di  -  giovedì 11 giugno 2009

3DO LogoTorniamo ad occuparci di console e questa volta con un nome sicuramente familiare a chi ha avuto modo di seguire le vicende dell’industry durante gli anni ’90.
Fu un periodo di incredibile fermento sia dal punto di vista dell’innovazione tecnologica che competizione.
Abbiamo già delineato nelle puntate precedenti un parziale quadro, parlando prima del flop Philips CD-I, poi approfondendo le tappe che portarono al compimento del progetto Playstation ed infine risvegliando ricordi nostalgici agli Amiga aficionados con lo sfortunato CD32.

3DO. Un nome al quale sono state date più spiegazioni, anche se la più attendibile riguarda la contrazione dell’espressione “3 Dimensional Objects”, un forte richiamo alla matrice che accomuna la quinta generazione ovvero la spinta all’elaborazione 3D, il cui assaggio era stato dato con i primissimi giochi Nintendo basati sui chip “FX” ed i titoli della serie Virtua creati da Sega.
32 bit e 3D non furono però sufficienti. Vediamo il perché.
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3DO Console

Nel 1991 Trip Hawkins (sì proprio lui, l’uomo che ha creato uno degli attuali giganti software qual’è Electronic Arts) decise di fondare la 3DO Company, tutti gli operatori storici nel settore dei videogiochi non presero l’evento alla leggera, in primis per il calibro che avevano davanti ed in secondo luogo perché nella partnership erano coinvolte alcune delle maggiori società coinvolte nell’elettronica di consumo e l’industria dell’entertainment, quali Matsushita (storico nome giapponese legato a doppio filo con Panasonic e spesso Sony), la coreana LG, il colosso delle comunicazioni AT&T ed infine Time Warner.

Proprio questi ultimi due si sarebbero occupati della produzione e distribuzione di contenuti, altro tassello importante nella spinta alla convergenza fra PC e console, tentativo compiuto da quasi tutti i competitor dell’epoca.
Abbiamo visto infatti come oltre all’hype del “virtuale” (andato bene ma non benissimo come direbbe il buon Alessandro Mamoli), la ricerca di un dispositivo non solo come intrattenimento ludico ma a 360° guardando la multimedialità era uno dei dogmi dell’epoca e ritenuta vera chiave del successo per gli anni a venire.
Trip aveva quindi apparecchiato la tavola con tutti i buoni propositi del caso.
Senza badare a spese venne creato uno staff di collaboratori e sviluppatori di altissimo valore.
Basti pensare che la prima piattaforma nata in questo contesto lavorativo, il 3DO appunto, fu disegnato e progettato da Dave Needle e RJ Mical; il primo contribuì al rilascio del top seller California Games (portato su almeno quindici piattaforme diverse) ma entrambi vengono ricordati soprattutto per aver fatto la storia con Amiga prima e Atari dopo (coinventando il Lynx).
Anzi, a questo proposito vi dico di rimanere sintonizzati perché potreste avere delle grosse sorprese in un futuro prossimo, ma, mi spiace, bocca cucita; attendete però fiduciosi.

Insomma, tornando a noi, non mancava davvero nulla perché si materializzasse un nuovo credibile antagonista in mezzo ai mostri sacri Nintendo, Sega, Atari e gli altri che popolavano il variegato settore dei videogiochi.
Fu ritenuto talmente credibile che nel 1993 il magazine Time definì il 3DO, uscito alla fine di settembre, quasi in contemporanea con il CD32, prodotto dell’anno.
Ottime premesse, un design che lo rendeva un oggetto accattivante da mostrare orgogliosi in salotto, accanto al resto del comparto audio/video, lontano da quegli chassis così plasticosi e sgraziati, era dotato infine di caratteristiche effettivamente interessanti, tra cui citiamo:

  • CPU: ARM60 RISC 32-bit con clock a 12.5 MHz e coprocessore matematico
  • RAM: 2MB
  • Video: 2 coprocessori dedicati con 1 MB VRAM per una risoluzione interpolata massima di 640*480 a 24 bit
  • Audio: DSP 20-bit con registri a 16-bit per un sonore stereo con supporto al sistema Dolby Surround
  • Supporto: CD-ROM 2X
  • SO: multitasking

