di  -  venerdì 24 luglio 2009

Img courtesy of gizmodo.comNell’epoca dello “user generated content” una pratica molto diffusa vede le aziende consegnare prodotti a questo o quel blogger, selezionandolo in base a nient’altro che la sua reputazione e al traffico che il suo sito genera, per una “recensione”.

In questa sede vorrei sorvolare sulle pratiche “marchettose” che ben conosciamo, su cui mi sono soffermato in precedenza, per analizzare la questione dal solo punto di vista della competenza e dunque dell’attendibilità dei pareri che emergono da questa pratica.

Inizio col porvi la domanda che mi sono posto io prima di scrivere questo pezzo: spendeste i vostri soldi per acquistare un prodotto – che si tratti di uno smartphone con centinaia di funzioni per centinaia di euro, di una moto usata, di un amplificatore, di un rasaerba – consigliatovi da un dilettante? Da una persona che di quello specifico oggetto potrebbe facilmente saperne quanto ne sapete voi, e che magari in più di voi l’ha usato per una sola settimana?

Facciamo finta di non sapere che i pareri di dilettanti che troveremo sulla nostra via, saranno non uno o due ma dieci o venti per volta, perché queste persone vengono coinvolte appositamente da agenzie che hanno buon gioco nel sottrarre il committente ai rischi di una recensione seria e ai costi di una pianificazione pubblicitaria.

Diamo per supposto che pure di certi “professionisti” non c’è molto da fidarsi, e che forse proprio per questo abbiamo nel tempo individuato pochi esperti, di provata competenza e imparzialità, cui a ragion veduta abbiamo dato fiducia.

Mettiamo quindi il parere di gente che ha testato approfonditamente nella propria carriera alcune centinaia di prodotti analoghi a quello per il quale chiediamo loro consiglio, uno smartphone per esempio, a fianco all’opinione di un blogger il quale, tralasciando il fatto che sia stato compensato per quella recensione, ha alle spalle un’esperienza composta dal primo cellulare regalatogli alla comunione, più altri 5/6 che le paghette gli sono valse, prima di darsi al buzz entrare nel giro delle recensioni sponsorizzate.

Le conclusioni arrivano da sole: finché si tratta di trascrivere press release o elencare dati tecnici, sono bravi tutti. Al contrario, per raccontare un prodotto che costa tanti soldi, che compete con prodotti a un primo sguardo del tutto equivalenti, che offre centinaia di funzioni utili in decine di scenari d’uso diversi, serve esperienza.

Nella fattispecie esperienza nella costruzione di procedure di testing quanto più possibile standard e replicabili, esperienza nella capacità di fare confronti documentati con prodotti concorrenti, esperienza per sapere quali funzioni cercare per quali campi d’uso, esperienza per capire quanto contano e cosa significano le caratteristiche tecniche, anche in rapporto al prezzo. Esperienza per condurre prove che non si possono svolgere in cameretta dopo i compiti, ma che richiedono la dedizione e l’attenzione che si riserva ad un mestiere.

Nella metà degli anni ’90 c’era tanta gente che acquistava un processore, lo testava e caricava sul suo sito i risultati. Arrangiarsi era la regola aurea nell’età della pietra del web. Da allora sono passati lustri, la selezione si è fatta sempre più serrata e solo uno su mille fra i dilettanti degli anni ’90, è divenuto un professionista nel secolo successivo. Tutti gli altri – e non sono pochi – che credevano di poter continuare ad arrangiarsi, sono stati in breve tempo azzerati da chi ha abbracciato un approccio professionale e dallo sbarco in rete dei grandi gruppi editoriali.

Oggi il buzz e le recensioni affidate ai blogger, sembrano voler invertire il risultato di questa selezione darwiniana. A pagare, come sempre, è il lettore – o meglio, quella fascia di lettori poco esperti, che non inquadra nella scarsità del tempo e nella necessità di “investirlo” su interlocutori di provata attendibilità, la soluzione al sovraccarico informativo della rete.

