di  -  lunedì 27 luglio 2009

Il Sorpasso

Illegale, antietico, anticostituzionale, satanico e via discorrendo. Tutti aggettivi spesi contro la decisione annunciata dalla Associated Press, la più antica e importante organizzazione di newsgathering – il cui business è finora consistito nella fornitura di servizi professionali, a varie categorie di soggetti privati e pubblici, attraverso una rete di reporter, fotografi e altri professionisti sparsi per tutto il globo – relativa al monitoraggio e possibile del linking gratuito di tutti i suoi contenuti.

Più in dettaglio, l’iniziativa consiste nel creare un News Registry, attraverso il quale tenere traccia dell’uso delle proprie notizie da parte di siti terzi e motori di ricerca (avete capito bene), possibilmente al fine di presentare, a fine mese, fattura.

Tom Curley, presidente e CEO di AP, commenta così la decisione: Se qualcuno [sulla rete – ndr] può costruire un business multimiliardario sulle keyword, noi possiamo costruire un business da centinaia di milioni delle headlines, e siamo intenzionati a farlo.

Jane Seagrave, senior vice-president for global product development di AP, ha sottolineato che non si tratta di un’azione finalizzata in prima battuta alla monetizzazione, quanto di una strategia per comprendere i pattern di utilizzo delle news.

Dal canto suo Reuters, altro titano del settore, ha colto la palla al balzo per ribadire la sua disponibilità a continuare la cooperazione con siti e motori di ricerca, ponendo una netta – e opportunistica – demarcazione con la strategia di AP.

Non ho pronostici pronti sul tavolo, né giudizi da dare sulla vicenda, né è del tutto chiaro in cosa esattamente si tradurrà questa operazione. Quel che è certo è che i guadagni, per quanto Internet abbia portato molti a dimenticarlo, si fanno sempre confrontando costi e ricavi sulla cara, vecchia partita doppia. E non ci vorrà molto per capire chi avrà avuto ragione.

Quello di cui invece sono assolutamente certo, è che la reazione della maggioranza sarà:”vorrà dire che passeremo a Reuters”. Finché ci sarà un’alternativa di cui fruire “aggratise” la maggioranza avrà sempre ragione.

4 Commenti »

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  • # 1
    David
     scrive: 

    Non ho capito praticamente niente di come AP intende monetizzare l’uso delle notize in rete.

  • # 2
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ David
    Credo che la prima fase consisterà nel monitoraggio dell’uso delle loro notizie. Una volta individuato chi e come svolge l’uso più intenso, potrebbero iniziare a partire le fatture.

  • # 3
    Gli aggregatori e il valore delle pagine web | nientearrosto
     scrive: 

    […] presa di posizione di AP contro gli aggregatori di notizie sta facendo parlare di sè parecchio. Gli aggregatori rubano […]

  • # 4
    È giusto pagare un giornalista? Prima parte: aggiornamento e cultura - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] in ambito news, si trova a dover fronteggiare l’ipotesi di una importante retromarcia: come abbiamo raccontato, la AP, prima agenzia di news al mondo, si trova a dover fare i conti con la frequente pratica del […]

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