Dunque per quale motivo non ebbe successo?
Le ragioni, come sempre, furono molteplici. Prima di tutto, la società creata da Hawkins non produceva il 3DO ma lasciava il compito a terzi, già facenti parte della partnership sottoscritta all’inizio oppure a nuovi potenziali licenziatari.
Questo approccio poteva essere vincente perché avrebbe consentito di risparmiare molte spese non dovendosi occupare di questo aspetto della filiera né di dover trattare con i proprietari delle fab.
In più, il sistema di royalty prevedeva l’introito non indifferente di 3 dollari per ogni disco 3DO venduto, indipendentemente se si trattasse di contenuto audio/video o videogioco.
Allo stesso tempo però, il consumatore non veniva posto di fronte ad un unico prodotto, bensì a tanti cloni, creati su una base comune ma con possibili differenze non solo estetiche ma anche per quanto riguarda l’hardware, rendendo difficoltoso quel processo mentale così importante per vendere cioè l’associazione di idee tra marchio ed oggetto.
Il primo ad uscire, e più conosciuto, fu il Panasonic FZ-1, senz’altro un bell’oggetto ma, come si dice a Firenze, caro accidentato.
699$, il costo di lancio, sul mercato statunitense erano un’enormità e l’incapacità di abbassare il prezzo in tempi accettabili fece propendere la maggiorparte dei giocatori (e casual gamer in particolare) su piattaforme dal costo più accessibile.

E quando il primo taglio considerevole venne apportato, scendendo a 499$, era già troppo tardi perché incombevano come macigni da una parte il Sega Saturn e dall’altra la Playstation.
Nel 1995 si era giunti alla soglia di 300$ ma il dado era stato tratto e con la comparsa l’anno successivo anche del Nintendo 64, la società divenne esclusivamente un software publisher, tentando la strada esclusivamente dei contenuti.
L’agonia sarebbe cessata definitivamente nel 2003 per bancarotta, costringendo a (s)vendere sia i brand detenuti sia le proprietà intellettuali passate di mano al portafoglio di società quali Microsoft, Namco e Ubisoft.
Nel corso degli anni aspre critiche furono rivolte sia al team che si era occupato della progettazione della console, in particolare all’ergonomia pessima dei joypad, sia ai all’eccessivo utilizzo di scene in Full Motion Video, quasi come a voler coprire una mancanza dei parametri che davvero rendono un gioco effettivamente un buon gioco.
Nonostante tutto qualche buon titolo si era visto, tra i quali vale la pena citare Army Men (il top seller di sempre di questa piattaforma), Might and Magic, il primo porting in assoluto su console di Super Street Fighter II Turbo, Samurai Shodown e gli indimenticabili Road Rash ed Alone in The Dark.
Era stata prevista anche una lineup per solo adulti, poi naufragata.
Aquesto proposito cito, perché divertente, il commento di uno dei detrattori della console: “se volevate farne una macchina anche a luci rossi, potevate farci vedere almeno un paio di tette che diamine!”.

Per concludere, probabilmente questa console non rimarrà scolpito nel cuore di tutti i giocatori, ma resta una di quei pezzi da “Sliding Doors”, dove se qualche tassello fosse andato magari in un’altra direzione ora potremmo parlare di un futuro diverso perché le premesse, a differenza di tanti altri progetti nati sotto una cattiva stella e per mano di dirigenti anche peggiori, c’erano davvero a cominciare dai nomi altisonanti citati nell’articolo.
Un peccato ed il fatto che la comunità, anche di collezionisti, continui a citare e comprare il 3DO è un segno dell’apprezzamento e contemporaneo rimpianto di quel che poteva ma non fu.

39 Commenti »

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  • # 1
    D
     scrive: 

    A dire il vero 3DO puntò sullo sviluppo di un successore, la fantomatica M2 che ad occhio croce si poneva tra Dreamcast e N64 ma era oramai considerata un outsider senza speranze

  • # 2
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Un altro piccolo gioiello che non sono stati capaci di vendere.

    Soltanto la CPU la trovo sottodimensionata per l’epoca, ma ci può anche stare (per risparmiare).

  • # 3
    Benedetto
     scrive: 

    Ricordo ancora la copertina che K aveva dedicato a questa avveniristica console. Il 3DO voleva essere ciò che è diventata PlayStation. Peccato per il povero Trip (un nome, un programma).

  • # 4
    Majinga
     scrive: 

    Il 3DO, la seconda console più desiderata dopo il NEO GEO.
    Ricordo la recensione di Fifa qualcosa, su Console Mania, c’erano le immagini delle versioni per tutte le consele, il 3DO sembrava un altro mondo.

