di  -  lunedì 13 luglio 2009

Nota dell’autore:  Prima di parlare dell’argomento del post, vorrei sottolineare il mio appoggio a tutti coloro che parteciperanno alla protesta contro la legge bavaglio che ormai è così spudorata da raggiungere anche blog, social network, forum e pagine personali dei cittadini italiani. La limitazione della libertà di espressione in Italia ormai sta raggiungendo livelli inaccettabili, e tra un po’ non ci sarà più permesso comunicare nemmeno tramite messaggini twitter come succede ora in Iran. Spero che gli Italiani, specialmente le persone giovani che hanno in mano le sorti del paese, oltre che le proprie, trovino il coraggio e la forza di ribellarsi.

Ho spesso avuto la sensazione che la discussione sugli OGM sia strumentalizzata e talvolta faziosa. Per me quindi è un grande sollievo leggere un testo come quello messo a disposizione nel sito Libero da OGM ,  scaricabile qui in formato pdf. In questo post cercherò di riassumere in modo molto molto stringato alcune delle idee presentate, ma suggerisco a chiunque sia interessato di leggere il dossier.

Inoltre, come suggerisce Dario Bressanini, è consigliabile per chi è favorevole agli ogm leggere questo dossier, e per chi è contrario il numero dei Quaderni di Darwin dedicato agli OGM. E’ sempre una buona idea leggere documenti con opinioni diverse dalle nostre, sooprattutto se sono ben documentati.

Ma parliamo dell’ottimo documento prodotto dal dott. Michele Pisani, specializzato in Biotecnologie vegetali e microbiche. Come spiegato nell’introduzione stessa, questo documento è stato messo a disposizione dalla Coalizione ItaliaEuropa – Liberi da OGM. In questo lavoro l’approccio è decisamente molto diverso dai soliti pamphlet e siti web contrari agli OGM: si utilizza un approccio scientifico.

Ci sono sicuramente spiegazioni e documenti di cui io non sono a conoscenza, ma per quanto mi riguarda questo è il primo lavoro veramente serio che ho letto contro l’utilizzo degli OGM in Italia. Come dice l’autore: “Abbiamo tentato una strada alternativa rispetto alla moltitudine di documenti che si possono reperire in rete circa l’argomento in questione, dalla cui lettura emerge spesso una visione troppo ideologica e molto fuorviante sul piano tecnico-scientifico, sommata alla tendenza ad associare in modo univoco il termine “biotecnologie” agli organismi geneticamente modificati.”

Ed è proprio questa frase che mi ha convinto ad armarmi di pazienza e leggere le 56 pagine del documento. Mi ha incuriosito enormemente, perché, a livello scientifico, non ci sono molte argomentazioni valide contro gli OGM. La mia opinione precedente alla lettura di queste pagine è che le argomentazioni di chi è contrario agli OGM crollano miseramente di fronte alle spiegazioni scientifiche, chi parla di superinsetti, supererbaccie, chi crede che mangiare della verdura modificata geneticamente possa in qualche modo influenzare la nostra digestione o il nostro corpo, non ha nessun fondamento scientifico per dire queste cose. Diverso è il discorso economico. Su quello c’è da discutere e si deve discutere.

La prima parte del dossier spiega la differenza tra biotecnologie e OGM. Le biotecnologie, in forma di base, sono sempre esistite, fin da quando l’uomo si è prodigato per far lievitare il pane, far fermentare l’uva e il malto per produrre vino e birra, trasformare il latte in formaggio e così via.

Inizialmente però queste lavorazioni erano quasi inconsce,  solo nell’ultimo secolo l’uomo ha capito come modificare il DNA di una forma vivente per modificarne le caratteristiche fisiche. Il primo esempio di prodotto generato tramite l’ingegneria genetica risale al 1982, quando è stata immessa sul mercato l’ Insulina.

Se l’ingegneria genetica, in particolare la tecnica di ricombinazione dei DNA (ovvero quando viene inserito parte di un dna in un dna diverso), modifica il DNA di un organismo vivente, allora si dice che quell’organismo è geneticamente modificato. Visto che solo i gemelli omozigoti hanno il dna uguale al 100%, basta modificare il dna di un qualsiasi essere vivente con quello di un altro, anche della stessa specie, per poter parlare di OGM (per cui anche portando il dna di una pianta di grano a un’altra pianta di grano).

Il processo ha dei risultati abbastanza simili rispetto alla modifica del dna attraverso incrocio naturale, o riproduzione sessuale, ma ha delle differenze sostanziali:

  • È molto più specifico, ovvero permette di modificare tutte e sole le caratteristiche del dna a cui siamo interessati
  • Non è possibile sapere in anticipo in che posizione del dna si andrà ad inserire il frammento esterno che viene inserito. La legislazione attuale, però, obbliga ad uno studio approfondito delle conseguenze in base a tutte le posizioni possibili che potrebbe assumere.