27 Commenti »

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  • # 1
    Al
     scrive: 

    Quoto al 100% ed aggiungo alcune considerazioni.
    Fermo restando che delle recensioni dei blogger non c’è da fidersi, il vero problema per me sono le recensioni dei professionisti.

    Oggi i professionisti per essere tali devono ormai avvalersi di strutture complesse e costose sia per le prove che per la gestione dei loro siti. E per poter mantenere queste strutture devono ricavare soldi dalla pubblicità che molto spesso è quella dei produttori di cui essi recensiscono i prodotti.

    Quindi il sito professionista sara sempre costretto a cercare il punto di equilibrio tra la sensazione di obbiettività che comunica ai propri lettori (guai se si sputtana e perde la fiducia) e il non inimicarsi l’inserzionista recensito, specie se il prodotto non è proprio il massimo.
    E stabilire da che parte pende la bilancia di una recensione non è facile per il lettore, specie se lo spostamento della bilancia viene pilotato gradualmente in modo da mantenere la sensazione di obiettività.

    I casi clamorosi dei grandi siti di recensione dei videogiochi sono noti a molti, ma temo cha ormai anche per l’hardware si vada per questa strada.

  • # 2
    avve
     scrive: 

    Sì ma il valore aggiunto dev’essere percepibile dal lettore. E può esserlo soltanto se il supposto recensore competente, lo è di nome e di fatto.

    Se parliamo di una recensione infatti, la cosa importante è far capire al potenziale cliente dell’oggetto:
    se l’oggetto recensito mantiene le promesse che fa (ovvero se funziona, banalmente);
    se le funzioni da esso espletate lo sono anche da altre apparecchiature concorrenti, e che vantaggi/svantaggi ha in rapporto a quest’ultime;
    se il costo d’acquisto e il tco è appropriato, in relazione alla concorrenza che possa vantare caratteristiche e funzionalità analoghe.

    se tu prendi un oggetto invece e lo estranei dal contesto della concorrenza in cui opera, non ottieni una recensione, ma una relazione descrittiva delle impressioni d’uso, che può essere anche decisamente fuorviante.
    Io ricordo bene come ho cominciato a seguire HWupgrade, che si potrebbe a buon diritto definire il “papà” di questo sito.
    Ho cercato su google “recensione comparativa” (non mi ricordo di cosa, forse una scheda video). E da allora, questo tipo di recensioni, più che quelle che avevo trovato in molte riviste specialistiche fino ad allora, mi hanno guidato e istruito nelle scelte.
    Peccato che ogni tanto anche lì si pecchi. Come fai a recensire senza una metodistica adeguata ed oggettiva? Come fai a fare una comparativa se metti solo prodotti “uguali” a parte il brand e qualche adesivo e cazzatina accessoria? (come le recensioni di schede madri con il medesimo chispet e di schede video con la stessa gpu e dotazione di memoria…)? Cosa compari??

    Non lo so, da un po’ ho come l’impressione che il coraggio di dire al potenziale cliente: “non comprare questo, compra quello, per i soldi che chiede è un affare migliore” si sia smarrito…

  • # 3
    Cael
     scrive: 

    Credo che il problema grosso di fare comparative sia nella impossibilità implicita di farle. E questo è dovuto al fatto che l’offerta di prodotti si è allargata a dismisura. Facciamo un esempio. Nei primi anni ’90 la linea completa di processori Intel si poteva contare sulle dita delle mani. Oggi l’intera linea, composta da decine e decine di modelli, viene aggiornata 2 volte l’anno. E questo solo per i processori. Discorso analogo per tutto ciò che riguarda l’elettronica. Da questo discendono una serie di problematiche, a partire dai costi. E’ ovvio che il singolo non possa più fare test su tutto, i costi sarebbero spropositati, senza dimenticare che le varie combinazioni HW nei Pc verrebbe a comportare il testing di qualche milione di possibili configurazioni, testing che andrebbe ripetuto più volte durante l’anno. Allo stesso tempo però c’è da dire che anche la professionalità lascia il tempo che trova. Il test delle performance su PC non è altro che l’uso di softare specifico che quindi non richiede certo l’uso del cronometro in mano.

