di  -  lunedì 17 agosto 2009

Malgrado una certa diffidenza “culturale”, il raffreddamento a liquido per PC in pc professionali sta prendendo piede sempre più velocemente, e una dimostrazione di ciò è la recente decisione di HP di puntare su questo sistema di raffreddamento, alternativo ai normali e rumorosi dissipatori ad aria, per le proprie workstation grafiche di fascia alta.

c01829160.jpg

Mi  scuso in anticipo per la qualità della foto riportata, ripresa dal manuale online della HP per effettuare manutenzione ordinaria sul pc (nel caso specifico, la rimozione del sistema di raffreddamento a liquido per cpu installato sulla workstation z800. Purtroppo non ci sono molte immagini in rete di questo nuovo prodotto, ma si capisce subito che HP ha deciso di puntare, ancora una volta, su un partner conosciuto e affidabile, quale Asetek.

Non è certo la prima volta che HP immette sul mercato un pc raffreddato a liquido, ma gli esempi precedenti (come il Blackbird 002 e il FireBird, frutto della collaborazione sempre tra HP e Asetek) erano di macchine rivolte ad un pubblico, quello dei gamers, decisamente diverso e già abituato a vedere del liquido circolare all’interno del pc.

È la prima volta, invece, che un colosso come HP punta con un prodotto del genere destinto ad un mercato prettamente professionale. E lo fa con le nuove versioni delle Workstation z400 e z800, differenziandosi, oltre che per il costo, anche dal numero di processori (1 e 2 processori della serie INTEL Xeon rispettivamente) e quindi dalla soluzione di raffreddamento a liquido adottato.

Certo non si tratta di un normale sistema che gli apassionati possono acquistare nel negozio sotto casa o online negli shop specializzati. In realtà le differenze da un prodotto del genere sono minime, e a ben guardare si fermano al materiale dei tubi utilizzati.

Come accennato nel sito BSN*, portatore della “storica” notizia, le tubazioni non sono in PVC o silicone, ma inun materiale plastico semirigido ricoperto internamente da un sottile strato di Teflon, che ne garantisce la tenuta stagna nche ad altissime temperature. Il lato negativo è che detti tubi non sono molto flessibili, per cui curve strette sono decisamente impossibili da effettuare con questi tubi. Tuttavia, in un kit già installato all’interno del pc, non lo vedo come un problema. È tutta una questione di trovare la lunghezza e l’orientamento giusti. Inoltre, teoricamente, una volta installato non ci dovrebbe essere il bisogno di smontre tanto spesso il sistema, quindi una ridigidità eccessiva delle tubazioni non è un problema.

Dati riguardanti le prestazioni di raffreddamento non sono ancora disponibili, e sinceramente non mi aspetto prestazioni eclatanti, conoscendo il kit della Asetek su cui è basato il sistema montato sulle workstation della HP. Tuttavia, e questo è quantomeno quello che ci si dovrebbe aspettare, la rumorosità  ed alla fine anche i consumi complessivi della macchina sotto stress dovrebbero risultare decisamente ridotti rispetto alla versione con raffreddamento ad aria.

Pur senza giudicare la scelta dei componenti, che solitamente è dettata d un misto di necessità tecniche e commerciali, è interessante notare l’avvicinamento del liquid cooling al mercato professionale. Un avvicinamento reso d’altronde possibile dalla progressiva maturazione delle tecnologie e dal peso dei vantaggi prestazionali e di consumo che il liquido può offrire.

Un punto a favore per HP per aver deciso di cavalcare l’onda (consentitemi il gioco di parole) del raffreddamento a liquido in ambito professionale per prima.

7 Commenti »

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  • # 1
    HP + Asetek: liquido per i professionisti | succoso
     scrive: 

    […] HP + Asetek: liquido per i professionisti […]

  • # 2
    TheFoggy
     scrive: 

    Nell’articolo si dice che “Il lato negativo è che detti tubi non sono molto flessibili, per cui curve strette sono decisamente impossibili da effettuare con questi tubi.”, eppure..il wb sopra le frecce in corrispondenza dell’1, presenta un tubo (quello di rinvio dall’altro wb, con una curva decisamente stretta..più stretta di così, servirebbe una giunzione ad angolo!!

  • # 3
    arkanoid
     scrive: 

    vero! e poi da quando in qua i corrugati non sono flessibili?

  • # 4
    tidus.hw
     scrive: 

    com’è che a liquido dovrebbe consumare “decisamente” meno?

  • # 5
    arkanoid
     scrive: 

    Tendenzilamente un sistema a liquido consuma DI PIU’ di un sistema ad aria perchè c’è la pompa che non la fa andare Dio, ma c’è da dire che i ventilatori di raffreddamento possono invece consumare meno; normalmente le piccole ventole girano ad alti regimi e hanno rendimenti di conseguenza bassi, se con un sistema di questo tipo di riescono ad adottare ventole grandi e lente, che oltre a fare meno rumore hanno rendimento superiore, è possibile che bilancino il consumo della pompa.

