di  -  venerdì 11 settembre 2009

Syndicate su DOS

A distanza di alcuni lustri dalle giornate passate davanti al joystick, è più facile scorgere la differenza fra un bel gioco e un capolavoro. Innanzitutto perché, nel secondo caso, fin dal primissimo ricordo, torna la voglia di giocare. Poi perché, più che singole sequenze, immagini, o dettagli, dei capolavori riemergono sensazioni rimaste a lungo impresse nella memoria, esattamente identiche a come le si è lasciate.

Veniamo quindi all’oggetto di questo nuovo appuntamento con la nostalgia informatica: Syndicate, vera colonna portante nella storia del cyberpunk in chiave videoludica.

Frutto del talento del designer Sean Cooper, Syndicate rappresenta assieme al già citato Populous e a Dungeon Keeper, una delle più clamorose hits della Bullfrog di Peter Molyneux, nonché del mondo videoludico dei primi anni ’90.

Il gioco è ambientato in un mondo dominato dalle corporazioni, che esercitano il proprio potere con tutta la violenza immaginabile e con l’ausilio di sistemi per la manipolazione psicologica della popolazione. La tecnologia rappresenta dunque l’arma vincente nelle mani delle corporazioni, che la usano a piene mani per soggiogare la popolazione e combattere gli avversari.

Elemento fondamentale di questa “dittatura tecnologica” è la possibilità di controllare uomini da remoto, tramite un sistema denominato, con poca fantasia, CHIP.

Ecco che quindi, comodamente seduti sulla nostra poltrona, ci ritroviamo al comando della nostra corporazione – della quale dovremo scegliere nome e logo – alla conquista del pianeta, avendo come avversarie altre corporazioni. I nostri strumenti sono rappresentati da quattro agenti, controllabili individualmente e in tempo reale, che dovremo per l’appunto equipaggiare con armi sempre più letali ed upgradare con impianti cibernetici capaci di rafforzarne le capacità di difesa e attacco.

La prospettiva di gioco è isometrica e le missioni consistono in un vasto campionario di violenze assortite, dall’assassinio al rapimento (pardon, alla “persuasione coatta” tramite il fido Persuadertron), con ampio spargimento di sangue di civili e poliziotti. La gestione della corporazione prevede inoltre una fase prettamente manageriale, relativa alla gestione delle attività di ricerca per lo sviluppo di armi più devastanti ed impianti cibernetici più efficienti.

Il tasso di violenza del gioco è elevatissimo e gli effetti distruttivi delle armi sono dettagliati in modo certosino: dalla potenza dello shotgun, agli arrosti misti del lanciafiamme, alla voglia di samba scatenata dalle raffiche del minigun fino alle autentiche carneficine innescate da un colpo di Gauss Gun, ogni arma offre, ai più sadici, inesauribili spunti di divertimento.

Ma, tornando alle impressioni, quel che più colpisce – non solo gli impallinati del genere cyberpunk – è l’ambientazione, l’immersività dell’esperienza di gioco – che non a caso prevede per il giocatore non di immedesimarsi in uno sprite, ma di svolgere tutte le funzioni di “management” di una corporazione.

Nella sua versione classica, Syndicate è disponibile – quindi emulabile – per PC e Amiga, oltre per un’infinità di altre piattaforme e console (in versione semplificata). Oltre ad un expansion pack, American Revolt, di Syndicate esiste un degno sequel: Syndicate Wars. Non altrettanto originale nella trama e nel gameplay, il secondo episodio aggiunge profondità all’universo di gioco, nuove missioni e una miriade di nuovi dettagli.

Con dettagli visuali che richiamano lo stile scenografico di Blade Runner e una colonna sonora ora cupa ora frenetica, a seconda delle fasi di gioco, Syndicate è capace di trasmettere un’atmosfera tetra, un pathos forse irripetibile.

Non a caso lo stesso Molyneux, che considera Syndicate uno dei suoi titoli preferiti, si è mostrato propenso a ripescare il franchise per un sequel atteso nei prossimi mesi, probabilmente sotto forma di MMORPG. Supererà l’originale? Per il bene delle mie relazioni sociali e professionali, preferisco non saperlo.

