di  -  mercoledì 8 luglio 2009

alberoTutti sappiamo che gli alberi assorbono grandi quantità di anidride carbonica (il più “performante” sembra essere il castagno), ma è possibile aumentare questa capacità di assorbimento? Magari in alcuni alberi posizionati vicino ad impianti a carbone?

La risposta è sì…

Un professore della Columbia University, assieme al suo team della Global Research Technologies ha creato un albero sintetico che, secondo quanto da lui dichiarato, può catturare CO2 mille volte più velocemente degli alberi naturali e, chiaramente, senza il bisogno di luce solare diretta.

Questo tipo di albero, è composto da foglie in platica in grado di intrappolare anidride carbonica in una camera interna appositamente disegnata; camera dove il gas viene compresso per essere trasformato in liquido e potenzialmente usato per carburanti e fertilizzanti. Ogni singolo dispositivo può catturare fino a 90000 tonnellate di CO2 l’anno.

Il problema principale purtroppo è il prezzo. Costosi da produrre, questi alberi sintetici però promettono prestazioni davvero strabilianti. Il costo quindi non deve spaventare (più o meno come una macchina nuova di fascia media) anche perché possono essere usati ovunque, anche in condizioni dove i normali alberi, quelli veri, non potrebbero sopravvivere (al buio, al chiuso…).

FONTE: Popular Science

34 Commenti »

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.

  • # 1
    banryu79
     scrive: 

    Interessante congegno.
    Magari “piantati” in città e/o zone particolarmente inquinate potrebbero essere utili, chissà.

  • # 2
    Sandman
     scrive: 

    grande invenzione mi piacerebbe saperne di più:
    -è indipendente in tutto per tutto o ha bisogno dell’immissione di altre sostanze x la reazione?
    -avete scritto che non ha bisogno di luce diretta, significa che la reazione avviena con poca luce o che sfrutta un altra fonte energetica?
    -la reazione ha prodotti di scarto oltre alla co2 liquida?
    -che durata ha l’intero apparato senza intervento?

  • # 3
    arkanoid
     scrive: 

    Mi manca un po’ la trafila secondo cui la CO2 diventa un carburante.
    Mi manca anche la trafila secondo cui l’albero cattura la CO2 che poi viene aspirata e compressa.
    Mi manca un’idea della durata di un coso di questo tipo e dello sporcamento a cui è soggetto.
    Mi manca qualche informazione riguardo il fatto che gli alberi assorbano grandi quantità di CO2. Se l’assorbono, dove la mettono? Si gonfiano?
    Stefano, troppo spesso se non quasi sempre i tuoi spunti sono degni di beppe grillo superficiali e imprecisi.

  • # 4
    v1
     scrive: 

    mi pare proprio una bufala.
    cosa significa catturare co2? raffinarla dall’aria? questo comporta una spesa energetica.
    impiegare il gas COME CARBURANTE? scherziamo? è ben difficile ricavare energia chimica dalla co2, che è la forma più ossidata del carbonio. di certo non può essere combusta!
    se invece ci si riferisce a qualche processo industriale per ridurre il carbonio (come fanno gli alberi veri nella fotosintesi sfruttando l’energia della radiazione solare), questo sarebbe enormemente costoso e assolutamente controproducente.

  • # 5
    TheFoggy
     scrive: 

    Sì, ma..se hanno un costo di 35000€ l’uno..difficilmente sfonderanno.. Una città come Milano, quanti dovrebbe “piantarne”? E quanto gli costerebbe? Vada per i luoghi inadatti agli alberi, ma per il resto..meglio del sano verde. Che, oltretutto, in estate procura un’ombra decisamente più fresca..

  • # 6
    v1
     scrive: 

    @arkanoid: controllo pienamente.

    >
    beh si, la CO2 viene scissa grazie alla fotosintesi, l’ossigeno molecolare viene liberato in atmosfera e il carbonio ridotto in forme più reattive della CO2 viene impiegato per costituire le molecole che vanno a formare tutta la pianta.

