di  -  venerdì 17 luglio 2009

Ebbene sì, ci sono arrivato anche io al punto di dover decidere tra una soluzione tradizionale, rappresentata da un HDD (hard disk per gli amici) o puntare verso il futuro neanche troppo lontano standard SSD. Nella rubrica settimanale “The Hot Spot” stavolta tratteremo un argomento che il più delle volte viene tralasciato da chi recensisce sistemi di storage interni per pc: il rafreddamento del proprio HDD.

E lo voglio affrontare, se me lo consentite, raccontandovi la mia personale esperienza recente, avente per protagonista un HDD tradizionale che, proprio sul più bello, ha deciso di abbandonarmi.

So bene che, risolto il problema del raffreddamento, per gli SSD si parano avanti profili di rischio ancora piuttosto nebulosi: quello che voglio raccontarvi è il ragionamento che mi ha portato a “fare il salto”: traete voi le vostre personali conclusioni.

open_hdd_and_ssd.JPG

So  che l’argomento SSD vs HDD è stato più e più volte trattato su questo ed altri blog, nonché su siti di news e recensioni, e ammetto che ho sempre guardato con una certa curiosità gli SSD che sia sulla carta che nella vita reale rappresentano il futuro per lo storage dei PC, ma non mi sono mai, fino ad ora, posto il reale quesito: lo compro o no?

La mia titubanza verso l’acquisto di un SSD la posso spiegare in poche parole: costi alti, capacità limitata (rispetto alle soluzioni tradizionali HDD) e qualche paura legata a notizie di bug o comunque di “problemucci” legati alle prime versioni di firmware che si sono verificati con le prime serie di SSD in commercio. Se l’ultima paura, quella dei problemi legati alla affidabilità degli SSD, è stata fugata da aggiornamenti di firmware e upgrade dei chip utilizzati, le prime due “scuse” hanno sempre rappresentato un blocco notevole all’acquisto. Ma le cose erano destinate a cambiare, e vi spiego il perché.

La recente morte prematura di un piccolo HDD da 80GB su cui avevo installato la RC di Windows 7, per motivi di surriscaldamento, mi ha fatto riconsiderare la nuova tecnologia SSD, e se prima il limite maggiore era il prezzo d’acquisto decisamente proibitivo, anche per soluzioni con piccola capacità, l’abbassamento dei prezzi di questi sistemi cui abbiamo recentemente assistito, e il loro aumento di capacità, ne fanno ora come ora una valida alternativa, sempre in rapporto al mio “pallino”: lo stress termico.

Avendo perso, con la morte del piccolo HDD tradizionale, più di 5GB di files e programmi (non essenziali, ma utili), l’argomento affidabilità ha assunto un’importanza per me vitale se considero che il mio pc da lavoro dispone di ben 5 HDD di varia capacità e marche diverse. Se penso che potrei perdere più di 800GB di dati importanti per il mio lavoro nel caso uno solo di questi HDD dovesse soffrire la stessa sorte del fratellino da 80GB, brividi mi scorrono per tutta la spina dorsale.

L’SSD diventa quindi un’opzione da esplorare, davanti al rischio che, pur avendo provveduto da tempo a raffreddare adeguatamente i 5 HDD del mio pc da lavoro – fino ad ora nessuno di loro ha mai superato i 40°C durante il funzionamento – un nuovo HDD possa morire inaspettatamente. Quando si tratta di parti meccaniche in movimento, l’imprevisto è peraltro sempre dietro l’angolo, e la ventola da 120mm che uso per tale scopo potrebbe in qualsiasi momento lasciarmi senza preavviso, mettendo a rischio il frutto di anni di lavoro (per chi se lo stesse domandando, ho ovviamente già provveduto da tempo ad installare un sistema di backup esterno di tutti i dati).

