di  -  venerdì 10 luglio 2009

google_chrome_logo_iconography.jpgGli annunci fatti da Google sono due, ma in realtà la notizia è una sola. L’uscita dalla lunghissima fase beta dei servizi web più evoluti di Google e l’inizio dello sviluppo di Google Chrome OS, sono due passi importanti di un’unica tabella di marcia.

Google Chrome OS arriva in un momento storico in cui gli scenari futuri sono poco chiari e si presenta come molto più di un’alternativa, cioè come un elemento che è destinato a mettere sottosopra lo scenario informatico e il mercato ad esso collegato.

Google non ha specificato gli ambiti in cui dovrà inserirsi il nuovo ambiente di lavoro. Anche se sembra che i primi ad essere equipaggiati con questo sistema operativo saranno dei netbook, di sicuro non rimarrà relegato in questo particolare settore. Anche qui su AD abbiamo negli ultimi anni notato come Google cercasse una strada per la propria affermazione, lontana dagli schemi consolidati di Windows e dai limiti imposti dall’imponente parco utenti di Internet Explorer.

Le informazioni su Chrome OS sono davvero poche al momento, ma da quel poco che ci hanno fatto sapere è già possibile fare un’analisi della strategia di Google per capire cosa ci attende.

Riprendendo le dichiarazioni ufficiali riportate nella news su Hardware Upgrade leggiamo:

“Abbiamo ascoltato molto i nostri utenti ed il loro messaggio è chiaro: i computer hanno bisogno di migliorare. Il pubblico vuole accedere istantaneamente alla propria casella email, senza perdere tempo ad aspettare che il computer ed il browser si avviino. Vogliono i loro computer sempre in attività e veloci e reattivi come quando li hanno comprati. Vogliono che i loro dati siano accessibili ovunque e non vogliono avere la preoccupazione di perderli o di dover fare dei backup. E, ancor più importante, non vogliono impiegare ore a configurare il computer per farlo funzionare con ogni nuovo componente hardware o di preoccuparsi di continui aggiornamenti software.”.

È chiaro quindi che Chrome OS si presenta come una risposta a tutti quei limiti mai superati dai sistemi operativi per pc, prendendo le distanze da quelli che sono i principali limiti e difetti di Windows ma anche delle distribuzioni Linux.

Le parole d’ordine sono efficienza e velocità, sia nell’uso che nella gestione delle funzionalità (ormai la parola “software” comincia ad essere limitante). Caratteristiche fondamentali  per workstation e server, ma che stanno assumendo un’importanza fondamentale anche in altri ambiti, soprattutto legati al mobile e alle aziende con grandi infrastrutture informatiche, in cui l’efficienza si traduce in significativi risparmi di spesa.

Le applicazioni web based a cui ci stiamo lentamente abituando ora, secondo Google sono mature per un uso professionale e, se piaceranno, porteranno nelle grandi aziende un diverso modo di organizzare il flusso di lavoro con significativi risparmi di spesa.

Se si pensa che la versione base della suite è gratuita e liberamente utilizzabile da chiunque e che per avere a disposizione strumenti più evoluti e adatti ad aziende di grandi dimensioni si spendono soltanto 40 dollari all’anno per ogni lavoratore, che si è liberi di utilizzare ogni account da qualsiasi macchina senza licenze aggiuntive e che in questo scenario si eliminano anche i costi di licenza del sistema operativo su tutte le macchine aziendali, è chiaro il netto vantaggio in termini di spesa per l’acquisto di licenze.

Sempre parlando di costi va valutato anche il risparmio nel mantenimento e nel rinnovo del parco macchine. Non è un segreto che le infrastrutture informatiche aziendali che lavorano con Windows abbiano cicli di vita dell’hardware più brevi rispetto alla concorrenza, ma evidentemente questi più alti oneri vengono compensati da una più alta efficienza lavorativa,  grazie a strumenti sicuramente più evoluti.

