di  -  lunedì 3 agosto 2009

Mentre in Italia viene approvato il disegno di legge n. 1195-B e ci si prepara, quindi, ad individuare le aree nazionali dove costruire centrali nucleari e dove stoccare i rifiuti radioattivi, possiamo vedere a quali problemi andremo incontro dando uno sguardo oltre oceano.

Come i lettori di questo blog sapranno, non sono contraria al nucleare tout court, ma credo fortemente che sia un argomento estremamente delicato e che, al momento, non può essere considerato se non come una soluzione tampone prima di poter raggiungere fonti energetiche alternative e pulite.  In questa ottica è di estrema importanza capire come altre nazioni, con più esperienza di noi, risolvono (o non risolvono) problemi a cui volenti o nolenti dovremo far fronte se imbocchiamo la strada del nucleare.

Il presidente degli Stati Uniti Obama ha deciso di scrivere la parola fine sulla lunga discussione della Yucca Mountain che ha tenuto il Senato occupato per oltre 20 anni. Da molti punti di vista localizzare il deposito di scorie radioattive (oltre 77000 tonnellate) nel ventre di questa montagna nel mezzo del deserto pare essere la scelta ideale. Molti studi sembrano provare che il sito è adatto ad ospitare questi residui.

Nonostante questo le proteste non si sono mai fermate del tutto, soprattutto a causa di alcuni dubbi su possibili infiltrazioni nelle faglie acquifere. Queste infiltrazioni dovrebbero aver luogo nel momento in cui i container contenenti le scorie radioattive si destabilizzino e producano delle perdite. Se questo accadesse sarebbe possibile che il materiale radioattivo venga a contatto con l’acqua piovana o l’umidità presente nelle vicinanze della montagna e, attraverso essa, raggiunga zone abitate.

I container però, hanno una durata di vita assicurata di 10mila anni, e i responsabili dello stoccaggio sostengono di poter posizionarli in modo da limitare ulteriormente le possibilità di infiltrazioni anche allo scadere dei diecimila anni.  Un altro motivo di preoccupazione è che nel futuro possano verificarsi cambiamenti climatici, anche di portata considerevole, che modifichino le condizioni di mantenimento dei container. Alcuni sono anche preoccupati che l’uomo possa un giorno aver bisogno delle risorse presenti nella montaglia Yucca e che quindi necessiti di scavare o modificare il sito di stoccaggio. Senza dimenticare i rischi sismici e vulcanici che, seppur improbabili in quella zona, potrebbero avere conseguenze sul successo del progetto.

Facendo un po’ di ricerche su internet si vede subito che è molto difficile (almeno per me) farsi un’idea chiara sul progetto: si sente dire più o meno tutto e il contrario di tutto. L’impressione che ho avuto, cercando di selezionare le fonti più attendibili sull’argomento, è che la scelta di Obama sia stata dettata soprattutto da motivazioni economiche e politiche. Economiche perchè la preparazione del sito ha un costo che tende a lievitare di anno in anno, ed è già costata 7,7 miliardi di dollari allo stato, destinati ad aumentare considerevolmente.

Inoltre Obama aveva promesso in fase elettorale di chiudere questo sito e così facendo potrebbe guadagnarsi i voti di molti cittadini del Nevada. In ogni caso la scelta è legittima e molto probabilmente il presidente conosce il progetto molto meglio di me. Resta il problema che le scorie ci sono, e vanno sistemate da qualche parte. Una scelta a livello federale sembra ormai lontana dalla realizzazione, e una critica che si potrebbe muovere a Obama è proprio quella non aver fatto nessuna proposta alternativa.

Qualcuno però ha già una risposta pronta, e il geologo R. Ewing e il fisico nucleare Frank von Hippel hanno spiegato le loro idee nell’ultimo numero della rivista Science . Le Scienze riportano i punti salienti della loro proposta. In pratica i due scienziati sostengono che una delle principali ragioni per cui il sito della Yucca è stato scartato è il costo e i rischi relativi al trasporto delle scorie dai siti di produzione al sito di stoccaggio.

Inoltre la centralizzazione dell’accumulo delle scorie porta con se una serie di fattori sfavorevoli, a partire dal costo, alla gestione e ai rischi associati al sito. Di conseguenza essi propongono una soluzione su scala locale, in cui venga assegnato un sito nelle vicinanze di ogni centrale, in modo da ridurre i problemi di cui sopra. Una soluzione di questo tipo, sostengono gli scienziati, favorirebbe  una maggior facilità di comunicazione coi cittadini, in modo da poter costruire depositi tra il consenso della popolazione.

