di  -  giovedì 24 settembre 2009

anti_age_photoshop.jpgÈ una storia che conosciamo tutti molto bene. Il mondo dello spettacolo e della pubblicità ci propinano e idee, stili di vita e ideali di bellezza nella realtà insostenibili. Il problema è vecchio quanto la storia dell’uomo, che con l’unico scopo di inseguire il vil danaro trasforma non solo i nostri desideri, ma anche la percezione di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Il problema è decisamente complesso e articolato e nelle logiche della comunicazione pubblicitaria la complessità non è ammessa. Per questo motivo quando si deve affrontare un problema sociale e culturale e guadagnare consensi, piuttosto che aprendo un tavolo di dibattito sulla questione, si ottengono risultati decisamente migliori scegliendo una vittima sacrificale crocifiggendola.

C’era una volta la polemica sulle modelle anoressiche, che passò di moda (come se le ragazze sottopeso fossero scomparse dalle passerelle) in favore dell’odio contro l’ipocrita chirurgia estetica.
Ormai anche i bisturi stanno entrando nel recinto in cui chiudiamo le cose che definiamo “normali”, perciò serve un nuovo nemico del nostro tempo, e sempre più spesso si punta il dito contro la fotografia.

Negli ultimi anni si sono affermati stili fotografici sempre più artefatti, che vanno ben oltre il semplice scopo di un miglioramento del soggetto secondo i canoni estetici comuni, ma che danno una connotazione artistica al ritocco. La possibilità di scorgere già al primo colpo d’occhio un pesante uso di Photoshop invece di sgravare gli artefici da possibili responsabilità all’interno del meccanismo mediatico che mira a fuorviare la realtà, ha permesso a sempre più persone di puntare il dito contro di loro.

Così in Inghilterra ecco che appare una gruppo di parlamentari che si sta prodigando per bandire il fotoritocco, se non da tutta la pubblicità, almeno a quella destinata ai media specificatamente pensati per un pubblico sotto i sedici anni.

È sicuramente dubbio il gusto dell’inserzione pubblicitaria di una linea di creme anti-età che ha innescato le polemiche, in cui la modella cinquantanovenne dimostra meno di trent’anni. C’è da capire in che modo una caccia alle streghe possa innalzare il valore culturale e morale di una società.

In chiusura propongo un video, non freschissimo a dire il vero ma decisamente esplicativo, che mostra come funziona la macchina della bellezza.

15 Commenti »

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  • # 1
    Emanuele Rampichini
     scrive: 

    Qualcuno ha disattivato il plugin youtube da wordpress! ;-)

  • # 2
    goldorak
     scrive: 

    Sono d’accordo che la caccia alle streghe non porta a niente. Pero’ qualcosa si puo’ fare, e se il legislatore Inglese ha la testa nella sabbia quello Francese almeno sta provando una soluzione piu’ accettabile. Invece di bandire queste foto pubblicitarie, si richiedera’ che ci sia una scritta che indichi chiaramente che la foto e’ stata “modificata”.
    Certamente il punto cruciale e’ a che livello di intende “modificata”. Modfiche che operano su tutta la foto contemporaneamente tipo la modifca del contrasto etc… ovviamente non vengono considerate.
    Ma quando si va selettivamente a togliere rughe, o rendere “piu’ vero del vero” le modelle etc… allora dovrebbe scattare quest’obbligo.

  • # 3
    Drizzt
     scrive: 

    Se qualcuno ne ha voglia, si legga 29.900 lire, non e’ male :-)

  • # 4
    Drizzt
     scrive: 

    Lire 26.900, pardon.

  • # 5
    Apocalysse
     scrive: 

    Io sono piuttosto d’accordo, ma non solo da modelle ecc ma anche contro le scatole dei prodtti.
    Sono perfettamente consapevole che l’illustrazione sulla scatola è a scopo indicativo, ma quando questa illustrazione non rispecchia minimamente il prodotto, non ci sto.
    Quante volte vi sarà capitato di cambiare marca di cornetti ripieni per provare, ne vedete un tipo con la granella sopra grossa (da illustrazione) che lo ricopre e pensate “Bhè dai proviamo questi con la granella”.
    Li prendi, li apri, e tac, della granella grossa neanche l’ombra, una spolverata solo al centro di un po di zucchero grande come quello di canna ….. Sinceramente mi sento preso molto per il *bip* ! :)

  • # 6
    djbill
     scrive: 

    Ormai ci siamo abituati a vedere in giro un certo modello e si farà molta fatica a tornare indietro. Condivido l’idea di Sarkozy, ovvero quella di bollare che l’immagine sia stata ritoccata ma a questo punto mi domando dove non ci sarà il bollino :D
    L’unica cosa che possiamo fare è prendere le immagini proposte per quello che sono: ovvero frutto di un ritocco ad hoc su basi statistiche, perchè pochi clic costano poco ma fanno cambiare l’immagine di un prodotto.

