di  -  martedì 9 giugno 2009

home1Oggi, videodrome – ai confini del video, tratterà di distribuzione simultanea, utilizzando come esempio il lungometraggio Home: un documentario che nei giorni scorsi è stato lanciato contemporaneamente, in tutto il mondo, al cinema, in televisione e (per la prima volta in assoluto) su YouTube.

Il film, non-profit, è stato diretto dal fotografo francese Yann Arthus-Bertrand e prodotto niente meno che da Luc Besson. Realizzato in occasione della trentasettesima Giornata Mondiale dell’Ambiente indetta dall’ONU per il 5 giugno, Home è disponibile in 6 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e russo) ed è costituito da 90 minuti di coinvolgenti riprese aeree di 54 paesi.

Film trasmesso in contemporanea da televisioni e sale cinematografiche di tutto il mondo (126 paesi) e su schermi all’aperto a Time Square a New York, sotto la Torre Eiffel a Parigi, Trafalgar Square a Londra ecc.

120 località filmate per una durata complessiva delle riprese di 217 giorni distribuiti in 18 mesi; 500 ore totali di girato. Immagini che sottolineano i problemi del pianeta terra: effetto serra, estinzione di specie animali e vegetali, esaurimento delle materie prime. In tutto introdotto da una voce fuori campo che commenta.

Tutto allo stesso tempo. Una distribuzione simultanea in televisione, cinema, aree all’aperto, DVD e Youtube, voluta appositamente dal regista e dalla produzione, per enfatizzare la portata mondiale dell’evento.

home

I modi di distribuzione classici stanno pian piano lasciando spazio a nuove sperimentazioni, e sembra che il pubblico mondiale risponda sempre più positivamente a questo tipo di “premiere” simultanee. Il successo di Home infatti ne è un chiaro esempio anche perché, come è facile immaginare, l’impatto mediatico per un evento del genere è devastante.

Sarà questo il futuro dei lungometraggi cinematografici? La distribuzione in simultanea?

Il precedente comunque esiste e risale al 2005 quando Steven Soderbergh distribuì il suo film Bubble contemporaneamente al cinema, in TV e su DVD. Questo film, low-budget, si proponeva di “dare una scrollata” all’industria cinematografica in genere; alla fine però non ebbe un grande successo commerciale perchè, come molti sostengono, il progetto non fu adeguatamente pubblicizzato e nessuna star hollywoodiana fu coinvolta.

Link al film su youtube: HOME

Nota finale: Home è stato trasmesso anche dalla televisione italiana, precisamente da rete 4. Purtroppo però p stato inserito in seconda serata e all’interno di un altro format, smembrandolo in più parti per poterci inserire nel mezzo commenti e pubblicità.
Comunque, è passato nella usa interezza anche in sale cinematografiche come, ad esempio, a Torino al Cinema Massimo in sala 1.

Immagini dal making-of: LINK

HOME:
-54 paesi
-120 location
-500 ore di girato
-217 giorni di riprese

4 Commenti »

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  • # 1
    Mauriziosat
     scrive: 

    le immagini sono bellissime
    MA IL COMMENTO è pieno di BAGGIANARE ECOTONTISTE.
    in 10 minuti dicono una quantità di BALLE e di luoghi comuni che bastano a saturare una mente sana per alcuni anni.

  • # 2
    v1
     scrive: 

    non è vero, sono arrivato a vedere la prima mezz’ora e per ora non hanno detto gran cazzate. solo che quando si parla di città o tecnologie moderne la colonna sonora si fa stranamente minacciosa… pazienza. la fotografia è meravigliosa

  • # 3
    Flare
     scrive: 

    Visto tutto. Magnifiche immagini, ma di cacchiate se ne sentono subito già nei primi 5-10 minuti.

    «what happened to the carbon that poisoned the atmosphere?»
    Ehhhh… chissà? Forse niente, visto che non è mai esistito questo “avvelenamento”? Il carbonio in atmosfera si trova nelle molecole di CO2, che è un gas decisamente atossico. Anche in senso figurato, può contribuire al massimo all’effetto serra di cui il gas più importante sulla Terra è… il vapore acqueo.

    Poco dopo parla delle prime forme di vita, che, secondo il commento, “riducendo la CO2″ permisero lo sviluppo di altri esseri viventi. Eh già, era la CO2 che non lo permetteva! Insomma si fa passare la CO2 come un terribile gas assassino quando in realtà fu proprio il contrario: i primi esseri viventi assorbivano CO2 (è stato quello il gas che ha permesso la vita! … e che la sostiene ancora oggi) del quale trattenevano il prezioso carbonio (alla base delle molecole organiche e di tutte le forme di vita che conosciamo!), rilasciando come scarto il resto della molecola: emissioni di un gas tossico (per gli organismi anaerobi) ed estremamente reattivo, cioè l’ossigeno. In seguito si svilupparono forme di vita che non solo erano resistenti all’ossigeno, ma riuscirono perfino ad avvantaggiarsene. Tuttavia anche per organismi complessi come il nostro, un’esposizione prolungata di ossigeno puro ad alta pressione è dannoso e l’ozono (O3) è tossico.

