di  -  martedì 6 ottobre 2009

È una di quelle notizie che fanno salire la pressione arteriosa. L’ha fatta salire anche a me, quindi spero che ieri sera, come me, abbiate mangiato sano.

Il ministro belga dell’ICT, Van Quickenborne, ha svelato un piano per lo sviluppo della penetrazione della rete. Questo piano prevede che, dal 2010, la concessione di ogni nuova licenza edilizia richieda obbligatoriamente il cablaggio in fibra dello stabile.

Il piano è finalizzato a portare il la percentuale di penetrazione della rete dal’attuale 64% (corrispondente alla media europea) al 90% entro il 2015.

Nel piano sono inoltre previsti incentivi per il possesso di PC e la fornitura di computer ricondizionati a persone appartenenti a certi svantaggiati e disoccupati.

Secondo InternetWorldStats.com, in Belgio, a fronte di 10.4 milioni di abitanti, ci sono già 7 milioni di utenti Internet e 2.7 milioni di connessioni broadband (1 ogni 3,8 persone circa).

In Italia, a fronte di 58 milioni di persone, abbiamo 29 milioni circa di utenti Internet per 10 milioni di connessioni broadband (1 ogni 5,8 persone circa, prevalentemente su rame), con macroscopici problemi di digital divide e accesso, particolarmente al sud e nelle aree rurali.

Mentre in Belgio si cerca di migliorare un dato già eccellente in termini di penetrazione della rete, in Italia si rinnovano gli incentivi sull’auto, si rilancia Italia.it, si dimenticano i dissesti idrogeologici, e decine di migliaia di cittadini scendono in piazza per difendere la libertà di stampa.

Via blog.quintarelli.it

17 Commenti »

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  • # 1
    Cael
     scrive: 

    In effetti fa cadere le braccia…soprattutto pensando alla situazione italiana

  • # 2
    Andrea
     scrive: 

    Beh non ci vedo nulla di strano, quasi tutti i paesi europei si stanno muovendo nella stessa direzione (Italia Esclusa).
    Aspetto di vedere il primo commento relativo al fatto che l’Italia Geograficamente presenta dei problemi che gli altri paesi non hanno. (Come se il Massiccio centrale francese non sia equivalente agli apennini, o i 3400 Km di lunghezza della svezia non rappresentino un problema).

    Da noi è già tanto se si ha l’adsl (a 30 Km da Milano per esempio non è presente … mica in Aspromonte).

  • # 3
    vigel
     scrive: 

    hahahaha da noi si aspetta sempre l’aiuto dello stato per costruire qualke cosa di nuovo… per poi evadere gli introiti :S
    aziende come la telecom per esempio (che detiene la strutturazione del sistema di telecomunicazioni) non investe minimamente i centraline ads per i paesi inferiori a tot abitanti, il problema è che poi spacciano ads in quei paesi non dicendo che avrà enormi problemi di stabilità del segnale.
    questa gente si è scordata completamente cosa voglia dire investire in questo settore

  • # 4
    marco
     scrive: 

    Andatelo a dire ai pensionati che nelle riunioni condominiali si oppongono anche a installare una parabola condominiale perché non a loro non interessa e subito dopo chiedete di collegare il condominio alla fibra e vedrete che l’opinione non cambia.
    Tornando in topic anche a me da abbastanza fastidio che con la concessione edilizia non impongano di cablare ogni edificio in costruzione o coinvolto in una pesante ristrutturazione. Ma dopotutto ho già visto gente mettere i vetri singoli alle finestre per risparmiare e potersi permettere l’idromassaggio.

  • # 5
    Roberto
     scrive: 

    Cablare e allacciare sono cose diverse o non ho capito? Perchè se si tratta di obbligare l’allacciamento ad una rete in fibra già esistente ha un senso, se si tratta di obbligare a cablare un palazzo in attesa che in futuro arrivi una fibra no, non mi interessa e preferisco che i soldi in più che andrò a pagare sull’abitazione li spendano in coibentazioni migliori… piuttosto si dovrebbe obbligare Telecom a portare, cablata su rame o via radio, l’adsl in ogni singola abitazione. Puoi anche avere la fibra nella casa di campagna, ma se telecom non ti allaccia che te ne fai?

    L’ultimo paragrafo è un po’ ridicolo, non trovi? Mica sarà il governo belga a pagare il cablaggio dei palazzi, bensì gli acquirenti, quindi perchè parlare di come si spendono i soldi pubblici? Che barba, dovete infilare il commento politico in ogni post… comincia a diventare noiosa sta cosa… tra l’altro il mercato dell’auto contribuisce in misura del 14% al PIL, quindi forse non è così stupido dare una mano.

  • # 6
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    La cablatura dei palazzi è ovviamente la risoluzione dell’ultima frazione di un problema che a monte vede un’infrastruttura pronta. Se vuoi ha anche valenza simbolica, ma non per questo può essere minimizzata.
    Magari in Belgio hanno anche direttive stringenti per l’efficienza dell’isolamento termico, ma non essendo questo l’oggetto di AD, non è qui che ne sentirai parlare, perlomeno non da me.

