di  -  venerdì 31 luglio 2009

Valvola termoionicaAmplificatore valvolare o a stato solido? Questa è una di quelle domande che, specie tra gli audiofili, possono avviare lunghe ed estenuanti discussioni che mettono in evidenza vantaggi e svantaggi di una o l’altra tipologia. Più in generale il ruolo dell’amplificazione quando si parla di riproduzione audio, specie a certi livelli, è tutto fuorché trascurabile e nel corso degli anni la tecnologia ha fatto passi da gigante con l’obiettivo di raggiungere i maggiori livelli di fedeltà audio possibile. Un amplificatore acustico ha l’obiettivo principale di gestire ed innalzare il volume di un segnale in ingresso. Il loro uso è imprescindibile per chi suona diversi strumenti musicali, ma di fatto in forme più o meno variegate e voluminose ne facciamo uso un po’ tutti nel corso della nostra vita: dal suono riprodotto dal personal computer, all’autoradio, passando per la televisione e gli impianti home theater.

Gli amplificatori valvolari sono costruiti con il primo componente elettronico attivo progettato dall’uomo: la valvola termoionica. Questa si definisce attiva in quanto è in grado di innalzare la potenza di un segnale utilizzando energia e la sua storia risale ai primissimi anni del 900. A livello costruttivo una valvola termoionica non è molto diversa da una lampadina: è costruita solitamente da un rivestimento in vetro al cui interno è praticato il vuoto. Sempre al suo interno sono presenti un anodo e un catodo, tra i quali è normalmente interposta una griglia. Senza scendere nei dettagli del loro funzionamento, grazie a queste tre componenti, che formano una valvola termoionica chiamata triodo, attraverso l’emissione di elettroni da parte del catodo ottenuta per riscaldamento, si ottiene l’amplificazione di un segnale.

Le valvole termoioniche sono state nel tempo soppiantate dai rombanti transistor, oggi alla base di qualsiasi hardware, a causa di una serie di fattori. Innanzitutto le valvole termoioniche hanno una produzione di calore e, pertanto, un consumo relativamente elevato se confrontato con quello dei transistor. Inoltre esiste anche il fattore dimensioni: i transistor sono piccoli e compatti al punto che oggi esistono circuiti integrati di amplificazione sotto forma di piccoli chip. Le valvole termoioniche, invece, a causa della loro costruzione sviluppano un ingombro notevole: per replicare un processore dei moderni personal computer con le valvole bisognerebbe costruire un apparecchio grande quanto un palazzo.

Nonostante questi punti a sfavore, tuttavia, le valvole termoioniche sono riuscite a sopravvivere in alcuni e specifici ambiti d’uso, creando un’interessante nicchia di mercato nel mondo degli impianti audio ad alta fedeltà. Rispetto agli amplificatori a transistor, infatti, quelli dotati di valvole hanno una velocità di risposta alle variazioni di un segnale meno rapida e conseguenza di questo comportamento è una riproduzione del un suono più smussato e corposo rispetto alla metallica perfezione degli amplificatori a transistor. Analizzando il segnale con un oscilloscopio si nota subito che nel caso di un amplificatore a valvole le curve sono meno spigolose.

AOpen AX4B-533 Tube

Se nel mondo dell’alta fedeltà esiste la possibilità di scelta tra un amplificatore valvolare ed uno a stato solido, perché nel mondo dei personal computer non si è mai sentita l’esigenza di offrire la medesima scelta per i sistemi audio integrati? Probabilmente le motivazioni principali sono le medesime che hanno visto il proliferare dei transistor negli ultimi decenni: contenere i consumi, la produzione di calore e le dimensioni sono sempre stati aspetti che hanno avuto la priorità nell’ingegnerizzazione delle componenti per personal computer. C’è stata, tuttavia, nel corso degli ultimi anni qualche eccezione.

Nel mese di Dicembre del 2002, infatti, AOpen, noto produttore di componenti hardware, ha realizzato la scheda madre AX4B-533 Tube per processori Pentium 4 su socket 478, dotata di un amplificatore audio valvolare. All’epoca si trattò di un prodotto che ebbe una discreta risonanza grazie alla sua particolarità. Più recente (2007) è stato il tentativo di MSI di portare l’audio valvolare sui personal computer adottando, tuttavia, una soluzione leggermente diversa rispetto a quella di AOpen. Quest’ultima, infatti, aveva integrato la valvola termoionica e l’intero gruppo di alimentazione composto da enormi condensatori direttamente sul PCB della motherboard. MSI, con la sua K8 Diamond Plus dedicata ai processori AMD su socket 939, invece, decise di fornire un piccolo pannello audio frontale che integrasse la valvola termoionica ed il relativo gruppo di alimentazione.