  • # 7
    mede
     scrive: 

    impensabile di bandire il fotoritocco, non è una soluzione, semplicemente sul target delle 16enni in giù, userebbero dei disegni stile cartone animato per ottenere lo stesso effetto, il problema è che se psicologicamente funziona per le vendite, le agenzie pubblicitarie non possono tanto girarci intorno a mio avviso.

    è dunque un problema che va risolto a monte stabilendo delle regole etiche di comunicazione generali per la pubblicità, per quanto possibile non interpretabili. una cosa un po’ complicata, è chiaro che alla fine ci dovrebbe essere una commissione censura, che non è proprio il massimo per nessuno. curioso che da un lato cerchiamo di proteggere i ragazzi dalla cruda realtà e dall’altro cerchiamo di difenderli da una percezione troppo idealizzata e perfettina…

    sono assolutamente daccordo comunque che queste figure perfette e immacolate, magari senza alcun talento, possono fare parecchi danni nella percezione che un adolescente ha di se stesso… se avessimo delle figure un tantino meno perfette forse staremmo tutti un po’ più tranquilli, e non dovremmo vedere il nostro attuale premier doversi coprire il viso con chili di trucco e farsi crescere i capelli a tutti i costi, ma da buoni cittadini lo accetteremmo per quello che è. (ironico che sia rimasto vittima dello stereotipo di bellezza che lui stesso ha veicolato per anni), chiedo scusa se ho sconfinato troppo

  • # 8
    Nicola
     scrive: 

    capisco che per i/le sedicenni complessati/e il mondo di oggi può risultare duro, ma finchè i genitori demanderanno ad altre “figure” l’educazione dei propri figli, le cose continueranno a peggiorare…..

  • # 9
    Vincenzo
     scrive: 

    Non ha alcun senso vietare il fotoritocco. Un esempio stupido, per ottenere la pelle levigata, senza rughe, imperfezioni e chi più che ha più ne metta, meglio usare tecniche di fotoritocco, andando a modificare manualmente ogni singola foto, o stuccare e dipingere la pelle risolvendo il problema a monte?

    Se il fotografo ha bisogno di una certa struttura fisica di una/un modella/modello, che risalti un qualcosa (orologio, collana, cappello..), a meno chè non si tratti di una piccola produzione, costretta ad accontentarsi di quel che passa sotto il mulino.. Troverà l’occorrente per soddisfare le esigenze del cliente.

    Un’altro esempio.. Passando ai cibi. Il problema è il fotoritocco o l’esigenza di avere una determinata immagine d’effetto per massimizzare le vendite?

    Se me vieti il fotoritocco, potrò usar escamotage per far apparire bello e gustoso il mio prodotto.. Per esempio usando cibi finti/sintetici, non soggetti ad alterazioni (il gelato tende a sciogliersi e la panna a smontarsi…)

  • # 10
    Andrea
     scrive: 

    Se la modifica riguarda prodotti commerciali è giusto renderlo illegale.

  • # 11
    donagh
     scrive: 

    fotoritocco? brrrr brrrr che e´? ahah

  • # 12
    styleB
     scrive: 

    perfettamente d’accordo con “Apocalysse” commento:5

    ok il fotoritocco ma non atto ad illudere la gente o a variare la percezione del prodotto in questione, anche perchè a mio avviso è truffa e come tale andrebbe punita.. poi oddio basta che non diventi la vecchia e cara caccia alle streghe o finiamo sul ridicolo.. anche se essendo diretta ad un pubblico under 16 e quindi non ingrado (o almeno non completamente) di rendersi conto che ciò che vede non corrisponde a realtà la rende una causa degna di nota e di essere pubblicizzata e resta reale…

  • # 13
    elevul
     scrive: 

    “anche se essendo diretta ad un pubblico under 16 e quindi non ingrado (o almeno non completamente) di rendersi conto che ciò che vede non corrisponde a realtà la rende una causa degna di nota e di essere pubblicizzata e resta reale…”

    No, wait, what?
    Dubito che i ragazzi under 16 restino chiusi in casa, quindi se si guardano in giro si renderanno perfettamente conto che ciò che i media ci propinano è falso fino al midollo…

  • # 14
    Carla
     scrive: 

    Ci vuole certamente una serie di leggi in merito, e il fine ultimo dovrebbe esser il restringimento del suo campo di azione.

    Ci vorrebbe poi un disclaimer per ogni foto che venga ritoccata, in modo da informare l’utente che non sta vedendo niente di reale. Questo è importante.

    Mi piacerebbe poi che si facessero vedere anche tutte
    le persone dello spettacolo dal vivo, struccate.

    La maggior parte, senza trucco, perdono del tutto la loro bellezza. Sono solo persone come noi. E questo deve arrivare a pensare la gente comune (perchè ora pensa davvero siano semidei… e sopratutto i

  • # 15
    Carla
     scrive: 

    minori di 16 anni, dalla scarsa intelligenza)

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