di  -  venerdì 10 luglio 2009

Sinclair QL

Quando abbiamo introdotto lo Spectrum non immaginavamo cosa fare dopo. Ora che abbiamo lanciato il QL non sappiamo dire in che direzione ci porterà…

Con queste parole Sir Clive Sinclair, eclettico geniaccio nonché primo motore di uno dei titani dell’epoca degli 8 bit, annunciava il QL, il 2 marzo 1984, alla rivista inglese Your Spectrum, ahimè ignorando la magra sorte che il mercato avrebbe riservato al suo gioiello.

È venerdì, si è anche fatto tardi causa riunione-fiume, ma indomiti e sempre fieri del nostro cuore vintage, ci ritroviamo in questo appuntamento dedicato alla nostalgia informatica, per parlare di un computer che non ha introdotto feature rivoluzionarie come il Macintosh, non ha dato avvio a una rivoluzione epocale come il 5150 della IBM, non ha lasciato milioni di ragazzini e l’intera industria con la mascella a terra come l’Amiga e non ha neppure venduto a camionate come i campioni dell’era 8 bit Apple II, Commodore 64 o ZX Spectrum.

Un computer che ricordiamo piuttosto per aver rappresentato il canto del cigno della Sinclair Research, prima del “ritorno al passato” del Sinclair 128 e prima che l’acquisizione da parte della Amstrad di Alan Sugar, radesse al suolo i contenuti tecnici e la storia della gloriosa azienda britannica, consegnandola alla nostalgia.

Dopo aver raccontato delle gesta dello ZX e aver sorvolato sugli ultimi mesi della Sinclair, soffermiamoci quindi sul QL, per analizzarne il fallimento, tanto in prospettiva tecnica, quanto in riferimento alla situazione del mercato.

In estrema sintesi, il Sinclair QL fu il computer sbagliato al momento sbagliato. Il mercato del 1984, anno del lancio, mostrava già una segmentazione netta fra macchine consumer e sistemi destinati all’utenza professionale. Rispetto a questa dicotomia, il QL si poneva nel mezzo: prodotto da un brand che aveva costruito la sua fortuna nel mondo consumer, vedeva nel mercato domestico e in quello della piccola e media impresa, la sua destinazione naturale.

L’ambizione di arrivare al mercato professionale non era del tutto peregrina: la dotazione software comprendeva un potente – per quanto bacato – linguaggio, il SuperBasic, oltre a una serie di applicativi office sviluppati ad hoc dalla PSION (word processor, foglio di calcolo, database e grafica); merita inoltre una menzione la porta QLAN per l’uso del computer in una rete di altri QL e Spectrum (fino a un massimo di 64 computer), operante a ben 100 Kbaud.

Il mercato professionale del 1984, mostrava tuttavia di non gradire “sistemi di compromesso”: computer che – indipendentemente dalle qualità tecniche – fossero posizionati sul mercato in modo ambiguo e non fossero chiaramente destinati ad un’utenza professionale. Lo avrebbe imparato presto la stessa Apple, che pure prevedeva di sviluppare notevoli volumi di vendita presso l’utenza business con il nuovo Macintosh – a spese della IBM che, fin dallo spot di lancio, aveva eletto a nemico numero uno.

Fu proprio lo “spauracchio” IBM a piantare un altro, pesantissimo chiodo, sulle ambizioni business del QL: dal punto di vista tecnico, il PC aveva tutto da invidiare alle macchine che videro la luce intorno alla metà degli ’80 eppure, forte di un posizionamento univoco e di alcuni anni di vantaggio in un mercato in rapidissima espansione, oltre che spinto da una forza vendita che tuttora rappresenta la wehrmacht del settore, era già avviato al predominio incontrastato. Complice, ovviamente, l’apertura del mercato dei cloni e la sempre più pesante dittatura della compatibilità, da cui  l’industria, a quasi 30 anni di distanza, non si è ancora minimamente svincolata.

Ai problemi derivanti da un posizionamento intermedio rispetto alla dicotomia business/consumer, il QL assommò – anche stavolta, in qualche misura similmente al Mac, ma senza portare in dote la rivoluzione della GUI – le disfunzioni di una dotazione dotazione hardware intermedia fra il vecchio e il nuovo. Ancorché notevolmente più potente di uno ZX o di un Commodore 64, il QL era rispetto a questi due sistemi più costoso oltre che totalmente incompatibile con l’illustre predecessore, senza per questo offrire al mercato consumer vantaggi tali da giustificare l’esborso.

