di  -  giovedì 8 ottobre 2009

Sega LogoEccoci qua nuovamente alle prese con l’appuntamento settimanale dedicato al retrogaming.

Dopo esserci occupati del NES/FamiCom e di uno dei tanti giochi di successo di questa piattaforma, qual’è stato DuckTales, continuiamo in questo miniciclo 8 bit.
Il grande rivale di sempre, l’altra metà del cielo giapponese, SEGA non poteva rimanere a guardare impotente la grande N e negli stessi anni sviluppò un prodotto analogo, l’SG-1000 appunto, il primo tentativo di competere del settore delle console.

Prima di addentrarci nella disanima tecnica, cerchiamo di inquadrare il contesto storico, spendendo qualche parola sulla compagnia divenuta famosa per la “mascotte” Sonic.

A differenza di quel che molti pensano, le origini SEGA sono statunitensi non nipponiche.
Nel 1940 infatti il trio composto da Marty Brumely, Irving Bromberg e James Humpert fondò nelle Hawaii la Standard Games, una società focalizzata sulla produzione di macchine da gioco di tipologia coin-op per l’intrattenimento dei soldati ospitati all’interno delle basi militari della zona.

Nel 1952, quando il nome della società era già divenuta Service Games, la proposta di Bromely di spostare la sede legale in Giappone venne definitivamente accolta e registrata quindi nuovamente come Service Games of Japan.

Contemporaneamente, un altro imprenditore americano, dopo un viaggio in Giappone, decise di espandere il proprio business dal mercato dell’arte a quello dell’intrattenimento ed esportare flipper ed altre “macchine a gettone” proprio nel Sol Levante.

Gli interessi delle due attività imprenditoriali finirono per scontrarsi e nel 1965 la Rosen Enterprises e la Service Games of Japan decisero di fondersi in un’unica società, la Sega Enterprises, unendo non solo le forze (finanziarie e commerciali) ma evitando di scontrarsi in un mercato divenuto decisamente florido.

Quattro anni più tardi un importante gruppo di investitori americano, chiamato Gulf+Western, impegnato in molti settori dell’economia statunitense (dai tabacchi all’intrattenimento all’industria cinematografica) intravide la possibilità di diversificare ulteriormente i mercati ed acquisì a titolo definitivo Sega.

I fatturati crescevano di anno in anno e la prospettiva era più che positiva anche in considerazione del fatto che, partiti quasi per primi nel settore, il know how ed il vantaggio competitivo sulle aziende concorrenti erano evidenti.

L’idillio si interruppe però nel 1983, quando il videogame crash, di cui abbiamo già parlato in più occasioni, colpì con forza anche Sega. Questo perché negli anni ’70 la proprietà aveva deciso di virare parte del proprio core business verso lo sviluppo di titoli per le piattaforme Atari.

A questo punto arriva la decisione sofferta di Gulf+Western di vendere le azioni e gli asset societari. La parte americana fu acquisita da una società impegnata nel settore dei coin-op ed in particolare dei flipper (o pinball se preferite la terminologia anglosassone).
Nel 1981 venne distribuito in beta testing come analisi di mercato per capire se potesse avere un riscontro positivo tra i potenziali acquirenti e dopo due anni il lancio definitivo al costo di 15 mila Yen.

Sega SG-1000
Nonostante la concorrenza spietata dell’alter ego Nintendo FamiCom, che letteralmente spopolava tra le famiglie, fece registrare numeri interessanti, soprattutto nei Paesi vicini del sud-est asiatico, in particolare Taiwan e nel mercato parallelo scontrandosi con le versioni pirata sia del FamiCom che dell’Atari 2600 e le ROM contenenti i giochi.