Quest’ultimo punto secondo me è di importanza fondamentale e non va assolutamente dimenticato nel contesto di un ritorno al nucleare nel nostro paese. Quando si parla di energia nucleare e soprattutto di stoccaggio delle scorie radioattive è importantissimo mantenere sempre un altissimo livello di chiarezza con la popolazione. In altri paesi come la Francia e la Spagna, chi vive vicino ai siti di stoccaggio ha vantaggi economi e sanitari da parte dello stato, sull’isolamento della casa, controllo dell’acqua del rubinetto due o tre volte all’anno, controlli sanitari del terreno e delle persone.

Ricevono mensilmente un rapporto da parte della centrale e/o dal sito per sapere cosa sta succedendo e come sta andando. Insomma, le persone sono informate e consapevoli. In un clima del genere è molto più semplice intavolare un discorso, capire quali siano i rischi effettivi e valutare i vantaggi di una tale fonte di energia. A quel punto qualsiasi sia l’opinione del singolo individuo, sarà una scelta ragionata e un’opinione supportata dalla necessaria documentazione.

Purtroppo in Italia non si può parlare di essere favorevoli o contrari al nucleare perché, anche in questo campo come in moltissimi altri, lo stato non ci offre la chiarezza e la documentazione necessaria per farsi una propria opinione. Ovviamente chi tra noi (e molti lettori di questo blog sono sicuramente tra questi) ha la pazienza e la possibilità di documentarsi in modo personale, può sicuramente formarsi un’opinione autonomamente, ma non è questo il modo in cui si porta avanti un progetto di questa portata.

In questo modo qualsiasi discussione, anche quelle che si creano tra i commentatori del blog, sono in qualche modo inficiate dalla realtà politica italiana, e si va ben oltre il giudizio dettato da una pura conoscenza tecnico-scientifica. Questo è ovviamente giustissimo, ma rende complicato intavolare una discussione che analizzi in modo obbiettivo i pro e i contro.

Mi auguro che questa volta le cose cambino (non si sa mai) e che prima di andare avanti con il progetto sul nucleare in Italia venga offerta alla popolazione una possibilità di informarsi e di capire veramente di cosa si sta parlando.

50 Commenti »

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  • # 1
    Fausto
     scrive: 

    Ahimè… in italia non c’è il nevada! Io nono sono favorevole al nucleare ma sono talmente liberista che coloro che sono a pro, possano ospitare vicino a casa loro centrale e deposito scorie!

  • # 2
    Fausto
     scrive: 

    tengo a precisare nei confronti di chi ha scritto l’articolo che non sono affatto “inficiato dalla realtà politica”!

  • # 3
    Fausto
     scrive: 

    Aggiungo: qui non siamo in America, qui siamo nel paese dove la SOGIN ha macinato CENTINAIA di miliardi e ci ritroviamo le falde contaminate vicino ai siti delle ex centrali. Mi creda non voglio incolpare ne SOGIN ne nessun altro, ma qualcuno ne sarà responsabile?.
    Quindi NON BASTANO le mere conclusioni tecniche poichè ahimè siamo in Italia dove tutto è possibile purtroppo. La ringrazio quindi per aver steso il suo ariticolo con un altra informazione che è a mio avviso è un altro fattore a discapito del nucleare.

  • # 4
    Globus
     scrive: 

    Non sono sicuro che la decentralizzazione delle scorie sia cosi’ vantaggiosa : aumentano i rischi di sicurezza (è piu’ facile proteggere 1 sito grande che 10 piccoli), e aumentano probabilmente pure i costi a lunga scadenza. Comunque sono opzioni che i tecnici devono valutare attentanemnte.
    Per il nostro caro paese… beh… è il cane che si morde la coda : la popolazione non si fida delle autorità e delle loro “spiegazioni” , queste ultime sapendo che la popolazione è poco avvezza all’imparare o capire omette di informarli …
    Le autorità politiche dovrebbero avere per prime anche un ruolo “formativo” e non solo andare a seguito delle istanze popolari…. ma questo da noi non è mai successo. Dopotutto in democrazia raramente i governanti sono peggio dei governati e la “cultura scientifica” media è assai ridotta da noi…

  • # 5
    AndreaG.
     scrive: 

    … ma spararle nello spazio?

  • # 6
    Daniele
     scrive: 

    Certo se da noi i siti e le centrali li fanno con lo stesso cemento degli ospedali siciliani o delle case abruzzesi… stiamo belli che fritti.

    E cosa impedisce a chi ha truffato per costruire un ospedale di truffare per costruire un centrale? La coscienza no di certo, lo stato.. boh..

  • # 7
    Alessandro
     scrive: 

    E chi impedisce a chi ha sepolto sotto catania milioni di metri cubi di rifiuti tossici di rifarlo questa volta con qualche rifiuto radioattivo? Tanto se diluito, non farà poi tanto male…

  • # 8
    cla
     scrive: 

    Quote Andrea
    “… ma spararle nello spazio?”