Se da un lato dunque, il QL non era in grado di capitalizzare la straordinaria eredità software dello ZX, dall’altro avrebbe visto il suo “Quantum Leap” tecnico (da cui l’acronimo QL) presto eclissato dal lancio delle piattaforme a 16 bit di Commodore e Atari.

In particolare rispetto all’Amiga, che possiamo tranquillamente considerare il Mike Tyson tecnologico degli anni ’80, il QL pagava dazio sul fronte CPU – il 68008 era una versione castrata del 68000, con data bus a 8 bit per consentire l’uso di componenti più economici – e mancava della sofisticata e avanguardistica architettura basata su coprocessori dedicati, che fece la fortuna del 16 bit per eccellenza. La dotazione RAM si soli 128KB era poi in linea con il meglio della concorrenza a 8 bit, ma – anche nel limite di espandibilità di soli 640KB – decisamente scarsa rispetto a quella offerta dalla imminente nuova generazione di computer.

È pur vero che, al momento del lancio dell’Amiga e dell’Atari ST, il QL costava notevolmente meno, ma anche qui la via di mezzo non aveva alcun appeal: perché rinunciare allo sterminato parco software degli 8 bit – il mercato di questi sistemi era peraltro in ottima salute: le vendite del 64 sarebbero cessate solo nel 1994! – senza avere in cambio un grande surplus di prestazioni (a titolo esemplificativo, la risoluzione massima era di 512×256 punti a 4 colori), quando, magari aspettando Natale o la promozione, era possibile puntare all’Amiga, il “principe dei computer”?

Il QL, il cui lancio fu affrettato dalla volontà di Sir Clive di debuttare prima del Macintosh, era inoltre piagato da numerosi difetti hardware e software – di enorme peso sulle vendite nel settore consumer e, a maggior ragione, su quelle nel comparto professionale.

Sul primo fronte non si può non ricordare l’inaffidabilità dei supporti magnetici – le tristemente famose cartucce a nastro continuo Microdrive, da appena 100KB di capacità, vittima di inattesi allungamenti – mentre in ottica software proprio il rush del lancio, aveva condizionato la stabilità del sistema, costringendo l’utenza ad adottare nel tempo versioni patchate della ROM contenente il sistema operativo QDOS (niente a vedere col ripoff su commissione di Tim Paterson) tramite la daughterboard Minerva, la cui disponibilità era perlopiù limitata al Regno Unito).

In conseguenza dei problemi qui accennati, l’epopea del QL si concluse nel 1986, in occasione della citata acquisizione di Sinclair Research da parte di Amstrad, dopo un biennio di sofferenze e scarsissime vendite. Un battito di ciglia nella turbolenta storia del mercato informatico, sufficiente tuttavia a dimostrare a Sir Clive Sinclair che non sempre la virtù sta nel mezzo.

Ai posteri rimangono rari esemplari del sistema, e successive – ma tardive e oscure, benché oggetto dell’attenzione di una ristretta e agguerrita community – evoluzioni della britannica D&D Systems, basate su CPU 68040 e 68060, di cui un giorno o l’altro parleremo. A questo link è possibile approfondire la dotazione tecnica del QL.

21 Commenti »

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  • # 1
    Andrea
     scrive: 

    Adoro questo genere di articoli che fate, sono molto interessanti e ben scritti.
    Complimenti!

  • # 2
    Alessio
     scrive: 

    Bell’articolo, pero’ qualche dato tecnico in piu’ sulla macchina non sarebbe stato male. Cpu o procesori vari interni, risoluzioni e colori visualizzabili, comparto audio, espandibilità ecc… ;)

  • # 3
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    C’era molto altro da dire, il punto è che non posso affrontare tutto lo scibile su un singolo sistema. Per questo ho preferito soffermarmi su un taglio diverso da quello puramente tecnico che del resto trovi ovunque sulla rete.

    Inserisco comunque un link per la scheda tecnica completa.

  • # 4
    Fausto
     scrive: 

    Io ero un ragazzino e in quel periodo frequentavo un negozio dove il QL troneggiava su una scrivania. Un oggetto inavvicinabile per le mie misere tasche !! Meglio,avrei preso un aborto e buttato via dei soldi! Se non ricordo male era anche il periodo del C128.
    L’unica scelta era ancora il C64.