16 Commenti »

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  • # 1
    Griso
     scrive: 

    Grande alessio, hai tirato fuori uno dei più bei giochi di sempre (insieme al suo seguito..) :D

  • # 2
    Kersal
     scrive: 

    Syndicate Wars per me superò il predecessore come atmosfera anche se le vendte non furono altrettanto buone. La cosa *particolare* per i tempi era che potevi affrontare le missione come meglio credevi senza dovere seguire dei binari. Fu uno dei primi giochi originali che comprai…

  • # 3
    mede
     scrive: 

    devo essere sincero a costo di andare controcorrente, questo gioco non mi piacque tantissimo, pur essendo un estimatore di videogiochi fatti bene di ogni genere e tipo, mi piacciono anche e soprattutto gli approcci originali. non penso di essere uno chiuso mentalmente o superficiale, ma questo gioco non mi appassionò principalmente (ricordo) perchè ero abituatissimo alle interfaccie degli RTS che secondo me erano più efficienti, quindi partii col piede sbagliato sul gameplay. dopodichè non credo di aver apprezzato appieno ogni aspetto del gameplay, per me era un po’ confusionario, poi questa cosa di controllare 4 omini contemporaneamente in maniera scollegata forse era troppo dispersivo per i miei gusti. poi il cyberpunk in effetti mi inquietava un po’… tutti i miei amici lo apprezzavano, io non mi ci divertivo quasi per nulla trovavo difficile seguire le missioni, mi ricordo che radunavo le folle col “persuaderton” o quello che era, e mi divertivo solo a fare caciara, quello si, ma è durato poco prima che mi venisse a noia così…
    è un peccato perchè il gioco meritava sicuramente, ma per quanto uno possa avere gusti trasversali non è che può proprio amare tutto tutto…

  • # 4
    Fabio
     scrive: 

    Anche a me era piaciuto, ma non da impazzire. La cosa che trovavo più seccante era la scomodità della visuale in certi casi (per dire agli agenti di andare in una strada dietro una casa, per esempio) e i bug con le auto (gli dicevi di andare da una parte e andavano dall’altra). Anche il fatto che alzando troppo le tasse, il paese si ribellasse e fosse necessario compiere la STESSA missione ogni volta non è che mi piacesse (quante volte l’ho ammazzato, lo stesso presidente?). Comunque un buon gioco. Era ancora l’epoca in cui le introduzioni dei giochi stupivano per la grafica in 3D Studio, e questa era molto bella (mostrava il rapimento di un ignaro passante e la sua “trasformazione” in agente).
    Certo che l’ultima missione, quella dell’acceleratore atlantico, era davvero un casino…

  • # 5
    LMC
     scrive: 

    @mede

    Dune 2 e’ del 92
    Syndicate del 93… tu in un anno eri gia’ abituatissimo alle interfacce degli rts? :P

  • # 6
    Tambu
     scrive: 

    è da quando esiste la tua rubrica che aspetto questo momento: CAPOLAVORO ASSOLUTO!!!!! altro che rigiocarci, io ME LO RICOMPREREI oggi stesso!!

    l’avrò finito almeno 5 volte, che spettacolo!

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Tambu
    In effetti è un gran titolo, qualcosa mi dice che me lo rigiocherò accuratamente nel weekend. Cmq si valutano segnalazioni (nel senso che voglio scrivere solo di qualcosa che appartiene direttamente al mio passato videoludico).

  • # 8
    malkavo
     scrive: 

    eh eh autoquoto una cosa che scrissi tempo fa in una discussione proprio con Alessio “Via dato che ci sei fai anhe un bell’articolo su Beneath a steel sky o su Syndicate cosi il momento nostalgico è completo :-)” sono stato profetico no?
    cmq complimenti, il primo paragrafo dell’articolo è semplicemnte perfetto, hai espresso in tre parole esattamente le stesse sensazioni che provo io!
    ho amato questo gioco e l’ho rigiocato più volte, uno dei migliori in assoluto secondo me.
    anche se in effetti a molti miei amici non piaceva molto, ogniuno ha i suoi gusti.
    attualmente l’ho installato nel pc, mi sa che mi tocca continuare le missioni…
    invece il seguito non mi piacque per niente, non è riuscito a trasmettermi le stesse emozioni del primo capitolo.
    molto interessante la notizia del sequel, anche se i mmorp non sono proprio il mio genere.