    Se portare in orbita un Kg di materiale costa 30.000$ (circa eh), per “spararla” costa ancora di piu’…
    Fai due conti e vedi quanto costa, cosi capisci come mai non e’ proponibile.
    Quasi sicuramente serve piu’ energia a spararle via di quanta se ne produce!

  • # 9
    Fabio
     scrive: 

    Io reputo assurdo il solo pensiero di poter creare dei rifiuti che durino così tanto nel tempo. Quelli che ci saranno tra 10.000 anni dovranno avere dei luoghi inquinati da alcuni affamati di energia di 10.000 anni prima? Come reagiremmo se si aprissero i container oggi?
    Magari tra 10.000 anni avranno anche trovato la soluzione per renderli innocui, però OGGI ce l’abbiamo già la soluzione, ed è l’energia alternativa, senza stare lì a spendere soldi in progetti che dureranno 20 anni (si sa come funziona in italia) e quando tutti se ne saranno liberati noi faremo l’inaugurazione. Poi che fai? La chiudi? No perchè è costata troppo, quindi ci portiamo il faldone di arretratezza, invece di recuperare

  • # 10
    Jerry
     scrive: 

    Io non sono favorevole al nucleare…

    Invece di spendere miliardi e miliardi di € per fare centrali ad uranio potrebbero spendere una parte per costruirle a torio ed un’altra per la ricerca per aumentare l’efficienza (la vera chimera) delle centrali ad energia rinnovabile.

    I vantaggi nell’utilizzo del torio sono:

    – E’ 3 volte più abbondante dell’uranio,
    -A parità di peso produce 250 volte più energia dell’uranio,
    – Con una sola tonnellata di producono 1GW mentre con l’uranio ci vogliono 200 tonnellate
    – Si producono meno scorie che hanno 20-30 anni di “vita”

    Ma come dice il sig.Fausto siamo in Italia ed una cosa del genere mi sembra veramente utopia! Sigh!

  • # 11
    ReaToMe
     scrive: 

    Non viene in mente a nessuno che da qui a 10000 anni “forse” saremo in grado di lavorare le scorie e renderle innocue? E che questo accadrà probabilmente entro un secolo?

  • # 12
    Mauro
     scrive: 

    Io sono a favore del nucleare ma avremmo dovuto farlo 20 anni fa (e a dire il vero lo abbiamo anche fatto, stiamo ancora smantellando le centrali!), farlo oggi non ha senso:
    1) un referendum da noi votato lo ha bocciato
    2) l’uranio scarseggia e tra vent’anni (quando forse la prima centrale sarà ultimata) o poco più avrà un costo molto elevato
    3) l’Italia è l’Italia: collusioni permanenti con la mafia, rischio sisimico, commissari straordinari ecc… alla fin fine la colpa di un eventuale disastro non sarà di nessuno ma una “tragica fatalità”

  • # 13
    Mauro
     scrive: 

    (continuo…)
    Sarebbe mooolto meglio investire in energie alternative (oggi possibili). Altrimenti tra vent’anni avremmo perso il treno per l’ennesima volta ed inizieremo a parlarne solo allora.
    W l’Italia! :(

  • # 14
    Endle
     scrive: 

    E’ colpa del modo di fare politica “all’italiana”, ovvero parlare con estrema sicurezza di cose che non si conoscono affatto.
    I politici che abbiamo non intavoleranno mai una discussione in quell’ottica, sarebbero obbligati a documentarsi, e per molti di loro significherebbe iniziare dal vocabolario (“…..uhm, vediamo vediamo…. ah, ecco: nu-cle-a-re. wow! non sapevo si scrivesse così… vediamo che significa ora….”).
    Abbiamo votato un referendum, chi sono loro per decidere che il nucleare si farà? E magari, anche alle loro condizioni??? Che ci provino: io andrò a dire la mia, e spero anche qualcun altro.
    Naturalmente, sarei comunque lieto di svegliarmi domattina e ascoltare il ministro Prestigiacomo discutere dei possibili siti nucleari nel nostro Paese usando le argomentazioni dell’ottimo articolo qui sopra.
    Ma ho come il sospetto che non accadrà…

  • # 15
    Gurzo2007
     scrive: 

    @ReaToMe

    pecato ke da qui a 100 anni…le scorie avranno già inquinato mezzo pianeta( dato ke i posti dove sotccarle scarseggiano…e almeno qui in italia non si smaltiranno, come già documentato da più parti, visti anke i costi assurdi per farlo)…l’uranio sarà già finito…e delle belle centrali nucleari non saprai ke fartene… investire invece in qualcosa di più duraturo e meno inquinante sul lungo periodo? come detto da altri in centrali al torio o migliorare le alternative?

    i nostri politicanti non sanno vedere a un palmo dal loro naso

  • # 16
    Ilruz
     scrive: 

    Parlare di nucleare in Italia e’ sprecare fiato – le decisioni sugli investimenti sono *esclusivamente* politiche … e data la durata pluridecennale di costruzione degli impianti, passeremo il resto della nostra vita come con la tela di penelope, avanti e indietro a costruire e smantellare centrali. L’importante e’ spendere soldi pubblici, non e’ importante sapere come. Ci saranno faraonici siti di stoccaggio per qualcosa che forse non arrivera’ mai, e si iniziera’ a costruire centrali nucleari di durata ventennale, che con gli italici ritardi & ripensamenti arriveranno come minimo a quaranta. Per quella data, avranno spero trovato il modo di produrre dentiere con gli scarti di plutonio, e potro’ avere dei denti indistruttibili.