  • # 5
    paso
     scrive: 

    meriterebbe comunque un menzione il fatto che il QL offrisse un s.o. multitasking, un linguaggio di programmazione strutturato e molto potente. Dal punto di vista didattico (molto caro a Sinclair) era quanto di meglio si trovasse sul mercato. In dotazione c’era un manuale per la programmazione che era una specie di encicolpedia… se non mi sbaglio lo stesso linus trovalds ha dichiarato di aver iniziato a programmare su QL.

  • # 6
    Bopalo
     scrive: 

    Provo una grande nostalgia per questo genere di informatica. Con il primo lavoretto stagionale mi comprai il mio primo computer, un Commodore Vic 20 e l’anno successivo il Commodore 64. Poi usci anche il QL. Sembrava proprio una macchina seria, e quasi tutti avranno esclamato: “Che bello!” pero’ q quasi nessuno e’ sfiorata minimamente l’idea di comprarlo. Secondo me il piu’ grande errore e’ stato puramente di marketing, cioe’ quello di non far sognare. La pubblicita’ dei computer commodore faceva invece sognare, ed anche se era imbottita di sciocchezze (almeno guardandole ora) rimaneva sicuramente impresso nella mente il famoso slogan pubblicitario “Ora che ce l’hai, guarda che ci fai…” seguito da una serie di immagini o filmati di applicazioni ludiche come i videogiochi e di altre che volevano gabellare per serie ma non troppo come i famosi ed assolutamente inutili software del tipo ” ricette di cucina” che consisteva nel registrare su nastro magnetico pochi kilobyte di dati dopo attese lunghissime ed altri software ameni dello stesso tipo che oggi sembrerebbero un’assurdita’ totale. Parlando invece del QL, devo dire che metteva persino un po’ di timore con il suo foglio elettronico e editore di testi. Forse la grande massa non era ancora pronta a digerire non tanto una macchina cosi’ avanzata, del resto c’era l’amiga che lo batteva in tutto, ma una presentazione cosi’ seriosa. La gente aveva ancora nella testa lo spectrum con la tastiera di gomma ed il QL stonava in quello che era al tempo il mondo dell home computing e non convinceva questa conversione di filosofia della Sinclair.
    Sono comunque impressioni personali.
    Che bello pero’ era a quel tempo comprare un macchina e trovare un manuale che non solo spiegava come operare ma addirittura conteneva piccole lezioni di informatica.
    Adesso invece al massimo trovi il bollino olografico della licenza windows che sta li a ricordati l’obolo pagato alla Microsoft.

  • # 7
    Max
     scrive: 

    forse potra’ interessarvi sapere che attualmente l’ azienda di Clive sinclair ( papa’ dello zx81 , spectrum e ql ) , la Sinclair Research produce una … bicicletta !

    http://www.sinclair-research.co.uk/

  • # 8
    D
     scrive: 

    Veramente brutta, praticamente è più quello che pedali che quanto ti muovi…

  • # 9
    Massimo
     scrive: 

    COme dissi già ai tempi, IMHO questa macchina nacque per sostituire i PC IBM: Ricordo ancora la pubblicità italiana su quyalche rete minore …
    Infatti aveva 8 colori ed un bit era usato per il lampeggio. Cosa inutile perchè ottenibile via software mentrre con quel bit potevano starci molti più colori (altri 8!). Insomma utile solo come computer office lasciando così col naso per aria tutti coloro che volevano quel “qualcosa di più”.
    Vero sui microdrive, un po’ meno per il processore (sempre IMHO) perchè apriva le porte ad una espandibilità senza confini (vedi infatti i processori successivi ed i 32 bit …).
    Che dire: un tuffo nel passato; grazi epr l’articolo.
    @paso: Multitasking? non ricordo, ma il Superbasic (bacato?) era un vero portento per l’epoca!