Le caratteristiche della macchina sono le seguenti:

  • CPU: NEC 780C (clone dello Zilog Z80)
  • RAM: 2 KB e 16 KB dedicati per la VRAM
  • Video: processore dedicato Texas Instruments TMS9928A con una risoluzione massima di 256*192 pixel con palette da 16 colori e 32 sprite visualizzabili contemporaneamente
  • Audio: processore dedicato Texas Instruments SN76489 in grado di gestire fino a 4 canali mono
  • Supporto: cassetta
  • Uscite: RF Out e audio/video composito (quest’ultima solo per il modello SC-3000)

Nel 1984 venne commercializzata la seconda versione dell’SG-1000 (ribattezzata con grande fantasia SG-1000 II), che risolveva i problemi hardware della prima release; un affinamento del processo produttivo similare a quanto avvenne per la rev.2 del FamiCom.

L’SG fu importante quindi per due motivi: in primo luogo espletò pubblicamente quella che sarebbe stata la filosofia aziendale da lì in avanti della nuova dirigenza Sega ed in secondo luogo fu la base del futuro Master System, altro pezzo importante nella storia dei videogiochi (seppur forse un po’ incompreso) e di cui senz’altro parleremo in futuro.

9 Commenti »

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  • # 1
    davide
     scrive: 

    l’SC 3000 !! il mio primo home computer…. aaahh che ricordi… il basic, dotato di istruzione grafiche come circle, line, sprite ecc. ecc. ma che potevano essere integrate dai peek (o poke non ricordo bene) in stile c64… un validissimo strumento, purtroppo non raggiunse il successo meritato causa la mancanza di titoli soprattutto in cassetta (e pensare che bastava un normale registratore audio x leggere i software su cassetta)…

  • # 2
    Don Luca
     scrive: 

    “Nel 1940 infatti il trio composto da Marty Brumely, Irving Bromberg e James Humpert fondò nelle Hawaii la Standard Games, una società focalizzata sulla produzione di macchine da gioco di tipologia coin-op per l’intrattenimento dei soldati ospitati all’interno delle basi militari della zona.”

    Questa mi mancava totalmente! O_o
    Non si smette mai di scoprire! :)

    Poi però c’è un pezzo in cui mi sono perso…

    “Nel 1981 (manca il soggetto!) venne distribuito in beta testing come analisi di mercato per capire se potesse avere un riscontro positivo tra i potenziali acquirenti e dopo due anni il lancio definitivo al costo di 15 mila Yen.”

    Mi sembra quasi che manchi un paragrafo, non vorrei sbagliarmi… si salta dal videogame crash e la decisione della Gulf+Western di vendere le azioni a direttamente la distribuzione dell’SG-1000 senza però soffermarsi sul come e perchè è nata l’idea… perdonate la pignolerìa! :P

  • # 3
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x Don Luca

    Dannato WordPress…non mi ha salvato delle modifiche e tranciato di netto più un paragrafo :@
    In serata lo sistemo, scusate -_-‘

  • # 4
    Alberto
     scrive: 

    Toh, questa origine di SEGA non la sapevo!

  • # 5
    Don Luca
     scrive: 

    @jacopo

    Ah ok grazie! :D
    Mi sono letto quel passaggio 20 volte a una certa o ero io stupido o mancava qualcosa! XD

    C’era nella line-up qualche gioco di rilievo? Sonic mi sa che è venuto dopo…
    Più o meno 15000 yen a quante lire equivalevano ai tempi?

    Aspetto con ansia l’articolo completo! ^^

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Mi sembrava troppo corto per essere un articolo di Jacopo. :D

    L’hardware mi sembra di ottimo livello per l’epoca, ma bisogna vedere che giochi era disponibili per questo gioiellino.

  • # 7
    floc
     scrive: 

    ma e’ mai arrivato in italia? perche’ io ricordo di averlo visto…

  • # 8
    Sega Master System, l’anti-NES…dalle alterne fortune - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] mese fa abbiamo parlato dell’SG-1000, il prodotto che ha in qualche modo segnato l’ingresso di Sega nella nuova videogame industry che […]

  • # 9
    Francesco
     scrive: 

    Qui potrete trovare un po’ di informazioni sul SEGA SC-3000 e un’emulazione online in Flash e Java.

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