di  -  lunedì 29 giugno 2009

Quando si pensa all’Olanda si pensa per prima cosa ai mulini a vento (lasciando perdere altre politiche liberali di cui non parliamo in questo post). Ed a buona ragione! Infatti storicamente l’Olanda o, per meglio dire, i Paesi Bassi, sono sempre stati all’avanguardia in questo campo, e tutt’oggi utilizzano moltissime risorse per migliorare la conoscenza in questo campo (come per esempio spiegai in un post precedente ).

Da quest’anno però le idee eoliche dell’Olanda stanno diventando ancora più ambiziose.

Nel gennaio 2009, infatti Rem Koolhaas, capo dell’OMA (Office for Metropolitan Architecture) ha proposto un nuovo piano chiamato Zeekracht (dall’olandese, zee= mare e kracht = forza, anche se la parola in sé zeekracht non esiste).

Questo progetto è iniziato tramite un’associazione no-profit olandese, che si prefigge di rendere i Paesi Bassi indipendenti da un punto di vista energetico, sfruttando le risorse naturali che il paese può vantare, ovvero il vento e l’acqua. Per raggiungere questo obiettivo il progetto Zeekracth può vantare importanti partner, come la società olandese per l’energia Eneco , e la banca ASN.

Da non sottovalutare l’esperienza della società Eneco,da sempre impegnata in fonti di energia alternative e già responsabile della costruzione di un altro parco di mulini a vento acquatici in olanda, il “Princess Amalia Wind Farm “, chiamato così in onore della piccola Amalia , futura erede del trono d’Olanda e dei Paesi Bassi.

Ma la grande innovazione sta nella partecipazione su grande scala di utenti privati, che potranno finanziare questo progetto (ricordiamolo, senza fini di lucro) per raggiungere un giorno l’indipendenza energetica.

Ad essere onesti questo progetto include 7 nazioni, tutte adiacenti al Mare del Nord. L’Olanda in questo senso ha un ruolo dominante a causa della posizione favorevolmente centrale e la quantità di Mare del Nord  nelle acque nazionali. Il progetto si propone di costruire una serie di parchi di mulini a vento in una vasta zona del Mare del Nord, collegati attraverso un network a tutti i paesi limitrofi, creando così un anello energetico, anche chiamato “Energy Super Ring”.

L’energia prodotta da un tale parco eolico dovrebbe essere paragonabile a tutta l’energia prodotta dal Golfo Persico e, in combinazione con lo sfruttamento dell’energia solare, dovrebbe rendere tutta questa zona europea (e con calcoli più ottimistici perfino tutta Europa) indipendente dall’importazione di petrolio dagli stati del Golfo Persico e dal gas russo.

Uno dei principali problemi a cui si va incontro quando si decide di costruire un parco di mulini a vento è sempre il luogo. Spesso ci si deve scontrare col malcontento degli abitanti del posto, che lamentano un peggioramento della vista e un generale imbruttimento della zona. Scegliere il Mare del Nord è da questo punto di vista la scelta ideale. Gli abitanti del posto, ovvero i pesci non possono che essere contenti.

La presenza di così tanti mulini a vento, infatti, renderà impossibile la pesca in quella zona, e anche navi commerciali avranno più difficoltà a passare lì vicino. Parallelamente alla proposta di produzione energetica, infatti, si pensa di utilizzare la zona coperta da questi mulini a vento come parco naturale, magari costruendo delle banchine artificiali tra i vari mulini facilitando la crescita di forme di vita acquatiche. Qualcuno potrebbe obiettare che al momento i parchi di mulino a vento acquatici sono molto vicini alla costa, creando problemi di visuale e, secondo alcuni, anche agli uccelli vicini alla riva. Il progetto Zeekracht vuole andare oltre.

La distanza attuale è limitata dalla perdita di energia che si ha nel trasporto dell’elettricità dai mulini alla costa. È per questo che parte del progetto è proprio studiare e innovare questo sistema di trasporto dell’energia, in modo da poter costruire i mulini a vento molto lontani dalla riva, fuori dal campo visuale.