Tra gli anni 80 e 90 si ha il boom delle coltivazioni e della ricerca sulla vegetazione modificata geneticamente. Una delle bibbie di chi è contrario agli OGM è l’articolo pubblicato su Nature nel 99 da parte dell’ entomologo John Losey (Losey, J.E., L.S. Rayor, and M.E. Carter. 1999. Transgenic pollen harms monarch larvae. Nature 399:214. ), in cui accusa le piantagioni di mais OGM di creare gravi danni alle popolazioni di farfalla monarca. La comunità scientifica è subito stata molto scettica su questo punto, e ben presto lo stesso autore ha dovuto ritirare la sua tesi sostenendo che non vi erano prove sufficienti per collegare la piantagione di mais con i problemi della farfalla monarca.
Le principali ragioni che stanno dietro all’introduzione di piantagioni OGM sono le seguenti:

  1. Massimizzare la produzione di piante coltivabili;
  2. Migliorare la qualità nutrizionale di alcuni prodotti agricoli;
  3. Generare resistenza a parassiti e altri patogeni;
  4. Sviluppare linee capaci di crescere in condizioni ambientali avverse quali siccità, alta salinità del terreno e gelo;
  5. Produrre molecole farmaceutiche con proprietà terapeutiche e profilattiche per l’uomo e gli animali non naturalmente presenti nelle piante, dando quindi la possibilità di utilizzare sistemi e tecnologie agronomiche di larga scala
  6. Proporre una soluzione al problema della fame nel Mondo

Le principali risposte di chi è contrario all’utilizzo degli OGM sono le seguenti:

  1. I paesi capitalistici stanno già avendo una superproduzione di prodotti agricoli che vengono spesso sprecati o distrutti per farne aumentare il costo al consumatore
  2. La resistenza delle piante non è assicurata, visto che ricerche in tal senso dovranno per forza di cose sostenere prove e controlli al fine di mantenere la salubrità del prodotto
  3. Stesso discorso per quanto riguarda la qualità nutrizionale del prodotto: il successo non è garantito e il lavoro per raggiungere buoni risultati è enorme
  4. Attualmente sono pochissimi i paesi e ancora meno le varietà vegetali OGM che hanno trovato il loro spazio nel mercato. Dopo molti sforzi sono quindi pochi i risultati.

Personalmente credo che queste critiche lascino un po’ il tempo che trovino. Innanzi tutto noto con piacere che nessuno scienziato in buona fede può discutere sull’utilità di produrre molecole farmaceutiche utili per l’uomo. Vorrei aggiungere che la produzione di massa della colza e dell’olio di colza, potrebbe rappresentare un grande aiuto nel campo automobilistico, come tampone mentre si studiano soluzioni alternative di trasporto ecologico.

Per quanto riguarda gli altri punti, mi sembra un discorso capzioso dire che non vale la pena investire sulla ricerca degli OGM perché ottenere risultati positivi è difficile. Questa difficoltà va quantificata, e bisogna capire veramente quanto l’uomo è disposto a spendere per avere piante che crescono nel deserto o nei paesi più freddi, quanto siamo disposti a spendere per avere delle piante che non hanno bisogno di pesticidi chimici e altri veleni per sopravvivere, e che quindi potremo mangiare senza la paura di ingoiare anche veleni cancerogeni e di altra natura.

Secondo me, il gioco vale la candela. E’ vero che attualmente sono pochi i paesi che producono in massa prodotti OGM, ma questo è vero anche a causa del volere popolare, generalmente contrario a queste attività. Inoltre anche se le varietà più comuni sono solo grano, cotone, soia e colza, solo in Italia sono stati studiati molti altri prodotti, quali Cicoria, Ciliegio, Cocomero, Colza, Dimorfoteca, Fragola, Geranio, Ginestrino, Kiwi, Grano, Lampone, Lattuga, Mais, Melanzana, Melone, Olivo, Patata, Pomodoro, Riso, Soia, Statice, Tabacco, Vite, Zucchine.

Se si desse un via alla ricerca, l’Italia potrebbe assumere una posizione di rilievo e contrastare il principale problema del mercato OGM: i bevetti (costosi) in mano di pochi. Io non credo che la cultura OGM sia tout court la soluzione a tutti i nostri problemi. Ritengo però che sia una possibilità che la scienza e la tecnologia ci offre e dobbiamo essere estremamente attenti a sfruttarla nel modo migliore per l’uomo e per la natura.

Il discorso è sempre lo stesso. La dinamite è stata un’invenzione che si è rivelata estremamente pericolosa e letale. Ci permette però di costruire gallerie, aumentare le nostre possibilità edilizie e molte altre cose. Non è la dinamite in se che uccide le persone, sono le persone che se la lanciano addosso.

Analogamente, per quanto riguarda gli OGM, i rischi ci sono, soprattutto a livello economico, ma anche a livello ambientale per la vita di funghi e insetti . Ci possono essere anche degli enormi vantaggi, sia per l’uomo che per l’ambiente. Ho fatto l’esempio della colza, ma non dimentichiamoci i vantaggi di crescere frutta e verdura in situ, senza dover usare camion e aerei per fargli fare il giro del mondo.

27 Commenti »

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  • # 1
    samuele
     scrive: 

    “specialmente le persone giovani che hanno in mano le sorti del paese, oltre che le proprie, trovino il coraggio e la forza di ribellarsi.”

    Ma quali persone giovani che hanno in mano le sorti del paese? Qui, al governo ci sono sempre 60-70enni !

  • # 2
    Magilvia
     scrive: 

    Direi che hai trascurato alcuni aspetti fondamentali in questo articolo.
    Prima di tutto l’argomento principale di difesa agli ogm, ovvero che sono millenni che viene praticata dall’uomo, non è assolutamente applicabile al caso odierno: infatti prima dell’ingegneria genetica si riusciva ad ottenere solo pochi piccoli cambiamenti alla volta, che poi venivano “testati” sulla popolazione per decenni. Ora invece abbiamo un gran numero di cambiamenti radicali le cui conseguenze non potremo conoscerle veramente prima di un trentina d’anni.
    Secondo, il cappio che gli ogm mettono ai coltivatori non viene neanche menzionato: le piante ogm non sono fertili per cui costringono il coltivatore diretto a riacquistarli tutti gli anni. Questo prima di tutto annulla parzialmente il vantaggio economico, che dovrebbe essere uno dei motivi principali per l’adozione degli OGM. Inoltre annulla completamente la ridicola motivazione citata di usarli come soluzione alla fame nel mondo.
    In conclusione, si agli OGM ma con molta moderazione: attendiamo almeno un ventina d’anni in modo che emergano gli effetti sulle popolazioni che non si fanno scrupolo ad usarli e poi decidiamo.

