati delle foto. Inizialmente solo Jpeg e Tiff, adesso si sta introducendo anche per le compatte il più pensante ma maggiormente definito Raw.

Consigli da dare? Fate un po’ voi, io personalmente punterei, se dovessi comprare una compatta, su: dimensioni contenute, ottica non telescopica, prezzo ragionevole, vita della batteria e poi la fantasia de produttore. In commercio esistono migliaia di diversi modelli di macchinette dalle conformazioni più strane, alcune anche con mp3 player come la Samsung i85, oppure con funzione YouTube Capture Casio Exilim EX-V8. Lasciando preferibilmente perdere la “sospetta” Exemode DC539 .

Stefano Odorico

4 Commenti »

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  • # 1
    BS
     scrive: 

    Che una fotocamera sia a basso prezzo non vuol dire per forza che di qualità infima. Certo, l’ottica e tutto il resto non saranno delle migliori ma ci sono diversi tipi di clientela che hanno esigenze diverse.
    L’esigenza di mia madre è quella di capire che una digitale è meglio di quella carcassa senza flash e senza pile che aveva prima. Un prezzo come 79,00 euro è sufficientemente basso per invogliare chiunque a entrare nell’era digitale. Ebbene con quel prezzo mi sono preso una digitale HP Photosmart M447 che per mia madre non è ottima, è superlativa. Zoom ottico 3x, antishake, display grande, facile da usare e nel prezzo mi hanno pure regalato una scheda SD da 2Gb.
    Poi io sono sempre dell’idea che uno che cerca (e pretende) la qualità assoluta non compri un compatta, ma una reflex.

  • # 2
    Andrea Demartini
     scrive: 

    Al momento sono interessato alla panasonic lumix LX2 con ottica leica e formato 16:9 nativo del sensore. E’ l’unica compatta che ha un’ottica interessante con un sensore abbastanzo ampio e soprattutto salva le foto in raw, cosa che nel settore compatte nessuna fa, oramai è sparito anche il TIFF, tutte salvano in Jpeg Exif 2.2.

    Un’altra che mi interesserebbe è la Sigma DP1, che contrariamente a quanto detto è compatta e monta il foveon x3 come sensore, mi spaventa solo il prezzo.

    Giusto per la cronaca il foveon x3 non è un sensore della sigma, bensì il brevetto di un italiano, Federico Faggin, presidente dell’ononima società. Attulamente lo montano come reflex alcune sigma e una toshiba, la Hanvision lo monta su due macchine destinate ad uso medico e scientifico, la Polaroid su una prosumer, tipo canon G9.

    Personalmente poi scarto tutte le macchine fotografiche solo automatiche che non presentino almeno shutter e aperture priority.

  • # 3
    stefano odorico
     scrive: 

    Giusto, la Sigma DP1 monta il Foveon; però, per le sue dimensioni, non può essere considerata propriamente “una compatta” come le altre due macchinette indicate nel post.
    E’ sicuramente rivoluzionaria nel campo della fotografia digitale non reflex , qualità elevata, permette anche il formato RAW. Ma, come spesso accade per i primi modelli Sigma, presenta dei problemini da risolvere come la stabilizzazione, il prezzo alto e l’ottica sicuramente buona ma non troppo luminosa (f4).

  • # 4
    Davide
     scrive: 

    Non sono per niente d’accordo sullo stabilizzatore fondamentale…
    Se si vogliono fare foto, una compatta sempre dietro è l’ideale, se le foto si voglion fare belle lo stabilizzatore serve a poco.
    Lo stabilizzatore è utile a fotografare e seguire i soggetti in movimento, l’uso dello stabilizzatore in luce scarsa è la moda del momento, per chi compra ottiche care sovente zoom e non si degna di comprare un cavalletto.
    Le foto migliori alle mostre fotografiche solitamente son fatte con ottiche fisse (non zoom) senza stabilizzatore ne ottico ne digitale (come detto prima c’è il cavalletto) e alle volte addirittura usando la messa a fuoco manuale.
    Risultato: un corpo reflex con ottiche a poco costo ma buone fa foto migliori di tante persone con ottiche carissime AF Is ecc.. che poi risultano poco definite e poco contrastate.

    Ragazzi specialmente per fotografare monumenti ecc… un cavalletto (anche di quelli cinesi a basso costo) è sempre più utile di di un ottica stablizzata.

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