    E questi solo nei primi 7 minuti del film. Ma ce ne sono diverse, ad esempio a 12 minuti parla degli alberi come se praticamente si nutrissero della luce del Sole, sorvolando completamente sulla CO2. OK che l’energia arriva dalla nostra stella, ma…
    Nel resto del documentario al massimo si fa passare le piante come filtri assorbitori di CO2 (l’assorbiranno per sport?).

    Potrei continuare così fino alla fine del film.

    Intendiamoci, non è che dica solo cacchiate, ma c’è questa tendenziosità di fondo, che fa una certa disinformazione. Il nostro pianeta è meraviglioso, la vita ancora di più e l’interesse a preservarla è anche scientifico (sarebbe bello potere avere ancora dei Dodo vivi da studiare), è vero che facciamo danni (anche alla nostra salute), però ad affrontare questi argomenti vedo raramente obiettività e voglia di considerare le cose più a fondo e nel loro insieme, sia da una parte che dall’altra: spesso ci si sofferma solo su alcuni aspetti (es. non si considera cosa può fare qualche variazione di quella *enorme* fornace nucleare che, anche se dista 150 milioni di km, riesce ancora ad ustionarci la pelle, se non stiamo attenti) o si danno per certe e scontate cose che non lo sono affatto (C’è davvero un riscaldamento globale prodotto dall’umanità? Cosa sappiamo davvero del contributo antropico di CO2 (7-8 GT annue) rispetto a quello naturale (200)? Conta poco essendo poco? Sbilancia qualche equilibrio? Che effetti secondari ha? Quanto conosciamo questi meccanismi climatici?). Molti prendono per buono quel che sentono o lo scartano per partito preso. Pochi si pongono domande. Insomma vedo sempre tanta propaganda (da ambo le parti) e molta poca scienza o mentalità scientifica.

  • # 4
    v1
     scrive: 

    il film ha un certo target, che non sono iè chimici o gli altri scienziati, ma persone poco scolarizzate o intelettualoni letterati che non sanno un H di chimica-fisica. sono d’accordo con te che il modo di dire le cose è molto impreciso e a volte sbagliato, ma in linea di massima si tratta di approssimazioni accettabili e il messaggio di fondo non è del tutto infondato.
    tutt’al più può dare fastidio il carattere politico che assume il documentario, per la volontà di mettere in cattiva luce il progresso tecnologico in contrapposizione a un’aulico ambiente naturale.. vedi la colonna sonora o alcune frasi, come quella della co2 che avvelenerebbe l’atmosfera. o che il mare si innalzerebbe di 7 SETTE metri se si sciogliessero i ghiacci. o dello sfruttamento minerario che esaurirebbe le riserve entro la fine del secolo (LOL!).
    o degli agricoltori che spruzzano l’insetticida con gli scafandri come se stessero spargendo gas nervino, tralasciando del tutto che i danni dell’agente tossico dipendono dalla concentrazione a cui vi si è esposti, e che il trattamento porta anzitutto dei benefici.

    ma fondamentalmente rimane vero che buttare tutta questa CO2 in atmosfera non è un bene, anzitutto perchè non possiamo predire gli effetti, in secondo luogo perchè un’aumento di CO2 in atmosfera va di pari passo con una diminuzione di O2, almeno a livello macroscopico (che tralaltro è il motivo per cui la gente crede che la CO2 sia tossica, essendo associata alla morte per asfissia) e infine perchè ci sono voluti milioni di anni per trasformare quella CO2 e fissarla al suolo come minerali carbonati, carbone o petrolio o altro.
    rimane vero che il livello del mare si innalzerebbe, ma non così tanto scommetto. suppongo che la temperatura media dovrebbe essere superiore di una decina di gradi per permettere lo scioglimento. a temperature più alte aumenta la quantità di vapore che può essere disciolta nell’aria prima che avvenga una precipitazione (aumenta la tensione di vapore), perciò un po’ d’acqua rimarrebbe per aria a ingrassare l’effetto serra. inoltre dato che i continenti non sono tutti contornati da scogliere verticali di 10 metri, si otterrebbero allagamenti delle zone costiere più basse ma ogni centimetro di dislivello richiederebbe una quantità d’acqua superiore al precedente, come in un imbuto. quindi io azzardo che più di un metro non può salire, acconsentendo però ad allagare qualche zona.

    scusa ho divagato..

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