    Una cosa è certa, alle aziende conviene più far testare i propri pezzi dai blogger che dalle testate, non fosse altro che le marchette sarebbero più economiche.

  • # 4
    Al
     scrive: 

    Il problema della competenza (prima sono andato un po’ Off-Topic) è relativo a quella di chi legge.

    Una recensione completa e competente può avere diversi effetti a seconda del livello di chi legge. Ad es:

    – Il lettore è competente è in grado di farsi una opinione critica delle recensione;
    – Il lettore disinformato può semplicemente ignorare la recensione complessa e fidarsi di quella ‘alla buona’ di un blog.
    – D’altra parte il lettore disinformato può vedere, senza capirla, la recensione competenete, farsi una opinione positiva del recensore ed affidarsi alle immancabili conclusioni. E qui si ricasca nella bilancia di cui parlavo nel primo post.

    In conclusione io credo che la capacità di comunicare conti più della competenza. Se poi c’è anche quest’ultima tanto meglio; il lettori competenti ringrazieranno. Per la fiducia occorre tempo e dedizione.

  • # 5
    floc
     scrive: 

    il problema e’ che oltre ai blogger, anche i professionisti spesso sono prezzolati. E non credendo alle sviste, mi e’ capitato anche di dubitare seriamente piu’ di una volta anche delle piu’ note testate, anche italiane dopo aver toccato con mano parecchie inesattezze. Purtroppo, per quanto mi riguarda, di certo al 100% resta solo il confronto serio con colleghi, via forum o in real

  • # 6
    BrightSoul
     scrive: 

    Se prima di acquistare un prodotto vado su internet, è proprio per evitare le opinioni di parte del venditore che mi viene a bussare alla porta.
    Ovviamente cercherò siti specializzati, anche più di uno, e in una certa misura terrò conto anche dei commenti spontanei (soprattutto quelli negativi) degli utenti che l’hanno provato. Come me penso che anche la totalità o quasi di coloro che vogliano effettuare un acquisto consapevole facciano lo stesso. Fatta questa premessa, mi sfugge il fine dei post di Alessio: il marchetting è un fenomeno così diffuso e pericoloso da doverne parlare spesso, oppure si tratta di una crociata personale / rant?

  • # 7
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ BrightSoul
    È da qualche anno che guardo con interesse il modo in cui il web sta cambiando. Alcuni trend si sono stabilizzati e mi pare stiano spingendo la rete nel suo complesso a perdere per strada il valore aggiunto della competenza e dell’autorevolezza, per seguire ben definiti e noti interessi di parte, che si mantengono opportunamente celati dietro le keyword entusiastiche del web 2.0.

    Abbiamo sentito per anni raccontarci delle magnifiche sorti e progressive dello user generated content; credo sia giunto il momento in cui è urgente iniziare a esplorare gli effetti collaterali di questi cambiamenti.
    Dal punto di vista personale, mi piace confrontarmi coi lettori con questi temi per comprendere quanto questa rivoluzione – che personalmente considero una fase involutiva – sia condivisa da chi, come me, ne subisce le conseguenze.

    Arrivando alla tua domanda, sono dell’idea che i pericoli che la rete nel suo complesso corre seguendo questa china, siano notevolissimi ma si presentino – più che in passato – in modo molto subdolo.

  • # 8
    Wolf01
     scrive: 

    Immagine veramente azzeccata, e concordo pienamente con quanto scritto nell’articolo.

  • # 9
    Iro
     scrive: 

    Il problema sollevato è reale e tangibile, ma la soluzione è la stessa dell’uovo di Colombo, così banale da non essere vista!

    Il blogger e il recensore professionista hanno entrampi i loro pregi e difetti, basta non soffermarsi ad ascoltare solo questa o quella cmpana.