    Mah. Non son contrario all’energia atomica, sono solo preoccupato che si implementi in Italia, dove non riusciamo a separare e riutilizzare la spazzatura comune … figuriamoci dei rifiuti molto pericolosi come quelli nucleari. Qualunquismo? puo’ darsi.

    Ribadisco che per la totale sicurezza dei cittadini, lo stoccaggio primario andrebbe fatto ad arcore, e il secondario in sardegna, zona villa certosa. Essendo la vita stimata del nostro primo cittadino superiore a quella del decadimento dell’uranio, saremmo tutti sicuri sul suo corretto stoccaggio e manipolazione per le migliaia di anni a venire.

  • # 17
    kliffoth
     scrive: 

    io ero favorevole una volta, ma 245.000 anni di emivita e di eredità radioattiva per il plutonio mi paiono esagerati…ed è pericoloso assai.
    Le radiazioni inoltre creano danni permanenti al genoma umano, che continuerà a trasmettersi e replicarsi con grossi difetti condannando la specie

    Ricordo inoltre che l’unico studio esistente sugli effetti delle centrali sulla popolazione vicina è tedesco ed ha portato il governo Schroeder a far uscire la Germania dal nucleare
    Iio auspico che si usino normalmente le energie convenzionali e che si inizi a fare ricerca sulle alternative in maniera da aumentare l’efficienza dei vari mezzi oggi esistenti

    oltre Chernobyl ricordo muslyumovo e il sito di mayak (DA VEDERE TUTTO)

    http://www.youtube.com/watch?v=z21On24m4Lc&feature=PlayList&p=93918B8B348952F6&index=0&playnext=1

  • # 18
    kliffoth
     scrive: 

    ah…altra cosa
    e se uno si dimentica di dove sia il sito?
    Per siti a breve periodo ai parla di 300 anni (niente in confronto ai 245.000 di cui sopra).
    In Francia c’è un ente che sta atudiando come identificare i siti per evitare che in futuro possano venire accidentalmente aperti.

    In alcune aree periferiche di Mosca c’è una polemica perchè alcuni terreni su cui ora sorgono edifici con appartamenti lussuosi erano precedentemente aree di stoccaggio.
    Le imprese dicono di aver raschiato il terreno, ma i dubbirimangono (i radionuclidi hanno la tendenza a penetrare nel terreno e quindi bisogna scavare sempre più a fondo).
    E sono passati circa 50 anni dai primi esperimenti ad oggi

  • # 19
    Dubbioso
     scrive: 

    addirittura una previsione di 10.000 anni!!!
    posso avere dei dubbi sull’affidabilita’ di una tale previsione?
    e non bisogna dimenticare che il decadimento radioattivo, puo’ arrivare anche a 300.000 anni!!!
    ma in fondo e’ un periodo talmente in la nel tempo, che lo affronteranno i nostri lontanissimi discendenti.
    che ci importa a noi?

    http://www.terranauta.it/a1122/biohazard/yucca_mountain_le_scorie_nucleari_sotto_al_tappeto.html

  • # 20
    ReaToMe
     scrive: 

    Il Torio va stoccato per almeno 300 anni, ma ci sono studi che indicano tempi superiori.
    100 anni sono sufficenti per avere una radioattività similare a quella prodotta dall’uranio naturale che è comunque troppo alta per permettere il destoccaggio.
    Rimango dell’idea che nel futuro prossimo (50/100 anni) sarà possibile lavorare oppotunamente i prodotti di scarto della fissione.
    Il grosso limite che abbiamo oggi in Italia è nel fatto di non avere un buon mix di fonti energetiche.
    Le fonti rinnovabili (idro escluso) possono coprire nel più rosea previsione il 20/25% del fabbisogno.
    Vedremo. Personalmente guardo con interesse al progetto ITER e ancor più al progetto portato avanti dal NIF statunitense.