MSI K8 Diamond Plus

Nonostante le recensioni dell’epoca non evidenziarono particolari deficienze, se escludiamo una produzione di calore leggermente superiore alla norma, e, al contrario, misero spesso in primo piano la morbidezza e particolarità del suono che l’amplificazione valvolare regalava a queste schede madri, non possiamo di certo dire che tale scelta sia stata ripresa con successo fino ad oggi. Chiarendo da subito che nessuno dei prodotti citati ha mai avuto la presunzione di trasformare un personal computer in un amplificatore valvolare ad alta fedeltà, ci troviamo dunque di fronte ad un’altra interessante soluzione tecnologica soppiantata dalle logiche di business, di contenimento dei costi e massimizzazione dei profitti, oppure esiste una reale motivazione tecnico/qualitativa che ha impedito la crescita di questo mercato?

46 Commenti »

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  • # 1
    Alberto
     scrive: 

    Poi mi spiegherai che ti serve un valvolare per ascoltare un MP3… oppure uno streaming.. o anche solo un CD con sottofondo di ventole.. La qualita’ di un amplificazione a transistor basta e avanza. viste le sorgenti in uso. proprio esagerando forse si potrebbero montare dei mosfet.. ma imho tutta roba inutile. C’e’ gente che osanna gli amplificatori in classe H o in PWM…. -_-‘

  • # 2
    Fede
     scrive: 

    Mi sorpende questo articolo non tanto per l’idea in esso illustrata ma per il fatto che l’idea stessa è un certo senso una “tautologia”, mi spiego:

    Che le valvole siano ancora utilizzate per impianti Hi-Fi di elevatissima potenza è un dato di fatto (anche se le valvole attuali sono molto meno ingombranti di quelle utilizzate in passato). Ma come sono utilizzate? be semplice esclusivamente negli stadi finali di potenza degli amlificatori audio, e perché? be perché per elevatissime potenze di uscita la tecnologia dei semiconduttori al silicio o germanio offre evidenti limiti. Allora a cosa potrebbero servire nel contesto dei PC? secondo me a NULLA per il semplice fatto che se proprio occorre disporre di potenze audio elevate e quindi ricorrere per gli stadi finali a valvole (triodi, pentodi ecc. ecc.) basta creare un modulo indipendente dello stadio finale collegabile esternamente al PC e il problema è risolto.
    Un’altra cosa che vorrei precisare è il concetto di amplificazione esposto in questo articolo e in altri contesti, è errato dire che gli amplificatori amplificano il segnale di ingresso, è corretto dire che permettono di far variare un segnale di alta potenza mediante un segnale variabile di bassa potenza e in genetrale la variazione in uscita non è esattamente uguale alla variazione in ingresso per esempio è sempre presente uno sfqasamento di segnale (oltre alle distorsioni)

  • # 3
    Marco
     scrive: 

    “Che le valvole siano ancora utilizzate per impianti Hi-Fi di elevatissima potenza è un dato di fatto”

    Sono usatissime anche negli stadi pre, sia linea che phono (dove si trattano segnali di poche decine di millivolt pp), come buffer o driver di stadi di potenza a stato solido negli amplificatori “ibridi”, nonche’ stadi di potenza partendo dal classico monotriodo da 1W in classe A in su.

  • # 4
    i tre tre
     scrive: 

    grande fede complimenti…

  • # 5
    D
     scrive: 

    Ha ragione Fede: un bel amplificatore tra computer e casse e si vola.
    Per caso sapete se esiste qualcosa, ovviamente basato su valvole, da tenere sulla scrivania, non troppo grande per ottemperare allo scopo ? (andrebbe bene anche solo stereo)

  • # 6
    malkavo
     scrive: 

    anche secondo me i valvolari sono ottimi anche come pre, forse sono addirittura più utilizzati nei pre che nei finali di potenza.

    cmq in un pc la vado abbastanza inutile vista poi la qualità delle casse 2.1 da pc che ci sono in giro. non penso che con casse da 30 euro si possa sperare di notare differenze.
    chi invece non usa le casse da pc magari fa come me che uso l’uscita spdif collegata ad un ampli esterno e quindi non usa l’uscita analogica della scheda audio.

    però con queste mobo ti puoi permettere di utilizzare casse non amplificate se non sbaglio, allora forse un minimo di utilità la potrebbero anche avere, resta da vedere la poetnza in uscita.

  • # 7
    Massive
     scrive: 

    Amplificazione valvolare su scheda madre… una cosa peggiore non la potevano pensare!

  • # 8
    Mario
     scrive: 

    Per 5

    se lo riesci a trovare Dared MP-5, ha un DAC integrato USB, quindi salti la pessima scheda audio integrata nel PC ed usi direttamente il DAC dell’ampli, stadio pre a valvole e finale a transistor, quindi un ibrido.