    Faccio degli esempi che conosco: io mi occupo di audio e leggo come tutti nel settore le solite 2-3 riviste italiane e internazionali.
    Il problema di queste riviste nel recensire i prodotti è che o ne decantano le lodi oppure quando non lo fanno dico cose tipo:”non è lo stato dell’arte maaa…” insomma nessuno se la sente di stroncare decisamente un prodotto.
    Per contro i blogger lo fanno e quando sono imparziali lo fanno il più delle volte perchè non sanno capire a quale tipologia di utenza è rivolto un prodotto o un’altro.

    Io allora cosa faccio? Leggo l’uno, leggo l’altro e poi cerco di fare una media, sin ora non mi sono mai sbagliato e anzi, adesso in molti amici se devono fare un acquisto si rivolgono a me per cosigli (potrei aprire un blog!!)

    I problemi sopra elencati però valgono in tutti i campi, anche HU nn ne è esente, raramente ho letto recensioni totalmente negative di certi prodotti…e credetemi, di alcuni di essi si poteva dire solo male eppure…vabbè
    e poi si leggono i commenti degli utenti che spesso sparano a zero tanto per fare (ho in mente un paio di nick….) poi per fortuna nella massa, nella decina di post inutili si trova qualcuno che dice cose sensate.
    è il problema della democrazia, su larga scala non funziona affatto, dare a tutti la possibilità di parola porta il più delle volte ad essere innondati di sciocchezze, ma d’altra parte chi ha mai detto che sia facile orientarsi? se lo fosse si sarebbero selezionati darwinianamente solo quei 2-3 prodotti per categoria che sono davvero validi, invece….

  • # 10
    mede
     scrive: 

    si vabbè, però io mi compro una nota rivista di motociclette per orientarmi e dopo l’acquisto mi sono accorto che la paventata prova su strada eseguita nel tempo per vedere se lo scooter andava bene era un tantino bendisposta, e che l’articolo non citava alcun difetto che erano a mio avviso abbastanza evidenti. poi mi compro le riviste di videogiochi e quando mi parlavano di GTA4 ne parlavano solo bene e nessuno mi ha citato i problemi della versione PC, e credo non solo quella. insomma io ritengo che più che incompetenza si dovrebbe parlare di scarsa serietà in generale. il problema diventa proprio fidarsi del professionista che non è una buona idea. sinceramente preferisco il tizietto che da casa fa una recensione molto amatoriale di un cellulare su youtube, con tanto di commenti sotto che ti consigliano/sconsigliano il cellulare e valutare da solo la percentuale. almeno lo sai che è amatoriale. vai molto più tranquillo al negozio così IMHO.

  • # 11
    densou
     scrive: 

    ehm, ma vivendo dove vige l’infantilismo del “trick or treat” e/o ipocrisia pregiudiziale a gò-gò, la fregatura è quasi sempre certa :D

  • # 12
    Flare
     scrive: 

    Più o meno concordo con mede e Iro.
    Quando devo comprare qualcosa, cerco qualche buona recensione fatta come si deve (più di una, se la trovo), ma poi guardo anche commenti di persone qualunque che l’hanno provato, che siano commenti in un sito specializzato, di un blog (o il blog stesso) o di un forum o perfino un video su Youtube dell’oggetto in questione. Queste altre cose, per quanto possano essere lacunose, nell’insieme possono dare un’idea in più e infatti spesso salta fuori qualcosa che le recensioni professionali non dicevano. Quindi:
    1. sento più campane
    2. è difficile che un’azienda riesca a “comprare” tutti.
    3. se solo uno parla di un difetto, non riscontrato da nessun altro o viceversa, posso pensare che non sia un’informazione molto attendibile.
    Ma concordo anche con chi diceva che dipende anche da chi legge: non va preso acriticamente tutto ciò che si legge in giro ed è vero che è pieno di cose scritte a vanvera.

  • # 13
    mede
     scrive: 

    p.s. ma ste foto dove le trovate?