  • # 10
    Fabio
     scrive: 

    Io ne posseggo ancora un esemplare, parzialmente funzionante, pagato all’epoca 700mila lire!!! Io ne ho apprezzato molto il linguaggio, potente e piuttosto facile, anch’esso una via di mezzo fra il Basic e i linguaggi strutturati. Ho odiato i Microdrives, la cosa più inaffidabile mai vista sulla faccia della terra. E non parliamo della qualità della tastiera, coi tasti in plastica rigida che a volte restavano incastrati quando li premevi. Ricordo che in “alta risoluzione” visualizzava ben 4 colori!
    Però avevo 14 anni e quello è stato il mio primo computer, quindi non me lo toccate. Ci realizzai un stupendo gioco di golf, roba che TigerWoods PGA Tour 10 si sogna. Sto esagerando? Beh, si, ma solo un po’

  • # 11
    Marco
     scrive: 

    Bell’articolo, come sempre ;-)
    All’epoca avevo uno Spectrum 128+ che con il QL condivideva solo la pessima tastiera… poi solo un piccolo refuso: il 68008 aveva solo il bus dati a 8 bit, mentre il bus degli indirizzi poteva essere a 20 o 22 bit a seconda del package, per indirizzare rispettivamente 1 e 4 MiB. Qualcuno disposto ad aprire il QL magari ci dira’ quale versione montava :-)

  • # 12
    Marco
     scrive: 

    Ah, piccola dimenticanza: il QL è anche citato in più aneddoti in “Just for fun”, dove Linus Torvalds ripercorre le tappe che l’hanno portato a creare Linux.

  • # 13
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ Marco
    Hai ragione, correggo subito. Grazie della segnalazione.

  • # 14
    paso
     scrive: 

    @massimo: si, il qdos è stato il primo s.o. nel settore consumer ad offrire il multitasking.
    In sostanza bisogna riconoscere a questa macchina che era molto avanti, almeno nelle intenzioni.
    Oltre al linguaggio di programmazione, un vero mito, bisogna considerare la suite di programmi “office” che offriva, incluso nel prezzo. Tra questi va ricordato il word precessing, il primo probabilmente a offrire un primordiale WYSIWYG.

    Insomma una macchina sfortunata (uscì frettolosamente per contrastare l’uscita del mac, ma non era ancora pronta la release finale della ROM, cosa che le causò una brutta fama), ma molto moderna come contenuti concettuali.

    Forse non tutti lo ricordano ma aveva anche una comoda interfaccia a icone (ICE).

  • # 15
    fox1969
     scrive: 

    Avevo 18 anni circa e facevo la 5° ITIS quando comprai il QL…ora ahime ne ho 40!!! All’esame di maturità dovevo portare lo Z80 (che tra l’altro studiavamo su strane valigette che contenevano una piccola scheda madre con uno zoccolo per eprom, un tastierino e un’interfaccia parallela), il 6502, il vecchio intel 8088 e la versione a 16 bit 8086 e….sua maestà il MOTOROLA 68000.
    Lo Z80 era il nostro pane….lo sognavamo anche di notte saltellando tra registri dati (erano a 8 bit ma si potevano accoppiare), registri indirizzi…stack….etc etc.
    Del 6502 ne ebbi solo un’infarinatura….l’8086 nonostante i suoi 16 bit non mi attirava proprio…il suo assembler era veramente brutto a paragone del Motorola che era….una signora con i tacchi a spillo. Mi innamorai del 68000 studiandolo con un entusiasmo pazzesco! Dovevo però….trovare la maniera di metterci anche le mani sopra…In ambito scolastico era improbabile visto che oltre alle valigette Z80 avevamo solo un orribile M24(per quanto fosse fantascenza) e vari Olivetti PC1 che erano pressochè inutili….li usavamo solo per scrivere e stampare le tesine. Decisi così di arrangiarmi con le mie tasche e dopo varie sofferenze economiche mi accontentai del fratellino 68008. Prevedevo già che non avrebbe avuto una grande diffusione ma rischiai…e lo usai quasi e solo esclusivamente per imparare l’assembler. Ovviamente mi affrettai a prendere il disk drive collegato alla porta parallela ed un EPROM dedicata che migliorava il sistema operativo. I microdrive erano una chiavica e li usai pochissimo. Del SuperBasic ho dei buoni ricordi e lo considero…vagamente…un’introduzione all’attuale programmazione object oriented.
    La tastiera era una fregatura e mi trovai costretto a sostituire la membrana interna…
    Per concludere….se dovessi tornare indietro nel tempo sicuramente prenderei l’Amiga tuttavia il QL resterà sempre nei miei ricordi.