  • # 7
    v1
     scrive: 

    @arkanoid, relativamente al 6: avevo citato l’ultima parte del tuo post.
    comunque per chiarezza e riassumendo: sì, si può dire che gli alberi si gonfino assorbendo CO2.. crescono. le sostanze assorbite dalle radici, ad eccezione dell’H2O, contribuiscono in minima parte alla massa della pianta.

  • # 8
    Sandman
     scrive: 

    bè Thefoggy costeranno si 35.000euro o giù di li ma se catturano l’anidride carbonica di mille alberi con un investimento di 3milioni di euro ne hai cento che catturano la co2 come 100.000 alberi una intera foresta! restano ancora comunque i dubbi sollevati da me e altri nei post successivi… anche xkè si dice che cattura co2 sotto forma di co2 liquida ma liquida la co2 ci sta solo a -50°C quindi consumerebbe un fiotto di energia x tenerla a quella temperatura mah…

  • # 9
    v1
     scrive: 

    @sanman: non tanto per tenerla a -50, ma per comprimerla…

  • # 10
    egx11
     scrive: 

    Consideriamo che, se veramente questi “alberi” costano 25000/30000€, in una città come milano sparirebbero dopo 5 minuti dall’installazione;)

  • # 11
    Sandman
     scrive: 

    ah è vero o la si conserva a -50°C o la si comprime vero! però entrambe le soluzione hanno un levato dispendio di energia

  • # 12
    v1
     scrive: 

    volevo anche dire che non credo ci sia alcuna necessità che una simile macchina abbia forma di albero, con tanto di foglie, dato che non necessita di essere irradiata dal sole. secondo me parlarne in questi termini serve per abbindolare gli ecostolti.
    e quanto mi danno fastidio queste cose…
    stefano, la prossima volta che trovi notizie riguardo qualche rivoluzionaria tecnologia, per favore, chiedi un parere a Eleonora Presani…

    @sandman: no, è lo stesso, dico solo che una volta compresso/raffreddato un gas fino alla liquefazione, non è necessario spendere energia per mantenerlo in quello stato, a patto che il sistema sia idealmente isolato. in pratica succederà che ne evaporerà un po’ a seconda di quanto calore riesce ad “attingere” dall’ambiente.
    comunque credo proprio che il processo industriale per la liquefazione proceda per compressione del gas.

  • # 13
    Sandman
     scrive: 

    ma certo v1 lo sò che una volta stoccata/compressa non serve altra energia ma è la stoccatura in sè di 90.000tonnellate/anno che mi preoccupa come consumo di energia nn credo che riesca utilizzando come fonte di energia il sole se poi si è detto che non necessita nemmeno di luce diretta…

  • # 14
    mede
     scrive: 

    se sono davvero “magici” alberi di carburante, il costo mi pare minimo… probabilmente è anche necessaria corrente elettrica o altro. il che li rende meno interessanti. così com’è messa nell’articolo sembra quasi che piazzi un albero di plastica in città, e quando è stagione ci fai il pieno alla macchina…

  • # 15
    Sandman
     scrive: 

    mede veramente non sta scritto da nessuna parte che produce carburanti ma stocca co2 che non è un carburante, sintetizzare molecole di idrocarburi è molto + difficile e dispendioso

  • # 16
    blackshard
     scrive: 

    A me sembra una gran cazzata, ma proprio grande.

    Prima di tutto sono d’accordo con il commento di chi dice che questi dispositivi sono costruiti a “forma d’albero”. Dall’articolo non si capisce se abbiano quella forma o meno, da cui ne deriverebbe un costo di costruzione penso decisamente diverso.

    Seconda cosa, l’anidride carbonica non è inquinamento. L’anidride carbonica è uno dei gas che contribuisce all’effetto serra, ma di sicuro non inquina un bel niente. Mettere un coso del genere davanti ad una centrale a carbone (?) o in città non serve ad un tubo perchè tutte le polveri sottili e i residui della combustione viaggeranno tranquilli dritti dritti nei nostri polmoni.