  • # 21
    kliffoth
     scrive: 

    @ ReaToMe

    veramente a me risulta che l’uranio naturale è più pericoloso come metallo pesante che come radioemettitore (3 cm di aria lo fermano)
    I prodotti di fissione sono la vera piaga (plutonio su tutti, e iodio 131, stronzio 90 etc etc)

    rinnovo l’invito a vedere gli effetti di una contaminazione relativa ad un sito non peno pericoloso di Chernobyl
    http://www.youtube.com/watch?v=z21On24m4Lc&feature=PlayList&p=93918B8B348952F6&index=0&playnext=1

  • # 22
    ReaToMe
     scrive: 

    Il fatto che “bastano” 3 cm di aria a fermare la radioattività dell’uranio naturale non significa che materiali con tale livello possano essere destoccati.
    Portare ad esempio Chernobyl o Chelyabinsk non credo sia utile alla discussione, per via della natura delle contaminazioni.
    Nel primo caso vi fu una negligenza ed una incompetenza delle autorità incredibile, al limite del paradossale.
    Inoltre il reattore che esplose era progettato per produrre grandi quantità di plutonio a scopo bellico, requisito che portò dei difetti congeniti di progettazione.
    Nel secondo caso stiamo parlando di un sito che gestiva materiale radioattivo praticamente a cielo aperto.
    Daccordo che siamo in Italia, ma neanche impegnandosi al 200% si riuscirebbe ad arrivare a quei punti.
    Continuo a pensare che progetti come ITER e quello gestito dal NIF sia da tenere d’occhio.

  • # 23
    Fausto
     scrive: 

    @ReaToMe
    “Le fonti rinnovabili (idro escluso) possono coprire nel più rosea previsione il 20/25% del fabbisogno.”

    Dove lo hai letto questo?
    Forse ti sbagli con l’obiettivo dell’italia del pacchetto clima che scade nel 2020!

  • # 24
    ReaToMe
     scrive: 

    Al momento non mi risulta che paesi con il livello di industrializzazione dell’Italia si pongano obiettivi differenti.
    Se hai dati differenti, ben lieto di leggere se posti i link.

  • # 25
    densou
     scrive: 

    in una nota serie animata, i robot sono la causa del riscaldamento globale e Nixon suggerisce la migliore soluzione per risolvere il tutto.

    Ok tornando al presente nulla non vieta di usare la logica per affermare che ‘robot del 31° secolo’ –> ‘…. del 21° secolo OVUNQUE essi si nascondano’

    не итальянцы, не проблема

  • # 26
    Dubbioso
     scrive: 

    il pensiero e’ espresso da Konrad Lorenz, un etologo, ma sottintende concetti che ogni buon fisico dovrebbe conoscere:

    “l’unico introito legittimo di energia del nostro pianeta è costituito dall’irraggiamento solare, e ogni crescita economica che consumi più energia di quella che riceviamo dal sole, irretisce l’economia mondiale in una spirale debitoria, che ci consegnerà a un creditore spietato”

  • # 27
    Fausto
     scrive: 

    @ReaToMe
    Non è che ci sia tanto da girare per trovare info in merito!
    http://www.enerpoint.it/news/news_show.php?id=692
    Basta poi pensare alle nuove linee guida dell’ultimo G8 che prenderanno il via a Copenhagen.
    Tu hai detto che nelle rosee previsioni si arriva al 20-25% … come dire più di questo non si può!
    Il limite è solo politico!

  • # 28
    Simone
     scrive: 

    Il limite delle rinnovabili non sta propriamente nella politica, ci sono ottime potenzialità (ne stiamo parlando sulla rubrica Energia e Futuro) ma bisogna fare i conti con i rendimenti reali, disponibilità di superfici, produttività della risorsa ed i costi per sfruttarla che si riperquotono sul costo del kWh… e per quanto se ne dica le ricerche vanno sempre avanti (non le produce lo stato le turbine eoliche od i pannelli fotovoltaici, ma aziende che investono ben più dei bruscolini dei soldi pubblici x la ricerca)… quindi c’è poco da accusare qualcuno… l’idroelettrico cmq in Italia non è ulteriormente sfruttabile se non i microimpianti, ma ovviamente il loro contributo sul totale è irrisorio…

  • # 29
    ReaToMe
     scrive: 

    Se tu leggessi con attenzione ciò che inviti a leggere agli altri, ti accorgeresti che si parla di riduzione delle emissioni di CO2 e non di percentuali di energia da rinnovabile.
    Tali obiettivi si raggiungono certamente tramite un utilizzo maggiore di fonti energetiche rinnovabili, ma non solo.
    Si parla ad esempio di efficienza energetica nella produzione e nel consumo, disincentivazione del trasporto merci su gomma.
    In tutto questo le rinnovabili incidono per un 20/25%.

  • # 30
    imayoda
     scrive: 

    Questa follia nucleare è appoggiata da gente che non ha i mezzi per capire nemmeno 1% del problema.. incluso il blogger che appoggia questa tecnologia.. scritta così, andava pubblicata nel contesto nostalgia tecnologica..