Con Google Chrome OS, che promette di poter lavorare efficientemente anche da un netbook, diventa enorme il vantaggio in termini di risparmio di risorse, probabilmente senza un significativo divario tra le soluzioni aziendali di Microsoft in termini di funzionalità. Le applicazioni web based di Google soffrono sicuramente di alcuni limiti, ma sono accompagnate da strumenti di sicuro interesse per la condivisione e l’organizzazione del lavoro.

La questione hardware è molto importante, perché un tale scenario andrebbe a mischiare le carte anche tra i produttori di componenti e dispositivi finiti. La strada della leggerezza, scelta da Google, andrebbe a rompere quella sinergia che dura da molti anni, tra produttori di hardware e software, per cui software sempre più “pesante” richiede hardware sempre più “robusto”.

Una sorta di implicita cooperazione, tanto evidente che spinse tempo addietro i più maligni a coniare il nome Wintel, per ironizzare sull’interdipendenza tra i due principali attori del mondo x86. Senza contare il fatto che l’architettura inventata da Intel non è l’unica supportata dal sistema operativo di casa Google. ARM, che in passato ha fatto sapere di voler uscire dagli smartphone e per crescere gradualmente verso i netbook e magari anche oltre, avrà in Chrome OS un valido alleato.

Altro indizio interessante è il momento scelto per questi importanti annunci, che dimostra la volontà di affrontare frontalmente Microsoft. Windows 7 è ormai prossimo al lancio, questo vuol dire che le strategie di Microsoft per gli anni in cui il nuovo SO avrà il compito di dominare il mercato sono già definite e definitive.

L’annuncio di Chrome OS  arriva sufficientemente in ritardo da prendere di sorpresa Microsoft, ma sufficientemente presto per iniziare a gonfiare l’hype prima che Windows 7 venga immesso sul mercato il 22 Ottobre e mettere la pulce nell’orecchio soprattutto agli amministratori che a Ottobre si sarebbero trovati semplicemente a riflettere sul se e sul quando migrare verso il nuovo SO di Redmond.

Oltre le deduzioni, possiamo dedicare anche un ampio spazio a speculazioni, su tutto ciò che non conosciamo. Sappiamo che l’interfaccia di Chrome OS sarà completamente reinventata e che non saremo quindi di fronte ad una delle tante distribuzioni di Linux, ma a qualcosa di nuovo.

Il browser Chrome sarà con tutta probabilità il centro nevralgico dell’interfaccia utente, anche se il browser web vero e proprio, inteso come una finestra aperta sul web potrebbe essere necessario molto meno spesso di quanto possiamo immaginare ora. Il gestore delle finestre stesso probabilmente sarà la porta d’accesso e di esecuzione dei servizi e delle applicazioni web. Un’introduzione a questo tipo di utilizzo del web l’abbiamo già vista con Prism, un progetto nato all’interno di Mozilla Labs. In questo modo, nell’atto pratico dell’utilizzo, si tenderà a perdere la distinzione tra le applicazioni eseguite in locale e quelle disponibili via web.

Sarebbe auspicabile poi, secondo me, che per la realizzazione dell’interfaccia utente venissero utilizzati alcuni nuovi concetti, introdotti per la prima volta da Google Wave, per vedere finalmente qualcosa di realmente nuovo sui nostri monitor da un punto di vista dell’utilità, perché finestre trasparenti, che magari esplodono e bruciano, menù animati e quant’altro, forse rendono l’ambiente di lavoro più accattivante, ma di sicuro non hanno migliorato l’usabilità dei pc e dei suoi parenti stretti.