  • # 3
    Mauro
     scrive: 

    Concordo con Magilvia.
    Inoltre so per certo che produzioni non OGM (anche qualitativamente migliori degli OGM come % di umidità, taglia ecc) vengono pagate meno all’agricoltore proprio perché non OGM!

  • # 4
    Banjo
     scrive: 

    Quotone per Magilvia.

  • # 5
    demon77
     scrive: 

    @ Magilvia

    Devo dire che mi hai tolto le parole di bocca! ;-)

  • # 6
    Senza Es
     scrive: 

    aggiungo a Magilvia e Mauro
    pare inoltre che le rese produttive degli OGM, non siano molto differenti da quelle dei prodotti naturali.

  • # 7
    blackshard
     scrive: 

    Boh, io sono d’accordo nel dire che molto probabilmente mangiare una pianta OGM e mangiare una pianta “regolare” non cambia molto. Se ci si rende conto che la pianta OGM non produce tossine, non diventa velenosa una volta che finisce nel nostro apparato digerente viene via via scissa in molecole semplici, che sono le stesse della pianta regolare.

    Tuttavia magilvia ha assolutamente ragione quando si parla di infertilità delle piante: tutto il mondo ogm è nelle mani di multinazionali e altra gente che ha investito pesantemente e inibisce la fertilità dei semi per poter banalmente vendere le sementi ed evitare che l’agricoltore se li produca da solo. Questo non aiuta per niente l’umanità, ne quella del mondo benestante ne quella del mondo povero.

    Un discorso simile può essere associato a quello dei farmaci, anche se qui si parla di cibo e la necessità è molto più radicale.

  • # 8
    Dario
     scrive: 

    @Magilvia:

    I prodotti OGM non sono assolutamente sterili.
    Inoltre ormai da decenni i coltivatori non usano più conservare i semi (di qualunque coltivazione, OGM o meno) per poi ripiantarli l’anno successivo, perchè avrebbero una resa inferiore rispetto a quelli “freschi” reperibili sul mercato, a causa dell’insorgere di caratteristiche derivanti da geni recessivi che ne diminuirebbero la resa.
    Date un’occhiata a questo link:

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/12/gli-ogm-non-sono-sterili-passando-da-vandana-shiva-e-veltroni-a-nanni-moretti/

  • # 9
    Dario
     scrive: 

    Ah, a scanso di equivoci NON sono il Dario Bressanini curatore del blog che ho linkato ;)

  • # 10
    avve
     scrive: 

    Assolutamente d’accordo con le argomentazioni (non tutte ma quella dell’infertilità delle piante sì) di Magilva, assolutamente contario sulla conclusione.

    E’ proprio per il motivo che gli OGM attualmente costituiscono una trappola legale per vincolare i coltivatori ad un produttore di semenza (Monsanto?) che bisogna evitare di lasciare il campo libero ad ogni multinazionale del mondo per 20 anni.

    E’ proprio su queste argomentazioni che dobbiamo lottare affinché:
    1) la ricerca sugli OGM non si arresti in italia dando in mano tutti i brevetti alle aziende straniere;
    2) si acquisti una forza sul mercato (anche per mezzo di politiche condivise a livello europeo e oltre) per poter imporre a livello politico dei regolamenti sulle legislazioni brevettuali degli OGM ed evitare lo strapotere delle multinazionali.

  • # 11
    Enrico Pascucci
     scrive: 

    Cito l’articolo:

    Le principali ragioni che stanno dietro all’introduzione di piantagioni OGM sono le seguenti:

    1. Massimizzare la produzione di piante coltivabili;
    2. Migliorare la qualità nutrizionale di alcuni prodotti agricoli;
    3. Generare resistenza a parassiti e altri patogeni;
    4. Sviluppare linee capaci di crescere in condizioni ambientali avverse quali siccità, alta salinità del terreno e gelo;
    5. Produrre molecole farmaceutiche con proprietà terapeutiche e profilattiche per l’uomo e gli animali non naturalmente presenti nelle piante, dando quindi la possibilità di utilizzare sistemi e tecnologie agronomiche di larga scala
    6. Proporre una soluzione al problema della fame nel Mondo

    1, 2, 3. La massimizzazione della produzione per ettaro è sempre a discapito della qualità. La terra può dare alla piante quel che ha, in termini di acqua e sostanze nutritive, se ben tenuta ovviamente. Che la massimizzazione avvenga via OGM o attraverso selezioni, l’agricoltura intensiva va sempre e comunque a discapito della qualità dei prodotti e/o verso l’impoverimento dei terreni. La terra non più fertile poi diventa dipendente dalla concimazione chimica, che ha un costo importante per gli agricoltori, chiudendoli così in trappola.
    La Monsanto, vista (a ragione) come la casa del demonio da tutti gli agronomi che tengono un minimo all’ambiente e alla salvaguardia degli ecosistemi, crea sementi che producono piante sterili capaci di resistere a un pesticida prodotto sempre dalla Monsanto, che distrugge qualsiasi cosa (terreno compreso) tranne la coltura seminata. Anche questo massimizza il raccolto, ma devasta l’ambiente e rende schiavi gli agricoltori.
    Senza bisogno di andare a vedere le colture OGM, basta guardare le differenze a livello nutrizionale tra il mais americano, che costituisce quasi la totalità della produzione del mais per via dell’alta resa/ettaro e le varie specie di mais più antiche, selezionate in passato in Italia.