  • # 31
    Gurzo2007
     scrive: 

    @Simone

    si peccato ke da noi il solare siano meno usato ke in paesi come la germania ke ha meno della metà di giornate di sole di noi…
    da noi ancora si tira a campare…non c’è un vero piano concreto sulle rinnovabili…e gli incentivi sono solo degli specchietti per le allodole

  • # 32
    Fausto
     scrive: 

    Basta cercare:
    http://www.ecoblog.it/post/3885/45-energia-rinnovabile-in-germania-nel-2030
    http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/08/fabbisogno-energetico-germania-2050/
    http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=1726
    Quindi .. il limite è solo politico e se lo fa la germania che ha mediamente il 30-40% in meno di sole rispetto a noi…..allora in italia cosa potremmo fare? Esportare energia?
    Il mondo delle energie alternative non è una lettura che si fa ogni tanto qua e là!
    Scusate…non lo dico con astio… ma ho paura vi manchino parecchie informazioni a riguardo. Ma sapete cosa è la grid parity? Benchè gli incentivi dello stato sono tutt’altro che specchietto per le allodole (grazie a questi c’è stata una vera esplosione del settore che ci permette di essere in linea con kyoto e il pacchetto clima ed eitare una penale di circa 70 mld€), dal 2014 ci sarà la grid parity e da allora in poi non serviranno più (gli incentivi). Da allora in poi, si spera, non ci saranno decisioni politiche che cambieranno la tendenza (benchè ci avessero provato abolendo il 55% di detrazione dalle tasse per il solare termico).
    Siamo all’inizio di una nuova era dove gli sviluppi sono tantissimi, più o meno fattibili, più o meno stravaganti ma la soluzione è il rinnovabile e il rispermio energetico. Ed è l’unica soluzione in termini di fattibilità e tempistica…basti guardare il picco di Hubbert per capirlo.
    Ma come mai anche Obama dedicherà fiumi di milioni di $ per il rinnovabile? e come mai ha chiesto come consulente energetico per la loro imminente legge incentivante il nostro presidente del GSE?
    Sinori miei il rinnovabile è un “fiume” che per fortuna è molto più grande del pensiero politico italiano e non per mero sperito ecologista…ma per quello che tutti siamo sensibili..per un motivo economico!

  • # 33
    Simone
     scrive: 

    @Gurzo2007

    Da noi il solare è incentivato in maniera considerevole, il problema della scarsa diffusione è legato anche dalle difficoltà di accesso al credito (anomalia tutta Italiana)… e cmq ci sono anche problemi di scarsa utilizzabilità in contesti ad elevata urbanizzazione (per quanto riguarda gli impianti residenziali) e scarsa disponibilità di territorio per gli impianti fissi… insomma, i problemi ci sono, ma non siamo però così indietro quanto spesso si dice…

    PS a volte il solare produce di più con meno sole, è un discorso che sarà chiarito nel mio prossimo post

  • # 34
    Fausto
     scrive: 

    Giusto Simone… il problema è solo quello. La soluzione c’è e sarebbe la cessione del credito dell’incentivo all’istituto bancario. Ciò non lo renderanno possibile fino a che rimarremo in linea con i parametri di Kyoto e pacchetto clima. Se il GSE lo permettesse ora ci sarebbe ancora più un boom che ne GSE (in merito al disbrigo pratiche) ne la linea elettrica ialiana sarebbe in grado di sopportare. E’ probabile che la cosa cambi dal 2011 quando ci sarà la nuova legge incentivante e verrano inseriti i nuovi parametri predelineati all’ultimo G8.

  • # 35
    homero
     scrive: 

    **** COMMENTO OFFENSIVO MODERATO ****

  • # 36
    NeXuS
     scrive: 

    Io non sono favorevole ad un ritorno al nucleare per i motivi che sono gia’ stati elencati (lunghezza del periodo di decadimento delle scorie, problemi di stoccaggio, scarsa disponibilita’ delle materie prime, generale incompetenza/collusione criminale della classe politica italiana… referendum!) ma anche per un altro.

    Al contrario di Simone non sono cosi’ sicuro che in una cinquantina d’anni saremo in grado di smaltire propriamente le scorie: eravamo convinti della stessa cosa piu’ di 50 anni fa quando entro’ in funzione il primo reattore in America e l’unica soluzione vagamente plausibile che abbiamo al giorno d’oggi e’ ancora solo quella dello stoccaggio.

    No, sono sempre piu’ convinto che i fondi destinati al nucleare dovrebbero essere indirizzati a trovare nuovi materiali, tecniche e soluzioni per fonti rinnovabili: specialmente l’energia solare, abbondante e pressoche’ infinita nel tempo (si parla di qualche milione di anni prima che il sole collassi ed a quel punto non penso avrebbe piu’ senso preoccuparsi della questione energia :) ).

  • # 37
    NeXuS
     scrive: 

    Ah, aggiungerei che e’ assolutamente necessario procedere ad una riduzione e razionalizzazione dei consumi.

