di  -  giovedì 24 settembre 2009

Duck Tales Box NESLa scorsa settimana ci siamo occupati di una delle console che hanno segnato la storia dei videogiochi, non solo per aver fatto segnare numeri da record per il periodo (la terza generazione, ovverò dalla metà degli anni ’80 fino all’inizio ’90), ma soprattutto per aver portato alla ribalta una quantità notevole di ottimi titoli poi portati su altre piattaforme e divenuti saghe dal successo ventennale.

La Disney, icona dell’intrattenimento per i più piccoli, è sempre stata attenta ad altri mercati quali l’industry per amplificare la propria immagine ed esercitare il fascino dei propri personaggi anche attraverso la tecnologia.
In onore del ventesimo anno scoccato con il rilascio della versione NTSC americana, parleremo di Duck Tales, uno dei titoli a mio modo di vedere più divertenti disponibili per il NES.

Dopo la pausa e la necessaria introduzione della storia sulla piattaforma Nintendo, rituffiamoci sul panorama software, perché in fondo di questo parliamo quando ci riferiamo ai videogiochi. Ed è tramite il software, i giochi che da bambini passavamo qualche ora spensierata diversa dal solito. Giusto?

Il nome del titolo in questione ricalca perfettamente il nome scelto dalla produzione disneyana per una serie di cartoni animati prodotta nel 1987 negli Stati Uniti e poi trasmessi anche in altri Paesi.
In Italia, se qualcuno di voi rimembra, la RAI acquisì i diritti e lo spazio del palinsesto scelto per la visione fu all’interno Rai1 prima e poi di Rai2 con un programma chiamato Solletico. Ricordi vaghi?

Duck Tales, ovvero storie di paperi, con una struttura solitamente autoconclusiva per ogni episodio salvo eccezioni dove le puntate venivano spezzate in due parti perché contenenti una trama un po’ più complessa.
Le storie vertono sostanzialmente intorno alla figura di Scrooge McDuck (Zio Paperone nel corrispettivo italiano) che deve difendersi dagli assalti degli storici nemici come la Banda Bassotti, Amelia o Cuordipietra Famedoro.

DT

Lo sviluppo del titolo fu preso in carico dalla giapponese CapCom, con un team che aveva già mietuto successi proprio sulla piattaforma Nintendo di riferimento dell’epoca, tra i quali è giusto ricordare almeno MegaMan.
E’ probabilmente il periodo d’oro della software house originaria di Osaka, basti pensare ai vari Final Fight e Street Fighter, rilasciati negli stessi anni.
Ed il risultato del buon lavoro si vede.

Dal punto di vista grafico Duck Tales risulta uno dei giochi meglio realizzati su NES, spremendo al limite le potenzialità della console con un livello di fedeltà davvero notevole rispetto al character design tipico della Disney.

Una menzione d’onore va fatta anche per il comparto musicale, opera di Yoshihiro Sakaguchi, vero totem, per aver prodotto alcune delle sonorità più famose in casa CapCom.

Anche il gioco si focalizza sulla figura di Zio Paperone, il quale, armato del proprio inseparabile bastone, è chiamato a superare gli ostacoli che caratterizzano il suo cammino per raccogliere tutti i tesori sparsi per il mondo e diventare sempre di più il papero più ricco del globo.

Una critica imputata al titolo riguarda proprio questo aspetto, ovvero la giocabilità.
Soprattutto nelle fasi del passaggio al livello successivo e gli immancabili scontri con i boss di fine stage, la difficoltà non era stata calibrata benissimo, rendendo difficile (soprattutto per un pubblico qual’era) di piccoli e piccolissimi giocatori il proseguimento all’interno della storia.

Resta però anche a livello di vendite un successo che ha portato alla scrittura di capitoli successivi, porting anche per altre piattaforme o veri e propri titoli creati ex novo quali DuckTales: The Quest for Gold.
Se siete appassionati di retrogaming e ricordate con nostalgia i tempi in cui guardavate i cartoni della Disney questo è un titolo che non può mancare nella vostra soft-teca.

Conoscete il detto vero? Papero avvisato…

20 Commenti »

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  • # 1
    Redvex
     scrive: 

    Ce l’ho ancora originale :D
    Quanti pomeriggi passati davanti a quel gioco :)

  • # 2
    gianni
     scrive: 

    @ scr
    maestro abbiamo imparato da lei

  • # 3
    Don Luca
     scrive: 

    Che bello!!! *_*

    Io ce l’ho per GameBoy ma mi sà che è tipo il 2 o il 3.