    Io ne ho uno, collegato a due casse Tangent Evo 5….

    Provare per credere, non sarà una configurazione per HI-End ma è semplicemente eccezionale.

  • # 9
    Fede
     scrive: 

    @Marco

    Be se uno vuole puo realizzare tutta l’amplificazione mediante triodi, pentodi ecc… ma a cosa serve, il silicio drogato è meno costoso, è più efficiente, consuma molto meno per i circuiti di polarizzazione e soprattutto permette di realizzare amplificatori molto compatti e poco ingombranti, hanno solo la limitazione su elevate potenze in uscita per via della giunzione collettore emettitore e solo in questo caso ha senso a ricorrere a stadi finali di potenza realizzati con valvole, considera poi che la risposta delle valvole elettroniche ad elevate frequenze è molto più bassa, problema che non si presenta nelle tecnologie del silicio. Ritornando nell’ambito informatico si pensi anche all’aspetto dello smaltimento di calore dentro i cases, aspetto oggi più che mai rilevantissimo … e poi perchè mai si dovrebbe offrire in una scheda madre uno stadio amplificatore finale ad alta potenza? rovescio la domanda … allora perché non si offrono compresi nella scheda madre amplificatori finali audio ad altissima potenza con uscite che ne so 7.1 ma con tecnologia al silicio? Io penso che queste caratteristiche dovrebbero essere degli optional che potrebbero essere acquistate come moduli esterni a parte riducendo i costi delle schede madri, ridoucendo il problema del calore ecc. ecc.

  • # 10
    Fede
     scrive: 

    Io per il mio PC ho disabilitato nel bios della scheda madre l’audio 6.1 incorporato nella stessa piastra madre, ho comprato una bella Scheda creative Sound blaster X-Fi Xtreme Music su slot PCI retail con uscite 6.1, quindi ho acquistato il sitema di casse Creative GigaWorks da circa 350 W (circa 150W subwoofer e circa 40W per ciascun satellite, trattasi di un sistema 5.1); vi assicuro che i risultati che ho ottenuto in termini di qualità e profondità sonora molto elevati e la potenza di cui dispongo è più che sufficiente, pensate oramai ho accantonato da tempo il mio impianto Hi-Fi

  • # 11
    Fede
     scrive: 

    Tanto per darvi un’idea di cosa significa avere un sistema di diffusori da 350/400 W, appena ho comprato il sistema GigaWorks e l’ho installato, a finestre chiuse ho avuto dei battibecchi con gli altri condomini proprio per il volume che si udiva chiaramente anche nell’esterno e dir la verità così forte da essere quasi fastidioso ora lo uso tendo il volume basso per non avere discussioni.
    La tecnologia dei semiconduttori oggi permette di realizzare tranquillamente amplificatori Hi-Fi fino a 500 W senza problemi, mi spiegate a chi servono potenze oltre i 500 W tanto da dover ricorrere a stadi finali con valvole elettroniche? Chi per professione necessita di strumentazione per concerti all’aperto pubblici usa ovviamente un’apparecchiatura professionale e sicuramente non gli serve un PC

    @Mario per il commento #8

    Prova ad acquistare una Creative basata sull’APU X-Fi retail spendi circa 100 euro e non credo che la qualità del tuo apparato sia superiore anzi … non sto facendo pubblicità a Creative ma la qualità elevatissima c’è, se poi fai musica e la unisci a Cubase SX di Steinberg allora ti rendi conto di cosa hai in mano e di cosa è capace

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    @Fede
    Sono perfettamente d’accordo con te sull’inutilita’ di integrare stadi di potenza sulla mobo. Fa conto che io uso un T-amp per ascolti audiophile e non rimpiango assolutamente il mio vecchio monotriodo con la 300B.
    Quanto alla potenza, di per se’ non e’ un dato significativo, dato che dipende dall’efficienza delle casse. Con casse da 100dBW/m ti basta meno di un watt per ascoltare la quinta di Beethoven, con delle mini casse da 80dBW/m te ne servono almeno 50.