42 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    Diego
     scrive: 

    La cosa che mi spaventa è che Google ha sempre dimostrato delle strategie di marketing innovative, moderne e subdole.
    Chrome OS potrebbe essere gratuito e avere versioni Enterprise a pagamento… e quella gratuità unita al logo Google (che sulle distro linux non c’è) potrebbe decretare il successo di qualcosa che potrebbe anche essere molto pericoloso… un OS che si aggiorna in modo silente, manda tracking di ogni mossa a Google (che potrebbe essere una manna per il bugfix ma che per la privacy non è bello).
    Io mi aspetto un OS non rivoluzionario ma che con il pacchetto di software marchiato Google potrebbe davvero permettere di gestire brillantemente l’attività medie di uso di un netbook.
    MA A QUESTO PUNTO… PERCHE’ NON USARE UBUNTU, FEDORA, LINUX MINT, MANDRIVA, SLACK O QUALSIASI DISTRO LINUX??
    Hanno la stessa filosofia… solo che non c’è il marchio Google.
    Ciò che veramente rivoluzionerebbe l’informatica sarebbe la fusione dei progetti di due o più distro di successo… non le “Mamme” come Debian, Slack ecc ecc ma delle derivate che sono molto più cool e sono quelle che vengono effettivamente installate sui desktop

  • # 2
    Akula
     scrive: 

    Un OS “InternetCentrico”, da un lato mi stuzzica e da un lato mi terrorizza. Sappiamo che la sicurezza della rete oggi non è di certo migliorata, e che se la connettività ad ogni costo è diventata una priorità per l’utente desktop, lo stesso non si può dire per i computer aziendali, che cercano anzi di tutelarsi dalle insidie del web.

    Comunque chi vivrà vedrà.

  • # 3
    Osmosis
     scrive: 

    Nell’articolo si parla molto delle aziende, dell’impatto che può avere Chrome OS nelle aziende e tante belle cose ma, realmente, avete mai visto un’azienda dove TUTTI i dipendenti usano solamente: editor di testi, fogli di calcolo, presentazioni, email e calendario? Io no.

    In un’azienda saranno forse solo i commerciali e i dirigenti a poter utilizzare un prodotto del genere, l’amministrazione dovrà avere almeno un software per la fatturazione e un software di gestione ordini (e un ufficio amministrativo esiste dappertutto, anche se composto da una sola persona); uno sviluppatore dovrà usare un tool di sviuppo per il linguaggio che usa; un grafico dovrà usare software di grafica; un sistemista dovrà usare alcuni dei vari tool di amministrazione dei sistemi; un architetto un software di disegno… e così via.

    Insomma, secondo me è lodevole l’iniziativa ma, almeno stando alle premesse, resta limitata all’utilizzo in mobilità dove le esigenze sono minime: navigare, controllare l’email e scrivere qualche documento.

  • # 4
    vigor
     scrive: 

    Di distribuzioni Linux che hanno provato a prendere il posto di Windows ne sono pieni i fossi, avanti col prossimo.
    Fra dieci anni saranno ancora qua a chiedersi se Linux riuscira a raggiunegre il 2% dello share, sempre se esisterà ancora.

  • # 5
    Reverso
     scrive: 

    Pulce nell’orecchio degli amministratori? Quale pulce nell’orecchio? Nessuna! Sono amministratore e mi guardo bene dal proporre o anche solo dal discutere le “funzionalità” offerte da un sistema come Chrome OS. Non esiste, ma nemmeno nell’ipotesi più farneticante e folle, che dove lavoro io si prenda in considerazione l’ipotesi, anche solo sfiorandola, di affidare i dati a mezzi esterni a quelli della struttura lavorativa intesa come edificio/edifici. Le macchine devono essere autonome, ognuna con i propri programmi installati, autonome in ogni istante soprattutto svincolate dal web e da servizi web quali desktop o applicativi virtuali, no cloud in sostanza, please! I dati devono restare sotto il controllo esclusivo della struttura al 101%, non esiste la più remota ipotesi di affidarli a strutture esterne e lavorarci in remoto. Il sistema operativo costerà, costerà la manutenzione di OS e programmi, ma questi costi sono ridicoli a confronto del valore dei dati e dall’averli indipendentemente dalle paturnie di un gestore o struttura esterni all’azienda. Il backup lo si fa, quotidianamente o settimanalmente, dipende dalla criticità dei dati, e lo si disloca lontano dalla sede o sedi principali, e finisce lì il contatto con l’esterno circa l’immagazzinamento dei dati. Ritengo una sciocchezza o ingenuità affidarsi ad un OS web oriented per gestire il proprio e l’altrui lavoro, mi sento preso in giro quando leggo queste cose, come se si volesse cancellare con un colpo di spugna ciò che è buono e affidabile per rimpiazzarlo con un giocattolo economico, e magari lustrato come uno specchietto per allodole, gratuito. Cloud computing gestito da altri? No, grazie!