  • # 17
    v1
     scrive: 

    @sandman: non c’è scritto perchè è stato tolto. rimane nell’articolo originale:

    “Lackner says the captured CO2 could be used to create fuel for jet engines and cars, the two most common carbon emitters. In other cases, the CO2 could be used to enhance current production of vegetable produce.”

  • # 18
    v1
     scrive: 

    scusate, devo aver letto male prima.
    “…camera dove il gas viene compresso per essere trasformato in liquido e potenzialmente usato per carburanti e fertilizzanti.”

    redazione, darete mai la possibilità di editare i commenti?

  • # 19
    mede
     scrive: 

    @ Sandman commento 15
    cito l’articolo: “[…]camera dove il gas [CO2 immagino] viene compresso per essere trasformato in liquido e potenzialmente usato per carburanti e fertilizzanti.[…]
    io ho capito così. che sta roba la ricicli ed è pure utile, al di la che poi possa essere un carburante o olio d’oliva, importa poco. quello che conta è che suggerisce il fatto che dopo la reazione non hai problemi di stoccaggio di quello che hai prodotto ma semplicemente lo riutilizzi.

    mi sembra abbastanza preso alla leggera così, un minimo di pro e contro ci dovrebbe essere a mio personalissimo avviso, non pretendo nulla è sono una considerazione.

  • # 20
    Bellastoria
     scrive: 

    È vero che le piante utilizzano la CO2 come fonte di carbonio per produrre glucosio, ma spesso ci si dimentica che il glucosio viene anche utilizzato dalla pianta. Basta guardare un ciclo del carbonio per vedere che la metà della CO2 assorbita viene rimessa nel ciclo consumando il glucosio, e quasi tutta l’altra metà che finisce nel terreno alla morte della pianta finisce per essere consumata da altri eterotrofi, come funghi e batteri. In sostanza il bilancio della CO2 è leggermente negativo, il ché significa che solo una minima percentuale del carbonio assorbito finisce come sedimento nel terreno. Dei 121,3 Gton di carbonio assorbito, 120 vengono prima o dopo riemmessi nell’atmosfera, lasciando più o meno l’1% nel terreno.
    Piantare alberi nn risolve il riscaldamento globale.

  • # 21
    v1
     scrive: 

    @bellastoria:
    ma che conti sono… che importanza ha la quantità lorda di CO2 che passa per una pianta? il netto sarà anche una minima parte, ma nell’arco della sua vita un’albero accumula decine di quintali di legno (a occhio, dati non ne ho trovati). ma sono pochi? se poi gli alberi si bruciano no, non si risolve il problema, ma se dopo averli piantati si lasciano li una 50ina d’anni e poi si impiegano ad esempio in edilizia o per i mobili, sì allora quegli alberi avranno rastrellato e fissato una ragguardevole quantità di CO2.
    se gli alberi li lasciamo lì un altro paio di secoli a costituire una foresta, l’assorbimento di anidride carbonica sarà complessivamente molto ridotto, essendosi arrestata la crescita delle piante, ma si potrà ottenere un arricchimento dell’ecosistema, grazie al fatto che l’inutile co2 è stata convertita in beb più utili sostanze stipate nel terreno, nei legnami, nella fauna che la popola.
    non sottovalutare il valore di un bosco.
    ad ogni modo se l’obbiettivo è semplicemente assorbire co2, le piantumazioni da impiegare per la produzione di carta, mobili o legname per l’edilizia assolvono perfettamente lo scopo. chiaramente non quelle per la produzione di legno combustibile.

    ma poi, da dove arriva tutta questa anidride carbonica che si suppone sia responsabile del riscaldamento climatico? dalla combustione di antichi sedimenti organici, creati nei millenni da piante e organismi acquatici. per forza ora neache raddoppiando la superficie forestale mondiale si risolverebbe il problema: stiamo bruciando una quantità di carbonio tale che non potrà essere riassorbita se non nel corso di migliaia di anni (seguendo il corso naturale). lo stesso tempo che ci era voluto a racimolarlo la “prima volta”.
    non dico mica che facciamo male.. che dovremmo tornare ai buoi e cavalli (beh non sarebbe tanto grave), ma bisogna avere un po’ di prospettiva (e fiducia nel fotovoltaico, nella fusione nucleare).