  • # 13
    olè
     scrive: 

    Ma veramente le valvole non vengono generalmente usate in amplificati molto potenti, semmai in ampli con pochi watt e pramplificatori…
    Sndate a cercare il prezzo di un qualsiasi ampli a valvole da più di 100 watt…

  • # 14
    drizak
     scrive: 

    le valvole vanno bene solo per amplificatori di strumenti musicali, dove la sorgente del suono è totalmente analogica, e quindi è dove rende meglio, in tutti gli altri casi tanto vale prendere un buon mos.
    inoltre un fattore non da poco per un sistema valvolare è che per amplificatori per esempio da 100w stereo serve un alimentatore che abbia i suoi bei VA e quindi pesi molto e costi altrettanto.Avevo un finale della Marshall valvolare, il 9100 e pesava circa 25 kg, una testata di analoga potenza ma a transistor pesava si e no 15 kg, nel mio caso c’era da aggiungere anche il peso del pre(sempre valvolare). la differenza di suono c’era tutta ma costava praticamente il doppio e pesava il triplo. Imho per un pc dove praticamente tutto è digitale il valvolare è una cosa inutile

  • # 15
    Fede
     scrive: 

    @ drizak

    Per quanto riguarda il discorso dell’alimentazione condivido pienamente, per quanto riguarda il discorso dei segnali digitali no, il segnale digitale elaborato dalle schede audio serie e non giocattolo è destinato alle uscite analogiche viene prima passato nel DAC e poi canalizzato in uscita quindi all’uscita il segnale è analogico e non digitale, c’è poi l’uscita digitale dove appunto il segnale uscente è digitale ma non è destinata per moduli di amplificazione esterni serve per dare la possibilità all’utente di utilizzare un Decodificatore Dolby Digital e/o Digital Surround esterno.

  • # 16
    Fede
     scrive: 

    Continuo comunque a sostenere che benché si possano realizzare sistemi di amplificazione in cui tutti gli elementi attivi siano costituiti da valvole elettroniche, le valvole elettoniche sono ingombranti, riscaldano, hanno una latenza di risposta ai segnali relativamente lunga ecc. ecc. oggi invece i transistori non hanno di questi problemi hanno solo il limite delle potenze in uscita relativamente basse e solo per sopperire a questo problema ha senso al limite utilizzare le valvole elettroniche.
    Anche in altri settori si presenta il problema della relative basse potenze di uscita dei transistor, per esempio negli impianti elettrici non è possibile comandare circuiti luce direttamente mediante crepuscolari, si usa comandare contattori mediante crepuscolari, e i contattori a loro volta comandano i circuiti luce

  • # 17
    Amplificatori Valvolari su PC | Gas Knows Best
     scrive: 

    […] integrata direttamente nella Motherboard. In questi giorni ho invece trovato (grazie ad un articolo di Appunti Digitali) che questa strada e’ gia’ stata percorsa.. anche se non con grande fortuna. I vantaggi […]

  • # 18
    olè
     scrive: 

    ma se hanno potenze di uscita così basse com’ è che esistono ampli a stato solido da 2000 watt e con le valvole più di 300 watt non ho mai visto? forse non stiamo parlando della stessa cosa
    grazie

  • # 19
    Simon71
     scrive: 

    L’amplificazione in un computer non ha alcuna rilevanza… Tutto ciò che occorre per far suonare bene, anzi benissimo un computer è: Un corretto rippaggio del Cd in un formato Lossless, quindi senza perdita di informazioni…Una scheda audio o un convertitore esterni (usb, firewire, ottico, ecc…ecc…) ed un paio di monitor Attivi biamplificati come Genelec, dynaudio, Adam, focal e chi più ne ha più ne metta….Che è esattamente ciò che si usa negli studi di registrazione…
    Le valvole, infine, negli impianti ad alt fedeltà tradizionale (non che un computer non lo possa essere) sono molto più utili negli stadi di preamplificazione e non in quelli di uscita, e cioè dove si “forgia” la timbrica, le “armoniche” del suono riprodotto…Negli stadi finali il Transistor è imbattibile per potenza, dinamica, tolleranze varie e non per ultimo stabilità dei segnali….
    Saluti

  • # 20
    Fausto
     scrive: 