  • # 14
    ahah
     scrive: 

    @Al non è vero, non è solo una questione di soldi e strutture per i professionisti, dipende sino a che livelli TECNICI vuoi recensire un determinato hardware o software. E per quel che frega all’utenza che segue quei siti, non servono quasi mai analisi approfondite da laboratorio di produzione o quasi, anche perché pochissimi li riuscirebbero a comprendere veramente, si spenderebbe un sacco di tempo, e coloro che ne farebbero veramente uso probabilmente se li sono già fatti da soli in modo più o meno artigianale.

  • # 15
    zephyr83
     scrive: 

    bhe la domanda è legittima ma dipende sempre chi è che fa la recensione e soprattutto di cosa si tratta! su hwupgrade ho letto diverse “recensioni” di cellulari ma io le farei certamente meglio! nn per arroganza o altro ma nn ci trovo mai nessuna informazioni utile e niente che potrebbe far propendere per l’acquisto o meno di quel telefono. Nn vengono trattate bene le questioni più impotanti e nn si fanno vere prove sul campo……sembra che si racconti quello che si è potuto vedere in un giorno di utilizzo e si elencano giusto le caratteristiche più evidenti….cioè succede proprio quello di cui ci si lamenta in questo articolo.
    Di cellulari ne ho avuti abbastanza e ne ho provati molti, mi sn sempre informato tantissimo in giro per il web e so cosa vuole sapere l’appassionato e quali sn gli aspetti più importanti! inoltre ho il “dono” di scovare facilmente bug e altri problemi (diciamo che più che un dono è proprio sfiga, se qualcosa nn va mi capita subito). cn il motocesso mpx220 in mezza giornata di utilizzo avevo rilevato i maggiori bug senza averli letti prima (pessimo acquisto, mi informai poco all’epoca).
    Ecco, io penso che riuscirei a fare meglio una recensione su un cellulare e sarebbe sicuramente più interessante e utile di quelle che leggo su hwupgrade. Sicuramente nn sarei altrettanto bravo ad esprimermi e sicuramente questo è un valore aggiunto per chi fa questo lavoro di mestiere nn da poco (e ci mancherebbe) ma scommetto che per l’appassionato è qualcosa su cui si può sorvolare (ovviamente escludendo casi al limite).
    Però se avessi sotto mano un processore o un scheda video o qualsiasi altro componente per computer sarebbe tutto diverso e eventuali mie prove nn avrebbero lo stesso valore di quelle di hwupgrade, soprattutto per quanto riguarda la metodologia e l’hardware di base a disposizione.
    Ci sn alcune cose dove per me l’appassionato può benissimo fare un ottimo lavoro provando e usando veramente un oggetto. Ci sn altre cose in cui invece una certa preparazione e una conoscenza specifica sn fondamentali.

  • # 16
    LMC
     scrive: 

    Io non sono concorde…
    Sorvolando sulle marchette, dove si entra nel campo dello scorretto e che comunque esistono anche nel campo ‘professionale’

    La recensione dell’hobbista, per me, entra a far parte dell’equazione.
    Come la recensione professionale e il commento dell’ “utente qualunque”
    Si valuta tutto poi si tirano le somme per poter operare la propria scelta.

    La recensione hobbistica non e’ necessariamente inferiore. Se un oggetto deve finire in mani altrettanto hobbistiche, puo’ diventare un punto di vista importante.

    L’errore, sempre secondo me, e’ affidarsi ad una unica fonte informativa, da qualunque ambito provenga (cosi ci si ripara anche dalle marchette)

    Saluti

  • # 17
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ LMC
    Il problema è che in mani hobbistiche ci finiscono anche oggetti che hanno funzioni molto avanzate. Se comperi uno smartphone da 500 euro può capitare che lo fai per un fatto di status, e in quel caso t’importa più mostrarlo in giro e farci quel che facevi già col vecchio Motorola 8400, che capire cosa può darti in più. Ma se cerchi uno smartphone perché ti servono – o prima o poi intendi usare – alcune funzioni avanzate, o sei un impallinato e conosci a memoria cosa e dove cercare, o sei uno a cui serve il parere altrui. In quel caso del blogger che ti racconta quattro fesserie da niubbo non te ne fai nulla.