    Io sono un laureato in informatica e la prima cosa che mi viene in mente sono i milioni di dispositivi di calcolo sparsi per il mondo (computer personali, console, server farm, etc.) che in media consumano molto piu’ del necessario per difetti di progettazione (non si presta sufficiente attenzione al problema del consumo per “essere competitivi” sul mercato), difetti d’uso (persone che lasciano acceso un PC da 250+ Watt 24 ore su 24 a fare un bel niente), sovradimensionamento delle strutture, etc.

    Poi ci sarebbe anche il problema dello smaltimento dei rifiuti elettronici, ma per questo sarebbe un po’ off-topic.

  • # 38
    Obi-Wan
     scrive: 

    Il Sole durerà ancora per altri 5 miliardi di anni circa…
    Per quanto riguarda il nucleare.. la vera strada da seguire è quella della fusione nucleare… la fissione ora come ora è troppo inefficiente e inquinante…

  • # 39
    NeXuS
     scrive: 

    @Obi-wan: grazie per la correzione, una notte in bianco mi ha fatto scrivere milioni per miliardi… e’ un po’ come confondere Euro e Lira, non c’e’ poi tanto di male! ;)

  • # 40
    Simone
     scrive: 

    @NeXuS

    Mai scritto nulla sui 50 anni della soluzione, devi avere confuso commento… ;-)

  • # 41
    malkavo
     scrive: 

    le scorie radiattive sono un grossissimo problema in effetti, forse insormontabile, ma c’è una cosa a mio avviso da considerare ancora di più e cioè l’inquinamento in sede. le centrali nucleari sono tutt’altroche pulite e, a parte le scorie, inquinano moltissimo il sito dove sono sate costruite. il programma Report della rai del 29/03/09 (che voglio sperare fose abbastanza attendibile, sul tubo si trova integralmente) parlava di piccole emissioni radiattive “legali” giornaliere. cioè ogni centrae può ogni giorno, legalmente, emettere un certo quantitativo di gas radiattivi. inoltre, lasciando perdere gli incidenti più gravi, in francia avvengono in media 3 incidenti al giorno e per incidenti si intende in genere fuoruscite non previste di scorie nelle acque di raffreddamento (e si parla anche di Kg di scorie, non bruscolini).
    secodno me è di questo che si dovrebbe parlare soprattutto, perchè se davvero fosse cosi penso che nessuno voglia una centale sotto casa propria, le radiazioni sono estremamente dannose per l’uomo, molto più degli iquinanti prodotti dalle centrali a combustibile fossile

  • # 42
    Nat
     scrive: 

    Al di la’ dei discorsi tecnici, sicuramente fondamentali, consideriamo che siamo in italia! Il paese dove per costruire una “banale” autostrada ci vogliono ere geologiche. Dove si costruiscono gli ospedali come castelli di sabbia. Onestamente non vedo come potrei sentirmi tranquillo all’idea che vengano costruite centrali nucleari, e soprattutto gestiti i siti di stoccaggio.

    P.S. avevo letto tempo fa, forse proprio qui, un articolo relativo alle reazioni piezonucleari. Forse non sarebbe + intelligente spendere la meta’ dei soldi che vorrebbero investire nelle centrali nucleari, per finanziare abbondantemente la ricerca su questa tecnologia, o tecnologie simili? Magari tra 5-10 anni quando forse (e sottolineo forse) sarebbero pronte le centrali nucleari, potremmo invece trovarci, per la prima volta, a costruire qualcosa di realmente innovativo?

  • # 43
    mario
     scrive: 

    il nucleare purtroppo sarà presto indispensabile anche da noi, ma personalmente la più grande sfiducia che ho è nei confronti della classe politica italiana, è chiaro che come al solito si mangeranno tutto prima di finire i lavori e le nostre centrali saranno “rattoppi” come quasi tutte le nostre opere pubbliche.

    cmq nell’articolo in paticolare queste considerazioni mi fanno un po’ ridere:
    Un altro motivo di preoccupazione è che nel futuro possano verificarsi cambiamenti climatici, anche di portata considerevole, che modifichino le condizioni di mantenimento dei container. Alcuni sono anche preoccupati che l’uomo possa un giorno aver bisogno delle risorse presenti nella montaglia Yucca e che quindi necessiti di scavare o modificare il sito di stoccaggio. Senza dimenticare i rischi sismici e vulcanici che, seppur improbabili in quella zona, potrebbero avere conseguenze sul successo del progetto.

    Esattamente come dire: non esco di casa perchè ho paura di un possibile asteroide che mi cada in testa.

  • # 44
    falco
     scrive: 

    Ovviamente lo scontro, (come sempre)trà interesse politico ed economico, con la realtà che la scienza
    propone per un vivere migliore è palese.
    Obama come del resto i suoi predecessori, si dovrà adeguare alle forti spinte lobbistiche. Non credo che un nome nuovo alla presidenza americana possa cambiare
    la politica americana, beato chi ci crede.