    La trovata della AOpen me la ricordo… Io la trovai intelligente per un semplice motivo: andare a prendere quella nicchia di mercato di audiofili che collegano il PC al propio impianto HiFi. Sono quelli che amano la qualità audio anche se proviene da un MP3 ….solo per il fatto che in rete grazie al P2P trovano i loro brano che altrove non riescono.
    Ovvio che la qualità non cambia più di tanto se non come dice l’articolo in termini di timbrica..ma così è per la maggior parte degli impianti audio.
    Ho letto che le valvole servono per produrre finali di potenza elevata dovve i transistor non riescono!! Ma dove lo avete letto!!
    @Fede Produrre finale da 500W non è di certo difficilissimo ma nenahce così immediato! Quando comprei oggetti da uso PC in particolare se vedi scritto 350W sono del tutto teorici. Produrre 350 W veri, almeno in termini di peso per un finale stereofonico, significa un apparecchio da almeno 30Kg a meno che sia in PWM, ma su questi la qualità no è mai al pari dei “tradizionali” a stato solido (opinione personale ovviamente).
    @drizak
    non è discriminante il peso dell’apparecchio a seconda che sia a valvole o meno:
    http://www.vtl.com/pages/Amplifiers/Siegfried/
    tutto dipende dalle scelte progettuali e da ciò che si vuole ottenere: l’alta fedeltà non ha preconcetti assoluti.
    Lo stesso vale sul discorso che le valvole vanno bene solo per le sorgenti analogiche! E perchè mai? io ho un pre a valvole eppure ho solo sorgenti digitali (CD e SACD) motivo? perchè mi piaceva il suono! Ne più ne meno! Se proprio dovessimo fare una regola è proprio la valvola che è indicata per una sorgente digitale perchè “naturalizza” un suono che proviene dal digitale. Ma anche questo, a seconda dei gusti, puà lasciare il tempo che trova!
    Insomma, verso le valvole non lancio ne anatemi ne deliri di piacere…ciò che invece mi dà più sciattume è il ribasso continuo della fedeltà del suono e l’appiattimento di cultura musicale! Fosse per me abolirei i sistemi 5.1 da un soldo e una lira per l’asolto musicale (va bene solo per giocarci).
    La musica è un arte e come tale, che sia 5+1 o stereofonica, andrebbe ascoltata come si deve!
    Ma anche questo è soggettivo!

  • # 21
    Fausto
     scrive: 

    http://www.hwupgrade.it/forum/showpost.php?p=23390271&postcount=1246

    E meno male che dicono che la qualità si paga! COn 400 € neanche ci compri il trasformatore per una finale per quella potenza!!

    Pace e bene!

  • # 22
    Damian
     scrive: 

    @ Fede “Tanto per darvi un’idea di cosa significa avere un sistema di diffusori da 350/400 W, appena ho comprato il sistema GigaWorks e l’ho installato, a finestre chiuse ho avuto dei battibecchi con gli altri condomini proprio per il volume che si udiva chiaramente anche nell’esterno e dir la verità così forte da essere quasi fastidioso ora lo uso tendo il volume basso per non avere discussioni.”

    AHAHAHAAH!!! hai idea di quanti siano 400w RMS (e non PMPO)?!! mi sa proprio di no…stai certo che le mie B&W da “miseri” 80W (RMS) le stracciano le tue gigaworks…

    tornando in topic..totalmente inutili le valvole con sorgenti “LOW-FI” come il pc…

  • # 23
    Ale
     scrive: 

    I transistor non riescono a dare potenze elevate?
    Metto un link giusto a caso per far capire cosa può fare il silicio:
    http://www.crestaudio.com/products/browse.cfm/action/detail/item/116237/number/01000560/cat/322/begin/0/Pro%209200.cfm
    Io ne avevo uno da 225W per canale@8ohm, un trattore, mai si fermava o dava cenno di fatica.
    Tuttora son passato alla qualità, tagliando a 1/10 la potenza, ma la qualità si paga e non certo con delle casse Creative. Provate delle Klipsh promedia, anche se secondo me la soluzione migliore è (come ho) in digitale diretto all’amplificatore e relativo impianto.

  • # 24
    olè
     scrive: 

    ok avevo ragione… mi sembrava strana la storia delle valvole superpotenti…
    vi chiedo un consiglio, io ho il pc collegato tramite uscita digitale coassiale (sk audio integrata della realtek) ad un dac bheringer unltracurve pro 2496, è una buona soluzione o comprando un sk audio dedicata ci sarebbe un aumento di qualità?
    grazie!

  • # 25
    Fede
     scrive: 

    I diffusori creative della linea GigaWork non sono diffusori giocattolo come lo sono altri tipi (per esempio la linea inspire) proposti da Creative o altri sistemi prodotti da altri brand commerciali e tutt’altro che professionali come la Trast in primis; be a dir la verità anche il prezzo non è stato uno scherzetto … . Sicuramente avrei potuto orientarmi verso altre soluzioni come per esempio quelle proposte da Bose o RCF ma i costi si sarebbero impennati senza avere la garanzia di un’efficace adattamento di trasferimento di potenza dall’uscita della scheda audio ai diffusori, rischiando insomma di rincorrere a problemi analoghi a quelli citati da Ale nel commento #23. Ad ogni modo ognuno ha i suoi gusti e a casa propria decide come spendere i propri soldi io sono super soddisfatto delle mie scelte … anche perché l’ho fatte con cognizione di causa e professionalità visto che son un professionista nell’elettronica …

  • # 26
    Fede
     scrive: 

