di  -  giovedì 18 giugno 2009

Tetris Box NESNon credo che Alexey Pajitnov se la prenderà per gli auguri di compleanno in ritardo.
E in ogni caso meglio dopo che prima, perché porta sfortuna giusto?
Il 6 giugno, infatti, la creatura più famosa dell’informatico russo ha spento la sua venticinquesima candelina.
Il web ha festeggiato più o meno all’unisono l’evento, la carta stampata no ma tanto loro arrivano sempre dopo.

Per motivi di scaletta e per la decisione di provare a differenziarsi dalla massa qui, su Appunti Digitali, diamo il nostro buon compleanno con qualche giorno di ritardo il che ci permette anche un paio di riflessioni in più sullo stato attuale del mondo dei videogiochi e sulle chiavi per arrivare al successo.

Tetris

Partiamo, come nostra abitudine, con la dovuta dose di contestualizzazione.
Senza entrare troppo nei dettagli delle complesse vicende storiche degli anni ’80, è chiaro che il clima respirato è ancora quello della guerra fredda.
Mai come prima d’allora fu uno scontro giocato soprattutto sulla psicologia, sulla strategia della tensione e della minaccia di belligeranza, in uno scenario simile alle partite di scacchi dove però le pedine erano rappresentate da uomini e Stati sovrani.
Uno scontro che aveva sancito la definitiva ascesa del ruolo dei media anche e soprattutto nelle questioni politiche.

Al di là delle varie interpretazioni, le cause scatenanti, il ruolo dei terzi è chiaro che la scena fu occupata senza grossi complimenti tra le due sole superpotenze di allora ovvero USA ed URSS.
In un quadro dove risulta sempre piuttosto difficile fare la bilancia dei pro e contro (la spada di Damocle della minaccia nucleare non era esattamente il lato positivo della vicenda) la rincorsa agli armamenti ma soprattutto alla ricerca scientifica ha prodotto anche grossi benefici.
Lo so, sembra paradossale, ma l’impulso decisivo alla Computer Science (scelgo consapevolmente di usare il termine anglosassone per rafforzarne le origini accademiche e la natura di scienza) fu determinato dalla volontà di dotarsi delle migliori tecnologie rispetto al proprio avversario, spingendo “l’asticella del limite” sempre più su, in un permanente stato di pressione e preallarme.
Gli anni più fulgidi furono, non casualmente, quelli che coprirono il decennio 60-’70 quando alcune delle più brillanti menti che la matematica abbia potuto vantare si misero a lavorare sull’embrione informatico, compiendo passi decisivi soprattutto per quanto riguarda l’algoritmica ed i paradigmi utilizzati nella programmazione.

I russi, per una qualche predisposizione naturale, si sono sempre distinti nel campo scientifico, soprattutto nel campo numerico e logico.
Alcuni dei più grandi scacchisti hanno origini “cirilliche”, come non ricordare il duello Karpov-Kasparov o quest’ultimo provare la sua abilità contro Deep Blue, la macchina costruita da IBM e vedersi battuto.

Ora il quadro minimo della situazione è stato tracciato, facciamo anche qualche dovuta precisazione.
All’inizio abbiamo citato il solo Pajitnov, ma il merito va suddiviso con Dmitry Pavlovsky, suo collega di studi al Computer Centre della Soviet Academy of Sciences, un istituto creato ad hoc per l’attività di ricerca e sviluppo del governo sovietico, come il nome lasciava piuttosto facilmente intuire.
Il gioco, concept ed algoritmo sono il frutto del loro lavoro combinato ma è doveroso citare anche una terza persona, connazionale, a cui si deve il primo porting per PC.
In origine Tetris fu sviluppato, con linguaggio Pascal, su Elektronica 60, una macchina molto simile al DEC LSI-11 (la versione su larga scala del PDP-11 computer capolavoro ed immancabile nelle migliori Università dell’epoca) ed un’architettura assolutamente differente dalla famiglia x86.
Il 6 giugno 1984 viene rilasciata la versione PDP e nello stesso anno Vadim Gerasimov, allora soltanto sedicenne, un precoce piccolo talento destinato a grandi traguardi considerando il PhD ottenuto all’istituto forse più prestigioso del mondo per quanto riguarda l’ambito scientifico, ovvero il MIT, poi entrato nella famiglia Google.
Purtroppo nel 2008, a soli quarant’anni, si è spento a causa di un cancro ai polmoni.

