di  -  martedì 1 settembre 2009

Zanzara

Poche ore dopo la messa in vendita di Blogbabel su ebay per qualche spicciolo, voglio proporre questo spunto nella speranza che aiuti a gettar luce – senza pretesa di esaustività – sulla triste deriva che i blog stanno prendendo.

Buon pomeriggio, tutto bene?

Mi permetto di scrivervi in primis per augurarvi una buona estate e, in secondo luogo, per chiedervi la cortesia di voler segnalare (se lo ritenete opportuno, se vi piace, se considerate i contenuti interessante) ad amici, parenti, colleghi e, magari anche lettori del vostro blog con un bel embed/post (soluzione graditissima, i vostri pareri sono sempre importantissimi!!), il video relativo al lancio del nuovo *prodottomarcio, registrato alla stazione centrale di XXXX :)

Ringraziandovi anticipatamente, allego, oltre un file che indica il link al video e i siti ufficiali del prodotto, anche il breve comunicato stampa del cellulare, di modo che possiate conoscere l’ultimo nato in casa *famosaazienda :)

Confidando nella tua disponibilità, aspetto speranzoso il link al tuo post ;)

Grazie tante & a presto!

*nomecognomeprofessionistagiallo
*mansionedapolygen
———————————————————–
*agenziagialla

Questo è il genere di messaggio che i la nuova generazione di “professionisti del marketing” dirama nella blogosfera, in cerca di marchette a costo zero.

Lo stimato professionista che ha inoltrato questo messaggio ad un collega, è la figura che alcune agenzie “di nuova generazione” deputano all’elemosina di visibilità in cambio di gratitudine, pacche sulle spalle, simpatia.

In altri termini il titolare di un blog, dovrebbe fargli il favore di offrirgli gratuitamente qualche minuto dell’attenzione della sua audience, creando uno straordinario post su commissione che poi il nostro professionista userà per farsi bello col suo responsabile.

La rete fin dal suo principio ha problemi di monetizzazione e, ad oggi, vive di pochi e ben consolidati modelli di business (no, i social network non hanno un modello di business e se ce l’hanno, è uno dei soliti).

Codesti modelli di business prevedono nella quasi totalità dei casi, l’accesso gratuito degli utenti ai contenuti, remunerato con la spesa che le aziende sostengono per ottenere visibilità presso i contenitori.

Senza aziende che pagano per la pubblicità non esistono tuttavia contenuti – almeno, fino a quando chi lavora nel settore avrà la pretesa di alimentarsi, avere un tetto sulla testa etc. – ed al pubblico rimangono come alternativa i siti amatoriali e quelli “gialli” i quali, sempre aderendo a fantasiosi codici etici, barattano opinioni per danaro, salumi, tartine, mojito e via discorrendo.

Sarei curioso di sapere cosa i PR, product e marketing manager dei famosissimi brand – come quello qui caritatevolmente omesso – che si affidano a queste penose azioni, penserebbero della reputazione che da esse può derivare.

Di certo l’esistenza di blogger disposti ad aderirvi, e di agenzie che ne lucrano, testimonia un paradigma ormai chiarissimo: chi – sia un blogger o qualche sorta di “professionista” – lavora per imboscare messaggi pubblicitari fra contenuti di prima mano, danneggia la credibilità degli spazi che invade e dunque si nutre a spese del corpo che lo tiene in vita. Il che mi pare corrisponda alla definizione di parassita.

8 Commenti »

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  • # 1
    Gas
     scrive: 

    Il mio personalissimo parere e’ che se avessero commissionato il post aggiungendo “alla pubblicazione del post riceverai un bonifico di $cifrona euro” questo automaticamente non sarebbe piu’ stato taggato come parassita ma come amico, il post sarebbe stato scritto (con all’interno “pubblicita’ occulta” a tutto spiano) e tutti sarebbero stati felici e contenti.

    A mio avviso invece e’ proprio la “pubblicita’ occulta” che sarebbe decisamente da evitare. Per prendere soldi ci sono le pubblicita’ a margine dei post.

    Ultima nota: c’e’ anche gente che scrive senza prendere soldi e, anzi, spende soldi per mantenere un server. Il mondo dei blog non e’ solo quello di chi scrive per professione..

    -Gas-

  • # 2
    Cipo
     scrive: 

    Tagliente…

    chissa se *nomecognomeprofessionistagiallo legge questo post cosa ne penserà :asd:

  • # 3
    I parassiti della blogosfera | succoso
     scrive: 

    […] I parassiti della blogosfera […]

  • # 4
    phabio76
     scrive: 

    Il “professionista del marketing” è diventato un “borghese piccolo piccolo” all’ennesima potenza.
    …Devi salutare tutti, ti devono conoscere tutti, devi stare simpatico a tutti (diceva il Sordi di Monicelli).
    Oggi un professionista con la sua fitta rete clientelare, ben vestito e sorridente, è già avviato sulla strada del successo.
    Questi tizi si riconoscono al volo ed è un vero piacere segargli le gambe con un “No, non ho tempo e non mi interessa” quando ti chiedono un favore!

  • # 5
    Anonimo Codardo
     scrive: 

    Ciao,
    ricordo molto bene che in un post simile un mio intervento, che incitava a fare i nomi di questa gentaglia, scatenò in te un sorriso per il fatto che un “Anonimo codardo” pretendesse nomi di persone e marchi.

    Rinnovo il mio appello a fare nomi, cognomi ed indirizzi e-mail di questa gente. Le persone che concepiscono ed attuano quelle tattiche di marketing sono le stesse che hanno (stanno) facendo marcire la Rete trasformandola in un grosso mercato rionale.

    Sarebbe triste da qui a vent’anni constatare che il più potente mezzo di comunicazione e democratizzazione si sia trasformato in un mero ufficio PR dove tutto è business, tutto è mercato e tutto è “2.0”, luccicante.

    I veri pericoli della Rete sono questi. Molto più di qualche pseudo Anonimo.

  • # 6
    Pikazul
     scrive: 

    Perchè nessuno mi ha mai detto che potevo barattare le mie opinioni con dei Mojito!?
    Ora posso finalmente realizzare due progetti che ho da troppo tempo nel cassetto!
    Aprire un blog, e darmi all’alcolismo!

    /joke

    Bel post comunque ;)

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Anonimo Codardo
    Non è che non faccio nomi perché mi fa piacere coprire le chiappe a questa gente, anzi. Non li faccio perché:

    A: in Italia l’uso intimidatorio dell’azione legale è incentivato da una giustizia che non funziona e richiede tempi biblici per comporre la minima fesseria, compreso il fatto che non hai detto nulla di falso;

    B: questo non è il mio blog personale, dove posso eventualmente decidere di assumermi dei rischi, ma è un sito di proprietà di un direttore responsabile che non posso obbligare a diventare patrono delle mie crociate.

    Nei limiti e negli spazi concessimi, cerco di fare il mio lavoro informando con prove documentate (la mail citata è realmente stata inviata, assieme a mille altre che non cito), su tendenze a mio avviso pericolose, per me e per il pubblico. Meglio scrivere poco che non scrivere nulla, meglio anche per i lettori che magari hanno qualche elemento in più per valutare con occhio critico ciò che leggono. Dopotutto il nome di un’agenzia, o ancora più quello di un oscuro stagista sfigato, aggiungono molto poco a quanto già detto.

  • # 8
    Facebook e i nuovi geni del marketing - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] quando esiste Facebook, la nota schiera di professionisti del marketing, ha preso ad utilizzarlo (dietro pagamento) come spazio gratuito di visibilità per le aziende. […]

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