    Per quanto riguarda la storia delle valvole elettroniche preferirei discutere con gente che ha studiato elettronica che sappia come si progetti uno stadio amplificatore, che sappia addirittura realizzarlo e non con gente che non sa nulla di elettronica e per portare avanti le sue tesi più o meno intuitive ricerca su internet informazioni … Va be che oggi ci stanno questi maledetti diplomi di laurea detti anche Lauree brevi dove la gente da l’esame di elettronica prima di aver dato per esempio l’esame di fisica e di elettrotecnica (mi è capitato ve lo assicuro, un ragazzo che aveva problemi con l’esame di elettronica guarda caso proprio sui circuiti amplificatori perché non aveva dato l’esame di elettrotecnica, quindi non capiva i circuiti equivalenti perchè ovviamente non conosceva Norton e Thevenin e i loro teoremi sui generatori equivalenti)
    Dimostratemi le vostre tesi con un circuito elettronico reale con tanto di commenti e dettagli tecnici PER FAVORE!…

  • # 27
    Fede
     scrive: 

    per farvi riflettere su quello che sostenete vi porgo un quesito peraltro già accennnato:

    Voglio porre in un piazzale antistante ad un esercizio commerciale due lampioni alogeni ciascuno da 500W, ma voglio che i lampioni si accendano automaticamente quando cominci a far buio, quindi a valle del magnetotermico e differenziale posto a protezione del circuito luce che alimenta i due lampioni ci pongo un crepuscolare che comanda un contattore che a sua avolta apre o chiude il circuito luce in questione. PERCHE’ DEVO USARE UN CONTATTORE? PERCHE’ NON POSSO COLLEGARE IL CIRCUITO LUCE DIRETTAMENTE ALL’AUSCITA DEL CREPUSCOLARE?

    Chi sa rispondere a questo mio quesito è in grado di comprendere le mie tesi sulle valvole elettroniche e i transistori

  • # 28
    olè
     scrive: 

    Sarai anche un genio dell’ elettronica… ma dire che le creative suonano bene… hai mai sentito delle casse serie? chario, b&w, ecc… se poi a te piace il suono, beh, beato te risparmi un sacco di soldi…

  • # 29
    Michele
     scrive: 

    @ Fede

    apparte che il quesito è di una semplicità disarmante a cui può penso può rispondere anche un banale elettricista…(il relè crepuscolare non è certo in grado di gestire correnti così elevate, quindi mi manda il segnale ad un contatto ausiliario del contattore/teleruttore)…

    il resto delle cose che hai scritto sono ampiamente opinabili (tipo il discorso delle valvole ad alta potenza), ed il tuo modo di porti è veramente ridicolo…da bimbominkia di 5 anni a cui non hanno comprato le caramelle…

  • # 30
    Dario
     scrive: 

    Per #27…
    Scusa, ma che c’entra??? E’ una roba da elettricisti, mica da ingegneri… Saper mettere giù un crepuscolare NON HA NEANCHE LONTANAMENTE l’ordine di complessità del progettare anche solo il finale di un amplificatore audio… Oltre a non c’entrare veramente una mazza…
    Sei sicuro vero di sapere di ciò che si sta parlando?

    p.s. Forse perchè pilotare 2x500W (Elettrici) (a regime, più le correnti di spunto) con un crepuscolare te lo sogni… Se non si sfascia è un miracolo!

    p.p.s. Attenzione a non confondere Watt Elettrici (come probabilmente quelli degli altoparlanti Creative) con Watt musicali o efficaci. Sono ben diversi!

    p.p.p.s. I transistor danno praticamente qualsiasi potenza uno voglia!!

  • # 31
    Dario
     scrive: 

    X Fede: Ah, sono un ingegnere elettronico. NON laurea breve. Che poi, povere non so cosa ti hanno fatto!!

    X Michele: non avevo letto la tua risposta, mi hai anticipato! ^_^

  • # 32
    Fede
     scrive: 

    @Michele

    La risposta che hai dato è esatta, il quesito è ovviamente banale ma è servito per costringere qualcuno
    a entrare nell’ottica delle mie asserzioni … appunto il crepuscolare è sostanzialmente un amplificatore dove il segnale in ingresso è fornito da un sensore fotosensibile che “trasduce” la luce in segnale elettrico, in uscita devo necessariamente usare un contattore perché il transistore finale non puo reggere elevate potenze, mettiamo che nel crepuscolare si sia adottata un configurazione ad emettitore comune, bene la giunzione collettore emettitore non è in grado di tollerare correnti elevate, ma questo vale in generale i transistori non tollerano correnti elevate e dunque potenze di uscita elevate, mentre i triodi,pentodi ecc. ecc. insomma le valvole elettroniche SI, per potenze relativamente basse il piatto della bilancia pende totalmente a favore dei transistori quindi per potenze relativamente basse solo ad un pazzo puo venire in mente di usare in luogo degli elementi attivi a semiconduttore le valvole elettroniche contrariamente a quanto alcuni hanno affermato, poi ripeto c’è il fatto che se uno vuole può usare completamente i tubi elettronici ma questo è un’altro discorso.