Dopo il porting la storia si fa davvero intricata e per evitare di fare il noiosissimi e pedissequo elenco della spesa, riassumiamo il conquibus.
Come spesso avveniva in quegli anni di politiche di licensing “allegre”, i diritti furono venduti a più publisher a seconda dei Paesi in cui Tetris fu distribuito.
Prima Spectrum Holobyte poi una software house chiamata Andromeda che riuscì nel 1987 ad assicurarsi l’esclusiva PC nonostante il primo diniego di Pajitnov, approfittando della confusione legale.

Ma non dobbiamo dimenticare che il Muro di Berlino era ancora assolutamente in piedi ed i diritti, dopo che gli studi erano stati largamente finanziati dall’Unione Sovietica, furono “concessi” nel 1988 ad una società creata ad hoc dal nome Elektronorgtechnica.
Nel frattempo però si erano diffuse le versioni Atari ST, Amiga e più o meno stava prendendo in quasi tutte le piattaforme esistenti a testimoniare un successo virale senza precedenti.
Contemporaneamente, Nintendo, durante il CES di Las Vegas entra in contatto con un publisher olandese che gli garantisce i diritti per legarsi in esclusiva al Game Boy il cui bundle conterrà proprio Tetris.
E come molti di voi si ricorderanno sarà la vera killer application motore del boom iniziale della console della grande N.
Nel bailamme di cessioni ed accordi i veri fautori di questa meravigliosa creatura videoludica non fecero la fame ma guadagnarono nulla rispetto a quanto avrebbero potuto in un sistema di libero mercato senza avere la presenza ingombrante dello Stato a gestirli come mediatore. Nel 1996, liberi dallo spettro dei soviet fondarono la Tetris Company LLC.

Un episodio curioso e che merita la citazione riguarda la versione Mega Drive.
Ad oggi si tratta probabilmente del gioco più costoso della soft-teca della console a 16 bit. Il problema nasce dal fatto che ne furono stampate soltanto 5000 copie.
Nel 1990 infatti, Sega rilasciò il porting sul mercato giapponese ma senza averne i diritti i quali  erano stati, come scritto poc’anzi, accordati a Nintendo che fece ovviamente valere la sua posizione e quindi la produzione dovette cessare in fretta e furia.
La valutazione per un pezzo del genere è sempre piuttosto complicata perché tra le cartucce andate perse o rovinate e l’offerta scarsissima (inversamente proporzionale alla domanda) fanno lievitare la quotazione sui 5000 Euro, sempre che vengano piazzate sul mercato.