    Le direttive che un governo stabilisce possono o meno prevedere in seguito delle misure di finanziamento (se hai letto bene, nell’ambito della misura citata ci sono finanziamenti per la riduzione del digital divide e incentivi), e comunque rendono obbligatoria una misura che a parere del governante (e anche mio), incontra il bene pubblico.

    Non trovo affatto che l’ultimo paragrafo sia ridicolo. Caro ci è costato e continua a costarci questo 14% di PIL dopo un secolo di FIAT, cari ci costano gli ecoincentivi e la politica di moltiplicare le auto per abitante, in termini economici, urbanistici, ambientali e di salute pubblica.

    Questa è la mia opinione, che trovi ben separata rispetto ai fatti esposti. Se tu sei di parere opposto puoi spiegarmi perché, ma di certo non censurarmi se esprimo il mio parere.

  • # 7
    arkanoid
     scrive: 

    questa è una enorme fesseria, le scelte di questo tipo vanno lasciate alla libertà del singolo. non esiste che debba richiedere per legge un’utenza di cui posso non aver bisogno.

  • # 8
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    Mi risulta che il doppino telefonico, l’impianto elettrico e quello idraulico siano installati di serie in ogni nuova casa, anche se decidi di usare i segnali di fumo, le candele e le tinozze di acqua piovana per lavarti…

  • # 9
    GIulio
     scrive: 

    @Alessio
    Premetto che non conosco Roberto, però credo che intendesse dire che l’industria dell’auto è comunque una risorsa molto preziosa per il paese e, dal momento che tutti gli altri paesi aiutano le loro industrie automobilistiche (anche molto più di noi e in modi al limite del legale per l’Europa) un motivo ci sarà.

    Per tornare IN, credo che l’iniziativa intrapresa in Belgio sia più che lodevole, ma certo qui da noi dovrebbero ripartire da dorsali e centrali, altro che palazzi. Non parliamo poi del digital divide, di cui pare nessuno si occupi, nonostante la miriade di modi possibili per colmarlo.
    Basti pensare alla Svizzera: obiettivo 99% della popolazione in adsl (e non sono certo pianure).

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Giulio
    Ma in effetti per me la prima anomalia è che in Italia, nel 2009, l’industria automobilistica assorba ancora una così rilevante quota del PIL, senza che vi siano altri comparti altrettanto trainanti (quanti treni abbiamo perduto sull’elettronica, tanto per dirne una).
    In seconda battuta sono piuttosto scandalizzato dal fatto che da anni faccia ampia leva sullo stato a livello di sostegno occupazionale e di incentivazione della domanda.

    L’azione intrapresa in Belgio è di certo poggiata su ben altri presupposti infrastrutturali ma, come dicevo, in un certo senso simbolica dello stato di avanzamento di un paese europeo non troppo distante dall’Italia. Non ho mai voluto sostenere che vada prima imposto il cablaggio delle case private, quindi si possa pensare all’infrastruttura :-)

  • # 11
    vigel
     scrive: 

    be roberto ha ragione l’industri dell’auto in Italia crea un indotto incedibile quindi trovo giusto che venga sovvenzionata se si trova in crisi, il problema reale invece è quello che si cerca di investire miliardi e miliardi di euro in opere faraoniche quando invece ristrutturando-mettere a norma quello che già è stato costruito renderebbe di più sia in termini politici che in termini funzionali per i cittadini.

  • # 12
    arkanoid
     scrive: 

    alessio di domizio, ti risulta male, le utenze se non le chiedi non le hai ;)
    Generalmente solo l’acqua potabile e la fogna sono richieste per poter avere l’abitabilità.

  • # 13
    Aleyah
     scrive: 

    @Alessio
    non è detto che le case di nuova costruzione siano già dotate di serie dei doppini telefonici.
    da giugno sto cercando di farmi portare la linea…
    dopo una cinquantina di telefonate e 4 mesi hanno finalmente portato l’armadietto condominiale. ma non ci sono i cavi che arrivano ai singoli appartamenti. E al 187 dicono che loro non sono obbligati a portare la linea e lo fanno solo quando possono e se vogliono.

  • # 14
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Aleyah
    È proprio in questo senso che mi pare il provvedimento belga sia rivoluzionario, fermo restando l’imprescindibile bisogno infrastrutturale.

  • # 15
    Pippo
     scrive: 

    @Alessio

    Cosa centra censurare il tuo parere col dire che le opinioni sui soldi pubblici e sul dissesto idrogeologico magari sono un pò forzate in un intervento dal titolo
    “Ogni nuovo palazzo in Belgio andrà cablato in fibra”
    Ne potresti fare un altro dal titolo “Perché incentivare l’auto?” o “Perché l’abusivismo edilizio?”

    ?

  • # 16
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Pippo
    Non mi sembrano forzate… sono indicatori “simbolici” dell’arretratezza di questa nazione, come simbolica (e indice di ben altra situazione infrastrutturale) è la cablatura dei palazzi in fibra in Belgio. Io la vedo così, liberissimi di dissentire.

  • # 17
    StnacodiEsserePresoInGiro
     scrive: 

    Concordo nel sovvenzionare il settore automobilistico a patto che gli introiti ed i posti di lavoro generati rimangono in Italia. A quanto mi risulta questa non è esattamente la politica perseguita dalla major italiana…

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