  • # 45
    Fausto
     scrive: 

    @falco
    non credo che Obama si debba piegare alle lobby perchè se così fosse non destinerebbe centinaia di milioni di $ alle rinnovabili. E poi non c’è corporazione o lobby che tenga perchè il problema c’è ed è sostanziale, far finta che non ci sia aggraverebbe le cose più di quanto lo siano oggi. Ripeto..il picco di Hubbert tocca tutti America inclusa.

  • # 46
    Vincenzo
     scrive: 

    Ma andiamo: già solo dando un’occhiata agli interventi minimi che si paventano per il solo stoccaggio delle scorie dovrebbe essere chiaro in maniera “accecante” che la presunta convenienza del nucleare è una chimera.
    O meglio una bufala megagalattica atta soprattutto a giustificare e coprire l’esigenza “primaria” di produrre plutonio per le bombe atomiche.
    A botte di incentivi statali e sorvolando su analisi di costi “serie” sugli ENORMI (ed è ancora poco) problemi legati alla produzione di energia nucleare (come è ADESSO e NON in un ipotetico futuro pieno di fiorellini e di Amore per tutti) allora anche produrre energia dall’oro diventa conveniente (esagero).
    Ma la vogliamo finire? L’Atomo pacifico ha la stessa credibilità di Dumbo l’elefantino volante!ù
    E tralascio mille altri discorsi su responsabilità nell’operare scelte per le generazioni future, incompetenza, sufficienza, colpevole manchevolezza, dolo, omissioni, falsa informazione, pressioni da parte dei “militari”, ragioni di Stato non meglio precisate, interessi economici di lobbies particolari e altre amenità del genere che in 70 e passa di Nucleare pare non abbiano insegnato nulla…

  • # 47
    Vincenzo
     scrive: 

    Anche i 70 sono esagerati!! Chiedo venia!

  • # 48
    StefanoA
     scrive: 

    Mah, anch’io non sono contrario per principio al nucleare. Però, visto il triste contesto italiano e la realistica prospettiva di imbarcarci in un’avventura lunga decenni e dai costi che diventeranno spropositati non mi sembra una strada percorribile.

    Investendo la stessa cifra spalmata su 10 anni in energie rinnovabili e interventi di risparmio/aumento di efficienza energetica penso potremmo ricavare la stessa quantità di energia già a partire dall’anno prossimo (in media, per quando non c’è sole o vento le centrali le abbiamo già in abbondanza) sviluppando le fonti rinnovabili e creando lavoro e sviluppo in un settore che ha ottime prospettive per il futuro. Quindi energia, sviluppo economico e lavoro senza tutti i problemi di sicurezza e incertezze future legate a centrali e scorie radioattive.

  • # 49
    CERN
     scrive: 

    Noto con dispiacere che le persone contrarie al nucleare hanno le stesse motivazioni ideologiche che portarono l’Italia al voto del referendum.
    Motivazione dovute soprattutto all’ignoranza culturale e alle idee antiquate sullo stoccaggio e sulla tipologia di centrali.
    Molti di voi hanno una vaga idea della centrale dovuta a film di serie b inerenti progetti dei primi anni 60.
    Come tutti i tamtam su internet non c’è verso di informarvi adeguatamente su quanto sia sicura tale fonte di energia.

    Riguardo lo stoccaggio le previsioni piu’ pessimistiche danno la possibilità di riutilizzo del materiale radioattivo entro il 2025.

    Scusate se mi sono permesso di fare informazione. ;)

  • # 50
    NeXuS
     scrive: 

    @Simone:
    Pardon, ti ho confuso con qualcun altro!

    @CERN:
    Il problema e’ che si parla di stime. Le stesse stime che davano il problema come risolvibile in breve termine quando sono state messe in opera le prime centrali. Sinceramente, prima di imbarcarmi in una cosa che “non si sa bene se”, preferirei andare sul sicuro (e le rinnovabili lo sono molto piu’ del nucleare, allo stato attuale delle cose).

    Poi 25 anni sono comunque tanti: ammesso e non concesso che riuscissimo a costruire i nostri reattori in 20 anni, ci ritroveremmo con 5 anni di scorie sulle spalle… dove pensi di metterle?

    In ogni caso, e’ doveroso continuare anche la ricerca sul nucleare: se davvero si riuscissero a recuperare le scorie in qualche modo sarebbe grandioso, ma ci sono anche altri problemi (ad esempio la scarsita’ dell’uranio/plutonio) che le rendono improponibile (secondo il mio modesto parere) allo stato attuale delle cose. Se e quando ci sara’ un’alternativa sensata (che so, un centrale a fusione realmente funzionante) allora il nucleare tornera’ ad essere appetibile.

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