Come sostenevo all’inizio del post, sono perfettamente conscio del fatto che per quanto riguarda l’affidabilità degli SSD nessuno oggi ha informazioni precise visto che la tecnologia è decisamente nuova, ma le evoluzioni tecnologiche relative alla gestione dei livelli di usura delle celle e all’affidabilità della memoria flash, mi fanno ben sperare. Quel che più m’interessa, ed è l’argomento di questo post, è che gli SSD (di qualità ovviamente) mi abbiano una volta per tutte eliminato i problemi meccanici/termici caratterizzanti gli HDD tradizionali.

Per fortuna, sia il prezzo inferiore che l’aumentata capacità delle ultime soluzioni SSD rendono questi sistemi finalmente più abbordabili ed interessanti, ed ora la scelta non è per me più rimandabile.  Come me, moltissime persone stanno orientandosi verso questa nuova tecnologia, sia per le indubbie capacità velocistiche, che per l’affidabilità che riescono a garantire. E intanto, a chi mi chiede perché voglio investire su un SSD, mostro il mio HDD che oramai è solo un soprammobile.

40 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    F
     scrive: 

    Mai sentito parlare di raid?? di backup , nas , unità esterne usb ecc…
    Il problema affidabilità è l’ultimo di quelli che si risolvono con gli ssd.

  • # 2
    unoqualsiasi
     scrive: 

    Se cerchi una soluzione per evitare la morte improvvisa degli hard disk, si chiama RAID e non SSD.
    Gli SSD sicuramente hanno tanti pregi e sono il futuro (non vedo l’ora che scendano i prezzi!) ma ciò non toglie che si possono rompere da un momento all’altro come un qualsiasi altro componente. A mio avviso i dati importanti devono essere salvaguardati con l’adozione di RAID e backup. Continuare ad utilizzare un solo disco, per quanto affidabile, è sempre un rischio.

  • # 3
    demon77
     scrive: 

    Quoto F..
    Il bello degli SSD è la gran velocità, ottimi per ospitare il sistema abbinati ad un hdd tradizionale per i dati!

  • # 4
    Fabio
     scrive: 

    Scusate, mi è venuta in mente una cosa: supponiamo che io compri un SSD, ci mette dentro un po’ di roba, e poi esca un aggiornamento del firmware che ne migliora le prestazioni. Aggiornare il firmware comporta la perdita dei dati? Mi verrebbe da dire di no… Però mi è venuto il dubbio…

    Comunque a me sembra un po’ prematuro comprare un SSD ora. Costano ancora molto cari, e non li si può neanche sfruttare bene, a causa del comando Trim che verrà introdotto con Windows 7. Su Linux leggo che c’è già, ma d’altra parte molti dischi ancora non lo supportano, quindi è come se non ci fosse… Io aspetterei almeno natale: i prezzi dovrebbero scendere, i controller e i firmware dovrebbero migliorare, il trim dovrebbe essere supportato. Lo so che se si aspetta la versione migliore va a finire che non si compra mai, però in questo caso secondo me conviene aspettare.

  • # 5
    Alberto
     scrive: 

    Un bel backup no eh? Fa’ proprio cosi’ schifo?

  • # 6
    Dario Solera
     scrive: 

    Secondo me è ancora prematuro passare ad una soluzione SSD su un desktop per semplici questioni di rapporto capacità/prezzo. Diverso è sui notebook, ma è un’altra storia.

    Se poi la principale motivazione dell’acquisto di un SSD è l’affidabilità, non cambia assolutamente nulla rispetto ai dischi classici: prima o poi il dispositivo si guasta. L’unica soluzione è la ridondanza (come altri hanno suggerito, RAID1 o 5 più backup sono la soluzione).

    L’unico aspetto degli SSD che veramente mi intriga veramente è l’assoluta silenziosità.