    non so se nel tuo passato videoludico c’è anche chrono trigger per snes, ma se ci fosse sbaverei per un articolo come ho sbavato su questo :-P

    grazie mille

  • # 9
    Fabio
     scrive: 

    Ah, beh, se valgono le segnalazioni, allora il numero 1 della mia lista è Cannon Fodder! :-)

    Quanto pagherei per averne una versione moderna…

  • # 10
    Kersal
     scrive: 

    Giochi vecchi e nuove edizioni non vanno sempre d’accordo. Il lato nostalgico gioca sempre un sacco a favore del passato, senza considerare che essendo noi più piccoli le nostre aspettative erano di certo ridotte.
    Un esempio, per me eclatante, è stato Pirates! di Sid Mayer: lo comprai quando uscì nel 1987 (avevo 13 anni!) e lo giocai di filato per un tempo lunghissimo! Imparai la geografia dei Caraibi grazie a questo gioco e ancora oggi so indicare su una mappa tutte le principali cittadine caraibiche! Quando usci nel 2004 la versione rifatta ne fui entusiasta e lo comprai subito… ma fu una delusione! Non perchè non fosse fatto bene, anzi rispecchiava fedelmente il gioco originale con in più una bella grafica e qualche chicca in più, ma perchè era semplicemente *noioso*. Ed essendo identico al predecessore ne conseguiva che era noioso anche quello ma io a 13 anni non lo reputavo tale.

  • # 11
    Amiga4000
     scrive: 

    Bellissimo gioco, ma concordo su CANNON FODDER TUTTA LA VITA!!!!!!!!!!!!!!! W il WINUAE, W il MAME

  • # 12
    mede
     scrive: 

    @ lmc commento 5.
    non ricordo esattamente ma a quei tempi i giochi non è che arrivassero a me subito come oggi. dune2 lo comprai praticamente all’uscita perchè avevo amato il primo come pochi. mentre syndacate mi arrivò magari anche dopo un anno dall’uscita, vatti a ricordare, e si ero già abituatissimo :P, l’iterfaccia westwood era quasi perfetta, raramente frustrante. syndacate aveva qualche problemino a mio modesto parere, comunque un gioco di grande spessore per carità, a differenza di altri titoli lo ricordo bene.

  • # 13
    Alessio
     scrive: 

    Quanti ricordi…
    Non riuscii mai a finirlo purtroppo, e bisogna dire che la versione amiga deficitava parecchio dal punto di vista del framerate purtroppo.
    Era bellssima la storpiatura dela publicita di Ghost In The Shell che appariva su alcuni cartelloni: “Prenota la tua copia del Fantasma In Conchiglia” ;)

  • # 14
    Giacomo
     scrive: 

    “Il gioco è ambientato in un mondo dominato dalle corporazioni, che esercitano il proprio potere con tutta la violenza immaginabile e con l’ausilio di sistemi per la manipolazione psicologica della popolazione.”

    Oh, proprio roba da fantascienza, eh? -__-

  • # 15
    Fabio
     scrive: 

    Parlavo di questo gioco una settimana fa ad un ignaro amico, che non si capacitava di come potesse essere esistito un titolo così rivoluzionario in un epoca in cui il termine RTS non era ancora stato inventato…
    Un piccolo capolavoro, certe missioni erano ripetitive ed altre frustranti, ma di certo questo gioco fece impallidire molti programmatori, alimentando vertiginosamente le aspettative dei videogiocatori di tutto il mondo.
    Assieme a Dune 2 è uno dei giochi più divertenti che abbia mai giocato sul mio primo 386.

  • # 16
    Octane
     scrive: 

    Propio qualche settimana fa, in prede ad una crisi nostalgica, ho messo su Dosbox per ri-giocare al primo capitolo..
    Lo reputo impareggiabile nel suo genere

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