  • # 16
    Felice
     scrive: 

    L’ultimo post è del gennaio 2010.
    Probabilmente questo mio non sarà mai letto.
    Mi sono imbattuto sul sito mentre ero alla ricerca di “nuovo” software Sinclair QL, prodotto dagli appassionati nostalgici, come me.
    Quando comprai il PRIMO QL avevo 35 anni, il mio primo “computer” lo autocostruii nel 1980.
    All’epoca l’Olivetti in Italia e l’IBM nel mondo imperavano inconstrasti.
    Nel mio “museo” informatico ci sono tantissime macchine (funzionanti), ZX80, ZX81, VIC20, Commodore 64 e 128, Amiga 500, Amiga 1200, Amiga 600, Amiga 2000 (diverse versioni), Amiga 4000, Osborne, LISA, MacIntosh, M24, tantissime altre e il MIO Computer più amato: il QL !!! ma non uno 4 perfettamente funzionanti, 2 nelle loro confezioni originali, una 30na di microdrive, interfacce di tutti i tipi. Uno di questi PC è dotato di lettore floppy al posto dei microdive (modifica effettuata da me).
    Il Ql sbaragliava tutti in ufficio! Veloce, Multitask, per non parlare del pacchetto PSION, e del (bistrattato) SuperBasic! Quante applicazioni in SuperBasic mi hanno evitato notti insonni di lavoro! Quante applicazioni realizzate e compilate mi hanno fatto “emergere” e “invidiare”!
    Il QL come tutte le macchine aveva necessità di essere saputo utilizzare.
    Perchè maltrattarlo?

  • # 17
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Beh, non si possono nemmeno nascondere i problemi che si portava dietro e che ne hanno compromesso l’immagine e la diffusione che una macchina del genere avrebbe meritato.

    Le scelte di Sir Clive a volte non si sono rivelate azzeccatissime.

  • # 18
    Giancarlo
     scrive: 

    ciao,
    qualcuno sa dirmi dove posso trovare la scheda madre e la membrana della tastiera? Il mio QL è fermo da più di 20 anni e vorrei ripristinarlo per lavorarci su e giocarci. Ache io come tanti di voi sono un terribile nostalgico, anche perchè al QL sono legate molte situazioni importanti della mia vita successe in quel periodo.
    Grazie a tutti.
    Ciao

  • # 19
    paolo_del_bene
     scrive: 

    Ho avuto sia lo ZX Spectrum 48K com 3,5 Mhz di clock ad 8 bit, cpu Zilog80, che il QL Sinclair Motorola 68008 (7,95 Mhz reali), 128KB di Ram, ROM: JS, tastiera QWERTY, doppia unità floppy da 3/2 1.44 Mb e le micro cartucce.

    Ciò che fu sbagliato fu vincolarli al QDOS ed alla programmazione in BASIC, pochi libri per l’assembler, difficile reperabilità dello schema elettrico del QL Sinclair.

    Se si fossero voluti apportare dei cambiamenti tanto a livello software, che hardware, sarebbe stato un gran problema.

    Praticamente tutto il software è rilasciato con il CopyRight, cercare di apportare modifiche nella ROM, roba da ingegneri per l’epoca.

    Dopo aver letto il codice sorgente di una ROM, mi sono fatto vagamente l’idea, ma sta di fatto che comunque è tutto coperto da CopyRight.

    La Rom rappresenta in questo caso, il male minore come problema.

    Si sarebbe potuti andare nella direzione dell’ATARI, dove bene o male già c’era un minimo ambiente grafico e già da allora si usava il mouse.

    Sir Clive Sinclair non ha mai fornito un sistema operativo, tantomeno si guardò attorno.

    Sir Clive Sinclair se avesse visto che negli USA da li a breve sarebbe nata la Free Software Foundation di Richard Matthew Stallman, e se avesse chiesto sulle BBS dell’epoca, avrebbe visto che era in fase di consegna il compilatore GNU/GCC; GNU/GDB; GNU/EMACS…..

    Avere già fra le mani una buona parte di sistema operativo, con molti applicativi, avrebbe permesso di portare un intero sistema operativo completo e software libero 100% su un CISC (680×0) in tempi giusti.

    Si sarebbe andati nella direzione dello sviluppo del Software Libero, anzichè perdersi dietro al BASIC, e diero a quattro giochi del tutto inutili.

    Più o meno tutti però si sono gambizzati, perchè NON hanno mai cercato di voler fare controller standard, al contrario, hanno sempre cercato di prevaricare l’un l’altro.

    Nella ricerca lo sviluppo va avanti se si collabora insieme, la ricerca NON va avanti cercando di affossare il lavoro dell’altro.

    I costi per le hdd erano proibitivi.