  • # 22
    Sandman
     scrive: 

    no mede avevo letto bene:
    cito l’articolo: “[…]camera dove il gas [CO2 immagino] viene compresso per essere trasformato in liquido e potenzialmente usato per carburanti e fertilizzanti.[…]
    scusa se insisto, c’è scritto che il lavoro della “pianta artificiale” si ferma a stoccare compressa la co2 raccolta dall’aria, mentre l’utilizzo della co2 compressa come carburante o fertilizzante è potenziale ovvero questo lavoro è possibile farlo ma qui entra in gioco tutt’altra reazione e tutt’altra macchina…
    e quindi resta vaga l’utilità di questi “alberi” se non si trova un modo proficuo cui impiegare la co2 stoccata

  • # 23
    marcello
     scrive: 

    Quanto inquina costruire un apparecchio cosi` complesso?

  • # 24
    Giulio
     scrive: 

    Io continuo a preferire il parchetto alberoso dove, oltre ai vantaggi ambientali dovuti al verde e all’assorbimento di co2, posso correre, portare il cane, far giocare i bambini, vedere qualche scoiattolo, anatra o pesciolino.
    Insomma, un albero da 35.000 euro, in plastica, mi sembra proprio l’apoteosi del cattivo gusto e del non-senso.

  • # 25
    Giulio
     scrive: 

    QUOTE v1
    se gli alberi li lasciamo lì un altro paio di secoli a costituire una foresta, l’assorbimento di anidride carbonica sarà complessivamente molto ridotto, essendosi arrestata la crescita delle piante

    Mah… non credo che questa parte di ragionamento fili. Una foresta continua ad assorbire co2 tutti i giorni. Certo magari l’aumento marginale dell’assorbimento è molto ridotto, ma quello netto rimane comunque alto, altrimenti la foresta amazzonica sarebbe meglio toglierla per far posto a nuovi alberi non credi?

  • # 26
    ser
     scrive: 

    Il problema non è la CO2 in sè ma il ciclo del carbonio.
    Anche fosse vero che questi alberi funzionino (e scommetterei 100 euro che non è così) il riutilizzare l’ipotetica anidride carbonica in combustibili e fertilizzanti dimostra che chi ha inventato questi è profondamente ignorante circa i meccanismi dell’effetto serra da CO2.

  • # 27
    v1
     scrive: 

    >

    se l’obbiettivo è quello di fissare il carbonio, sì. gli alberi assorbono “molta” CO2 finchè la crescita continua. credo che l’assorbimento sia proporzionale all’incremento di dimensioni della pianta. perciò aumenterà esponenzialmente con l’età, fino a un punto di massimo, per poi calare. infatti man mano però l’albero invecchia la crescita rallenta moltissimo, e così l’assorbimento di CO2. non sono un’esperto, ma credo che questo discorso sia particolarmente valido per le foreste sempreverdi (come quelle di conifere e quelle tropicali) che sono anche le più abbondanti. suppongo che invece le caducifoglie mantengano sempre un discreto assorbimento, a causa del ricambio del fogliame di anno in anno.

  • # 28
    v1
     scrive: 

    uff… nel commento 27, avevo citato l’ultima parte del 25.