    L’intervento #30 di Dario non fa altro che confermare quello che ho scritto e cioè che molti intervengono su questioni tecniche senza avere adeguate conoscenze, il fatto che abbia scritto
    “Scusa, ma che c’entra??? E’ una roba da elettricisti, mica da ingegneri…”
    Mi fa intendere che non ha la più pallida idea di come funzioni un crepuscolare e non ha capito dove volevo arrivare …
    Poi ancora non ha capito che in uscita la potenza è elettrica VxI detto in soldoni, poi questa potenza elettrica viene convertita in lavoro meccanico sulle bobine dei diffusori, e dunque non c’è nulla da fare bisogna tener conto delle correnti in uscita che transitano per il transistore….
    Le altre frasi piu o meno colorite lasciano il tempo che trovano …

  • # 33
    Fede
     scrive: 

    @Dario per commento #31

    Anche io Ingegnere, Dottore con laurea quinquennale e siccome faccio anche ripetizioni lo vedo cosa insegnano in queste lauree brevi e quanta ignoranza producono annualmente … lasciamo stare altrimenti mi tocca discutere di politica … voglio dire solo che qui in italia oggi le cose non vanno male per la crisi vanno male a causa dell’operato dei governi che hanno guidato il paese da dieci anni a questa parte soprattutto i governi dello “Psiconano” come dice “Grillo” lui addossa sempre tutto alla sinistra quando dal 2002 su sette anni 6 ha governato Lui, parla di elevato debito publico lasciato dalla sinistra ma in questi 6 anni Lui che c..o ha fatto per ridurlo? Nulla, toglie i soldi all’università, alla ricerca per imbottire le tasche degli evasori, della delinquenza organizzata dei fedeli di confindustria quelli che sono capaci di sparati un conto di 700 euro per un normale pranzo costituito da primo, secondo e contorno

  • # 34
    Fede
     scrive: 

    @Dario

    Mi sto convincendo sempre di più che forse proprio te fai confusione con i concetti di energia e di potenza … ripeto alluscita di uno stadio finale amplificatore per dimensionare gli elementi attivi, valvole o transistori devi tener conto della potenza in uscita elettrica ossia della tensione d’uscita e della corrente che circola attraverso l’elemento attivo si perchè l’altra tensione che è coinvolta è quella di alimentazione che è nota e che tra le altre cose è impegnata a polarizzare gli elementi attivi, adesso spiegami la potenza audio cosa ha che fare con tutto cio? E poi dammi una definizione rigorosamente scientifica di potenza audio si perché chiarito che per lo stadio amplificatore la potenza è elettrica e capito che la bobina di un diffusore acustico effettua del lavoro nel tempo a spese di energia elettromagnetica quindi ha senzo parlare per esso di potenza.

  • # 35
    Fausto
     scrive: 

    Cioè mi stai dicendo che in merito alla corrente di giunzione il transistor è inferiore rispetto alla valvola? Leggiti un pò di datasheet di transistor, mosfet ecc ecc Ma poi gli IGBT li conosci????????

  • # 36
    Marco
     scrive: 

    “Cioè mi stai dicendo che in merito alla corrente di giunzione il transistor è inferiore rispetto alla valvola?”

    Guarda la potenza, non la corrente. Tieni conto che con una valvola hai correnti piccole ma tensioni elevate, ad esempio la famosa EL84 della foto puo’ dissipare una quindicina di W sulla placca (dipende dal modello e dal costruttore), che a 300V corrispondono a 50 mA.
    Poi la valvola la puoi dimensionare a piacere, per questo e’ ancora utilizzata per impieghi dove sono richieste potenze elevatissime (broadcasting ad esempio), da qualche decina di KW in su, in single ended.

  • # 37
    Fausto
     scrive: 

    Caro Marco,
    sò benissimo che la valvola lavora in tensione e il transistor in corrente. Ma ciò non vuol dire che il transistor ha capacità di pilotaggio inferiori alla valvola.
    Benchè esistano dei casi più unici che rari di alta potenza su valvola (ww.gadgetblog.it/post/4764/nat-audio-magma-il-piu-potente-amplificatore-a-valvola-singola) il transistor e le sue varie forme ha possibilità più alte!
    Non mi risulta che ci siano valvole commerciali che abbiano la potenza di decine di KW in single ended.
    Mi ricordo che ne vidi una su una radio che era in una nave americana della seconda guerra ma erano casi di produzione limitati a l’uso specifico…non ricordo a quanto lavorasse ma era davvero enorme. Se andiamo a vedere questo esistono transistor grossi come hard disk!
    Tantè vero che ci sono transistor che hanno tensioni di lavoro fino a 3000V o correnti di lavoro di centinaia di ampere. Con questo ribardisco che la valvola no è ne meglio ne peggio del transistor ma in fatto di potenza non hanno nulla a che vedere con le potenzialità dello stato solido!