    4. I terreni si bonificano da migliaia di anni, l’adattamento a condizioni climatiche diverse da quelle originarie di una pianta, se proprio serve, si può ottenere attraverso la selezione delle sementi, come si è sempre fatto.
    Al di fuori di quelli che sono i limiti dell’evoluzione di una pianta nella sua classificazione scientifica non si è mai riusciti ad andare, e tutti i tentativi sono miseramente falliti, anche facendo uso della genetica, per ragioni che potrebbe capire anche un bambino: una pianta di cocomeri, non crescerà mai in mezzo ad un deserto africano.

    5. È una pratica già largamente utilizzata, peccato gli effetti collaterali suddetti, e che le colture modificate geneticamente per produrre grandi quantità di una determinata sostanza chimica, vengano utilizzate in modo massiccio anche dall’industria alimentare, senza che ne veniamo informati adeguatamente oltretutto. Un esempio lampante è l’acido citrico, presente in qualsiasi cosa debba sembrare un agrume senza esserlo e in tantissimi altri prodotti, tra cui quasi tutte le bevande analcoliche gassate in vendita.
    Questo una volta si otteneva dalle eccedenze di produzione di limoni, che ne sono naturali contenitori, ora si estrae da funghi geneticamente modificati per lo scopo.

    6. Il primo a sostenere questo punto, immagino fu l’inventore del collare rigido per le bestie da soma (500 d.C.), stiamo ancora aspettando i risultati… solo chi specula usa tale ipocrita motivazione. Sarebbe poi interessante capire, nel dettaglio, in che modo si possa debellare la povertà nel mondo se si dà il controllo dell’agricoltura, delle sementi e della sussistenza dei terreni a 5 o 6 aziende al massimo in tutto il mondo.

    Inoltre la genetica, rappresenta un problema per lo sviluppo dell’agricoltura e per le società in genere, vista la primaria importanza dell’ambiente e dell’alimentazione per ognuno di noi, senza nemmeno bisogno di andare a modificare sementi.
    Chi se lo può permettere infatti, mappa il genoma di specie esistenti, anche spontanee, e chiude la mappa genetica sotto brevetto, in questo modo si garantiscono l’utilizzo esclusivo delle piante e delle sementi.

    Esistono casi nel mondo di divieti di raccolta di piante spontanee dalle proprietà curative, per lo sfruttamento esclusivo delle suddette nella produzione di farmaci.
    Se comprate una pianta in un consorzio agrario, in molti casi non avrete il diritto legale di selezionare le vostre sementi e di rivendere poi le sementi frutto della vostra selezione.

    Il rigore scientifico può essere usato per definire qualsiasi legge, soprattutto agli occhi di chi ne sa meno.
    La diffidenza spesso fa la differenza nell’evoluzione delle specie animali. Tanto più se i motivi per diffidare sono più di quelli per cui parrebbe conveniente fidarsi.

    Infine le quattro motivazioni riportate a sostegno dell’ostilità agli OGM, sembrano voler dire che siccome i detrattori non hanno ancora ben capito come funziona il nuovo giochino è meglio andarci piano ed aspettare nuovi risvolti. Ma non tutti i detrattori sono scemi e disinformati.

  • # 12
    Verbena
     scrive: 

    Spezzo una lancia a favore dell’infertilità delle coltivazioni OGM, solo se effettuata per un motivo più che valido come quello che esporrò.
    Immaginiamo una specie OGM fertile, non lungamente e strenuamente testata, superiore in tutto dal punto di vista della robustezza, adattabilità, resistenza ai parassiti animali e vegetali, rispetto alla specie originaria, non modificata. Alla lunga, se fosse fertile e facilmente seminabile/riproducibile, sostituirebbe al 100% la specie normale. A questo punto a causa di una mutazione autonoma, non prevista in sede di studio, il prodotto viene reso immangiabile se non addirittura velenoso, o anche senza questa mutazione un certo parassita non previsto perchè dedito a mangiare altro scopre il nuovo cibo e lo attacca con successo. Sarebbe una catastrofe immane su scala mondiale se il prodotto OGM fosse il grano o il mais o altra primaria coltivazione per noi indispensabile e non ci fossero più coltivazioni di prodotto agricolo tradizionale.
    Direi, prima di affidarci al 100% a prodotti OGM non sterili, di smorzare i facili entusiasmi verso le loro doti positive cercando, prima di introdurli in massa, tutti i punti deboli possibili che potrebbero trasformare un aiuto in un pericolo mortale.
    In questo senso la sterilità delle sementi OGM fornirebbe un valido strumento di controllo contro gli errori dell’uomo, di converso però rende il coltivatore assoggettato al gruppo industriale che produce sia le sementi che i prodotti di supporto e qui bisogna vedere dove sta il male minore.