  • # 6
    Kersal
     scrive: 

    @Reverso:
    Ti quoto completamente e aggiungo un altro fattore:
    oggi si ha possibilità di aumentare la propria produttività attraverso l’acquisto di HW più potente. Con il web based questo viene a mancare. Il prodotto web-based è quello che è senza essere influenzato dall’HW sul quale il client gira. Quindi il collo di bottiglia diventa Internet che, come tutti sappiamo, non funziona come un orologio svizzero. Esempio banale: cade un DNS server (succede circa 2 volte l’anno). Tutte le aziende su Google OS si fermano!. Impensabile!

  • # 7
    hello
     scrive: 

    Quoto Osmosis, e vorrei aggiungere che molte delle persone che conosco applicano questa filosofia (in ambiente lavorativo): Non collegare mai ad internet un pc che contiene dati importanti.
    E poi google vive di pubblicità… Se vogliono fare un SO… che se ne stiano nell’ambito domestico. Imho questa idea di avere un servizio disponibile attraverso il web può essere carina… ma non in ambito aziendale.

  • # 8
    hello
     scrive: 

    Reverso ha espresso un po meglio quello che volevo dire anche io.

  • # 9
    gaspode
     scrive: 

    Approvo in pieno il concetto espresso da Reverso, ma mi permetto di aggiungere che non sono pochi gli uffici e gli ambiti lavorativi che beneficerebbero, a livello di costi e di produttività di applicazioni web, solo se fossero cmq slegate da connessioni esterne, ovvero, hostate in locale sui server aziendali.
    Questo è un tipo di approccio che condivido e che credo, non solo futuribile per moltissimi ambiti, ma soprattutto vantaggioso.

  • # 10
    EnricoG
     scrive: 

    Quando nel Novembre del 2007 fu annunciato Android si parlava di rivoluzione per gli smartphone… stiamo ancora aspettando questa rivoluzione. Fino ad oggi le cose migliori di Android le ha fatte HTC con la UI del modello Hero e non certo Google.
    Il Google store fa sorridere se paragonato all’Apple store. A Novembre 2009 saranno passati due anni da quell’annuncio e Android sara’ ancora solo un prodotto di nicchia con pochissimi utenti.
    E stiamo parlando di un settore (quello dei telefoni) dove la volatilita’ e’ altissima, dove passare da un modello ad un’altro e’ normale e dove non c’e’ una “barriera di ingresso” per ne’ per chi produce ne’ per l’utente.
    Invece nel mondo PC queste barriere ci sono, basta vedere che fine hanno fatto i “rivoluzionari” netbook con Linux a bordo… spariti, nessuno li vuole, la gente sul pc che sia desktop o che sia netbook vuole Windows.
    Chrome OS avra’ vita ancor piu’ dura di Android, e se dobbiamo prendere Android come punto di riferimento per la capacita’ di Google di affrontare un mercato diverso dal suo core business, beh le premesse non sono proprio allettanti. Microsoft puo’ dormire sonni tranquilli per almeno altri 3-4 anni considerato che Chrome OS comunque non vedra’ la luce prima della fine del 2010 e comunque anche se dovesse risultare un buon prodotto ci metterebbe almeno un paio di anni a prendere una fascia di mercato al di sopra dello zero-virgola…

  • # 11
    Riccardo
     scrive: 

