di  -  venerdì 5 giugno 2009

In questi mesi ci siamo occupati dei potenziali risvolti del segmento Netbook, un terreno in cui la convergenza di interessi e di tecnologie sembra aver riunito tutti i principali operatori sia del mercato mobile (PDA Phone/Smartphone) sia dei personal computer.
Quo vadis? Ce lo siamo chiesto un po’ tutti soprattutto perché con Moblin ed Android per la parte software e l’aspirante concorrente ARM il binomio Wintel potrebbe non essere così scontatamente preponderante nel medio-lungo periodo.

Microsoft aveva già annunciato la decisione per il non supporto dell’architettura, molto diffusa su dispositivi embedded, ora rincara la dose non risparmiando stoccate al sistema operativo targato Google.


Steve Guggenheimer

Dopo aver criticato il nome netbook durante la conferenza organizzata all’interno del Computex, Steve Guggenheimer, Corporate Vice President for Original Equipment Manufacturers, si è spinto oltre in un’intervista a Reuters.
“Sono piuttosto scettico sul fatto che i consumatori cominceranno ad usare Android in questo momento. In definitiva vuoi che la tua stampante funzioni e tutto il tuo parco software a cui sei abituato continui a funzionare.
Al momento c’è una totale mancanza di un solido ecosistema intorno alla piattaforma Google”.

Più volte è stato fatto notare come effettivamente intorno al progetto della grande G nonostante siano state spese belle parole, ci sia anche molto fumo oltre al promettente arrosto.
D’altra parte sono due i fatti incontrovertibili:

  • quando il duetto Brin e Page si muove difficilmente sbaglia un colpo
  • l’interesse da parte dei vari produttori come Motorola, HTC, Dell è concreto, così come sia Acer che Asus hanno già annunciato parte della propria lineup con il “corredo Android”

N onostante il grottesco limite delle tre applicazioni per Windows 7 sia stato eliminato resta il nodo da sciogliere sull’impatto che avranno le licenze sul prezzo finale per dispositivi che hanno il devono il loro appeal, oltre al fattore portabilità, proprio al costo tutto sommato contenuto.

Guggenheimer ha proseguito asserendo come l’importanza del fattore “pc-alike” sia fondamentale per il successo, nel mass market, di un prodotto che si pone a metà strada tra i due mondi, un mid seppur rimpicciolito che ricorda la struttura e lo chassis di un portatile.

“Ed in questo contesto, per le persone che vogliono un personal computer”, prosegue il dirigente Microsoft, “non crediamo che la scelta di un chipset differente sia quella vincente”.
Anche in questo caso il problema ruota intorno al parco applicativo, preponderante su piattaforma x86.

Allo stesso tempo occorre far presente che, nonostante le molteplici architetture caratterizzino i palmari e i cellulari moderni, la frammentazione del mercato non ha scoraggiato le software house e gli sviluppatori in generale, basti pensare al successo dell’SDK per l’iPhone.
Occorrerà capire se l’evoluzione dei netbook verrà più influenzata dai “cugini” mobili oppure dal tradizionale settore rappresentato dai desktop e portatili.
In entrambe i casi saremo qui ad aggiornarvi.

15 Commenti »

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  • # 1
    Don Luca
     scrive: 

    Scusate ma tutti parlano di android android android…. quando poi si sa pochissimo di questa applicazione e del parco software del quale disporrà (le suite google immagino).

    Ma linux? Se lo sono scordati tutti? Linux gira sulla maggior parte delle architetture e la maggior parte dei pacchetti distribuiti sono compatibili con l’architettura ARM.

    Forse invece di investire tante speranze in una piattaforma della quale si sa poco e niente sarebbe il caso di valutare alternative molto più papabili, IMHO, ovviamente.

  • # 2
    Cael
     scrive: 

    il problema è che alternativa papabili lo sono sulla carta, ma fintanto che esisteranno 800 distribuzioni diverse, ognuna con delle sue specifiche licenze, difficilmente potranno andare oltre il semplice esercizio di stile, molto ben riuscito, che sono attualmente. Non a caso Android ha tanto hype, è un unico progetto con alle spalle un’azienda colosso.