  • # 13
    malkavo
     scrive: 

    un articolo che non spara a zero sugli OGM…interessante. lo cito:
    “Se l’ingegneria genetica, in particolare la tecnica di ricombinazione dei DNA (ovvero quando viene inserito parte di un dna in un dna diverso), modifica il DNA di un organismo vivente, allora si dice che quell’organismo è geneticamente modificato.”

    questa frase è corretta e, a mio avviso, da considerare prima di fare qualunque ragionamento sull’argomento in quanto il termine OGM non significa organismo geneticamente modificato.
    significa:
    Organismo Geneticamente Modificato utilizzando tecniche di ingegneria genetica. sembra una differenza da poco, ma non lo è.
    non tutti sanno che sono anni che vengono creati organismi modificati geneticamente, ma non si chiamano ogm perchè la tecnica utilizzata non è/era l’ingegneria genetica, ma la mutazione indotta con agenti mutageni e/o radiazioni ed una successiva selezione dei singoli organismi con qualità “interessanti”.
    fate una ricerca sul grano Creso (http://it.wikipedia.org/wiki/Triticum e andate in fondo)e scoprirete, se non lo sapete già, che per anni, e anche tutt’ora, abbiamo mangiato pasta e pane fatti con un grano ottenuto da mutazioni causate dai raggi x. mutazioni che nessuno conosce, sia nel numero che nel tipo di geni coinvolti.
    avete notato che 20 anni fa il grano era ad alto fusto e ora è molto basso? è grano mutato con radiazioni ionizzanti e lo mangiamo tutti i giorni senza sapere quali mutazioni ha. ma di questo grano nessuno parla, e non fa male ne a noi ne all’agricoltura perchè non è OGM. siamo sicuri? alcuni presumono che questa sia la causa dell’incremento dei malati di celiachia.
    e non è mica l’unico caso…
    l’ingegneria genetica permete di conoscere esattamente il gene che sarà inserito o anche tolto in alcuni casi.
    e permette anche di sapere dove è stato inserito il gene in relatà, o meglio di selezionare tra i vari cloni prodotti, quello che ha l’inserto esattamente nel punto voluto, scartando gli altri.
    se al pomodoro tolgo il gene che permette la sua maturazione per avere un pomodoro che matura più lentamente so perfettamente cosa sto facendo e penso si debba aspettare anni per vedere le conseguene sull’uomo (ho citato questo perchè è stato realizzato realmente).
    quindi se mai è il contrario, prima si facevano comunque mutazioni genetiche e/o incroci che portavano numerose mutazioni sconosciute, gli ogm sono un’altra cosa.
    chi sostiene che gli ogm siano un problema per la salute dell’uomo e dell’economia agricola dovrebbe allora anche sostenere che le tecniche utilizzate fino ad ora sono dannose esattamente come l’ingegneria genetica se non di più, è questo il punto.
    come dice Dario gli OGM non sono sterili, almeno di per se, ma ad ongi modo molte delle piante coltivate erano già praticamente sterili anche prima o cmq l’utilizzo delle sementi eventualemnte prodotte in azienda non era conveniente.
    tutte o quasi le piante coltivate dall’uomo sono create dall’uomo stesso, anche semplicemente con anni ed anni di selezioni, quindi anche le normali pratiche agricole riducono la biodiversità, gli ogm non andrebbero certo a peggiorare le cose. è una tecnica nuova ed è forse normale che sia vista come uno spauracchio, ma dal punto di vista strettamente alimentare non lo è. gli OGM non fanno male. penso sinceraemtne che si sia un pò di disinformazione su questo argomento, quindi bene vengano articoli come questo.
    poi è ovvio che è una tecnica con enormi potenziali (si potrebbe usare anche sugli animali e addirittura sull’uomo) quindi andrebbe ben regolamentata perchè un suo uso indiscrimiato potrebbe essere dannoso. vedi il caso della monsanto citato da Enrico P., perchè quei pesticidi fanno male acnhe a noi.

  • # 14
    Enrico Pascucci
     scrive: 

    Il problema non è capire se mangiare frutti di piante geneticamente modificate faccia male o meno.
    Non è lì il problema.

  • # 15
    zephyr83
     scrive: 

    Nn so certo uno che “prende” quello che passa e si fa condizionare facilmente, solitamente cerco di informarmi…..ma leggendo questo articolo e questa discussione ho pensato tutto e il contrario di tutto. Nn mi stupisco che ci sia tanta confusione sull’argomento e che sia facile “influenzare” la massa.
    Se nn si riesce minimamente ad vedere uno spiraglio qui che c’è la possibilità di argomentare figuriamoci se è possibile farlo per mezzo di canali di informazione più ampi come tv e giornali!!
    Alla fine qual è la conclusione? che in teoria sarebbe una risorsa in più ma per colpa della natura egoista e ingorda dell’uomo rischia di diventare uno strumento di “distruzione”?

  • # 16
    arkanoid
     scrive: 

    Nota alla nota dell’autore: bellissime parole, ma ribellione in democrazia significa votare chi ha idee che si ritiene di poter supportare, al momento in italia non ci sono persone che si siano schierate con idee e capacità degne di ribaltare una situazione compromessa. Sarei ben contento di non dover sentire parlare di scelte personali discusse in parlamento ogni due giorni, ma al momento chi propone idee nuove si è ampiamente dimostrato un incapace. Condivido la nota nello spirito, non nel merito. Sostenere quelli che adesso si mostrano come diversi ma non lo sono è per me la cosa più sbagliata che si opssa fare per cambiare qualcosa.