    Personalmente trovo che nei commenti sono state prese fin troppo alla lettera le affermazioni relative a Chrome OS. Del resto sono ancora lontani i tempi in cui potrò guardarmi il mio bel film in DivX grande 1Gb memorizzato in remoto e nemmeno credo che i PC con Chrome OS diventeranno una sorta di thin client del web. Piuttosto credo si punti sulla semplicità, su applicazioni intere che si installeranno semplicemente digitando un URL, interfacce dove non si distinguerà più cosa è una pagina web e cosa è una applicazione qualsiasi. Per quanto riguarda il mondo Enterprise non credo che Google vorrà per se tutti i dati ma piuttosto fornirà alle aziende meccanismi di storage per reti locali.
    E ricordo ai detrattori di Linux che “Linux” è solo ed esclusivamente il kernel, NON il sistema intero che invece è “GNU/Linux”. Quindi anche io se voglio mi faccio il mio sistema operativo basato su Linux.

  • # 12
    D
     scrive: 

    Chrome OS sarà solamente un sistema ad uso e consumo dei netbook. Una specie di “iphone os” pompato per sistemi più grandi.

  • # 13
    mede
     scrive: 

    comunque il web è molto importante ormai, ma bisogna anche dire che basare proprio tutto su di esso può essere in parte anche rischioso, più volte si è dimostrato che la rete è molto esposta, da poco è stato risolto un problema piuttosto grave che investiva tutto il sistema, il quale è stato passato un po’ sottovoce per non generare panico a mio modesto parere…

  • # 14
    massimo m.
     scrive: 

    osmosis> io ho lavorato in diverse grosse aziende, e il discorso che fai tu e’ giusto, pero’ bisogna ricordare che in nessuna grossa azienda si potrebbe mai avere UN solo sistema operativo, ma quasi sempre ne servono diversi.

    se si vuole risparmiare si puo’ usare linux, ma non sui pc per esempio degli architetti o degli ingegneri, dove spesso girano dei cad che non ci sono in linux.

    secondo me chrome potrebbe essere usato in molte aziende, anche se secondo me linux per certi usi sarebbe meglio, e inoltre non ci sarebbe per i sistemisti il dover aggiornare e manutenere un altro os. windows e linux fanno un’ottima accoppiata (eventualmente con z/os), ma linux, chrome e windows lo vedo un po’ ridondante.

  • # 15
    johnny
     scrive: 

    Ma come può venire in mente ad una persona di regalare il proprio lavoro a Google?
    Se poi questa nuova distribuzione sarà veramente Chrome centrica … auguri!
    A livello di sicurezza il loro browser ha la stessa di accendersi una sigaretta con il C4.

  • # 16
    Don Luca
     scrive: 

    Ho già letto da qualche giorno questa notizia circa Chrome OS e ho già scambiato opinioni con diversi amici e questa è la mia opinione circa il sistema operativo Google:

    Tanto per iniziare, un Google OS esiste, si chiama gOS e altro nn è che l’ennesima distribuzione linux. Alternativamente a questa, Google ha dalla sua il progetto Android che sembrerebbe andare a gonfie vele.

    Chrome OS non porta nulla di innovativo, è un sistema operativo minimale basato su un browser web. Di sistemi operativi minimali ne abbiamo già, basti pensare agli EEE che forniscono quel mini-sistema operativo all’avvio che eppure ha tutto quello che serve o il bellissimo XMB della sony (che per ora, se nn erro, c’è solo sul vaio P).

    Non ce n’è bisogno di un Chrome OS, spingessero piuttosto su Android per fare un pò di sana concorrenza a Microsoft e soci.
    Tra l’altro se mai questo Chrome OS si allargherà, diverrà nient’altro che l’ennesima distro linux visto che sotto vi è l’omonimo kernel che ci gira… nulla di nuovo sotto al sole quindi.

    Comunque vedremo.

  • # 17
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Molto meglio questo http://aros.sourceforge.net/ allora, per gli scopi che si sono prefissi. ;)

  • # 18
    infoMatt
     scrive: 

    Il problema più grosso (parlo dal punto di vista personale) è che tutto si stà orientando verso il Web… si ma per chi è costretto al 56K? Quando voglio fare una telefonata devo spegnere il PC perché non lo posso utilizzare offline??????? Eh????

