di  -  mercoledì 3 giugno 2009

Olivetti ELEA 9003 - img courtesy of polito.it

Un esemplare di ELEAELaboratore Elettronico Aritmetico – il primo elaboratore a transistor del mondo, progettato e prodotto dalla Olivetti a partire dal 1959, è stato restaurato presso l’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena, nell’aretino.

Il sistema oggetto dell’attenzione di docenti e studenti dell’istituto toscano, è l’esemplare n°2 (ELEA 9003/02) di quel capolavoro tecnologico ispirato dal genio di Mario Tchou, sotto la guida illuminata di Adriano e Roberto Olivetti.

Anche in fatto di progresso industriale e tecnologico, un paese senza memoria è un paese senza futuro e, ahimè, al di fuori del perimetro di Ivrea e della memoria di un manipolo di ex-dipendenti e appassionati, la vera gloria della Olivetti rimane ignota ai più.

A questa amnesia di massa hanno peraltro contribuito lunghi decenni in cui la miopia di una gestione incompetente, politicizzata e infine speculativa hanno scalzato lo spirito innovatore dei fondatori fino a relegarlo a un pallido ricordo.

Oggi il recupero di ELEA rinverdisce i fasti della defunta industria informatica nazionale, restituendo agli autori del progetto, agli studenti dell’Enrico Fermi e a tutta la comunità di appassionati, quell’orgoglio che neppure il più asino dei politici e il più cialtrone fra i pirati della finanza, può ormai sottrarci.

La pagina ufficiale del progetto è raggiungibile tramite questo link mentre di ELEA abbiamo parlato già qui. Il possibile prenotare visite guidate presso la pagina del progetto sul sito dell’Istituto.

14 Commenti »

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  • # 1
    ewrewr
     scrive: 

    mio padre si è diplomato li….gagliardi sti bibbienesi^^

  • # 2
    pabloski
     scrive: 

    eh Olivetti, ricordo ancora la prima volta che sono entrato in uno stabilimento di questa azienda

    all’epoca faceva faville, aveva un mucchio di brevetti ( pensate che pure il metodo di incisione laser dei caratteri sui tasti delle tastiere è un brevetto Olivetti )

    che dire, dovremmo armarci di mitra e cominciare ad ammazzare un pò di gente, canaglie ignoranti che hanno distrutto un patrimonio così grande e importante per questo Paese

    ma si sa, pure durante il fascismo eravamo i primi produttori di aeromobili del mondo e oggi a stento riusciamo a far decollare qualche vecchio catorcio dell’Alitalia

    grazie grandi imprenditori italiani, dimostrate ogni giorno sempre più la vostra incapacità ed inutilità

  • # 3
    david
     scrive: 

    gli ape sono morti?

  • # 4
    Giacomo
     scrive: 

    La colpa non è solo degli imprenditori che comunque quei prodotti e quelle tecnologie li creavano, ma anche del sistema politico e del “sistema Italia” in toto che non è mai riuscito a fare squadra e ad avere una visione strategica e globale al di fuori dei Mondiali di calcio.

  • # 5
    massimo m.
     scrive: 

    “A questa amnesia di massa hanno peraltro contribuito lunghi decenni in cui la miopia di una gestione incompetente, politicizzata e infine speculativa”

    niente di piu’ vero, basta vedere cos’e’ successo con la P101. un progetto eccezionale, il primo pc in assoluto, e la dirigenza non ne voleva sapere.

    comunque non c’entrano nulla gli imprenditori con i manager. in italia di imprenditori ce ne sono e con le palle. i manager sono tutt’altra cosa.

  • # 6
    LuVi
     scrive: 

    Spettacolo l’ELEA!

  • # 7
    Luca
     scrive: 

    Io ho un computer dell’Olivetti e trovo che sia il migliore computer che io abbia e indistruttibile ;ha sempre funzionato bene tranne negli ultimi periodi che lo trascurato un pò

  • # 8
    Maurizio C
     scrive: 

    Ho lavorato come tecnico presso il 9003/3 della Fiat Ricambi. Ci sentivamo orgogliosi di quella macchina bellissima e d’avanguardia. L’input era una lettrice elettromeccanica di schede perforate a 80 colonne ed un lettore di banda di carta perforata. Ricordo un ordinamento dati dell’inventario ricambi durato una settimana e altrettanti per stamparlo. Assistenza 24 ore su 24. Dormivamo sulle scrivanie e ci rimpinzavamo di caffè. Rimpiango quei tempi, non solo per l’età ma anche per essere stati orgogliosi di lavorare per la Olivetti.