    I costi della SIP per l’accesso alle BBS, te lo raccomando, era qualcosa di esoso.

    Un modem intanto non andava oltre i 300Baud ed i costi per la connessione erano calcolati sul tempo che si rimaneva con l’accoppiatore telefonico attaccato.

    Da qui la necessità di trovare gli escamotages, per rimanere connessi.

    La SIP sin dal 1979 era al corrente dello sviluppo che avrebbero avuto le linee telefoniche e preferirono chiudere gli occhi, perché gli faceva comodo così.

    Il resto del mondo manteneva i costi bassi, e noi invece dovevamo essere i fessi della situazione.

    Mi meraviglia che ci sia stato un minimo di sviluppo, e che alla fine siamo riusciti a proporre computers e sistemi operativi.

    Ciò che non mi piace è il modo in cui sono andate le cose.

    Intanto M$ pur non avendo un sistema operativo, adattò il BASIC all’ALTAIR, e quello fu il primo computer su cui funzionò un BASIC, ma il BASIC non fu scritto dalla M$.

    Il BASIC fu scritto alla Dartmouth University nel 1964, lo stesso anno in cui fu inventato il mouse.

    Nel 1962 invece le porte seriali RS-232.

    La M$ non aveva nemmeno la pallida idea di come si dovesse adattare il BASIC all’ALTAIR, era nata come ennesima compagnia, nata solo per annunciare prodotti inesistenti (VAPORWARE) e per stroncare qualsiasi altra compagnia che avesse presentato qualcosa che potesse rappresentare l’innovazione.

    Infatti la PowerPoint non fece in tempo a presentare il suo prodotto, che fu stroncata sul nascere da William Gates III°, un incapace, che ha lasciato la programmazione nel 1979, questo a dimostrazione che NON è l’inventore di NULLA.

    Uomo che ha saputo solo acquisire compagnie, mandarle fallite, uomo sleale, un uomo che conosce solo l denaro, ma non è capace di procacciarlo, nemmeno scrivendo due proprie righe di codice sorgente, farne un bel *.bin, schiaffarci un CopyRight e dire che realmente è frutto del suo ingegno.

    Allo stesso modo la Apple Computer Cupertino.Inc ha sempre dichiarato che loro hanno sviluppato mac os e mac os x.

    Imbroglioni sia Steve Jobs, Steve Wozniak, e tutti gli altri che hanno diretto la Apple Computer Cupertino.Inc.

    La Apple Computer Cupertino.Inc usa da lunghissimo tempo sia il sistema operativo BSD

    h t t p s : / / developer . apple . com /library/mac/#documentation/Darwin/Conceptual/KernelProgramming/About/About.html

    h t t p s : / / developer . apple . com /library/mac/documentation/Darwin/Conceptual/KernelProgramming/About/About.html

    h t t p : / / w w w . macmark . de /files/darwin_evolution.pdf?PHPSESSID=8b8683a81445f69d510734baa13aabfc

    h t t p : / / staffhome . ecm . uwa . edu . au /~00015652/personal/PDFs/WWDC2004-6UP.pdf

    h t t p : / / w w w . pcs . cnu . edu /~mzhang/CPSC450_550/2003CaseStudy/Mach_Presentation_DavidRamsey.ppt

    h t t p s : / / developer . apple . com /library/mac/documentation/MacOSX/Conceptual/OSX_Technology_Overview/SystemTechnology/SystemTechnology.html

    h t t p : / / pastebin . com /DHkJDxy8

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    h t t p : / / developer . apple . com /darwin

    h t t p s : / / w w w . apple . com /pr/library/2002/09/25Apple-Open-Sources-Rendezvous.html

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    h t t p s : / / w w w . apple . com /pr/library/2001/01/09Apples-Mac-OS-X-to-Ship-on-March-24.html

    h t t p s : / / w w w . apple . com /pr/library/2001/03/07Mac-OS-X-Gold-Master-Released-To-Manufacturing.html

    h t t p : / / w w w . apple . com /pr/library/2002/07/17Apple-Announces-Mac-OS-X-Jaguar-Server-Worlds-Easiest-to-Manage-UNIX-Based-Server-Software.html

    h t t p s : / / lists . apple . com /archives/darwinos-users/2005/Apr/msg00021.html

    Realizzare da zero è qualcosa di ampiamente difficile e richiede molto tempo, ad Apple Computer Cupertino.Inc NON è interessato prendere per i fobdelli gli utenti dicendo che aveva realizzato un sistema operativo.