    Oltre ovviamente ai problemi di sicurezza e Privacy…
    E parlo da utilizzatore di win e Linux (Debian).

  • # 19
    AndreaG.
     scrive: 

    Secondo me è la migliore possibilità che sia mai stata data a Linux di acquisire quote di mercato… E’ sempre mancato uno standard, quello che google potrebbe imporre. Perchè, come sempre, le idee che si impongono non sono affatto le migliori, ma quelle meglio vendute!

  • # 20
    aste
     scrive: 

    “Abbiamo ascoltato molto i nostri utenti ed il loro messaggio è chiaro: i computer hanno bisogno di migliorare. Il pubblico vuole accedere istantaneamente alla propria casella email, senza perdere tempo ad aspettare che il computer ed il browser si avviino. Vogliono i loro computer sempre in attività e veloci e reattivi come quando li hanno comprati. Vogliono che i loro dati siano accessibili ovunque e non vogliono avere la preoccupazione di perderli o di dover fare dei backup. E, ancor più importante, non vogliono impiegare ore a configurare il computer per farlo funzionare con ogni nuovo componente hardware o di preoccuparsi di continui aggiornamenti software.”.

    praticamente vogliono una versione moderna dell’amiga…

  • # 21
    Franci
     scrive: 

    Stra-quoto Reverso (in piu’ aggiungo che la rete Internet non ha certo quella onnipresente affidabilita’ che ha un sistema di memorizzazione locale, per non parlare della velocita’ di accesso a risorse su hard disk paragonata a quella ottenibile su web, allo stato attuale e’ puro vaneggiamento)

  • # 22
    ahah
     scrive: 

    Inutile, specie per ilf atto che dovrà fare affidamento a software di terzi, come flash, java o altro.. finché l’html 5.0 non esce queste cose sono schifezze a livello di codice e non soltanto concettualmente.. poi lo saranno solo concettualmente :D

  • # 23
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    L’arrivo di HTML 5.0 in versione definitiva è previsto per il 2022 circa, quindi fra 13 (TREDICI) anni, per cui la tua sarà un leeeeeenta agonia… :D

  • # 24
    pabloski
     scrive: 

    interessante notare come si parla di un qualcosa su cui nessuno ha ancora messo le mani, quindi tutti le chiacchiere che fate sono basate su supposizioni

    poi come non notare che l’astio dei macachi e dei winari nei confronti di linux

    linux riuscirà mai a raggiungere il 2%? esisterà ancora?

    vi faccio notare che linux è in minoranza solo nel settore pc, negli altri ha numeri impressionanti, a partire dal settore server fino a quello hpc

    esisterà ancora? certo che esisterà, visto che migliaia di aziende lo usano ogni giorno come base per creare i loro sistemi operativi….o forse credete che il vostro router adsl giri su windows?

  • # 25
    pabloski
     scrive: 

    p.s. riguardo html5, vi ricordo che google già oggi può sfruttare AIR di Abode e Native Client

    dunque le piattaforme RIA ci sono e sono utilizzabili oggi, non nel 2022

  • # 26
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Io ho parlato di HTML 5, non di ALTRO, e quello arriva nel 2022, dalle ultime dichiarazioni di chi ci lavora.

    Aspetto smentite, se siete in possesso di informazioni più fresche IN MERITO.

  • # 27
    elevul
     scrive: 

    [quote]In questo modo, nell’atto pratico dell’utilizzo, si tenderà a perdere la distinzione tra le applicazioni eseguite in locale e quelle disponibili via web.[/quote]

    Si, ne parliamo quando la connessione non funzionerà e non si riuscirà a far partire una sega…

  • # 28
    massimo m.
     scrive: 

    “vi faccio notare che linux è in minoranza solo nel settore pc, negli altri ha numeri impressionanti, a partire dal settore server fino a quello hpc”

    Finalmente qualcuno si ricorda che l’informatica non e’ solo lato client.
    tutti a parlare di web, ma pochi sanno che graaaandissima parte dei server gira con linux e i vari bsd.