  • # 17
    arkanoid
     scrive: 

    Commento all’articolo: mi trovo in linea con il punto di vista dell’autrice, con una conclusione diversa.
    E’ pur vero che sono contrario all’impedimento riguardo la ricerca scientifica, la terra è una palla su cui qualcuno da qualche parte fa il cazzo che vuole, mi si passi il termine, ed è da scemi e bigotti volersi coprire gli occhi; questo anche per quel che riguarda anche cose come la fecondazione assistita, una coppia che vuole un figlio e non sette deve per forza andare all’estero a cercare di fare quel che deve, e non se ne capisce il perchè.
    Però il mondo della ricerca di questo tipo è dominato da aziende che non badano troppo alle conseguenze che la diffusione di una specie dominante sicuramente ha.
    In questa fase deve inserirsi la regolamentazione: a me piacevano alcunio sapori che trovavo nei frutti una volta, ed ora non ci sono più. La standardizzazione, l’uniformità di resa e qualità può anche non essere una cosa positiva.
    Inoltre, prima di coinvolgere la manipolazione artificiale a questo livello sarebbe secondo me un passo importantissimo vedere perchè c’è necessità di queste colture: guardando in che stato di trova il terreno di un campo coltivato intensivamente ed un campo di medica a lato di un bosco si vede che c’è troppa differenza. Non ho le conoscenze per dire se questa differenza abbia un impatto sulla necessità di usare prodotti per salvaguardare la possibilità dei frutti di nascere, crescere e mantenersi, ma non vedo nessuno rompersi la testa per verificarlo, prima di passare al altre vie.
    COsì come l’acacia ha devastato le nostre belle foreste dopo che è stata importata, non ci vuole molto tempo perchè colture selettivamente migliori di altre portano alla scomparsa locale se non all’estinzione di altre che magari non sono commerciali ma è bello che ci siano.

  • # 18
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    Faccio un tentativo di risposta generica. A parte alcuni commenti che mi fanno pensare che l’autore non abbia letto il post (quante parole devo spendere per dire che OGM e biotecnologie sono due cose ben diverse, e che se le biotecnologie in una certa forma sono presenti da secoli, l’OGM è una cosa estremamente nuova e ancora in buona parte non conosciuta??? Mah… Tra l’altro ho linkato un documento lunghissimo che spiega in modo estremamente approfondito la differenza e giunge come concludione ad essere CONTRO agli OGM. La mia tesi, la ripeto per chi non l’abbia capito ad una prima lettura del post, è che gli OGM possono essere potenzialmente pericolosi, soprattutto per quanto riguarda l’ecosistema ed il lato economico della questione, e proprio per questo vanno studiati, capiti e compresi fino in fondo, per spremerne i risvolti positivi che sono sicura esserci. Come ha sottolineato qualcuno, chiudere gli occhi e nascondersi a struzzo per non vedere ciò che non ci piace non aiuta a risolvere i problemi o ad evitare i rischi. Questo post, come altri che scrivo, vogliono prima di tutto stimolare l’interesse, onde evitare che slogan e frasi ad alto impatto mediatico possano inficiare le nostre opinioni, che invece dovrebbero essere sempre basate sulla documentazione e sull’analisi dei pro e dei contro degli argomenti. Tenete a mente questo anche per i prossimi post ;-)

  • # 19
    Bellaz
     scrive: 

    Certo è che, lasciato da parte il problema alimentare ( che comunque secondo me è più un problema di controllo e di legislazione in materia) , Gli ogm hanno in potenza capacità impressionanti. Oltre al ruolo di ‘produttori’ di farmaci , che già ora ricoprono, in futuro si potrebbero avere OGM che fissano o decompongono agenti inquinanti, OGM che servono a fertilizzare e a portare umidità in aree desertiche, OGM che insieme alle nanotecnologie, permetteranno la costruzione di materiali speciali.

    Le applicazioni potenziali sono molte, ciò che bisogna fare è permettere una ricerca libera ( Nb. non senza regole) senza le ipocrisie di questo o quello schieramento in materia di ricerca (perchè, qualunque cosa si dica , sia dx che sx rifuggono certi tipi di ricerca, e si ergono a difensori della stessa solo quando fa loro comodo) .

  • # 20
    malkavo
     scrive: 

    @ eleonora
    non so se ti riferivi al mio post.
    cmq non ho scritto che stavo rispondendo al post di Magilvia e a chi la quotava, mi sembrava scontato, ma forse non lo era.

  • # 21
    Eleonora Presani (Autore del post)
     scrive: 

    @malkavo
    A dire il vero mi riferivo proprio a Magilvia e a qualcuno che riprendeva il suo discorso.Anzi, il tuo commento era molto esplicativo, credo.
    Tra láltro confermo chi ha già spiegato che anche nelle culture classiche ormai si ricomprano i semi ogni anno.

  • # 22
    v1
     scrive: 

    quoto il primo commento di malviglia ma anche quello di verbena. il resto? sorry tl;dr

  • # 23
    Biotecnologie: Basta Bugie!
     scrive: 

    Ho visto solo ora questo pezzo che devo dire trovo interessante e, finalmente, onestamente equilibrato.

    Nella discussione vedo però che si è presa la tangente e sono tornati fuori tutti i classici luoghi comuni sul tema. Non potendo rispondere a tutti puntualmente vorrei chiarire alcuni concetti di base essenziali per un dibattito sensato:

    1) gli OGM non sono sterili. Sono generalmente ibridi ed è cosa ben diversa.
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2009/03/lavvocato-del-diavolo.html

    2) il mercato del seme è già in mano alle multinazionali, anche senza gli OGM. Certo, per chi crede ancora alla favola del mulino bianco, può sembrare strano, ma è così, spiacente. E le varietà non OGM presentano i medesimi rischi delle varietà OGM (se non peggiori)
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2009/04/tutto-campo-sui-2-pesi-e-2-misure.html