  • # 7
    ewrewr
     scrive: 

    raid 1 con due maxtor 740dx e un promise pcx2000(il 2000 c’era ma la sigla non la ricordo di preciso :asd:) risolto il problema affidabilità era giusto qualche anno fa.^^

  • # 8
    Majinga
     scrive: 

    Quello che mi intriga degli SSD è il non avere problemi legati a stress meccanici, come movimenti improvvisi, che su un portatile, per quanto uno faccia attenzione sono sempre in agguato.
    Quello che mi lascia perplesso è il problema del numero massimo di scritture, e come si comporta il dispositivo quando alcuni cluster hanno raggiunto tale limite.
    Voglio dire, il disco mi segnala qualcosa o comincia a rompersi e basta?
    Inoltre mi piacerebbe sapere come sono gestiti gli accessi alle unità di memoria, un disco SSD è composto da tanti chip di memoria, se uno si guasta, gli altri rimangono accessibili oppure il disco va in panne?

    Sono davvero convinto che siano il futuro, però non ho ancora capito se ho più paura di loro o dei dischi meccanici.

  • # 9
    Giove
     scrive: 

    Scusate, il RAID lo vedo bene per un grosso archivio (Terabytes!), ma per la sicurezza dei dati del proprio PC non basta un disco esterno (per es. sincronizzato al HD con rsync). A livello più paranoico aggiungo giusto un disco remoto in caso di furto o calamità…In ogni caso sono d’accordo con l’autore che un disco meno soggetto a rotture è comunque meglio.

  • # 10
    Guada
     scrive: 

    come al solito, IMHO non esiste una soluzione migliore in assoluto, ma solo il miglior compromesso.
    Esempio: sul desktop difficilmente potrei rinunciare al velocissimo raid 0 di dischi 15k (affiancato naturalmente da backup su pc remoto), allo stesso modo adesso non rinuncerei al ssd sul portatile: troppo comodo… puoi sbattacchiare il portatile all’infinito, non fa rumore e il calore è molto contenuto, consumo irrisorio, veramente il massimo in mobilità.
    è anche vero che i dischi meccanici hanno una più lunga storia, e se guardi i dischi seri (enterprise, quindi scsi o sas) hanno tempi MTBF davvero impressionanti, e si può stare sul sicuro. Chiaro è che se ti affidi a dischi “normali” sata sei consapevole del rischio, e che dopo un tot di ore andrebbero cambiati.
    Concludendo, non me la sento di sentenziare:”questo è meglio di quello”, ma solo puntualizzare che una soluzione diventa da preferire in determinate circostanze.

  • # 11
    andrea
     scrive: 

    Io mi ricordo che la temperatura non influiva sul funzionamento meccanico di hdd
    http://www.hwupgrade.it/news/storage/google-analizza-i-dischi-rigidi-dei-propri-server_20207.html.
    Per quanto riguarda il backup il raid non è una soluzione. Il backup va fatto su un’unita esterna (nas magari collegato su un altra linea elettrica ecc., o su supporti rimovibili )

  • # 12
    Carla
     scrive: 

    Dov’è l’articolo? Ci farai una paginata anche quando ti muore il gatto?

  • # 13
    filippo1974
     scrive: 

    @ Giove

    “il RAID lo vedo bene per un grosso archivio (Terabytes!), ma per la sicurezza dei dati del proprio PC non basta un disco esterno”

    Che un HD esterno non sia una buona pratica per la sicurezza dei dati siamo tutti d’accordo. Ma non vedo perché i RAID debbano essere buoni solo per grossi archivi. La maggior robustezza ai guasti (RAID 1), eventualmente unita ad un aumento delle prestazioni in lettura (RAID 5) possono, credo, essere di beneficio anche al semplice utente evoluto. Eventualmente il solo aumento prestazionale a scapito della robustezza (RAID 0) fa comodo per elaborazioni multimediali.

    Ciao
    Filippo

  • # 14
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    Il backup dei dati lo faccio regolarmente, sia in maniera automatica (con l’ottimo Cobian backup) sia in maniera manuale, salvando il tutto periodicamente (almeno una volta al mese) su un NAS in rete, che accendo solo per l’occasione. Il NAS dispone ovviamente di due HDD SATA in RAID 1.