  • # 9
    gianni
     scrive: 

    Sono stato un tecnico della Olivetti Divisone elettronica inizio anni 60 ed ho avuto il previlegio di lavorare per anni su uno dei primi esemplari Elea 9003 c/o l’ENEL di Venezia. Vedere qualche gg fa un servizio per TV sulla Olivetti e i suoi prodotti, lungimiranti e incompresi da una classe politica di mediocre spessore culturale mi sono emozionato. Purtroppo sono stato tra i venduti alla General Electric che con i progetti Olivetti GE 115 GE 120 GE 130 ha fatto buoni affari.
    Tuttavia General Electric e Successivamente Honeywell hanno continuato ad investire e a garantire occupazione poi, sono arrivati i “briganti” della finanza che hanno progressivamente svuotato le aziende disperdendo i patrimoni tecnico culturali creati dalle vecchie generazioni di imprenditori.
    Che amarezza e desolazione………

  • # 10
    Alessio Di Domizio (Autore del post)
     scrive: 

    @Gianni
    Consideriamo preziosissime le testimonianze di ex dipendenti della Olivetti, particolarmente nel settore tecnico. Se c’è qualche aneddoto che vuoi condividere, qualche ricordo o magari vuoi ricostruiere la genesi di macchine come l’ELEA, anche andando sul tecnico, siamo felicissimi di ospitare il tuo contributo.

  • # 11
    Pierclaudio
     scrive: 

    “Anche in fatto di progresso industriale e tecnologico, un paese senza memoria è un paese senza futuro e, ahimè, al di fuori del perimetro di Ivrea e della memoria di un manipolo di ex-dipendenti e appassionati, la vera gloria della Olivetti rimane ignota ai più.”
    Concordo!!!
    Finalmente Rai 1 ha presentato la fiction in 2 puntate su Adriano Olivetti e anche io ora, che conoscevo poco l’Olivetti, pur avendoci lavorato vicino per 2 anni all’ASL, ne so qualcosa di più.
    è stato emozionante venire a sapere della nascita di ELEA che ha battuto sul tempo gli americani e che anche Fermi si sia interessato al progetto: il nostro paese ha dimostrato in un periodo critico come il primo dopoguerra di possedere persone con grandi idee innovative, polso e rara umanità, come era Adriano.

  • # 12
    sergio
     scrive: 

    La storia presto si occuperà, facendo chiarezza, di Olivetti, come di Mattei, di Ippolito e degli errori di programmazione e di finanziamento in quegli anni cruciali per il futuro della ricerca e dello sviluppo tecnologico nazionale. Conservo gelosamente una scheda con 9 transistors dell’Elea, una scheda con 8 valvole del calcolatore IBM 704 di alcuni anni precedente, e altri “cimeli”dell’epoca. Testimoni tutti di quella corsa all’innovazione digitale che in Italia fu costretta a fermarsi.
    La storia non è quasi mai univoca, strapazzata com’è dalle ideologie, ma prima o poi, grazie ai documenti che per fortuna non mancano, un qualche punto fermo forse si potrà mettere. Che non riguarda solo l’elettronica, ma anche la chimica, la fisica e il nucleare.

  • # 13
    Daniela
     scrive: 

    Mi chiamo Daniela. ho 47 anni ed io quel pc l’ho visto in funzione che ero una bambina, ci andammo in visita che frequentavo le elementari, caso vuole che mio figlio oggi studi in quelle stessa scuola e quel cervellone oggi sta chiuso in una stanza riservata a museo scolastico

  • # 14
    Daniela
     scrive: 

    P.S. Mi correggo: per abitudine al linguaggio moderno l’ho definito pc ma è tutto men che quello bensì un calcolatore elettronico

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