  • # 38
    Marco
     scrive: 

    “Non mi risulta che ci siano valvole commerciali che abbiano la potenza di decine di KW in single ended.”

    http://www.feerc.obninsk.org/rw3xa/tubes/techinfo/TransmittingTubes/summary.html

    “Con questo ribardisco che la valvola no è ne meglio ne peggio del transistor”
    Sono d’accordo, sono due oggetti diversi e con campi di applicazione solo parzialmente sovrapponibili.

  • # 39
    enri
     scrive: 

    @Fausto

    > il transistor e le sue varie forme ha possibilità più alte!

    > ma in fatto di potenza non hanno nulla a che vedere con le potenzialità dello stato solido!

    LOL… ce lo trovi un transistor da 400KW???

  • # 40
    Marco
     scrive: 

    @Fausto
    “il transistor e le sue varie forme ha possibilità più alte!”
    “ma in fatto di potenza non hanno nulla a che vedere con le potenzialità dello stato solido!”

    Trovato qualcosa da 500KW?

  • # 41
    adri
     scrive: 

    @tutti

    la differenza tra il transistor e la valvola nel “suono”
    è data dalle armoniche , di ordine pari nei primi e dispari nelle seconde. personalmente faccio fatica a sentire la differenza tra i 2 “mezzi” ma test fatti nel passato chiedendo l’orecchio a dei musicisti ha visto prevalere nettamente la valvola e i “sistemi adoperati” non erano , a parte le casse , in vista.
    poi non dimenticate : CD o DISCO ,cioè un AD (magari a 8 bit ,vero fede ? ) o una shure ?

  • # 42
    adri
     scrive: 

    @tutti
    dimenticavo, per chi non è ing. o dr. o altro,
    armoniche va tradotto in distorsione armonica,
    scusate, ma mi sembrava di essere in un “centro ricerche”. ultima cosa, non è una funzione di trasferimento che vince, ma il “soggettivo” , la diatriba è vecchia di almeno 30 anni.
    a proposito , suona la valvola ,il transistor o le casse? a parità d’impianto , nessuna differenza tra jbl, b&w, kp ,ar , bose ? e se fossero elettrostatiche?
    o meglio un altoparlante (rcf) in aria ? boh..

  • # 43
    Marco
     scrive: 

    @adri
    Concordo in pieno.
    Per anni mi sono beato del suono di un monotriodo (con la 2A3) in una catena tutta valvolare, compreso pre phono, e altoparlanti monovia (Lowther) che per altri sono assolutamente inascoltabili.
    Recentemente sono passato al T-amp con delle normalissime 2 vie da scaffale (Tannoy mercury m2) e vivo felice.

    “a proposito , suona la valvola ,il transistor o le casse?”
    Per tacere sulla qualita’ delle registrazioni, loudness war in primis…

  • # 44
    Mr.Pink
     scrive: 

    A prescindere dalle potenze raggiungibili dalle valvole non mi risulta che qualcuno le usi commercialmente negli eventi pa per amplificare i mastodontici line array di casse. Vedo ovunque mos-fet, probabilmente per questioni di efficienza ma sarei curioso di sapere se esistono eccezioni. (Sono ing elettronico anch’io ma mi imbarazza vedere un collega che fa il gradasso sventolando il suo titolo a sproposito)

  • # 45
    Marco
     scrive: 

    Nemmeno a me risulta. Oltre alla questione dell’efficienza in questo ambito c’e’ anche quello della trasportabilita’ (dimensioni, peso), affidabilita’, robustezza… inoltre le potenze in gioco arrivano a qualche KW ma non si parla ovviamente di single ended.

  • # 46
    moskitta75
     scrive: 

    E’ un articolo abbastanza neutro nel senso che spiega i benefici delle vulve, suono più caldo, ed i benefici dei trans, proticità ma non prende una posizione. Il fatto che addirittura i produttori di mobo abbiano prvato ad integrare le vulve nelle schede audio la dice tutta sulla loro bontà acustica. I chitarristi sonno bene la differenza tra trans e vulve e non c’è mosfet che tenga!
    Chi dice che non ha senso una vulva se già la fonte audio è degenera non ha tutti i torti ma le fonti ce le possiamo anche scegliere con più facilità rispetto alla scheda audio dentro al PC!
    Il mio ideale di audio è il vinile amplificato a valvole con dei coni da strumenti musicali.
    Se ascolti la stessa musica da cd con ampli a trans la differenza qualitativa ti fa capire come invece di andare avanti si sia andati indietro. Tanto tutti comprano…

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