    Il che non è tanto un problema di per sé, ma lo diventa quando le prime due pagine di risultati di google su quel dato prodotto, sono da e-commerce e recensioni farlocche, caso questo tutt’altro che raro.

  • # 18
    LMC
     scrive: 

    @Alessio
    Ma se sei un utente smaliziato saprai quello che cerchi e di conseguenza riesci a distinguere fra il commento del primo che passa e una bella disamina tecnica.

    Per le ricerche, concordo appieno, come dici e’ effettivamente un problema. La cosa, secondo me, va ascritta al generale decadimento della qualita’ di quanto trovato da google (Cosa che meriterebbe un articolo!).

  • # 19
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ LMC
    Come ho sottolineato in numerosi altri articoli sul tema (a cui ti rinvio se t’interessa l’argomento:http://www.appuntidigitali.it/tag/tarlo/) il problema dell’indistinguibilità fra contenuti e rumore di fondo, riguarda precisamente l’utenza meno smaliziata, che pure si trova a prendere decisioni sulla base di dati che trova su internet, e quindi si trova davanti alla serp di google, imbottita di contenuti su cui non varrebbe la pena di spendere un minuto e incapace di differenziarli da quelli che perlomeno in teoria dovrebbero essere più accreditati.

  • # 20
    zephyr83
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio

    Nn concordo tanto, ad esempio le recensioni che si fanno su hwupgrade di cellulari sn davvero scarse! E anche molte prove su telefonino.net ad esempio le trovo inadeguate e superficiali. Invece ci sn molti hobbisti che fanno sempre ottime recensioni e i cellulari li provano per davvero. Come ha detto LMC il problema è quello di affidarsi a un’unica fonte, ma se solitamente sei davvero interessato ascolti più campane. Tutte le volte che devo comrpare qualcosa, oltre che guardare le varie prove e recensioni io chiedo SEMPRE nei forum dove si trovano le informazioni più interessanti. Spesso le opinioni degli hobbisti sn le più interessanti. Ovviamente si richia anche di leggere il blog di un bimbo minkia che spara cavolate :D Ma basta leggere altrove! inoltre quasi tutti i blog permettono di inserire commenti e li si trovano le cose più interessanti e puoi capire bene se sn state scritte cavolate o meno!

  • # 21
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ zephyr83
    Il mio intento non è tanto quello di stabilire una sinonimia gratuita e totalmente automatica fra una rivista prestigiosa e buone recensioni: so bene che i livelli qualitativi non sono spesso proporzionali neppure al pregio della carta su cui si stampa.

    Il vero problema è che tu mi rispondi e fai le tue valutazioni come un’utente skillato, difficile da “fregare”. Sai cosa cercare, dove cercarlo e a chi chiedere. Il problema nasce nel momento in cui ci sono utenti che non hanno questo genere di approccio critico – e non per loro colpa – e finiscono per fidarsi della prima pagina di google, dove per l’appunto vediamo spesso comparire contenuti spuri e di nessuna attendibilità.

    Occhio che quell’utente potresti essere anche tu o potrei essere io, allorquando ci avventurassimoo in settori che non conosciamo! Nessuno di noi è un tuttologo, nella vita possiamo conoscere molto bene poche cose, mentre Internet e la ricerca web, ti offrono la falsa sensazione che la soluzione di qualunque problema si trovi a qualche click di distanza.

    Al contrario la soluzione giusta per le nostre esigenze non sempre è semplice, ed è di certo più probabile che arrivi da chi ha esperienza che da chi non ce l’ha e in materia ne sa quanto noi. Che si tratti di un blog, di una rivista, di un conoscente e via discorrendo.