    Se non erro però Quest for Gold è proprio un altro tipo di gioco, ce l’avevo per DOS sul 286 dove avevi tempo limitato per fare avventure e guadagnare quanti più soldi possibile e battere Famedoro… ora faccio un paio di ricerche e ti dico ;)

    Grazie comunque per l’articolo, ammetto di adorare questa rubrica! ^^

  • # 4
    Don Luca
     scrive: 

    Infatti ricordavo bene: http://en.wikipedia.org/wiki/index.html?curid=2405719

    The Quest for Gold non è stato sviluppato da Capocom ma da Incredible Technologies per amiga, commodore dos e apple, non per game boy ;)

    A mio avviso un vero e proprio capolavoro!! ^^

    Questa è l’introduzione originale del DOS:
    http://www.youtube.com/watch?v=cCkTu3CF3YM

    Questo invece è un longplay della versione Amiga (ocio, 53 minuti!)
    http://www.youtube.com/watch?v=U60ad2wRYII

    Bei tempi andati! :(

  • # 5
    TheFoggy
     scrive: 

    @scr: se anche tu sei passato da queste parti, e sei riuscito a trovare il tempo per lasciare un commento, non è che ti elevi tanto rispetto a noi sfigati
    @Gianni: porta pazienza..sarà un ragazzino che ha avuto come prima consolle la ps2..per lui queste cose sanno di nerdaggine acuta! :)
    @Jacopo: mamma mia quanto ho giocato a ‘sto gioco! Io avevo il SMSII, ma andavo sempre a casa di una mia amica a giocare a Duck Tales, perchè era veramente ben fatto! Capcom aveva fatto davvero un bel lavoro! Peccato solo che per ammazzare alcuni boss (io avevo 5-6anni..giuù di lì..erano i miei primi approcci con le console..purtroppo non era come oggi, dove a 3anni hai in mano un DSi), venivano sudeate le tanto famose 7 camicie..anche 14, visto che eravamo in due! Grazie per le perle nostalgiche che ci regali sempre! Però un difetto ce l’hanno: mi fan sentire vecchio.. :(

  • # 6
    TheFoggy
     scrive: 

    Dimenticavo..tra la ‘q’ e “sto”, ci vorrebbero una ‘u’ seguita da una ‘e’.. non si paga per lasciare un commento utilizzando tutte le lettere, né si consuma la tastiera..

    >

  • # 7
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Approfitto nuovamente per ringraziare voi che seguite l’appuntamento e contribuite con feedback e spunti a migliorarlo.
    L’approccio del blog mi è subito piaciuto per questo, quindi grazie a voi, lo dico senza retorica :)

    x Don Luca

    avevi ragione, avevo letto male le info, mi sono confuso e ho cambiato subito quel paragrafo. Grazie per la segnalazione.

    x TheFoggy

    Purtroppo la difficoltà fu fatta presente già a quella volta. Una pecca che incide sulla valutazione globale di un titolo che rimane comunque molto alto.
    Guardando in giro anche come preferenze date agli utenti siamo sopra l’8 e nelle recensioni dell’epoca siamo nell’ordine di quei numeri, tra l’80 e il 90.
    Avrebbe sfiorato la perfezione con una calibrazione migliore della difficoltà.
    Graficamente resta però una perla pensando si tratti alla fine di un NES.

    Veramente un lavoro degno di nota della Capcom

    sull’età…ma dai chissenefrega basta sentirsi giovani :D

  • # 8
    Don Luca
     scrive: 

    Di niente Jacopo, è sempre un piacere contribuire a questo blog :)

    Senti, nel secondo commento che ho pubblicato (il numero 5) dove ho messo il link a wiki e ai due video su youtube mi dice che “Il tuo commento è in attesa di essere approvato.”

    E’ normale? Non l’ho mai visto scritto…

    Comunque ci sono tantissimi giochi veramente degni di nota che hanno come protagonisti i personaggi Disney, ad esempio World of Illusion e, soprattutto, Mickey Mania, entrambi per Mega Drive, IMHO due gioielli che ho avuto la fortuna di giocare (e finire) sul mio mega drive prima che iniziasse a fare capricci :(

  • # 9
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Tranquillo: è colpa dell’antispammer di WordPress, che quando vede troppi link in un commento si mette in modalità censore.

    Per quanto riguarda il gioco, che dire: sull’hardware limitato del NES è un capolavoro.

    Solo che è abbastanza difficile, e me ne sono accorto guardando il video linkato e qualcun altro che ho trovato sempre sul “mio tubo”.

