di  -  lunedì 8 giugno 2009

Questa volta lo dice il Time . Non solo con un articolo dall’esaustivo titolo “How Twitter Will Change the Way We Live”, ma anche con tanto di copertina.

twitter sul time

Una parte dei lettori di Appunti Digitali si sono sempre mostrati molto critici nei confronti dell’ambiente che rientra sotto il cappello di web2.0, ed in particolare con strumenti di microblogging, anche quando di recente abbiamo parlato di Twitter-mania; probabilmente non cambieranno il loro atteggiamento dopo l’ultima copertina del Time, però forse sarà il caso di prestare un minimo di attenzione in più ad un fenomeno planetario, liberandosi da facili pregiudizi,e dando a questa piattaforma di microblogging il beneficio del dubbio. Un test diretto è d’obbligo, prima di emettere un giudizio definitivo.

Chi scrive non è un fan sfegatato di Twitter, al contrario. Registratomi il 5 di maggio del 2007 l’ho usato con curiosità ed una certa sorpresa per come uno strumento così semplice potesse destare tanta attenzione e seguito, pur confrontandosi con competitor dotati di maggiori funzionalità. Come Pownce, tanto per citarne uno che non esiste più, o l’italiano Meemi.

“In short, the most fascinating thing about Twitter is not what it’s doing to us. It’s what we’re doing to it.”

Il bello di Twitter non è ciò che lui sta facendo a noi, ma quello che noi stiamo facendo a lui. Dove con noi ci si riferisce sia agli utenti e ce agli sviluppatori di programmi di terze parti. Sì, perché ad esempio, è possibile risalire facilmente al proprio primo tweet grazie a myfirsttweet.com, una applicazione che frutta le Api di Twitter. Come quella ce ne sono tantissime altre, esempio classico è il motore di ricerca search.twitter.com oramai acquisito ed integrato in Twitter.

Non sono i 140 caratteri la rivoluzione, ma come noi li utilizziamo; come questi siano capaci di allargare la conversazione in tempo reale, come nell’esempio della conferenza citato nell’articolo del Time, che si ripete praticamente tutti i giorni: ogni conferenza, barcamp, riunione, o workshop si svolge o quantomeno potrebbe svolgersi parallelamente, anche online, tramite i tweet dei presenti, e con il contributo di chi all’esterno risponde ed interagisce, proponendo spunti, approfondimenti.

D’altro canto, altri incontrovertibili dati, secondo farebbero pensare a Twitter come ad ungigante dai piedi di argilla:

  • il 10% degli utenti di Twitter producono il 90% dei contenuti
  • circa il 60% degli utenti non lo utilizza più dopo il primo mese
  • più della metà degli utenti twitta una volta al mese

La mia ipotesi è che tutto questo è spiegabile perché:

  1. la crescita vertiginosa combinata alla forte esposizione mediatica (soprattutto negli Stati Uniti) comporta necessariamente l’avvicinarsi alla piattaforma di microblogging di un elevato numero di utenti poco consapevoli, e comunque non pronti, che sostanzialmente seguono la moda
  2. Twitter copre una necessità sostanzialmente non essenziale: dire agli altri cosa si sta facendo. E’ un gioco molto semplice e allo stesso tempo divertente, un p0′ come nascondino: difficilmente sarà il gioco preferito di un bambino, ma ci giocheranno sempre, appena capiterà l’occasione, ed in fondo è sempre divertente. Twitter è altrettanto facile, e anche chi se ne è allontanato, alla prima occasione può tornare da un momento all’altro, perché in fondo sono solo 140 caratteri; basta averne l’occasione.

Allora vi offro un’occasione, per provare Twitter o per tornare ad usarlo se siete tra coloro che lo hanno abbandonato, e vediamo cosa accade. Propongo un piccolo esperimento per allargare questa conversazione: dite in 140 caratteri perché secondo voi twitter cambierà o non cambierà le nostre vite; fatelo su Twitter ovviamente, usando l’ash tag #adtweet. Lunedì prossimo, raccoglieremo e pubblicheremo le risposte più interessanti ed originali.