    3) ogni anno vengono messe in commercio migliaia di nuove varietà di mais a livello mondiale. In cosa differiscano geneticamente da quelle seminate l’anno precedente nessuno sa. Funzionano solo meglio.
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2009/02/le-figlie-di-madama-dore.html

    4) Vengono immesse nuove varietà sul mercato perchè sono MIGLIORI. Più resistenti alle malattie, più produttive, più adatte alla lavorazione e così via (non per altro, ma esistono grani selezionati appositamente da pasta, da pane, ecc). Se fossero peggiori nessuno le userebbe. In ogni caso inviterei i cultori del “si mangiava meglio quando si mangiava peggio” a coltivare il teosinte (come madre natura vuole) e a smettere di coltivare tutte le specie non autoctone: mais, patata, pomodoro, melanzana…
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2007/10/quando-una-mezza-verit-diventa-una_27.html

    5) Se c’è un qualcosa che viene controllato per la sua sicurezza prima dell’immissione in commercio questi sono gli OGM. Se qualcuno pensa il contrario lo invito a leggersi la normativa di riferimento e a paragonarla a quella prevista per le varietà convenzionali che presentano comunque rischi analoghi.
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2008/02/ogm-che-calvario.html
    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2008/03/la-scoperta-dellacqua-calda.html

    Chiudo con una osservazione amara. Nessuno è contro la ricerca sulla carta, ma di fatto, da quasi 10 anni in Italia è bloccata solo per motivi politici e, quel poco che finora si è fatto, poichè ha dato risultati favorevoli agli OGM è pure stato insabbiato. Insomma, si dice che non si sa abbastanza non perchè se ne vuole sapere di più, ma per velare di ragionevolezza una posizione ideologica su questo tema (dopotutto esistono ormai più di 7000 pubblicazioni scientifiche su questo tema è che nessuno lo sa e chi lo sa lo tace).

    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2007/11/questi-dati-non-dovevamo-vederli-quali.html

    Buon lavoro!
    BBB!

  • # 24
    Biotecnologie: Basta Bugie!
     scrive: 

    Ho visto solo ora questo pezzo che devo dire trovo interessante e, finalmente, onestamente equilibrato.

    Nella discussione vedo però che si è presa la tangente e sono tornati fuori tutti i classici luoghi comuni sul tema. Non potendo rispondere a tutti puntualmente vorrei chiarire alcuni concetti di base essenziali per un dibattito sensato:

    1) gli OGM non sono sterili. Sono generalmente ibridi ed è cosa ben diversa.

    2) il mercato del seme è già in mano alle multinazionali, anche senza gli OGM. Certo, per chi crede ancora alla favola del mulino bianco, può sembrare strano, ma è così, spiacente. E le varietà non OGM presentano i medesimi rischi delle varietà OGM (se non peggiori)

    3) ogni anno vengono messe in commercio migliaia di nuove varietà di mais a livello mondiale. In cosa differiscano geneticamente da quelle seminate l’anno precedente nessuno sa. Funzionano solo meglio.

    4) Vengono immesse nuove varietà sul mercato perchè sono MIGLIORI. Più resistenti alle malattie, più produttive, più adatte alla lavorazione e così via (non per altro, ma esistono grani selezionati appositamente da pasta, da pane, ecc). Se fossero peggiori nessuno le userebbe. In ogni caso inviterei i cultori del “si mangiava meglio quando si mangiava peggio” a coltivare il teosinte (come madre natura vuole) e a smettere di coltivare tutte le specie non autoctone: mais, patata, pomodoro, melanzana…

    5) Se c’è un qualcosa che viene controllato per la sua sicurezza prima dell’immissione in commercio questi sono gli OGM. Se qualcuno pensa il contrario lo invito a leggersi la normativa di riferimento e a paragonarla a quella prevista per le varietà convenzionali che presentano comunque rischi analoghi.

    Chiudo con una osservazione amara. Nessuno è contro la ricerca sulla carta, ma di fatto, da quasi 10 anni in Italia è bloccata solo per motivi politici e, quel poco che finora si è fatto, poichè ha dato risultati favorevoli agli OGM è pure stato insabbiato. Insomma, si dice che non si sa abbastanza non perchè se ne vuole sapere di più, ma per velare di ragionevolezza una posizione ideologica su questo tema (dopotutto esistono ormai più di 7000 pubblicazioni scientifiche su questo tema è che nessuno lo sa e chi lo sa lo tace).

    Buon lavoro!
    BBB!

  • # 25
    nino
     scrive: 

    “1) gli OGM non sono sterili. Sono generalmente ibridi ed è cosa ben diversa.”

    Anche il Mulo è ibrido ed infertile , spiega la diversità , tra infertile e fertile .

    “2) il mercato del seme è già in mano alle multinazionali, anche senza gli OGM. Certo, per chi crede ancora alla favola del mulino bianco, può sembrare strano, ma è così, spiacente. E le varietà non OGM presentano i medesimi rischi delle varietà OGM (se non peggiori)”

    Pura fantasia , se già hanno in mano tutto perchè introdurre un’ulteriore step a cosa mirano ?
    Forse al controllo globale del cibo e quindi delle popolazioni , dà far morire di fame .

    “3) ogni anno vengono messe in commercio migliaia di nuove varietà di mais a livello mondiale. In cosa differiscano geneticamente da quelle seminate l’anno precedente nessuno sa. Funzionano solo meglio.”

    La biodiversità è qualcosa che non rientra nei tuoi parametri mentali , ne in quelli delle multinazionali .