  • # 3
    Don Luca
     scrive: 

    Eh, anche questo è vero… certo però potrebbero fare un accordo con una distro e basta, come s’era fatto con l’eeePC che usava (usa?) xandros (o na roba simile, mò nn ricordo il nome preciso).

    Si mettono d’accordo con debian o ubuntu o red hat, fanno una distro ad hoc, ci mettono solo quella e il problema sarebbe risolto, poi l’utente se la gestisce lui… se non gli piace la distro la cambia, ci mette altri pacchetti, ecc…

    Penso sia una cosa fattibile!

  • # 4
    Cael
     scrive: 

    La cosa è certamente fattibile, ma irrealizzabile, perchè questa mania di avere 800 distro diverse è radicata nella filosofia open di Linux e non cambierà mai, perchè fa parte dell’ottusità dei filosofi del pinguino.

  • # 5
    david
     scrive: 

    Certo microsoft è una fonte attendibile e superpartes :)…secondo me queste notizie non andrebbero nemmeno diffuse tanto sono delle cavolate…
    P.s MS aveva detto lo stesso di iPhone ma LOL, sarebbe l ora che la smettessero di fare i monopolisti

  • # 6
    miki mouse
     scrive: 

    Si tutti parlano di Android android :) Ma prova a chiederlo in un qualsiasi negozio e penseranno che sei un matto che vuole portarsi un robot a casa xD Scherzo ovviamente. Però devo dire che io stesso, che sono molto curioso quando si parla di cose nuove, ho un idea molto vaga della cosa… e non l’ho mai visto. Lol

    Cmq… Quando ho letto la frase “In definitiva vuoi che la tua stampante funzioni e tutto il tuo parco software a cui sei abituato continui a funzionare” ho riso di gusto:) perchè è esattamente quello che vorrei e che spesso non si realizza… ma cavolo :).. io uso da sempre prodotti MS ~_^

    Niente polemica eh… è un post ironico :P

  • # 7
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    Si parla molto di Android sia perché c’è Google dietro a questo progetto sia perché obiettivamente Linux nei netbook è stato un fallimento.
    Ha ovviamente contribuito il gioco al ribasso di Microsoft per quanto riguarda il licensing XP ( e da più parti si è gridato al dumping) fatto sta che il fenomeno netbook è esploso dopo che Windows è approdato anche su questo segmento ed i numeri dopo qualche mese sono impietosi sulle percentuali di presenza da parte dei competitor.
    Linux nei sistemi embedded, basati quindi fortemente anche su ARM, è molto competitivo, ma il problema di fondo resta: per un uso simile a quello del pc l’utente ha bisogno di certezze e di unità d’intenti.
    Alla fine nei sistemi embedded tutto quanto è customizzato e l’utente finale non sa nemmeno che dietro a tot funzioni ci sia effettivamente un kernel ed un sistema simile ai SO utilizzati nei desktop o portatili.

    E se mai, io nutro qualche dubbio, ma se mai ARM diventasse una forza anche tra i netbook Microsoft non farebbe altro che rispolverare CE.

  • # 8
    Carla
     scrive: 

    Scusate ma tutti parlano di android android android…. quando poi si sa pochissimo di questa applicazione e del parco software del quale disporrà (le suite google immagino).

    Ma linux? Se lo sono scordati tutti? Linux gira sulla maggior parte delle architetture e la maggior parte dei pacchetti distribuiti sono compatibili con l’architettura ARM.

    ————————

    Secondo te Android su cosa si basa? Così come OS X? L’OS di iPhone? Del nuovo Palm Pre? Si basano tutti su uno dei tanti fork di linux.
    Nessuno si è dimenticato di linux, anzi, tutti ne prendono a larghe mani.
    Ma la vera differenza oggigiorno è nella qualità del codice prodotto, tutte quelle aggiunte, cazzatine, tocchi di classe, che sono ad esempio marchio di fabbrica dei prodotti Apple, e li rendono di categoria superiore.