  • # 29
    Benedetto
     scrive: 

    Noto solo commenti negativi. Ma non dovremmo essere noi (mi tiro in ballo, a sproposito, anch’io) appassionati di informatico ad essere più lungimiranti dell’utente medio? Mi sembra di capire dai commenti che forse analizziamo la scena informatica da un punto di vista arcaico, un sistema che Google Chrome potrebbe cancellare. Certo, ce ne vorrà di tempo, prima di poter utilizzare professionalmente la suite Adobe su Chrome ma sono abbastanza fiducioso sulla rivoluzione Google (e lo dico da Apple-fan convinto). In fondo, Google is not evil? ;)

  • # 30
    Gurzo2007
     scrive: 

    @pabloski

    i soliti tuoi commenti..si parla di SO per il mercato consumer( e con tutta la buona volontà di MS..ancora stenta a decollare)…quando parlaremo di SO per server ecc, avranno senso le tue uscite…

    ke è, frustrazione da linaro? :)

    @massimo m.
    come sopra…si parla di un so per client/mercato pc consumer…non per server o simili…

    anke io ho un router con linux( router alice trasformato in us robotic grazie a linux) e quindi? qui si parla d’altro…sempre a confrontare mele con pere…

    tornando alla notizia…per il momento tanto fumo…e aspettiamo l’arrosto

  • # 31
    Jak696
     scrive: 

    io non penso proprio che se venisse esteso in ambito enterprise i server sarebbero quelli di google, bensì l’azienda di turno avrebbe tutto il suo “ecosistema” (gmail, docs, ecc…) su server interni, anche, perchè no, staccati da internet.

    come accade oggi con infrastrutture microsoft, del resto.

  • # 32
    D
     scrive: 

    “L’arrivo di HTML 5.0 in versione definitiva è previsto per il 2022 circa, quindi fra 13 (TREDICI) anni, per cui la tua sarà un leeeeeenta agonia…”

    Ancora 13 di html 4 ? E c’è ancora chi ha il coraggio di lamentarsi se il resto del mondo di riffo o di raffo infila e standarizza di fatto sistemi non realmente standard ?
    La W3C è a livello di certe nostre istituzioni, un magna magna che dovrebbe essere sciolto…

  • # 33
    pabloski
     scrive: 

    @Cesare Di Mauro:

    per carità la mia critica non era rivolta a te ma all’utente che più su scriveva “linux esisterà ancora?”

    è chiaro che chi scrive simili cose e con quei toni primo non sa di cosa sta parlando e secondo ha un odio settario nei confronti di linux

    riguardo html5 hai perfettamente ragione e infatti penso ( come molti altri ) che sarà native client a fare la parte del leone in chromeos

    non potrebbe essere altrimenti, ovviamente appoggiandosi a html4, javascript, ecc…

    @Gurzo2007:

    non essere il solito winaro sborone

    la mia era una risposta al tipo di sopra che parlava di estinzione di linux

    sei d’accordo o no che parlare di estinzione di linux è completamente assurdo?

  • # 34
    pabloski
     scrive: 

    @Benedetto:

    troppi winari in giro :D

  • # 35
    Flare
     scrive: 

    La cosa che mi colpisce di più sono i commenti (non solo qui) di chi legge. In questo articolo si dice bene: “non saremo quindi di fronte ad una delle tante distribuzioni di Linux, ma a qualcosa di nuovo” eppure molti continuano a pensare che sia solo un’ennesima distro di GNU/Linux, senza cogliere la differenza.

  • # 36
    D
     scrive: 

    “ma a qualcosa di nuovo”

    Hanno detto che prendono un kernel linux. Hanno detto che ci piazzano X (o una versione ridotta, tirata a lucido). Hanno detto che il “desktop” sarà il loro browser.