  • # 5
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x D

    sì, non ne ho volutamente parlato perché si tratta di uno dei prototipi più affascinanti e ricercati tra i collezionisti di retrogaming e merita un approfondimento a parte.
    In realtà fu progettata per essere la risposta alla Playstation, ma avremo modo di parlarne :)

    x Cesare

    sì la CPU è tra gli elementi un po’ manchevoli, ma tutto sommato se si pensa al Neo Geo ed alla sua longevità ci poteva stare.
    In fondo contenuti FMV giravano bene anche sul Mega CD che non era certo un mostro di potenza.
    Nonostante pagasse dazio in fatto di MIPS sia rispetto alla PSX che al Saturn, i contenuti, come sempre, fanno la differenza.
    E ne aveva di meno, parecchi di meno.
    Il problema poi non è tanto la dotazione, che come dici tu ci può stare, ma quanto quella dotazione la fai pagare.
    Posso anche vendere una macchina a 500 mila Euro se poi mi dai un prodotto che li vale.
    Ed il 3DO non valeva 699$

  • # 6
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Prezzo eccessivo, poco software = morte certa. :D :| :(

  • # 7
    sabbia
     scrive: 

    “..uali Matsushita (storico nome giapponese legato spesso a doppio filo con Sony e Panasonic),”

    Penso di non errare, ma Panasonic è un brand di Matsushita e quindi questa frase non ha molto senso!
    Panasonic non è legato spesso, È di Matsushita.

  • # 8
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    sì Panasonic è un brand Matsushita come lo sono Technics ecc.
    Legato a doppio filo perché con Sony ci sono state collaborazioni passato per la fornitura di hardware e componentistica in generale mentre con Panasonic perché è la divisione con cui si è fatta conoscere in Europa e negli States, tanto poi da far cambiare il nome della compagnia in Panasonic Corporation, dopo 90 anni di “onorato servizio”, con la decisione presa lo scorso ottobre.

    Mi scuso per la frase un po’ criptica, spero di essere stato chiaro ora :)

  • # 9
    marco_iol
     scrive: 

    Comunque, tra i giochi meritevoli vale la pena ricordare anche un “certo” Need for Speed: all’epoca era impressionante…

  • # 10
    Matador
     scrive: 

    Quoto marco_iol, Need For Speed quando l’ho visto girare su 3DO mi ha colpito. Mi ha quasi convinto a prendere una 3DO…quasi…alla fine non ho rimpianto di aver scelto la PS ^^

  • # 11
    arkanoid
     scrive: 

    ma si parla della stessa 3DO il cui logo appare al caricamento di giochi per PC come Heroes of Might and magic? (anche quella serie andata in vacca per cambiamenti allucinanti nel gameplay)

  • # 12
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Ho cambiato la frase di cui sopra.
    Sì è la stessa 3DO divenuta appunto poi esclusivamente un publisher software.
    Need for Speed, lo stesso Alone in the Dark. Gran porting, per la stragrande maggioranza tutti provenienti dal mondo PC.

    Ma per tanti piccoli gioiellini ci furono delle ciofeche terrificanti.
    Una su tutte: Doom. Pure sul mio P910 girava meglio.

  • # 13
    Giacomo
     scrive: 

    Il logo l’avevano copiato spudoratamente dalla RAI :D

  • # 14
    Arioch
     scrive: 

    Se non sbaglio era anche possibile potenziare la console con una scheda video aggiuntiva tipo voodoo2!

  • # 15
    phabio76
     scrive: 

    Voce di corridoio: i cuginetti poveri questi articoli se li sognano e stanno per chiudere baracca…

  • # 16
    f0s
     scrive: 

    [B]3DO: croce o delizia?[/B]

    3DO: soldi buttati… :D

  • # 17
    jpx
     scrive: 

    Faccio notare che anche Dave Needle fu progettista hardware dell’Amiga (nonchè co-designer del Lynx assieme a Mical – il quale ora si trova alle dipendenze di Sony coinvolto nel progetto PS3).

    Mi spiace far sempre la pigna, ma essendo un Amiga-zealot DEVO precisare! ;)

  • # 18
    sergio mazza
     scrive: 

    Sono collezionista non mi poteva mancare, ho sia quella americana che quella europea. E cmq forse dopo il neogeo viene il dreamcast come console piu ricercata.

  • # 19
    Arioch
     scrive: 

    Ricordavo male, esisteva la 3DO Blaster, una schedona su slot isa che conteneva tutto l’hardware e trasformava il pc in 3DO: http://members.tripod.com/~faberp/cl3dobl.htm

  • # 20
    Tony73
     scrive: 

    Lo pagai 1.450.000L all’uscita (versione USA ovviamente), ai tempi ero decisamente “early adopter” godevo come un pazzo a far rosicare CHIUNQUE davanti a “Crash and burn” ^_^ Console sicuramente sfortunata, ma si vide davvero roba un passo avanti.. certo spesso erano full motion da spavento (eravamo quasi a meta’ anni ’90, cio faceva MOLTO effetto) e poco gioco, ma le sue perle il 3Do le ha avute: SSF2T, Super Wing Commander, Wing Commander 3, NFS (versione migliore in assoluto), The Horde, Policenauts, Star Control 2, Total Eclipse, D, Dragon’s Lair (a tutt’oggi per me rimane la piu fedele all’originale), Gex, Out of this world (another world totalmente migliorato graficamente), Return Fire, Road rush ecc. ecc.