Più o meno la tavola è stata apparecchiata per le riflessioni finali.
Metto le mani avanti dicendo che esprimerò un mio personale parere con la speranza di avere qualche feedback e relativi vostri pensieri sull’argomento.
La rubrica e non ci vuole una scienza per capirlo si occupa di retrogaming e quindi è fisiologicamente votata a guardare al passato, con occhio si spera sufficientemente critico ma comunque passato, se possibile rapportato al presente.
In questi mesi abbiamo tracciato qualche filo conduttore e riportato alcune delle fasi di evoluzione del mercato dal boom degli anni ’80 fino ad oggi.
La domanda chiave è questa: sarebbe possibile un Tetris al giorno d’oggi?
Non voglio passare per il bacchettone nostalgico anche perché l’età e la propensione ad ammirare l’evoluzione tecnologica non me lo permetterebbero comunque, ma un caso ed un’idea così dannatamente semplice e vincente sarebbe davvero fattibile?
Rifiuto di mettere dei paletti definitivi ma mi permetto di dire che sarebbe piuttosto difficile, per una serie di fattori.
Il primo riguarda la tendenza allo sviluppo del prodotto videogioco odierno.
La potenza computazionale ha inevitabilmente spinto e permesso di dirigersi verso la ricerca della perfezione estetica a modello di quel che è la realtà, basti pensare al solo dettaglio fisiognomico di giochi di ultima generazione.
Il secondo aspetto riguarda il budget da investire.
Il rischio d’impresa non è neanche lontanamente comparabile a quello di anche solo 10 anni fa, figurarsi venticinque.
Oggi i videogiochi richiedono portafogli da milioni di dollari, alla pari di film di buon livello e sono in tutto e per tutto molto simili come tipo di lavorazione, per tutto quel concerne lo storyboard, i disegni, la parte audio, lo studio dei personaggi.
Ed è piuttosto logico che si cerchi di puntare sul sicuro, perché innovare, stravolgere i paradigmi a cui siamo abituati porta rischi aggiuntivi non indifferenti.
Così si spiegano il proliferare di saghe e franchise infinite.
Il terzo ed ultimo aspetto riguarda invece il target di pubblico.
Oggi è assolutamente eterogeneo e quindi per vendere e rientrare delle spese occorre accontentare più persone possibile arrivando a mediare, a limare scelte radicali che, forse, sono state proprio la chiave di volta di alcuni capolavori senza tempo come lo sono stati Super Mario e Tetris.
Ed è un’utenza enormemente più viziata (bene) e difficile da accontentare.

Ci sono esempi, soprattutto per il casual gaming, in cui le buone idee risultano ancora vincenti, il DS e Wii insegnano ma poi bisogna andare nello specifico e notare come i vari servizi Live (assolutamente lodevoli ed apprezzabili) come Virtua Console in realtà non facciano altro che ripescare nella memoria di quel che già c’era e dei piccoli pezzi di storia già scritti negli anni ’80 e ’90 soprattutto.
In tutto questo però, Tetris, dimostra di non temere né i rivali né l’inesorabile avanzare del tempo, risultando il videogioco più scaricato anche dall’Apple Store per l’iPhone, un dispositivo non certo progettato per una dimensione videoludica ma che si sta da poco scoprendo essere interessante anche su questo versante.

L’idea e la semplicità possono vincere sulla ricerca della complessità tecnica?
Voi cosa ne pensate?

Ancora i nostri auguri caro Tetris, più che mai meritati.

21 Commenti »

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  • # 1
    kliffoth
     scrive: 

    2 note sugli scacchi:

    1- che ci sia un pallino matematico ad est, in Russia, può anche essere vero e lo credo anche io, comunque gli scacchi ebbero sostegno e sviluppo in seguito al fatto che il partito comunista decise che gli scacchi erano consoni all’ideologia di partito e che avrebbero contribuito a creare l’homo sovieticus.
    Gli scacchi ricevettero finanziamenti, si crearono vere e proprie università etc etc…
    Inoltre il gioco solo nel 1800 arriva ad ottenere risultati di prestigio nella terra degli zar (Cigorin)

    2 – Kasparov vinse il primo match e perse il secondo (si, quello con Deep Blue era una rivincita) col seguente risultato: 2 patte, una vinta 2 perse.
    Sulla vittoria della macchina si addensarono anche dubbi per via dell’apertura scelta, tipica del Karpov affrontato in 5 match mondiali da Kasparov, e del sacrificio effettuato.
    Lo riporto perchè sembra sempre che sia stato stracciato e umiliato ogni volta che si nomina quell’incontro

    Ps ora continuo la lettura dell’articolo :)

  • # 2
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Ti rispondo per mettere in chiaro senza nessuna polemica :) (l’articolo sarebbe potuto risultare 3-4 volte ed inevitabilmente ho dovuto tagliare su diverse cose per cui probabilmente farò altri interventi nel proseguo).