    Sicuramente è qualcosa di nuovo rispetto la solita distro con gnome o kde ma la solfa non è molto diversa. Quello che conta è che alle spalle c’è una potenza economica non da poco.

  • # 37
    Gurzo2007
     scrive: 

    @pabloski

    ovvio, ma se per rispondere si usano sempre i solti argomenti inutili…gli si da solo corda a sta gente…

    basta ignorarli…

    ps winaro sborone? e dove avrei sboronato…sarei stato sborone se avessi detto..”win è il meglio del meglio..alla faccia del pinguino squattrinato” come ripetono i soliti caxxeggiatori da forum :asd:

    ma dato ke non mi affeziono al so ke uso…poco me ne importa di difendere ciecamente tizio o caio ;)

  • # 38
    Flare
     scrive: 

    La tecnologia utilizzata non è niente di nuovo, ma è nell’applicazione che la differenza mi sembra sostanziale. Il kernel e X hanno solo la funzione di fare girare il browser. Si tratta di un sistema in cui non ci sono applicazioni in locale, né dati. Teoricamente non c’è bisogno neanche di un HD: non dicono forse che non bisogna più preoccuparsi dei backup? Basterà una piccola flash o equivalente per kernel e dintorni, più il browser. Fine. Le applicazioni e i dati utente saranno tutte su server. Si profila un possibile scenario con dispositivi diversi e uso molto diverso, ossia più simile ad un terminale che ad un computer personale. Adesso è presto per dire se sarà un’altra idea che finirà nel nulla o una rivoluzione, ci si può invece preoccupare per i propri dati in mano ad altri (discorso complesso dai vari aspetti).
    Che poi queste cose possano farle anche i PC general purpose è un altro discorso, anzi Google nel suo blog dice esplicitamente che quella (anche se parla più che altro dei SO) è roba vecchia, concepita in un’epoca in cui il web non c’era ancora (quindi con un approccio obsoleto e pieno di roba inutile attorno al kernel, per non parlare del software in locale), il suo Chrome OS è totalmente ottimizzato per questo invece. Un dispositivo con un sistema così semplice è anche potenzialmente pronto all’istante: accendi e lavori. È tutto un altro modo. Qualcuno prova già a fare giochi in linea con l’idea del cloud computing, in cui perfino l’elaborazione è server side. Quindi anche l’hardware non dovrà essere per forza sempre più potente, ma i produttori potrebbero comunque concentrarsi su altre caratteristiche, come le tecnologie dei monitor, il risparmio energetico e quindi la durata delle batterie, ma si può andare anche molto più in là con l’immaginazione…

  • # 39
    Perché non credo nel successo di Chrome OS - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] la prima analisi di Enrico, riporto il mio parere sulla questione Chrome […]

  • # 40
    Windows 7 e l’ottimismo - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] accordo tra IBM e Canonical per spingere Linux nei desktop, o al progetto di Google, denominato Chrome OS, o persino a Intel, che per supportare il proprio Atom ha sponsorizzato Moblin, un progetto Linux […]

  • # 41
    MSN Companion: cloud computing ante litteram - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] per il debutto, se non del tutto ingenui. Nel “day after” la prima uscita pubblica di Chrome OS – la cui strada verso il mercato è ancora lunga – la capsula temporale retro-nostalgica si sposta […]

  • # 42
    zero979
     scrive: 

    Vorrei capire perchè, solo per risparmiare sull’acquisto di un S.O. io debba installare un sistema che “gira” in rete?? Tutti i miei file in rete e non sul mio pc?? Non esiste prorpio…
    Non ho problemi ad attendere qualche istante che il browser si carichi..aspetto tranquillamente…..e poi perchè pagare un servizio che fin ora era gratis??? Pagare 40€ a pc per avere dei servizi che fino ad oggi, pagando una licenza sono gratuiti a vita…
    Non sono propenso ad usare un sistema operativo del genere….preferisco i vecchi sistemi con tanto di hard disk con tutte le cartelle e i miei dati caricati su.

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.