18 Commenti »

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  • # 1
    Giampy
     scrive: 

    E’ un’ottima idea, anche se penso che per quanto riguarda la sicurezza degli impianti da attacchi terroristici o da paesi a cui questa indipendenza energetica non verrebbe a far comodo sia da non sottovalutare.

  • # 2
    Wilfrick
     scrive: 

    Beh, sicuramente ci sarà chi tenterà di boicottare questa cosa, ma la buona notizia è che finalmente si comincia davvero a prendere seriamente in considerazione queste idee. Quando poi leggo che c’è chi si lamenta per un peggioramento della vista……. beh…. sarebbero da tutti da accecare questi! ma pensa te, allora è meglio bruciare petrolio perchè il panorama è rovinato con i mulini? E’ scandaloso. Personalmente quando vedo un mulino la prima cosa che penso è all’aria più pulita che può dare risparmiando le tonnellate di combustibile. E sono pure meno invasivi delle centrali idroelettriche con cui si “rovinano” alcune valli per creare laghi artificiali (ammesso che sia plausibile questo concetto di “rovinare l’ambiente” con un allagamento… anche se in egitto questo è stato assolutamente vero).
    Invece ciò che mi domando è: non c’è nessun problema per la massa d’aria, che normalmente si sposterebbe ad una determinata velocità, frenata da questi mulini? Sottraendo energia all’aria questa perde forza, non c’è nessuna ripercussione? Probabilmente stiamo parlando di una percentuale così infinitesimale di effetto frenata che non c’è alcun problema.

  • # 3
    mede
     scrive: 

    furi dal campo visivo e fuori dal controllo quindi…
    se solo non fosse un pianeta pieno di matti.

    comunque rimango della mia idea. costruire in mare aperto una torre per l’immagazzinamento dell’energia dei fulmini (studiando un metodo minimamente efficiente) alla quale abbinare impianto fotovoltaico più mulini a vento più il sistema per prendere energia dal movimento ondulatorio del mare, più magari dei mulini ad acqua per sfruttare le correnti d’acqua.
    mettere tutto insieme e cercare di usare una tecnologia che non si sfascia ogni 5 minuti, ma dura nel tempo. chissà se si può fare e quanta energia produrrebbe

  • # 4
    densou
     scrive: 

    lo ripeterò anche stavolta. Usare turbine per sfruttare l’energia delle correnti marine no?!?!?

    Si risparmia sul cablaggio visto che non serve farle al largo.
    Il neo, imo, è che servirebbe fin dall’inizio utilizzare le pale che possano produrre energie indipendentemente dal senso di rotazione o non ne varrebbe la pena.

    C’è sempre una soluzione a tutto.

    Perché non siam stati ancora cancellati dal continente? :(

  • # 5
    Massive
     scrive: 

    Finalmente un progetto eolico interessante! Ma l’Italia che fa?

  • # 6
    mastro Andrea
     scrive: 

    Come l’Italia che fa??? Ovvio: riapre le centrali nucleari, no??? MAH!!!

  • # 7
    MARCO
     scrive: 

    Grande koohlas…
    Forse l’architetto pià influente del secolo! Importante il fatto che si sia buttato anche sulle rinnovabili a livello di comunicazione.
    E’ uno di quelli che: “se lo fa lui vuol dire che è importante”.
    Preferisco l’eolico d’alta quota ma è ancora in studio.

  • # 8
    arkanoid
     scrive: 

    Fatte salvo situazioni estremamente favorevoli in termini di costanza e forza del vento, sono fermamente contrario a queste cose.
    Non ha senso spendere (quanto, il doppio?) per kW installato rispetto a delle soluzioni su terraferma, bisogna rendersi conto che chi si fa portatore di un messaggio a favore della natura deve togliersi i salami (non le fette, i salami interi) dagli occhi e capire che non si può volere tutto.
    L’energia serve, ne servirà sempre di più (benvengano le politiche di riduzione del consumo, ma non ci crede nessuno, quantomai in un contenimento della crescita quello sì) se si vuole puntare sul rinnovabile l’occhio deve pagare la sua parte e non possiamo pensare che ogni buco della nostra bella italia (o del nostro bel pianeta, ma generalmente gli uomini guardano il loro orto e quello del vicino non lo cagano nemmeno per cose assai più importanti che una turbina) sia sacro e inviolabile.