    1) Sui finanziamenti non sono assolutamente a conoscenza, ma la mia citazione era semplicemente rivolta a dimostrare come, in senso lato, nell’Europa dell’Est ci sia una forte propensione alla matematica e allo studio della teoria dei numeri.
    Nella finale dell’Imagine Cup, la manifestazione organizzata ogni anno da Microsoft nella categoria algoritmi tra i gruppi finalisti si piazzano praticamente sempre studenti russi.
    Altrettanto, tra i ricercatori di sicurezza/white hacker vanno davvero forte ad esempio i rumeni.
    Gli scacchi sono una delle (tante) applicazioni di studi strategico/matematici.
    Karpov e Kasparov anche ai non amanti di questo gioco/sport possono non risultare sconosciuti e quindi li ho citati.

    2. non c’era assolutamente intenzione di screditare un fenomeno come Kasparov, avessi voluto dire che l’incontro fu a senso unico, con umiliazione del Campione del Mondo l’avrei detto chiaramente, ma così non è stato e quindi ho scritto semplicemente due righe.
    Avrei dovuto menzionare le nubi intorno alle vittorie di Deep Blue e del fatto che in diversi sospettarono che dietro ci fosse la mano e l’aiuto di altri giocatori che avessero dato gli input per programmare la macchina a riconoscere le giocate di Kasparov e quindi utilizzare contromosse ad hoc come quelle che evitarono a Deep Blue di salvarsi da un paio di trappole che l’avrebbero condotto a scacco matto.
    Ma scrivendo tutto questo avrei fatto un compendio sull’incontro uomo-macchina (per altro estremamente affascinante) o sul gioco degli Scacchi (che non sarei in grado di fare).
    Invece è un articolo su Tetris e una riflessione sullo stato attuale del mercato dei videogiochi.

    Ragazzi un appello: cercate di valutare prima il complesso dell’articolo e dove l’articolista (io in questo caso) voglia andare a parare.
    Il messaggio è più importante del singolo dettaglio e come ti ho detto gli Scacchi mi servivano solo come esempio della bontà della scuola russa per quanto riguarda le tradizioni matematiche (fin dai tempi di Gauss per altro, i regnanti illuminati come Caterina II ecc. ecc.)

  • # 3
    Roberto
     scrive: 

    “la carta stampata no ma tanto loro arrivano sempre dopo”

    Come voi… ah, no, la vostra è una scelta… ma lol :D

  • # 4
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Sì perché la scaletta era già stata redatta e in ogni caso nel mare del web AD è arrivato adesso, il 6 giugno se non in anticipo trovi come minimo una cinquantina di siti con parecchio traffico a menzionare la notizia.
    La carta stampata, sempre che ne parli, arriva dopo perché i quotidiani quasi non si occupano di tecnologie e le riviste hanno cadenza solitamente mensile per arrivano ovviamente tardi.
    AD in questo contesto non era influente, il confronto era Web VS media tradizionali.
    E siccome questi ultimi non mancano di stracciarsi le vesti reclamando la palma di esclusiva autorevolezza salvo poi dotarsi degli stessi strumenti, una piccola battura ironica l’ho voluta mettere.
    Sono contento che la cosa ti faccia sorridere :)
    Sorrido di meno a vedere che di tutto l’articolo si sia parlato di 4 righe in croce che avevano, per usare un eufemismo, un’importanza piuttosto relativa rispetto al succo del discorso.

    Ma pazienza, che posso dire, le priorità sono soggettive.

  • # 5
    demon77
     scrive: 

    Tetris.. che spettacolo!
    Tanto semplice quanto geniale.. sarà sempre di moda, anche tra cento anni!

  • # 6
    Fabio
     scrive: 

    Pur non essendomi mai appassionato a Tetris, devo ammettere che si basa su un’idea semplice e geniale. Ricreare lo stesso successo, oggi, richiederebbe un’altra idea semplice e geniale. Il problema è che queste idee sono abbastanza rare! :-)
    Il fatto che oggi la gente si aspetti una tecnologia incredibile, grafica fotorealistica, ecc, secondo me c’entra poco. Alla fine quello che conta è il divertimento. Questi non sono giochi che per i cosiddetti hardcore gamers, sono di tipo diverso, e la grafica (e la tecnica in generale) può tranquillamente passare in secondo piano. Anche Puzzle Bobble, tecnicamente, non era niente di che… Eppure in sala giochi (e non solo) ha spopolato. E tuttora ci sono giochini in Flash o per DS/PSP/iPhone/quello che volete che riscuotono un ottimo successo. Cambiando genere, anche il cubo di Rubik e il Sudoku hanno avuto un successo straordinario… Perché è l’idea di fondo che è vincente.
    Secondo me, quindi, oggi ci potrebbero essere altri Tetris. Non è affatto facile, ma per essere possibile è possibile.