  • # 9
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    La vera differenza non sta nella qualità del codice (tutta da dimostrare, con i sorgenti alla mano) che tutt’al più può interessare agli sviluppatori, la differenza come fatto notare da altri lettori è che dietro c’è un gigante come Google in grado di promuovere e mettere una “faccia” ed un marchio con una grossa cassa di risonanza anche a livello di marketing tanto quanto gli altri attori protagonisti del mondo IT, come Apple o Microsoft.
    Linux questo non lo può vantare ed è, agli occhi dell’utenza che di fronte a mille prodotti diversi si trova spaesata, logicamente un plus non indifferente.

  • # 10
    aste
     scrive: 

    io ho la mia distribuzione a casa, su misura per me, costruita intorno a debian, col software che piace a me e stop.
    problemi ?
    le 800 distribuzioni non sono un problema, sono le teste vuote che parlano a vanvera il problema.

  • # 11
    max8472
     scrive: 

    Francamente questa nuova politica Microsoft volta alla polemica più sfrenata, seguendo la moda Apple, mi pare abbastanza fastidiosa, ma evidentemente efficace, visto che viene tutto regolarmente riportato, ed è pubblicità gratis.

    Gli uomini adorano le polemiche.

  • # 12
    Jacopo Cocchi (Autore del post)
     scrive: 

    x aste

    i problemi sorgono nel momento in cui il mercato di massa non è nemmeno in grado di comprendere il significato di “distribuzione”.
    Chiaramente il concetto di “avere più scelta rispetto ad averne” è positivo anche per la concorrenza, ma quando la situazione è così frammentata onestamente no ed i numeri parlano chiaro visto che di anno in anno la crescita (in termini di adozione) è di decimi, quando va bene, percentuali, meno di MacOSX che pur si lega all’hardware e non ha prezzi esattamente popolari.

    Poi per carità se va bene così, pace, io che vorrei vedere invece più equilibrio (perché più equilibrio porta ad un sistema decisamente più concorrenziale ed innovativo) critico quello che mi sembra un sistema che non funziona.
    Tentativi di convergenza tra LSB e compagnia ce ne sono stati tanti. I risultati no.

    x max

    non si tratta solo di polemica, si tratta di delineare un quadro più generale delle strategie in un settore in continuo fermento come quello dei netbook.
    Il diniego verso ARM non è chiaramente nuovo mentre la critica verso Android almeno in questi termini sì.
    Questo può essere interpretato in due modi, il fatto che Microsoft effettivamente non senta il sistema operativo Google come un concorrente oppure sminuirlo perché può rappresentare effettivamente una “minaccia” nel medio-lungo periodo allo share Windows (com’è avvenuto per Apple e l’iPhone).
    E’ solo un’altra puntata della telenovela che comunque visto il target di prodotto interessa.
    Non tutti, com’è normale, ma interessa almeno qualcuno e Guggenheimer per la carica che ricopre non è il primo pellegrino che passa.

    Altrimenti non avrei neanche pensato di riportarlo.

  • # 13
    Giullo
     scrive: 

    @carla: mac os ha molte componenti BSD, che non è proprio la stessa cosa di linux :)

  • # 14
    Andrea R
     scrive: 

    tanto alla fin fine di tutto per ogni ARM -> Linux

  • # 15
    AlessioF
     scrive: 

    Giusto per commentare:
    I tuoi sw, li usi attraverso wine
    Le tue stampanti… in rete e sw HP per linux se non già direttamente.

    Il rimedio c’è, e da sempre gli accessori son venuti DOPO il prodotto e non prima.

    Bisogna prendere il merito di apple: un solo tipo di dispositivo così tutto il sw è ottimizzato per quello e non per 100 periferiche hw diverse.
    PS basato su ARM e Linux…

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