    “4) Vengono immesse nuove varietà sul mercato perchè sono MIGLIORI. Più resistenti alle malattie, più produttive, più adatte alla lavorazione e così via (non per altro, ma esistono grani selezionati appositamente da pasta, da pane, ecc). Se fossero peggiori nessuno le userebbe. In ogni caso inviterei i cultori del “si mangiava meglio quando si mangiava peggio” a coltivare il teosinte (come madre natura vuole) e a smettere di coltivare tutte le specie non autoctone: mais, patata, pomodoro, melanzana…”

    Non sono migliori ma solo più produttive , scambi la qualità con la produttività .Le specie autoctone sono l’adattamento di piante al clima e al terreno del luogo , in pratica sono una modifica naturale ed automatica .

    “5) Se c’è un qualcosa che viene controllato per la sua sicurezza prima dell’immissione in commercio questi sono gli OGM. Se qualcuno pensa il contrario lo invito a leggersi la normativa di riferimento e a paragonarla a quella prevista per le varietà convenzionali che presentano comunque rischi analoghi.”

    Nel senso che sono già stati testati per qualche migliaio di anni ?
    Pensi che la gente dorma e creda alle tue fandonie capitaliste …

    “Chiudo con una osservazione amara. Nessuno è contro la ricerca sulla carta, ma di fatto, da quasi 10 anni in Italia è bloccata solo per motivi politici e, quel poco che finora si è fatto, poichè ha dato risultati favorevoli agli OGM è pure stato insabbiato. Insomma, si dice che non si sa abbastanza non perchè se ne vuole sapere di più, ma per velare di ragionevolezza una posizione ideologica su questo tema (dopotutto esistono ormai più di 7000 pubblicazioni scientifiche su questo tema è che nessuno lo sa e chi lo sa lo tace).

    Buon lavoro!
    BBB!”

    La ricerca in Italia è bloccata per favorire gli altri Stati e garantendo loro studiosi ultraqualificati a costo zero .7000 pubblicazioni e nessuna sperimentazione clinica su persone nutrite esclusivamente con ogm …
    Se vuoi fare dà cavia accomodati tra 20 anni ci si risente …

  • # 26
    Biotecnologie: Basta Bugie!
     scrive: 

    1) gli ibridi vegetali commerciali non vengono fatti tra specie diverse come asino e cavallo, ma tra linee diverse ad esempio di mais. Da che mondo e mondo, se incrocio mais con mais ottengo ancora mais. Ed il mais è fertile.

    2) se il seme è già in mano alle multinazionali xchè fare gli OGM? Che domanda è? Hai una vaga idea di cosa sia l’innovazione? Gli OGM ecco sono un’innovazione che risponde a problematiche agricole difficilmente risolvibili con altre tecniche. Sì, l’agricoltura ha un sacco di problematiche irrisolte.

    3) grazie. Nei tuoi invece ci sono un sacco di farfalle…

    4) tu credo non abbia capito cosa sia l’agricoltura. Il mais è per caso una specie autoctona italiana? Il grano? Il pomodoro? La patata? Sembra tu stia parlando di cose che non conosci.

    5) cioè tu credi veramente che qualcuno abbia testato qualcuna delle varietà alimentari non-OGM che tu mangi? Ti ricordo che queste varietà hanno una storia che va da pochi anni ad alpiù qualche decennio. Altro che millenni.

    Comunque ti devo ringraziare. Sei una delle prove che cercavo per dimostrare la teoria della montagna di merda.

  • # 27
    vas fvg alto livenza
     scrive: 

    La petizione europea proposta da Greenpeace e da Avaaz da pochi giorni ha raggiunto il milione di firme, per richiedere la moratoria degli Ogm in Europa, fin quando non sarà garantita la creazione di un ente scientifico e indipendente, in grado di valutare tutti gli effetti legati all’introduzione di Ogm nella filiera agricola e alimentare. Le firme verranno consegnate al Presidente Barroso e costituiscono un tentativo di migliorare la partecipazione dei cittadini alla politica europea (come stabilito nel 2009 dal Trattato di Lisbona). Addirittura negli Stati Uniti, negli ultimi mesi si è registrata la crescita della protesta di agricoltori, ambientalisti, consumatori, politici, a causa dei numerosissimi problemi causati dalle colture biotech in USA (contaminazioni, creazione di super-erbacce e di super-insetti, aumento vertiginoso del prezzo delle sementi). Inoltre, nella patria dell’ingegneria genetica, sta venendo meno la fiducia delle autorità competenti che finora hanno dato il via libera ai prodotti geneticamente modificati (USDA, FDA, EPA) e alcuni agricoltori stanno cercando di tornare indietro, acquistando sementi convenzionali. In Italia, i Presidenti delle Regioni ieri hanno rimandato al mittente la proposta della coesistenza e hanno chiesto un impegno preciso all’attuale Ministro dell’Agricoltura Galan per garantire all’Italia la libertà dagli Ogm (attraverso l’attivazione della clausola di salvaguardia sul mais Mon810 e sulla patata Amflora e attraverso una politica coerente nelle sedi politiche comunitarie). La decisione è stata presa all’unanimità, segno che la consapevolezza degli amministratori è notevolmente aumentata negli ultimi anni. Unica eccezione, la Lombardia, che si è astenuta. Peccato, perché il Presidente Formigoni, per non scontentare troppo le multinazionali e i ricercatori/imprenditori che hanno messo radici in Lombardia, ha perso un’occasione di rappresentare le istanze sollevate dalla maggioranza degli operatori lombardi del settore che credono in un modello agroalimentare sostenibile, basato sulla biodiversità e sulla specificità dei territori. Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS http://www.VasFvgAltoLivenza.itinfo@vasfvgaltolivenza.it

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