    Per quanto mi riguarda è stata una console fondamentale per l’evoluzione (o involuzione a seconda dei casi) del modo di definire “console”, un netto cambio rispetto al passato. La mi console faceva parte delle prime mandate che, purtroppo, erano bacate… certi giochi buggavano da far schifo, Slam and Jam su tutti, che praticamente dopo 2-3 minuti diventava assolutamente ingiocabile fino ad arrivare al crash…. purtroppo anche need for spped non era esente: durante il gioco il sonoro NON ESISTEVA!!!!(nella presentazione e schermata dei titoli si) non ho mai avuto l’onore di sentire il sonoro in gioco :_(

  • # 21
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x jpx

    infatti c’è scritto “fu disegnato e progettato da Dave Needle e RJ Mical”, cioè la console è stata co-disegnata e co-progettata da Mical e Needle (non solo loro ma loro ne sono i principali fautori)

    x Arioch

    sì il kit costava in Europa circa 600$ mentre la metà negli States.
    Fu un esperimento interessante che significava un’ulteriore tappa in quel processo di convergenza fra PC e console.
    Distribuita da Creative Labs però non ebbe successo e francamente è anche abbastanza comprensibile.
    Il 3DO vantava un portfolio quasi esclusivo di giochi PC e costando non poco, tanto valeva giocare ai vari Alone in the Dark proprio sul computer (per chi già lo possedeva).
    Ci furono altri add-on simpatici come le lightgun o la possibilità di visualizzare i VCD (che in Giappone erano piuttosto diffusi) con dei moduli MPEG.

    x phabio

    ?

    x Sergio

    sì anche se forse si riferiva al periodo storico. Il Dreamcast è di una generazione e di parecchi anni dopo, il “boom” del Neo Geo almeno come console casalinga risale più o meno proprio al 92-93

    x Tony

    sai che il negozio della mia città (Udine) che era solito trattare l’import parallelo lo proponeva allo stesso esatto prezzo?
    Mica l’hai comprato lì per caso :D
    Sul fatto dell’evoluzione in un certo senso sono d’accordo.
    Senz’altro fu un deciso passo avanti verso la multimedialità e l’avvicinamento al modo di giocare su PC oltre che un segno distintivo dell’avvento della nuova generazione, poi culminata con la PSX.
    La CPU non era esattamente un fulmine ma tutto il resto c’era, anzi come “gradevolezza estetica” era nettamente la macchina più presentabile tra le sue contemporanee.
    Solo che è rimasto un bicchiere mezzo vuoto…

  • # 22
    jpx
     scrive: 

    @Jacopo

    Scusa, forse non ci siamo capiti (o forse non mi sono espresso bene, mi capita spesso! :D)
    Io intendevo dire che ANCHE Needle progettò (buona) parte dell’hardware Amiga (nonché quello Lynx e 3DO).
    Offtopic comunque, sorry! ;)

    A proposito di OT: io abito a meno di 10 minuti da Udine, guarda un po’! ;D

  • # 23
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Ah ok ora ho capito.
    Sì per il Lynx l’ho scritto nell’articolo dedicato alla console, mentre per l’Amiga mi era sfuggito (non essendo stato un granché come “amighista”).
    Correggo in ogni caso
    Per l’OT, forte :)

  • # 24
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Per la serie: chi tocca l’Amiga muore! :D :D :D

  • # 25
    correx
     scrive: 

    Tra Philips CD-I e Amiga CD32 c’e’ il CDTV , che forse viene considerato piu’ computer che console… Ma come non menzionarlo? L’ho avuto con tastiera, drive esterno, trackball ad infrarossi a cui si potevano connettere due normali joystick Amiga… Alla fine si giocava a sensible soccer o kick off sul divano, col cdtv collegato alla tv, non certo con un monitor su una scrivania…

  • # 26
    Tony73
     scrive: 

    @Jacopo

    No non lo presi ad Udine, io abito a Prato ^_^ cmq il prezzo della macchina importata ai tempi ero quello, i piu “furbi” la vendevano a 1.500.000 di Lire.