  • # 6
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    Tendenzialmente avresti anche ragione, arkanoid, se si stesse parlando di un pc normale che un qualsiasi utente normale si assembla con pezzi acquistati in negozi tradizionali o online. Qui si parla di Workstation grafiche, dove vengono installate ventole che hanno ben altri consumi rispetto alle ventole che troviamo nei blister nel legozio sotto casa.

    Mi spiego meglio: una workstation di una nota marca americana, con su installata una scheda madre professionale con 2 processori XEON e RAM con ECC, scheda video QUADRO ecc ecc solitamente monta dalle 4 alle 5 ventole da 120mm, alimentate tramite PWM ovviamente, capaci di consumare fino a 20W ciascuna. Se non mi credi, basta ricercare questo articolo:

    Dell Part #: D8794, P8192

    E’ una delle 5 ventole di raffreddamento del DELL Precision, Workstation grafica appunto.

    Ora, se osserverai attentamente le specifiche, noterai che consumano, a 12V, 1,60A, il che vuol dire 19,2W.

    Ovviamente mi dirai che solitamente grazie al controllo PWM no sarà sempre a 12V. Vabbé, prendiamo per assodato che stiano tutte e 5 le ventole a 7V, la metà appunto. E’ ragionevole pensare quindi che ciascuna delle 5 ventole (guardati una qualsiasi immagine di un DELL Precision smontato per sapere di quante ventole dispone) consumi in realtà sui 10W costanti. Se la matematica non è una opinione, 10W x 5 fanno 50W.

    Ora prendiamo il data sheet di una pompa per liquid cooling molto usata dagli appassionati (e qui sto parlando di consumer product, non certo di un prodotto professionale): la LAING DDC1. Esiste in due versioni, la prima consuma 10W circa, la seconda, un po’ più potente, consuma pressappoco 18W. Se adotto un sistema a liquido per PC, anche per workstation, considerando che grazie alle caratteristiche intrinseche del liquido, posso adottare ventole decisamente più lente di quelle installate di fabbrica, pur non compromettendo le prestazioni del sistema. Parliamo di ventole come le conosciutissime PAPST, oppure delle rumorosissime Thermaltake, o delle ottime Noctua. Una rapida ricerca con google mi da le caratteristiche tecniche di queste tre ventole:

    PAPST:
    http://www.ebmpapst.com/en/products/compact-fans/axial-compact-fans/axial_compact_fans_detail.php?pID=54026
    Rated Current: 0.11 circa
    Power Input: 1,3W @ 12V

    Thermaltake:
    http://www.thermaltake.com/product/DCfan/Standard/a2368/a2368.asp
    Rated Current:0.38A
    Power Input: 4.56W @ 12V

    NOCTUA:
    http://www.noctua.at/main.php?show=productview&products_id=12&lng=en&set=1
    Rated Current: 0.09 A
    Power Input: 1.08W @ 12V

    Ti assicuro che ho preso le prime ventole a caso che mi sono venute in mente, e sono andato a controllarne le specifiche sulle rispettive pagine prodotto dei legittimi produttori.

    Tendenzialmente con un raffreddamento a liquido dovrei poter eliminare le 5 ventole originali e sostituirle con 2 (il caso del kit di cui si parla nel mio post – la versione ovviamente più potente), che vanno montate sul radiatore. Una rapida ricerca sul sito del produttore mi porta a questo PDF:

    http://www.asetek.com/images/stories/Documentation/lclc2007.pdf

    Non vengono dichiarati i consumi né le caratteristiche delle ventole usate, ma solo un cenno al consumo (non si capisce riferito a cosa) del sistema, che si attesta a 2.5W @ 12V.

    Se fosse quello della pompa (cosa molto probabile avendo personalmente testato tempo addietro un prototipo del kit inviatomi proprio dalla ASETEK – purtroppo senza le ventole in dotazione) siamo MOLTO al disotto, come consumi totali del kit di raffreddamento a liquido, rispetto a quanto da te ipotizzato. Non ci si avvicina nemmeno.

    In altre parole: se si parla di sistemi domestici, rivolti al settore consumer, un kit a liquido poco può approtare in termini di riduzione dei consumi elettrici. In ambito professionale, le cose cambiano. E di parecchio.

    Ora ti lancio una piccola notizia: lo sai quanto consumano le ventoline da 40×40 di un normalissimo server 1U? 1.10A x 12V = 13,2W… Considerando che normalmente i server ne hanno da 4 a 8 di queste ventoline… Fatti un po’ il calcolo di quanti Watt vengono consumati SOLO per le ventole.

    Se non mi credi, cerca con google la GFB0412SHG o qualsiasi altra ventola 40×40 per server:
    http://www.delta.com.tw/product/cp/dcfans/dcfans_product.asp?pcid=8&ptid=1

    E’ una ventola prodotta dalla DELTA usata nei server DELL.

    Buona lettura.

  • # 7
    Mauro
     scrive: 

    Non c’è da farla molto lunga, certi sistemi scaldano in maniera pazzesca, un raffreddamento a liquido permette di stargli vicino senza impazzire per il rumore. Piuttosto c’è da considerare il raffreddamento della GPU: anche lì il raffreddamento a liquido farebbe miracoli in termini di rumore drasticamente abbattuto.

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