  • # 7
    Giacomo
     scrive: 

    Secondo me un nuovo Tetris potrà uscire solo dalla scena freeware-casual gaming, che non ha le pressioni economiche e di marketing dei giochi mainstream.

    ps
    il giapponese nel video è un mostro O___O

  • # 8
    kliffoth
     scrive: 

    ops scusa…l’articolo è pregevole, ed la mia era solo una piccola precisazione di tipo scacchistico su una annotazione riportata peraltro correttamente ed in maniera efficace e che è anche ininfluente rispetto al contenuto dell’articolo stesso.
    Mi complimemto anzi anche per l’azzeccato esempio.

    Invece entrando nel merito voglio rispondere alla domanda che si pone.

    No, un Tetris non sarebbe possibile oggi e non lo sarà mai più.
    Ma fu possibile prima di allora, come ben sappiamo (donkey kong, space invaders….)
    Cosa dunque è accaduto, possibile che oggi non si innovi più? (non credo, i giochi alla fine divertono e sono ben fatti)…

    La differenza risiede nel fatto che oggi ad essere cambiato è il modo stesso di fruizione e soprattutto di rapportarsi ai contenuti multimediali.
    Un tempo il mondo videoludico generava pietre miliari (oltre a titoli mediocri), che sono i vari Pac-man, Pitfall, centipedde etc etc.
    Già ai tempi dei 16 bit pochi titoli hanno superato il giudizio del tempo (penso al recentemente citato Speedball 2, lemmings, shadow of the beast…), e comunque hanno avuto una eco infinitamente minore.
    E il trend è questo: Far Cry o Crysis piuttosto che Dawn of War o Bioshock, pur essendo titoli di spessore e giocabilità elevate, non riusciranno mai a scolpire cuori e menti come i titoli del passato.

    Quindi paradossalmente ad innovazioni e migliorie consistenti è seguito un minore impatto nei cuori dei videogiocatori. Addirittura ritengo che la qualità media dei titoli oggi prodotti sia più alta di quella del passato (capolavori esclusi)…e allora come si spiega questo trend negativo nell’immaginario dei friutori? (che poi negativo non è nei fatti, se si guarda al fatturato)

    Quello che è cambiato è il modo in cui il computer, ovvero l’hardware, viene percepito.
    Una volta era il computer (o console che sia) ad essere avvolto di mistero: si immaginavano macchine che avrebbero magari potuto riprodurre una metallicisima voce umana, e l’idea stessa di far muovere a prorio piacere un enorme pixel quadrato generava stupore.
    Ai tempi dell’arrivo della televisione la gente rimaneva incantata a vedere piccoli omini muoversi ed agire dentro una scatolina “magica”; i fratelli Lumiere incollarono (e terrorizzarono) folle oceaniche con il rozzo video di un treno, eppure oggi di bei film ce ne sono (pur se si sta scadendo un poco)!

    L’abitudine al computer e lo scoprire le potenzialità del nuovo mezzo lo hanno sdoganato nel mondo reale riducendo l’alone di mistero…un po’ come ai misteriosi popoli e animali delle terre esotiche, creature leggendarie che prima sono sparite dai bestiari medievali e poi anche dall’immaginario collettivo man mano che gli esploratori mappavano il globo.
    Oggi è unanimenmente accettato che dagli altoparlanti collegati al PC escano voci naturali, ma ai tempi del C64 si rimaneva basiti dinanzi al “Welcome to the dungeon of Drax! choose your warrior” di Barbarian.