    mi sembra di capire da alcuni commenti che non tutti hanno ben chiaro che cosa sia la CO2, e perchè affermare di impiegarla per produrre carburanti o qualsiasi altra cosa è un’assurdità, che in chimica suona tanto come una bestemmia.
    gran parte dell’energia che oggi muove il mondo, viene dalla combustione di forme ridotte del carbonio (petrolio, carbone, gas naturale) con l’ossigeno. ridotto significa l’opposto di ossidato. considerando l’ossidazione del solo carbonio, e tralasciando alcune reazioni secondarie, si può dire che i prodotti di questa reazione di combustione sono CO2 e parecchia energia. questo perchè le sostanze di partenza erano piuttosto instabili e reattive, mentre la CO2 è un composto stabile, scarsamente reattivo. capirete che sarà difficile ricavarne altra energia. di certo non si può ossidare ulteriormente, quindi l’ipotesi di impiego come carburante è quanto meno comica. se volessimo riciclarla e riottenere sostanze reattive ed instabili (O2 e carbonio poco o non ossidato) dovremo spendere la stessa quantità d’energia che abbiamo ricavato, il che rende il processo un’assurdità economica, soprattutto considerando che non è possibile ottenere trasformazioni energetiche con efficienza del 100% e si finirebbe per spendere molta più energia di quella ricavata. il processo è economicamente assurdo, ma le piante lo fanno gratis, sfruttando l’energia solare.
    quindi ci sono 3 reali alternative, che naturalmente non comprendono queste bufale:
    1) continuiamo ad affidarci alle piante, che tralaltro offrono anche altri vantaggi; 2) troviamo un modo più efficiente di sfruttare l’energia solare e la impieghiamo per riconvertire la CO2, e per ora non ci siamo perchè oltre metà dell’energia prodotta da un pannello solare moderno se ne va per la costruzione dello stesso (secondo me la stima è anche molto ottimistica);
    3) troviamo altre fonti energetiche (fusione nucleare? fulmini?).

    potremmo anche provare a carbonatare tutti gli idrossidi che troviamo, ma non credo servirebbe a molto.

  • # 29
    Sh0oter2
     scrive: 

    Uao, questa si che è una rivoluzione in fatto di ecologia

  • # 30
    andrea
     scrive: 

    considerando che usare la CO2 come carburante è una assurdità, vorrei ricordare che le piante rilasciano ossigeno (e queste cose di plastica non fanno), tengono insieme il terreno evitando frane, che queste non fanno, e molto altro

  • # 31
    Sandman
     scrive: 

    ma qui mi pare che molti non abbiano ben capito l’utilità di queste fantomatiche piante
    -nessuno ha detto che debbano sostituire le piante vere e proprie
    -la co2 assorbità da una pianta vera è catturata e combinata con l’acqua in molecole di cellulosa base della struttura della pianta e fonte alimentare x molti erbivori e ottiama fonte di legna x noi (l’ho buttata prorpio in parole povere) quindi insistituibili
    -la co2 catturata ed eventualmente utilizzata in altri processi per produrre carburanti o fertilizzanti eviterebbe l’immissione di nuova co2 nel ciclo dell’atmosfera (se continuo a utilizzare la co2 già presente la sua quantità nn aumenta! se invece come ora bruciamo petrolio e derivati immettiamo co2 in atmosfera che nn c’era ma era stoccata da milioni di anni sotto terra! ecco la differenza e la possibilità di avere carburanti “meno dannosi” nel senso che non apportano nuova co2…ma inquinano lo stesso…)

  • # 32
    ser
     scrive: 

    @sandman

    brevemente seguendo i tuoi punti:
    – ci mancherebbe
    – vero il carbonio legato in molecole organiche è insostituibile
    – qui non chiudi il ciclo del carbonio: i processi di combustione continuerebbero per la produzione energetica (tralasciando il discorso fertilizzanti che implica anche altri cili come l’azoto ed il fosforo). Questi miracolosi alberi serivrebbero ipoteticamente come bacino di colmata per un’aliquota di immissione di CO2 da quella stoccata nei giacimenti ma non permetterebbe di diminuire di fatto la quantita totale di CO2 immessa in continuo nel ciclo bruciando idrocarburi. Per farla breve, non puoi comparare processi organogeni di stoccaggio di carbonio che impiegano migliaia di anni con un dubbio sistema di assorbimento istantaneo dato che pur riutilizzando il carbonio catturato aumenti la quantità totale di quello presente nel ciclo. Infine esistono processi di feedback ecologico che innescano processi chimici e biologici in ogni comparto ambientale in quanto sensibili alla variazione dei cicli biogeochimici (l’aumento di T da gas serra, per esempio, ha come feedback tipico l’aumento della produzione primaria su tutto il pianeta ma se tagli le piante tale feedback viene reso inattivo e la T continua ad aumentare a prescindere dalla quantità di gas serra effettivamente presente). Sintetizzando: le concentrazioni di gas serra (tra i quali la CO2) vanno abbattuti non contenuti.

