di  -  lunedì 10 dicembre 2007

monoscopioSecondo un recente sondaggio della EIAA (European Interactive Advertising Association) condotto in 10 peasi europei, 169 milioni di persone accedono con regolarità alla rete, e la fascia di età tra i 16 e i 24 ha rivelato di trascorrere più tempo online che davanti alla TV. C’è voluto un po’, ma alla fine lo stiamo capendo che internet è meno passivo della televisione, costringe a pensare ed agire ma permette anche di rilassarsi e offre lo stesso numero – almeno – di informazioni (ma molti più punti di vista). Insomma, la rete può sopperire benissimo alla funzione della televisione: d’altronde perché ora i produttori di schermi li fanno widescreen 16:9? Ma è chiaro, perché tante persone ci guardano i film. Perché molte grandi aziende stanno stringendo accordi per far partire l’IPTV? perché alla gente piace fare tutto dalla stessa postazione. E se non può essere il PC, ecco che le nuove TV hanno il wi-fi e le nuove consolle hanno il browser integrato per navigare, e il digitale terrestre permette di vedere la TV sul laptop, e domani sul cellulare. Ovvero, la TV è un contorno, uno dei tanti servizi possibili sulla rete e nemmeno uno dei più importanti. Aggiungiamo, almeno per l’Italia, che lo scenario televisivo è abbastanza triste e povero di contenuti interessanti, magari relegati ad ore assurde in favore di programmi più “popolari”, e il quadro è completo.

Il sondaggio non parla apertamente di IPTV, ma mi sembra assolutamente pacifico che in qualche modo la fruizione del contenuto televisivo online avrà un suo senso: Joost, Babelgum e i progetti analoghi sono ad uno stadio primordiale, ancorché fruibile, e in futuro riserveranno sicuramente sorprese. D’altronde perché dovrei guardare quel che decide l’omino del palinsesto all’ora che dice lui e per giunta con la pubblicità di mezzo quando posso farmi suggerire un programma potenzialmente interessante in base alla mia profilazione, o da un amico, e guardarmelo quando mi pare tutto d’un fiato?

Ci sono 3 parole nel nostro futuro: internet, social e mobile, e si possono fondere con comodità. TV non è menzionata, è un di cui che sa velatamente di passato, un residuo piacevole di un tempo che non tornerà, ma che resisterà solo se saprà trasformarsi in modo gradito agli ex-telespettatori.

3 Commenti »

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  • # 1
    Pikazul
     scrive: 

    Ma sono l’unico ad aver paura che trasmettendo tutto via IP prima o poi la struttura portante arriverà al collasso e le linee non riusciranno ad essere veloci a sufficienza?
    Avendo fastweb potrei avere la tv tradizionale via IP già da tempo (anche se senza tutto il dinamismo di una applicazione internet nativa) ma solo il segnale tradizionale prende diverse centinaia di KB di banda, non oso pensare alla HDTV, e che succede se due persone vogliono guardare due programmi diversi?
    Secondo me, ancora per diversi anni la TV sta bene dove sta, quando le linee saranno in grado di gestire diversi stream video ad alta definzione senza perdita di “tempi di risposta” allora saremo davvero pronti al grande abbandono della trasmissione via etere

  • # 2
    Tambu (Autore del post)
     scrive: 

    io sono uno di quelli che condivide la tua perplessità (se ne è parlato in un articolo precedente sul VIOP), ma in questo caso non si parlava tanto della TV su IP quanto al fatto che la gente sta si più su internet A PRESCINDERE da quel che fa. Il che secondo me è un bene perché riattiva i neuroni :)

  • # 3
    anish
     scrive: 

    La gara che si svolge tra il passare più tempo di fronte alla tv o a internet non mi sembra molto confortante. Questo denota sempre più che i rapporti interpersonali sono stati svuotati di ogni valore e al loro posto vi sono solo circuiti elettronici prestampati.

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