    Il discorso non verteva sulla necessità o meno di effettuare un backup, che in ambito professionale non viene effettuato solo da chi non sa lavorare bene, ma più che altro dal fatto che la morte improvvisa di un HDD per questioni di temperature (l’HDD ha toccato poco prima di “tirare le cuoia” la soglia dei 65°C) mi ha “costretto” a riconsiderare gli SSD proprio per le loro carateristiche costruttive, più che per le proprietà velocistiche. La tecnologia è troppo nuova al momento per poter stabilire, come ho scritto nel post (che ricordo essere un post, non una news) con certezza l’affidabilità di un SSD, ma sono diventati per me, in un sistema opportunamente configurato, la scelta obbligata per potermi garantire la necessaria tranquillità in ambito lavorativo.

    Tanto per chiarire, per “opportunamente configurato” intendo: SSD di piccole dimensioni (max 64GB) per sistema operativo e programmi, per poterne sfruttare le capacità velocistiche con partizione secondaria per dati e files, ed un NAS con HDD tradizionali per il backup dei file e dati, con configurazione RAID 1 per avere un minimo di sicurezza. Sempre mantenendo un programma di backup su secondo NAS.

  • # 15
    Nicola
     scrive: 

    di sicuro gli ssd sono il futuro per una parte dello storage…però da come ha impostato l’articolo, il lettore potrebbe pensare che siano la soluzione definitiva per l’affidabilità dei dati, cosa alquanto errata…..

  • # 16
    floc
     scrive: 

    Gli SSD sono inferiori ai tradizionali hdd solo per grandezza/prezzo. Altrimenti non ce n’e’ per nessuno, anche come affidabilita’

    Per la questione aggionramenti firmware: dipende. Gli intel x25 non hanno problemi, con gli ocz invece per alcuni aggiornamenti si perde tutto

    La bonta’ della scelta dipende da quanto si decide di spendere. Ora come ora solo intel da’ secondo me le necessarie garanzie. Per ora non me ne sto pentendo, ne’ a casa ne’ in ufficio

  • # 17
    v1
     scrive: 

    1) i problemi di affidabilità li risolvi con un raid, o meglio ancora con dei backup.
    2) non è vero che i dischi soffrono il caldo, almeno sotto ai 60°C. si rompono in ogni caso.

  • # 18
    Marco
     scrive: 

    Vorrei chiarire che gli ssd,(almeno quello che ho comprato io) non sono totalmente silenziosi!!
    Come dicevo ho comprato un OCZ Solid Series da 60giga che è più silenzioso di un hard disk tradizionale ma non arriva a 0 dB c’è purtroppo un rumore di natura elettrica.
    Ho comprato una scatola copri hard disk da 2,5″ ma il rumore si sente ancora.

  • # 19
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco

    Fossi in te opterei per un RMA…

  • # 20
    Nicola
     scrive: 

    @floc

    sul fatto che siano per molti versi migliori degli hd tradizionali è fuor di dubbio….sul fatto affidabilità è ancora presto per giudicare,secondo me….poi la mia critica era rivolta all’impostazione dell’articolo(comunque un buon articolo) che potrebbe indurre un lettore poco esperto, a pensare che con un ssd si risolva il problema della perdita dei dati, cosa assolutamente sbagliata

  • # 21
    Majinga
     scrive: 

    Maledizione, il mio HDD sta a 54° adesso.
    Magari non succede niente, oggi fa davvero tanto caldo, è difficile che faccia più caldo.
    Anche ieri ha fatto caldo, magari anche ieri ho rasentato i 55° solo che non lo sapevo, non me ne sono preoccupato.

    Ok, è deciso, il prossimo disco lo prendo SSD.

    Maledetto articolo, mi ha fatto venire le fobie!

  • # 22
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ Majinga:

    Prima di comprare un SSD perché no provi a mettere una ventola davanti al tuo HDD, come faccio io con i miei 5 HDD? L’HDD più caldo lavora costantemente sui 38°C…

    Ovviamente tra questi HDD non era incluso quello che è deceduto cui facevo riferimento nell’articolo, che era invece installato in un case desktop senza la possibilità di installare alcuna ventola aggiuntiva (hai presente i case slim? ecco…)

    Non sto spingendo nessuno a comprare un SSD, con il mio post. Ma volevo solo far riflettere come siano, in alcuni casi, decisamente più convenienti rispetto ad un HDD normale. Nel case desktop che conteneva infatti l’HD morto verrà installato un SSD, che lavorerà a temperature ben inferiori a quelle che hanno determinato la morte prematura del suo predecessore.