  • # 33
    sandman
     scrive: 

    ser non intendevo dire che potrebbe essere la soluzione definitiva al problema co2 anzi…
    ma potrebbe essere l’inizio insieme ad altre tecniche produttive di un ciclo che ci permette di introdurre sempre meno co2 e prepararci alla vera rivoluzione (che secondo me è in atto) che porterà alla produzione di energia attraverso finalmente metodi veramente biocompatibili e non inquinanti (solare, biomasse, eolico, geotermico, nucleare, idroelettrico, idrogeno, ecc…) anche se credo che tale processo sarà moolto graduale e lungo parecchi decenni (amo le utopie hehhe ma credo che entro 50anni cambierà molto e la dipendenza dal petrolio forse scenderà al 50% x ora troppo costose le rinnovabili)

    le soluzioni attuali sono quelle di trovare il modo sempre meno invasivo di produzione di energia senza abbandonare del tutto come fonte i combustibili fossili (da cui deriva il problema di aumento di co2)
    tu concludi che “le concentrazioni di gas serra (tra i quali la CO2) vanno abbattuti non contenuti” verissimo ma dato che al momento attuale è utopico forse meglio seguire la strada di cui parlavo sopra

  • # 34
    v1
     scrive: 

    @33 scusa, ma dopo una paginata di spiegazioni ancora non hai capito una cippa. o che fai finta di non capire… o che ti serve una spiegazione veramente foolproof. eppure non mi pare di aver parlato difficile. rileggi i commenti miei e di ser, forse arriverai a capire perchè queste cose non risolvono NULLA, non iniziano alcuna rivoluzione verde, anzi. per farli funzionare serve certamente energia, che per lo più è prodotta per combustione di sostanze organiche fossili e quindi producendo ALTRA CO2. quella raccolta, non può venire riutilizzata se non in piccolissime quantità per impieghi marginali (impiego come fluido supercritico o come refrigerante.. non mi viene in mente altro): in pratica rimane stoccata da qualche parte, finchè prima o poi non se ne scappa di nuovo in atmosfera.

    “la co2 catturata ed eventualmente utilizzata in altri processi per produrre carburanti o fertilizzanti eviterebbe l’immissione di nuova co2 nel ciclo dell’atmosfera”
    NO!! NO! NO!

    “bruciamo petrolio e derivati immettiamo co2 in atmosfera che nn c’era ma era stoccata da milioni di anni sotto terra!”
    diciamo semplicemente che per passare da CO2 a petrolio e viceversa interviene uno scambio di energia. una volta ottenuta quella energia dal passaggio petrolio->CO2, ed essere riuscito a sfruttarne parte per i tuoi scopi, alla fine ti rimarrà solo CALORE. e con il calore non ci fai nulla. è energia persa, IRRECUPERABILE ok? ora, dimmi tu dove troviamo l’energia in una forma utilizzabile per passare da CO2 a petrolio per fare i carburanti che dici. nel momento in cui dovessimo trovare quella energia (fusione nucleare) non la useremmo certo per riconvertire la CO2, che tanto ci pensano già le piante se si ha qualche millennio di pazienza, ma la useremmo invece per risolvere il problema alla radice e sostituire i carburanti organici come fonte energetica. è più chiaro?

    “amo le utopie hehhe” chissà perchè lo sospettavo…

Scrivi un commento!

Aggiungi il commento, oppure trackback dal tuo sito.

I commenti inseriti dai lettori di AppuntiDigitali non sono oggetto di moderazione preventiva, ma solo di eventuale filtro antispam. Qualora si ravvisi un contenuto non consono (offensivo o diffamatorio) si prega di contattare l'amministrazione di Appunti Digitali all'indirizzo info@appuntidigitali.it, specificando quale sia il commento in oggetto.