  • # 9
    Giulio
     scrive: 

    @mastro Andrea

    Forse dovresti sapere, prima di parlare, che l’Italia non è un paese particolarmente ventoso… Al contrario è un paese solare e, secondo gli studi della European Ocean Energy Association, ricco di correnti marine (ma credo bastasse Omero, quello di Iliade e Odissea, per saperlo).

    Per il solare dovresti dare uno sguardo al sito dell’Enea (progetto Archimede) e per le correnti marine ti invito a visitare il sito della società Ponte di Archimede (ammazza se Archimede sta sempre in mezzo eh ^_^).

    Buona lettura!

    P.S.: poi che potremmo fare molto ma molto di più non è un mistero per nessuno, tuttavia l’eolico (se non altro quello tradizionale) non è una risposta adeguata per il nostro paese.

  • # 10
    Giulio
     scrive: 

    Ah per inciso: siamo in Europa il 3° paese per energia eolica dopo Germania e Spagna.

  • # 11
    Alessandro
     scrive: 

    “Lasciando perdere altre politiche liberali di cui non parliamo in questo post”

    Ma straLOL

  • # 12
    Andrea86
     scrive: 

    Lascia perdere Archimede…ci ho fatto una tesi sopra. Il progetto è bellissimo, ma noi italiani le cose le dobbiamo far diventare sempre marce. Era partito con una centrale da 25MW (che già non è il massimo, ma ci può stare), oggi per motivazioni economiche è stata ridotta a 5 MW. Si puàò ben capire come progettare e realizzare un impiantino così è inutile perchè il problema del solare è proprio la bassa concentrazione di potenza…per inciso negli USA ne hanno uno in cantiere da 300 MW. Magari non voglio questo ma almeno vorrei vedere Rubbia (che ha in parte progettato la cosa), anzichè in Spagna, in Italia.

  • # 13
    Andrea86
     scrive: 

    La mia opinione in materia energetica, per il nostro paesino, è impietosa e mi dispiace. Ma qualsiasi studio prendi in mano ti rendi conto di come stiamo messi male. Non abbiamo nucleare e lo stiamo realizzando ora…mentre gli altri guardano già alla fusione. Abbiamo introdotto politiche per il solare solo 3-4 anni fa con il governo Prodi, mentre altrove la Green Economy è una realtà da almeno un decennio. Abbiamo meno pannelli fotovoltaici e termici della Svezia e dell’Austria (sigh!)!!! Purtroppo non c’è proprio da sorridere e non è vero che si poteva fare meglio…si doveva fare meglio perchè non è stato fatto niente!!!

  • # 14
    maumau138
     scrive: 

    @ densou
    le turbine che intendi tu esistono già, vedi http://www.energoclub.it/doceboCms/page/104/Ad_asse_verticale.html .
    Le turbine ad asse verticale sono utilizzate già da tempo, soprattutto nelle turbine marine, che hanno qualche vantaggio rispetto alle eoliche.

  • # 15
    Francesco
     scrive: 

    ottima idea, la danimarca guarda caso fara’ lo stesso…
    l’italia ha tanti Di Pietro che prima fanno la voce grossa per portare energia verde, poi quando qualcuno fa’ il piano di piantare i mulini davanti alle sue coste bloccano tutto. e’ il paese del NIMBY … per chi conosce l’inglese. un vomito.
    e’ per quello che si scivola nel terzo mondo mentre nello sviluppo ci superano tutti gli altri paesi anche quelli con meno risorse (basta vedere lo sviluppo del solare in Germania).

  • # 16
    densou
     scrive: 

    @maumau138
    ne sapevo dell’esistenza ma fino a che punto erano arrivate, mica son del settore ;)
    cmq grazie del link che nel sito ho trovato qualcosa di interessante sull’argomento:
    http://www.energoclub.it/doceboCms/news/11_745/146/Energia_dal_mare.html

  • # 17
    Gianni
     scrive: 

    Ma tutta l’energia che viene sottratta al vento/correnti marine che effetti avrà sull’eco-sistema?
    Mi sembra un problema che non viene mai affrontato.

  • # 18
    Stefano Aragona
     scrive: 

    Tutto molto interessante

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