    Ricapitolando non credo sia un problema di software o di giocabilità, quanto di hardware: la mia generazione (io ho 36 anni) è crescuita giocando con mezzi “convenzionali”, e l’apparizione del computer ha portato un poco di caos e stupore.

    Qualcuno ha detto che guardando ai primi videogiochi (i cubettoni del tennis su intellivision!!) risulta incredibile constatare che non si siano estinti…ma noi vedevamo persone giocare, non cubi, e il fascino ce lo dava la misteriosa relazione che trasformava un movimento fisoco in uno spostamento di pixel…un oggetto inanimato ma interattivo: il fascino era nell’hardware

  • # 9
    D
     scrive: 

    “avrebbero contribuito a creare l’homo sovieticus.”

    Sapete dirmi se in giro per il mondo esistono dei sistemi di governo, anche regimi sanguinari, con questa fissa di creare l’homo ideale, il quale preveda una cultura matematico/scientifica degna di nota ?

    Sarebbe sempre meglio dell’attuale homo grande fratellus

  • # 10
    Giacomo
     scrive: 

    D: i regimi in genere, sanguinari o democratici, tendono sempre a favorire la cultura matematico-scientifica in quanto strumento “asettico” e motore dello sviluppo tecnico ed economico.
    La cultura umanistico-letteraria è di solito negletta in quanto “improduttiva” nel migliore dei casi, fucina di dissidenti e sobillatori nel peggiore.

  • # 11
    Don Luca
     scrive: 

    Come stato già argomentato nei commenti, per un nuovo tetris c’è bisogno di rinnovare l’hardware.

    Un esempio che mi balza subito in testa di un “nuovo” Tetris (anche se il suo successo penso rimarrà ineguagliato) sono i music game, uno su tutti Guitar Hero/Rock band… se ci pensate l’idea è di una banalità sconcertante: ci sono x tasti da premere al momento giusto, stop. Non c’è nient’altro.

    Alla fine anche il Wii con Wii Sports ha avuto il suo porco successo il quale, non a caso, è dato proprio dalla sua semplicità, dalla sua “accessibilità” (tant’è che negli spot venivano mostrati non solo giovani ma anche persone di una certa età proprio a testimoniare la semplicità del concetto di fondo).

    O ancora, andando a ritroso, chi si ricorda EyeToy per la Playstation2?
    Stesso discorso.

    Il problema è che al giorno d’oggi un gioco così semplice può avere profondità solo grazie al multiplayer… dopotutto non nascondiamolo, tetris è divertente e ci gioco tutt’oggi, ma se giocato da solo dopo un pò stucca… discorso a parte se giocato contro amici dove la competizione diventa altissima e ogni volta che uno fa tetris l’altro si vede arrivare il mondo e panica (e giù di imprecazioni varie).

    I videogiocatori sono cambiati e così le loro esigenze… l’esperienza single player necessita di un gioco di una certa profondità, con una trama avvincente, coinvolgente e incalzante, di quelle che non riesci a staccarti dalla sedia e ti svegli la notte alle 4 e ti metti a giocare perchè devi vedere cosa succede dopo.

    Invece se ci si vuole avventurare su uno schema semplice ma efficace, deve esserci una solida componente multiplayer (possibilmente che preveda il gioco in rete) ad aumentare la longevità, magari con una classifica mondiale così da rendere la sfida avvincente (non per vantarmi ma sono uno dei pochi che a Mario Kart Wii aveva il profilo pilota con 9999 punti, il massimo consentito e le madonne che ho tirato ogni volta che perdevo all’ultimo o saltava la connessione non si sa… fior di esami mandati all’aria, maledetto me!! -_-‘ ).