    Cmq la cpu non era cosi’ cessa come molti pensano; era una cpu RISC che faceva, ovviamente, meno cose di una CISC tipo Pentium, ma quelle poche cose le faceva bene (aveva la stessa capacita’ di calcolo di un 486 DX 33Mhz). Il problema era la mancanza di un motore dedicato al 3D anche solo scrauso… ma nonostante cio’ è stata la prima macchina dove ho visto piu di 300K colori su schermo (Guardian wars o lo stesso Dragon’s Lair per esempio), dove ai tempi il massimo erano 256 colori di media. Ma IMHO il problema principale era il pad! veramente spaventoso!! e quelli di terze parti erano pure peggio O_O

  • # 27
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Non credo proprio avesse la stessa capacità di calcolo di un 486DX a 33Mhz. Anzi, non credo che avesse la stessa capacità di un 486 neppure al suo stesso clock (12,5Mhz).
    Tra l’altro il 486 integrava l’FPU e l’ARM no.

  • # 28
    Tony73
     scrive: 

    Ho riportato solo quello che ai tempi dissero i responsabili della 3DO company.

  • # 29
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Marketing. ;)

  • # 30
    Tony73
     scrive: 

    Probabilmente loro si riferivano alle capacita’ di calcolo dell’intera achitettura della macchina, forse. Fatto sta che sul mio , allora, 486DX2 66Mhz quello che vedevo sul 3DO nel mio PC me lo sognavo, specialmente nei colori a schermo, dove su PC siamo rimasti inchiodati PER ANNI alla risoluzione di 320×200@256 colori. Poi un altro vantaggio che aveva il 3DO era il chip dedicato al full motion; mai prima di allora vidi filmati a tutto schermo a 30 FPS con qualita’ che rasentava la qualita’ TV (si parla sempre dei primi ’90), su PC si avevano filmatini scrausi a mezzo schermo con 256 colori digitalizzati.. solo su mega cd ho visto di peggio!! poi va be’ anni dopo uscirono le schede MPEG (ne avevo una anche io), ma prima ancora la Playstation… e li il mondo del gaming (IMHO purtroppo) è cambiato..

  • # 31
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Quando parlavo di capacità di calcolo, mi riferivo esclusivamente alla CPU; non a tutto il sistema.

    Comunque il chip dedicato al full-motion ce l’aveva già il CD32 della Commodore. ;)

  • # 32
    Tony73
     scrive: 

    Sul CD32 non hai mai visto dei full motion a tutto schermo ^^

  • # 33
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Mi riferivo al modulo MPEG. Che, però, era da prendere a parte.

  • # 34
    Giacomo
     scrive: 

    Tra l’altro sul CD32 (e già sul vecchio CDTV) era possibile usare un formato video full screen, il CDXL, inferiore qualitativamente all’mpeg ma gestibile con la sola potenza della CPU.

  • # 35
    Cesare Di Mauro
     scrive: 

    Sì, il CDXL era full screen ed era un derivato dell’onnipresente formato ANIM (di cui qualunque buon amighista che si rispetti avrà sicuramente visto delle animazioni del mitico Eric Schwartz :D), però era impiegato più che altro per animazioni in quanto era, che io ricordi, lossless (senza perdita), quindi con poco guadagno in termini di compressione.

  • # 36
    Giacomo
     scrive: 

    Sì è un derivato dell’ANIM, e anche se era usato per le animazioni e comprimeva poco poteva gestire i filmati video, come spiegato su Wikipedia
    http://en.wikipedia.org/wiki/CDXL

  • # 37
    Sega Master System, l’anti-NES…dalle alterne fortune - Appunti Digitali
     scrive: 

    […] ma mentre in quelle successive si può dire ci siano state grandi attese poi “disattese” (3DO, Amiga CD32, Saturn tanto per fare qualche nome), in questa decade abbondante di produzione, tutti […]

  • # 38
    pointlessboy
     scrive: 

    io possiedo l’emu del 3do, non ne ho mai avuto uno vero, ma posso dire che ci sono un po di bei VG! shockwave 1 e 2, another world, return fire,road rash, need for speed,cannon fodder, wolfenstein, e non dimentichiamoci anche gex e captain quazar (non li ho mai giocati, ma quando li ho visti su youtube, mi sembravano dei bei titoli.
    ci ha detto che sul 3do gira solo monnezza???

  • # 39
    Kintaro
     scrive: 

    \sergio mazza scrive:
    Sono collezionista non mi poteva mancare, ho sia quella americana che quella europea\

    Se leggi ancora…Domanda: Si possono usare in qualche modo giochi PAL su 3DO NTSC?

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