14 Commenti »

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  • # 1
    D
     scrive: 

    Il time è veramente diventato un cavolo di giornaletto. Mi chiedo quando metteranno in copertina Paris Hilton, Corona o Lapo…

  • # 2
    v1
     scrive: 

    io più che twitter vedo un iphone in copertina. complimenti.

    io non mi sono mai/ancora iscritto. mi pare assurdo far sapere a persone che magari nemmeno conosco quel che sto facendo, ne mi interessano questo genere di informazioni sugli altri.
    non ho approvato nemmeno la svolta in questo senso operata da facebook con l’ultimo restyle.

  • # 3
    phabio76
     scrive: 

    Forse mi sbaglio, ma così, a pelle, ho colto un po’ di ironia e di snobbismo e contemporaneamente l’invito a cavalcare la moda di Twitter senza argomentazioni.
    Giorni fa un servizio del TG1 lo dipingeva come la novità che sta cambiando internet (…evidentemente la dipartita di Riotta non ha giovato) e mi sembra che si continui su questi toni da (dis)informazione generalista.

    Mi capita spesso di difendere Twitter (inteso come strumento di comunicazione) dagli attacchi dei benpensanti di turno.

    Dal punto di vista (sbagliato) del singolo utente che scrive “oggi sto a casa perchè piove” è di un’inutilità unica, e questo vale nel 99% dei casi.

    Ma se sommiamo tutti i contributi (TwitPic) finalizzati su un evento (#Armstrong #Giro) otteniamo un fenomenale reportage in tempo reale.

    Twitter, insomma, oltre che una moda, può essere uno strumento utilissimo per chi fa informazione professionale.
    Sempre secondo me, eh.

  • # 4
    atomo37
     scrive: 

    una volta a settimana loggo su facebook e noto sempre con rinato stupore quanti dei miei amici e conoscenti non hanno niente da fare quando sono a lavoro.
    la mia opinione è che twitter sia un altro giochino per tenere indaffarati i nulla-o-poco-facenti e quanti hanno bisogno di sentirsi vivi comunicandoci anche quando vanno in bagno.

  • # 5
    Markingegno (Autore del post)
     scrive: 

    Tutte queste osservazioni, esclusa quella di phabio76, sembrano però essere frutto di una osservazione esterna, a cui manca l’esperienza sul campo.

    Magari mi sbaglio, ma, avete provato prima di esprimere un giudizio?

    Sia chiaro, c’è anche tanta gente che abbandona twitter entro un mese, non dico che sia uno strumento imprescindibile per la vita di ognuno, ma che in alcuni casi, fenomeni apparentemente semplici, non lo sono, e necessitano di una osservazione più attenta e ravvicinata.

    Se tutto fosse stato così semplice e scontato come lo descrivete, Twitter avrebbe smesso di esistere da molto tempo, visti anche tutti i malfunzionamenti a cui ha abituato i suoi utenti in passato.

  • # 6
    andrea
     scrive: 

    Facebook, ora Twitter, prima Myspace (tralasciando l’illusione del tutto inconsistente di Second Life, dove aziende e enti pubblici evidentemente ingenui in materia si gettarono a capofitto…), sono in fin dei conti fenomeni sociali, oltre che legati ad aspetti tecnici…
    Nessuno di loro cambierà sostanzialmente le nostre vite, almeno non alla stragrande maggioranza di noi (le eccezioni ci son sempre, ovviamente), e ognuno di loro avrà necessariamente una sua parabola temporale…
    FB in alcuni paesi ha già imboccato la china discendente, Twitter forse è in crescita, ma fra un anno, due, o anche tre, ci sarà qualcosa di nuovo che li sostituirà…

  • # 7
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    Io mi permetto di porre il problema della validazione delle fonti. Se Enzo Biagi o Indro Montanelli usasse twitter sarei un suo fanatico follower. Dubito tuttavia che da un’informazione così polverizzata e intasata di futilità, si possa ricavare qualcosa di lontanamente paragonabile a ciò che definisco “Informazione” (notare la I maiuscola). Dubito che da Twitter possa nascere il prossimo Biagi o Montanelli o Bocca.