    Proprio ora stavo anche pensando a World of Warcraft, un altro tipo di gioco che ha riscosso (e direi riscuote tutt’ora) un enorme successo ma la formula di base è tutt’altro che semplice… andrebbe fatto un discorso a parte sul fenomeno WoW e verrebbe fuori una cosa lunghissima e, sinceramente, non mi va di discuterne ora :P

    Quindi, concludendo/riassumendo, di tetris “nuovi” ce ne sono stati e continueranno ad esserci, riscuoteranno meno successo perchè ormai, come già sottolineato, siamo viziatelli ma ciò non toglie che di innovazioni da allora ce ne sono state (soprattutto negli ultimi periodi con i vari hardware innovativi) e ce ne saranno ancora.

  • # 12
    cacchione
     scrive: 

    >sarebbe possibile un Tetris al giorno d’oggi?
    risposta: si, ma non sui mezzi tradizionali. un nuovo tetris lo vedrei possibile su qualcosa di nuovo con nuove modalità di interazione, qualcosa di ancora inesplorato, su pc e consolle oramai sono passata 20 anni e quel che si poteva fare si è fatto. in questo senso magari un paio di anni fa avrei puntato sul wii, ora sul project navate di microsoft. Ma c’è il problema dei costi alti di sviluppo.
    La piattaforma più probabile è l’ iphone: nuove possibilità di interazione da parte del videogiocatore e sopratutto ridottissimi costi di sviluppo, è ritornato il mito del programmatore singolo, sparirà presto ma almeno per un pò ci saranno softwrae house senza budget milionari.

  • # 13
    Raskal
     scrive: 

    Al contrario di alcune opinioni che ho letto, penso che ci sia tranquillamente la possibilità di un nuovo “Tetris”, nel senso di Idea innovativa, semplice e geniale.
    Solo sarà più difficile a meno di non creare nuove tecnologie radicalmente distinte dalle attuali.

    Le invenzioni geniali, in qualunque campo (ludico, artistico, musicale, architettonico, ecc.), fioriscono quasi sempre in gran numero dopo i primi anni di una scoperta fisica/chimica/scentifica/ecc. per poi andare diminuendo col tempo (esaurendosi le idee nuove).
    Succede con le correnti artistiche, con quelle musicali, con le invenzioni…

    I videogiochi non fanno eccezione. All’inizio tutti sperimentavano le potenzialità del mezzo (molte brutte idee sono state anche dimenticate, è bene ricordarlo) creando una marea di titoli storici, diminuendo le idee nuove col passare degli anni.
    Con l’introduzione del Mouse per esempio (e con il genio della LucasArts) sono nate le Avventure Grafiche, difficilmente concepibili prima.
    In epoca moderna vale la pena citare alcuni giochi che hanno cambiato la storia dei videogiochi a modo loro:
    – Civilization (1991)
    – Wolfenstein 3D (1992)
    – Puzzle Bobble (1994) (il moderno erede di Tetris)
    – Tomb Raider (1996)

    Giochi che, al pari di Pong, Tetris o Super Mario, hanno influenzato tutti i giochi che li hanno succeduti (generando una marea di cloni).
    Basti pensare che, a parte i giochi di Sport, oggi almeno il 50% dei nuovi titoli si basa sul sistema di Wolfenstein 3D (prima persona), di Tomb Raider (terza persona) o Civilization (strategico a turni).
    [Sugli strategici, o sugli RPG, è però bene dire che in realtà non sono invenzioni completamente originali in quanto possono essere considerate a ragione semplicemente le trasposizioni digitali dei vecchi giochi da tavolo]

    Tetris ha inaugurato un genere, altri giochi oggi inaugurano nuovi generi, per esempio the Sims o il recente Spore.
    Credo che anche in futuro si continuerà a innovare, soprattutto a fronte dell’introduzione di nuove periferiche e tecnologie come il WiiMote, l’Eyecam, i touchscreen, ecc…

  • # 14
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    La cosa che mi ha impressionato di Tetris è stata vedere delle ragazzine entrare al bar per giocarci.

    Cosa ci sarebbe di anormale, direte voi? Beh, all’epoca, specialmente nei paesini, veder entrare ragazzine al bar non era cosa comune. Anzi.

    Esperienza ripetutasi poco dopo con Arkanoid e PacMania.