    Apple Computer Cupertino.Inc NON ha realizzato proprio nulla, se non un pò di interfacce grafiche.

    Quanto al lato sistemi operativi, esistevano già da un bel pezzo, ma la gente è superficiale, dunque ama essere coglionata e dunque il successo di Apple Computer Cupertino.Inc è nel fottere il prossimo, così come fanno tutte le compagnie.

    Chi si distingue da questi comportamenti è la Free Software Foundation
    h t t p : / / w w w . fsf . org che essendo una fondazione No-Profit, porta avanti lo sviluppo software, dando il massimo a tutti gli utenti che raccoglie e che usano il Software Libero.

    Dunque se state per passare a mac os, comprate pure un computer portatile di ottime prestazioni, poi decidete se volete installare distribuzioni GNU/linux 100% Software Libero FreeVMS; GNU/HURD; GNU/KFreeBSD; (GNU/linux Blag; GNU/linux Dragora; GNU/linux Dynebolic; GNU/linux gNewSense; GNU/linux GuixSD; GNU/linux Musix; GNU/linux Parabola; GNU/linux Trisquel; GNU/linu Ututo); oppure se il vostro intento è quello di sacrificare la Vostra LIBERTA’ ed allora potete fare affidamento su: FreeBSD; NetBSD; OpenBSD….

    saluti

  • # 20
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Un post delirante del solito fanatico del software diversamente libero.

    Primo, se Sir Clive avesse dovuto adottare GNU & compagnia per avere un s.o. per il QL, starebbe ancora aspettando, come infatti si aspetta da 3 decenni e passa il suo meraviglio s.o.: Hurd.

    Secondo, il BASIC era in dotazione a tutte le macchine dell’epoca, perché occupava poco, era facile da imparare, si poteva infilare in una ROM di pochi KB, e apriva le porte della programmazione alla massa.

    Terzo, il BASIC fu inventato alla Dartmouth University, ma quello per l’Altair fu SCRITTO da Microsoft, e in particolare proprio da Bill Gates. Prodotto molto popolare e TANGIBILE, dunque tutt’altro che Vaporware.

    Quarto, sì, Gates è stato un OTTIMO programmatore, al contrario delle falsità che gli attribuisci. Ma questo è normale, perché il tuo profondo odio verso di lui è palese, per cui è tuo dovere infangarlo in qualunque modo, inventando anche squallide menzogne. Ovviamente lo stesso vale per l’altrettanto odiata Microsoft, ma anche questo è evidentissimo.

    Quinto, Apple non ha inventato l’interfaccia grafica, ma ha realizzato tante cose, e sì: partendo anche da zero. Anche qui un cumulo di menzogne, perché anche Apple merita di essere odiata in quanto multinazionale brutta e cattiva, vero?

    Sesto, BSD lo usa da 15 anni, mentre per un periodo di tempo ben più lungo s’è affidata a ben altri s.o. e software di sistema in generale. Sì, quella roba che fa schifo perché non è diversamente libera, ed è chiusa & proprietaria.

    Settimo, è vero che esistevano già s.o. (mi riferisco a PRIMA che Apple adottasse BSD), ma pochi erano open source e di qualità. Ironia della sorte, il s.o. open source che ha la più spettacolare interfaccia grafica è proprio OS X, basato su Mach + FreeBSD, ma la cui GUI è… chiusa col catenaccio da Apple.

    Ottavo, e sempre al contrario della menzogne che riporti, sono di gran lunga più liberi di quelli diversamente liberi, perché hanno la licenza più permissiva in assoluto, dopo quella public domain. Al contrario GPL et similia è la licenza in assoluto più liberticida (e virale), visto che le fondamenta su cui si basa non sono libertà, ma restrizioni e costrizioni (sempre al contrario di quello che propaganda la FSF, Stallman, e in generale tutti i fanatici che gli stanno dietro, che ridefiniscono a loro piacere il significato della parola libertà).

    Dunque, e per concludere, la tua falsa e meschina propaganda valla a fare da un’altra parte, e soprattutto con chi non conosce come stanno le cose.

  • # 21
    Giorgio Garabello
     scrive: 

    Ciao a tutti, se qualcuno di voi è interessato al QL, alla sua evoluzione , a (ri)comniciare ad usarlo..
    qui puo’ trovare un sacco di informazioni
    http://www.sinclair-ql.it

    Giorgio

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