    Il fatto che che in un paese come l’Italia l’informazione istituzionale si sia mediamente “ingiallita” al punto da rasentare il ridicolo e il dilettantesco, non può implicare che l’informazione vada consegnata ai dilettanti, ma al contrario che serva restituire professionalità e indipendenza a chi di informazione si occupa per mestiere, ed epurarla (non ridete) dai tentacoli del regime.

    Infine sì, uso twitter da qualche settimana, e mi riesce ancora molto difficile trovare qualcosa che valga la pena di dire i 140 caratteri.

  • # 8
    phabio76
     scrive: 

    @ Alessio di Domizio
    Per la prima volta mi trovi in completo disaccordo: non penso che tu abbia centrato la questiane.
    140 caratteri non saranno mai la sintesi del giornalismo ma il cronista Indro Montanelli di turno potrebbe trovare utilissimo che un suo collaboratore scatti una foto e via Twitter + TwitPic gli dica in real time: “sono qui, pronto ad intervistare il tizio X…”
    oppure “Guarda come si presenta piazza in rivolta, che faccio?”
    Twitter non è il fine ma uno dei tanti strumenti che si possono scegliere di usare.

  • # 9
    Alessio Di Domizio
     scrive: 

    @ phabio76
    Siamo d’accordo ma qui mi pare che certo “2.0 pensiero” veda in questi nuovi media dei sostituti più che degli accompagnamenti.

    Ciò premesso vorrei capire esattamente in cosa consisterà l’uso professionale di twitter prima di dare un giudizio definitivo.

    Posso già dire una prospettiva di Twitter come moltiplicatore del “citizen journalism” mi lascia molto perplesso. Abbiamo già visto colossali fesserie e bolle di sapone scoppiare ai tempi e con i tempi tecnici dei blog.

  • # 10
    LoneStar
     scrive: 

    Mi permetto di segnalarvi l’esistenza di Identi.ca, che è un “clone” opensource di Twitter, dove sono concentrati molti sviluppatori e utenti dei vari software e sistemi operativi liberi, ma c’e’ anche un certo quantitativo di “gente comune”.

    Comunque il microblogging mi sembra una trasposizione su web del vecchio IRC, non ci vedo nulla di particolarmente rivoluzionario o trascendentale. Tra l’altro non capisco come mai i cultori della modernità multimediale siano attratti da un servizio nel quale non è possibile inserire immagini, musica, link ad altri siti, applicazioni piu’ o meno giocose, ecc., se non per tramite di sistemi di relink e url shortening, che non sono un vero embedding.

  • # 11
    david
     scrive: 

    Facebook è quello che è…
    twitter potrebbe essere utile non tanto per far sapere quello che si fa passo passo(lo trovo assurdo) ma come mini feed di scambio sociale di notizie/curiosità/eventi (come già in parte è)
    Cmq secondo me il servizio migliore ora è friendfeed…

    P.s. su twitter non vi bastano mai i caratteri? invece di tinyurl usate ow.ly http://ow.ly/url/shorten-url ^_^

  • # 12
    Caterpillar
     scrive: 

    Si certo, come prima secondo life e dopo facebook :/
    I media hanno le cotte di turno

  • # 13
    Banjo
     scrive: 

    Mah, secondo me la maggior parte della gente manco sa che esiste ‘sto Twitter. Annoiati da Facebook, non ci si vuol imbarcare in un’altra inutility.

  • # 14
    Twitter cambierà il mondo. O almeno le nostre vite. - Appunti Digitali
     scrive: 

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