di  -  martedì 15 settembre 2009

TechnicolorThomsonDopo aver visto, alcune settimane fa, il Kinemacolor oggi, per Videodrome – ai confini del video, torneremo a parlare di colore nel cinema (e non solo) facendo alcune considerazioni sul Technicolor.

Il Technicolor, fin dall’inizio della storia del cinema ha avuto una posizione sicuramente importante e dominante. L’azienda (omonima) ha praticamente portato il colore sul grande schermo di tutte le sale cinematografiche del mondo… memorabile infatti il film: Il mago di Oz.

Con il passare del tempo, la Technicolor ha saputo, con coraggio, sempre reinventarsi e sviluppare nuove tecnologie legate agli sviluppi tecnici contemporanei. Cosa che è accaduta anche con l’introduzione delle VHS e, successivamente, dei DVD. Il tutto partendo dagli ormai mitici process 1, process 2 e process 3 a due colori e al process 4, procedimento sottrattivo a tre colori, del 1932.

Da Wikipedia:

“La speciale cinepresa Technicolor usata per il Process 4 e chiamata “Technicolor 3-strip camera” faceva uso di tre pellicole in bianco e nero. La luce, dopo aver attraversato l’obiettivo, passava attraverso un prisma contenente uno specchio semitrasparente che la suddivideva in due fasci.

Il primo fascio passava attraverso un filtro verde (che eliminava i colori della gamma del rosso e della gamma del blu, lasciando passare solo quelli della gamma del verde) e andava a impressionare la prima delle tre pellicole, che era di tipo pancromatico, quindi sensibile a tutti i colori dello spettro.

Il secondo fascio passava attraverso un filtro magenta (che eliminava i colori della gamma del verde, lasciando passare quelli della gamma del blu e della gamma del rosso) e andava a impressionare le altre due pellicole, che scorrevano sovrapposte, emulsione contro emulsione. Prima impressionava, passando attraverso il suo supporto, un pellicola di tipo ortocromatico, quindi non sensibile ai colori della gamma del rosso, che pertanto veniva impressionata solo dai colori della gamma del blu e poi, dopo essere passata attraverso un filtro rossastro (che era incorporato in questa pellicola, sopra l’emulsione, e aveva lo scopo di eliminare i colori della gamma del blu), raggiungeva l’ultima pellicola, di tipo pancromatico, che riceveva quindi solo i colori della gamma del rosso.”

Ora, dopo più o meno 94 di successi Hollywoodiani la Technicolor Inc. ha deciso di buttarsi a capofitto nel mondo del digitale. Come? Facile, investendo più di 200 milioni di dollari in sistemi di post produzione digitale, in sistemi per lo sviluppo di effetti speciali ed in tecnologie di editing audio (sistemi installati in studios disseminati in tutto il mondo, tra Londra e l’India).

Il CEO della Thomson , nota azienda francese proprietaria del marchio Technicolor, Frederic Rose, ha dichiarato: “Le persone dicono che Technicolor sta solamente combattendo per sopravvivere all’interno del vecchio business cinematografico e non passerà mai al digitale”; nulla di più falso: “In realtà, noi stiamo premendo, con tutte le nostre forse e più di qualunque altra azienda, per passare al digitale”.

Dominando da tempo il mercato della pellicola, il passaggio al Digital Cinema sembra prossimo a diventare realtà. Nove scanner digitali (da un miliore di dollari l’uno) serviranno al processo di color-correction e montaggio in generale, processo che in questo modo diventerà, secondo dichiarazioni interne, più rapido ed economico rispetto a quello chimico necessario con per la pellicola.

La volontà di seguire gli sviluppi dell’industria cinematografica è forte.

Inoltre, la Thomson, che ha avuto parte attiva nello sviluppo degli mp3 player, vorrebbe nel futuro prossimo poter creare una tecnologia brevettata ed esclusiva per clienti Technicolor, oltre a cercare nuove vie per la distribuzione dell’intrattenimento 3D all’interno delle nostre case.

Tanto per iniziare, un assaggio di questo processo di passaggio della Technicolor al digitale, può essere visto nella recente dichiarazione dello sviluppo di un sistema in grado proiettare film 3D usando proiettori convenzionali; permettendo così (potenzialmente) agli esercenti di risparmiare notevolmente sui proiettori digitali presenti in commercio. L’unico problema sembra essere rappresentato dagli schermi utilizzati dalle sale, non perfettamente idonei…comunque, entro la fine dell’anno, questo innovativo sistema verrà presentato e, molto probabilmente, messo entro breve sul mercato.

2 Commenti »

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  • # 1
    avve
     scrive: 

    No per favore il 3d farlocco no, già la stereoscopia ha abbastanza detrattori di suo (per colpa dell’utilizzo di tecnologie obsolete come gli occhialini passivi o set-up non adeguati), azzoppiamolo del tutto con questa cavolata e la stereoscopia tornerà ad essere considerata come un effetto buono per i parchi giochi e nulla di più :S

  • # 2
    Andrea
     scrive: 

    Ma prima di parlare a sproposito hai mai visto un film 3d con pellicola?
    I test sono ancora in corso a North Hollywood ed il risultato degli saddetti ai lavori,cosa che avve non sei tu,e ‘ strabiliante

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