    Evidentemente questi giochi che non erano il classico platform, gioco di guerra o di combattimento in generale, attirava l’attenzione anche del pubblico femminile.

    D’altra parte Tetris di per sé ha una giocabilità eccezionale unita a un concept molto semplice, e… non richiede 127 tasti da premere o smanettare con lo stick del joystick per effettuare la combo XYZ.

    Personalmente mi trovo molto meglio a giocare coi vecchi giochi. Vuoi per il diverso concept (e in ciò mi ritrovo con quanto detto da kliffoth), vuoi, come dicevo, per la semplicità dei comandi.

  • # 15
    Marco
     scrive: 

    beh basti pensari che anni addietro(ho 20 anni) quando la play statio prima non esisteva poi era solo un lontano miraggio(divenuto poi realtà) in una di quelle scatolette 499 giochi in uno c’era pure tetris, a me non piaceva ma mia mamma ci giocava spesso…la cosa è ricapitata su play station con the next tetris(dove è stata inserita una nuova modalità di pezzi scomponibili) e li pur sempre odiandolo(xkè ogni volta che giocavano io ero senza play)mia mamma e pure mio papà!! facevano sfide incredibili.

    per rispondere alla domanda un tetris oggi? dico NI ci puo essere solo qualche cosa di simile, la colpa è un po del mercato(enormi spese enormi profitti) ma anche dei videogiocatori che condividendo il post di kliffoth ormai poco ci stupisce veramente.

  • # 16
    Lorenzo
     scrive: 

    Dall’articolo:

    “Il 6 giugno 1984 viene rilasciata la versione PDP e nello stesso anno Vadim Gerasimov, allora soltanto sedicenne, un precoce piccolo talento destinato a grandi traguardi considerando il PhD ottenuto all’istituto forse più prestigioso del mondo per quanto riguarda l’ambito scientifico, ovvero il MIT, poi entrato nella famiglia Google.”

    Eh…cosa ha fatto Vadim? manca la fine della frase!!

  • # 17
    Don Luca
     scrive: 

    lol è vero… avevo letto male la frase e avevo capito che era stato Vadim a occuparsi della conversione del gioco per il PDP XD

  • # 18
    spannocchiatore
     scrive: 

    dico solo che probabilmente nokia è quello che è ANCHE grazie al mitico Snake..

    non basta di per sè l’idea, ma la giusta implementazione, il momento “storico” in cui implementarla: snake esisteva già prima, ma nel nokia aveva fatto il boom (ora dentro non c’è neanche, che tristezza..).

    solitario in windows esiste da sempre: un’idea assurda, però tutti si svagano col solitario (certo, windows non è quel che è grazie a solitario, ma un pochino ha aiutato)

    tetris col gameboy come sottolineato

  • # 19
    Zemmix: Daewoo prova la carta dell’industria dei videogiochi - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] sono proprio quelle situazioni in cui nascono le chicche da collezione qual’è il Tetris per Sega Mega Drive di cui abbiamo già parlato. Il Turbo invece, quell’oggetto grigio con un […]

  • # 20
    Luke
     scrive: 

    Su symbian non so se c’è per altri sistemi operativi c’è un nuovo tetris secondo me, solo che in questo caso non cadono i pezzi oppure c’è il timer ma li dobbiamo sistemare noi in 200 – 300 schemi di tutti i tipi. E mi sembra più innovativo rispetto a tetris perchè non c’è la fretta di sistemarli oppure di andare appresso ad un timer e per gli schemi ci sono più soluzioni.
    Questo secondo me è il nuovo tetris!!

    Es:
    https://lh3.ggpht.com/dLIlctJKfFQ5kaIpLNHA3QAsgJhsBgW1XEMTe4cj20P7mprPyufiauiwRyQIEDeFgQ=h900

  • # 21
    Luke
     scrive: 

    Dimenticavo si chiama DOODLE FIT e si può usare anche a scuola per insegnarlo ai bambini ritagliando i vari pezzetti di colore diverso in uno schema o più schemi su un foglio a quadretti trovando le varie soluzioni (da 1 a 3).

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