    Saluti

  • # 23
    Majinga
     scrive: 

    @ George Clarkson

    Magari, è un portatile. Sto cercando una soluzione per il raffreddamento dei notebook.
    Questo mi risolve il problema a casa, ma non mi da affatto sicurezza quando sono in viaggio.
    Rimango per un SSD come prossino Hard Disk, ho già la fobia da spostamento, ogni volta che sono costretto a spostare il notebook senza spegnerlo, sembro uno che sposta una testata nucleare.
    Non voglio avere anche la fobia della temperatura.

  • # 24
    Bizzarr0
     scrive: 

    Simsalbim: backup! niente problemi massima sicurezza, io almeno faccio cosi: installazione fresca, ci butto dentro antivirus/firewaal/antispyware eccetera…programmini,giochi e tutto ciò che mi serve, questo sul disco principale, poi avvio il fidato ACRONIS TRUE IMAGE, mi faccio una bella immagine che salvo sul disco secondario, quello destinato ai backup, mentre sul terzo ci tengo i miei file, cartelle eccetera, anche qua un bel backup seul disco di prima non me lo toglie nessuno. ciauz

  • # 25
    George Clarkson (Autore del post)
     scrive: 

    @ Majinga:

    Ahahahaha bella quella della testata nucleare… Ma hai centrato il concetto. Anche il mio notebook soffre del tuo stesso problema, in più essendo un po’ vecchiotto non è SATA ma IDE, e quindi un SSD è improponibile al momento, per via del prezzo ancora proibitivo (la TRASCEND lo fa ma costa sui 260€ x 32GB mi sembra).

  • # 26
    ace
     scrive: 

    @ MARCO

    sara qualcosa d’altro, perchè io ho un vertex ed è completamente silenzioso.

    Lol sono come le chiavette usb, sono chip, il rumore sara data dall’alimentatore, di certo non è l’SSD

  • # 27
    pleg
     scrive: 

    Per i fautori del RAID: ricordiamoci che la ridondanza ci protegge (e nemmeno sempre!) dalla morte/danneggiamento di un disco, e basta! Ci sono tanti altri fattori che possono portare alla perdita dei dati.

  • # 28
    markk0
     scrive: 

    @pleg: è vero; ad esempio l’utonto che li cancella…
    ;-)

  • # 29
    battagliacom
     scrive: 

    io opterei per un sistema ibrido:
    sull’SSD ci metterei i file del SO e dei programmi.
    su l’ HD “normale” metterei tutti i documenti.
    In modo che i programmi si avviino in modo più veloce.

    Naturalmente la soluzione non deve essere per forza questa, si può formare un sistema ibrido in base alle proprie esigenze.

  • # 30
    Filippo1974
     scrive: 

    @ Pleg:

    “Ci sono tanti altri fattori che possono portare alla perdita dei dati”

    Eh… però se cominciamo a prendere in considerazione l’idea che si possa bruciare l’intera macchina… allora il rimedio è una seconda macchina in cluster di failover… poi però magari manca la corrente -> UPS… E per finire, volendo prevedere il deperimento nel tempo dei supporti fisici (CD/DVD), si mette in piedi un bel sistema di verifica e rigenerazione periodica (leggi: prendo il CD e lo rimasterizzo buttando via l’originale)…

    Insomma, alla fine se uno dovesse cautelarsi da tutte le possibili fonti di perdita dati, avrebbe in casa l’equivalente di un rack di server con doppia alimentazione indipendente, backup su nastro in cassaforte e gruppo elettrogeno :D :D :D