    Anche se farebbe impazzire mia figlia, per il momento preferisco rimandare aspettando che crea ancora un po’ e diventi più abile. ;)

  • # 10
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    non avevo visto il tuo commento Don, avevo fatto poi delle ricerche effettivamente dopo il tuo altro commento :)
    comunque l’ho approvato quindi si dovrebbe leggere.
    Per quanto riguarda i due giochi segnalati senz’altro ne parleremo anche perché i “toons” sono stati spesso protagonisti della rubrica.
    Abbiamo parlato se ti ricordi a proposito di Mickey Mouse, del gioco per SNES (Magical Quest), poi di E-Jim e quindi ci sarà ancora spazio in futuro, anche perché al di là dei ricordi sono stati effettivamente gran bei titoli

  • # 11
    Fabiuz
     scrive: 

    C’è qualcosa che proprio non mi quadra: DIFFICILE???
    Lo ricordo come fosse ieri, lo presi appena uscito e rimasi deluso non della difficoltà ma dell’eccessiva brevità!
    Sarà che all’epoca i giochi letteralmente li divoravo ma io l’ho finito in un pomeriggio, ci avrò messo al massimo 4 Ore!
    E ricordo ancora la rabbia di aver speso 89.000 lire (tutti i miei risparmi, avevo 8 anni) per il gioco, credo, più breve di tutta la mia esperienza videoludica.

  • # 12
    Benedetto
     scrive: 

    Un bel giochetto. Lo presi subito assieme alla console e doveva condividere lo slot del Nes con Super Mario (Duck Hunt è uscito fuori dai giochi dopo il primo giorno :)

    Era un bel periodo per i giochi con licenza Disney, quasi tutti dei capolavori. Oltre a Duck Tales su Nes ricordo con piacere anche Castle of Illusion e Quackshot su Mega Drive.

    Quest for Gold lo giocavo su Dos, parecchio noioso però. Un manageriale-arcade il cui unico pregio era la scena finale con la bilancia e l’oro.

  • # 13
    Bowler Man
     scrive: 

    Difficile? Quando lo giocavo avevo circa 5-6 anni e lo finivo senza grosse difficoltà. Bei ricordi, comunque…

  • # 14
    donagh
     scrive: 

    wow il nes stupendoooo
    quante partire a casa dell amichetta di infanzia
    mario,mario 3!!! goonies ….
    vien voglia di comprare una cariola di consolle vecchie su ebay tipo atari 4600 (che aveva sempre la mia amica di infanzia, wow pitfall!!!), nes, genesis…
    world of illusion capolavoro!!!
    anche mikey mouse castle of illusion l ho apprezzato molto , pure il gioco di paperino

    queste erano le basi dei videogiochii altro che oraaaaa
    arkanoid 2 su amiga gasppppp
    new zeland story..
    shadow of the beasttttt

    a quando un articolo su shadow of the beast???

  • # 15
    Don Luca
     scrive: 

    @Jacopo, grazie, non vedo l’ora! L’articolo su Magical quest lo ricordo, fa appunto parte di tutto quel filone di giochi del quale fanno parte anche World of Illusion e Castle of Illusion ;)

    @Benedetto: Quackshot!!! Un altro capolavoro per me, è stato un gioco IMHO veramente ben ideato e realizzato, mi ha regalato tante emozioni!
    Mi avete fatto venire voglia di riattaccare il Mega Drive… e lunedì ho l’esame di Programmazione Orientata agli Oggetti >__>

    @donagh: l’hanno già fatto!!! un altro pezzo di storia. Purtroppo nn ho mai avuto l’amiga ma vorrei davvero provarlo… magari rimedio un emulatore per mac…

    ecco il link all’articolo ;)
    http://www.appuntidigitali.it/1567/shadow-of-the-beast-arte-in-movimento/

  • # 16
    Sega Master System, l’anti-NES…dalle alterne fortune - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] di capolavori conosciuti in tutto il mondo: Super Mario, Zelda, Contra, Gradius, Metal Gear, TMNT, Duck Tales, Castlevania solo per citarne alcuni. Il successo e l’affezionamento da parte dell’utenza sono […]

  • # 17
    Fra X
     scrive: 

    Si, effettivamente rispetto ad altri è alquanto breve. La difficoltà ora non ricordo. Dipenderà da che modalità metti. Boh! Anche se metto la mani avanti XD, immagino mettevate l’ ultima XD.
    Però… Marò! Ricordo che ci giocavo sempre volentieri! Devo ammettere che non ci stancava mai! ^^ Al due invece non ci ho mai giocato.
    Riguardo Topolino, ricordo un gioco per il Master system che aveva un mio compagno di scuola. Mi sembra di ricordare che se mettevi le prime due modalità giocavi a tre livelli o roba simile mentre in quella più difficile non c’ erano solo le tre porte, ma, ad un piano superiore almeno un altro paio.

  • # 18
    Fra X
     scrive: 

    Comunque credo s’ intendesse sopratttuto la giocabilità. Ricordo che i primi tempi ci facevo a cazzotti per far saltare Zio Paperone e invidiavo mia cugina perchè ci riusciva tranquillamente. XD

  • # 19
    Fra X
     scrive: 

    Ecco il gioco di Topolino che mi ricordavo:

    http://www.youtube.com/watch?v=SE-CfxWsMvo .

  • # 20
    Fra X
     scrive: 

    Ah, erano due i livelli di giocabilità. Mi sarò confuso con DT.

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