  • # 22
    zephyr83
     scrive: 

    @Alessio Di Domizio

    Concordo con quello che hai detto ma c’è soluzione a questo problema/rischio? :) Non credo! ma lo stesso discorso si potrebbe riportare alle informazioni che passano per la tv o per i giornali. Nn mi sento di mettere sullo stesso piano tutti i telegiornali, tipo tgsky, tg1, tg5, tg4 o studio aperto. Questi ultimi due in particolare potrebbero anche essere classificati diversamente, eppure tante persone li guardano…..il danno secondo me c’è e nn si può evitare :D
    Se l’utente inesperto o poco informato si fa condizionare da un blogger incapace rischia di fare un acquisto sbagliato……..ma sbagliando si impara :) la volta successiva magari ci starà più attento.
    Ma anche qui il discorso va spostato a monte! Molti fanno acquisti sbagliati facendosi solo condizionare dalla pubblicità o da quello che dice l’amico! solitamente i miei amici e mia sorella chiedono sempre a me consigli per i cellulari! Do tutte le informazioni utili eppure quasi nessuno mi da mai retta! alla fine ognuno compra quello che aveva in mente e ovviamente poi rimane sempre fregato! mia sorella è un caso patologico, tutte le volte mi dice che ho ragione ma alla fine nnn mi da mai retta e prende sempre fregature. Nn so quanti motorola ho sconsigliato, soprattutto per via dell’itap, eppure……per fortuna in quel caso, alla fine, molti l’hanno capita, ma nn poteva andare diversamente :D
    Da quello che ho potuto constatare, solitamente ci si fa una prima idea personale su qualcosa e poi si cercano le informazioni più positive possibili per convincersi di fare un buon acquisto e si negano tutti gli aspetti negativi! è normale che in questo caso il problema sia “l’utente” in se: nn cerca informazioni utili, cerca qualcuno che gli dica quello che vuole sentirsi dire :D
    Lo stesso si vede in molti forum, i vari “fanboy” (ce ne sn tantissimi a diversi livelli) osannano al massimo gli aspetti positivi e minimizzano o nn considerano proprio quelli negativi.

    Per me il problema nn è chi fa le recensioni ma chi cerca le informazioni. Secondo me nn c’è “rimedio” a riguardo

  • # 23
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @ zephyr
    Sul fatto che il rimedio sia difficile sono d’accordo. Mi pare però abbastanza innegabile che l’incapacità strutturale di google di fare una differenza fra produttori originali di notizie, contenitori accreditati e con una storia, e gente che rimastica, smarchetta o semplicemente parla a vanvera, mette l’utenza in qualche difficoltà in più rispetto a quelle che c’erano ieri…

  • # 24
    zephyr83
     scrive: 

    Ah bhe su google concordo, a volte perdo le speranze a trovare qualcosa :)

  • # 25
    lakar
     scrive: 

    Troppi troll, troppi fanboy e troppo mania di protagonismo su internet. Quando iniziai a navigare su internet nel 1995 non c’era tutto questo “rumore” a creare confusione, forse perché a quei tempi internet era usata solo da pochi veri appassionati, esperti del settore etc. Ora tutti accedono a internet. Bene in una ottica democratica ma male per la confusione che genera. La massima di Socrate di oltre 2000 anni fa è ancora valida: saper parlare è una capacità di molti, saper ascoltare è una capacità di pochi, saper stare zitti è una capacità di pochissimi.
    Aggiungiamoci poi gli enormi interessi commerciali di oggi che possono influenzare (se non addirittura corrompere) certi siti e il caos è assicurato.

  • # 26
    LMC
     scrive: 

    Direi che siamo decisamente allineati sul fatto che non e’ la recensione dell’hobbista/marchettaro il problema, ma quando questa ti viene posta posta come top choice da papa’ google.
    Ma qui non e’ colpa ne del recensore, ne del produttore che gli ha affidato il prodotto ed ovviamente nemmeno dell’ignaro lettore.

    Ci sarebbe da domandarsi dov’e’ nata la catena. (produttore afida a blogger perche’ e’ clickato in quanto in top20 della ricerca di google… oppure ‘esatto contrario?

  • # 27
    Engagement di influencer: nuove parole per vecchi trucchi - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] per i più bravi; nel frattempo gli investimenti in pubblicità, che spesso da soli finanziano la professionalità e l’esperienza del mondo giornalistico (ove presente, ovviamente), si contraggono a favore di operazioni di cui al […]

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