    Purtroppo finché abbiamo a che fare con dati de-materializzati (ovvia conseguenza della migrazione al digitale) non avremo mai la sicurezza di averli salvi e disponibili al 100%… ci possiamo avvicinare alla certezza, ma mai raggiungerla…

  • # 31
    quell'uomo
     scrive: 

    dischi freschi + unità di buona qualità = allungare la vita dei supporti = fa sempre bene

    RAID 1 o 5 = ridondanza = proteggersi da guasti hw, ma anche la possibilità di tornare immediatamente operativi senza aspettare il restore dei dati (un RAID serio, con dischi hot swap, fa la ricostruzione in background con poco carico per il server)

    backup, preferibilmente su una unità esterna accesa per l’occasione e portata al sicuro in orari di non utilizzo = proteggersi sia da guasti hw che da errori umani e infezioni, e premunirsi come meglio si può da eventi catastrofici

  • # 32
    pleg
     scrive: 

    @Filippo1974

    Esatto :)

    Al momento sto pensando il mio nuovo server multimediale, che probabilmente andra’ in linea l’anno prossimo: intorno ai 7-10 TB in RAID6 (software) su una macchina linux dedicata (Debian stable minimale, solo riga di comando e quei due pacchetti che servono al RAID e alla condivisione di rete), protetta da UPS, e duplicazione di tutto il materiale su HD (offline) conservati in un’altra parte della citta’ :)
    E uno script perl che mi calcola lo hash MD5 di tutti i file, con cui faccio verifiche periodiche di corruzione (piu’ una volta l’anno, controllo i dati sui dischi offline).

    Forse allora saro’ piu’ tranquillo :)

  • # 33
    pleg
     scrive: 

    @ quell’uomo

    Troppo forte il nickname! Che bei ricordi che ha risvegliato :DD
    Pedro e i pucchu… che ridere!!

  • # 34
    scorpione
     scrive: 

    troppo cari se li possono tenere

  • # 35
    quell'uomo
     scrive: 

    @pleg ^__^

  • # 36
    Nat
     scrive: 

    Io avevo sentito che la vita delle celle di memoria era piuttosto bassa se paragonata ad un supporto magnetico “classico”. Le cose sono cambiate a tal punto da renderlo preferibile ad un HDD per quanto riguarda la longevita’/affidabilita’? Al di la’ del discorso surriscaldamento e parti meccaniche in movimento.

    Lo chiedo da profano perche’ la tecnologia la trovo allettante, anche se ancora fuori dalla mia portata (economica), pero’ il discorso del ciclo di vita delle celle mi pare fondamentale.

  • # 38
    sabbia
     scrive: 

    Secondo me, il tuo win7 sarebbe morto lo stesso!
    Nel senso, come ti hanno detto tanti, il problema della morte di un Hd c’entra poco con la perdita dei dati che può dipendere da tantissimi fattori e ci sono molti rimedi, che riducono il rischio quasi a zero, nelle condizioni standard… certo un terremoto o un’esplosione di gas, non sono contemplate!

    Sull’affidabilità degli Hd tradizionali: ho ancora qualche 6 Giga che lavora proprio bene ed ha un 10 annetti, circa.
    Mi domando se tra altri 10 anni il nuovo ssd utilizzato per un SO – la mia ignoranza è tale da non sapere se un SO moderno quante write e read possa fare al giorno – possa essere ancora vivo.

    Penso che i tempi non siano ancora maturi per l’affidabilità a lungo termine.

  • # 39
    Max
     scrive: 

    @ Carla

    Daccordissimo : dove è l’articolo?
    Per un attimo ho creduto di leggere l’ intro a qualcosa, ma non è seguito nulla.
    Max.

  • # 40
    Marco
     scrive: 

    @floc
    “Per la questione aggionramenti firmware: dipende. Gli intel x25 non hanno problemi, con gli ocz invece per alcuni aggiornamenti si perde tutto”

    http://www.computerworld.com/s/article/9136200/Intel_confirms_data_corruption_bug_in_new_SSDs_halts_shipments

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.